{"id":28598,"date":"2019-04-25T09:23:00","date_gmt":"2019-04-25T09:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/25\/satana-divora-le-anime-mediante-la-concupiscenza\/"},"modified":"2019-04-25T09:23:00","modified_gmt":"2019-04-25T09:23:00","slug":"satana-divora-le-anime-mediante-la-concupiscenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/25\/satana-divora-le-anime-mediante-la-concupiscenza\/","title":{"rendered":"Satana divora le anime mediante la concupiscenza"},"content":{"rendered":"<p>Scriveva Maria Valtorta subito dopo la Comunione del mattino di venerd\u00ec 12 maggio 1944, sempre straziata da dolori insopportabili e da crisi cardiache molto gravi (da: M. Valtorta, <em>I Quaderni del 1944<\/em>, Isola del Liri, Pisani Editore, 1980, pp. 343-344):<\/p>\n<p><em>&#8230; Il leone, ho detto, conosce le abitudini, le studia per conoscerle, di quelli che vuole sbranare. \u00c8 intelligentissimo. Comprende subito. ANCHE SATANA \u00c8 INTELLIGENTISSIMO E COMPRENDE SUBITO. \u00c8 sempre un angelo. Decaduto ma rimasto tale nella mete che usa ora per il male mentre glie l&#8217;avevo data potente per operare il bene. Il leone sa che le sue prede vanno a dissetarsi a sera alle vene d&#8217;acque che rigano le terre arse di sole. Sa a quali pascoli vanno per brucare l&#8217;erba folta. Sa quando l&#8217;uomo torna dal lavoro alle sue dimore. Non ha che scaglionarsi lungo queste tappe.<\/em><\/p>\n<p><em>Desiderio di sollievo fisico o imprudenza umana portano uomo e animali verso le sue zanne inesorabili. Ecco le miti gazzelle e le svelte antilopi, cos\u00ec caute e timorose nel giorno, farsi ardite a sera. La sete, la fame le spingono. E vanno incontro alla morte. Ecco l&#8217;uomo, troppo avido di guadagno, attardarsi ancora per lavorare oltre il tramonto. E la morte lo ferma per sempre al ritorno. Ecco l&#8217;appetito carnale spingere due fuori del riparo dell&#8217;abitato per trovare ricovero ai loro illeciti amori. E la belva scioglie in eterno ci\u00f2 che la loro lussuria aveva allacciato. Ma in terre africane o nelle regioni dei ghiacci \u00e8 sempre lo stesso pungolo, fatto di te punte, quello che spinge gli uomini verso l&#8217;unghiata di Satana. \u00c8 sempre concupiscenza di carne, di denaro, di potere, quello che vi mette alla portata di colui che &quot;come leone ruggente&quot; vi gira intorno instancabile (1 Pt 5,8).<\/em><\/p>\n<p><em>Ricordatevi che anche Io fui tentato nella carne con la fama delle viscere e con l&#8217;offerta del cibo carnale ai miei sensi, nella mente con l&#8217;avidit\u00e0 di potere, nello spirito con l&#8217;inculcarmi di tentare Iddio. L&#8217;imprudenza \u00e8 tentazione verso Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Sappiate imitarmi. Fate fuggire Satana imitando Ges\u00f9, Maestro vostro. &quot;Non di solo pane vive l&#8217;uomo, ma della parola di Dio&quot;. &quot;Non tenterai il Signore Iddio tuo&quot;. &quot;Adorerai il Signore Dio tuo e Lui solo servirai&quot; (Mt 4, 1-11; Mc 1, 12-13; Lc 4, 1-13).<\/em><\/p>\n<p><em>Fasciate la carne e lo spirito con le bende intrise di aromi della Legge di Dio. Chi vive avvolto di<\/em> <em>esse preserva la sua carne e il suo spirito dai germi che portano putrefazione di morbi e di morte&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Il giorno prima, con un&#8217;altra locuzione interiore, pi\u00f9 lunga e articolata, Ges\u00f9 le aveva esposto lo stesso concetto, ampliando la similitudine della <em>Prima lettera di Pietro<\/em>: Satana \u00e8 simile a un leone ruggente, che se ne va in giro cercando anime da divorare; ma le anime che egli divora, non senza loro imprudenza son finite tra i suoi artigli e sotto le sue zanne: sono state imprudenti, perch\u00e9 hanno acconsentito di essere tentate. E chi si lascia tentare dal Diavolo non ha scampo: il Diavolo \u00e8 intelligentissimo, perch\u00e9 possiede una mente sovrumana, la stessa mente che fu data agli Angeli, e che egli, ora, adopera per un fine perverso. Non vi \u00e8 altro scampo dalla sua astuzia e dalla sua furia selvaggia, se non la prudenza e il tenersi fuori dalla portata delle sue tentazioni: ma chi soggiace alla lussuria, all&#8217;avidit\u00e0 e alla