{"id":28570,"date":"2012-08-18T10:43:00","date_gmt":"2012-08-18T10:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/08\/18\/scherza-coi-fanti-ma-non-coi-santi-teonisto-tabra-e-tabrata-ne-con-le-loro-chiese\/"},"modified":"2012-08-18T10:43:00","modified_gmt":"2012-08-18T10:43:00","slug":"scherza-coi-fanti-ma-non-coi-santi-teonisto-tabra-e-tabrata-ne-con-le-loro-chiese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/08\/18\/scherza-coi-fanti-ma-non-coi-santi-teonisto-tabra-e-tabrata-ne-con-le-loro-chiese\/","title":{"rendered":"Scherza coi fanti, ma non coi Santi (Teonisto, Tabra e Tabrata), n\u00e9 con le loro chiese"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 facile fare un po&#8217; di chiarezza sulle origini del culto dei Santi Teonisto, Tabra e Tabrata, a causa della scarsezza, della contraddittoriet\u00e0 e del modesto grado di attendibilit\u00e0 storica delle fonti che parlano di essi; ad ogni modo, ci proviamo.<\/p>\n<p>Il \u00abMartirologio romano\u00bb, seguendo una tardiva recensione della \u00abPassio\u00bb di San Teonisto (o Teonesto), li commemora il 30 ottobre come martiri, uccisi dagli ariani di Altino, che li avrebbero gettati nelle acque del fiume Sile (per inciso, il pi\u00f9 lungo fiume di risorgiva d&#8217;Europa, con oltre 90 km. di corso, dalla sorgente di Casacorba in frazione di Vedelago, alla foce del porto della Piave Vecchia), da un ponte presso l&#8217;attuale Musestre, in un vero e proprio agguato.<\/p>\n<p>Secondo la \u00abPassio\u00bb pi\u00f9 antica, invece, il martirio avrebbe avuto luogo per opera dei pagani, al tempo dell&#8217;imperatore Teodosio. Ma nessuna delle due notizie, come osserva Agostino Amore nella \u00abEnciclopedia cattolica\u00bb (Citt\u00e0 del Vaticano, 1953, vol. XI, col. 1977), appare sufficientemente attendibile, per il semplice fatto che nessun documento antico degno di fede reca notizia di un San Teonisto, o Teonesto, vescovo di Altino. Pare probabile che si sia fatta qualche confusione con un Teonisto che venne martirizzato a Vercelli, sul cui sepolcro venne eretta una chiesa da San Eusebio e le cui reliquie vennero diffuse in varie localit\u00e0 dell&#8217;Italia settentrionale, giungendo anche Altino. La presenza di tali reliquie fece pensare erroneamente che il corpo del martire fosse sepolto in quest&#8217;ultima localit\u00e0 e, per induzione, che egli fosse stato anche vescovo della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 scarse sono le notizie sicure dei suoi due compagni di martirio, Tabra e Tabrata. Forse erano due martiri goti uccisi in Tracia nel V secolo e arbitrariamente identificati come aiutanti del vescovo Teonisto, rispettivamente in qualit\u00e0 di diacono e suddiacono.<\/p>\n<p>Della \u00abPassio\u00bb di San Teonisto esistono due versioni non collimanti fra loro, l&#8217;una del X secolo, l&#8217;altra dell&#8217;XI (mentre a parlare di Teonisto come vescovo \u00e8 uno storico del IX), dunque parecchi secoli dopo i supposti eventi storici. Vi si dice che Teonisto, nativo dell&#8217;isola di Namsis, era vescovo di Filippi e con Tabra e Tabrata, nonch\u00e9 con il corepiscopo Albano ed il chierico Orso, si sarebbe recato in pellegrinaggio a Roma, sulla tomba degli Apostoli Pietro e Paolo; poi sarebbe passato da Milano, per incontrarsi con Sant&#8217;Ambrogio (che lo avrebbe presentato all&#8217;imperatore Teodosio) e infine si sarebbe recato in Gallia. Orso fu ucciso durante il viaggio dai pagani, ad Augusta (probabilmente Aosta), mentre Albano sarebbe morto a Magonza durante una incursione dei Vandali. Di ritorno in Italia, gli ariani di Altino avrebbero atteso lungo il corso del Sile i tre superstiti e li avrebbero martirizzati, affogandoli nella localit\u00e0 di Musestre.