{"id":28600,"date":"2008-01-19T11:45:00","date_gmt":"2008-01-19T11:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/01\/19\/satana-il-nemico-nel-pensiero-di-romano-guardini\/"},"modified":"2008-01-19T11:45:00","modified_gmt":"2008-01-19T11:45:00","slug":"satana-il-nemico-nel-pensiero-di-romano-guardini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/01\/19\/satana-il-nemico-nel-pensiero-di-romano-guardini\/","title":{"rendered":"Satana, il nemico, nel pensiero di Romano Guardini"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di occuparci del pensiero del grande teologo tedesco Romano Guardini (Verona, 1885- Monaco di Baviera, 1968) nel saggio <em>La riflessione sul potere nel pensiero di Romano Guardini<\/em> (sul sito di Arianna Editrice)<em>.<\/em> In quella sede avevamo concentrato la nostra attenzione su un aspetto ben preciso dell&#8217;etica del pensatore cattolico: quello, appunto, relativo alla natura e ai limiti del potere in rapporto alla sfera del politico, cos\u00ec come a quella della vita individuale.<\/p>\n<p>Ora, invece, desideriamo soffermarci su un altro aspetto particolare della sua riflessione teologica: la presenza del Male nel mondo e nell&#8217;animo umano; non di una generica tendenza al male o, agostinianamente, del male come privazione ontologica del bene; bens\u00ec del Male con la M maiuscola, del Male come realt\u00e0 personale e individuale. Si tratta di un aspetto &quot;scomodo&quot; del pensiero teologico, non solo di Guardini, ma di tutta la concezione cristiana; tanto \u00e8 vero che non sono certo pochi i teologi <em>\u00e0 la page<\/em> che cercano in ogni modo &#8211; specialmente dopo il Concilio Vaticano II, e nonostante alcune chiare e inequivocabili prese di posizione del magistero ecclesiastico &#8211; di minimizzarne la portata e di presentare ai credenti un concetto di &quot;male&quot; in sedicesimo, come realt\u00e0 impersonale che l&#8217;uomo, sulla scia dell&#8217;eresia pelagiana, pu\u00f2 contrastare benissimo con le proprie forze e con la propria libera volont\u00e0.<\/p>\n<p>Eppure, qui risiedono i due misteri centrali della teologia cristiana: il mistero della Grazia e quello della divina Incarnazione. A che cosa servirebbe la Grazia, se la persona umana avesse in s\u00e9 medesima la capacit\u00e0 di optare, senza alcuna incertezza, per il bene; nonch\u00e9 quella di raggiungerlo e conservarlo, senza alcun aiuto soprannaturale? E per quale motivo la Persona Divina si sarebbe incarnata in Ges\u00f9 Cristo; perch\u00e9 Cristo, assunta su di s\u00e9 la condizione umana, sarebbe morto e risorto, dal momento che gli uomini non recano in s\u00e9 le conseguenze della Caduta e non hanno alcun bisogno di essere salvati? \u00c8 facile vedere, pertanto, che quelle tendenze del pensiero cristiano contemporaneo che tendono a mettere sullo sfondo, o addirittura a negare, la consistenza ontologica e personale del Male, quasi fosse un residuo del dualismo persiano (che gli Ebrei avrebbero assimilato durante l&#8217;esilio a Babilonia e che i Cristiani avrebbero ereditato da essi), vengono a minare, forse inconsapevolmente, le basi stesse della concezione cristiana: niente Male, niente peccato, niente Incarnazione, niente Grazia.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel precedente lavoro avevamo avuto modo di soffermarci sulla convinzione di Romano Guardini circa l&#8217;esistenza di un Essere personale interamente dedito al male dell&#8217;umanit\u00e0, che insidia la creazione di Dio nelle vesti di Suo &quot;avversario&quot;. Secondo il filosofo tedesco di origine italiana, l&#8217;irruzione di Satana nel mondo \u00e8 facilitata dai meccanismi della societ\u00e0 moderna e, in modo particolare, dal &quot;vuoto&quot; morale e psicologico che si forma all&#8217;interno della coscienza umana, l\u00e0 dove l&#8217;atteggiamento prevalente di essa \u00e8 quello della infedelt\u00e0 verso l&#8217;Essere, verso l&#8217;armonia del piano provvidenziale sotteso alla creazione.