{"id":28578,"date":"2009-02-23T11:11:00","date_gmt":"2009-02-23T11:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/02\/23\/che-cosa-vuol-dire-ricordati-di-santificare-il-giorno-del-sabato\/"},"modified":"2009-02-23T11:11:00","modified_gmt":"2009-02-23T11:11:00","slug":"che-cosa-vuol-dire-ricordati-di-santificare-il-giorno-del-sabato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/02\/23\/che-cosa-vuol-dire-ricordati-di-santificare-il-giorno-del-sabato\/","title":{"rendered":"Che cosa vuol dire \u00abRicordati di santificare il giorno del sabato\u00bb?"},"content":{"rendered":"<p>Noi tutti, credenti e non credenti, apprezziamo il giorno festivo settimanale &#8211; che, nell&#8217;ambito cristiano, \u00e8 la domenica, ma storicamente discende dal sabato ebraico -, e non solo per l&#8217;ovvia ragione che ci porta il sospirato riposo dalle fatiche lavorative. Infatti, anche se la mentalit\u00e0 secolarista ne ha offuscato quasi interamente il significato originario, nella festivit\u00e0 settimanale si respira una atmosfera diversa, che non discende solo dall&#8217;interruzione dei ritmi lavorativi, ma sembra alludere a una armonia perduta, a una riconciliazione dell&#8217;uomo con se stesso, con i propri simili e con l&#8217;ambiente in cui vive.<\/p>\n<p>Come sostiene Eric Fromm, il \u00abgiorno del Signore\u00bb non svolge solo la funzione di commemorare l&#8217;opera della creazione divina o, pi\u00f9 specificamente, l&#8217;esodo biblico dall&#8217;Egitto (indipendentemente dal valore storico che possiamo attribuire, oggi, a una tale tradizione), ma anche e soprattutto quella di ricostituire simbolicamente la perduta armonia del Paradiso Terrestre, allorch\u00e9 i primi uomini non avevano la necessit\u00e0 di lavorare la terra per sopravvivere; nonch\u00e9 di prefigurare &#8211; sempre simbolicamente &#8211; l&#8217;inveramento della profezia di Isaia circa la riconciliazione finale di tutto il creato, allorch\u00e9 il lupo e l&#8217;agnello pascoleranno insieme e ogni forma di contesa e di violenza avr\u00e0 fine, sia nei rapporti dell&#8217;uomo coi suoi simili, sia nei confronti della natura tutta.<\/p>\n<p>Certo, le persone dotate naturalmente di una sensibilit\u00e0 religiosa &#8211; le persone, cio\u00e8, dotate del senso del limite e del senso del mistero &#8211; percepiscono, nell&#8217;atmosfera del giorno domenicale (ossia del &quot;Dominus&quot;, del Signore) un qualche cosa di diverso e di speciale, di cui la sospensione dell&#8217;attivit\u00e0 lavorativa e la stessa celebrazione del culto religioso non sono che una parte, restando inspiegabilmente la parte restante al di l\u00e0 di ogni spiegazione puramente razionale e funzionalistica, come se eccedesse la nostra capacit\u00e0 di definirla ulteriormente.<\/p>\n<p>Vestendosi a festa, con la camicia bianca, la cravatta e la giacca, i contadini di una o due generazioni fa, interpretavano &#8211; forse inconsciamente &#8211; questa solennit\u00e0 misteriosa ed eccedente, non limitata, cio\u00e8, alla pura azione di recarsi in chiesa per la messa, n\u00e9 a quella di sottolineare il distacco dalla loro normale attivit\u00e0 lavorativa; che, svolgendosi nella stalla e nei campi vicino a casa, non rivestiva comunque quell&#8217;aspetto di rottura con l&#8217;ambito domestico che presenta, invece, il lavoro di fabbrica.<\/p>\n<p>Il vestito da festa e le scarpe lucide della domenica, dunque, erano per quei contadini &#8211; i contadini della nostra infanzia, che noi ricordiamo benissimo e le cui abitudini, in qualche misura, ancora si possono vedere nella vita di provincia, bench\u00e9 generalmente staccate dal loro contesto ambientale e culturale originario &#8211; anche e soprattutto un simbolo: il simbolo di una differenza qualitativa, per cos\u00ec dire ontologica, fra il tempo \u00abprofano\u00bb dei sei giorni lavorativi ed il tempo \u00absacro\u00bb, appunto, della domenica.