{"id":28572,"date":"2009-11-26T10:22:00","date_gmt":"2009-11-26T10:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/11\/26\/dobbiamo-sanare-la-spaccatura-introdotta-nel-mondo-dal-dualismo-cartesiano\/"},"modified":"2009-11-26T10:22:00","modified_gmt":"2009-11-26T10:22:00","slug":"dobbiamo-sanare-la-spaccatura-introdotta-nel-mondo-dal-dualismo-cartesiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/11\/26\/dobbiamo-sanare-la-spaccatura-introdotta-nel-mondo-dal-dualismo-cartesiano\/","title":{"rendered":"Dobbiamo sanare la spaccatura introdotta nel mondo dal dualismo cartesiano"},"content":{"rendered":"<p>Una spaccatura dolorosa attraversa la coscienza dell&#8217;uomo moderno: quella fra il suo corpo e la sua mente; e, per effetto di essa, quella fra lui stesso e il mondo circostante, percepito solo come materiale da costruzione per le sue opere e come discarica per i suoi rifiuti.<\/p>\n<p>La spaccatura risale molto indietro nel tempo, ma non cos\u00ec indietro come taluni vorrebbero far credere. Si dice che il suo primo teorico sia stato Platone, il quale affermava che \u00abil corpo \u00e8 come il carcere, anzi, come la tomba dell&#8217;anima\u00bb, ma non \u00e8 vero. Platone aveva una concezione idealistica della realt\u00e0, ma, all&#8217;interno di essa, non disprezzava il corpo n\u00e9, in genere, la dimensione fisica. Pur considerandola solo come un pallido riflesso della realt\u00e0 vera, quella delle Idee, era persuaso che essa potesse costituire il primo gradino per l&#8217;ascesa dell&#8217;anima verso le dimensioni superiori. Sosteneva, infatti, che noi cominciamo a vedere realmente le cose, solo quando agli occhi del corpo siamo in grado di sostituire la visione interiore.<\/p>\n<p>Dopo di lui, n\u00e9 Aristotele, n\u00e9 Tommaso d&#8217;Aquino hanno fondato le rispettive concezioni filosofiche sul dualismo fra spirito e materia. Tommaso, in particolare, riprendendo il pensiero di Aristotele e opponendosi al pessimismo agostiniano, ha posto la distinzione fra l&#8217;ordine naturale e l&#8217;ordine soprannaturale, ma senza svalutare il primo e, soprattutto, senza porre i due ambiti in contrasto insanabile; al contrario, evidenziando il legame che li unisce, completandosi necessariamente il primo nel secondo. Cos\u00ec, ad esempio, nella creatura umana vi sono due nature, quella terrena e quella ultraterrena: la prima si configura nella dimensione del cittadino, la seconda in quella del credente. Similmente, due sono i poteri universali che sovrintendono a questa doppia finalit\u00e0 dell&#8217;uomo: l&#8217;Impero, per assicurare pace e giustizia nella sfera materiale; la Chiesa, per guidare le anime verso la salvezza eterna.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 contrasto, non c&#8217;\u00e8 conflitto tra le due sfere; e, se vi fosse, l&#8217;uomo non dovrebbe fare altro che interpellare la propria coscienza. Concezione illuminata e comprensiva della natura umana nei suoi molteplici aspetti; concezione che pu\u00f2 piacere o non piacere, ma che, innegabilmente, possiede una sua dignit\u00e0 e che, per secoli, ha assicurato stabilit\u00e0 spirituale all&#8217;Occidente, prima che l&#8217;avvento dello spirito borghese &#8211; quello, s\u00ec, per sua essenza, squilibrato e disarmonico: l&#8217;\u00abuomo ad una dimensione\u00bb di cui parlava Marcuse &#8211; distruggesse le basi del paradigma premoderno e gettasse i germi della pazzia nel mondo.<\/p>\n<p>Noi siamo figli di quello squilibrio e di quella pazzia, che Cartesio ha codificato e, per cos\u00ec dire, ufficializzato, nella netta separazione della \u00abres extensa\u00bb e della \u00abres cogitans\u00bb: ma tale schizofrenia era gi\u00e0 implicita nella visione laica e immanente del mondo, propria del pragmatismo e dell&#8217;utilitarismo borghesi.