{"id":28605,"date":"2007-12-26T10:13:00","date_gmt":"2007-12-26T10:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/12\/26\/satana-e-un-essere-personale-determinato-a-provocare-la-rovina-delluomo\/"},"modified":"2007-12-26T10:13:00","modified_gmt":"2007-12-26T10:13:00","slug":"satana-e-un-essere-personale-determinato-a-provocare-la-rovina-delluomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/12\/26\/satana-e-un-essere-personale-determinato-a-provocare-la-rovina-delluomo\/","title":{"rendered":"Satana \u00e8 un essere personale determinato a provocare la rovina dell&#8217;uomo"},"content":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo <em>Alla societ\u00e0 secolarizzata sfuggono gli indizi della presenza diabolica<\/em> (1) ci eravamo chiesti se il mondo moderno, per le sue stesse caratteristiche materiali e spirituali, non sia praticamente incapace di prendere coscienza di una presenza malefica che tende a soffocare ogni fede nella trascendenza, nell&#8217;anima, in un progetto complessivo di Bene e di Amore.<\/p>\n<p>Ora vogliamo chiederci se quella presenza malefica debba proprio intendersi nel senso di un essere personale, che la religione cristiana chiama Diavolo o Satana, come indicano sia numerosi passaggi del Nuovo Testamento, sia alcuni interventi di Paolo VI (2) e di Giovanni Paolo II. (3)<\/p>\n<p>A questo proposito partiremo da alcune penetranti riflessioni di Hedwige-Louis Chevrillon, la cui acutezza avevamo gi\u00e0 avuto modo di apprezzare a suo tempo.<\/p>\n<p>Il dato dal quale Chevrillon prende le mosse \u00e8 il testo del Vangelo, nel quale si parla di ripetuti &quot;faccia a faccia&quot; di Cristo con Satana e che non possono essere ridotti, per una serie di ragioni testuali e teologiche, a meri espedienti didattici costruiti sulla ingenuit\u00e0 e sulla superstizione della societ\u00e0 ebraica di quel tempo. Anzi, tutta la vita pubblica di Ges\u00f9 Cristo \u00e8 preparata da un drammatico confronto col Diavolo nel deserto, nel corso del quale quest&#8217;ultimo cerca in ogni modo di tentarlo per farsi adorare. Pensare che si tratti di un racconto puramente simbolico pare decisamente azzardato, tanto pi\u00f9 che tale episodio della vita di Cristo non ebbe testimoni e gli apostoli dovettero apprenderlo dalle sue labbra: non sarebbe, pertanto, il frutto di una loro interpretazione, ma la trasmissione di un insegnamento, orale e diretto, del loro Maestro.<\/p>\n<p>Certo, possiamo ridurre tale racconto alla dimensione del mito: ma, cos\u00ec facendo, rischiamo davvero di perdere di vista la concretezza del fatto <em>storico<\/em> dei Vangeli, cos\u00ec come in un altro articolo abbiamo avuto occasione di discutere e approfondire. (4)<\/p>\n<p><em>&quot;Alcuni sostengono che il termine Satana altro non sia, nel Vangelo, che l&#8217;allusione ad una sfera del male, diffusa in seno all&#8217;umanit\u00e0, e non il nome di un essere distinto.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E difatti la pretesa maggiore dell&#8217;uomo di oggi consiste nel volersi indipendente, sia nel male che nel bene, al tempo stesso Satana e Dio. L&#8217;uomo di oggi intende essere, egli solo, la propria misura, riempire della propria storia tutto lo spazio spirituale e fisico. Assorbe e riassorbe tutte le realt\u00e0, diventa, ai propri occhi, il demiurgo del proprio universo, e come una talpa brancola attraverso l&#8217;oscuro labirinto del tempo, di cui &#8211; a poco a poco &#8211; si costruisce &#8211; sotto la duplice spinta della scienza e dell&#8217;avvenimento, la coesione dinamica. In questa proiezione di se stesso, in questo reale di cui egli solo possiede le chiavi, si dispiega un panteismo in potenza. In grazia del pensiero umano, che le coglie nell&#8217;istante in cui affiorano, si organizza e si stabilisce tutto un mondo razionale di relazioni sufficienti, ben presto esclusive di una qualifica di ordine morale o religioso.