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 l&#8217;apertura domenicale degli esercizi commerciali, e soprattutto dei grandi magazzini, configge inesorabilmente con questo tempo sacro; ecco perch\u00e9 le notti &#8211; ma sarebbe meglio dire, le mattine &#8211; del sabato in discoteca, obbligando i giovani a un lungo sonno nel giorno domenicale, descaralizzano quest&#8217;ultimo; ecco perch\u00e9 i ritmi vacanzieri domenicali, le corse in autostrada, la frequentazione di locali chiassosi e congestionati e la smania del divertimento ad ogni costo, colpiscono alla radice il significato simbolico del \u00abgiorno del Signore\u00bb.<\/p>\n<p>Santificare le feste, infatti, significa anche &#8211; se ben si guarda al significato del precetto biblico e, poi, cristiano &#8211; che l&#8217;uomo si mostra capace di interrompere il tempo profano per ritagliarsi uno spazio di tempo sacro, in cui santificare se stesso.<\/p>\n<p>Il tempo sacro, infatti, non \u00e8 soltanto un tempo qualitativamente \u00abdiverso\u00bb da quello ordinario; \u00e8 un tempo \u00abaltro\u00bb o, meglio ancora, una sospensione del tempo, una assenza di tempo; quantomeno, una sospensione e una assenza del tempo della storia.<\/p>\n<p>Il tempo della storia \u00e8 fatto non solo di lavoro e di preoccupazioni mondane, ma anche di una diffusa disarmonia, derivante dalla necessit\u00e0 di adattare l&#8217;ideale al reale, di calare l&#8217;aspirazione all&#8217;assoluto nella dimensione del contingente e del finito; in breve, \u00e8 il tempo del compromesso per eccellenza. L&#8217;uomo, creatura bifronte, assetata di eternit\u00e0 ma, al tempo stesso, immersa nel quotidiano, \u00e8 costretta ad un \u00abragionevole\u00bb compromesso, ad una sostanziale mediazione tra le due opposte facce della sua natura.<\/p>\n<p>La conseguenza di ci\u00f2 \u00e8 che, nella vita ordinaria, ossia nel tempo storico, l&#8217;uomo \u00e8 costretto a lasciarsi guidare da forze ed esigenze che non rendono giustizia alla sua dimensione spirituale: \u00e8 costretto ad essere cauto, diffidente, sospettoso, calcolatore; a non fidarsi mai interamente degli altri e, sovente, nemmeno di se stesso; a trattenere i propri impulsi pi\u00f9 generosi, pi\u00f9 altruisti, per non vedersi travolto da situazioni che lo priverebbero anche del necessario, sia in senso materiale che in senso affettivo ed esistenziale.<\/p>\n<p>Per sei giorni la settimana, dunque, l&#8217;uomo vive in una condizione innaturale, tenendo bene a freno i propri sentimenti migliori e giocando prudentemente al risparmio, per evitare accuratamente di scoprirsi troppo e di esporsi ai colpi della vita. Nel suo prossimo egli vede soprattutto un competitore, un possibile rivale, se non, addirittura, un nemico che bisogna colpire per primo, per non esserne, a propria volta, sorpresi; negli animali, delle creature pi\u00f9 deboli, da sfruttare illimitatamente; nella natura, un grande serbatoio onde attingere materie prime, e una discarica ove stoccare i prodotti di rifiuto.<\/p>\n<p>Il lavoro medesimo, che pure \u00e8 &#8211; nella nostra cultura &#8211; un valore fondamentale, finisce per soggiacere alla logica del sospetto e della diffidenza e diviene strumento di alienazione, di avidit\u00e0, di egoismo, di sopraffazione, per accumulare beni che dovrebbero, in teoria, garantire un&#8217;esistenza sicura e tranquilla, ma che, inconsciamente, si vorrebbe che svolgessero l&#8217;impossibile funzione di esorcizzare l&#8217;angoscia della morte.