{"id":28652,"date":"2008-04-05T12:14:00","date_gmt":"2008-04-05T12:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/04\/05\/scricchiola-il-paradigma-degli-storici-sulle-origini-recenti-della-civilta\/"},"modified":"2008-04-05T12:14:00","modified_gmt":"2008-04-05T12:14:00","slug":"scricchiola-il-paradigma-degli-storici-sulle-origini-recenti-della-civilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/04\/05\/scricchiola-il-paradigma-degli-storici-sulle-origini-recenti-della-civilta\/","title":{"rendered":"Scricchiola il paradigma degli storici sulle origini \u00abrecenti\u00bb della civilt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;8 ottobre del 1922 <em>l&#8217;American Weekly<\/em>, inserto del <em>New York Sunday American<\/em>, pubblicava un articolo intitolato <em>Il mistero di una suola di scarpa pietrificata, vecchia di cinque milioni di anni.<\/em> Si trattava del rinvenimento, in una localit\u00e0 del Nevada (Stati Uniti Sud-Occidentali, nell&#8217;area del Cosiddetto <em>Great Basin<\/em>, Gran Bacino, di uno stranissimi reperto archeologico: l&#8217;impronta di una parte di suola (per la precisione, la parte posteriore, corrispondente al &quot;tacco&quot;), cucita in pelle, all&#8217;interno di una roccia del Triassico. Autore del sensazionale rinvenimento era stato un rispettabile ingegnerie minerario e geologo, John T. Reid.<\/p>\n<p>Ora, i geologi pongono l&#8217;inizio dell&#8217;era triassica a duecentoquarantotto milioni di anni fa, e la sua fine duecentotredici milioni di anni fa: un periodo durante il quale, secondo il paradigma scientifico ufficiale, mancava ancora moltissimo tempo alla comparsa dei primi uomini sulla faccia del nostro pianeta; per non parlare di scarpe o massimi che fossero, i quali sono, evidentemente, il frutto di un livello di civilt\u00e0 relativamente progredito. E allora? E allora, in questo come in molti altri casi, agli scienziati accademici non restava che una cosa da fare: dare torto ai fatti, per salvare le loro belle teorie. Ed \u00e8 quanto essi fecero.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 riportato, fra l&#8217;altro, nel libro di Michael A. Cremo e Richard L.. Thompson, <em>Archeologia proibita. Storia segreta della razza umana<\/em> (titolo originale: <em>The Hidden History of the Human Race<\/em>, 1996; traduzione italiana di Mariagrazia Oddera, Roma, Newton &amp; Compton Editori, 2002, pp. 146-147).<\/p>\n<p>Quello che gran parte delle persone comuni ignorano \u00e8 che ritrovamenti del genere non sono affatto cos\u00ec rari, e si contano ormai a decine; ma la cosa difficilmente trapela al di fuori della letteratura specializzata, perch\u00e9 l&#8217;informazione scientifica \u00e8 monopolizzata dai sostenitori del paradigma dominante, secondo il quale l&#8217;uomo &quot;moderno&quot; \u00e8 apparso sulla Terra in tempi a noi relativamente vicini, non pi\u00f9 di 100.000 anni fa; mentre le pi\u00f9 antiche civilt\u00e0 conosciute, quella mesopotamica e quella egiziana, non rimonterebbero indietro nel tempo a pi\u00f9 di 6.000 anni fa. Tutti i fatti e tutte le speculazioni che sono in contrasto con tale paradigma, non diciamo di molti milioni di anni &#8211; come nel caso della suola di mocassino del Nevada, sopra riferito &#8211; ma anche soltanto di qualche migliaio di anni, vengono automaticamente respinti e, se possibile, censurati e insabbiati, sicch\u00e9 la maggior parte delle persone di media cultura non ne sono neppure a conoscenza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, per fare un altro esempio, oggi \u00e8 stato provato che la Sfinge della piana di Gizah, in Egitto, \u00e8 stata dilavata dall&#8217;acqua; e che l&#8217;ultimo periodo in cui la valle del Nilo conobbe un clima particolarmente piovoso fu al termine dell&#8217;ultima glaciazione, fra 15.000 e 13.000 anni fa; mentre le piogge furono ancora discretamente abbondanti fra i 9.000 e i 7.000 anni fa, e non oltre. \u00c8 chiaro, pertanto, che la Sfinge non pot\u00e9 essere costruita pi\u00f9 tardi di tale periodo; altrimenti non potrebbe presentare segni di erosione da acqua piovana, che dovette protrarsi per migliaia di anni. Questo senza contare le prove astronomiche, che tendono anch&#8217;esse a retrodatare di parecchio, rispetto alla cronologia &quot;ufficiale&quot;, l&#8217;intero complesso monumentale di Gizah.