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;umiliazione di sottostare alle seduzioni di un genio del male, principe di questo mondo, \u00e8 per l&#8217;uomo tanto cocente, quanto il dipendere da un Dio sovrano.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Per quanto voglia mostrarsi oscuro romantico e fascinoso, l&#8217;angelo nero non riesce a rivestire i suoi clienti di un durevole prestigio: fanno la figura pi\u00f9 di vittime che di colpevoli, pi\u00f9 di sciocchi che di filibustieri. \u00c8 appunto ci\u00f2 che intendono dimostrare le raffigurazioni diaboliche dei pittori medioevali, l\u00e0 dove pongono il forcone nei fianchi dei dannati, e dove gi esecutori delle basse opere del demonio assumono l&#8217;aspetto di smorfie viventi, di ridicoli burloni. Rappresentazioni comiche meno puerili di quanto sembra, perch\u00e9 nascondono amare verit\u00e0: quelle appunto che pi\u00f9 ripugnano ai contemporanei. I quali si mostrano felici, perch\u00e9 tali &#8216;diavolerie&#8217; getterebbero aria di farsa sulle credenze del passato: quell&#8217;aria che li dispensa dal prenderle sul serio.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Respingere tutto ci\u00f2, conferisce all&#8217;uomo moderno una specie di rispettabilit\u00e0 razionale, che lo pone al sicuro alle proprie inquietudini. Forse non del tutto, se si pensa all&#8217;ansia che accompagn\u00f2 nell&#8217;ultima ora Paul Val\u00e9ry, la cui opera, del resto, non riflette che la luce dell&#8217;ellenismo e la sicurezza del genio.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abIl diavolo col forcone\u00bb ha forse, in un momento di chiaroveggenza, manifestato il segreto del suo travestimento a questo spirito penetrante? L&#8217;intrusione di questo inquietante personaggio nella vita di qualche santo, non ancora conquistato dalla leggenda e vicino a noi, si affianca a quelle che noi chiamiamo &#8216;diavolerie&#8217;, e alziamo le spalle. Chi gode nel farsi giudicare ingenuo, nel farsi tacciare di infantilismo? Con tutto ci\u00f2 il curato d&#8217;Ars, padre Lamy, la stessa S. Teresa di Lisieux, cos\u00ec ancorata in una contemplazione tutta amore, padre Pio, centro ardente del dolore redentore, hanno avuto, su questo punto, una esperienza precisa., che una serena informazione pu\u00f2 controllare. Questi uomini e queste donne, tutti dediti a Dio, sono stati bersaglio di stravaganze tragicomiche e di vani furori. Siccome la loro umile fedelt\u00e0 li aveva resi impermeabili ai terrori e alle vertigini, che colpiscono il loro interno, il dispetto del maligno non trovava risorsa, se non in questo rango di derisione, caricaturale e terribile, che non sconcerta l&#8217;anima, ma che turba, talvolta, la carne.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Non fermiamoci a queste manifestazioni. Esse pongono gli interrogativi a cui rispondono l&#8217;Antico Testamento, e soprattutto il vangelo. Non mi rivolgo a coloro che contestano il vangelo, n\u00e9 a coloro che, di commento in commento, di interpretazione in interpretazione, gli fanno subire un&#8217;autentica alienazione, che ne dissolve il realismo sostanziale. Il vangelo \u00e8 semplice nelle sue affermazioni. L&#8217;accento della sua veracit\u00e0 colpisce, lo so per esperienza, perfino l&#8217;adolescente che lo legge per la prima volta. Davanti ai fatti e ai detti del Signore gli evangelisti si sono fatti da parte. Il dato non sfugge al lettore non sofisticato da pedantismi preconcetti. A proposito del vangelo di Giovanni un imbecille ha parlato di ridondanze: senza aver saputo cogliere, nelle insistenze di quest&#8217;evangelista, uno dei pi\u00f9 veementi ardori della persuasione: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico\u00bb. E le magnifiche ripetizioni del capitolo sesto.