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 una persona la quale, teoricamente, fosse in grado di liberarsi fin da ora, nella sua vita quotidiana, di queste paure eccessive, di queste forme di attaccamento compulsivo alle cose, non avrebbe necessit\u00e0 di santificare un giorno speciale della settimana: poich\u00e9, per una tale persona, il tempo storico si trasforerebbe abitualmente in tempo sacro, e tutta la sua vita non sarebbe altro che un continuo inno di lode e di ringraziamento all&#8217;Essere da cui essa discende.<\/p>\n<p>Tali persone esistono, e molto pi\u00f9 esistevano in passato: nella cultura occidentale, erano e sono i monaci e le monache, specialmente di clausura, i quali hanno vinto la diffidenza, la paura, l&#8217;orgoglio e l&#8217;attaccamento, e celebrano un perenne tempo sacro in cui, insieme al Signore, santificano se stesse: perch\u00e9 santificare se stessi vuol dire, semplicemente, ricordarsi della propria natura trascendente e dare la precedenza allo spirituale sul materiale, all&#8217;anima sul corpo, alla contemplazione estatica rispetto all&#8217;azione interessata.<\/p>\n<p>Stando cos\u00ec le cose, ci sembra che sia legittima la domanda se la progressiva desacralizzazione del tempo, che investe ormai non solo i \u00abmomenti\u00bb di santificazione all&#8217;interno dei sei giorni lavorativi &#8211; ormai quasi spariti -, ma la stessa \u00abcittadella\u00bb del tempo sacro, ossia la domenica, appiattendola sulla misura e sui ritmi di un tempo profano che non \u00e8 semplicemente il tempo lavorativo, ma il tempo della trasgressione, della smodatezza e dell&#8217;eccesso, non costituisca un reale pericolo per la preservazione dell&#8217;anima del mondo.<\/p>\n<p>Ha scritto Erich Fromm nella sua conferenza \u00abIl rituale del sabato\u00bb (raccolta nel volume \u00abIl linguaggio dimenticato\u00bb (titolo originale: \u00abThe Forgotten Language\u00bb, Holt, Rinehart and Winston, New York, 1951; traduzione italiana di Graziella Brianzoni, Milano, Casa Editrice Valentino Bompiani, 1962, pp. 231-37):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230;Le regole per l&#8217;osservanza del sabato occupano un posto importante nel Vecchio Testamento, essendo l&#8217;unica disposizione che riferisce a un rituale ricordato dal Decalogo. &quot;Ricordati di santificare il giorno del sabato. Per sei giorni lavorerai, attenderai a tutte le tue opere. Ma il settimo giorno \u00e8 il sabato del Signore Dio tuo; in esso non farai alcun lavoro, tu, il tuo figlio, la tua figlia, il tuo servo, la tua ancella, il tuo giumento, e il forestiero che si trova fra le tue porte. In sei giorni infatti il Signore fece il cielo, la terra, il mare e tutto ci\u00f2 che \u00e8 in essi, e il settimo giorno si ripos\u00f2; per questo, benedisse il Signore il giorno del sabato, e lo dichiar\u00f2 santo.&quot; (Esodo, 20, 8-11). Nella seconda versione dei Dieci Comandamenti (Deuteronomio, 5, 12-15) si prescrive ancora l&#8217;osservanza del sabato, sebbene qui non si parli del riposo di Dio al settimo giorno ma dell&#8217;esodo dall&#8217;Egitto: &quot;Ricordati che anche tu fosti schiavo in Egitto, e di l\u00ec ti cav\u00f2 il Signore. Dio tuo con mano forte e braccio potente. Per questo ti comand\u00f2 d&#8217;osservare il giorno del sabato.&quot;<\/p>\n<p>Per la mente moderna non vi sono molti problemi nell&#8217;istituzione del sabato. Il concetto che l&#8217;uomo debba riposarsi dal suo lavoro un giorno alla settimana ci appare una ovvia misura igienico-sociale, intesa a dare all&#8217;uomo il riposo fisico e spirituale e il rilassamento di cui egli ha bisogno per non essere schiacciato dal suo lavoro giornaliero. Senza dubbio questa spiegazione \u00e8 esatta, ma non risponde ad alcune domande che sorgono se prestiamo una maggiore attenzione alla legge del sabato contenuta nella Bibbia e particolarmente al rituale del sabato come si \u00e8 sviluppato nella tradizione post-biblica.