{"id":28666,"date":"2018-10-13T03:48:00","date_gmt":"2018-10-13T03:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/10\/13\/se-dio-e-il-bene-come-mai-ce-il-male\/"},"modified":"2018-10-13T03:48:00","modified_gmt":"2018-10-13T03:48:00","slug":"se-dio-e-il-bene-come-mai-ce-il-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/10\/13\/se-dio-e-il-bene-come-mai-ce-il-male\/","title":{"rendered":"Se Dio \u00e8 il Bene, come mai c&#8217;\u00e8 il male?"},"content":{"rendered":"<p>Se Dio c&#8217;\u00e8, e se \u00e8 buono, come mai c&#8217;\u00e8 il male? Questa \u00e8 da sempre la domanda che si fanno gli uomini, colti e incolti, e che maggiormente mette alla prova la fede. Parrebbe un paradosso, e molti ne traggono la conclusione o che Dio non c&#8217;\u00e8, o che non \u00e8 buono, essendo in tutt&#8217;altre faccende affaccendato che non il bene degli uomini. Eppure, se Dio esiste, non pu\u00f2 essere che buono, anzi, sommamente buono, perch\u00e9 Dio, per definizione, \u00e8 il Sommo Bene. E che Dio esiste, \u00e8 stato dimostrato dai pi\u00f9 grandi filosofi, anche prima del cristianesimo: si tratta di uno dei capisaldi del pensiero. Certo, la cultura moderna ha rimesso in discussione anche le basi del pensiero; \u00e8 logico che abbia messo in discussione anche Dio. Noi non staremo qui a ripetere le cinque prove di San Tommaso, n\u00e9 gli argomenti svolti a dimostrazione della sua esistenza da Platone, ad esempio nel\u00a0<em>Fedone<\/em>; e neppure parleremo di Aristotele, del Motore Immobile e della Causa Prima. A che scopo voler convincere chi \u00e8 ben deciso a non lasciarsi convincere, a nessun costo? All&#8217;esistenza di Dio si arriva con la fede, ma ci si pu\u00f2 arrivare anche con il ragionamento, purch\u00e9 si sia disposti ad andare dritti al nocciolo del problema, e si lascino da parte sofismi e cavilli. <em>Una mela \u00e8 una mela<\/em>, diceva san Tommaso ai suoi studenti; <em>e se qualcuno non \u00e8 d&#8217;accordo, pu\u00f2 uscire<\/em>. Le cose esistono, dunque c&#8217;\u00e8 una causa che le ha fatte esistere; e risalendo a ritroso la catena delle cause, si arriva necessariamente a una Causa Prima, a qualcosa che fa esistere le altre, ma non esiste grazie ad esse; qualcosa che \u00e8 la causa di tutto, senza essere causato da niente. Questo qualcosa \u00e8 l&#8217;Essere, ossia ci\u00f2 che ha in se stesso le ragioni del proprio esistere, mentre tutti gli enti hanno le ragioni del proprio esistere in altro da s\u00e9. La statua esiste perch\u00e9 lo scultore l&#8217;ha scolpita; il bambino esiste perch\u00e9 i suoi genitori lo hanno concepito e fatto nascere; la Terra esiste perch\u00e9 un grumo di materia del Sistema Solare si \u00e8 condensato e raffreddato; e cos\u00ec via. Gli enti partecipano dell&#8217;essere, ma non lo possiedono in se stesso: il loro \u00e8 un essere derivato, un essere riflesso, di secondo o terzo o quarto grado. Ma \u00e8 evidente che, se esistono gli enti che hanno l&#8217;essere derivato, deve pur esistere l&#8217;essere che non \u00e8 derivato, e possiede l&#8217;essere non per accidente, n\u00e9 per partecipazione, ma per essenza. Tale essere ultimo, assoluto, definitivo, \u00e8 l&#8217;Essere; ci\u00f2 che i credenti chiamano Dio. I cristiani, poi, a quel Dio, che di per se stesso sarebbe inconoscibile, danno un volto e un nome preciso, perch\u00e9 nel cristianesimo, dopo essere stato annunciato dai profeti, Dio si \u00e8 fatto uomo, \u00e8 venuto nel mondo, ha vissuto la vita degli uomini, in mezzo agli uomini, e ha affrontato anche la morte degli uomini, la pi\u00f9 dolorosa e umiliante, non una morte signorile e aristocratica, come quella di Socrate, ma una morte plebea, spruzzata di sangue: la morte di croce, quella riservata agli schiavi ribelli. Naturalmente, per i cristiani Ges\u00f9 non \u00e8 solamente morto, \u00e8 anche risorto ed \u00e8 tornato presso il Padre, lasciando per\u00f2 nel mondo aleggiare il suo Spirito, a sostegno e conforto dei credenti. E questo \u00e8 il secondo Mistero del cristianesimo, dopo quello dell&#8217;Incarnazione: il Mistero della Santissima Trinit\u00e0: come Dio, pur