{"id":28642,"date":"2018-01-30T12:45:00","date_gmt":"2018-01-30T12:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/30\/la-disperazione-si-vince-con-la-preghiera\/"},"modified":"2018-01-30T12:45:00","modified_gmt":"2018-01-30T12:45:00","slug":"la-disperazione-si-vince-con-la-preghiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/30\/la-disperazione-si-vince-con-la-preghiera\/","title":{"rendered":"La disperazione si vince con la preghiera"},"content":{"rendered":"<p>Vorrebbero spingerci alla disperazione. Il disegno \u00e8 questo: non si tratta di un esito secondario, di un effetto collaterale; no: il disegno \u00e8 precisamente quello di spingere alla disperazione gli uomini e le donne di buona volont\u00e0; di sprofondare nell&#8217;amarezza e nello sconforto padri, madri, mariti e mogli, educatori e lavoratori, e soprattutto i giovani, perfino i bambini; di spegnere la speranza nel futuro, nell&#8217;avvenire dell&#8217;Italia e della nostra civilt\u00e0, nel domani della Chiesa cattolica, nella fede che ha sorretto i nostri padri, generazione dopo generazione, per secoli e secoli. I migliori sono anche i pi\u00f9 sensibili: se li si spinge fino alla disperazione, finiranno per auto-eliminarsi: o si ammaleranno e cadranno in depressione, oppure sceglieranno il suicidio. \u00c8 la sindrome di Dominique Venner, storico francese e grande medievalista, autore di decine di libri, un intellettuale di prima grandezza ma ignorato dai grandi <em>media<\/em> per il suo essere dichiaratamene di destra nonch\u00e9 attivista antigay, che si \u00e8 ucciso a 78 anni, nella cattedrale di Notre-Dame, a Parigi, presso l&#8217;altare, il 21 maggio 2013, lasciando quest&#8217;ultimo messaggio: <em>Serviranno certamente gesti nuovi, spettacolari e simbolici, per scuotere i sonnolenti, le coscienze anestetizzate e risvegliare la memoria delle nostre origini<\/em>.<\/p>\n<p>Sarebbe una operazione alquanto malinconica quella di ricordare tutti gli amici che sono caduti o che stanno cadendo in una forma di depressione, non per altra ragione che per quella di essere pi\u00f9 sensibili, pi\u00f9 ricettivi e pi\u00f9 desti della maggioranza delle persone, e, pertanto, di essere perfettamente in grado di vedere, a differenza degli altri, ci\u00f2 che si sta preparando ai danni della nostra societ\u00e0: una invasione africana ed islamica senza precedenti, che cambier\u00e0 per sempre non solo l&#8217;assetto etnico, ma le basi stesse della nostra cultura e della nostra civilt\u00e0; ed una offensiva senza precedenti dei movimenti finalizzati a distruggere le basi morali sulle quali \u00e8 stato costruito il nostro mondo, in particolare con l&#8217;introduzione della &quot;educazione sessuale&quot; secondo l&#8217;ideologia <em>gender<\/em> nella scuole, il cui vero obiettivo non \u00e8, come credono le anime belle, il raggiungimento della pari dignit\u00e0 delle persone omosessuali con tutte le altre, ma la distruzione della vera famiglia, formata da un uomo, una donna e dei bambini, distruzione da attuarsi mediante l&#8217;equiparazione giuridica e sociale delle unioni civili fra persone dello stesso sesso, le cosiddette <em>famiglie arcobaleno<\/em>, con l&#8217;aggiunta di bambini racimolati o con le adozioni, o con la fecondazione eterologa (nel caso delle coppie lesbiche) o, peggio di tutto, con la pratica dell&#8217;utero in affitto (da parte delle copie di gay maschi), alla famiglia naturale. Che, poi, i due obiettivi &#8212; africanizzare e islamizzare la nostra societ\u00e0, e omosessualizzarla &#8211; siano decisamente incompatibili, e che, quando la nostra societ\u00e0 sar\u00e0 definitivamente africanizzata e islamizzata, non ci sar\u00e0 letteralmente pi\u00f9 posto, non solo per la pratica omosessuale, anche se vissuta in maniera privata e &quot;discreta&quot;, e non certo nella forma di un &quot;matrimonio&quot; riconosciuto per legge, ma nemmeno per la cultura femminista, n\u00e9, in genere, per tutte le minoranze sessuali, di qualunque tipo e in