{"id":28626,"date":"2009-06-16T07:12:00","date_gmt":"2009-06-16T07:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/06\/16\/ma-e-proprio-vero-che-lo-spirito-scientifico-si-caratterizza-come-una-promozione-di-esistenza\/"},"modified":"2009-06-16T07:12:00","modified_gmt":"2009-06-16T07:12:00","slug":"ma-e-proprio-vero-che-lo-spirito-scientifico-si-caratterizza-come-una-promozione-di-esistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/06\/16\/ma-e-proprio-vero-che-lo-spirito-scientifico-si-caratterizza-come-una-promozione-di-esistenza\/","title":{"rendered":"Ma \u00e8 proprio vero che lo spirito scientifico si caratterizza come una promozione di esistenza?"},"content":{"rendered":"<p>Vi sono dei filosofi, e particolarmente degli epistemologi, secondo i quali tutta la metafisica sarebbe da gettare al macero, e tutta l&#8217;ontologia, nient&#8217;altro che una forma di sonnolenza, un arresto dell&#8217;eterno movimento esistenziale.<\/p>\n<p>Brandendo Epicuro contro Parmenide, questi filosofi vitalisti si compiacciono di immaginare il reale come il campo d&#8217;azione di una forza poderosa e in continua espansione: il pensiero; e, senza darsi alcun pensiero (ci sia perdonato il bisticcio) della fonte da cui esso trae origine &#8211; degni discepoli di Hegel, per il quale il pensiero crea l&#8217;essere e non viceversa &#8211; identificano molto semplicisticamente la sua espansione con una promozione di esistenza.<\/p>\n<p>Non ci sono soltanto Eraclito ed Hegel nel loro ricettario, ma anche una bella spruzzata &#8211; che non guasta mai &#8211; del buon vecchio Nietzsche: dato che, per essi, la forza sembra essere tutto, e tutto ci\u00f2 che \u00e8 forza espande l&#8217;esistenza. Se, poi, una tale espansione si possa considerare anche, sempre e comunque, una \u00abpromozione\u00bb, questo \u00e8 un dubbio che non li turba affatto; anzi, non si pongono neppure il problema: sicch\u00e9 si pu\u00f2 dire che la loro affermazione termina proprio l\u00e0, dove sarebbe necessario che si dessero la briga di dimostrarla.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, la base di tale posizione \u00e8, in buona sostanza, di matrice squisitamente illuminista e positivista: per quei filosofi, \u00abpensiero\u00bb e \u00abpensiero scientifico\u00bb sono, press&#8217;a poco, una sola e medesima cosa; ed essi ritengono cosa \u00abevidente\u00bb (strano aggettivo, per un filosofo) che il pensiero si designa come una promozione dell&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>Da ultimo, ma non per ultimo, nel loro armamentario spicca una essenziale componente baconiana; come per Francis Bacon, anche per loro \u00absapere \u00e8 potere\u00bb; ma, pi\u00f9 sbrigativi del filosofo inglese, non si attardano nemmeno a teorizzarlo, poich\u00e9 lo danno per scontato; il tutto in una vaga salsa esistenzialista, che va bene per tutte le stagioni, dato che non si prendono minimamente la briga di spiegare o di indagare che cosa sia codesta \u00abesistenza\u00bb che, secondo loro, verrebbe ad essere promossa dall&#8217;avanzata del pensiero scientifico.<\/p>\n<p>Gaston Bachelard (1884-1962) &#8211; che Althusser, Canguilhem, Foucault e Lecourt hanno riconosciuto come il loro maestro -, nel suo libro \u00abEpist\u00e9mologie. Textes choisis\u00bb, \u00e8 un tipico esponete di siffatto, disinvolto modo di vedere.<\/p>\n<p>Anche se egli ha dedicato ampio spazio, nel quadro generale della sua concezione filosofica, all&#8217;immaginario e alla fantasticheria, arrivando a sostenere che essi corrispondono a delle forme di conoscenza pi\u00f9 profonde di quelle della scienza e della tecnica, poich\u00e9 attingono a quegli strati dello spirito umano che quelle non sono in grado di modificare, nondimeno ha visto nell&#8217;immaginario quella facolt\u00e0 intuitiva che poi, mediata e razionalizzata dal pensiero, entrer\u00e0 a far parte del patrimonio scientifico.