<\/p>\n<p>Nel suo libro <em>Il potere<\/em> (titolo originale: <em>Die Macht<\/em>, W\u00fcrzburg, 1951; traduzione italiana di Marisetta Paronettoo Valier, Brescia, Morcelliana, 1954; 1963, pp. 19-20), egli chiarisce questo concetto con estrema lucidit\u00e0 e precisione:<\/p>\n<p><em>&quot;Il vuoto che si forma non dove la persona scompare, poich\u00e9 essa non pu\u00f2 essere n\u00e9 rigettata dall&#8217;uomo n\u00e9 tolta all&#8217;uomo, ma l\u00e0 dove essa viene ignorata, negata, violentata non si limita a rimanere tale: ci\u00f2 significherebbe che in un certo modo l&#8217;uomo diventa un essere naturale e la sua potenza una energia della natura. Il che non \u00e8 possibile. In verit\u00e0 quel vuoto rappresenta una infedelt\u00e0 divenuta atteggiamento permanente e l\u00e0 dove manca il padrone, si avanza un&#8217;altra iniziativa, quella demoniaca. Nella sicurezza della sua fede nel progresso, il secolo diciannovesimo ha deriso la figura del demonio, diciamo pi\u00f9 onestamente e pi\u00f9 esattamente, di satana; ma chi \u00e8 capace di vedere non ride. Sa che egli esiste ed \u00e8 al lavoro. Certo anche il nostro tempo non si pone di fronte alla sua realt\u00e0 effettiva. Quando parla di &#8216;demoniaco&#8217;, come tanto spesso avviene, non c&#8217;\u00e8 seriet\u00e0 nelle sue parole. Per lo pi\u00f9 sono vane chiacchiere; e dove sene parla sul serio si esprime una paura indistinta o si intende qualche stato psicologico, ovvero qualcosa di simbolico. Quando la scienza delle religioni, e la psicologia del profondo, il dramma, il film, il romanzo d&#8217;appendice parlano di demoniaco, esprimono semplicemente il sentimento che ci sia nella esistenza un elemento di disarmonia, di contraddizione, di malizia, qualche cosa di estremamente incomprensibile e di sinistro che emerge con particolare evidenza in date situazioni individuali e storiche ed al quale corrisponde una particolare angoscia. In realt\u00e0 si tratta non del &#8216;demoniaco&#8217;, ma di Satana. E chi sia Satana lo dice in modo completo solo la Rivelazione.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Per quanto riguarda le situazioni storiche nelle quali emerge con particolare evidenza questa presenza sinistra e personale, Guardini non ha esitazioni nell&#8217;indicare la minaccia di autodistruzione dell&#8217;intera umanit\u00e0; minaccia pi\u00f9 che mai incombente allorch\u00e9 egli, appena sei anni dopo il &quot;fungo&quot; di Hiroshima, scriveva <em>Il potere.<\/em> Mai prima di allora la libert\u00e0 umana era giunta alle soglie di un simile abisso: della possibilit\u00e0, cio\u00e8, di annichilire se non la creazione stessa, la vita (e non solo umana) che di essa appare il coronamento e il punto culminante, in quanto creazione divenuta autocosciente.<\/p>\n<p>Romano Guardini, comunque, si \u00e8 occupato in un altro suo libro, e in maniera specifica, del grande mistero rappresentato dal Male; di questa spina confitta sanguinosamente nella carne viva della creazione divina. Si tratta del fondamentale saggio <em>Il Signore. Considerazioni sulla vita e la persona di Ges\u00f9 Cristo<\/em> (edizione originale 1937), dal quale riportiamo il passo centrale che si riferisce a Satana, &quot;principe del mondo&quot; (traduzione italiana Milano, Vita e Pensiero, 1949, pp. 115-116 e 118-119).