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il vangelo della vita pubblica ha inizio con un episodio preliminare, che gli apostoli hanno probabilmente conosciuto solo attraverso il racconto dello stesso maestro: rifiutarlo, significa tenere in scacco la parola pi\u00f9 immediata di Cristo: sulla montagna deserta, detta della tentazione, vi fu uno scontro frontale tra Ges\u00f9 e Satana, giustamente definito come &#8216;il tentatore&#8217;, &#8216;il diavolo&#8217;. Il fatto che Ges\u00f9 abbia voluto provare, fino al limite estremo che precede la capitolazione, le seduzioni a cui gli uomini soccombono, dimostra la sua trascendente simpatia per coloro che la sua resistenza salvava. A proposito di ci\u00f2 di cui parliamo, l&#8217;importante consiste nel sapere, attraverso la sua bocca, che un essere personale si \u00e8 fatto agente di queste tentazioni presso di lui; che questo essere ha usato, per trascinarlo e per convincerlo, argomenti che si riferivano ai diritti stessi della sua filiazione divina, cercavano di rovesciare la gerarchia delle sue relazioni tra il Padre e il &#8216;Figlio dell&#8217;uomo&#8217;, facendo di Dio in quanto Dio, il servo dei desideri umani.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Qui si fermerebbero le ambizioni banali della concupiscenza: l&#8217;appagamento sessuale, il potere, l&#8217;abuso presuntuoso della preghiera, la gloria. Il demonio per\u00f2 non persegue i fini dell&#8217;uomo, ma i propri. Per questi compimenti desiderabili c&#8217;\u00e8 una condizione: il principe di questo mondo li d\u00e0 a coloro che si prostrano dinanzi a lui, e l&#8217;adorano. \u00c8 qui appunto che l&#8217;evangelista lo smaschera e lo fa rivestire della sua identit\u00e0. Asservire Dio in coloro che si proclamano di Dio, \u00e8 un primo successo, ma prendere una rivincita sul grido misterioso dell&#8217;arcangelo Michele: \u00abQuis ut Deus?\u00bb,, costituisce l&#8217;eterna febbre che tormenta Satana nel suoi riposo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Cristo incontra Satana costantemente sulla propria strada, e non si stancher\u00e0 mai di porne in mostra, con forza, i tratti specifici, le caratteristiche spirituali: \u00abIl padre da cui siete usciti &#8211; dir\u00e0 agli avversari &#8211; \u00e8 il diavolo; volete realizzare i desideri di vostro padre. \u00c8 un mentitore, mentitore fin dall&#8217;inizio, padre di menzogna\u00bb (Gv. 8, 44). \u00abSimone, Simone, Satana \u00e8 entrato in te\u00bb (Lc. 22, 31). \u00abSe Satana \u00e8 diviso tra di s\u00e9, come potr\u00e0 resistere il suo regno?\u00bb (Lc., 11, 18). Ges\u00f9 ha parlato di un fuoco eterno, \u00abpreparato per Satana e per i suoi angeli\u00bb (Mt., 25-41) A mio giudizio questo termine non implica nessuna predestinazione, all&#8217;infuori di quella che deriva dalla logica immanente alle scelte di questi spiriti perversi, e si oppone in modo diretto all&#8217;ipotesi di un magma satanico confuso, soggiacente al mondo umano.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quanti ossessi Ges\u00f9 ha liberato, ordinando ai demoni di tacere, e dialogando talvolta con essi! La scienza moderna si rifiuta di riconoscere le possessioni diaboliche, le cui manifestazioni si avvicinano spesso alle anomalie dell&#8217;isteria o della demenza. Ma non sa come spiegare che donne senza cultura, ad esempio, possano spesso, durante un raptus interiore, parlare lingue che non conoscono, difficili, antiche, e di cui, al risveglio, non conservano ricordo. Taluni cristiani credono di poter eliminare dal vangelo anche certi episodi, giudicati di troppo difficile interpretazione: il celebre trasferimento, ad esempio, di un&#8217;orda demoniaca in un branco di porci. Il borghese che sonnecchia in ogni buon democratico, dice: \u00abCome credere che il proprietario del branco non abbia reagito?