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, tutti sanno che gli antichi testi religiosi dell&#8217;India &#8211; per non parlare di quelli Maya &#8211; parlano di epoche <em>storiche<\/em> antichissime; epoche in cui l&#8217;uomo non avrebbe dovuto neppure esistere, secondo la paleontologia e l&#8217;antropologia accademiche, non avrebbe dovuto nemmeno esistere; ma in cui, secondo i testi sacri e profani dell&#8217;induismo, non solo esisteva e possedeva un alto livello di civilt\u00e0, ma sfruttava addirittura tecnologie a noi note da meno di un secolo un secolo o da pochi decenni, quali, ad esempio, il volo mediante aerei a reazione e armi sganciate dall&#8217;alto, simili alle moderne bombe atomiche.<\/p>\n<p>Ma gli scienziati che, attualmente, custodiscono il paradigma del sapere &quot;ufficiale&quot; non sono disposti a dare alcun credito a simili racconti. Bench\u00e9 non abbiano, in genere, la minima competenza in fatto di sanscrito o di storia e civilt\u00e0 dell&#8217;India antica, essi negano puramente e semplicemente la possibilit\u00e0 che siano esistite delle cose simili, perch\u00e9 ci\u00f2 contrasta con il loro punto di vista relativamente al dogma evoluzionistico neodarwiniano. Perci\u00f2 si affettano a liquidare ogni circostanza che potrebbe metterlo in dubbio, come destituita di ogni serio fondamento; e non esitano a ridicolizzare e sbeffeggiare quei rari colleghi che hanno il coraggio di allontanarsi dai sentieri noti e ufficialmente riconosciuti. Prendere sul serio uno dei numerosi reperti archeologici anomali significa giocarsi una brillante carriera universitaria; e fare un&#8217;apertura di credito agli antichi testi maya o ind\u00f9 significa, oltre che esporsi alla pesante ironia degli autoproclamati custodi della scienza ufficiale (che, spesso, sono dei giornalisti o dei divulgatori scientifici di modesto livello critico), non trovare una rivista specializzata o una casa editrice disposte a pubblicare i loro studi, a meno di scivolare nel vasto ma screditato arcipelago della stampa e dell&#8217;editoria grossolanamente &quot;esoterica&quot;, ufologica e sensazionalistica.<\/p>\n<p>E non parliamo del racconto platonico circa il continente scomparso di Atlantide, contenuto nei due dialoghi <em>Timeo<\/em> e <em>Crizia.<\/em> Anche se un certo numero di ricercatori hanno fatto notare delle concordanze impressionanti fra le pagine di Platone e una serie di dati emersi dalla geologia, dalla paleontologia, dalla mitologia e dalla linguistica, coloro i quali si azzardano a leggere quei due dialoghi, anche solo come ipotesi di lavoro, non in senso esclusivamente simbolico, ma anche storico, viene immediatamente sommerso da una valanga di scetticismo ed ironia. Gli studiosi di filosofia, in questo caso, sono in genere fra in pi\u00f9 accaniti oppositori di una interpretazione storica del racconto contenuto nel <em>Timeo<\/em> e nel <em>Crizia<\/em>: come se prendere Platone alla lettera volesse dire, di per se stesso, venir meno al rispetto dovuto al grande filosofo e abbassare la vicenda da lui narrata a letteratura pseudo-scientifica alla Von D\u00e4niken, o gi\u00f9 di l\u00ec.