{"id":28629,"date":"2013-11-30T08:25:00","date_gmt":"2013-11-30T08:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/11\/30\/la-scienza-meccanicista-e-impotente-a-spiegare-qualunque-fenomeno-vitale\/"},"modified":"2013-11-30T08:25:00","modified_gmt":"2013-11-30T08:25:00","slug":"la-scienza-meccanicista-e-impotente-a-spiegare-qualunque-fenomeno-vitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/11\/30\/la-scienza-meccanicista-e-impotente-a-spiegare-qualunque-fenomeno-vitale\/","title":{"rendered":"La scienza meccanicista \u00e8 impotente a spiegare qualunque fenomeno vitale"},"content":{"rendered":"<p>Avete mai osservato uno stormo di uccelli volare nel cielo, per esempio uno stormo di rondini o di frosoni, quando, in autunno, si apprestano a migrare verso i Paesi caldi, ed eseguono le loro ultime evoluzioni, prima di partire definitivamente? Abbiamo detto &quot;osservare&quot; e non &quot;vedere&quot;, azione, quest&#8217;ultima, che pu\u00f2 risultare alquanto distratta e superficiale, a causa dell&#8217;abitudine che attenua il doveroso stupore che dovrebbe pervaderci quando ci poniamo di fronte alle meraviglie della natura.<\/p>\n<p>Ebbene, ad una osservazione anche fugace, ma attenta, non ci potr\u00e0 sfuggire un dettaglio estremamente significativo: gli uccelli che compongono lo stormo non si muovono, ad esempio non compiono una virata improvvisa, imitando i movimenti di quelli che li precedono; se cos\u00ec fosse, tutto il loro movimento dovrebbe risultare scaglionato nel tempo, e sia pure di una frazione di secondo: ciascun individuo dovrebbe regolarsi in base a ci\u00f2 che fa l&#8217;individuo che lo precede, e questo dovrebbe provocare, via via che ci si allontana dalla testa dello stormo, un effetto ritardato a catena, proprio come si verifica quando il semaforo passa dal rosso al verde e la colonna delle automobili si rimette in movimento, ma non ciascuna automobile simultaneamente, bens\u00ec la seconda un attimo dopo la prima, la terza un attimo dopo la seconda, la quarta un attimo la terza, e cos\u00ec via, tanto che la decima o la ventesima automobile riescono a partire quando ormai il verde \u00e8 gi\u00e0 scattato da un pezzo e, magari, sta per apparire il giallo e, poi, ancora il rosso, bloccando di nuovo la colonna in transito, magari senza che tutte le automobile che erano rimaste ferme, in attesa di riceve il via libra, abbiano potuto oltrepassare l&#8217;incrocio.<\/p>\n<p>Ma alle rondini dello stormo, questo non accade: virano tutte insieme, si alzano o si abbassano tutte insieme, simultaneamente, perfettamente sincronizzate: non perdono neanche una frazione di secondo per assumere la nuova direzione di volo; procedono cos\u00ec perfettamente allineate, e sempre rispettando le distanze reciproche, come se ricevessero un ordine in contemporanea tutte quante &#8211; per essere pi\u00f9 precisi, come se non fossero degli individui separati e distinti, ma come lo stormo fosse un super-individuo, formato da alcune decine o, magari, da alcune centinaia di singoli individui.<\/p>\n<p>\u00c8 una cosa che d\u00e0 da pensare, beninteso se si possiede l&#8217;attitudine a porsi delle domande che, per quanto in apparenza semplici, hanno, in realt\u00e0, delle enormi implicazioni a livello generale; e non solo nell&#8217;ambito strettamente naturalistico, ma anche in quello psicologico, sociologico e, in ultima analisi, in quello filosofico. Che cosa ci dice, infatti, la scienza oggi dominante e imperante, ossia la scienza meccanicista e riduzionista, fondata nel XVII secolo da Francesco Bacone, Galilei, Cartesio e Newton? Ci parla, con tutta tranquillit\u00e0, se non di imitazione (perch\u00e9, in casi come quello sopra descritto, semplicemente NON PU\u00d2 farlo), di &quot;istinto&quot;, una paroletta magica che dovrebbe spiegare tutto anche se, a ben guardare, non spiega assolutamente nulla; pi\u00f9 o meno come la ghiandola pineale di Cartesio avrebbe dovuto spiegare il mistero della corrispondenza tra la &quot;res cogitans&quot; e la &quot;res extensa&quot; presenti nell&#8217;uomo, cio\u00e8 tra la mente e il corpo &#8212; peccato soltanto che codesta famosa ghiandola pineale esiste, s\u00ec, ma non svolge affatto la funzione supposta dal padre del razionalismo moderno.