qualsiasi forma, questo \u00e8 un altro paio di maniche. Si tratta di un errore di calcolo da parte di coloro i quali stanno portando avanti questa duplice manovra, s&#8217;intende a livello di manovalanza, ovvero di utili idioti (e non importa se questi <em>idioti<\/em> sono rinomati intellettuali, scrittori, poeti, artisti, registi cinematografici e riveriti filosofi, sociologi, psicologi e compagnia bella); ma non \u00e8 affatto un errore, \u00e8 anzi un calcolo sapiente e perfettamente lucido, da parte di quanti stanno ai vertici della piramide occulta che manovra le masse come greggi di pecore o come tanti burattini, attraverso il controllo che esercita attraverso i <em>mass-media<\/em>, per spingerle l\u00e0 dove essa vuole che vadano, e tanto peggio per chi sar\u00e0 vittima di tale movimento. \u00c8 certo che n\u00e9 la signora Boldrini, n\u00e9 il signor Vendola, vedranno quel che accadr\u00e0 alle femministe e agli invertiti fra un paio di generazioni: non avranno in sorte di assistere alle conseguenze, per le categorie che rappresentano e per le quali rivendicano sempre nuovi diritti e libert\u00e0, che saranno causate dall&#8217;africanizzazione e dall&#8217;islamizzazione dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Per intanto, non sono poche, pur se restano una minoranza, le persone che vedono tutto questo, se ne crucciano, se ne angustiano, se ne deprimono; molti nostri cari amici sono caduti in uno stato di abbattimento cronico, di pessimismo sconsolato: vedono un mondo, il <em>loro<\/em> mondo, al quale hanno dato il contributo generoso di una intera vita di lavoro, di affetti e di valori, crollare per mano di quelli stessi che ne fanno parte e che ne godono i vantaggi; e hanno l&#8217;impressione che tutto questo finir\u00e0 in una sorta di enorme suicidio collettivo, in una totale auto-distruzione di ci\u00f2 per cui hanno lottato, faticato, sofferto. Temono, inoltre, per il futuro dei loro figli, dei loro nipoti: non riescono a immaginare come faranno a sopravvivere, ridotti a minoranza forse tollerata, forse perseguitata in casa propria: sono pieni di ansia e di preoccupazione per i giovani che l&#8217;incoscienza criminale, o peggio, della nostra generazione, sta spingendo verso un domani pieno d&#8217;incertezze, di pericoli, di confusione, oltre che di perdita di qualunque senso d&#8217;identit\u00e0 e di appartenenza. Un mondo dove non vi sar\u00e0 pi\u00f9 niente di certo, neppure la propria identit\u00e0 sessuale, tranne la prospettiva di una crescente proletarizzazione, di un immiserimento collettivo, di una cronica disoccupazione, proprio per la continua e dissennata importazione di manodopera non specializzata a basso costo, che prender\u00e0 il posto della nostra e che toglier\u00e0 il lavoro ed il pane a milioni di famiglie, colpevoli di essere italiane, normali e, magari (<em>horribile dictu!<\/em>), cattoliche.<\/p>\n<p>Gi\u00e0: la religione. Si sarebbe potuto credere che, in tutto questo marasma, in questo generale smottamento dei valori, dei puti di riferimento, di ogni residuo senso di verit\u00e0, di giustizia, di rettitudine, almeno la Chiesa cattolica, con i suoi quasi duemila anni di storia, avrebbe conservato la testa sulle spalle e i nervi saldi; che almeno lei, dall&#8217;alto della sua saggezza e della sua esperienza due volte millenaria, avrebbe offerto un punto di riferimento agli sbandati, agli scoraggiati, e una rinnovata sorgente di verit\u00e0 e di speranza per la societ\u00e0 nel suo complesso, oltre, naturalmente, che per le persone credenti. E invece sta accadendo esattamente il contrario: la Chiesa cattolica, o meglio, la vergognosa e infame neochiesa progressista e modernista che ad essa si sta sostituendo, si \u00e8 fatta la principale interprete e la pi\u00f9 volonterosa propagandista del nuovo verbo relativista, migrazionista, omosessualista; del nuovo verbo di questo mondo al crepuscolo, bramoso di autodistruggersi, di sporcare e cancellare tutto ci\u00f2 che di vero, di buono