<\/p>\n<p>Solo che, non paghi della aberrante lacerazione istituita nella realt\u00e0 dal razionalismo cartesiano, ci siamo spinti ancora pi\u00f9 in l\u00e0 &#8211; sempre, beninteso, chiamando pomposamente \u00abprogresso\u00bb il nostro procedere obnubilato e autodistruttivo -, pervenendo alla conclusione che non esiste alcuna \u00abres\u00bb, alcuna \u00absostanza\u00bb in quanto tale, capace di fare da supporto alla molteplicit\u00e0 dell&#8217;esistente; ma che si trattava solo di un indebito residuo dalla vecchia metafisica, vale a dire un inutile aggeggio di una scienza morta e sepolta.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, eccoci arrivati al presente.<\/p>\n<p>Incapaci di vivere in pace con noi stessi e col mondo, tormentati da un&#8217;ansia compulsava di azione e di manipolazione spesso fine a se stessa, accecati dagli illusori trionfi della scienza e della tecnica, siamo piombati nella pi\u00f9 deplorevole ignoranza di noi e dei mille fili che legano la nostra esistenza a quella del mondo intero.<\/p>\n<p>Non abbiamo pi\u00f9 fiducia in noi stessi, ma ne abbiamo riposta anche troppa nelle macchine prodotte dalla nostra tecnologia: ed \u00e8 questo miscuglio infernale di disillusione e di progressivismo ottuso, che ci sta portando irreparabilmente verso il collasso morale, prima ancora che giungiamo all&#8217;ultima fase di quello materiale.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno non si fida pi\u00f9 di se stesso: si sente una creatura indegna (Calvino), casuale (Darwin), dominata da pulsioni oscure e distruttive (Freud); ma, al tempo stesso, con caratteristica mancanza di misura e di ragionevolezza &#8211; che \u00e8 altra cosa dal Logos strumentale e calcolante, da lui tanto sbandierato &#8211; crede che tutto finir\u00e0 bene, solo perch\u00e9 \u00e8 riuscito a predisporre dei congegni tecnologici altamente sofisticati sia per sveltire il proprio lavoro e i propri svaghi, sia per combattere talune malattie, sia per distruggere, all&#8217;occorrenza, i propri nemici.<\/p>\n<p>Tuttavia, la crescita esponenziale di una tecnologia violenta e potenzialmente distruttiva, mediante la quale in qualunque momento, anche per un banale errore informatico, saremmo in condizione di autodistruggerci, non pu\u00f2 in alcun modo dirsi casuale e i suoi effetti perversi, quindi, non potrebbero venire neutralizzati con una semplice correzione di rotta.<\/p>\n<p>Tutto ha inizio con la divisione del sapere in compartimenti stagni, propria del diciassettesimo secolo, e della esaltazione e della assolutizzazione scriteriate del sapere scientifico-matematico rispetto a ogni altra forma di conoscenza del reale, che risale a Galilei; nonch\u00e9 alla aberrante dottrina che il sapere deve essere finalizzato essenzialmente al dominio sul mondo (\u00abknowledge is power\u00bb di Francesco Bacone).<\/p>\n<p>Una volta infranta l&#8217;unit\u00e0 del sapere e una volta data carta bianca agli scienziati nel perseguimento di una \u00abloro\u00bb verit\u00e0, indifferente al quadro d&#8217;insieme del reale e svincolata da ogni norma etica condivisa dalla societ\u00e0, la via era tracciata e nessuno avrebbe ragione, ora, di meravigliarsi, se gli apprendisti stregoni ci hanno sospinto ad un passo dall&#8217;olocausto nucleare e da un inquinamento irreversibile e fatale dell&#8217;intera biosfera terrestre.<\/p>\n<p>Scrive Gregory Bateson nel suo celebre \u00abMente e natura\u00bb (titolo originale: \u00abMind and Nature. A Necessari Unity,\u00bb, 1979; traduzione italiana di Giuseppe Longo, Milano, Adelphi, 1984, 202, pp. 285-86):<\/p>\n<p>\u00abNella riunione del Committee on Educational Poliicy del 20 luglio 1978, osservai che gli attuali processi educativi sono, dal punto di vista dello studente, una &quot;fregatura&quot;. In questa nota spiegher\u00f2 il mio punto di vista.