<\/p>\n<p>Per quale motivo questa norma igienico-sociale \u00e8 tanto importante da essere messa fra i Dieci Comandamenti, che altrimenti dettano soltanto i fondamentali principi religiosi ed etici? Perch\u00e9 \u00e8 giustificata dal fatto che Dio ripos\u00f2 il settimo giorno e che cosa significa questo &quot;riposo&quot;? Forse che Dio \u00e8 rappresentato in termini tanto antropomorfici da aver bisogno di riposare dopo sei giorni di duro lavoro? Perch\u00e9 nella seconda versione dei Dieci Comandamenti il sabato \u00e8 spiegato in termini di libert\u00e0 e non si accenna pi\u00f9 al riposo di Dio? Qual \u00e8 il comune denominatore di queste due spiegazioni? Inoltre &#8211; e questo \u00e8 forse il problema pi\u00f9 importante &#8211; come possiamo comprendere la complessit\u00e0 del rituale del sabato, alla luce della moderna interpretazione igienico-sociale del riposo? Nel Vecchio testamento l&#8217;uomo che raccoglie legna (Numeri, 4, 32 sgg.) \u00e8 considerato violatore della legge del sabato e punito con la morte. In seguito si proib\u00ec non soltanto il lavoro inteso in senso moderno, ma anche ogni attivit\u00e0 come le seguenti: accendere qualunque tipo di fuoco, anche se sussistono motivi di comodit\u00e0 e anche se non \u00e8 richiesto alcuno sforzo fisico; cogliere un solo filo d&#8217;erba e un fiore; portare con la propria persona qualsiasi cosa, anche una cosa leggera come un fazzoletto. Tutto ci\u00f2 non costituisce lavoro nel senso di sforzo fisico; l&#8217;evitarlo \u00e8 pi\u00f9 un incomodo e un disagio di quanto non lo sarebbe il farlo. Ci troviamo di fronte a coercizioni eccessive e stravaganti di un rituale che era in origine &quot;ragionevole&quot;, o forse \u00e8 il nostro modo di intendere il rituale che \u00e8 sbagliato e ha bisogno di revisione?<\/p>\n<p>Un&#8217;analisi pi\u00f9 dettagliata del significato simbolico del rituale del sabato dimostrer\u00e0 che si ha a che fare non con un ossessivo eccesso di severit\u00e0 ma con un concetto di lavoro e di riposo diverso da quello moderno.<\/p>\n<p>Tanto per cominciare, il punto essenziale .il concetto di lavoro che sta alla base di quello biblico e poi di quello talmudico &#8211; non si riferisce semplicemente allo sforzo fisico, ma pu\u00f2 essere cos\u00ec definito: &quot;Lavoro&quot; \u00e8 qualunque interferenza, sia costruttiva che distruttiva, dell&#8217;uomo con il mondo fisico. &quot;Riposo&quot; \u00e8 uno stato di pace fra l&#8217;uomo e la natura. L&#8217;uomo deve lasciare la natura inviolata,, non trasformarla in alcun modo, n\u00e9 costruendo, n\u00e9 distruggendo alcunch\u00e9; anche il pi\u00f9 piccolo cambiamento operato dall&#8217;uomo nel processo naturale costituisce una violazione del &quot;Riposo&quot;. Il sabato \u00e8 il giorno della pace fra uomo e natura; il lavoro \u00e8 tutto ci\u00f2 che turba tale equilibrio. In base a questa definizione generale possiamo comprendere il rituale del sabato. Mentre i lavori pesanti, come l&#8217;arare o il costruire, sono lavori tanto da questo punto di vista come da quello moderno, l&#8217;accendere un fiammifero o il cogliere un filo d&#8217;erba, pur senza richiedere sforzo, sono simboli della interferenza umana nel processo naturale, costituiscono una rottura della pace fra l&#8217;uomo e la natura. In base a questo principio possiamo anche comprendere il divieto talmudico di portare qualcosa, anche di lieve peso, con la propria persona. Infatti non si proibisce l&#8217;atto del trasporto in se stesso. Posso trasportare un pesante carico dentro lamia casa o dentro il mi podere senza violare il rituale del sabato. Ma non posso trasportare nemmeno un fazzoletto da una propriet\u00e0 all&#8217;altra, per esempio dalla propriet\u00e0 privata della casa a quella pubblica della strada. Questa legge \u00e8 un&#8217;estensione dalla sfera naturale a quella sociale del concetto di pace. Proprio come l&#8217;uomo non deve rompere l&#8217;equilibrio naturale, cos\u00ec deve astenersi dal cambiare l&#8217;ordine sociale. Ci\u00f2 significa non soltanto rinunciare agli affari, ma anche evitare il semplice trasferimento fisico di una propriet\u00e0 da un dominio all&#8217;altro.