{"id":28649,"date":"2015-12-09T04:58:00","date_gmt":"2015-12-09T04:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/09\/come-le-pagine-dun-libro-aprono-al-bambino-una-finestra-sullaltrove\/"},"modified":"2015-12-09T04:58:00","modified_gmt":"2015-12-09T04:58:00","slug":"come-le-pagine-dun-libro-aprono-al-bambino-una-finestra-sullaltrove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/09\/come-le-pagine-dun-libro-aprono-al-bambino-una-finestra-sullaltrove\/","title":{"rendered":"Come le pagine d\u2019un libro aprono al bambino una finestra sull\u2019altrove"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;influenza che un libro pu\u00f2 esercitare sulla mente e sul cuore del lettore \u00e8 semplicemente enorme, tale da cambiare radicalmente, o da orientare in maniera decisiva, e forse irreversibile, la sua vita, i suoi pensieri, le sue azioni. E, se questo \u00e8 vero per quel che riguarda il lettore adulto, ci si pu\u00f2 facilmente immaginare quanto lo sia, a maggior ragione, nel caso del lettore bambino o adolescente, beninteso qualora esistano le condizioni, oggettive e soggettive, che rendano possibile il &quot;contatto&quot; profondo fra la dimensione di chi scrive e quella di chi legge.<\/p>\n<p>Nel caso del bambino, la forza d&#8217;urto e le capacit\u00e0 d&#8217;impatto di un&#8217;opera letteraria sono centuplicate dal fatto che, nell&#8217;infanzia, la personalit\u00e0 \u00e8 ancora malleabile come la cera, l&#8217;immaginazione e la fantasia sono vivissime, e la coscienza non ha ancora avuto il tempo, n\u00e9 l&#8217;occasione, di creare attorno a se stessa quella sorta di rete protettiva che deriva dall&#8217;esperienza stessa della vita, con le sue speranze e le sue delusioni. Lo stupore del bambino davanti al mondo \u00e8 ancora intatto, o quasi, e la risonanza delle cose che accadono per la prima volta, degli incontri che si fanno per la prima volta (anche degli incontri letterari), \u00e8, potenzialmente, illimitata: come se la coscienza infantile fosse una immensa caverna, dalla volta altissima, nella quale anche il pi\u00f9 piccolo sussurro, anche il pi\u00f9 flebile bisbiglio, vengono trasformati dall&#8217;acustica del luogo in una voce possente, carica di un&#8217;eco che si ripercuotono innumerevoli volte.<\/p>\n<p>Questo, naturalmente, \u00e8 uno stato di fatto &#8212; e con i fatti non si deve mai litigare; solo cercare di comprenderli -, ma carico di implicazioni psicologiche, culturali, spirituali e anche morali, che rendono delicatissimo il rapporto fra colui che scrive e la coscienza del bambino, allorch\u00e9 essa venga catturata dalla lettura. Cos\u00ec come il bambino che gioca, ed \u00e8 felice, non si fermerebbe mai, ma continua a giocare fino a quando non crolla per la stanchezza, a meno che qualcosa o qualcuno sopraggiunga, dall&#8217;esterno, a interrompere i suoi giochi; allo stesso modo il bambino che ritiene d&#8217;aver scoperto un tesoro fra le pagine di un libro, dimentica fame e sete, obblighi e convenienze, amici e familiari, e si sprofonda interamente in quell&#8217;altra dimensione, parallela a quella quotidiana, in cui risiede la magia della lettura. In un certo senso, egli viene catturato da una potenza aliena e trasportato in un altrove che \u00e8 molto simile al Paese delle meraviglie in cui si era smarrita la piccola Alice, l&#8217;eroina del romanzo scritto da Lewis Carroll nel 1865.<\/p>\n<p>Scrivere per i bambini, di conseguenza, rappresenta una responsabilit\u00e0 enorme: il che ci d\u00e0 la misura di quanto sia dimentica del proprio progetto educativo, ammesso che ne abbia ancora uno, la civilt\u00e0 contemporanea, nella quale la letteratura per l&#8217;infanzia \u00e8 stata praticamente abbandonata o, peggio, sostituita da una fitta schiera di romanzi insulsi e profondamente diseducativi, pubblicati e pubblicizzati esclusivamente in base alle leggi del mercato, che si fanno veicolo di una visione della vita cinica e violenta, oppure immatura e banale, oppure, ancora, ricalcata su quella degli adulti, senza alcun riguardo per la particolare natura della coscienza infantile.