essendo unico, si manifesti in tre Persone, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Infine i cattolici, a differenza dei protestanti, riconoscono due fonti della divina Rivelazione, non solo la Scrittura, ma anche la Tradizione; una sola maniera di leggere e interpretare la Rivelazione stessa, quella del sacro Magistero, che non pu\u00f2 contraddirsi o smentirsi mai; due strade, entrambe necessarie, per la salvezza dell&#8217;anima, la fede e le opere buone; dei potenti intercessori a favore degli uomini presso Dio: gli Angeli, i Santi e soprattutto la Vergine Maria, la Madre di Ges\u00f9 Cristo e perci\u00f2 anche Madre di Dio; e dispongono del dono prezioso, inestimabile, del libero arbitrio, con il quale riconoscere e fare il bene, ed evitare il male, sempre con l&#8217;aiuto indispensabile della Grazia divina (mentre Lutero, non scordiamocelo mai, nega addirittura il libero arbitrio). Questo crede un cristiano cattolico, e non altro. Crede nel Giudizio finale e nella vita eterna, che sar\u00e0 eternamene beata o eternamente infelice; e cerca di organizzare e indirizzare la propria vita terrena in ordine alla vita eterna.\u00a0<\/p>\n<p>E dunque, torniamo alla domanda: perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 il male? Proviamo a scomporre il problema nei suoi aspetti costitutivi. La realt\u00e0, qualunque realt\u00e0, pu\u00f2 essere considerata sotto quattro differenti punti di vista: metafisico, intellettuale, morale e fisico. Il primo \u00e8 il pi\u00f9 ampio e il pi\u00f9 profondo: riguarda l&#8217;essere in quanto essere. Ora, nel caso del male, si vede subito che una tale &quot;realt\u00e0&quot; \u00e8 impossibile: Se Dio \u00e8 l&#8217;Essere, ed \u00e8 anche il Bene, il Bene Assoluto, allora ne consegue che l&#8217;essere \u00e8 bene, il non essere \u00e8 male; ma il non essere assoluto \u00e8 una contraddizione in termini, perch\u00e9 solo l&#8217;essere, che \u00e8 una realt\u00e0 positiva, pu\u00f2 esistere, non gi\u00e0 il non essere, che \u00e8 una realt\u00e0 negativa. Conclusione: non esiste un male metafisico, un Male con la &quot;m&quot; maiuscola; anche se talvolta lo si scrive cos\u00ec, per indicare il suo carattere personale, cio\u00e8 il Diavolo, e inoltre la sua assolutezza rispetto al male ordinario, ma una assolutezza pur sempre relativa, perch\u00e9 Dio e il Diavolo non appartengono alla stessa radice ontologica: Dio \u00e8 necessario, ma il Diavolo avrebbe anche potuto non esistere, la sua esistenza non era necessaria, e infatti \u00e8 scaturita da un atto disordinato della volont\u00e0 di una creatura, cio\u00e8 di un ente. L&#8217;universo non potrebbe esistere senza Dio, ma potrebbe esistere anche senza il Diavolo: c&#8217;\u00e8 stato un tempo in cui il Diavolo non esisteva (non esisteva come tale), e ci sar\u00e0 un tempo in cui esister\u00e0 ancora, ma senza poter pi\u00f9 far sentire la sua esistenza fuori del ristretto ambito assegnatogli. Vediamo ora gli altri tre tipi di male.<\/p>\n<p>Il male intellettuale \u00e8 l&#8217;errore. Gli uomini sono creature razionali, sono enti finiti dotati sia di coscienza, sia di ragione, sia di volont\u00e0: pertanto possono fare tanto il bene che il male. Se scambiano la verit\u00e0 con l&#8217;errore, ci\u00f2 introduce nel mondo, creato da Dio secondo un piano ordinato, un elemento di disordine intellettuale, il quale, a sua volta, \u00e8 causa di altre forme di disordine, cio\u00e8 di male. Il male, infatti, non avendo una propria consistenza metafisica, si pu\u00f2 descrivere come uno stato disordinato dell&#8217;essere. In questo caso, il vero viene sostituito da ci\u00f2 che non \u00e8 vero, dal falso, o, se si stratta di una falsificazione intenzionale, dalla menzogna: il che equivale a un disordine dell&#8217;intelligenza, con tutto quel che ne consegue. Se io, per esempio, giudico che l&#8217;appartamento in cui mi trovo sia al piano terra, posso anche aprire la finestra e gettarmi fuori ad occhi chiusi: mal che vada, rimedier\u00f2 qualche graffio sulle spine di un rosaio, o un bagno imprevisto nell&#8217;acqua di una piscina (improbabile, per\u00f2, che