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Difatti non rimase in silenzio; accompagnato dai concittadini, preg\u00f2 il Signore di partire, di allontanarsi. Protesta assai modesta diciamo noi. Non bisogna per\u00f2 dimenticare che ci troviamo in Israele, terra di profeti. Di fronte a questa potenza del Dio vivente, sempre soggiacente alla sottile pellicola delle apparenze, chi avrebbe osato innalzare le meschine rivendicazioni del tuo e del mio? I porci erano anche gli animali che simboleggiavano l&#8217;impurit\u00e0, la sozzura, la carne proibita. In questo modo Ges\u00f9 insegnava, in vivo, che Satana era l&#8217;intoccabile.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ci si sforza di trasformare questi dialoghi in scene di un teatro interiore, del quale il Signore avrebbe maneggiato le marionette, per colpire la immaginazione &#8216;puerile&#8217; degli Ebrei del suo tempo. Si pu\u00f2 anche aggiungere che Ges\u00f9 si sarebbe prestato a quelle esigenze primitive, accordando loro benevole mistificazioni, come un buon padre che si trasforma in Babbo Natale. Devo confessare che questa ingannevole pedagogia, ripugna alla stima dovuta alla dignit\u00e0 del Figlio di Dio che viene nel mondo, di colui che non ha mai mentito. L&#8217;uomo moderno vuole affidare il proprio assenso solo alle informazioni, che vengono dette normali, dei suoi cinque sensi. Se irrompe nel loro naturale dominio, il soprannaturale lo irrita, gli fa paura. Del resto \u00e8 naturale che noi non siamo soltanto coscienze e volont\u00e0 agenti dell&#8217;universo spirituale, re che vi siano, tra noi e questi spiriti nascosti, degli incontri inattesi, inconsueti, senza essere, per questo, del tutto esteriori all&#8217;ordine del mondo. Esso, infatti, ci trabocca addosso da ogni parte, e volerlo rinchiudere tra le borchie delle nostre percezioni, obbligarlo a suonare soltanto la tastiera del nostro strumento, anche se elargito dal telescopio, dal microscopio o dalla fotografia scattata dai missili spaziali, equivale a rinchiudersi in un abitacolo senza uscita.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Potrebbe anche il nostro tempo essere, pi\u00f9 dei precedenti, rivelatore del combattimento che oppone, in un mondo fertile di peripezie grandiose, il genio della discordia al Principe della pace? La nostra epoca ha conosciuto perversioni inumane e superumane, nei campi di sterminio, nelle camere di tortura scientificamente organizzate, nei grandi e nei piccoli schermi dove i criminali moltiplicano le loro immagini di violenza, di crudelt\u00e0, di erotismo. Chi accende l&#8217;impudenza del mercantilismo, proprio di tutte le invenzioni che seducono la giovent\u00f9? Chi offre al mercato della carne umana l&#8217;ampiezza di uno smercio mondiale? Chi fa proliferare i carnefici dei bambini? L&#8217;esagerazione esaspera le pi\u00f9 malsane speculazioni, le amplifica nell&#8217;orrore, orchestra sul piano internazionale gli attacchi suscettibili di rovinare le forze della pace, tesse le tele ipocrite degli intrighi. Nel male, la debolezza \u00e8 umana; ma la potenza \u00e8 diabolica. Tutto ci\u00f2 non \u00e8 sulla dimensione dell&#8217;uomo. E appunto perch\u00e9 il male \u00e8 tanto grande e tanto colpisce lo spirito di spavento, che c&#8217;\u00e8 il problema della sofferenza e del male di cui possiamo chiedere conto a Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Spontaneamente gli uomini sentono che proprio qui si manifesta uno scontro essenziale, a cui misteriosamente partecipano, e il cui risultato pu\u00f2 essere per loro vittorioso, solo se inglobato in un trionfo che li supera infinitamente.