<\/p>\n<p>E d&#8217;altra parte, non \u00e8 detto che a esercitare una influenza colossale sulla mente e sul cuore di un bambino sia proprio un libro che \u00e8 stato pensato e scritto per lui, come fanno, appunto, o piuttosto come facevano, gli scrittori per l&#8217;infanzia; specialmente un bambino che sia dotato d&#8217;intelligenza e sensibilit\u00e0 superiori alla media, potr\u00e0 fare da solo la scoperta di un libro &quot;per adulti&quot;, frugando sugli scaffali del padre o della madre, oppure adocchiandolo attraverso la vetrina di una libreria, e mettersi a leggerlo per proprio conto, dopo averlo desiderato tanto quanto pu\u00f2 accadere a un bambino che desideri ardentemente di poter stringere fra le mani un giocattolo bellissimo.<\/p>\n<p>Questo accade specialmente (ma non solo) ai bambini per i quali l&#8217;ambiente familiare rappresenti gi\u00e0, di per s\u00e9, un luogo favorevole all&#8217;amore per la cultura, per la lettura e per i libri; il genere specifico di lettura verso cui il bambino, poi, concretamente, finir\u00e0 per orientarsi, diventa cos\u00ec una variabile secondaria di una disposizione interiore molto pi\u00f9 ampia: perch\u00e9 l&#8217;amore per i libri si trasmette ai bambini soprattutto con l&#8217;esempio, e vi sono poche altre cose che colpiscono con altrettanta forza la coscienza del bambino, come il fatto di vedere, ad esempio, i suoi genitori che si immergono con passione nella lettura. Ci\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente a far s\u00ec che il bambino si incuriosisca e che divenga predisposto a fare altrettanto &#8212; anche se a un padre medico, poniamo, potr\u00e0 accadere che il proprio bambino si innamori dei libri che parlano delle vite dei santi, o alla madre che ama i romanzi sentimentali potr\u00e0 capitare che la propria bambina si appassioni alla lettura di manuali che trattano degli animali e delle piante.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il grande naturalista anglo-americano Ernest Thompson Seton, il &quot;nonno&quot; dei Boy Scouts &#8211; poi fondati da Robert Baden-Powell &#8211; ha descritto, identificandosi nel personaggio di Yama, la propria vocazione per la vita all&#8217;aperto, per i boschi e per gli animali e le piante che li popolano (da: E. T. Seton, \u00abDue piccoli selvaggi\u00bb; titolo originale: \u00abTwo little Savages\u00bb, 1903; traduzione dall&#8217;inglese di Piero Pieroni, Milano, Casa Editrice Bompiani, 1979, pp. 13-16):<\/p>\n<p><em>\u00abMa in quel periodo si verific\u00f2 il pi\u00f9 grande avvenimento dell&#8217;allora tenera et\u00e0 di Yan. I suoi insegnanti gli parlarono di Wilson e di Audubon, il primo e l&#8217;ultimo dei grandi naturalisti americani. Yan si chiese perch\u00e9 non fosse nato nessun altro profeta di quella statura. Ma un giorno i quotidiani annunziarono che finalmente era comparso: si trattava di un libro sugli uccelli del Canada, di&#8230; e costava un dollaro.<\/em><\/p>\n<p><em>Mai il denaro era apparso a Yan una cosa tanto preziosa, necessaria e nobile. &quot;O, se solo avessi un dollaro!&quot;. Si mise a risparmiare e a cercare di guadagnare. Vinse un certo numero di biglie al gioco, le scambi\u00f2 con trottole, e queste ultime con temperini, seguendo la strana e rigida periodicit\u00e0 dei vari giochi. A loro volta i temperini vennero scambiati con conigli, e i conigli con monetine di poco valore. Trasport\u00f2 legna per casalinghe sconosciute; guadagn\u00f2 e guadagn\u00f2 ancora, raggranellando tutto ci\u00f2 che poteva. Dopo alcuni mesi era riuscito a mettere da parte novanta centesimi. Ma gli ultimi dieci centesimi sembravano bloccati da una terribile fatalit\u00e0. Nessuno aveva pi\u00f9 strani lavori da affidargli; la fortuna nel commercio lo abbandon\u00f2. Ardeva dal desiderio di acquistare quel libro. Nessun di coloro che conosceva si interessava abbastanza a lui per prestargli quel denaro anche agli interessi rovinosi (due o tre volte ogni centesimo) ai quali era disposto a piegarsi. Ci vollero sei settimane prima di raccogliere quegli ultimi centesimi, e da allora Yan non si sent\u00ec pi\u00f9 la coscienza a posto.