<\/p>\n<p>Il sabato simbolizza uno stato di completa armonia fra uomo e natura e fra uomo e uomo. Non lavorando &#8211; cio\u00e8 non partecipando al processo della trasformazione naturale e sociale &#8211; l&#8217;uomo \u00e8 libero dalle catene della natura e dalle catene del tempo, sebbene soltanto un giorno alla settimana. Il pieno significato di questo concetto pu\u00f2 essere compreso soltanto nel contesto della filosofia biblica della relazione fra uomo e natura. Prima della &quot;caduta&quot; di Adamo, cio\u00e8 prima che avesse la ragione, l&#8217;uomo viveva in completa armonia con la natura; il primo atto di disobbedienza , che segna anche l&#8217;inizio della libert\u00e0 umana, gli &quot;apre gli occhi&quot;, egli sa come giudicare il buono e il cattivo, \u00e8 diventato consapevole di s\u00e9 e dei suoi simili, uguali eppure e unici, legati insieme da vincoli di amore, eppure soli. Cos\u00ec ha inizio la storia umana. Egli \u00e8 maledetto da Dio per la sua disobbedienza. In che cosa consiste la maledizione? Inimicizia e lotta sorgono fra l&#8217;uomo e gli animali (&quot;E porr\u00f2 inimicizia fra te (il serpente) e la donna; essa ti schiaccer\u00e0 il capo, e tu insidierai il suo calcagno (Genesi, 3, 15), fra l&#8217;uomo e la terra (&quot;maledetta la terra del tuo lavoro; tra le fatiche ne ricaverai il nutrimento in tutti i giorni della tua vita; ti germoglier\u00e0 triboli e spine, e mangerai l&#8217;erba della terra. Col sudore della tua fronte ti procaccerai il pane, sinch\u00e9 tu ritorni alla terra dalla quale sei stato cavato&quot;, Genesi, 3, 17-19), fra l&#8217;uomo e la donna (&quot;sarai sotto la potest\u00e0 del marito, ed egli ti dominer\u00e0&quot; (Genesi, 3, 16), tra la donna e la sua funzione naturale (&quot;partorirai tra i dolori i tuoi figli&quot;, Genesi, 3, 16). L&#8217;originaria armonia pre.-individualista venne rimpiazzata dal conflitto e dalla lotta.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 dunque &#8211; secondo il punto di vista profetico &#8211; lo scopo dell&#8217;uomo? Tornare a vivere in pace e armonia con i suoi simili, con gli animali e con la terra. La nuova armonia \u00e8 diversa da quella del Paradiso. Pu\u00f2 essere ottenuta soltanto se l&#8217;uomo si sviluppa pienamente per diventare vero uomo, se conosce la verit\u00e0 e rende giustizia., se sviluppa il suo potere di raziocinio fino a liberarsi dalla schiavit\u00f9 nei confronti dell&#8217;uomo e delle passioni irrazionali. Nelle descrizioni profetiche abbondano simboli di questo genere. la Terra sar\u00e0 ancora illimitatamente fertile, le spade saranno mutate in vomeri, il leone e l&#8217;agnello vivranno in pace insieme, non vi sar\u00e0 pi\u00f9 guerra, le donne partoriranno senza dolore (Talmud). l&#8217;intero genere umano sar\u00e0 unito in verit\u00e0 e amore. Questa nuova armonia, il raggiungimento della quale \u00e8 lo scopo del processo storico, \u00e8 simbolizzata dalla figura del Messia.<\/p>\n<p>Con queste premesse possiamo comprendere pienamente il significato del rituale. Il sabato oltre a essere l&#8217;anticipazione simbolica dell&#8217;era messianica, che p detta appunto il tempo del &quot;sabato perpetuo&quot;, \u00e8 considerato anche il suo vero precursore. Come dice il Talmud: &quot;Se tutta Israele osservasse pienamente il sabato soltanto una volta, il Messia sarebbe qui&quot;.