{"id":28581,"date":"2013-04-08T11:23:00","date_gmt":"2013-04-08T11:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/04\/08\/santita-e-rifiuto-di-procreare-nella-riflessione-tendenziosa-di-e-m-cioran\/"},"modified":"2013-04-08T11:23:00","modified_gmt":"2013-04-08T11:23:00","slug":"santita-e-rifiuto-di-procreare-nella-riflessione-tendenziosa-di-e-m-cioran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/04\/08\/santita-e-rifiuto-di-procreare-nella-riflessione-tendenziosa-di-e-m-cioran\/","title":{"rendered":"Santit\u00e0 e rifiuto di procreare nella riflessione tendenziosa di E. M. Cioran"},"content":{"rendered":"<p>Gli ideali della santit\u00e0, della spiritualit\u00e0, della virt\u00f9, sono sostanzialmente incompatibili con la vita nel mondo e, in particolare, con la propensione a procreare, a trasmettere la vita attraverso la catena delle successive generazioni?<\/p>\n<p>E, per converso, un forte desiderio di procreare rappresenta, di per s\u00e9, l&#8217;espressione di un rapporto fiducioso e armonioso con la vita, di un autentico amore verso di essa, di un atteggiamento accogliente e benevolo nei suoi confronti?<\/p>\n<p>Le apparenze possono ingannare.<\/p>\n<p>Nel Medioevo le figure del santo, dell&#8217;asceta, dell&#8217;anacoreta, erano altamente stimate e apprezzate; eppure ci\u00f2 non si tradusse in un atteggiamento di scarsa fiducia nella vita e di scarso amore per essa; semmai, di un amore che si manifestava in maniera diversa da come la nostra sensibilit\u00e0 (o la nostra patologia) di moderni ci porta ad immaginare.<\/p>\n<p>Oggi tali figure sono quasi scomparse dal nostro immaginario e i pochi monaci o suore di clausura suscitano curiosit\u00e0 mista a una punta di compatimento, se non di aperto disprezzo; eppure, non si pu\u00f2 affermare che la societ\u00e0 odierna sia innamorata della vita, visti anche il crollo della natalit\u00e0 e l&#8217;aumento esponenziale delle tecniche contraccettive e delle pratiche abortive.<\/p>\n<p>La confusione nasce se si mescolano i differenti piani. L&#8217;ideale della santit\u00e0 non \u00e8 un ideale &quot;sterile&quot;, perch\u00e9 la sterilit\u00e0 \u00e8 un fatto materiale, la santit\u00e0 un fatto spirituale: si pu\u00f2 essere santi anche procreando e ci si pu\u00f2 astenere dal procreare anche senza essere sterili, anzi, amando la vita e incrementando l&#8217;amore per la vita. La procreazione \u00e8 un fatto biologico e indica amore della vita solo a certe condizioni, non in se stessa: \u00e8 evidente, ad esempio, che una vita concepita in seguito a uno stupro non ha origine da un atto di amore per essa, ma di pura violenza.<\/p>\n<p>Nel Medioevo la santit\u00e0 veniva esaltata e l&#8217;ideale ascetico veniva ammirato, ma ci\u00f2 non significa che la famiglia fosse disprezzata o che la procreazione fosse mal vista, tutto il contrario. Il santo, il santo vergine, l&#8217;idea che Cristo non si fosse mai spostato, tutto ci\u00f2 non equivaleva a un indebolimento dell&#8217;istinto vitale, anche se \u00e8 probabile che un certo numero di vocazioni monastiche abbiano avuto origine dalla paura e dalla fuga nei confronti del sesso e della prole; ma questi casi non ci aiutano a capire il fenomeno della societ\u00e0 medievale. A meno di cadere nell&#8217;errore di Freud, che fa della psiche malata il metro di giudizio di quella sana e che scorge ovunque, pi\u00f9 o meno dissimulati, i segni della nevrosi e della dissociazione, sostenendo che i pi\u00f9 malati di tutti sono proprio quelli che non si riconoscono tali.