<\/p>\n<p>Come il discolo Pinocchio, quando mette la testa a posto, diventa un bravo ragazzino e guarda con sufficienza al burattino di legno che era un tempo, cos\u00ec l&#8217;immaginario &#8211; per Bachelard &#8211; mette prima o poi la testa a partito, e trasforma le sue esuberanti fantasticherie in materia prima, utile per l&#8217;incremento del pensiero scientifico: il quale, evidentemente, resta la pietra del paragone, l&#8217;alfa e l&#8217;omega dell&#8217;esistenza umana (che qui, con una pesante forzatura antropocentrica, diviene l&#8217;esistenza in generale).<\/p>\n<p>Vogliamo qui presentare la pagina in cui il filosofo francese ha sostenuto che il pensiero scientifico si caratterizza come una promozione di esistenza (\u00abEpist\u00e9mologie. Textes choisis\u00bb, edizione originale 1971, Presses Universitaires de France; traduzione italiana di Franco Lo Piparo, \u00abEpistemologia\u00bb, Bari, Laterza Editore, 1975, pp. 13-15):<\/p>\n<p>\u00abSe si stendesse un quadro generale della filosofia contemporanea, non si potrebbe non essere colpiti dal poco spazio che vi occupa la filosofia delle scienze. In un modo ancora pi\u00f9 generale, le filosofie della conoscenza sembrano ai nostri giorni in disgrazia. Lo sforzo del sapere appare macchiato di utilitarismo; i concetti scientifici, pure cos\u00ec bene coordinati, sono considerati semplici valori di utilizzabilit\u00e0. L&#8217;uomo di scienza, dal pensiero cos\u00ec ostinato e cos\u00ec ardente, dal pensiero cos\u00ec vivo, \u00e8 rappresentato come un uomo astratto. Poco alla volta, tutti i valori dell&#8217;uomo studioso, dell&#8217;uomo industrioso, cadono in discredito. La scienza non \u00e8 pi\u00f9 che una piccola avventura, un&#8217;avventura nei paesi chimerici della teoria, nei labirinti tenebrosi di esperienze artificiali. Per un paradosso incredibile, a sentire le critiche rivolte all&#8217;attivit\u00e0 scientifica, lo studio della natura distoglierebbe gli scienziati dai valori naturali l&#8217;organizzazione razionale delle idee danneggerebbe l&#8217;acquisizione delle idee nuove.<\/p>\n<p>Se un filosofo parla della conoscenza, allora la vuole diretta, immediata, intuitiva. Si finisce per fare della semplicit\u00e0 una virt\u00f9, un metodo. Si d\u00e0 corpo al gioco di parole di un grande poeta che toglie una lettera &quot;n&quot; alla parola &quot;connaissance&quot; [conoscenza] per suggerire che la vera &quot;connaissance&quot; \u00e8 una &quot;co-naissance&quot; [co-nascita]. E si professa che il primo risveglio \u00e8 gi\u00e0 piena luce, che lo spirito ha una chiarezza innata.<\/p>\n<p>Se un filosofo parla dell&#8217;esperienza, le cose vanno in modo altrettanto sbrigativo: si tratta della sua propria esperienza, dello sviluppo tranquillo di un temperamento. Si finisce per descrivere una visione personale del mondo, quasi che essa scoprisse ingenuamente il senso di tutto l&#8217;universo. E cos\u00ec la filosofia contemporanea \u00e8 un&#8217;ebbrezza di personalit\u00e0, un&#8217;ebbrezza di originalit\u00e0. E questa originalit\u00e0 si pretende radicale, radicata nell&#8217;essere stesso; caratterizza una esistenza concreta; fonda un esistenzialismo immediato. Cos\u00ec, ciascuno penetra senza sforzo nell&#8217;essere dell&#8217;uomo. Inutile andare a cercare pi\u00f9 lontano un oggetto di meditazione, un oggetto di studio, un oggetto di conoscenza, un oggetto d esperienza. La coscienza \u00e8 un laboratorio individuale, un laboratorio innato. Allora gli esistenzialismi si moltiplicano. Ciascuno ha il suo; ciascuno trova la propria gloria nella propria singolarit\u00e0.<\/p>\n<p>Ebbene! Nell&#8217;attivit\u00e0 scientifica non si \u00e8 originali a cos\u00ec buon mercato; il pensiero scientifico non trova cos\u00ec facilmente la permanenza e la coesione di una esistenza. Ma, in cambio, i pensiero scientifico si designa come una evidente promozione di esistenza. Ed \u00e8 su questa promozione di esistenza che vorrei richiamare la vostra attenzione.