{"id":28569,"date":"2015-12-03T01:04:00","date_gmt":"2015-12-03T01:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/03\/grande-come-un-gigante-piccolo-come-uno-gnomo-uno-dei-misteri-di-san-pio-da-pietrelcina\/"},"modified":"2015-12-03T01:04:00","modified_gmt":"2015-12-03T01:04:00","slug":"grande-come-un-gigante-piccolo-come-uno-gnomo-uno-dei-misteri-di-san-pio-da-pietrelcina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/03\/grande-come-un-gigante-piccolo-come-uno-gnomo-uno-dei-misteri-di-san-pio-da-pietrelcina\/","title":{"rendered":"Grande come un gigante, piccolo come uno gnomo: uno dei misteri di San Pio da Pietrelcina"},"content":{"rendered":"<p>La scienza moderna riposa sul mito della oggettivit\u00e0 delle misurazioni, da cui discende l&#8217;altro mito, quello della riproducibilit\u00e0 dell&#8217;esperimento.<\/p>\n<p>Una cosa, per la scienza moderna occidentale, o \u00e8 bianca, o \u00e8 nera; o \u00e8 grande, o \u00e8 piccola; anzi, la si pu\u00f2 quantificare al millimetro o al milligrammo.<\/p>\n<p>Ma che cosa succederebbe se questo dogma dovesse incrinarsi e svanire come nebbia al sole; se apparisse che le cose non hanno un volume, un peso, delle dimensioni precise, ma che esse variano a seconda delle circostanze in cui vengono percepite?<\/p>\n<p>Un essere umano, per esempio, possiede un peso corporeo ben definito: che pu\u00f2 variare, ovviamente, in un certo arco di tempo, ma non certo da un istante all&#8217;altro, tanto pi\u00f9 se non si accompagna ad alcun fenomeno visibile di aumento o diminuzione dei grassi.<\/p>\n<p>Eppure, ecco un caso che smentisce in pieno questa convinzione scientifica: esso \u00e8 riferito da Corrado Balducci nel suo libro \u00abLa possessione diabolica\u00bb (Roma, Edizioni Mediterranee, 1974) e riguardante una giovane, chiamata convenzionalmente Marcella.<\/p>\n<p>Si trattava di una donna esile, oltretutto alquanto provata da anni e anni di continui disturbi e di gravi malesseri, cui la medicina ufficiale non aveva saputo dare n\u00e9 un nome, n\u00e9, tanto meno, offrire una terapia. Una paio di persone, o anche una sola, appena un po&#8217; robusta, avrebbero dovuto poter sollevare e trasportare agevolmente quel povero corpo martoriato da incomprensibili sofferenze; invece, ecco cosa accadde una volta (p. 24):<\/p>\n<p><em>\u00abUn giorno fu condotta al santuario di S. Rita da Cascia. All&#8217;ingresso svenne e cadde supina al suolo; ci vollero ben cinque persone robuste per sollevarla e portarla in chiesa: l&#8217;enorme peso di quell&#8217;esile e fragile corpo riusc\u00ec a tutti assai misterioso. Lo stesso fenomeno si ripet\u00e9 in seguito nella chiesa parrocchiale.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Si faccia attenzione alla circostanza che Marcella, in quel momento, giaceva svenuta.<\/p>\n<p>In parecchi casi, anche di altre persone affette dal medesimo male, si \u00e8 potuto riscontrare un eccezionale aumento della forza corporea: questi soggetti diventano cos\u00ec forti, indipendentemente dal sesso, dall&#8217;et\u00e0 e dalla costituzione fisica, che parecchi uomini robusti fanno molta fatica a trattenerli; questo, per\u00f2, si potrebbe anche spiegare, sia pure con qualche forzatura, come un effetto della straordinaria tensione nervosa, che notoriamente pu\u00f2 conferire una forza insospettata anche ai soggetti pi\u00f9 esili e deboli, in circostanze molto particolari.<\/p>\n<p>Il caso di Marcella, per\u00f2, \u00e8 sostanzialmente diverso: non riguarda la forza fisica (che pu\u00f2 variare d&#8217;improvviso, appunto, in presenza di circostanze particolari, ad esempio per una tensione, uno spavento, un pericolo subitaneo), ma il peso corporeo, che \u00e8 una quantit\u00e0 data e non modificabile nell&#8217;immediato. Se un corpo umano pesa, poniamo, cinquanta chilogrammi, esso non pu\u00f2, di colpo, pesarne cento o duecento: questo \u00e8 semplicemente impossibile. O, almeno, cos\u00ec ritiene la scienza. Ma allora una persona svenuta, di corporatura minuta, nonch\u00e9 priva di sensi, come pu\u00f2 diventare cos\u00ec pesante che solo parecchie persone riescono a sollevarla, e solo con grande fatica, quasi che si trattasse di trasportare un corpo gigantesco?<\/p>\n<p>Vi sono anche dei casi nei quali \u00e8 risultato assolutamente impossibile spostare il soggetto, oppure in cui \u00e8 risultato impossibile spostare una sedia, una tavola o qualche altro arredo, come se una forza inspiegabile li avesse letteralmente incollati al pavimento; e ci\u00f2, mentre la persona posseduta, con voce non sua, esprimeva il proprio ironico o beffardo compiacimento per gli inutili sforzi dell&#8217;esorcista e dei suoi assistenti; per poi annunciare, sempre con la voce di una entit\u00e0 estranea, che si era ormai divertita abbastanza e che il gioco non la interessava pi\u00f9, al che la forza misteriosa cessava di operare ed il corpo umano, oppure l&#8217;oggetto in questione, potevano essere spostati con estrema facilit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo, per quanto riguarda il peso; ora passiamo alla statura.