{"id":28654,"date":"2015-12-29T01:48:00","date_gmt":"2015-12-29T01:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/29\/per-poter-indicare-il-bene-lo-scrittore-deve-essere-credibile\/"},"modified":"2015-12-29T01:48:00","modified_gmt":"2015-12-29T01:48:00","slug":"per-poter-indicare-il-bene-lo-scrittore-deve-essere-credibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/29\/per-poter-indicare-il-bene-lo-scrittore-deve-essere-credibile\/","title":{"rendered":"Per poter indicare il Bene, lo scrittore deve essere credibile"},"content":{"rendered":"<p>\u00abQuelli che odiano la vita, costituiscono una minoranza limitata che per\u00f2, come tutte le minoranze, si fa sentire pi\u00f9 della maggioranza&#8230; [Un tempo] era normale che la comunit\u00e0 reagisse con orrore ai fatti che la ferivano, mentre ora sembra che la crudelt\u00e0 sia diventata il nostro pane quotidiano. [&#8230;] Bisogna proteggere l&#8217;innocenza, perch\u00e9 possa vivere in pace e nel bene.\u00bb Queste frasi non sono state dette o scritte da un religioso, da un teologo o da un mistico, ma dalla &quot;regina&quot; del genere poliziesco, che di delitti e di assassini se ne intendeva, anche se solo attraverso la finzione letteraria: la scrittrice (in inglese: <em>crime novelist<\/em>) Agatha Christie, nata a Torquay nel 1890 e morta a Wallingford nel 1976, dalla cui penna sono usciti piccoli capolavori del genere, come \u00abAssassinio sull&#8217;Orient-Express\u00bb del 1934, \u00abDieci piccoli indiani\u00bb del 1939, e \u00abAssassinio allo specchio\u00bb del 1962, dai quali sono state tratte delle famose versioni cinematografiche.<\/p>\n<p>Una scrittrice di delitti che riflette sul delitto, sul Male con la &quot;m&quot; maiuscola, e su quale sia la missione dello scrittore, perfino dello scrittore di romanzi polizieschi, nei quali il delitto \u00e8 un ingrediente necessario: non si pu\u00f2 dire che il suo punto di vista non sia interessante, visto che \u00e8 particolarmente qualificato. Ebbene, per Agatha Christie lo scopo dei romanzi polizieschi \u00e8 di mostrare come il delitto venga smascherato, e il colpevole assicurato alla giustizia. Le vittime devono essere vendicate e l&#8217;innocenza deve essere protetta: questa \u00e8 la sua posizione. Ella prova sconcerto e disgusto all&#8217;idea che il lettore possa parteggiare per l&#8217;assassino, e non capisce come si possano scrivere romanzi nei quali la violenza pi\u00f9 cieca appare fine a se stessa, ossia nei quali essa serve soltanto a stimolare gli istinti morbosi, sadici e masochisti del pubblico.<\/p>\n<p>La sua \u00e8 l&#8217;opinione di una distinta signora inglese che scrive nell&#8217;arco di tempo a cavallo della Seconda guerra mondiale, ma la cui formazione umana, intellettuale e morale \u00e8 avvenuta negli anni della <em>Belle \u00e9poque<\/em>: un misto di razionalismo positivista e di rigorismo puritano. Non vede il lato oscuro delle cose; la psicanalisi non fa molta presa su di lei; e cos\u00ec l&#8217;introspezione, il flusso di coscienza, il monologo interiore e tutti i complessi problemi, di forma e di contenuto, che travagliano gli anni del modernismo, di Virginia Woolf e di James Joyce, di T. S. Eliot e di Ezra Pound: anni nei quali l&#8217;Europa smarrisce definitivamente se stessa e diventa esule in casa propria, sradicata, alienata, sempre pi\u00f9 angosciata. \u00c8 una signora che scrive in maniera quasi ottocentesca, in pieno XX secolo; una scrupolosa artigiana della penna che conosce i suoi limiti, ma che non ha rivali nel suo specifico campo dazione: serena, metodica, paziente, indistruttibile, procede per la sua strada, quasi ignara dell&#8217;Ombra. Le sue storie di delitti ignorano quasi del tutto il risvolto psicologico e sono costruite prevalentemente sulla dimensione esteriore, materiale, quantificabile e misurabile: quella che tutti possono vedere, come un orologio che venga metodicamente smontato e rimontato da un bravissimo orologiaio. Per lei non c&#8217;\u00e8 mistero; o, se lo sfiora &#8212; il mistero del Male, ad esempio &#8212; se ne ritrae senza averlo compreso, anzi, senza aver mostrato di vederlo.