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;altra versione, invece, i tre sarebbero stati decapitati; ad ogni modo, il loro martirio sarebbe avvenuto nel 380. Una fonte ancor meno attendibile parla invece del 22 novembre 425, ma a quell&#8217;epoca gli ariani non costituivano pi\u00f9 una minaccia per i cattolici, in Italia. \u00c8 interessante il fatto che secondo la \u00abPassio\u00bb, il ritorno in Italia dalla Gallia non sarebbe avvenuto via terra, ma via mare, a bordo di una nave che, doppiata la Penisola Salentina, avrebbe risalito l&#8217;Adriatico e sbarcato i tre santi presso il bordo interno della Laguna veneta: sarebbero stati proprio gli ariani a farli salire a bordo e a costringerli a servirsi di una imbarcazione in pessimo stato, forse con l&#8217;intento di farli perire durante il viaggio.<\/p>\n<p>Ma si tratta di una vicenda piuttosto fantasiosa, cos\u00ec come lo \u00e8 la geografia dell&#8217;itinerario, che ci ricorda, se non altro, come fossero decadute nel tardo Impero le vie di comunicazione, un tempo magnifiche, e come fossero diventati malagevoli e pericolosi i viaggi via terra (si ricorder\u00e0 che il poeta Rutilio Namaziano, per rientrare in Gallia dopo il sacco di Roma del 410, effettu\u00f2 anch&#8217;egli il viaggio via mare, lungo le coste dell&#8217;Etruria e della Liguria). Il vescovo veneziano Paolo I avrebbe traslato poi le loro reliquie da Altino a Torcello nel 635, ove, una sessantina d&#8217;anni pi\u00f9 tardi, nel 697, il vescovo Deodato le avrebbe poste nella Cattedrale di quell&#8217;isola. In realt\u00e0, \u00e8 possibile che non solo Teonisto non sia mai stato nel Veneto, ma che sia lui che i suoi due collaboratori siano dei martiri nordafricani, uccisi dai Vandali (loro s\u00ec, di religione ariana), le cui reliquie potrebbero essere state trafugate nella zona della Laguna di Venezia dai vescovi delle loro diocesi d&#8217;origine.<\/p>\n<p>Sta di fatto che sin dal 1082 siamo documentati circa l&#8217;esistenza di un culto dedicato a San Teonisto nella diocesi di Treviso (erede di quella altinate), della quale era considerato il compatrono, assieme a San Liberale. A lui &#8211; e ai santi Tabra e Tabrata &#8211; era ed \u00e8 tuttora dedicata la chiesa parrocchiale del paese di Casier, sul Sile, poco a valle della stessa Treviso; mentre non vi \u00e8 pi\u00f9 traccia di un monastero benedettino dedicato a San Teonisto, che esisteva sempre a Casier, lungo la strada che conduce a Iesolo, a noi noto solo grazie a documenti del 710, dunque della tarda et\u00e0 longobarda. Vale inoltre la pena di ricordare che San Teonisto \u00e8 ricordato e onorato non solo in Italia, ma anche a Magonza, insieme ai suoi collaboratori e martiri Albano e Orso.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra chiesa, pi\u00f9 importante di quella di Casier, era a loro dedicata nello stesso capoluogo della Marca trevigiana, sempre in vicinanza dell&#8217;argine del Sile: chiesa tutt&#8217;oggi esistente, bench\u00e9 sia stata pressoch\u00e9 interamente ricostruita dopo le distruzioni dell&#8217;ultima guerra. Infatti il quartiere ove essa sorge sub\u00ec un micidiale bombardamento aereo statunitense il 7 aprile 1944, che provoc\u00f2 oltre un migliaio di vittime e danni incalcolabili (ne parla lo scrittore Giuseppe Berto nel suo amaro e bel romanzo \u00abIl cielo \u00e8 rosso\u00bb, pubblicato da Leo Longanesi nell&#8217;immediato dopoguerra, cambiandone il titolo originario \u00abLa perduta gente\u00bb); un&#8217;altra serie di drammatici bombardamenti aerei ebbero luogo nella settimana del Natale, culminando il 25, il 27 e il 29 dicembre 1944, s\u00ec da ridurre la chiesa, che era un piccolo gioiello di architettura settecentesca, ad un cumulo di rovine.<\/p>\n<p>Abbiamo fatto un giro piuttosto lungo per inquadrare il culto di questi tre santi, ma ora \u00e8 proprio di quest&#8217;ultima chiesa che vogliamo parlare, posta nel quartiere a sud-ovest di Treviso, entro le mura, a brevissima distanza dalla monumentale Basilica dei Domenicani, San Nicol\u00f2.