{"id":28662,"date":"2017-12-08T11:22:00","date_gmt":"2017-12-08T11:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/08\/scusi-lei-e-cattolico-o-rivoluzionario\/"},"modified":"2017-12-08T11:22:00","modified_gmt":"2017-12-08T11:22:00","slug":"scusi-lei-e-cattolico-o-rivoluzionario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/08\/scusi-lei-e-cattolico-o-rivoluzionario\/","title":{"rendered":"Scusi, lei \u00e8 cattolico o rivoluzionario?"},"content":{"rendered":"<p>Sono in parecchi a pensare e a dire, o ad aver detto e scritto, che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 stato un grande rivoluzionario: che, nella storia umana, non c&#8217;\u00e8 stata rivoluzione pi\u00f9 grande di quella cristiana; e che un vero cristiano \u00e8 anche, perci\u00f2 stesso, un genuino rivoluzionario. Poich\u00e9 in queste frasi vi \u00e8 qualche cosa di vero, ma anche molto di falso, e soprattutto di ambiguo, sar\u00e0 bene chiarire, una volta per tutte, che cosa sia e che cosa non sia &quot;rivoluzionario&quot;. Abbiamo capito, infatti, a chi piace la rivoluzione e crediamo di avere anche capito perch\u00e9 le sue lodi richiedono un lavorio preparatorio, che passa attraverso la rivalutazione del concetto di &quot;riforma&quot;. Si celebra la riforma oggi per poter celebrare la rivoluzione domani; o meglio, per creare quella particolare atmosfera psicologica e culturale che d\u00e0 per scontato il valore positivo della rivoluzione, qualunque essa sia. Tale atmosfera esiste gi\u00e0, da quando esiste la civilt\u00e0 moderna, nella cultura profana; si pensi a ci\u00f2 che, nell&#8217;immaginario collettivo, compreso quello dei sedicenti intellettuali, evocano le parole &quot;rivoluzione americana&quot;, &quot;rivoluzione francese&quot;, &quot;rivoluzione russa&quot;, eccetera. Mancava, per\u00f2, una eguale atmosfera celebrativa e quasi sentimentale nella cultura cattolica, per non dire della Chiesa cattolica e nel clero: e questo era appunto il tassello del mosaico che mancava affinch\u00e9 il concetto di rivoluzione venisse rivalutato universalmente. Piaccia o non piaccia, la mentalit\u00e0 cattolica, e sia pure come semplice forza d&#8217;inerzia, vuol dire ancora qualcosa nel mondo, e specialmente in Italia; era perci\u00f2 necessario che la cultura cattolica e la Chiesa cattolica, dopo aver esercitato una sorta di coscienza critica sul concetto di rivoluzione e sul ruolo delle rivoluzioni nella storia moderna, venisse modificato, ma dall&#8217;interno; che il giudizio negativo venisse ritrattato, rivisto, corretto e, se possibile, rovesciato; che l&#8217;idea positiva della rivoluzione si affermasse anche dentro l&#8217;ultima cittadella della Tradizione, cio\u00e8 la Chiesa.<\/p>\n<p>Per giungere a questo, bisognava procedere a tappe. L&#8217;Europa moderna, per esempio, nasce con la Rivoluzione francese, preparata, a sua volta, dalle due rivoluzioni inglesi del XVII secolo: da allora in poi, la parola &quot;rivoluzione&quot; ha un suono gradevole agli orecchi dell&#8217;opinione pubblica, poich\u00e9 positiva \u00e8 stata la narrazione mitologica che di essa \u00e8 stata data dagli storici e dai filosofi della storia, nonch\u00e9 da tutto l&#8217;apparato della cultura dominante. La Chiesa, per\u00f2, non la pensava cos\u00ec; la Chiesa, che era stata la prima vittima di quella rivoluzione, sapeva, e insegnava, che non c&#8217;\u00e8 nulla di bello e di glorioso, e, oltretutto, nulla di spontaneo e naturale, nelle rivoluzioni moderne. Da parte sua, la cultura cattolica aveva sempre messo in guardia contro l&#8217;infatuazione rivoluzionaria delle masse, culminata con la diffusione del marxismo e, dopo l&#8217;Ottobre del 1917, con il mito di cartapesta del comunismo sovietico, la cui forza d&#8217;espansione, nondimeno, si \u00e8 irraggiata in quasi tutto il mondo, fin oltre gi anni &#8217;70 del Novecento, dopo aver raggiunto un &quot;picco&quot; con i movimento operai e studenteschi legati al 1968. Il Risorgimento italiano, opera della massoneria rivoluzionaria, \u00e8 sempre stato guardato, e giustamente, con occhio fortemente critico dalla cultura cattolica: ci\u00f2 che rappresentava un ostacolo alla diffusione di quella uniforme immagine positiva della rivoluzione, che si voleva imporre a livello della coscienza del popolo italiano. Ebbene, per giungere a tanto era necessario che i cattolici incominciassero a rivedere i loro &quot;pregiudizi&quot; antirivoluzionari e a familiarizzarsi con le potenzialit\u00e0 positive del concetto di rivoluzione: per\u00f2 per gradi, perch\u00e9 non era possibile attuare una simile svolta tutta d&#8217;un colpo.