la piscina sia immediatamente sotto il cornicione). Se, per\u00f2, il mio giudizio si \u00e8 gravemente sbagliato, e l&#8217;appartamento in cui mi trovo non \u00e8 al piano terra, ma \u00e8 situato al quarantesimo piano, le conseguenze di un salto nel vuoto saranno tragiche e irrimediabili. Se, poi, io ha affermato, mentendo intenzionalmente, che la finestra si apre sul livello del terreno, per indurre qualcuno ad aprirla e a fare la prova ad occhi chiusi, fidandosi della mia parola, la mia non \u00e8 ignoranza, ma menzogna, e una menzogna finalizzata all&#8217;assassinio di qualcun altro. Non si deve credere, perci\u00f2 (anche se il nostro esempio pu\u00f2 essere stato puerile) che la verit\u00e0 o l&#8217;errore siano un fatto che, essendo puramente intellettuale, riguarda solo poche persone e non va oltre la sfera della speculazione astratta; al contrario, gli effetti dell&#8217;errore possono essere immediati ed estremamente concreti nella loro drammaticit\u00e0. Se vado a raccogliere funghi nel bosco e scambio i funghi velenosi per degli ottimi porcini, e poi, tornato a caso, li cucino e ne faccio una bella mangiata, si capisce facilmente che vi sono errori dai quali non si pu\u00f2 tornare indietro.\u00a0<\/p>\n<p>La terza forma di male \u00e8 il male morale, ed \u00e8 questo che noi chiamiamo, propriamente, sofferenza. Il male morale consiste nel rifiuto consapevole del bene, cos\u00ec come l&#8217;errore consiste nel rifiuto, pi\u00f9 o meno consapevole, della verit\u00e0. Se il rifiuto del bene non \u00e8 consapevole &#8211; se, per esempio, \u00e8 commesso per ignoranza, o per uno stato alterato della coscienza &#8211; allora esso genera ugualmente sofferenza, ma non si configura come male morale, perch\u00e9 il male morale \u00e8 sempre una scelta, cio\u00e8 un atto della volont\u00e0, una preferenza accordata al male, pur conosciuto come tale, anzich\u00e9 al bene. Naturalmente, bisogna andarci piano col ridurre a ignoranza gran parte delle manifestazioni del male morale: \u00e8 troppo facile attribuire ad ignoranza ci\u00f2 che nasce da una forma di ignoranza consapevole, mentre la vera ignoranza \u00e8 sempre inconsapevole. Se mi ubriaco e mi metto al volante, e poi investo e uccido una persona, sono innocente quanto alla volont\u00e0 di uccidere qualcuno, ma sono colpevole quanto alla piena consapevolezza che, mettendomi a guidare in quello stato, avrei potuto uccidere qualcuno. La mia colpa rimane, non \u00e8 resa meno grave dal fatto che non avevo la precisa intenzione di uccidere, perch\u00e9 mi sono messo da me stesso, consapevolmente, nelle condizioni di poter uccidere qualcuno: e ci\u00f2 significa una cosa sola, che della vita altrui me ne importava poco. Oppure parliamo dell&#8217;aborto. Senza voler generalizzare, sta di fato che qualunque donna sa che cosa sia l&#8217;aborto, sa che equivale a eliminare una vita nascente nel suo grembo: perci\u00f2, se decide di farlo, cos\u00ec, soltanto perch\u00e9 non desidera quella gravidanza, non potr\u00e0 mai invocare, in un secondo momento, la propria ignoranza, per quanto difficile potesse essere la sua condizione personale. Del resto, tutti sanno che, cos\u00ec come esistono strutture che aiutano ad abortire, esistono strutture che aiutano a far nascere il bambino e poi, se la madre non se la sente di allevarlo, si occupano di trovargli una sistemazione: perci\u00f2 non si pu\u00f2 dire che l&#8217;aborto, per certe future madri, sia la sola possibilit\u00e0 che rimane loro. C&#8217;\u00e8 sempre un&#8217;altra possibilit\u00e0, quella di far nascere il bambino: certo, pu\u00f2 essere pi\u00f9 impegnativa e, quindi, meno appetibile rispetto alla pura e semplice eliminazione del problema. Conclusione: il male morale \u00e8 quello che si compie in piena consapevolezza, ed \u00e8 la preferenza data al male invece che al bene. Se la scelta non era perfettamente libera, allora la sofferenza che il male produce rimane, ma \u00e8 addolcita dal fatto che quell&#8217;azione non era intrinsecamente maligna. Un chirurgo che commette un grave errore durante un intervento e che provoca la more del paziente, se si era presentato in sala operatoria nel pieno della sua lucidit\u00e0 e della sua efficienza, e con la ferma intenzione di far nel modo migliore possibile il suo lavoro, soffrir\u00e0 per quello che \u00e8 accaduto, e forse dovr\u00e0 pagarne un prezzo alla societ\u00e0, tuttavia, dal punto di vista morale, non \u00e8 colpevole: perch\u00e9 la responsabilit\u00e0 morale riguarda colui che fa il male sapendo di farlo e desiderando farlo, e non colui che fa il male per un disgraziato incidente, che pu\u00f2 sempre accadere, perch\u00e9 siamo creature imperfette, e quindi fallibili.