<\/p>\n<p>Le cose vanno avanti cos\u00ec, per forza d&#8217;inerzia. Le tesi alternative al paradigma dominante vengono regolarmente bloccate, censurate o messe in ridicolo; mentre una valanga di riviste divulgative e di pubblicazioni scolastiche veicola l&#8217;immagine di un evoluzionismo assolutamente provato e dimostrato, di un quadro perfettamente esaustivo capace di spiegare perfettamente, o quasi, le prime tappe dell&#8217;uomo moderno, dal tipo di Neanderthal a quello di Cro Manon, senza dubbi o incertezze se non per quanto riguarda particolari del tutto secondari.<\/p>\n<p>Scrive Peter Lemesurier in <em>Gli dei dell&#8217;alba<\/em> (titolo originale <em>Gods of the Dawn<\/em>, 1997; traduzione italiana di Luca Vanni, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1998, pp. 8-13):<\/p>\n<p><em>&quot;(&#8230;) gli storici continuano ancor oggi a far partire quest&#8217;ultima [la storia] dal quarto millennio a.C. \u00c8 vero, sostengono, le tecniche di coltivazione si andavano sviluppando e diffondendo gi\u00e0 nel 9.000 a. C. e una sorta di citt\u00e0 sorgeva a Gerico gi\u00e0 nell&#8217;8.000 a. C.: tuttavia soltanto nel 3.000-4.000 a. C. entrano in scena, in Medio Oriente, segni in cui possiamo riconoscere una scrittura; e senza scrittura ovviamente non c&#8217;\u00e8 storia. Su quanto c&#8217;era prima di allora non ci sono che dicerie, miti, superstizioni, racconti di dubbia provenienza e ricostruzioni speculative basate su fonti non scritte; su quanto c&#8217;era prima, insomma, c&#8217;\u00e8 solo<\/em> pre<em>istoria, una preistoria che soltanto gli archeologi possono sperare di decifrare. Una preistoria che, in base a tale impostazione, \u00e8 chiamata a coprire l&#8217;intera esistenza della Terra a eccezione degli ultimi pochi battiti dell&#8217;orologio geologico.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Su questo punto non si insister\u00e0 mai abbastanza.<\/em> Per lo storico ogni evento noto (e sottolineo &#8216;noto&#8217;) accaduto in passato si colloca all&#8217;interno degli ultimi seimila anni. Egli d\u00e0 per scontato che durante i lunghi eoni che precedono quel periodo, milioni e milioni di anni, non si sia verificato alcun evento storico, nulla di registrabile, nulla di documentato.<\/p>\n<p><em>&quot;\u00c8 un&#8217;idea sconcertante; cos\u00ec sconcertante che la maggior parte degli storici ignorano del tutto quanto sconcertante essa sia Solo specialisti di altre discipline, scossi dalla mostruosit\u00e0 di tale idea, tornano continuamente a additare un&#8217;intera serie di eventi &#8216;storici&#8217;, che spostano indietro di diversi millenni i termini ortodossi della storia.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ovviamente gli storica provano una certa irritazione dinanzi a queste proposte e in genere le tacciano senz&#8217;altro di eresia (circostanza che tradisce sempre e inevitabilmente la presenza di un dogma). \u00abChi \u00e8 questa gente?\u00bb, chiedono di solito. \u00abChe ne capisce di storia?\u00bb. E, quando scendono nel merito, \u00abDove sono le prove?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Da quest&#8217;ultima domanda segue che a prova<\/em> data <em>gli storici dovrebbero risolversi a cambiare atteggiamento e a sposare prospettive pi\u00f9 ampie. Cos\u00ec, trascurando a bella posta i primi due interrogativi, i non specialisti hanno debitamente fornito quelle che essi ritengono<\/em> autentiche <em>prove. Ecco alcuni dei loro argomenti.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;- I Maya e gli Aztechi, che nei loro calcoli contemplavano date risalenti fino a 300 milioni di anni addietro, sostenevano che<\/em> prima <em>dell&#8217;et\u00e0 presente, di cui fissavano l&#8217;inizio al 3.114 a. C., il mondo aveva conosciuto altre quattro ere.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;<\/em>\u00abSuperstizione di popoli primitivi\u00bbdicono gli storici.<\/p>\n<p><em>&quot;- Gli antichi scritti ind\u00f9 noti come<\/em> Purana <em>affermano che attualmente l&#8217;umanit\u00e0 si trova alle battute iniziali dell&#8217;ultima di<\/em> quattro <em>ere, la prima delle quali ebbe inizio circa quattro milioni di anni fa.