<\/em><\/p>\n<p><em>Lui e Alner dovevano spaccare la legna per la cucina. Ciascuno di loro aveva, ogni giorno, il suo quantitativo assieme ad altri compito. Yan eseguiva sempre scrupolosamente il suo lavoro, ma il fratello cercava di evitarlo in ogni modo. Era notoriamente uno scansafatiche. L&#8217;indigenza della famiglia non permetteva ad Alner pi\u00f9 di un colletto di carta alla settimana, ma in tasca il ragazzo portava una gomma da cancellare con la quale poteva mantenere il suo standard di eleganza. A Yan, invece, dei vestiti non importava un bel nulla, anzi, da questo punto di vista era assai trascurato. Il fratello maggiore, volendo sfruttare la debolezza di Alner, mise in lizza una cravatta da venticinque centesimi, a scelta del vincitore, fra chi avesse eseguito meglio i suoi lavoretti casalinghi per un mese. Per la prima settimana, Yan e Alner tennero lo stesso passo, poi Alner si stanc\u00f2, sebbene il premio fosse ambitissimo. Ma quel ritmo era troppo per lui. Yan continu\u00f2 invece a lavorare e ala fine ottenne i promessi venticinque centesimi da spendere in una cravatta. Ma giunto nel negozio, gli venne un&#8217;idea brillante e tentatrice. Quindici centesimi erano il massimo che una persona potesse spendere in una cravatta; i restanti dieci gli sarebbero serviti per comprare il libro. Cos\u00ec l&#8217;ultima moneta venne aggiunta ai suoi risparmi. Poi, gonfio della gioia e dell&#8217;orgoglio di un capitalista, and\u00f2 in libreria e chiese il volume tanto desiderato.<\/em><\/p>\n<p><em>I sentimenti a lungo trattenuti lo rendevano teso: si aspettava che il libraio gli dicesse che il prezzo del volume era salito a mille dollari, e che aveva ormai venduto tutte le copie ricevute. Ma non fu cos\u00ec. L&#8217;uomo si volse in silenzio, estrasse il libro da una pila di volumi, esit\u00f2 e gli chiese: &quot;Copertina verde o rossa?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Verde&quot;, rispose Yan senza credere alle sue orecchie. Il libraio gett\u00f2 un&#8217;occhiata alle pagine, poi depose il libro, dicendo con il tono freddo di un uomo di affari: &quot;Novanta centesimi&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Novanta centesimi!&quot;, ansim\u00f2 Yan. Oh! Se solo avesse conosciuto l&#8217;abitudine dei librai di praticare sconti! Per sei settimane questa terra felice gli era rimasta bandita; aveva sofferto la fame; si era appropriato di denaro non esattamente suo; aveva turbato la sua coscienza, e tutto per raccogliere quei dieci centesimi&#8230; quei dieci centesimi non necessari!<\/em><\/p>\n<p><em>Con profonda riverenza lesse il libro per tutta la strada fino a casa. Non gli dette ci\u00f2 che voleva, ma questo era certo colpa sua. Si pieg\u00f2 su quelle pagine, le studi\u00f2, le am\u00f2, senza mai dubitare di possedere ormai la chiave di tutte le meraviglie e i misteri della Natura.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Ora, il mondo immaginativo del bambino \u00e8 dominato dal senso della vista; per cui un libro ha tante maggiori probabilit\u00e0 di colpire la sua viva immaginazione, quanto pi\u00f9 sia capace di rivolgersi ad essa attraverso le immagini. Ecco, allora, l&#8217;importanza dei disegni, o delle fotografie, o di qualsiasi altro genere di figura, possibilmente a colori, di cui un libro sia corredato, per far s\u00ec che esso diventi attrattivo nei confronti dei piccoli lettori: raramente un bambino \u00e8 incuriosito da un libro del tutto sprovvisto di figure, e sarebbe difficile sopravvalutare l&#8217;importanza che possono avere dei disegni ben curati, ben colorati, o delle fotografie che non siano meramente descrittive, ma che siano anche tali da evocare, o suscitare, nel bambino, il senso della vastit\u00e0, del mistero, dell&#8217;incanto, travalicando