<\/p>\n<p><em>&quot;Per Ges\u00f9 non esiste soltanto la possibilit\u00e0 del male, che \u00e8 nella libert\u00e0 umana; neppure soltanto l&#8217;inclinazione al male, che proviene dalla colpa dell&#8217;individuo e dei progenitori, ma una potenza personale che vuole sistematicamente il male. Non solo valori in s\u00e9 buoni li vuole sinistramente o chiudendo un occhio sul male, ma vuole il male stesso. Vi \u00e8 qualcuno che \u00e8 espressamente schierato contro Dio, che vuole strappare il mondo dalle mani di Dio, schiantare lo stesso Dio. Siccome per\u00f2 Dio \u00e8 il bene, il programma pu\u00f2 avverarsi soltanto nel senso di voler ridurre il mondo allo stato di sterminio e di ribellione a Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quando la Scrittura afferma che satana produce quelle tenebre le quali non comprendono la luce che viene da Dio, e conduce l&#8217;uomo alla perdizione, lui che fu \u00abomicida fin da principio\u00bb (Giov., 8, 44),intende precisamente questo. Sempre secondo la Scrittura, satana \u00e8 dominatore di un<\/em> regno<em>. Egli ricama sul male una contraffazione di ordine, dove il cuore dell&#8217;uomo, il suo spirito, le sue azioni ed iniziative, le sue relazioni con uomini e cose stanno in rapporto apparentemente logico, ma realmente assurdo. Ne parlano soprattutto i grandi discorsi di Giovanni nel Vangelo: Satana intento a instaurare un regno contro il santo regno di Dio, un mondo in opposizione alla crescente nuova creazione divina. Questo non ha nulla a che fare con ci\u00f2 che vaneggia, poniamo, il pensiero romantico, quando parla di un<\/em> polo opposto <em>a Dio; di tenebre in antagonismo con la luce; di male contro il bene, in funzione di economia per il tutto, nel senso che la vita risulti dal gioco contrastante di queste due potenze.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Tali pensieri non sono cristiani e, del resto, sono quasi sempre frivoli. Dio non ha nessun polo opposto. Dio vive in se stesso di pura santit\u00e0 e libert\u00e0, e basta a se stesso. Egli solo \u00e8 l&#8217;Ente Verace, e<\/em> accanto <em>a lui e<\/em> di fronte <em>a lui non esiste altro. Satana non \u00e8 principio, non \u00e8 potenza primordiale, ma \u00e8 una creatura corrotta, caduta nella rivolta, che presume erigere contro Dio un desolato regno di inganno e di confusione. Egli ha forza, senza dubbio, ma unicamente in quanto l&#8217;uomo ha peccato. Di fronte al cuore saldo nell&#8217;umilt\u00e0 e nella verit\u00e0 Satana non pu\u00f2 nulla. Tanto si estende il suo potere quanto si estende la colpa dell&#8217;uomo. E dura fino al giudizio, non oltre. Lungo tratto in s\u00e9, perch\u00e9 ogni istante di male \u00e8 terribilmente lungo per l&#8217;umanit\u00e0 che soggiace alla sua minaccia, ma tanto breve nei confronti dell&#8217;eternit\u00e0&#8230; \u00abPresto, come dice l&#8217;Apocalisse (3,11; 22, 7), non \u00e8 pi\u00f9\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ges\u00f9 sa di essere inviato contro Satana: con la verit\u00e0 divina scinder\u00e0 le tenebre causate da lui; al sole della carit\u00e0 scioglier\u00e0 i crampi dell&#8217;egoismo e la rigidezza dell&#8217;odio; con la forza edificatrice di Dio riparer\u00e0 le devastazioni del maligno; con la sua santa purezza dissiper\u00e0 il fango che Satana aduna nell&#8217;uomo schiavo dei sensi. Cos\u00ec Ges\u00f9 combatte contro lo spirito d&#8217;iniquit\u00e0; cercando di farsi strada nell&#8217;anima umana messa a soqquadro, per illuminare la coscienza, destare il cuore, e infondere moto alle buone risorse.