<\/p>\n<p>Si tratta di un bell&#8217;edificio sacro, purtroppo da tempo sconsacrato e lasciato andare lentamente, ma inesorabilmente in rovina. Cos\u00ec lo descrive Giovanni Netto nella sua eccellente \u00abGuida di Treviso\u00bb (Trieste, Edizioni Lint, 1988, p. 415-16):<\/p>\n<p>\u00abPoco oltre la piazzetta Benedetto XI, sulla quale prospetta l&#8217;ingresso dell&#8217;istituto or ora visitato [cio\u00e8 il Seminario vescovile], cio\u00e8 la Chiesa di S. Teonisto con lo stabile (ricostruito dopo la distruzione quasi totale per la guerra) dell&#8217;omonimo ex convento delle monache benedettine, qui trasferitesi nel XV secolo dalla sede di Mogliano, dove l&#8217;abbazia aveva avuto origine con un insediamento di monaci del medesimo Ordine nel X secolo.<\/p>\n<p>La legge napoleonica aveva esentato dall&#8217;incameramento la chiesa di San Nicol\u00f2, in quanto addetta al culto del Liceo dipartimentale, altrettanto sopravvisse San Teonisto perch\u00e9 nell&#8217;ex convento fu istituito un collegio femminile, durato fino ai primi decenni del Novecento: il laicismo degli eredi del &quot;secolo dei lumi&quot; non ammetteva che i giovani studenti d&#8217;ambo i sessi non avessero la possibilit\u00e0 di adire le pratiche del culto, anche se opportunamente vigilato. Nel convento fu successivamente collocato l&#8217;Istituto Magistrale statale e, quando questo nel 1940 ebbe una sua sede in via Caccianiga dietro il Museo Civico, esso fu acquisito dal Seminario; poi venne la guerra. La chiesa, non pi\u00f9 riaperta al culto, era rimasta nelle mani del Comune, il quale ne utilizza lo spazio secondo le pubbliche esigenze. L&#8217;edificio attuale, settecentesco, non ha pi nulla a che vedere con la costruzione originaria, sorta in et\u00e0 immemorabile e divenuta cappellania della zona sud-occidentale della citt\u00e0 fino al 1434, quando, per lo stabilirsi delle monache, in questo lato fu ampliata la parrocchia del duomo.<\/p>\n<p>La dotazione pittorica, a parte le decorazioni parietali perdute, \u00e8 quasi tutta nel Museo civico, ivi compresa la &quot;Crocefissione&quot; di Jacopo Bassano proveniente da San Paolo e qui all&#8217;epoca delle soppressioni collocata sull&#8217;altar maggiore, ritenendola pi\u00f9 idonea. Erano invece partite le &quot;Nozze di Cana&quot; di Benedetto Caliari, pur contrastata fino a tempi recenti l&#8217;attribuzione alla mano de fratello Paolo, dopo vario errare finite nella &quot;sala gialla&quot; del palazzo di Montecitorio in Roma. Il &quot;Martirio di San Teonisto&quot; di Palma il Vecchio fu consegnato nel 1811 alla milanese Galleria di Brera, mentre in quella stessa citt\u00e0, ma al Castello Sforzesco, \u00e8 segnalato il &quot;Martirio di Santa Giuliana&quot; di Carletto Caliari. Il coro delle monache, tutto in legno intagliato, \u00e8 tuttora al suo posto in una adiacenza della chiesa.\u00bb<\/p>\n<p>La chiesa di san Teonisto, dunque, era da tempo di propriet\u00e0 del Comune, allorch\u00e9 nel novembre del 2009 \u00e8 stata messa all&#8217;asta e venduta &#8211; non subito, poich\u00e9 l&#8217;asta era andata deserta, ma in seconda battuta &#8211; all&#8217;unico offerente presentatosi, cio\u00e8 i fratelli Benetton, noti imprenditori della Marca nel settore dell&#8217;abbigliamento, per la somma di 1.152.500 euro. Poco pi\u00f9 di un milione di euro, dunque: \u00e8 molto o \u00e8 poco, per aggiudicarsi un edificio storico-artistico che racchiude un pezzo significativo della memoria collettiva del capoluogo trevigiano? A noi sembra una cifra ridicolmente bassa; sta di fatto che altre offerte non ne sono pervenute e il Comune l&#8217;ha ritenuta ammissibile.<\/p>\n<p>L&#8217;intenzione degli imprenditori di Ponzano era quella di procedere al restauro dell&#8217;edificio e di destinarlo poi, come stabilito esplicitamente dal bando comunale, ad uso culturale, passandolo in gestione, a tale scopo, alla Fondazione Benetton, che attualmente ha sede presso il Palazzo Bomben, in Via Cornarotta, a due passi dal Duomo cittadino. Pare che l&#8217;idea di procedere all&#8217;acquisto della ex chiesa (ma una chiesa, anche se sconsacrata, diventa &quot;ex&quot; o rimane comunque, agli effetti dello storico dell&#8217;arte se non del credente, pur sempre una chiesa, tale e quale lo era in origine?) sia partita dallo stesso Luciano Benetton, che, nelle trattative per l&#8217;acquisto, si \u00e8 fatto rappresentare da un suo delegato, Gianni Cinotti.