<\/p>\n<p>Dunque il riposo, cio\u00e8 l&#8217;astensione dal lavoro, non ha lo stesso significato nel moderno rilassamento. Nello stato di riposo l&#8217;uomo anticipa la libert\u00e0 umana che sar\u00e0 finalmente raggiunta. La relazione fra uomo e natura e fra uomo e uomo \u00e8 una relazione di armonia, di pace e di non interferenza. Il lavoro \u00e8 un simbolo di lotta e di disarmonia, il riposo \u00e8 un&#8217;espressione di dignit\u00e0, di pace e di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Alla luce di questa interpretazione, trovano risposta alcune questioni precedentemente solevate. Il rituale del sabato occupa un posto cos\u00ec centrale nella religione biblica perch\u00e9 \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di un &quot;giorno di riposo&quot; inteso nel senso moderno, \u00e8 il simbolo della salvezza e della libert\u00e0. Questo \u00e8 pure il significato del riposo di Dio.<\/p>\n<p>Il ripose esprime l&#8217;idea che, per quanto grande sia la creazione, creazione ancor pi\u00f9 grande e conclusiva \u00e8 la pace; il lavoro di Dio \u00e8 un atto di condiscendenza; egli deve &quot;riposare&quot; non perch\u00e9 \u00e8 stanco, ma perch\u00e9 \u00e8 libero e pienamente Dio soltanto quando ha cessato di lavorare. Cos\u00ec l&#8217;uomo \u00e8 pienamente uomo soltanto quando non lavora, quando \u00e8 in pace con la natura e con i suoi simili; ci\u00f2 spiega perch\u00e9 il comandamento del sabato \u00e8 una volta motivato dal riposo di Dio e un&#8217;altra dalla liberazione dall&#8217;Egitto. Entrambi hanno lo stesso significato e s&#8217;interpretano a vicenda: il riposo \u00e8 libert\u00e0.<\/p>\n<p>Non vorrei chiudere questo argomento senza accennare prima ad altri aspetti del rituale del sabatoi essenziali per una sua piena comprensione.<\/p>\n<p>Pare che il sabato sia stato un&#8217;antica festivit\u00e0 babilonese, che si celebrava ogni sete giorni (Shapatu). Ma il suo significato era completamente diverso da quello del sabato biblico. Lo Shapatu babilonese era un giorno di lutto e di penitenza. Era un giorno tetro, dedicato al pianeta Saturno (anche il nostro &quot;sabato&quot; \u00e8, nella sua etimologia, un giorno dedicato a Saturno), di cui si voleva placare l&#8217;ira con la penitenza e la contrizione; ma con l&#8217;andar del tempo questa festivit\u00e0 cambi\u00f2 il suo carattere. Perfino nel Vecchio Testamento non \u00e8 pi\u00f9 un giorno &quot;cattivo&quot;, ma un giorno buono, consacrato al benessere dell&#8217;uomo. Attraverso ulteriori svolgimenti, il sabato si oppone sempre pi\u00f9 al sinistro Shapatu, e diventa il giorno della gioia e del piacere. Mangiare, bere, cantare, fare l&#8217;amore, oltre allo studio delle Scritture e delle altre opere religiose pi\u00f9 recenti hanno caratterizzato la celebrazione del sabato ebreo negli ultimi duemila anni. Da giorno di sottomissione ai malvagi influssi di Saturno, il sabato \u00e8 diventato un giorno di libert\u00e0 e di gioia. Questo mutamento di carattere e di significato pu\u00f2 essere pienamente compreso soltanto se si considera ci\u00f2 che rappresenta Saturno., Saturno (nell&#8217;antica tradizione astrologica e metafisica) simbolizza il tempo. Egli \u00e8 il dio del tempo e quindi il dio della morte. In quanto l&#8217;uomo \u00e8 simile a Dio, dotato di un&#8217;anima, di ragione, di amore e di libert\u00e0, egli non \u00e8 soggetto al tempo e alla morte; ma in quanto \u00e8 un animale, con un corpo soggetto alle leggi della natura, egli \u00e8 schiavo del tempo e della morte. I babilonesi cercavano di placare il signore del tempo con la penitenza. La Bibbia, con il suo concetto del sabato, compie un tentativo completamente nuovo per risolvere il problema: facendo cessare per un giorno l&#8217;interferenza nella natura, si elimina il tempo. Invece di un sabato in cui l&#8217;uomo si inchina al signore del tempo, il sabato biblico simboleggia la vittoria dell&#8217;uomo sul tempo; il tempo \u00e8 sospeso, Saturno \u00e8 detronizzato proprio nel suo giorno., il giorno di Saturno.