superbia, inevitabilmente finisce per cadere miseramente in suo potere. Il concetto \u00e8 chiaro: nessuno commette peccato senza colpa: chi pecca, sa quel che sta facendo; ma la caduta nel peccato \u00e8 preceduta e preparata da una colpevole leggerezza, da una sottovalutazione del pericolo e da una imprudente sopravvalutazione di s\u00e9 Non si pecca all&#8217;improvviso, ma al termine di un processo di caduta e di allontanamento da Dio. Allontanandosi da Lui, l&#8217;uomo perde il senso delle proporzioni e scambia se stesso per un piccolo dio: pensa di poter fare ci\u00f2 che vuole, di non correre alcun pericolo; e non si rende conto che tutta la sua forza e la sua intelligenza sono nulla a paragone dell&#8217;astuzia e della forza del leone.<\/p>\n<p>\u00c8 da molto, da troppo tempo che una gran parte del clero ha smesso di parlare di queste cose. Parlare del peccato \u00e8 male, perch\u00e9 implica, necessariamente, parlare delle conseguenze del peccato: conseguenze terribili per il destino dell&#8217;anima. Perci\u00f2, come dice il servita Ermes Ronchi, la Chiesa non deve pi\u00f9 far leva su una pedagogia della paura. Lasciamo allora questi discorsi relegati nelle pagine dei vecchi libri di teologia morale e andiamo avanti, fiduciosi, sulla via segnata dal Concilio Vaticano II: la via delle <em>magnifiche sorti e progressive<\/em>, che ignora i pericoli e sottovaluta le minacce. Non ci sono pi\u00f9 pericoli? Non ci sono pi\u00f9 minacce? Eppure, Ges\u00f9 Cristo non ha mai fatto simili discorsi: ai suoi discepoli, ha detto: <em>Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi: siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe<\/em> (<em>Matteo<\/em>, 10, 16). E allora, se il nostro modello \u00e8 Ges\u00f9; se il nostro testo \u00e8 il Vangelo; se crediamo a Ges\u00f9 e al Vangelo prima che a qualsiasi altra cosa, dobbiamo ricordare le sue Parole: prudenza e semplicit\u00e0 di cuore, ossia purezza. La prudenza per discernere i pericoli; la purezza, per prevenirli. Prevenire \u00e8 meglio che curare; dunque, la purezza in primo luogo. La purezza \u00e8 tenersi lontano dalle tentazioni, vivendo nella Grazia di Dio e uniformandosi alla sua Volont\u00e0. Chi prende a modello Ges\u00f9 Cristo, chi cerca di fare sempre la volont\u00e0 del Padre, non cade in tentazione: la tentazione arriva quando l&#8217;anima \u00e8 distratta, pigra, accidiosa; quando ci si dimentica che la vita \u00e8 una lotta, e che il male \u00e8 sempre in agguato. Ricordare questa realt\u00e0 significa fare una pedagogia della paura? Non pi\u00f9 di una madre che insegna al suo bambino a non fidarsi degli sconosciti, a non seguire chi lo alletta offrendogli le caramelle. Era pedagogia della paura, quella delle nostre mamme? Niente affatto: era la sana pedagogia delle sane madri di una volta, che conoscevano i pericoli della vita e non volevano cullare i loro figli in un illusorio senso di sicurezza, ma prepararli alle difficolt\u00e0 e alle insidie della vita. Quelle madri hanno prodotto una generazione di bambini traumatizzati, di futuri adulti pieni di complessi? Non ci risulta. Ci risulta, al contrario, che i bambini troppo a lungo cullati e coccolati da genitori iperprotettivi, e mai abituati a sbrigarsele da soli, sono diventati degli adulti pieni di problemi, per se stessi e per gli altri.<\/p>\n<p>\u00c8 inutile girarci attorno: il male esiste nel mondo terreno; anche se, filosoficamente parlando, non \u00e8 che mancanza di bene. Ma esiste il pericolo che esso rappresenta, esistono le sofferenze di cui \u00e8 causa, ed esistono le sue terribili conseguenze, cui talvolta \u00e8 impossibile rimediare. Inoltre, il male si presenta di solito come una contraffazione del bene. Il lussurioso, l&#8217;avaro e il superbo, cercano ed inseguono un qualche fantasma di bene, ma intanto sprofondano nell&#8217;inferno delle loro passioni disordinate. E al di sopra del male ordinario, quello di cui sono naturalmente capaci gli uomini, accecati da un miraggio di bene capovolto, c&#8217;\u00e8 il male straordinario, il male sopranaturale: il Diavolo. Il Diavolo esiste, checch\u00e9 ne dicano sacerdoti senza fede come Sosa Abascal. La prima prova