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Per il pi\u00f9 inaudito dei paradossi il male non pu\u00f2 avere altra spiegazione che l&#8217;amore, perch\u00e9 la creazione non si pu\u00f2 legare a Dio, che \u00e8 l&#8217;amore stesso, al di fuori della libert\u00e0. All&#8217;arcangelo condannato e ai suoi emissari la libert\u00e0, giustizia fondamentale del loro essere, non \u00e8 stata rifiutata. La storia del mondo altro non \u00e8 indubbiamente, che lo spiegamento, fino alla fine, dell&#8217;opzione profonda che divide tra loro gli esseri spirituali, al centro del loro proprio cuore, e spinge gli uni contro gli altri e contro Dio, gli uomini che solo in lui hanno salvezza.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La parabola del loglio e del buon grano profetizza una duplice crescita, un duplice progresso. Al pari del grano buono, il loglio \u00e8 del tutto riconoscibile solo a maturazione. Sprovvisto dei prestiti da lui praticati su ci\u00f2 che gli \u00e8 vicino, frustrato nelle sue ambiguit\u00e0, non \u00e8 pi\u00f9 che la confessione di se stesso. \u00c8 l&#8217;ora della verit\u00e0, la quale si confonde con l&#8217;ora del giudizio. Il progresso umano comporta due sviluppi, fin dall&#8217;inizio in via di maturazione: quello di una regalit\u00e0 delle tenebre, e quello del Regno di Dio. La pianta velenosa si nutre degli stessi succhi fertilizzanti della pianta da frutto, ma cresce per la morte, poich\u00e9 non ha in s\u00e9 alcun al di l\u00e0, n\u00e9 sbocco nelle risurrezione.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il Creatore permette a Satana, che lo sfida, di portare a termine la sua avventura. sul terreno confuso ed equivoco Permette anche che arruoli degli uomini a servizio del suo tentativo, perch\u00e9 pu\u00f2 trovare le sue complicit\u00e0 soltanto sul terreno confuso ed equivoco degli atti umani: gli idoli, le menzogne vestite da verit\u00e0, le false virt\u00f9, i lupi vestiti da agnello: ecco le sue armi e i suoi combattenti. \u00abNon dobbiamo combattere contro la carne e il sangue &#8211; dice s. Paolo &#8211; ma contro i principati e le potest\u00e0\u00bb (Ef., 6, 12). Il sangue e la carne costituiscono la loro maschera. Ecco perch\u00e9 \u00e8 vantaggioso per noi discernere la natura delle sollecitazioni che ci colpiscono. La nostra attenzione deve essere vigile, ma senza turbamento n\u00e9 panico. Il tentatore &#8211; lo sappiamo &#8211; \u00e8 uno sterile plagiario: le sue attrattive sono la cattiva copia del fascino autentico. Nel cuore della Chiesa, nell&#8217;animo dei fedeli egli tenta di opporsi a Dio stesso, di rivoltare contro di lui la sua luce. Ma i falsi sembianti che egli chiede in prestito, si trasformano in realt\u00e0 che lo escludono; dei nemici di Cristo il Padre lastrica il suo marciapiede, a condizione che una fedelt\u00e0 risoluta e una rettitudine profonda permettano al popolo cristiano tutte le riparazioni.