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Satana oppone resistenza, anzi egli stesso attacca. La tentazione nel deserto \u00e8 gi\u00e0 un assalto del genere, con l&#8217;intento di abbassare Ges\u00f9 a un concetto vile della sua missione e corrompere la sua volont\u00e0 redentrice, commutandola in egoismo (Mt., 4, 1-11). Satana suscita nei cuori umani lo scandalo. Fa in modo che siano irritati. Ne indura il senso, affinch\u00e9 respingano la buona novella. Crea l&#8217;intimo inganno, cosicch\u00e9 essi, sotto parvenza di zelare la disciplina e l&#8217;onore di Dio, si ribellino al suo Figliuolo. Ottiene che nell&#8217;ora della infinita possibilit\u00e0 si compia l&#8217;incomprensibile: che cio\u00e8 il contraente del patto respinga la fede, insorga anzi contro l&#8217;Inviato di Dio, e lo calpesti.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma Ges\u00f9, imperturbabile, sta. In tersa chiarezza egli persegue la redenzione. Non si lascia scuotere da nessun avversario. Non attenua di un pollice il suo messaggio. Non si lascia nemmeno trascinare all&#8217;odio a rispondere con la stessa moneta, dalla violenza allo spirito della violenza, dal cavillo a una prudenza perversa, ma lancia risolutamente il mandato divino, la santa realt\u00e0 del regno di Dio. Non potendolo pertanto vincere in ci\u00f2 che gli \u00e8 proprio, Satana lo conculca nell&#8217;umanit\u00e0, ma proprio ci\u00f2 che confonde la grande possibilit\u00e0 messianica arreca la redenzione. Ges\u00f9 vede che con la sua forza immediata non infrange l&#8217;ostinazione. Qui egli \u00e8<\/em> debole. <em>L&#8217;amore ,la grazia, \u00abla luce, che pure \u00e8 la vita degli uomini\u00bb (Giov., 1, 4), non sono in grado di penetrare. Allora l&#8217;intenzione del Redentore spazia nel cielo incomprensibile della maest\u00e0 del sacrificio: egli accetta la catastrofe in funzione espiatrice. Quello che dovrebbe annientare diviene liberazione. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;uomo moderno ha tolto di mezzo Satana ed il suo regno. La cosa avvenne in modo curioso. Si \u00e8 incominciato col metterlo in ridicolo; poi, a grado a grado, se ne \u00e8 fatto una figura comica. Un po&#8217; l&#8217;abbiamo tutti nel sangue questa tendenza, tant&#8217;\u00e8 vero che \u00e8 assai difficile tracciare una descrizione del diavolo senza che essa ricada sempre da capo nel comico. Alla base sta originariamente un sentimento cristiano: l&#8217;ironia dell&#8217;anima redenta contro il signore di un tempo. Senonch\u00e9 questo ludibrio nel credente divenne riso nel miscredente, e pure questo serve di nuovo alla causa di Satana: in nessun posto infatti egli domina con maggior sicurezza come l\u00e0 dove gli uomini si ridon di lui&#8230; O se ne \u00e8 fatto un eroe. Se ne \u00e8 ricamata la maest\u00e0 del male, la sublimit\u00e0 della disperazione, la tenebrosa potenza necessaria alla feracit\u00e0 della vita, che \u00abpensa il male ed opera il bene\u00bb, e di l\u00ec una odiosa venerazione&#8230; O si \u00e8 preteso provare che il sapere cristiano intorno a Satana sia qualche cosa di simile alla fede dei demoni, la quale dappertutto ha i suoi corsi e ricorsi, secondo determinati gradi religiosi, e viene gradatamente superata; un&#8217;azione di certe tensioni psicologiche destinata a scomparire non appena il soggetto \u00e8 pi\u00f9 sano e pi\u00f9 libero&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;uomo d&#8217;oggi &#8211; consapevole o inconsapevole, e in quest&#8217;ultimo caso al prezzo di risonanze ancor pi\u00f9 profonde &#8211; ha una volont\u00e0 spirituale a modo suo. Cos\u00ec l&#8217;esistenza sarebbe insieme naturale e ideale: come naturale, una compagine di forze e sostanze fisiche; come ideale, una compagine di leggi, valori, norme. Non \u00e8 personalmente che dev&#8217;essere determinata. L&#8217;essere persona l&#8217;uomo lo rivendica per s\u00e9 solo. Di fronte a lui si devono dare soltanto realt\u00e0 impersonali e norme impersonali. Ammettere alla base della natura alcunch\u00e9 di personale varr\u00e0 per lui come forma poetica: non appena si fa sul serio, egli lo spiega come superstizione mitologica&#8230; Il Cristianesimo invece dice: l&#8217;essere, in ultima analisi, dev&#8217;essere determinato dalla persona. Questa \u00e8 la sua aspettazione!