che Ges\u00f9 ha dovuto affrontare, prima ancora d&#8217;iniziare il suo ministero pubblico, \u00e8 stato misurarsi con il Diavolo e le sue tentazioni. Lo ha affrontato e lo ha vinto in virt\u00f9 della sua fede incrollabile nel Padre, mettendolo in fuga. Ma non \u00e8 stata una vittoria definitiva. Ges\u00f9 ci ha insegnato come si vince il Diavolo: con la vita pura, con la fede in Dio e con la preghiera; ma non lo ha vinto per sempre. Lo vincer\u00e0 per sempre quando ritorner\u00e0, il giorno della Parusia: per intanto, la battaglia continua. Il Diavolo, intelligentissimo, non cessa mai di spiare la nostra vita interiore, le nostre debolezze, pronto a cogliere un varco per insinuarsi. Una volta che sia riuscito a socchiudere la porta, ci sono poche speranze di cacciarlo: la battaglia \u00e8 gi\u00e0 persa. Colui che lascia la porta socchiusa \u00e8 simile a una sentinella negligente, che non chiude il portone della cittadella, pur sapendo che il nemico, al di fuori, non aspetta altro. Quando \u00e8 accaduto che abbiamo smarrito, come cristiani, la coscienza che il Diavolo \u00e8 fuori della porta e attende solo una nostra distrazione, attende solo che ci dimentichiamo l&#8217;uscio socchiuso? Quando abbiamo smesso di essere coscienti del pericolo che ci minaccia, e abbiamo smarrito la consapevolezza che tutta la vita terrena dell&#8217;uomo non \u00e8 che una battaglia incessante fra il bene e il male, fra la luce e le tenebre? Fino agli anni del Concilio, la Chiesa insegnava queste verit\u00e0 con molta chiarezza e con una certa forza (qualcuno direbbe: enfasi). Non ci risulta che ci\u00f2 abbia prodotto chiss\u00e0 quali scompensi psicologici, se non nei soggetti che vi erano predisposti: perch\u00e9 esistono delle nature predisposte al disordine psichico, e non bisogna fare l&#8217;errore di riversar la colpa sulla prima agenzia educativa che ci capita a portata di mano, la famiglia, la scuola, la Chiesa. Al contrario, ci sembra che il sistema educativo vigente fino all&#8217;inizio degli anni &#8217;60, Chiesa compresa, abbia prodotto persone solide, con la testa sulle spalle e con una forte coscienza morale: persone che si sarebbero vergognate di dire una bugia, di mettere in tasca una cosa altrui, di mancare alla parola data. Persone che pensavano per prima cosa al dovere, e solo in un secondo tempo, eventualmente, al proprio piacere. Mariti capaci di abnegazione verso le mogli, e mogli capaci di abnegazione verso i mariti; genitori capaci di abnegazione verso i figli, e figli rispettosi verso i loro genitori e coscienti dei propri doveri. Mentre ora, con le pedagogie &quot;facili&quot;, col fatto di non rimproverare mai i figli quando sbagliano, di non stabilire mai delle regole da rispettare, di non fissare mai dei paletti fra il lecito e l&#8217;illecito, la nostra societ\u00e0 sta raccogliendo gl&#8217;inevitabili frutti del lassismo, del buonismo e del permissivismo: persone che non sanno badare a se stesse, che non sanno sbrogliarsela nella vita, che si perdono anche in situazioni tutt&#8217;altro che disperate.<\/p>\n<p>Sul piano dell&#8217;educazione morale, in particolare, si vedono i frutti malefici della stagione del Concilio e del &#8217;68. S\u00ec, mettiamo insieme questi due eventi e nessuno se ne meravigli: come abbiamo pi\u00f9 volte sostenuto, non solo il Concilio prepara il &#8217;68, ma ne \u00e8 la logica premessa e il presupposto ideologico. Sia il Concilio che il &#8217;68 hanno sortito pessimi esiti sull&#8217;individuo e sulla societ\u00e0, per la ragione che sono partiti da un&#8217;antropologia falsa e illusoria, derivata pi\u00f9 da Rousseau che da Ges\u00f9 Cristo. Hanno posto come premessa che l&#8217;uomo sia fondamentalmente buono, e che gli basti seguire i suoi istinti naturali per trovare la strada giusta nella vita. Certo, nessuno documento del Concilio ha mai affermato questo in maniera cos\u00ec esplicita; per\u00f2 lo ha lasciato intendere, perch\u00e9 i suoi ispiratori occulti erano ben decisi a portare tutti i cattolici, <em>senza che se ne accorgessero<\/em>, verso una visione naturalistica dell&#8217;esistenza: in altre parole, a traghettarli silenziosamente