<\/p>\n<p>In breve, invece di una esistenza alla radice dell&#8217;essere, nel riposo di una naturale perseveranza nell&#8217;essere, la scienza ci propone un esistenzialismo alla punta dell&#8217;essere pensante. Il pensiero \u00e8 una forza, non \u00e8 una sostanza. Pi\u00f9 grande \u00e8 la forza e pi\u00f9 alta \u00e8 la promozione di essere. L&#8217;uomo, dunque, si istituisce veramente nella sua dinamica di essere pensante nei due momenti in cui allarga la sua esperienza e in cui coordina il suo sapere. Quando un celebre esistenzialista ci dichiara tranquillamente: &quot;il movimento \u00e8 una malattia dell&#8217;essere&quot;, io gli obietto: &quot;l&#8217;essere \u00e8 un&#8217;ostruzione del movimento, una sosta, una vacanza, un vuoto.&quot; E vedo la necessit\u00e0 di una inversione radicale della fenomenologia dell&#8217;essere umano, in modo da descrivere l&#8217;essere umano come promozione di essere, nella sua essenziale tensione, sostituendo sistematicamente ogni ontologia con una dinamologia. In altri termini, mi sembra che l&#8217;esistenza della scienza si definisca come un progresso del sapere, che il nulla sia in rappresentazione simbolica con l&#8217;ignoranza. In breve, la scienza \u00e8 una delle testimonianze pi\u00f9 inconfutabili dell&#8217;esistenza essenzialmente progressiva dell&#8217;essere pensante. L&#8217;essere pensante pensa un pensiero conoscente. Non pensa un&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>Che cosa sar\u00e0 allora, espresso in uno stile moderno, la filosofia delle scienze? Sar\u00e0 una fenomenologia dell&#8217;uomo studioso, dell&#8217;uomo teso nel suo studio e non solamente un vago bilancio di idee generali e di risultati acquisiti. Dovr\u00e0 farci assistere al dramma quotidiano dello studio quotidiano, dovr\u00e0 descrivere la rivalit\u00e0 e la cooperazione dello sforzo teorico e della ricerca sperimentale, dovr\u00e0 metterci al centro di quel perenne conflitto di metodi che \u00e8 il carattere manifesto, il carattere tonico della cultura scientifica contemporanea \u00bb<\/p>\n<p>Dopo essersi confrontato con una tale pagina di prosa, il lettore \u00e8 costretto ad accumulare entro di s\u00e9 tutta una serie di enunciati che, in verit\u00e0 &#8211; e nello stile di Hegel &#8211; il filosofo francese si limita a porre, invece di tentare di dimostrarli.<\/p>\n<p>Primo: che la filosofia della scienza \u00e8, nell&#8217;ambito del pensiero occidentale, assai poco sviluppata.<\/p>\n<p>Secondo: che la scienza \u00e8 vista, generalmente, come una piccola avventura nei paesi chimerici della teoria.<\/p>\n<p>Terzo: che solo il pensiero scientifico porta una vivida luce del mondo, poich\u00e9 lo spirito, senza di esso, si illude solamente di avere conoscenza delle cose.<\/p>\n<p>Quarto: che tutta la filosofia contemporanea \u00e8 una ebbrezza di personalit\u00e0 e di originalit\u00e0, come se corrispondesse a una \u00abingenua\u00bb scoperta dell&#8217;universo da parte del singolo pensatore.<\/p>\n<p>Quinto: che la filosofia contemporanea \u00e8 pigra e velleitaria, perch\u00e9 si limita a penetrare \u00absenza sforzo\u00bb nell&#8217;essere dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Sesto: che il solo pensiero scientifico non ostenta una originalit\u00e0 a buon mercato, ma &#8211; in compenso &#8211; corrisponde a una evidente promozione di esistenza.<\/p>\n<p>Settimo: che la scienza non propone una esistenza alla radice dell&#8217;essere, ma sulla punta dell&#8217;essere pensante.<\/p>\n<p>Ottavo: che il pensiero \u00e8 una forza, non \u00e8 una sostanza; e che pi\u00f9 grande \u00e8 la forza, e pi\u00f9 alta \u00e8 la promozione di essere.<\/p>\n<p>Nono: che l&#8217;uomo si istituisce nella sua dinamica di essere pensante, nei due momenti in cui allarga la sua esperienza e in cui coordina il suo sapere.