<\/p>\n<p>L&#8217;ascetismo e l&#8217;aspirazione alla santit\u00e0 non sono, almeno nella cultura cristiana, una espressione di disamore per la vita e di sterilit\u00e0 spirituale, ma, al contrario, di fecondit\u00e0 interiore &#8211; altro discorso si deve fare per la cultura buddista, nella quale essi sono effettivamente la manifestazione di una strategia per uscire dalla vita, identificata con il dolore e con il male. Non vi \u00e8 nulla di lugubre nella personalit\u00e0 dei maggiori santi cristiani, niente di contrario alla vita, se li si considera con animo spassionato e libero da pregiudizi. Si prenda il caso di San Francesco d&#8217;Assisi: tutta la sua opera non \u00e8 che un inno alla vita, una celebrazione dell&#8217;amore e della fratellanza con tutte le creature viventi, specialmente con quelle pi\u00f9 deboli e sofferenti. Oppure si prenda il caso di Santa Teresa d&#8217;Avila (ma anche di Ildegarda di Bingen, di Caterina da Siena, di Brigida di Svezia): il suo misticismo non l&#8217;allontana dalla vita, se essere dentro la vita significa amare, donarsi, offrirsi interamente allo splendore divino.<\/p>\n<p>Viceversa, si possono avere molti figli, si possono scrivere poesie o trattati sulla bellezza della procreazione e delle famiglie numerose, ma essere intimamente disamorati della vita, inariditi spiritualmente, irrimediabilmente chiusi e, per cos\u00ec dire, murati vivi in un circolo vizioso di egotismo nichilista e individualismo esasperato.<\/p>\n<p>Il filosofo E. M. Cioran, che ha goduto di forti consensi alcuni decenni or sono, sembra essere caduto in pieno, per amore del paradosso e per pregiudizio ideologico antireligioso, nell&#8217;equivoco di cui abbiamo detto, confondendo il piano dell&#8217;ideale con quello della vita pratica e mescolando la realt\u00e0 delle cose dette con quella delle cose sentite e pensate in profondit\u00e0. Lo ha fatto, tra gli altri scritti, nel suo \u00abSommario di decomposizione\u00bb (titolo originale: \u00abPr\u00e9cis de d\u00e9composition\u00bb, Paris, Gallimard, 1949; traduzione dal francese di M. A. Rigoni e T. Turolla, Milano, Adelphi, 1996, 161-63), in un capitolo intitolato, significativamente \u00abLa santit\u00e0 e il ghigno dell&#8217;assoluto\u00bb, l\u00e0 dove identifica la santit\u00e0 con il rifiuto di procreare:<\/p>\n<p>\u00abColui che, avendo consumato i propri appetiti, si avvicina a una forma limite di distacco, non vuole pi\u00f9 perpetuare se stesso; detesta sopravvivere in un altro, al quale d&#8217;altronde non avrebbe pi\u00f9 niente da trasmettere; la &quot;specie&quot; lo sgomenta: \u00e8 un mostro &#8212; e i mostri non generano pi\u00f9. L&#8217;&quot;amore&quot; continua ad affascinarlo: un&#8217;aberrazione in mezzo ai suoi pensieri. Egli vi cerca un pretesto per ritornare alla condizione comune, ma il &quot;figlio&quot; gli sembra inconcepibile, come la famiglia, come l&#8217;eredit\u00e0, come le leggi della natura. Senza professione n\u00e9 discendenza, egli attua &#8212; ultima ipostasi &#8211; il proprio compimento. Ma, per quanto lontano sia dalla fecondit\u00e0, \u00e8 superato da un mostro ben pi\u00f9 audace: il santo, esempio insieme fascinoso e ripugnante, rispetto al quale ci si trova sempre a mezza strada e in una posizione falsa; la sua, per lo meno, \u00e8 chiara: pi\u00f9 nessun gioco \u00e8 possibile, pi\u00f9 nessun dilettantismo. Giunto sulle cime dorate dei propri disgusti, agli antipodi della Creazione, il santo ha fatto del proprio nulla un&#8217;aureola. La natura non ha mai conosciuto una simile calamit\u00e0: dal punto di vista della perpetuazione egli segna una fine assoluta, un epilogo radicale. Essere tristi, come L\u00e9on Bloy, perch\u00e9 non siamo santi, significa desiderare la sparizione del&#8217;umanit\u00e0&#8230; IN NOME DELLA FEDE! Quanto sembra invece positivo il diavolo che, costringendosi a inchiodarci alle nostre imperfezioni, opera &#8212; suo malgrado, tradendo la propria essenza &#8212; per la nostra conservazione! Sradicate i peccati: la vita appassisce bruscamente. Le follie della procreazione svaniranno in un giorno &#8212; per stanchezza piuttosto che per santit\u00e0. Pi\u00f9 che per aver teso alla perfezione l&#8217;uomo si esaurir\u00e0 per essersi dissipato: assomiglier\u00e0 allora a un &quot;santo vuoto&quot;, e sar\u00e0 altrettanto lontano dalla fecondit\u00e0 della