<\/p>\n<p>Ma che cosa vorrebbe dire, in realt\u00e0, &quot;istinto&quot;? Si tratta di una espressione che rende intelligibile lo stupefacente comportamento degli uccelli, allorquando volano in uno stormo? Assolutamente no: il mistero rimane, fitto come lo era prima; abbiamo soltanto appiccicato una pretenziosa etichetta al fenomeno, per coprire la nostra totale ignoranza di esso. E quanto abbiamo detto per il volo degli uccelli, vale, in realt\u00e0, per una quantit\u00e0 straordinaria di fenomeni, dal volo di uno sciame di api o di vespe, ad altri, assai pi\u00f9 complessi, riconducibili all&#8217;apprendimento di situazioni nuove e specifiche, che non si possono spiegare in termini di ereditariet\u00e0.<\/p>../../../../n_3Cp>Per esempio, nelle fogne delle grandi citt\u00e0 invase dai topi si \u00e8 notato che, quando un individuo muore in seguito all&#8217;assunzione di esche avvelenate, nessun altro commette una seconda volta il medesimo sbaglio, e ci\u00f2 manda all&#8217;aria gli ambiziosi piani di derattizzazione delle pubbliche autorit\u00e0, costrette a fare i conti con una popolazione di sgraditi abitanti sotterranei che non vuole saperne di lasciarsi avvelenare in massa, ma che, grazie al sacrificio di pochissimi individui, riesce a intuire il pericolo e si tiene scrupolosamente alla larga da esso, per quanto appetitose, incolori e inodori possano essere le sostanze velenose iniettate dagli uomini nelle esche che, poi, hanno sparso un po&#8217; dovunque.<\/p>\n<p>Ora, se il comportamento degli uccelli facenti parte di uno stormo si pu\u00f2 spiegare, forse (ma usiamo la parola &quot;spiegare&quot; nel senso, alquanto improprio e inutilmente pretenzioso, della moderna scienza meccanicista e riduzionista), in termini di apprendimento innato o ereditario, chi o che cosa pu\u00f2 aver fatto avvertiti i topi che un nuovo, insidiosissimo e invisibile nemico si \u00e8 introdotto nel loro tenebroso regno sotterraneo: un veleno che si nasconde nei cibi di cui essi sono particolarmente ghiotti? Come si pu\u00f2 spiegare che la morte subitanea, e in apparenza priva di cause, di pochissimi individui, abbia potuto rappresentare una &quot;lezione&quot; vera e propria per tutti gli altri, appresa in maniera pressoch\u00e9 istantanea, mettendoli in guardia e inducendoli a sdegnare dei facili bocconi che si trovano alla loro immediata portata?<\/p>\n<p>Scriveva l&#8217;ottimo Leo Talamonti, uno dei migliori e pi\u00f9 seri studiosi del paranormale, nel suo libro \u00abParapsicologia e misteri del mondo animale\u00bb (Milano, Rizzoli, 1979, pp. 119-20):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; Uno dei fati che richiedono con maggiore urgenza il salto dal &quot;fisico&quot; allo psichico&quot; sta [&#8230;] nella constatazione che una moltitudine di individui poco intelligenti pu\u00f2 adempiere con ordine e simultaneit\u00e0 d&#8217;azione a compiti di grande complessit\u00e0, mediante i quali si aggiungono scopi altamente intelligenti che fanno capo, evidentemente, a un unico centro direttivo. Ci si pu\u00f2 chiedere: DOVE RISIEDE L&#8217;ANIMA DI GRUPPO? Non nella regina [delle api], come Marais mostrava di supporre, e neppure nel capo visibile di una qualsiasi comunit\u00e0 di animali o di insetti. I capi esistono, ma non sono che &quot;organi&quot; come gli altri, e soggetti allo stesso imperio del &quot;fattore X&quot;. La risposta al quesito richiede, comunque, una precisazione preliminare. COME ESISTONO DEI PROBLEMI SENSO FISICO &#8211; \u00c8 QUANTO CI INSEGNANO I TRATTATISTI DELLA MATERIA &#8211; PER ANALOGHE RAGIONI SI DEVE RICONOSCERE CHE NE ESISTONO DEGLI ALTRI PRIVI DI SENSO PSICOLOGICO, E NON VI \u00c8 DUNQUE MOTIVO DI PORSELI.