{"id":28657,"date":"2010-07-01T09:18:00","date_gmt":"2010-07-01T09:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/07\/01\/il-suicidio-delloccidente-nellintervista-di-luigi-iannone-a-roger-scruton\/"},"modified":"2010-07-01T09:18:00","modified_gmt":"2010-07-01T09:18:00","slug":"il-suicidio-delloccidente-nellintervista-di-luigi-iannone-a-roger-scruton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/07\/01\/il-suicidio-delloccidente-nellintervista-di-luigi-iannone-a-roger-scruton\/","title":{"rendered":"\u00abIl suicidio dell\u2019Occidente\u00bb nell\u2019intervista di Luigi Iannone a Roger Scruton"},"content":{"rendered":"<p>Accademico, giornalista, avvocato, romanziere, compositore, classe 1944, da alcuni (ad esempio, dall&#8217;americano \u00abNew Yorker\u00bb) l&#8217;inglese Roger Scruton \u00e8 considerato addirittura il massimo filosofo mondiale vivente.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 certamente eccessivo; \u00e8 vero, semmai, che Scruton \u00e8 uno dei pi\u00f9 pugnaci e determinati difensori della civilt\u00e0 occidentale e del conservatorismo contemporaneo. Fra i suoi lavori tradotti in italiano si ricordano \u00abGuida filosofica per tipi intelligenti\u00bb (1997); \u00abL&#8217;Occidente e gli altri. La globalizzazione e la minaccia terroristica\u00bb (2004); \u00abManifesto dei conservatori\u00bb (2007).<\/p>\n<p>Ora (maggio 2010) la Casa editrice Le Lettere di Firenze ha appena pubblicato un volumetto in cui Luigi Iannone, scrittore e saggista, studioso di illustri figure di conservatori moderni quali Prezzolini, Schmitt e J\u00fcnger, intervista Roger Scruton su una serie di temi di scottante attualit\u00e0, per fornire una specie di bussola a quanti non si rassegnano all&#8217;ineluttabilit\u00e0 dello spengleriano &quot;tramonto dell&#8217;Occidente&quot;. Il libro si intitola \u00abIl suicidio dell&#8217;Occidente\u00bb ed \u00e8 accompagnato da una breve premessa, nella quale Iannone inquadra con semplicit\u00e0 e chiarezza le linee essenziali del pensiero del filosofo britannico.<\/p>\n<p>L&#8217;intervista \u00e8 articolata in sei agili sezioni, dedicate, rispettivamente, al problema dello Stato-nazione e del suo eventuale superamento; all&#8217;arte e alla bellezza; alla bioetica e alla questione del sacro; ai diritti individuali e alla privacy; all&#8217;economia globale; e, infine, al binomio democrazia-partecipazione.<\/p>\n<p>Secondo Scruton, l&#8217;uomo occidentale, e soprattutto l&#8217;uomo europeo, sono prigionieri di una deleteria tendenza ad autodenigrarsi, a negare la propria identit\u00e0 storica e culturale e a cercare sempre nuovi riferimenti in un non meglio identificato universo dei diritti, mentre \u00e8 propenso a parlare sempre meno dei corrispondenti doveri.<\/p>\n<p>Imprigionato in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 edonistica e mutilato degli antichissimi legami con la sfera del sacro, l&#8217;uomo europeo sta cedendo alle suggestioni teoriche di coloro i quali negano radicalmente la tradizione, proprio in un momento storico particolarmente delicato, quello in cui l&#8217;Occidente deve fronteggiare la minaccia, esplicita o potenziale, di un Islam integralista e fanatico (bisognerebbe per\u00f2 vedere quanto ci\u00f2 sia il risultato di una sciagurata politica delle pi\u00f9 recenti Amministrazioni americane, sempre pi\u00f9 legata a filo doppio al sionismo e dissennatamente ostile a regimi arabi laici e moderati, come lo era quello, truce finch\u00e9 si vuole, di Saddam Hussein, peraltro sempre pi\u00f9 presentabile di quelli kuwaitiano e saudita).