natura di quanto lo \u00e8 questo modello di compimento e di sterilit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo procrea soltanto restando fedele al destino generale. Se si si avvicina all&#8217;essenza del demonio o dell&#8217;angelo, diventa sterile o produce aborti. Per Raskol&#8217;nikov, per Ivan Karamazov o Stavrogin l&#8217;amore non \u00e8 pi\u00f9 che un pretesto per accelerare la loro perdita e questo stesso pretesto viene meno per Kirillov, il quale non si misura pi\u00f9 con gli uomini, ma con Dio. Quanto all&#8217;Idiota o ad Al\u00ebsa, il fatto che l&#8217;uno scimmiotti Ges\u00f9 e l&#8217;altro gli angeli colloca immediatamente entrambi fra gli impotenti&#8230;<\/p>\n<p>Ma sottrarsi alla catena degli esseri umani e rifiutare l&#8217;idea di ascendenza o di posterit\u00e0 non significa tuttavia rivaleggiare con il santo, il cui orgoglio supera ogni dimensione terrestre. In effetti, dietro la decisione con la quale si rinuncia a tutto, dietro l&#8217;incommensurabile impresa di questa umilt\u00e0 si cela un&#8217;effervescenza demoniaca: il punto iniziale, l&#8217;avvio della santit\u00e0 assume l&#8217;aspetto di una sfida rivolta alla specie; successivamente il santo ascende la scala della perfezione, incomincia a parlare d&#8217;amore, di Dio, si volge verso gli umili, incuriosisce le folle &#8211; e ci irrita. Ci\u00f2 non toglie che egli ci abbia lanciato il guanto&#8230;<\/p>\n<p>L&#8217;odio della &quot;specie&quot; e del suo &quot;genio&quot; rende simili agli assassini, ai dementi, alle divinit\u00e0 e a tutti i grandi sterili. A partire da un certo grado di solitudine, bisognerebbe cessare di amare e di compiere l&#8217;affascinante sozzura del&#8217;accoppiamento. Chi vuole perpetuare se stesso a ogni costo si distingue a malapena dal cane: \u00e8 ancora &quot;natura&quot;; non capir\u00e0 mai che si possa subire il dominio degli istinti e ribellarsi a essi, godere dei vantaggi della specie e disprezzarli: fin de race &#8212; &quot;con appetiti&quot;&#8230; Ecco il conflitto di chi adora e abomina la donna, supremamente indeciso fra l&#8217;attrazione e il disgusto che ella ispira. Perci\u00f2 &#8211; incapace di rinnegare totalmente le specie &#8211; risolve questo conflitto sognando, sopra un seno, il deserto, e mescolando al tanfo di troppo concreti sudori un profumo di chiostro. Le &quot;insincerit\u00e0 della carne&quot; lo avvicinano ai santi&#8230;<\/p>\n<p>Solitudine dell&#8217;odio&#8230; Sensazione di un dio volto alla distruzione, un dio che calpesta le sfere, sbava sull&#8217;azzurro e sulle costellazioni, un dio frenetico, sudicio e malsano &#8211; demiurgia che proietta, attraverso lo spazio, paradisi e latrine; cosmogonia da delirium tremens; apoteosi convulsiva in cui il fiele corona gli elementi&#8230; Le creature si protendono verso un archetipo di laidezza e agognano un ideale di deformit\u00e0&#8230; Universo del ghigno, giubilo della talpa,m della iena e del pidocchio&#8230; Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 orizzonte, se non per i mostri e la canaglia. Tutto si avvia verso la turpitudine e la cancrena: questo globo che suppura mentre i viventi mostrano le loro piaghe sotto i raggi di quel cancro luminoso&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Cioran non \u00e8 un filosofo: non per la voluta frammentariet\u00e0 e a-sistematicit\u00e0 del suo pensiero &#8212; se cos\u00ec fosse, neppure Eraclito, Pascal o Nietzsche lo sarebbero &#8212; ma per il suo compiacimento della parola, per il suo perenne narcisismo intellettuale, per l&#8217;evidente volutt\u00e0 con cui si abbandona e resta irretito nella trama stessa del suo delirio iconoclasta. Come tutti i maestri dell&#8217;ironia, egli pu\u00f2 sempre respingere ogni addebito, rifugiandosi dietro l&#8217;alibi dello scherzo: \u00e8 colpa vostra se mi avete preso troppo sul serio, io stavo solo giocando.