<\/p>\n<p>\u00c8 una questione di obsolescenza. Mentre buona parte di ci\u00f2 che le universit\u00e0 insegnano oggi \u00e8 nuovo e aggiornato, i presupposti o premesse di pensiero su cui si basa tutto il nostro insegnamento sono antiquati e, a mio parere, obsoleti.<\/p>\n<p>Mi riferisco a nozioni quali:<\/p>\n<p>a) Il dualismo cartesiano che separa la &quot;mente&quot; dalla &quot;materia&quot;.<\/p>\n<p>b) Lo strano fiscalismo delle metafore che usiamo per descrivere e spiegare i fenomeni mentali: &quot;potenza&quot;, &quot;tensione&quot;, &quot;energia&quot;, &quot;forze sociali&quot;, ecc.<\/p>\n<p>c) Il nostro assunto antiestetico, derivato dall&#8217;importanza che un tempo Bacone, Locke e Newton attribuirono alle scienze fisiche; cio\u00e8 che tutti i fenomeni (compresi quelli mentali) possono e devono essere studiati e valutati in termini quantitativi.<\/p>\n<p>La visione del mondo &#8211; cio\u00e8 l&#8217;epistemologia latente e in parte inconscia &#8212; generata dall&#8217;insieme di queste idee \u00e8 superata da tre diversi punti di vista:<\/p>\n<p>a) Dal punto di vista pragmatico \u00e8 chiaro che queste premesse e i loro corollari portano all&#8217;avidit\u00e0, a un mostruoso eccesso di crescita, alla guerra, alla tirannide e all&#8217;inquinamento. In questo senso, le nostre premesse si dimostrano false ogni giorno, e di ci\u00f2 gli studenti si rendono in parte conto.<\/p>\n<p>b) Dal punto di vista intellettuale, queste premesse sono obsolete in quanto la teoria dei sistemi, la cibernetica, la medicina solistica, l&#8217;ecologia e la psicologia della Gestalt offrono modi manifestamente migliori di comprendere il mondo della biologia e del comportamento.<\/p>\n<p>c) Come base per la religione le premesse che ho menzionato divennero chiaramente intollerabili e quindi obsolete circa un secolo fa. Dopo &#8216;avvento dell&#8217;evoluzione darwiniana, ci\u00f2 fu espresso in modo piuttosto chiaro da pensatori come Samuel Butler e il principe Kropotkin. Ma gi\u00e0 nel Settecento William Blake cap\u00ec che la filosofia di Locke e di Newton poteva generare solo &quot;tenebrosi mulini satanici&quot;.<\/p>\n<p>Ogni aspetto della nostra civilt\u00e0 \u00e8 necessariamente spaccato in due. Nel campo dell&#8217;economia ci troviamo di fronte a due caricature esagerate della vita &#8212; quella capitalista e quella comunista &#8212; e ci viene dettocce dobbiamo schierarci per l&#8217;una o per l&#8217;altra di queste due mostruose ideologie in lotta. Nella sfera del pensiero, siamo lacerati tra le varie forme estreme di negazione dei sentimenti e la forte corrente del fanatismo anti-intellettuale.<\/p>\n<p>Come nella religione, le garanzie costituzionali della &quot;libert\u00e0 religiosa&quot; sembrano favorire esagerazioni simili: uno strano protestantesimo tutto secolare, una vasta gamma di culti magici e una totale ignoranza religiosa. Non \u00e8 un caso che mentre da un lato la Chiesa cattolica sta rinunciando all&#8217;uso del latino, dall&#8217;altro la nuova generazione stia imparando a salmodiare in sanscrito!\u00bb<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultima affermazione di Gregory Bateson \u00e8 sicuramente tale, da far arrabbiare i cultori di New Age e gli occidentali devoti di Krishna o di altre divinit\u00e0 del Pantheon induista.