<\/p>\n<p>L&#8217;intervista realizzata da Luigi Iannone \u00e8 tesa, graffiante, a tratti addirittura quasi sgradevole da un punto di vista &quot;politicamente corretto&quot;; ma sempre stimolante e ricca di spunti di riflessione per il lettore libero da pregiudizi ideologici e disposto a ragionare liberamente a trecentosessanta gradi sulla realt\u00e0 del mondo contemporaneo.<\/p>\n<p>In particolare, Scruton mette in evidenza una delle debolezze fondamentali dell&#8217;Occidente: il fatto che la gran parte dei suoi intellettuali, a differenza della gente comune, si siano allontanati con disprezzo dalla tradizione e dal sacro, abbiano rescisso il legame con le generazioni passate e con quelle future e si siano fatti veicolo di una cultura che si sforza di abolire, anche visivamente (come nel caso delle arti plastiche e figurative e soprattutto in quello dell&#8217;architettura), la dimensione della trascendenza, rinchiudendo i nostri pensieri e le nostre emozioni entro un universo materialistico sempre pi\u00f9 asfittico e circoscritto.<\/p>\n<p>Come dice Iannone nella premessa (pp. 11-12), \u00abScruton crede in una rivalutazione dell&#8217;elementare modello sociale operante nella vita quotidiana; quel modello che, seppur poco persuasivo per l&#8217;\u00e9lite intellettuale, fa riferimento a una rivalutazione del sacro, della cultura, del buon senso e della responsabilit\u00e0 nei doveri.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 di pi\u00f9. Il passaggio dal contratto sociale al &quot;patto non scritto con i morti e con i non nati&quot; pu\u00f2 anche creare un ponte culturale, una sorta di richiamo pre-politico in vista di battaglie comuni per quel mondo ambientalista che nei decenni ha sposato in toto le cause di certo radicalismo, mentre al contrario restano vivaci le polemiche con il mondo animalista perch\u00e9, come Eliot, Scruton ritiene che la creativit\u00e0 e i sussulti della modernit\u00e0 sono possibili esclusivamente all&#8217;interno di un assetto che non ometta la trasmissione di memoria [&#8230;], nella quale rientra anche l&#8217;idea che l&#8217;uomo suia la specie predominante.\u00bb<\/p>\n<p>Non tutte le tesi esposte da Sctuton sono condivisibili, a cominciare &#8211; a nostro avviso &#8211; proprio da questa nota antropocentrica la quale, se \u00e8 in linea (\u00e8 vero) con la nostra tradizione, non lo \u00e8 per\u00f2 con una critica della modernit\u00e0 che sappia elaborare categorie culturali e valori capaci di oltrepassare quest&#8217;ultima e non solamente di negarla; per\u00f2, ripetiamo, si tratta di una lettura sempre interessante, a volte provocatoria, non di rado salutarmente demistificante.<\/p>\n<p>Crediamo, pertanto, che Iannone abbia fatto cosa utile adoperandosi per la conoscenza del pensiero di Scruton in Italia.<\/p>\n<p>In questo modo, infatti, egli ha dato un contributo non indifferente al dibattuto sulla modernit\u00e0, sulla crisi dei valori e, pi\u00f9 in generale, sulla crisi dell&#8217;Occidente: intorno al quale ruotano non solo dispute pi\u00f9 o meno accademiche di professori e saggisti, ma la scottante concretezza del nostro prossimo futuro e, in definitiva, il destino che ci attende.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accademico, giornalista, avvocato, romanziere, compositore, classe 1944, da alcuni (ad esempio, dall&#8217;americano \u00abNew Yorker\u00bb) l&#8217;inglese Roger Scruton \u00e8 considerato addirittura il massimo filosofo mondiale vivente. 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