&quot;<\/em>(5)<\/p>\n<p>Una delle riflessioni pi\u00f9 interessanti di Chevrillon \u00e8 quella che il male morale, quando si manifesta in forme particolarmente metodiche e raccapriccianti, sembra eccedere la misura dell&#8217;uomo. L&#8217;uomo non \u00e8 capace, con le sue sole forze, di commettere un male morale che superi di molto le sue proprie capacit\u00e0. E a chi rispondesse che le possibilit\u00e0 di male latenti nell&#8217;uomo sono un abisso tuttora inesplorato, risponderemmo che ci\u00f2 \u00e8 vero, ma che \u00e8 altrettanto vero che l&#8217;effetto non pu\u00f2 superare la causa. Ora, cos\u00ec come non si pu\u00f2 immaginare un essere umano capace di prestazioni fisiche o intellettuali che superino di molto le sue capacit\u00e0 normali, lo stesso ragionamento si deve fare a proposito della sua capacit\u00e0 di commettere il male.<\/p>\n<p>Facciamo qualche esempio. Un uomo normale, discretamente forte ed agile, pu\u00f2 spiccare dei balzi di mezzo metro in altezza; un atleta, bene addestrato, pu\u00f2 superare nettamente questo limite. Tuttavia se noi vedessimo un essere umano compiere dei balzi verticali di due, tre metri d&#8217;altezza, dovremmo per forza concludere che egli \u00e8 posseduto da una forza superiore all&#8217;umana. Cos\u00ec pure, se vediamo un bambino prodigio calcolare in pochi istanti la radice quadrata di qualsiasi numero di tre, quattro o cinque cifre, possiamo pensare che si tratta di uno di quei rarissimi casi di intelligenza precoce ed eccezionale, che pur tuttavia si verificano. Per\u00f2 se vedessimo un bambino di cinque anni parlare una ventina di lingue e, poi, pronunciare velocissimamente le lettere all&#8217;incontrario, con tale precisione da potere &#8211; in un secondo momento &#8211; riascoltare la registrazione, al rallentatore, rimandando il nastro all&#8217;indietro e riconoscendo delle frasi perfettamente corrette in armeno, bengali, khmer, antico egiziano o antico babilonese: allora, senza dubbio, dovremmo riconoscere la presenza di un agente non-umano.<\/p>\n<p>Torniamo adesso al problema del male morale. Un essere umano, nelle misteriose profondit\u00e0 della sua anima, \u00e8 suscettibile di stupirci sia con la bont\u00e0, sia con la malvagit\u00e0 delle sue azioni; tuttavia non v&#8217;\u00e8 motivo di pensare che egli possa stupirci fino a un certo limite nel compiere il bene, e senza alcun limite allorch\u00e9 compie il male. Esiste una sorta di pregiudizio romantico secondo il quale le azioni buone possono spingersi al massimo fino a un certo punto &#8211; ad esempio, offrire la propria vita per amore del prossimo -, mentre le azioni malvagie potrebbero spingersi al di l\u00e0 di qualsiasi immaginazione. La realt\u00e0 \u00e8 che tutto questo, certamente, pu\u00f2 accadere; e tuttavia, se applicassimo con coerenza i nostri abituali parametri di giudizio, in tali casi estremi dovremmo inferire quantomeno la <em>possibilit\u00e0<\/em> di una possessione diabolica.<\/p>\n<p>Quanto abbiamo sin qui considerato ci porta ad ammettere, sia mediante la testimonianza dei Vangeli in quanto opere storiche, sia mediante la facolt\u00e0 del ragionamento analogico, l&#8217;esistenza di un principio del Male che \u00e8 al tempo stesso un essere personale, astuto e ingannatore, il cui scopo \u00e8 quello di perdere l&#8217;uomo tentandolo senza posa. Secondo studiosi come Alfonso M. Di Nola, una tale credenza non si pu\u00f2 ammettere che come il portato dell&#8217;ottenebramento di et\u00e0 &quot;oscure&quot;, quali il Medioevo, e non avrebbe, oggi, alcuna giustificazione razionale; lo abbiamo visto nel precedente articolo. Eppure non un razionalista imbevuto di scientismo e di positivismo, ma un poeta dalla vista acuta, il padre &#8211; in un certo senso &#8211; di tutti i poeti &quot;maledetti&quot;, Charles Baudelaire, aveva osservato a suo tempo che &quot;la maggiore astuzia del Diavolo consiste proprio nel fare in modo che gli esseri umani non prendano sul serio la sua esistenza&quot;.