<\/p>\n<p>Per dirla con il Mackenzie, l&#8217;animale (singolo) non \u00e8 altro che un arto fisico di una ben pi\u00f9 vasta coscienza e intelligenza che sussisterebbe, FORSE, in regioni supersensibili&quot;; dal che discende l&#8217;inutilit\u00e0 del ricercarle in sedi corporee. (Il corsivo \u00e8 nostro, n. d. A.). Del resto la NON-LOCALIZZABILIT\u00c0 degli enti psichici non \u00e8 una invenzione degli psicobiologi; \u00e8 uno dei nodi nei quali psicologia e parapsicologia, biologia e filosofia sono destinate inevitabilmente a intersecarsi. Essa \u00e8 implicita nelle posizioni di Jung, \u00e8 stata proclamata apertamente da parapsicologi-filosofi quali Broad, Price, Burtt, Ducasse, Tenhaeff.<\/p>\n<p>Altra conseguenza di grande importanza filosofica che si riconnette a quest&#8217;ordine di problemi \u00e8 la perdita di consistenza di un concetto assai radiato nel senso comune: quello di INDIVIDUO. \u00c8 giusto, \u00e8 possibile seguitare a considerare l&#8217;individuo biologico come un essere a s\u00e9 stante &#8212; sorta di monade autonoma, indivisa, impenetrabile &#8212; dal momento che l&#8217;essere fisicamente non contrasta con il far parte del tutto&quot;? Anche scienziati estranei al pensiero psicobiologi condividono, in proposito, dubbi e perplessit\u00e0. Se \u00e8 vero che &quot;l&#8217;individualit\u00e0&quot; non pu\u00f2 essere che un concetto-limite &#8212; lo afferma Bertalanffy &#8212; e che innumerevoli individui simili ma fisicamente separati possono condurre e attuare un &quot;comune progetto di vita&quot;(Hardy) ecco che ci si avvicina, quasi senza accorgersene, ai postulati della psicobiologia.<\/p>\n<p>&quot;L&#8217;individuo come cosa isolata non pu\u00f2 esistere&quot;, afferma Cipriani; &quot;esso sta alla specie come le cellule stanno all&#8217;organismo, e il tessuto connettivo \u00e8 rappresentato da una sostanza psichica che tutto pervade&quot;; secondo Mackenzie, non di individui si dovrebbe parlare, ma piuttosto di MULTIPLI e SOTTOMULTIPLI, dell&#8217;individuo: sottomultipli sarebbero gli organi e le cellule dell&#8217;organismo singolo, multipli gli aggruppamenti di individui. Ma non si creda che il problema si ponga solo per le alghe flagellate, o per gli insetti sociali. Il discorso \u00e8 stato iniziato &quot;dal basso&quot;, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec&#8217; che la problematica dell&#8217;UNO E DEI MOLTI s&#8217;impone con pi\u00f9 immediata evidenza; ma prosegue anche su in alto, per tutti i gradini della vita.<\/p>\n<p>Nessuno degli esseri che vivono in collettivit\u00e0 \u00e8 mai soltanto se stesso, anche se tale pu\u00f2 sembrare ad altri, e &#8211; nel caso di esseri coscienti &#8212; a se medesimo. Ovunque in seno alle collettivit\u00e0, opera una forza integratrice che tende a raggruppare psicologicamente i molti nell&#8217;uno, e ciascun individuo ne dipende in qualche modo, quanto meno nelle profondit\u00e0 del suo essere. S&#8217;intende che l&#8217;effetto di quella forza perde di evidenza , pi\u00f9 che di sostanza, man mano che si sale su nei gradini della vita, e ci\u00f2, in ragione della crescente complessit\u00e0 apportata da uno psichismo secondario via via pi\u00f9 sviluppato: tanto che al livello umano la sua azione pu\u00f2 sembrare addirittura inesistente; ma \u00e8 un&#8217;apparenza che inganna. [&#8230;] Il &quot;teorema dell&#8217;Uno e dei Molti&quot; vale anche per l&#8217;uomo.\u00bb<\/p>\n<p>La concezione meccanicista e riduzionista \u00e8 del tutto impotente a spiegare questo genere di fenomeni; anzi, a ben guardare, \u00e8 impotente a spiegare praticamente tutti i fenomeni della vita: perch\u00e9, per quanto si spinga lontano lo sguardo, non si trover\u00e0 nessuna specie vivente in cui un singolo individuo possa vivere perfettamente isolato dai propri simili e possa affrontare con successo, o meglio, che possa affrontare in qualunque modo, la propria parabola vitale, senza essere legato per mille file, in maniera diretta o indiretta, visibile o invisibile, palese o nascosta, a molti altri individui suoi congeneri, se non addirittura, in ultima analisi, a TUTTI gli altri.