<\/p>\n<p>Il Concilio Vaticano II fu il laboratorio sperimentale per attuare questa inversione di tendenza, abilmente pilotata dall&#8217;alto, e con il massiccio contributo, non certo disinteressato, dell&#8217;insieme dei mezzi d&#8217;informazione che si occuparono di quell&#8217;evento, pi\u00f9 o meno tutti diretti e controllati da quella \u00e9lite rivoluzionaria mondiale che si chiamata massoneria. Bisogna sempre ricordare, infatti, che l&#8217;\u00e9lite finanziaria che domina la politica mondiale e le manifestazioni della cultura, dell&#8217;arte e dello spettacolo, nonch\u00e9 l&#8217;informazione, \u00e8, in se stessa, rivoluzionaria, il suo fine essendo la sovversione permanente, allo scopo di poter meglio dominare i popoli. \u00c8 un errore credere che il potere sia sempre, per sua natura, nemico delle rivoluzioni: cos\u00ec era nel mondo pre-moderno; ma con la modernit\u00e0 le cose sono cambiate. La civilt\u00e0 moderna \u00e8 di per se stessa rivoluzionaria: l&#8217;esaltazione del progresso illimitato costituisce una ideologia intrinsecamente rivoluzionaria, perch\u00e9 il progresso distrugge, a velocit\u00e0 crescente, ci\u00f2 che era giusto, buono e vero fino al giorno prima, e non pu\u00f2 che procedere cos\u00ec, accelerando sempre pi\u00f9 il suo moto grazie agli sviluppi della tecnologia, specialmente informatica. Pertanto, se esiste un potere planetario che tutto vuol controllare, ma che non ama rivelarsi, esso deve essere per forza rivoluzionario: \u00e8 l&#8217;unica maniera per non farsi scavalcare dalle rivoluzioni del progresso e, nello stesso tempo, per tenere in schiavit\u00f9 miliardi di persone da parte di poche centinaia.<\/p>\n<p>Dunque, nel triennio 1962-65 i mezzi d&#8217;informazione e gli stessi commentatori cattolici del Concilio riuscirono a far passare ci\u00f2 che, fin a quel momento, nel mondo cattolico non era mai &quot;passato&quot;: l&#8217;idea di un significato positivo della rivoluzione; ma lo fecero, molto abilmente, presentando la rivoluzione come una semplice &quot;riforma&quot;. Si consideri, infatti, che ci sono due maniere di fare una rivoluzione: una rapida e netta, l&#8217;altra lenta e graduale. Nel secondo caso, si pu\u00f2 perfino far s\u00ec che le persone e i popoli non percepiscano, se non sporadicamente, il carattere rivoluzionario del processo in atto, specie se tutti i mezzi dell&#8217;informazione della cultura parlano sempre e solo di &quot;riforme&quot;. Ma delle riforme sistematiche, capillari, quotidiane, radicali, formano, tutte insieme, una rivoluzione: le riforme sono &quot;solo&quot; riforme se il contesto rimane sostanzialmente lo stesso; se la somma delle riforme conduce a un contesto totalmente nuovo, allora esse non erano che le singole tappe di una rivoluzione. \u00c8 lo stesso schema che oggi la neochiesa bergogliana sta applicando alla rivoluzione di Lutero, fatta passare, ovviamente in senso positivo, come semplice riforma. Ci\u00f2 che \u00e8 implicito, anche se non viene detto, \u00e8 che il Concilio di Trento e i cinquecento anni della Chiesa cattolica che a quel Concilio si sono ispirati, diventano, automaticamente, se non proprio una &quot;controrivoluzione&quot;, quanto memo una &quot;controriforma&quot;: proprio come hanno sempre sostenuto i luterani. La Chiesa di Trento viene cos\u00ec declassata dagli stessi cattolici, anche senza bisogno di dirlo a voce alta, ad un lungo, penoso errore: a una inutile, ottusa opposizione alle necessarie riforme, proclamate e attuate da Lutero, Calvino e Zwingli. Di &quot;riforma cattolica&quot; non si parla quasi pi\u00f9; e libri come quello di Hubert Jedin sul Concilio di Trento, oggi non sono pi\u00f9 citati dai cattolici. Come mai? Perch\u00e9, una volta deciso di riabilitare Lutero, diventa