<\/p>\n<p>Arrivati a questo punto, potremmo renderci conto, o almeno sospettare, che le pi\u00f9 grandi tragedie morali della storia umana siano in realt\u00e0 il risultato di una diretta influenza demoniaca sulle menti e sulle azioni degli uomini i quali, credendo di servire i propri disegni di potenza o di dominio, si fanno in realt\u00e0 servitori del Diavolo. Si ricordi la giusta osservazione di Chevrillon: il demonio non persegue i fini dell&#8217;uomo, ma i propri. Egli lusinga bens\u00ec quegli esseri umani che si risolvono ad adorarlo, con miraggi di gloria, potenza, lussuria e altro; ma, in realt\u00e0, \u00e8 sempre lui ad agire come un grande burattinaio, e gli uomini che si sono piegati a servirlo non diventano altro che le sue sventurate marionette.<\/p>\n<p>La magia, senza dubbio, rientra in questa tragico equivoco. Premesso che non esiste alcuna differenza &quot;tecnica&quot; tra magia bianca e magia nera, e che la magia \u00e8 <em>tutta<\/em> &quot;nera&quot; in quanto pretende di servirsi dei demoni (anche se alcuni maghi colti del Rinascimento, come l&#8217;umanista inglese John Dee, si illudevano di interagire con degli &quot;spiriti&quot; di altra natura), \u00e8 evidente che il mago, per quanto esperto nelle proprie arti e per quanto possa essere &quot;bene intenzionato&quot;, cio\u00e8 desideroso di giovare ai suoi simili e non di nuocere loro, \u00e8 colui il quale evoca delle forze infere che non potr\u00e0 mai veramente controllare. Anche Julius Evola metteva in guardia contro l&#8217;imprudente evocazione di tali forze di natura infera (6); e la stessa cosa vale sia per la necromanzia che per lo spiritismo, che sono, a rigor di termini, pi\u00f9 o meno una sola cosa. Lo spiritista o il negromante si illudono di richiamare l&#8217;anima dei defunti, ma \u00e8 pi\u00f9 probabile che essi evochino forze diaboliche che si serviranno di tale illusione per penetrare nell&#8217;anima stessa di coloro che le hanno incautamente richiamate. Perci\u00f2 non si ripeter\u00e0 mai abbastanza che tutte le pratiche di tipo spiritico, compreso il cosiddetto <em>channelling<\/em> o evocazione degli &quot;spiriti-guida&quot;, sono estremamente imprudenti e pericolose, in quanto aprono il varco a delle vere e proprie forme di invasione psichica e, nei casi pi\u00f9 gravi, alla possessione diabolica.<\/p>\n<p>Si potrebbe osservare, contro la tesi di una realt\u00e0 <em>personale<\/em> del Male morale, che sant&#8217;Agostno non ci credeva, poich\u00e9 egli era arrivato alla conclusione che il male \u00e8 solo una carenza di bene e non una sostanza. Scrive infatti nel libro VII delle <em>Confessiones<\/em>:<\/p>\n<p><em>&quot;Mi domandai che cosa fosse la malvagit\u00e0: e trovai non una sostanza, ma il traviamento della volont\u00e0 dalla somma sostanza, da Te, o Dio, volont\u00e0 ripiegantesi su ci\u00f2 che vi \u00e8 di pi\u00f9 basso, gonfiata al di fuori sotto la spinta delle sue interiora.&quot;<\/em>(7)<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, \u00e8 noto che s. Agostino giunse al cristianesimo dopo una sofferta conversione dal manicheismo; si pu\u00f2 quindi supporre che abbia un po&#8217; calcato la mano sulla non sostanzialit\u00e0 del male per reazione al dualismo manicheo, da lui precedentemente professato, e per preservare l&#8217;assoluta positivit\u00e0 della creazione divina. Infatti, tutta questa parte delle <em>Confessioni,<\/em> molto suggestiva sia sul piano teologico che su quello letterario, appare di pretto stampo neoplatonico, tanto che potrebbe essere stata scritta benissimo da un Ammonio Sacca, da un Plotino o da un Giamblico. (8) L\u00e0 dove, invece, in polemica col pelagianesimo, Agostino insiste sulla incapacit\u00e0 dell&#8217;uomo a salvarsi con le sue sole forze senza l&#8217;aiuto speciale della Grazia, la sua visione del creato si incupisce alquanto e l&#8217;intera umanit\u00e0 non gli appare pi\u00f9 che come un&#8217;unica &quot;massa dannata&quot;.