\u00bb<\/p>\n<p>Ci eravamo posti la domanda se la sempre pi\u00f9 prepotente irruzione del tempo profano nel tempo sacro nel cuore della nostra societ\u00e0, e la sostituzione del \u00abriposo\u00bbdomenicale con la trasgressione e l&#8217;eccesso, proprio di un consumismo sfrenato, non costituiscano un grave pericolo per la preservazione dell&#8217;anima del mondo.<\/p>\n<p>La risposta a un tale interrogativo non pu\u00f2 che essere positiva, se si tien fermo alla definizione che abbiamo dato, pi\u00f9 sopra, dell&#8217;atto della \u00absantificazione\u00bb, ossia il fatto di ricordarsi della propria natura trascendente e di dare la precedenza allo spirituale sul materiale, all&#8217;anima sul corpo, alla contemplazione estatica rispetto all&#8217;azione interessata.<\/p>\n<p>Santificare il giorno del Signore, infatti, non significa soltanto espletare la partecipazione alla liturgia festiva, ma anche &#8211; in un senso pi\u00f9 ampio, e tale da abbracciare anche quelle persone che, pur non essendo praticanti di alcuna religione, possiedono per\u00f2 un animo religioso &#8211; ricordare a se stessi il senso del proprio limite ontologico, ridimensionando le preoccupazioni per le cose quotidiane e rimettendo al centro della prospettiva esistenziale il mistero della propria destinazione ultima.<\/p>\n<p>Vorremmo concludere queste brevi riflessioni citando non tanto l&#8217;esempio della raccomandazione di Ges\u00f9 a Marta, di non preoccuparsi troppo delle cose materiali e di non perdere mai di vista la cosa essenziale; bens\u00ec l&#8217;esempio di un pagano, il \u00abpius Aeneas\u00bb, che ovunque si trovi, sul lido di una terra sconosciuta cos\u00ec come nell&#8217;imminenza di una battaglia decisiva, sempre si ricorda di strappare al tempo sacro di quaggi\u00f9 un lembo di tempo sacro per l&#8217;eternit\u00e0, erigendo un altare o rivolgendo ai celesti una fervida preghiera.<\/p>\n<p>Enea \u00e8 il tipo umano che, pur investito da ogni parte da gravi responsabilit\u00e0 sociali e dalla necessit\u00e0 di prendere continuamente delle decisioni nella sfera del finito, mai si scorda di rivolgere il pensiero alle cose eterne, di santificare se stesso attraverso la celebrazione di un rito.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 un estremo bisogno, oggi, di un simile tipo umano: un tipo che, senza evadere dalla sfera del quotidiano, in cui siamo pi\u00f9 che mai immersi a causa dei meccanismi totalizzanti e impersonali della societ\u00e0 di massa, non perda mai di vista la propria Stella Polare, come un navigante che si avventuri per primo su mari sconosciuti: la quale stella sempre gli indichi, ferma e luminosa nella notte oscura, il Nord della sua dimensione spirituale e trascendente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Noi tutti, credenti e non credenti, apprezziamo il giorno festivo settimanale &#8211; che, nell&#8217;ambito cristiano, \u00e8 la domenica, ma storicamente discende dal sabato ebraico -, e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[92],"class_list":["post-28578","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28578","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28578"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28578\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28578"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28578"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28578"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}