<\/p>\n<p>I restauri, in effetti, sono stati incominciati ma tuttora, dopo quasi tre anni che la chiesa \u00e8 passata di mano dal Comune alla ditta Benetton, non si intravede la sua riapertura al pubblico per la prevista destinazione culturale. Perci\u00f2 possiamo solo sperare che ci\u00f2 avvenga al pi\u00f9 presto, in modo che la cittadinanza rientri in possesso, e sia pure solo nel contesto di particolari eventi o manifestazioni culturali, di un nobile edificio ove ogni singola pietra \u00e8 carica di arte e storia &#8211; ricchezza che evidentemente i &quot;liberatori&quot; americani non possedevano n\u00e9 possiedono e cui non pensano quando bombardano, per esigenze strategiche, degli obiettivi &quot;militari&quot; (come si \u00e8 visto anche in Iraq nel 1991 e nel 2003).<\/p>\n<p>La questione, in termini generali di filosofia urbanistica, \u00e8 quale destinazione e quale futuro si debba immaginare per quegli edifici di interesse storico-artistico che l&#8217;amministrazione pubblica non \u00e8 in grado di mantenere e che, d&#8217;altra parte, proprio per la loro indubbia rilevanza culturale, non possono essere puramente e semplicemente venduti al primo offerente e dimenticati una volta per tutte, dopo aver intascato i quattrini.<\/p>\n<p>La cosa \u00e8 ancora pi\u00f9 delicata se si tratta di una chiesa; perch\u00e9, oltre a essere un edificio che si segnala per il suo valore architettonico, essa \u00e8 anche, e prima di tutto, un luogo di culto: un luogo in cui generazioni di fedeli hanno pregato, sono stati battezzati e hanno accompagnato i loro cari nell&#8217;ultimo viaggio terreno; i loro muri non soltanto sono carichi di storia, ma hanno un&#8217;anima, perch\u00e9 sono impregnati da un&#8217;aura spirituale che si propaga da secoli e secoli.<\/p>\n<p>Pretendere, per tali edifici, una destinazione culturale, quale potrebbe essere una struttura per conferenze o per concerti musicali, oppure un laboratorio teatrale, \u00e8 il minimo che possono fare le amministrazioni pubbliche, nel momento in cui li mettono all&#8217;asta. Se non c&#8217;\u00e8 denaro pubblico per salvare tanti monumenti e tanti edifici dal degrado e dalla rovina, ben vengano le offerte dei privati, purch\u00e9 a condizioni ben precise. Meglio sarebbe stipulare contratti di affitto, comunque, piuttosto che di vendita: quando si tratta di beni della comunit\u00e0 che rivestono un valore storico e artistico, infatti, sarebbe giusto che la comunit\u00e0 ne rimanga sempre la legittima proprietaria.<\/p>\n<p>\u00c8 vero, c&#8217;\u00e8 un grande patrimonio pubblico in attesa di liquidazione; e, con la crisi che morde, allo Stato e agli enti locali non sembra vero di trasformarlo in moneta sonante: ma questa dovrebbe essere l&#8217;&quot;extrema ratio&quot;, perch\u00e9 equivale, spesso, a un impoverimento delle nostre radici culturali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 facile fare un po&#8217; di chiarezza sulle origini del culto dei Santi Teonisto, Tabra e Tabrata, a causa della scarsezza, della contraddittoriet\u00e0 e del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30136,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[74],"tags":[92],"class_list":["post-28570","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agiografia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-agiografia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28570","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28570"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28570\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30136"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}