<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Vi \u00e8 per\u00f2 qualcuno che lo vorrebbe volgere al male. Beninteso, egli non si presenta com&#8217;\u00e8, anzi, per celarsi, invoca proprio concretezza e ragione. Sul terreno della scienza, che vuol essere pura oggettivit\u00e0, ottenebra l&#8217;occhio perch\u00e9 non colga l&#8217;immediata evidenza; suscita un&#8217;interminabile contraddizione ove un asserto nega l&#8217;altro; una distinzione della comunanza di spirito, per cui lo studioso finisce per confinarsi sempre da capo nella rigida specializzazione. Dalla razionalit\u00e0 tecnicamente e umanamente orientata ha tratto la macchina dell&#8217;attuale ordine economico, fucina di schiavi &#8211; o preferiremo affermare che, nella sua prudenza, l&#8217;uomo sia diventato insipiente al punto da prendere il mezzo per il fine e da fare del signore della macchina il suo servo? Se cos\u00ec fosse avremmo precisamente l&#8217;espressione del demoniaco&#8230;Ed altro ancora. Non \u00e8 certo agevole vedere e descrivere, poich\u00e9 l&#8217;oggetto stesso in questione entra nell&#8217;occhio e l&#8217;acceca. La confusione di quello che avviene, la cecit\u00e0 nello sguardo, l&#8217;aridit\u00e0 nel cuore e il falso orientamento nella volont\u00e0 &#8211; costituiscono una sola ed identica cosa. Chi vi resta impigliato, scorge solo cose, fatti, conseguenze, logica, e non mai il nemico.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ges\u00f9 l&#8217;ha messo al muro; gli ha guardato negli occhi e l&#8217;ha vinto. Nella misura in cui diventiamo capaci di guardare con gli occhi di Cristo, anche noi lo vediamo. Nella misura in cui lo Spirito e il cuore di Cristo si avvivano in noi, diventiamo signori sopra di lui&#8230; I savi, evidentemente, sorrideranno di tali pensieri.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Dunque, il mancato riconoscimento del Male personale \u00e8, fondamentalmente, una conseguenza dell&#8217;inaridimento del cuore e dell&#8217;accecamento della volont\u00e0; \u00e8 una conseguenza della <em>hybris<\/em> dell&#8217;uomo, il quale a s\u00e9 solo riconosce lo statuto ontologico di <em>persona<\/em> e quindi, implicitamente o esplicitamente, pretende farsi signore della creazione e misconoscere, cos\u00ec, il suo debito di fedelt\u00e0 verso il creatore.<\/p>\n<p>Lo scatenamento della tecnica, che rende l&#8217;uomo schiavo delle sue stesse macchine e lo avvia verso un possibile destino di autodistruzione, non \u00e8 che una conseguenza di quella infedelt\u00e0 originaria e di quella <em>hybris<\/em> demoniaca. La tecnica, dunque, non \u00e8 in s\u00e9 stessa demoniaca, ma demoniaca \u00e8 la razionalit\u00e0 che l&#8217;ha prodotta: una razionalit\u00e0 disumana, incapace di vedere in grande lo spettacolo della creazione e rimpicciolita sempre pi\u00f9, a misura della sua specializzazione. Quando la ragione non \u00e8 pi\u00f9 in grado di scorgere l&#8217;armonia complessiva del mondo e il progetto amorevole che lo sottende, ma si perde in un riduzionismo che riduce il mondo a una serie di fatti e di operazioni meramente logiche, l\u00ec la persona umana decade dalla sua condizione di creatura chiamata a collaborare al bene dell&#8217;universo, e si fa dio di s\u00e9 stessa.