nell&#8217;apostasia. \u00c8 naturalistica una visione della vita in cui l&#8217;uomo si scorda che tutto ci\u00f2 che egli \u00e8, tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 o che non pu\u00f2 fare, tutto ci\u00f2 che deve o non deve desiderare, trova la sua sorgente in Dio, e in Dio soltanto. Il pensiero che non occorre pi\u00f9 stare in guardia contro i pericoli si \u00e8 introdotto di soppiatto, strisciando, fra le pieghe del Concilio, e da quel momento ha attecchito, trovando terreno fertile in un popolo cattolico la cui fede si era gi\u00e0 drammaticamente indebolita, e che non desiderava di meglio che abiurare, silenziosamente e ipocritamente, senza prendersi la responsabilit\u00e0 di compiere un atto esplicito. Tutto doveva restare come prima, a cominciare dalla ricezione dei Sacramenti, prima di tutti il Battesimo: per\u00f2 bisognava ridurre la cosa a una semplice formalit\u00e0, a un rito esteriore, occasione, a sua volta, per pranzi e regali di stampo prettamente consumista: insomma, il contrario di ci\u00f2 che insegna il Vangelo. C&#8217;era bisogno di un clero che assecondasse questo segreto desiderio della massa dei fedeli: addolcire e addomesticare la dottrina, ritenuta ormai troppo severa ed esigente, secondo gli umori del mondo moderno: ossia l&#8217;edonismo, il materialismo, l&#8217;utilitarismo, il relativismo. La proclamazione del diritto alla libert\u00e0 religiosa, per esempio, con la <em>Dignitatis humanae<\/em>, andava incontro al segreto desiderio di togliere alla fede cristiana quel carattere di cogenza che ha sempre avuto, posto che l&#8217;uomo non ha il diritto, ma il dovere di cercare la verit\u00e0, e, una volta conosciutala, ha il dovere di seguirla. E c&#8217;era bisogno di teologi modernisti che svolgessero la funzione del dottor Azzeccagarbugli: prendere le parole del Vangelo, piegarle, modellarle, distorcerle, stravolgerle, sino a ricavarne una dottrina e una morale che sono, in realt\u00e0, la perfetta negazione dell&#8217;autentico Vangelo. L&#8217;impresa poteva sembrare difficile; di fatto, \u00e8 stata resa facilissima dall&#8217;opera nefasta di una schiera di biblisti, di filologi, di specialisti d&#8217;ogni tipo, i quali, dall&#8217;alto del loro sapere insindacabile, hanno cominciato a spiegare che certe espressioni del Vangelo, certe parole di Ges\u00f9, non bisognava pi\u00f9 leggerle, n\u00e9 intenderle, come le si era sempre lette ed intese; ma in un altro modo, pi\u00f9 giusto, pi\u00f9 esatto, filologicamente e storicamente. Grazie a loro, il transito dal cattolicesimo all&#8217;apostasia si \u00e8 svolto in una maniera assolutamente &quot;pulita&quot;, senza scandali, n\u00e9 polemiche. I pochissimi che hanno visto e compreso l&#8217;inganno, hanno taciuto, temendo di aggravare il danno; o, se hanno parlato, non sono stati creduti. Ed eccoci arrivati al presente: con un clero che chiude un occhio sull&#8217;adulterio e sul divorzio, che tace del tutto sull&#8217;aborto, che balbetta timidamente sull&#8217;eutanasia, che approva la pratica sodomita; e che non osa dire &quot;cristiani&quot; le vittime del furore terroristico. Ci eravamo dimenticati che Satana \u00e8 un essere intelligentissimo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scriveva Maria Valtorta subito dopo la Comunione del mattino di venerd\u00ec 12 maggio 1944, sempre straziata da dolori insopportabili e da crisi cardiache molto gravi (da:<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30146,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[117,157,246,265],"class_list":["post-28598","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-demonologia","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-satana","tag-virtu"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-demonologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28598","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28598"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28598\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30146"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28598"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28598"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}