<\/p>\n<p>Decimo: che l&#8217;essere \u00e8 un&#8217;ostruzione del movimento, una sosta, una vacanza, un vuoto.<\/p>\n<p>Undicesimo: che \u00e8 necessaria una inversione radicale della fenomenologia dell&#8217;essere umano, in modo da descriverlo come promozione di essere, nella sua essenziale tensione.<\/p>\n<p>Dodicesimo: che occorre sostituire sistematicamente ogni ontologia con una dinamologia.<\/p>\n<p>Tredicesimo: che l&#8217;esistenza della scienza si definisca come un progresso del sapere, cui si contrappone il nulla dell&#8217;ignoranza.<\/p>\n<p>Quattordicesimo: che l&#8217;essere pensante pensa un pensiero conoscente, non un&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>Quindicesimo: che, per conseguenza, la scienza \u00e8 una delle testimonianze pi\u00f9 inconfutabili dell&#8217;esistenza essenzialmente progressiva dell&#8217;essere pensante.<\/p>\n<p>Sedicesimo: che la filosofia delle scienze (non della scienza al singolare) deve diventare una fenomenologia del dramma [?] quotidiano dello studio quotidiano.<\/p>\n<p>Diciassettesimo: che la cultura scientifica contemporanea ha un carattere tonico.<\/p>\n<p>Come si vede, e tranne rare eccezioni (come nei punti quattordicesimo e quindicesimo) non vi \u00e8 un vero collegamento organico fra questi enunciati, che si pongono, isolati e apodittici, come una sorta di tavola della legge epistemologica.<\/p>\n<p>Non mancano le battute di sapore paradossale, ma impregnate di un vigoroso vitalismo di matrice quasi futurista: che si debba sostituire ogni ontologia con una dinamologia, ad esempio, \u00e8 una \u00abboutade\u00bb che non sarebbe dispiaciuta a Filippo Tommaso Marinetti, celebratore, nel \u00abManifesto futurista\u00bb del 1909, del passo di corsa, dello schiaffo, del pugno, e di una nuova bellezza aurorale: la bellezza della velocit\u00e0.<\/p>\n<p>Nemmeno l&#8217;affermazione circa il \u00abcarattere tonico\u00bb della cultura scientifica sarebbe dispiaciuta ai futuristi; anzi, crediamo che avrebbe incontrato in pieno il loro gusto, essi che odiavano il sonno e la polvere dei musei, e preferivano un&#8217;automobile in corsa a tutta l&#8217;arte classica.<\/p>\n<p>Infine il patetismo e l&#8217;implicito titanismo di quel carattere drammatico dello studio scientifico, farebbe la delizia di tutti gli esistenzialisti da palcoscenico e di tutti i superomisti a un tanto il chilo, che ormai intasano da oltre un secolo il panorama del pensiero contemporaneo.<\/p>\n<p>Che dire di questa lunga serie di enunciati senza contraddittorio, senza sfumature, senza ombra di consapevolezza autocritica?<\/p>\n<p>Il minimo che se ne possa concludere \u00e8 che essa si basa su un grossolano fraintendimento di una concezione qualitativa, e non meramente quantitativa, del pensiero (ma, coerentemente, nel capitolo successivo Bachelard sostiene che il pensiero scientifico deve espungere da s\u00e9 il senso del limite, obsoleto retaggio della vecchia metafisica).<\/p>\n<p>Quando afferma, ad esempio, che \u00abil pensiero \u00e8 una forza, non \u00e8 una sostanza. Pi\u00f9 grande \u00e8 la forza e pi\u00f9 alta \u00e8 la promozione di essere\u00bb, sembra che l&#8217;Autore non venga neppure sfiorato dal sospetto che promozione di essere \u00e8 una espressione certamente elegante e gradevole, ma che non vuol dire assolutamente nulla, se non si tenta di precisarla almeno un poco.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la filosofia, ad esempio, o l&#8217;arte, o la spiritualit\u00e0, non dovrebbero corrispondere anch&#8217;esse ad una promozione di essere? Infatti, delle due, l&#8217;una: o solo il pensiero scientifico lo \u00e8 &#8211; e non si capisce perch\u00e9 -, oppure tutte le forme che assume l&#8217;attivit\u00e0 dello spirito, implicano una promozione di essere; e allora il pensiero scientifico \u00e8 solo una fra di esse.