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;<\/em>\u00abPure speculazioni religiose\u00bb dicono gli storici<\/p>\n<p><em>&quot;- Il sacerdote egiziano manto, archivista di Tolomeo Sot\u00e8r e di Tolomeo Filadelfo (323-247 a. C.) afferm\u00f2 che la civilt\u00e0 egiziana esisteva gi\u00e0 36.525 anni prima della fine della XXX dinastia (332 a. C.) e nella sua<\/em> Storia dell&#8217;Egitto <em>lasci\u00f2 veri e propri documenti atti a provarlo. L&#8217;opera scomparve intorno al IX sec. d. C., ma in compendio (compresa qualche citazione diretta) \u00e8 giunta fino a noi, in particolare negli scritti di Sesto Giulio Africano II-III secolo), Eusebio di Cesarea (IV secolo) e Giorgio Sincello (IX secolo), anche se non tutti i dati da essi riportati coincidono. Il ben pi\u00f9 antico<\/em> papiro di Torino <em>(XIII sec. a. C.) presenta dati altrettanto sconvolgenti,<\/em> mentre sembra che buona parte dei dati di Maneto sia contenuta nelle dimensioni stesse della Grande Piramide <em>e dunque fissata per sempre nella pietra.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;<\/em>\u00abFantasie numerologiche da sacerdote\u00bb dicono gli storici.<\/p>\n<p><em>&quot;- Un&#8217;autorit\u00e0 come Platone riferisce che il venerabile saggio, legislatore e politico ateniese Solone (638-558 a. C. circa) era stato ragguagliato dai sacerdoti egiziani del suo tempo sulla distruzione di una grande civilt\u00e0 chiamata Atlantide, annientata da terremoti e diluvi circa novemila anni prima, nonch\u00e9 sulle altre innumerevoli catastrofi che prima di quella si erano abbattute sul genere umano.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;<\/em>\u00abSupestizione religiosa\u00bb dicono gli storici.<\/p>\n<p><em>&quot;- Il celebre medium e chiaroveggente statunitense Edgar Cayce (1877-1945) sosteneva che in origine la Grande Piramide egiziana di Giza fosse stata costryita sotto l&#8217;egida dei coloni di Artlantide, tra il 10.490 e il 10.390 a. C. (lettura 5.748-6).<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;<\/em>\u00abFandonie per ingenui\u00bbdicono gli storici, o pi\u00f9 precisamente gli egittologi, che oggi ricopromno a un tempo il duplice ruolo di archeologi e di storici.<\/p>\n<p><em>&quot;-Un&#8217;iscrizione attribuita al faraone Khufu (Cheope) sulla Stele dell&#8217;Inventario della XXI dinastia (che ora si conserva al museo del Cairo) dice che la Grande Piramide e la Sfinge esistevano gi\u00e0<\/em> molto tempo prima <em>che egli salisse al trono.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;<\/em>\u00ab\u00c8 falsa\u00bb dicono gli egittologi.<\/p>\n<p><em>&quot;Nessuno per\u00f2 ci spiega perch\u00e9 mai quella che evidentemente \u00e8 la copia di un&#8217;iscrizione antecedente debba essere ritenuta un falso. Con lo stesso criterio tutti gli scritti dell&#8217;antichit\u00e0, di nessuno dei quali esiste l&#8217;originale manoscritto, dovrebbero essere rigettati in quanto &#8216;contraffazioni&#8217;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il fatto che gli storici non tengano in considerazione un medium come Edgar Cayce \u00e8 del tutto comprensibile, data la razionalit\u00e0 che essi amano ostentare. Per ragioni consimili \u00e8 anche comprensibile il loro manifesto disprezzo per la parola di chi \u00e8 &#8216;solo&#8217; un sacerdote. Ma il fatto che essi non tengano conto di iscrizioni epigrafiche autentiche, per non dire della testimonianza fornita dagli scritti dei pi\u00f9 eminenti storiografi e dotti del mondo antico (molti dei quali, si d\u00e0 il caso,<\/em> erano <em>sacerdoti), \u00e8 molto pi\u00f9 preoccupante. Gli ingegnosi astronomi e matematici maya, il grande Platone e il grande Solone, l&#8217;archivista egiziano Maneto, tutti costoro sarebbero sciocchi creduloni da gettare nella medesima ignominiosa pattumiera.