impossibile elogiare la riforma cattolica, che fu l&#8217;opera di rinnovamento della Chiesa cattolica attuato su se stessa, dall&#8217;interno, e non il falso rinnovamento che fu, in realt\u00e0, un tentativo di distruzione, attuato dagli eretici, dall&#8217;esterno. Insomma: una volta deciso, in nome di una delirante ricerca dell&#8217;unit\u00e0 religiosa ad ogni costo, di proclamare che gli eretici erano stati nel giusto, ma senza ammettere apertamente di aver avuto torto, i cattolici, o sedicenti tali, della neochiesa, dovevano e devono fare in modo di far sparire i riformatori cattolici del Concilio di Trento, la cui sola memoria potrebbe dar ombra ai ritrovati &quot;amici&quot; luterani. Ornai manca poco che, proseguendo su questa strada, il papa debba chiedere scusa alla regina Elisabetta d&#8217;Inghilterra se il suo predecessore Enrico VIII fu costretto a far decapitare san Tommaso Moro, e se sua figlia Elisabetta si vide obbligata a far squartare e bruciare vivi tutti i preti e i fedeli cattolici che le riusc\u00ec di stanare nella sua fortunata isola.<\/p>\n<p>Tale rivisitazione della storia, in senso filo-protestante e, implicitamente, filo-rivoluzionario, viene condotta da quei cattolici i quali, di questo tempi, vanno cianciando che Martin Lutero \u00e8 stato un riformatore e che le sue &#8212; ottime &#8212; intenzioni erano, appunto, quelle di riformare la povera Chiesa cattolica, che ne aveva tanto, tanto bisogno. Tali incredibili affermazioni hanno preso il &quot;la&quot; da una esplicita dichiarazione del papa Francesco, il quale, nel giugno del 2016, ritornava da un viaggio &quot;apostolico&quot; a Yerevan, capitale dell&#8217;Armenia (ma sappiamo cosa sono, in realt\u00e0, i suoi viaggi apostolici: il contrario di quel che la parola parrebbe indicare). Il papa, in quella occasione ha testualmente detto (compreso lo strafalcione nell&#8217;uso dei modi verbali): <em>Io credo che le intenzioni di Martin Lutero non erano sbagliate. Era un riformatore<\/em>. Stava preparando il terreno per il viaggio a Lund, in Svezia, dell&#8217;autunno successivo, il 31 ottobre &#8211; giorno dell&#8217;affissione delle 95 tesi sul portale della chiesa del castello di Wittenberg -, con le concelebrazioni cattolico-protestanti, a sua volta in preparazione della celebrazione e della rivalutazione definitiva, il 31 ottobre 2017, del cinquecentenario della cosiddetta riforma luterana, con tanto di emissione di un francobollo (sacrilego) da parte delle Poste Vaticane, con il Crocifisso ai piedi del quale si vedono solo Lutero e Melantone, e non pi\u00f9 la Madonna e san Giovanni. Riassumendo: se Lutero \u00e8 stato non un rivoluzionario, ma un riformatore, allora Lutero deve essere rivalutato e riscattato; e una volta stabilito che Lutero era un bravo cristiano, animato dalle migliori intenzioni, si potr\u00e0 suggerire, ma con discrezione, che le rivoluzioni, in fondo, sono buone anch&#8217;esse, perch\u00e9 animate, al solito, dalle migliori intenzioni. Si rivalutano le riforme per rivalutare Lutero, ma non tutte: non si rivaluta la riforma cattolica del Concilio di Trento; si rivalutano solo le riforme che, in realt\u00e0, non furono riforme, ma rivoluzioni, e intanto si fa finta che siano state riforme, con l&#8217;obiettivo nascosto di rivalutare, diciamo cos\u00ec a livello &quot;subliminale&quot;, le rivoluzioni. Anche il Concilio Vaticano II \u00e8 stato fatto passare per una grande &quot;riforma&quot;, mentre \u00e8 stato una rivoluzione. La riforma agisce per rinnovare la societ\u00e0 o l&#8217;istituzione esistente; la rivoluzione, per distruggerla e sostituirla con un&#8217;altra. La Chiesa che usc\u00ec dal Vaticano II non era la stessa di prima, &quot;riformata&quot; e rinnovata; era sostanzialmente un&#8217;altra, anche se una tale richiede del tempo (e non pu\u00f2 dirsi interamente completata neppure oggi) e, soprattutto, molta, molta pazienza e circospezione.: non si smantella in una stagione l&#8217;edificio costruito in duemila anni. I rivoluzionari &#8212; cio\u00e8 il partito massonico esistente all&#8217;interno della Chiesa, specie fra i cardinali e i vescovi, in collegamento con le logge massoniche esterne alla