<\/p>\n<p>Le sue idee circa la delinquenza sono di una linearit\u00e0 addirittura manichea, tanto appaiono semplici e senza sfumature: l&#8217;assassino \u00e8 un individuo violento, asociale, pericolosissimo, che turba l&#8217;ordine costituito e mette in pericolo l&#8217;innocenza; si pu\u00f2 provarne piet\u00e0, ma non bisogna averne alcuna indulgenza. In breve, ella propone la pena di morte; o, in alternativa, che si dia al delinquente la possibilit\u00e0 di rendersi utile alla societ\u00e0, offrendosi come cavia umana per gli esperimenti scientifici (anche Axel Munthe la pensava cos\u00ec). Se sopravvivr\u00e0, avr\u00e0 pagato il suo debito e potr\u00e0 tornare a vivere in mezzo agli uomini, avendo compreso il valore della vita, dopo averlo calpestato.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ella scrive, nella sua voluminosa autobiografia (\u00abLa mia vita\u00bb; titolo originale: \u00abAn Autobiography\u00bb, Agatha Christie Limited, 1977; traduzione dall&#8217;inglese di Maria Giulia Castagnone, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1978, pp. 459-450):<\/p>\n<p><em>\u00abQuando cominciai a scrivere dei romanzi polizieschi non mi ponevo il problema di criticarli o di pensare seriamente al crimine. Per me un romanzo poliziesco era la storia di una caccia, e questa storia aveva una morale, che si esprimeva nella sconfitta del Male e nel trionfo del Bene. A quel tempo, eravamo durante la prima guerra mondiale,chi commetteva un delitto non era un eroe; il criminal era malvagio, l&#8217;eroe buono, tutto qui. Non si era ancora cominciato a sguazzare nella psicologia. Anch&#8217;io come tutti quelli che scrivevano libri o li leggevano parteggiavo per la vittima innocente CONTRO il criminale.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;unica eccezione era costituita dal popolare Raffles [si riferisce a \u00abRaffles, il ladro gentiluomo\u00bb dello scrittore Ernest William Hornung, 1866-1921], giocatore di cricket famoso per le sue spacconate e dal suo conigliesco socio Bunny. Ma neanche Raffles mi ha mai trovata molto consenziente, anche se le sue gesta alla Robin Hood avevano le loro radici nella tradizione e se in lui il Male si nascondeva sotto una vivacit\u00e0 monellesca. Nessuno si sarebbe mai sognato di pensare che un giorno i gialli sarebbero stati letti per il loro contenuto di violenza, e per il compiacimento sadico di una brutalit\u00e0 fine a se stessa. Allora era normale che la comunit\u00e0 reagisse con orrore ai fatti che la ferivano, mentre ora sembra che la crudelt\u00e0 sia diventata il nostro pane quotidiano. La cosa non manca di stupirmi soprattutto se si pensa che la maggior pare della gente che si conosce, giovani e vecchi indifferentemente, \u00e8 gentile e servizievole, aiuta volentieri le persone anziane e cerca di rendersi utile. Quelli che odiano la vita, costituiscono una minoranza limitata che per\u00f2, come tutte le minoranze, si fa sentire pi\u00f9 della maggioranza.<\/em><\/p>\n<p><em>Chi scrive dei gialli, finisce per interessarsi allo studio della criminologia. A me interessano molto i libri scritti da chi \u00e8 stato a contatto con dei criminali, soprattutto se si tratta di persone che, per dirla con un termine in uso ai vecchi tempi e ora sostituito da altri ben pi\u00f9 importanti, hanno cercato di &quot;riformarli&quot;. In realt\u00e0, sono in molti a dire, come Riccardo III di Shakespeare: &quot;Male tu sarai il mio Bene&quot;. Hanno scelto il male, come il Satana di Milton, che aspirava alla grandezza, al potere, e voleva diventar come Dio. Non c&#8217;era amore in lui, n\u00e9 umilt\u00e0 e io so, dall&#8217;osservazione quotidiana della mia vita, dove non c&#8217;\u00e8 umilt\u00e0, c&#8217;\u00e8 la ROVINA.