<\/p>\n<p>Oppure si prenda quest&#8217;altra affermazione: \u00abL&#8217;uomo, dunque, si istituisce veramente nella sua dinamica di essere pensante nei due momenti in cui allarga la sua esperienza e in cui coordina il suo sapere\u00bb.<\/p>\n<p>Qui vi \u00e8 una intuizione certamente condivisibile, ossia che l&#8217;essere umano \u00e8, essenzialmente, tensione; ma manca proprio la parte pi\u00f9 significativa del discorso: tensione verso che cosa? Per Bachelard, che si fa beffe della metafisica, non pu\u00f2 essere che tensione verso il sapere. Ma ci\u00f2 significa chiudere l&#8217;essere umano entro un ferreo circolo vizioso: il pensiero \u00e8 tensione, tensione verso il sapere; ma da dove viene il pensiero? E da dove gli proviene questa sete ardente di conoscere, di darsi delle risposte?<\/p>\n<p>Anche qui, bisogna constatare che le tesi di Bachelard incominciano proprio l\u00e0 dove una bene intesa filosofia si porrebbe il problema di incominciare, ossia il problema dei fondamenti. Ma egli non pu\u00f2 farlo, anzi, non pu\u00f2 ammetterlo, dal momento che dichiara di aborrire l&#8217;ontologia, perch\u00e9 \u00abl&#8217;essere \u00e8 un&#8217;ostruzione del movimento, una sosta, una vacanza, un vuoto\u00bb.<\/p>\n<p>Strano ragionamento! L&#8217;essere \u00e8 un vuoto del movimento; ma il movimento, che cos&#8217;\u00e8? Donde proviene?&#8230; Mistero!<\/p>\n<p>In tali condizioni, non c&#8217;\u00e8 affatto da meravigliarsi che la tensione dell&#8217;esistenza umana sfoci non in un movimento dialettico vero e proprio, ma semplicemente in una scienza della tonica: ossia in una scienza del movimento per il movimento, di gusto decisamente estetizzante (ancora quel benedetto futurismo!).<\/p>\n<p>Infine, che dire della concezione del pensiero come di una forza, una forza che quanto pi\u00f9 \u00e8 grande, tanto pi\u00f9 promuove l&#8217;esistenza? Non vorremmo fare delle battute troppo facili, ma ci viene inevitabile domandare: veniva da un pensiero piccolo, la bomba atomica?<\/p>\n<p>Forse s\u00ec.<\/p>\n<p>Ma, con gli strumenti epistemologici messi a disposizione da filosofi come Bachelard, non saremo mai in grado di rendercene conto per tempo; e di capire che non qualunque pensiero promuove l&#8217;esistenza, ma solo un pensiero che sia veramente umano, ossia conforme alle finalit\u00e0 e alla natura dell&#8217;essere umano.<\/p>\n<p>Ora, per avvicinarci alla reale natura dell&#8217;uomo e al suo fine, cos\u00ec come a quelli di ogni altro ente (ma degli enti non pensanti, significativamente, Bachelard non dice nulla), \u00e8 inevitabile porre la questione del fondamento, ossia dell&#8217;essere.<\/p>\n<p>Diversamente, non faremmo altro che celebrare i fasti di una scienza che gira sempre pi\u00f9 in fretta, ma sempre pi\u00f9 a vuoto, e sempre pi\u00f9 pericolosamente; ossia, di una mera adorazione dell&#8217;esistente, anche se pomposamente battezzato \u00abprogresso\u00bb.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 tutto qui, allora, il compito della filosofia: adorare servilmente l&#8217;esistente?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi sono dei filosofi, e particolarmente degli epistemologi, secondo i quali tutta la metafisica sarebbe da gettare al macero, e tutta l&#8217;ontologia, nient&#8217;altro che una forma<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[127,128,141,153,217],"class_list":["post-28626","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-epicuro","tag-eraclito","tag-filosofia","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel","tag-parmenide"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28626","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28626"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28626\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28626"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28626"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28626"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}