Chiesa &#8211; avevano gi\u00e0 quasi vinto, ma non potevano dirlo; dovevano trattenere la loro esultanza, ci\u00f2 che, per dei rivoluzionari, \u00e8 quasi impossibile, essendo l&#8217;auto-glorificazione lo scopo supremo di tutte le rivoluzioni. D&#8217;altra parte, essi avevano molta pazienza, perch\u00e9 sapevano che il tempo lavorava (e lavora) per loro. Chi mai \u00e8 tanto ingenuo da pensare che le rivoluzioni pi\u00f9 significative e profonde sono dei fenomeni rapidi e improvvisi? Al contrario: le vere rivoluzioni sono fenomeni lunghi, che durano decenni e talvolta dei secoli, e agiscono in profondit\u00e0, proprio perch\u00e9 agiscono con metodo e pazienza. Quante idee ingenue circolano sulle rivoluzioni! Un&#8217;altra idea estremamente ingenua \u00e8 che siano dei movimenti di popolo spontanei e &quot;veraci&quot;; al contrario, esse sono preparate assai per tempo, studiate a tavolino, finanziate, organizzate, pianificate da centri occulti di potere, che si lasciano a stento intravedere. Questi ultimi sono cos\u00ec abili da mandare avanti il &quot;popolo&quot;; ma non \u00e8 il popolo che fa le rivoluzioni; il popolo crede solo di farle. E chi le fa per davvero, servendosi di esso, \u00e8 ben felice di lasciarglielo credere. Glielo lascia credere anche per molti anni e per diverse generazioni, dopo che la rivoluzione si \u00e8 attuata. L&#8217;importante, per i signori della <em>\u00e9lite<\/em> mondiale, non \u00e8 sbandierare la loro vittoria; l&#8217;importante \u00e8 raggiungerla, standosene al coperto. E che il popolo creda pure quello che vuole: anche che gli asini volano in aria, e che la luna brilla a mezzogiorno. Tutto si pu\u00f2 fare, anche persuadere le masse che simili cose accadono, quando si controllano la stampa, l&#8217;informazione, la politica, le universit\u00e0, la cultura.<\/p>\n<p>Nel suo articolo <em>Come si \u00e8 preparata la rivoluzione modernista nella Chiesa<\/em>, consultabile in rete, don Curzio Nitoglia, personalit\u00e0 battagliera e controversa, ma libera, ha scritto:<\/p>\n<p><em>La rivoluzione, specialmente religiosa, non \u00e8 mai spontanea e nascente dal basso, ma \u00e8 frutto di una rifonda preparazione ideologica, che pian piano giunge alla completa empiet\u00e0: essa \u00e8 il modernismo, il quale pu\u00f2 essere definito il punto omega di tutte le eresie. Fin verso l&#8217;Ottocento la Chiesa era attaccata apertamente da un insieme di sette dichiaratamente empie e posizionatesi al di fuori della Chiesa: la massoneria, l&#8217;illuminismo, il liberalismo, che messe assieme costituiscono una sorta di &quot;contro-chiesa&quot;. Tuttavia, a partire dall&#8217;Ottocento, la &quot;contro chiesa&quot; o la &quot;sinagoga di satana&quot; (Apoc. 2, 9) non era schierata unicamente nelle sette esplicitamente eterodosse; essa aveva anche infiltrato all&#8217;interno delle file cattoliche e del clero alcuni suoi &quot;elementi coperti&quot;: i cosiddetti &quot;cattolici liberali&quot;, che sono stati definiti da Pio IX &quot;pi\u00f9 pericolosi della Comune di Parigi&quot; proprio per il loro modo di fare ambiguo e non apertamente eretico, che inganna pi\u00f9 facilmente gli spiriti dei semplici fedeli.<\/em><\/p>\n<p>Pur senza condividere <em>tutte<\/em> le altre idee dell&#8217;autore, in queste poche righe c&#8217;\u00e8 molto su cui riflettere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono in parecchi a pensare e a dire, o ad aver detto e scritto, che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 stato un grande rivoluzionario: che, nella storia umana,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[109,111,202,233],"class_list":["post-28662","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-chiesa-cattolica","tag-comunismo","tag-modernita","tag-rivoluzione-francese"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28662","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28662"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28662\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28662"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28662"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28662"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}