<\/em><\/p>\n<p><em>Uno degli aspetti positivi che si offrono allo scrittore di gialli \u00e8 l&#8217;ampia scelta tra i vari generi: il thriller leggero, particolarmente piacevole da scrivere, il romanzo poliziesco pi\u00f9 impegnato, dalla vicenda complessa, interessante sul piano tecnico e molto laborioso, che alla fine ci riempie di soddisfazione, e infine quello in cui il tema portante \u00e8 la difesa appassionata dell&#8217;innocenza. Perch\u00e9 \u00e8 QUESTA che conta e non la COLPA.<\/em><\/p>\n<p><em>Personalmente, posso astenermi dal giudicare gli assassini ma penso che danneggino profondamente la comunit\u00e0; non portano altro che odio e vi attingono tutto quello che possono. Sono pronta a credere che siano cos\u00ec per natura, che siano nati con una menomazione per cui dovremmo compatirli, ma non mi sento per questo di tollerare che restino impuniti. Sarebbe come permettere a un uomo di uscire da un villaggio colpito dalla peste per mescolarsi con i bambini sani del villaggio vicino. Bisogna proteggere l&#8217;innocenza, perch\u00e9 possa vivere in pace e nel bene.<\/em><\/p>\n<p><em>Mi sgomenta il fatto che nessuno sembra preoccuparsi degli innocenti. Nessuno prova raccapriccio all&#8217;idea che una fragile vecchietta, in una tabaccheria, venga massacrata di botte da un giovane delinquente per cui si \u00e8 girata a prendere le sigarette. Nessuno sembra chiedersi quale sar\u00e0 stato il suo terrore e quale dolore avr\u00e0 provato prima di piombare in una misericordiosa incoscienza., Tutti commiserano l&#8217;assassino, perch\u00e9 \u00e8 giovane, e nessuno pensa al supplizio della VITTIMA.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Difendere l&#8217;innocenza \u00e8 un principio sacrosanto, e questa pagina di prosa ci richiama alla responsabilit\u00e0 dello scrittore: egli deve porsi al servizio dell&#8217;innocenza e del bene, perch\u00e9 gli uomini possano guardare alla vita con fiducia; cosa che risulterebbe difficile, se il delitto rimanesse impunito (si pensi al dramma interiore irrisolto di Giovanni Pascoli, dopo l&#8217;uccisione del padre, rimasta senza un colpevole). Quel che lascia perplessi, nel discorso della signora Christie, non \u00e8 tanto la brutalit\u00e0 e la sciatteria della conclusione (pena di morte o auto-degradazione del colpevole a cavia vivente per gli esperimenti), quanto il fatto che ella non veda il legame necessario che esiste fra la sua letteratura e quella poliziesca moderna, dove la violenza \u00e8 fine a se stessa e lo scrittore stringe con il suo pubblico un patto scellerato, basato sullo sfruttamento emotivo delle zone pi\u00f9 basse e malsane dell&#8217;anima umana, dove ci si diletta di immaginare le atrocit\u00e0 che non si avr\u00e0 mai il coraggio di compiere. In particolare, pare che ella non veda che la differenza fra lei e gli scrittori pi\u00f9 recenti del genere, tanto pi\u00f9 cinici, e nei quali non vi \u00e8 il trionfo finale del bene, o, se pure vi \u00e8, viene neutralizzato da un malsano compiacimento nella rappresentazione sadica ed estremamente minuziosa del delitto, naturalmente a sfondo sessuale, non \u00e8 veramente di sostanza, ma, pi\u00f9 che altro, di forma: pensiamo ai romanzi polizieschi, oggi chiamati <em>thriller<\/em>, sempre &#8212; guarda caso &#8211; al femminile, di una Patricia Cornwell, di una Lynda La Plante o anche a quelli &quot;rosa&quot; di una Pat Booth, la quale, pur non avendo praticato il genere &quot;giallo&quot;, ha mostrato sin troppa dimestichezza con le descrizioni orripilanti di delitti, su sfondi di degenerazione sessuale.