<\/p>\n<p>E quando diciamo &quot;tutti&quot;, non intendiamo solo quelli della medesima specie, ma proprio tutti, tutti quanti: perch\u00e9 la vita sulla Terra \u00e8 organizzata in maniera tale che nessun individuo pu\u00f2 auto-escludersi da quella immensa catena di relazioni che lega tutti a ciascun altro, non solo attraverso la cosiddetta catena alimentare, ma anche attraverso ogni singolo processo vitale, per non parlare del clima che \u00e8, a sua volta, in relazione con l&#8217;insieme della biosfera (oltre che con il ciclo dell&#8217;acqua e con le emissioni di gas dai vulcani attivi: ma questo ci porterebbe ancora pi\u00f9 lontano, oltre i confini, se pure ve ne sono, che separano i fenomeni della materia organica da quelli della cosiddetta materia inorganica).<\/p>\n<p>Vale dunque la pena di domandarsi se l&#8217;uomo &#8212; che, dal punto di vista biologico, \u00e8 un mammifero, e dunque un animale come tutti gli altri, bisognoso della stesse sostanze per vivere &#8212; davvero si possa sottrarre a questa interdipendenza; e se davvero egli sia del tutto emancipato, come generalmente pensa e giudica, dal comportamento della specie cui appartiene. \u00c8 bens\u00ec vero che l&#8217;uomo possiede l&#8217;autocoscienza, grazie alla quale egli \u00e8 capace di riflettere sulle ragioni del proprio vivere, e che lo spinge a pensare e ad agire in maniera autonoma; lungi da noi voler negare o minimizzare questo fondamentale aspetto della sua natura, che si concretizza nella sua possibilit\u00e0 di agire da creatura libera: ma siamo sicuri che ci\u00f2 non avvenga, con diversa intensit\u00e0, anche per le altre specie viventi, a cominciare, ovviamente, da quelle a lui comparabili in fatto di intelligenza e capacit\u00e0 di apprendimento? In altre parole: invece di pensare che l&#8217;uomo sia strettamente e irreversibilmente condizionato dallo spirito collettivo, come sembra che lo siano le api o le formiche, non potrebbe darsi, al contrario, che proprio le api, le formiche e tutte le altre specie viventi, ivi comprese le piante, siano, s\u00ec, condizionate da un&#8217;anima collettiva, ma che, nello stesso tempo, e naturalmente in grado diverso per ciascuna di esse, siano capaci di qualche margine di autonomia? Perch\u00e9 se l&#8217;anima di gruppo fissa la regola generale, allora la cosa interessante sarebbe appunto vedere come i singoli individui possano costituire l&#8217;eccezione rispetto alla regola.<\/p>\n<p>Non si tratta, dunque, di negare il libero arbitrio: si tratta di ricollocare l&#8217;uomo nel contesto cui naturalmente appartiene; e di valutare, semmai, se non sia ipotizzabile che per ogni singola creatura vivente esistano dei canali misteriosi, mediante i quali l&#8217;anima individuale &#8212; o psiche, o coscienza, o comunque la si voglia chiamare in base alle proprie convinzioni &#8211; \u00e8 in relazione diretta con l&#8217;anima collettiva della specie e, quindi, con l&#8217;Anima universale, come ritenevano i filosofi dell&#8217;antichit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avete mai osservato uno stormo di uccelli volare nel cielo, per esempio uno stormo di rondini o di frosoni, quando, in autunno, si apprestano a migrare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30135,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[92],"class_list":["post-28629","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-zoologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-zoologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28629","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28629"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28629\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30135"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28629"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28629"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28629"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}