<\/p>\n<p>Infine c&#8217;\u00e8 il male fisico. Il male fisico \u00e8 un disordine della natura: sempre, beninteso, che noi non vi abbiamo dato esca con dei comportamenti consapevolmente sbagliati. Una malattia, un trauma, una ferita, una invalidit\u00e0, sono forme di male fisico: possono colpire chiunque, non solo chi ha uno stile di vita imprudente e malsano. Ma la natura, come l&#8217;uomo, non \u00e8 perfetta: \u00e8 imperfetta, come sono imperfetti tutti gli enti che non hanno la loro causa in se stessi. L&#8217;imperfezione \u00e8 propria di ci\u00f2 che non ha la causa in se stesso e che cerca di raggiungere il proprio equilibrio attraverso il movimento. Muoversi significa esistere (nulla \u00e8 fermo nel mondo della materia, nemmeno la pietra pi\u00f9 pesante: nel corso del tempo, anch&#8217;essa subisce una traslazione, oltre che un processo di erosione, sia pure lentissimo), ma significa anche essere imperfetti. Ci\u00f2 che \u00e8 perfetto non si muove: non ne ha alcuna necessit\u00e0. Questo \u00e8 il motivo per cui Aristotele immaginava Dio come un Motore Immobile. Ma ad Aristotele sfuggiva che Dio, pur essendo perfetto, pu\u00f2 scegliere di muoversi: perch\u00e9 Dio \u00e8 il bene, e il bene si manifesta nell&#8217;amore, e l&#8217;amore \u00e8 una forma di movimento. Dio che si fa Uomo per amore degli uomini, si muove: scende dal cielo in terra, patisce il sonno e la fame, e da ultimo la morte, come tutti gli altri uomini. Ma questo concetto era inaccettabile per il pensiero greco: non c&#8217;\u00e8 da stupirsi che un tale Dio, un Dio che sceglie la sofferenza per amore degli uomini, fosse, per loro, un non-senso. Per i filosofi greci c&#8217;era solo la ragione; per i cristiani, e anche per i filosofi cristiani, la ragione non \u00e8 mai disgiunta dall&#8217;amore. E chi ama, soffre; soffre perch\u00e9 desidera il bene assoluto dell&#8217;amato, ma l&#8217;amato, spesso, non cerca il proprio bene, bens\u00ec il proprio male.<\/p>\n<p>Al termine del nostro ragionamento, giungiamo cos\u00ec alla conclusione che l&#8217;esistenza del male nel mondo non \u00e8 un argomento n\u00e9 contro l&#8217;esistenza, n\u00e9, meno ancora, contro la bont\u00e0 di Dio: non del Dio cristiano, almeno. Per un altro dio, che sia solamente intelligenza, come il Dio aristotelico, forse s\u00ec; ma per il Dio di Ges\u00f9 Cristo, che \u00e8 intelligenza (verit\u00e0) e amore, indissolubilmente legati, certamente no. Anzi: l&#8217;amore di Dio per le creature \u00e8 stato cos\u00ec grande da volersi far creatura, per poterle amare sino in fondo. Dice il Vangelo (G<em>v<\/em> 13,1):\u00a0\u00a0<em>Prima della festa di Pasqua Ges\u00f9, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li am\u00f2 sino alla fine.<\/em>\u00a0E noi sappiamo cosa vuol dire <em>sino alla fine<\/em>. Ora, si confrontino queste parole con tutto ci\u00f2 che sappiamo delle altre religioni: visto che, in tempi di ecumenismo disordinato, pare quasi che tutte le religioni siano uguali, o, quantomeno, che siano dotate di un simile grado di verit\u00e0 e autorevolezza. Ebbene, in quale altra religione si trova un concetto analogo: di Dio che, per poter amare sino in fondo le sue creature, cio\u00e8 sino alla sofferenza e alla morte, si fa creatura Egli stesso, e cos\u00ec, al prezzo del suo Sangue, dischiude loro nuovamente le porte del Cielo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se Dio c&#8217;\u00e8, e se \u00e8 buono, come mai c&#8217;\u00e8 il male? 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