<\/p>\n<p>Giustamente Chevrillon ricorda che molti grandi santi hanno fatto esperienza diretta, a volte martoriante, di un essere malvagio il quale, non trovando accesso alla sostanza intima della loro anima, perch\u00e9 ben vigilata da una salda convinzione morale, si \u00e8 tuttavia sfogato a perseguitarli materialmente. La vita del curato d&#8217;Ars \u00e8 stata tribolata per anni e anni dalle aggressioni fisiche del demonio, e la stessa cosa \u00e8 accaduta a padre Pio da Pietrelcina.<\/p>\n<p>Una grande mistica francese del Novecento, Marthe Robin, di cui ci siamo occupati in un precedente articolo (9), inferma e paralizzata sul suo letto di dolore, conosceva gli attacchi di questo oscuro Avversario, che ella chiamava semplicemente &quot;lui&quot;. Il giorno in cui mor\u00ec, fu trovata a terra, come gettata l\u00ec da una forza estranea, lei che non avrebbe potuto muovere neppure un braccio con le sue povere forze. Era stato l&#8217;ultimo dispetto di Satana nei confronti di quell&#8217;anima santa; ma non aveva potuto turbarla: sul suo volto celestiale, infatti, aleggiava anche nella morte un sorriso incantevole. (10)<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p>1)  Francesco Lamendola, <em>Alla societ\u00e0 secolarizzata sfuggono gli indizi della presenza diabolica<\/em>, sul sito di Edicolaweb.<\/p>\n<p>2)  Cfr. le omelie ai fedeli del 16 giugno e del 5 novembre 1972.<\/p>\n<p>3)  Cfr. <em>l&#8217;Osservatore Romano<\/em> del 14, 16-17, 21 agosto. Ved. anche Alfonso M. Di Nola, <em>Il diavolo,<\/em> Roma, Newton Compton, 1994, pp. 354-358.<\/p>\n<p>4)  Cfr. Francesco Lamendola, <em>Rudolf Bultmann, la religione e l&#8217;immagine mitica del mondo<\/em>, sul sito di Arianna Editrice.<\/p>\n<p>5)  Hedwige-Louis Chevrillon, <em>Stana nella Bibbia e nel mondo<\/em>, traduzione di Carlo M. Richelmy, Bari, Edizioni Paoline, 1971, pp. 27-36.<\/p>\n<p>6)  Cfr. Julius Evola, <em>Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo,<\/em> Roma, Edizioni Mediterranee, 1971, spec. cap. XI, <em>Il Satanismo.<\/em><\/p>\n<p>7)  Agostino, <em>Le confessioni<\/em>, libro VII, edizione a cura di Christine Mohrmann, Milano, Rizzoli, 1958, 1975.<\/p>\n<p>8)  Cfr. Francesco Lamendola, <em>Travaglio interiore e visione salvifica nelle<\/em> Confessioni <em>di S. Agostino<\/em>, sul sito di Arianna Editrice.<\/p>\n<p>9)  F. Lamendola, <em>Che cosa resta della natura umana quando viene ridotta all&#8217;essenziale?<\/em>, sul sito di Edicolaweb.<\/p>\n<p>10) Cfr. Jean Guitton, <em>Ritratto di Marthe Robin,<\/em> traduzione italiana Milano, Rusconi Editore, 1987.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo Alla societ\u00e0 secolarizzata sfuggono gli indizi della presenza diabolica (1) ci eravamo chiesti se il mondo moderno, per le sue stesse caratteristiche materiali<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30146,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[157,237,246],"class_list":["post-28605","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-demonologia","tag-gesu-cristo","tag-sacra-scrittura","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-demonologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28605","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28605"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28605\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30146"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28605"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28605"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28605"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}