<\/p>\n<p>Per Agatha Christie, il Bene deve trionfare e il Male esser punito: ma questa non \u00e8 la sostanza dei suoi romanzi, \u00e8 solo un proclama di buone intenzioni. Di fatto, il compiacimento del delitto c&#8217;\u00e8 anche nei suoi libri, con la sola differenza del mutato contesto sociologico e culturale: negli anni &#8217;30 del XX secolo non era ancora di moda ammiccare sfacciatamente ai gusti macabri del pubblico, bisognava salvare le apparenze e rispettare la &quot;sana&quot; morale corrente; ma di sano, a ben guardare, non c&#8217;\u00e8 molto nei personaggi di Agatha Christie, se non, appunto, le buone intenzioni. Hercule Poirot, il suo eroe positivo, \u00e8 un uomo leccato, metodico, tenace, ma con qualcosa di ambiguo e sfuggente, perfino con una tinta d&#8217;inversione, o, quanto meno, l&#8217;apparenza di essa. Miss Marple, la sua versione femminile, \u00e8 una vecchietta ficcanaso, che osserva tutto e s&#8217;impiccia di tutto, divorata da una curiosit\u00e0 patologica, anche se dissimulata dietro una robusta rispettabilit\u00e0 borghese. Poirot e Miss Marple sono entrambi proiezioni della loro autrice, che porta in se stessa &#8212; a quanto pare, senza averne una chiara consapevolezza &#8212; non solo la malattia del secolo, la letteratura, dato che la sua vera vita si svolge fra le pagine dei suoi libri piuttosto che nella dimensione reale (come per Emma Bovary), ma anche quella di sempre: l&#8217;attaccamento alle cose, al successo, al denaro (un esempio fra tutti: dopo aver divorziato ed essersi risposata, la Christie conserv\u00f2 il cognome del primo marito per ragioni squisitamente commerciali). Insomma, la &quot;regina del giallo&quot; \u00e8 una figlia del suo tempo: e, come tale, una persona malata che si crede sana; e nel suo credersi sana in un mondo di pazzi sta il segno pi\u00f9 sicuro del suo disagio e della sua lacerazione intima.<\/p>\n<p>Eppure, Agatha Christie ha perfettamente ragione: il compito degli intellettuali non deve essere quello di aumentare il disorientamento e la confusione della societ\u00e0 moderna, ma, al contrario, quello di indicare la via del bene, cosa che comprende la punizione della malvagit\u00e0 e la difesa della virt\u00f9. Il guaio \u00e8 che, per riuscire credibile, lo scrittore non pu\u00f2 vestire dei panni che non gli appartengono; per poter denunciare il Male ed esaltare il Bene, bisogna essere abbastanza forti da saper attraversare i regni infernali senza restarne contaminati. Nietzsche diceva che ci\u00f2 \u00e8 difficile: il prezzo che si paga per aver guardato troppo a lungo nell&#8217;abisso, \u00e8 che l&#8217;abisso finisca per guardare dentro di noi. Lo scrittore di romanzi polizieschi vive aggirandosi nelle sentine dell&#8217;anima umana, dominate da passioni vergognose: ira, gelosia, superbia, invidia, odio, desiderio di vendetta, il tutto portato fino al delitto pi\u00f9 efferato e, quasi sempre, freddamente voluto, calcolato e pianificato, ci\u00f2 che lo rende particolarmente disumano. Per lo scrittore di &quot;gialli&quot; vale, insomma, la stessa considerazione che si pu\u00f2 fare per quello del genere &quot;horror&quot;: che appare poco credibile quando condanna il male (se pure lo fa), perch\u00e9 tutta la sua opera non \u00e8 che una variazione sul tema. Non basta un finale ispirato a giustizia, nel quale il cattivo riceva la meritata punizione, per riscattare la negativit\u00e0 insita in questo genere letterario. Per poter ispirare ai lettori il senso del bene, pur narrando delitti che grondano sangue, bisogna che lo scrittore possieda delle qualit\u00e0 intellettuali e morali veramente eccezionali: e non \u00e8 il caso della Christie, meno ancora delle altre su ricordate). Lo stesso vale per la letteratura gotica: neppure un Edgar Allan Poe ha evitato la contraddizione; solo un genio come Joseph Sheridan Le Fanu ne \u00e8 stato capace: ed \u00e8 un caso pi\u00f9 unico che raro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abQuelli che odiano la vita, costituiscono una minoranza limitata che per\u00f2, come tutte le minoranze, si fa sentire pi\u00f9 della maggioranza&#8230; [Un tempo] era normale che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[179],"class_list":["post-28654","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-james-joyce"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28654","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28654"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28654\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}