<\/p>\n<p>Tuttavia, il punto non \u00e8 se sia meglio salmodiare in sanscrito o in latino n\u00e9 stabilire, di conseguenza, se sia preferibile la fede in Krishna o in Ges\u00f9 Cristo. Il punto \u00e8 che, quando talune fondamentali e legittime esigenze spirituali dell&#8217;essere umano vengono violentemente cacciate dalla porta, si pu\u00f2 stare certi che, nel giro di brevissimo tempo, esse faranno nuovamente la loro comparsa, passando dalla finestra: vale a dire, pi\u00f9 o meno gravemente deformate.<\/p>\n<p>Avere ignorato questo principio elementare dimostra soltanto la profonda ignoranza della natura umana propria della cultura scientista oggi dominante; la stessa che, con rabbiose campagne di disinformazione, vorrebbe dichiarare guerra (una guerra santa, evidentemente) a tutte le tendenze che essa giudica inappellabilmente, dall&#8217;alto della propria autoreferenzialit\u00e0, irrazionalistiche, superstiziose e indegne dell&#8217;uomo moderno.<\/p>\n<p>Sono passati ormai due secoli da quando il poeta William Blake denunciava l&#8217;esito nefasto della filosofia empirista di Locke, vale a dire la costruzione dei quei \u00abtenebrosi mulini satanici\u00bb che sono le industrie e, ancor pi\u00f9, i laboratori scientifici della modernit\u00e0, dove, fra le altre belle cose, si seziona il cervello di animali vivi per vedere quanto di esso bisogna asportare per vederli morire, e si ottiene la nascita di nuovi individui dall&#8217;inseminazione di una femmina di topo con il patrimonio genetico di un&#8217;altra femmina. (Quest&#8217;ultimo ripugnante esperimento, realizzato con successo &#8211; si fa per dire &#8211; da alcuni scienziati giapponesi, \u00e8 stato riferito, con l&#8217;immancabile tono di compiacimento, sul numero 141 di luglio 2008 della rivista \u00abFocus\u00bb, tipica rappresentante della disinformazione scientista oggi imperante, che viene spacciata per divulgazione scientifica).<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 dubbio: non ritroveremo la pace con noi stessi e non ritroveremo la pace fra noi e il mondo, finch\u00e9 non saremo riusciti a sanare la spaccatura introdotta nel mondo dal dualismo cartesiano, e finch\u00e9 non avremo riconosciuto nello spirito borghese &#8211; materialista, pragmatico, utilitarista, aggressivo e incapace di vedere lo spettacolo della bellezza, cos\u00ec come di provare solidariet\u00e0 e compassione per gli altri esseri viventi &#8211; il pi\u00f9 grande nemico di noi stessi, del nostro benessere, della nostra stessa sopravvivenza come specie biologica.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 non possiamo non dirci nemici dello spirito borghese, che riduce tutto &#8211; cose, valori, sentimenti &#8211; al ruolo di mezzi per il soddisfacimento di un fine meramente egoistico e, per di pi\u00f9, costituzionalmente insaziabile e illimitato.<\/p>\n<p>Dante sapeva bene quel che diceva, allorch\u00e9 indicava nella lupa la pi\u00f9 pericolosa delle tre fiere, e nella \u00abcupiditas\u00bb il pi\u00f9 grande peccato dell&#8217;uomo, contro Dio e contro se stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una spaccatura dolorosa attraversa la coscienza dell&#8217;uomo moderno: quella fra il suo corpo e la sua mente; e, per effetto di essa, quella fra lui stesso<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[97,141,221,241],"class_list":["post-28572","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-aristotele","tag-filosofia","tag-platone","tag-san-tommaso-daquino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28572","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28572"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28572\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28572"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28572"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28572"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}