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Cosa ben strana, visto che per la parte<\/em> successiva <em>all&#8217;inizio del periodo dinastico (3.100 a. C.) la cronologia di Maneto<\/em> \u00e8 accolta <em>dagli storici e dagli egittologi e costituisce il fondamento stesso della loro comprensione della storia egiziana. Per quanto si cerchi di non attribuire loro secondi fini, si ha tuttavia l&#8217;impressione che essi non<\/em> vogliano <em>accettare il resto della medesima testimonianza&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Tutto ci\u00f2 ricorda piuttosto da vicino il poco dignitoso imbarazzo dei cosmologi fedeli al dogma di moda del &#8216;big bang&#8217; e dell&#8217;universo in espansione, di fronte al continuo emergere di prove che gettano dubbi sulla loro diletta teoria. Critici come gi eminenti astronomi Halton Arp e Viktor Amazaspovich Ambartsumian sono ostracizzati, messi al bando, anatemizzati, mentre vengono continuamente elaborate teorie sussidiarie sempre pi\u00f9 complesse volte a puntellare il dogma custodito e a neutralizzare le nuove prove: cos\u00ec l&#8217;intero edificio minaccia di crollare sotto il suo stesso peso. Qualcosa di molto simile ai castelli speculativi con cui nel medioevo si cercava di stabilire quanti angeli potessero danzare sulla capocchia di uno spillo, salvo che la speculazione medievale era un po&#8217; pi\u00f9 scientifica: in fondo tutti avevano<\/em> visto <em>degli spilli, e qualcuno sosteneva persino di avere visto anche gli angeli&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma forse tutto ci\u00f2 non \u00e8 poi tanto sorprendente. Gli esperti sono diventati tali solo dopo essere riusciti a rigettare il sapere acquisito. Devono la loro posizione al finanziamento pubblico che ottengono soltanto sulla base della loro comprovata perizia nelle relative aree di pertinenza. Forse sono le persone meno adatte a cui rivolgersi se si \u00e8 in cerca di nuove prospettive.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;In fondo Darwin era un teologo. Einstein era un impiegato dell&#8217;ufficio brevetti di Berna quando propose la sua &#8216;teoria speciale&#8217; della relativit\u00e0. Alfred Wegener, l&#8217;uomo che formul\u00f2 la teoria della deriva dei continenti, non era un geologo, ma un meteorologo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E cos\u00ec gli storici, e con loro la storia stessa, rimangono aggrappati alla struttura della cronologia postbiblica elaborata<\/em> temporibus illis <em>da Giuseppe Giusto Scaligero (1540-1609), celebre figlio dell&#8217;uomo che fu mentore di Nostradamus ad Agen. E verosimilmente essi continueranno a rimanervici fino a quando non emergeranno prove pi\u00f9 schiaccianti, tali da costringere infine i loro orizzonti a espandersi..<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma questo, piuttosto sorprendentemente, \u00e8 proprio quello che sembra si stia verificando ora&#8230;&quot;<\/em><\/p>\n<p>Comunque, se vogliamo dirla tutta, una delle ragioni &#8211; e non fra le meno importanti &#8211; per le quali il mondo scientifico &quot;ufficiale&quot; si mostra cos\u00ec chiuso ed ostile nei confronti di tutte quelle ricerche che tendono a suggerire la necessit\u00e0 di una significativa retrodatazione della genesi delle &#8216;prime&#8217; civilt\u00e0, nonch\u00e9 di una lettura non solo simbolica del racconto di Platone su Atlantide, \u00e8 il fatto che questo, da circa un secolo, sembra essere divenuto il terreno prediletto di gruppi esoterici pi\u00f9 o meno orientaleggianti, pi\u00f9 o meno bizzarri, per non dire spiritistici: gruppi il cui solo nome fa rabbrividire gli scienziati e che essi considerano come tipici rappresentanti della ciarlataneria occultistica e pseudo-religiosa.