e di bello \u00e8 stato costruito da innumerevoli generazioni di uomini, gli artefici della nostra civilt\u00e0: la civilt\u00e0 cristiana ed europea. In fondo, quello del clero cattolico non era un compito impossibile: si trattava semplicemente di tenersi saldamente ancorati alla Verit\u00e0 della Rivelazione di Cristo: perch\u00e9 ci\u00f2 che la Chiesa insegna, da duemila anni, non \u00e8 una sapienza di origine umana, e perci\u00f2 soggetta agli alti e bassi di tutte le cose umane, ma una sapienza soprannaturale, di origine divina, strumento della grazia del nostro Signore Ges\u00f9 Cristo. Bastava, dunque, tenersi stretti al Vangelo di Ges\u00f9, come il bambino si stringe alla veste di sua madre, quando si avvicina un pericolo gravissimo, al quale lui, da solo, non potrebbe nemmeno sognarsi di resistere: e invece che cosa ha fatto il neoclero massone e infedele? Ha tradito il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, lo ha manipolato e stravolto secondo la mentalit\u00e0 del mondo, gli ha tolto la dimensione soprannaturale, lo ha portato al livello di un messaggio puramente umano, una &quot;buona novella&quot; con la minuscola, come ce ne sono state tante, troppe, nel corso della storia umana: gonfiandosi la bocca con i poveri, con gli ultimi, con gli emarginati, e riducendo la Buona Novella di Ges\u00f9 Cristo a un grido di liberazione politico-sociale, cio\u00e8 togliendogli la cosa essenziale: la capacit\u00e0, che Dio solo possiede, e nessun altro, di redimere il mondo dal male, dal peccato, e di additare agli uomini una via d&#8217;uscita dall&#8217;inferno del loro egoismo e della loro concupiscenza.<\/p>\n<p>Un nostro carissimo amico, pi\u00f9 avanti di noi con gli anni, ci ha confessato che sperava di trovare, nella Chiesa in cui \u00e8 sempre vissuto, quel conforto e quella serena prospettiva di vita con i quali desiderava essere accompagnato nella parte finale della sua esistenza terrena; ma di aver subito l&#8217;atroce delusione di trovare un roveto spinoso, infestato da serpenti velenosi, l\u00e0 dove si era immaginato di trovare, o meglio di ritrovare, un verde prato fiorito, vivificato da fresche acque correnti e allietato dal canto di numerosi uccelli. Ci ha confessato di essere molto vicino alla disperazione. E molte altre persone di nostra conoscenza, sia laici, sia anche sacerdoti, si trovano, chi pi\u00f9, chi meno, in uno stato d&#8217;animo analogo: si sentono ingannate, tradite, abbandonate, proprio da quei pastori sui quali avevano fatto affidamento, e non sanno pi\u00f9 da che parte volgesi per trovare un filo di speranza. Prendiamo il caso di un sacerdote di settant&#8217;anni circa: ha servito fedelmente la sua Chiesa per tutta la vita; l&#8217;ha vista cambiare, giorno per giorno, dapprima quasi insensibilmente, poi a ritmo sempre pi\u00f9 vorticoso, e sempre in peggio, sempre in una maniera tale da creargli confusione, angoscia, scandalo: e adesso, quando pensava di potersi concedere il riposo della vecchiaia, si sente abbandonato a se stesso, privato di tutti i suoi punti di riferimento, derubato perfino di quella spiritualit\u00e0 che, da giovane, aveva imparato ad amare e a considerare come il substrato indispensabile della fede. Quella spiritualit\u00e0 che, a partire dal Concilio Vaticano II e dalla &quot;svolta antropologica&quot;, \u00e8 stata completamente accantonata, per veder moltiplicarsi al suo posto discorsi laici, mondani, tutti impregnati di parole e di concetti profani: i diritti, le minoranze, la dignit\u00e0, l&#8217;autonomia, il far da s\u00e9, il <em>fare come se Dio non ci fosse<\/em>, da cristiani adulti, da cristiani maturi, da cristiani moderni. E, intanto, avanti con l&#8217;unit\u00e0 dei cristiani, anche a costo di accogliere tutti gli errori e le eresie del luteranesimo; avanti con il dialogo inter-religioso, fino al punto di negare l&#8217;unicit\u00e0 della Via di Ges\u00f9 Cristo alla salvezza, e di invitare i non cristiani a partecipare alla santa Messa, come se fosse