<\/p>\n<p>Ma proviamo ugualmente a estrapolare un ragionamento dalla selva lussureggiante dei suoi paradossi, delle sue immagini barocche, dai suoi fuochi d&#8217;artificio linguistici, a met\u00e0 strada fra \u00abIl battello ebbro\u00bb di Rimbaud e lo \u00abZarathustra\u00bb nietzschiano, fra i surrealisti del &#8216;900 e i grandi moralisti del XVII secolo, un po&#8217; Alfred Jarry e un po&#8217; Michel de Montaigne. Cioran non sostiene soltanto che l&#8217;ideale della santit\u00e0 \u00e8 &quot;innaturale&quot; e, dunque, contrario alla perpetuazione della specie e alla vita in quanto tale; ci\u00f2 non sarebbe affatto particolarmente originale: lo aveva gi\u00e0 detto la psicanalisi freudiana, il santo come alienato e come &quot;monstrum&quot;, come impotente e come schizofrenico. N\u00e9 si limita a suggerire che il grande movente del santo, tuttavia segreto e inconfessabile, sia il rancore; anche ci\u00f2 non sarebbe affatto una novit\u00e0: lo aveva gi\u00e0 detto Nietzsche, il Nietzsche della \u00abGenealogia della morale\u00bb, con la sua implacabile denuncia della morale del &quot;ressentiment&quot;. Anche se, bisogna dirlo, tolto Freud e tolto Nietzsche, non resta molto di originale nel pensiero di Cioran, una volta che sia stato sfrondato dei vezzi e dei lazzi linguistici, nei quali \u00e8 maestro, pur essendo un romeno che ha appreso il francese solo come seconda lingua.<\/p>\n<p>Comunque, di suo egli ci mette un&#8217;altra e pi\u00f9 provocatoria riflessione: cio\u00e8 che il santo \u00e8 un adoratore del nulla, del &quot;cupio dissolvi&quot;, un campione del nichilismo fiammeggiante, un odiatore del genere umano e dell&#8217;universo intero; e che, dal punto di vista pratico, egli \u00e8 qualche cosa di meno, e non qualche cosa di pi\u00f9, del mistico sensuale, innamorato e disgustato della donna al tempo stesso, capace di sprofondarsi nei torbidi bollori della carne e di provarne schifo, ma con tanta pi\u00f9 volutt\u00e0 e con tanto pi\u00f9 delizioso senso di colpa, dunque con tanta pi\u00f9 &quot;saggezza&quot; di vita.<\/p>\n<p>Ebbene, nemmeno questa \u00e8 una riflessione del tutto originale, anche se va oltre i suoi due grandi maestri, portando fino alle estreme conseguenze la loro lezione del &quot;sospetto&quot;: non bisogna mai credere a quel che gli uomini dicono di amare o di odiare, la realt\u00e0 \u00e8 che essi amano e odiano esattamente il contrario, perch\u00e9 sono falsi e bugiardi per natura. Non vera originalit\u00e0, dunque, ma piuttosto fanatica coerenza alla lezione ricevuta e applicazione rigida, intransigente, testarda della stessa; e, insieme &#8212; questo s\u00ec, tutto suo -, un languore segreto, un compiacimento a malapena dissimulato, una segreta fratellanza con i mistici decadenti alla L\u00e9on Bloy, dei quali Cioran \u00e8 tanto pi\u00f9 segretamente fratello, in quanto ne \u00e8 oltremodo attratto e affascinato, ad onta della veemenza polemica con la quale si scaglia contro di loro &#8212; o meglio, appunto per questo.<\/p>\n<p>Comunque, come tipo psicologico Bloy resta superiore al suo irriducibile nemico e segreto ammiratore, Cioran: infatti, essere tristi perch\u00e9 non si riesce ad essere santi, non significa desiderare la sparizione dell&#8217;umanit\u00e0, ma la sparizione di QUESTA umanit\u00e0: egoista, viziosa, feroce, abbrutita dalla ricerca piacere; e sperare nella sua rinascita: trasfigurata dalla bellezza, dalla bont\u00e0, dalla luce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli ideali della santit\u00e0, della spiritualit\u00e0, della virt\u00f9, sono sostanzialmente incompatibili con la vita nel mondo e, in particolare, con la propensione a procreare, a trasmettere<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[245],"class_list":["post-28581","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28581","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28581"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28581\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}