<\/p>\n<p>O meglio, questo \u00e8 ci\u00f2 che ella crede, inebriata dai propri apparenti trionfi e stordita dal senso di onnipotenza che la rende euforica. La realt\u00e0 \u00e8 che la persona, quando \u00e8 giunta a questo punto, \u00e8 caduta &#8211; senz&#8217;avvedersene &#8211; sotto la tirannia di una potenza sistematicamente volta al male, che sfrutta abilmente il discredito e il ridicolo in cui l&#8217;idea stessa di un Avversario \u00e8 caduta, grazie al pensiero moderno, laico e razionalista. \u00c8 a questo punto che le tenebre scendono sul mondo: e si tratta di una minaccia ancor pi\u00f9 grave di quella di un satanismo esplicito e consapevole, come quello che ha imperversato in Europa nei secoli passati. Pi\u00f9 grave perch\u00e9, nella loro infinita presunzione, gli odierni adoratori di un Logos senz&#8217;anima credono di prostrarsi davanti agli altari della scienza, mentre in realt\u00e0 stanno servendo Satana: colui che, non potendo rivaleggiare con Dio in fatto di potere creativo, cerca almeno di aver l&#8217;ultima parola sulla creazione, distruggendola. Ne abbiamo gi\u00e0 parlato in diverse occasioni e, pi\u00f9 recentemente, nell&#8217;articolo <em>Alla societ\u00e0 secolarizzata sfuggono gli indizi della presenza diabolica.<\/em><\/p>\n<p>Ma, come dice Guardini, il Male entra nell&#8217;occhio e l&#8217;acceca; e lo sguardo accecato non vede pi\u00f9 che gli aspetti slegati e contingenti della creazione, gli sfugge completamente il senso dell&#8217;insieme. N\u00e9 vede il Male che \u00e8 penetrato nei suoi occhi, anzi crede di vederci benissimo: come un malato grave che si crede perfettamente sano.<\/p>\n<p>Il pericolo esiste ed \u00e8 reale, checch\u00e9 ne dicano i teologi razionalisti, che vorrebbero relegare la credenza nel Male nell&#8217;infanzia della storia e nelle nebbie del pensiero mitologico &#8211; senza sapere che il pensiero mitico si presenta come <em>nebbioso<\/em> solo per chi \u00e8 accecato da un pregiudizio scientista. A questi teologi consigliamo di rileggersi, con pi\u00f9 attenzione, il Vangelo: scopriranno che Cristo si \u00e8 trovato faccia a faccia, pi\u00f9 volte, con un Male personale, e che ha ripetutamente messo in guardia contro di esso e contro il suo potere di seduzione.<\/p>\n<p>Per un ulteriore approfondimento, rimandiamo ai nostri precedenti articoli, tutti presenti sul sito di Arianna Editrice::<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p><em>Rudolf Bultmann, la religione e l&#8217;immagine mitica del mondo<\/em>;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p><em>Il pensiero mitico \u00e8 diverso, non certo superiore a quello scientifico<\/em>;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p><em>Satana \u00e8 un essere personale determinato a provocare la rovina dell&#8217;uomo?<\/em><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p><em>In un mondo dominato da problemi tecnici l&#8217;esigenza ontologica si affievolisce e muore.<\/em><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di occuparci del pensiero del grande teologo tedesco Romano Guardini (Verona, 1885- Monaco di Baviera, 1968) nel saggio La riflessione sul potere<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30146,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[141,157,246],"class_list":["post-28600","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-demonologia","tag-filosofia","tag-gesu-cristo","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-demonologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28600","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28600"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28600\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30146"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28600"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28600"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28600"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}