<\/p>\n<p>Senza timore di esagerare, si potrebbe affermare che se personaggi come Madame Blavatsky e i suoi seguaci della Societ\u00e0 Teosofica (fondata nel 1875) non avessero parlato di antiche civilt\u00e0 pre-diluviane, di una serie di razze che si sarebbero succedute sulla faccia del pianeta, nonch\u00e9 dello splendore e della successiva distruzione di Atlantide, forse la prevenzione degli ambienti scientifici ufficiali in proposito sarebbe meno rigida e implacabile, e almeno alcune di tali questioni verrebbero prese in considerazione con un minimo di apertura e di rispetto.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;idea, per un archeologo o uno storico di formazione neopositivista (come lo sono, oggi, quasi tutti gli esponenti del paradigma scientifico dominante) di dover prendere <em>seriamente<\/em> in considerazione, e sia pure come base ipotetica e bisognosa di verifiche e approfondimenti, testi come le famigerate <em>Stanze di Dzyan<\/em>, il libro &#8216;maledetto&#8217; di cui parla la Blavatsky attribuendogli assoluta e incondizionata fiducia, \u00e8, per costoro, qualche cosa di decisamente superiore alle loro forze.<\/p>\n<p>Noi non staremo a discutere di questo loro pregiudizio, n\u00e9 entreremo nel merito delle vaporose speculazioni dei teosofi e delle dubbie fonti di informazione di Helena Petrovna Blavatsy. Ci limiteremo ad osservare che lo stile involuto e barocco di costei, insieme al dichiarato substrato religioso, mistico ed esoterico della sua vastissima, ma confusa e, a volte, decisamente fantasiosa opera, certamente non hanno giocato a favore di una seria presa in considerazione delle sue teorie da parte degli ambienti storici e scientifici &quot;ufficiali&quot;.<\/p>\n<p>E tuttavia, possiamo tollerare che uno stile ridondante e un po&#8217; troppo colorito e una evidente mancanza di rigore nella indicazione delle fonti (per non dire altro), siano argomenti sufficienti per ignorare e gettare nel cestino della carta straccia <em>tutto<\/em> quello che ha scritto e insegnato la Blavatsky a proposito delle passate civilt\u00e0 succedutesi sulla Terra, prima di quest&#8217;ultima, alla quale noi stessi apparteniamo? Non rischieremmo di comportarci, cos\u00ec facendo, come quella levatrice che, nel gettare via l&#8217;acqua sporca, eliminasse anche il neonato?<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa: senza per questo cadere nella credulit\u00e0, il vero storico dovrebbe sgomberare del tutto la propria mente da pregiudizi di qualsiasi sorta, e concentrarsi nell&#8217;esaminare unicamente i fatti e le ipotesi, da qualunque parte essi provengano e per quanto possano sconcertare le sue certezze consolidate.<\/p>\n<p>Solo cos\u00ec sar\u00e0 in grado di avvicinarsi, e sia pure faticosamente, a quella agognata verit\u00e0 che costituisce l&#8217;oggetto delle sue ricerche, e la ragione di esistere della scienza di cui egli vuole essere un obiettivo e disinteressato cultore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;8 ottobre del 1922 l&#8217;American Weekly, inserto del New York Sunday American, pubblicava un articolo intitolato Il mistero di una suola di scarpa pietrificata, vecchia di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30138,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[65],"tags":[110],"class_list":["post-28652","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archeologia","tag-civilta"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-archeologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28652","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28652"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28652\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30138"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28652"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28652"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28652"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}