una cerimonia puramente umana; avanti con l&#8217;esaltazione di personaggi orribili, fautori del divorzio, dell&#8217;aborto, dell&#8217;eutanasia, delle nozze gay, e, nel contempo, avanti con la persecuzione dei cristiani migliori, avanti con la repressione delle pi\u00f9 ardenti e sincere vocazioni, come quelle di centinaia di suore e di frati francescani dell&#8217;Immacolata. Davanti a queste cose, e a molte altre che ogni giorno, ormai, vengono ad avvelenare ed intristire l&#8217;orizzonte &#8211; preti che si dichiarano increduli nel bel mezzo della santa Messa, altri che sopprimono la celebrazione del Natale <em>per non offendere i migranti<\/em>, altri ancora che mescolano il canto del <em>muezzin<\/em> al Presepio vivente, con l&#8217;approvazione e l&#8217;elogio del vescovo locale &#8211; il nostro bravo sacerdote settantenne si sente spinto, lui pure &#8212; \u00e8 un uomo, dopotutto, come gli altri &#8212; fino al limite del nero abisso della disperazione.<\/p>\n<p>Eppure, noi dobbiamo reagire nel modo pi\u00f9 fermo ad un tale stato d&#8217;animo; dobbiamo respingere la tentazione della disperazione. S\u00ec, perch\u00e9 si tratta di una tentazione, nel senso propriamente religioso del termine; e, come tutte le tentazioni, in definitiva essa viene dal diavolo, il gran nemico di Dio e dell&#8217;uomo, geloso dell&#8217;amicizia filiale che si \u00e8 stabilita fra le creature ed il loro Creatore. Cedere alla tentazione di essere disperati significa consegnare al diavolo la vittoria bell&#8217;e pronta, servirgliela su di un piatto d&#8217;argento. Il cristiano non pu\u00f2 fare cos\u00ec. Il cristiano \u00e8 soggetto al pericolo della disperazione, come uomo, quanto lo \u00e8 chiunque altro; tuttavia, egli ha un&#8217;arma in pi\u00f9, potentissima, che gli altri non possiedono: la fede, che coltiva per mezzo della penitenza e della preghiera, e che attira dall&#8217;Alto le grazie necessarie per resisterle e persino per contrattaccare. La vita- ce n&#8217;eravamo scordati &#8211; \u00e8 un campo di battaglia tra le forze del bene e quelle del male; e in questa battaglia non c&#8217;\u00e8 posto per i timidi, i vili, i pusillanimi. Non c&#8217;\u00e8 posto per le buone intenzioni non accompagnate dai fatti; non c&#8217;\u00e8 posto per i <em>vorrei, ma non posso<\/em>: c&#8217;\u00e8 posto solo per le anime forti. Le anime forti non sono tali perch\u00e9 trovano in se stesse, orgogliosamente, le risorse per reagire all&#8217;attacco del male, che si serve della disperazione per indebolirle; sono quelle che, riconoscendo la propria umana fragilit\u00e0 e debolezza, si spogliano del loro <em>io<\/em> e di ogni illusione di autosufficienza, e si abbandonano interamente a Dio, dal quale soltanto sanno di poter ricevere consiglio, aiuto e sostegno. Rileggiamoci uno dei passi pi\u00f9 beli del <em>Vangelo di Giovanni<\/em> (15, 1-5; 9):<\/p>\n<p><em>Io sono la vera vite e il Padre mio \u00e8 il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perch\u00e9 porti pi\u00f9 frutto. Voi siete gi\u00e0 mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non pu\u00f2 far frutto da se stesso se non rimane nella vite, cos\u00ec anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perch\u00e9 senza di me non potete far nulla. (&#8230;) Come il Padre ha amato me, cos\u00ec anch&#8217;io ho amato voi. Rimanete nel mio amore&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Parole divine, che dovrebbero risollevarci anche nei momenti pi\u00f9 oscuri. <em>Rimanete nel mio amore<\/em>, dice Ges\u00f9 Cristo a ciascuno di noi; <em>rimanete in me, perch\u00e9 con me darete molto frutto, ma senza di me non potete far niente<\/em>. Queste parole, garantite dal Sacrificio supremo che Ges\u00f9 ha affrontato per amor nostro e dalla sua Resurrezione, dovrebbero far dileguare come nebbia ogni dubbio o timore&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vorrebbero spingerci alla disperazione. 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