l&#8217;ambito specifico di quella particolare lettura. Infatti, per la coscienza del bambino, la dimensione della fantasia \u00e8 come un immenso regno incantato, e qualsiasi opera letteraria, o qualsiasi libro (anche di tipo manualistico) che egli si trovi fra le mani, ma che sappia far scattare in lui la curiosit\u00e0 per l&#8217;ignoto, pu\u00f2 trasformarsi in una porta d&#8217;accesso a quella dimensione. Le porte d&#8217;accesso, potenzialmente, sono innumerevoli: l\u00e0 dove un adulto vede soltanto un romanzo, o un manuale, o, comunque, un libro che risponde a certi requisiti di tipo intellettuale, il bambino vede molto di pi\u00f9 e molto pi\u00f9 lontano: coglie, niente di meno, un riflesso dell&#8217;infinito.<\/p>\n<p>In un certo senso, ci\u00f2 \u00e8 vero anche per molti adulti, che hanno conservato pi\u00f9 viva, in loro, la facolt\u00e0 dell&#8217;immaginazione, oltre al pre-requisito della capacit\u00e0 di stupirsi. Un adulto che sia appassionato di montagne, ad esempio, nel leggere il libro di un famoso alpinista, rester\u00e0 tanto pi\u00f9 soddisfatto della lettura, se il libro \u00e8 corredato da fotografie, possibilmente a colori, delle montagne di cui si parla: e quanto pi\u00f9 tali fotografie saranno di valore artistico, quanto pi\u00f9 avranno saputo catturare ed esprimere la magia delle cime, della neve, dei riflessi di luce, tanto pi\u00f9 avranno contribuito a immergere il lettore in quella dimensione parallela alla realt\u00e0 ordinaria, in cui le emozioni vissute dall&#8217;alpinista diventano anche le emozioni provate dal lettore. Un corredo di fotografie che sia pienamente soddisfacente dal punto di vista documentaristico, tecnico e professionale, ma che sia del tutto sprovvisto delle qualit\u00e0 cui abbiamo accennato, non riuscir\u00e0 a soddisfare altrettanto il lettore, e forse non lo soddisfer\u00e0 per niente.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che, per il bambino, tutto &#8212; letteralmente &#8211; \u00e8 ancora rivestito della luce smagliante dell&#8217;incanto; ogni cosa \u00e8 capace di parlargli in un suo linguaggio segreto, incomprensibile all&#8217;adulto, il quale lo conosceva un tempo, ma poi lo ha scordato. Per convincersene, basta fare un piccolo sforzo della memoria e ritornare a quando, per la prima volta, da bambini, siamo stati colpiti, e, per cos\u00ec dire, folgorati dalla &quot;scoperta&quot; di un certo libro: il pi\u00f9 importante di tutti, quello che per primo ci ha rivelato la magia della lettura; quello che ci ha afferrati con tanta forza e intensit\u00e0, che, sulle sue pagine, ci eravamo dimenticati di ogni altra cosa &#8212; perfino di andare a giocare. Siamo ceti che, novantanove volte su cento, a quel ricordo si associno anche delle immagini visive: i disegni, o le illustrazioni di qualunque genere, che corredavano le pagine di quel libro. Chi, da bambino, non si \u00e8 sentito fremere e turbare davanti ai disegni di un libro di fiabe &#8211; il soldatino di piombo; Pinocchio e la fata Turchina &#8212; o di avventure, o di viaggi; chi non \u00e8 stato trasportato fuori del tempo e dello spazio, grazie a quelle parole e a quelle immagini, in un altrove misterioso, dove tutto diviene possibile&#8230; ebbene, forse costui non \u00e8 mai stato davvero un bambino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;influenza che un libro pu\u00f2 esercitare sulla mente e sul cuore del lettore \u00e8 semplicemente enorme, tale da cambiare radicalmente, o da orientare in maniera decisiva,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-28649","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28649","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28649"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28649\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28649"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28649"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28649"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}