<\/p>\n<p>Un uomo, per esempio, sappiamo che ha una statura esattamente misurabile: un metro e sessanta, un metro e settanta, un metro e ottanta; ma che cosa succede se quell&#8217;uomo ci apparisse ora nelle sue normali dimensioni, ora, invece, gigantesco, altissimo, tanto da sfiorare il soffitto della stanza pi\u00f9 alta; per poi ridiventare piccolo, cos\u00ec piccolo e cos\u00ec invecchiato da non sembrare pi\u00f9 nemmeno lo stesso individuo che credevamo di conoscere?<\/p>\n<p>E cosa diremmo se tutto questo si verificasse sotto i nostri occhi, nel giro di pochi minuti; se potessimo esserne testimoni non noi soltanto, ma anche altre persone chi si trovassero accanto a noi; e se, confrontando le nostre impressioni con le loro, arrivassimo alla conclusione di avere assistito esattamente allo steso fenomeno, senza possibilit\u00e0 di dubbio e senza che ci\u00f2 si possa riferire ad una qualche forma di suggestione o di allucinazione?<\/p>\n<p>Ebbene, una esperienza del genere \u00e8 toccata ad alcuni frati che conobbero San Pio da Pietrelcina, che gli furono accanto nel convento ove amministrava il sacramento della confessione, e che, alla fine, poterono confrontare fra di loro le impressioni che avevano riportato assistendo all&#8217;incredibile fenomeno.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 stato cos\u00ec riportato nel terzo volume del libro scritto da un sacerdote, Marcellino Iasenza Niro: \u00abIl Padre. San Pio da Pietrelcina\u00bb (San Giovanni Rotondo, Convento di Santa Maria delle Grazie, 2007, pp. 629-630):<\/p>\n<p><em>\u00abFra Daniele Natale, un fratello molto caro al Padre, quando era a Foggia quale cuciniere della nostra fraternit\u00e0, fu pregato dal p. provinciale, p. Agostino da S. Marco in Lamis, di salire a S. Giovanni Rotondo per supplire il frate sacristia nell&#8217;accompagnare P. Pio a confessare gli uomini nel pomeriggio. Intorno alle 14,30 egli andava in coro ad aspettare il Santo che, prima di scendere ad amministrare il sacramento del perdono, vi si recava per raccogliersi in preghiera.<\/em><\/p>\n<p><em>Egli racconta: &quot;Un giorno ero in attesa del suo arrivo, quando si apr\u00ec la porta ed egli entr\u00f2. Rimasi senza fiato, perch\u00e9 mi vidi davanti un gigante, un colosso. Un P. Pio cos\u00ec non lo avevo mai visto. Era alto, tanto alto che la sua statura arrivava all&#8217;altezza del Crocifisso, collocato sul parapetto del coro. Si inginocchi\u00f2 al solito posto e vi rimase immobile per un quarto d&#8217;ora circa.<\/em><\/p>\n<p><em>Poi si alz\u00f2. Ma quale trasformazione! Appariva piccolo ed invecchiato tanto che si faceva fatica a riconoscerlo.<\/em><\/p>\n<p><em>Detti una rapida occhiata a P. Agostino, che seduto nello scanno del superiore, mi guardava. Avvicinatomi a lui, mi disse sotto voce: &quot;Hai visto che fenomeno?&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Padre provinciale, che cosa avete visto voi?&quot;, domandai.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quello che hai visto tu. Un colosso quando \u00e8 entrato&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E un vecchietto quasi cadente, quando \u00e8 uscito&quot;, aggiunsi io.<\/em><\/p>\n<p><em>P. Agostino si mise le mani alle tempie, scuotendo la testa: &quot;Noi non capiremo mai questo Padre&quot;, mormor\u00f2.<\/em><\/p>\n<p><em>Io mi affrettai ad andare da quel P. Pio cos\u00ec malandato, per accompagnarlo gi\u00f9 in sacrestia a riconciliare con Dio i fratelli bisognosi di perdono&quot; [Fra Daniele Natale, Cerignola (FG), 1. 10. 1986].\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Di nuovo: come \u00e8 possibile che san Pio da Pietrelcina, un uomo dalla statura normale, improvvisamente, mentre entrava in Chiesa e si inginocchiava per pregare, superasse, in altezza, gli arredi dell&#8217;altare, eguagliando quella del crocifisso; e poi, nel giro di alcuni minuti, rimpicciolisse a vista d&#8217;occhio, si rattrappisse, e apparisse non sono pi\u00f9 basso e pi\u00f9 minuto, ma anche pi\u00f9 vecchio, pi\u00f9 sciupato, pi\u00f9 debole, come se, di colpo, gli fossero caduti sopra le spalle anni e anni di et\u00e0, trasformandolo in un fragile vecchietto che si reggeva a stento sulle gambe, e aveva bisogno di essere sostenuto e accompagnato per tornarsene alla sua cella? Piccolissime variazioni di statura sono possibili nel corso di molti anni, ad esempio per l&#8217;incurvarsi della colonna vertebrale; secondo alcuni calcoli statistici, sarebbe &quot;normale&quot; una riduzione della statura di un centimetro ogni dieci anni. Un centimetro ogni dieci anni!, non mezzo metro o un metro nel giro di quindici minuti. Decisamente, anche qui c&#8217;\u00e8 qualcosa di inesplicabile. Di inesplicabile, beninteso, fino a che non si mettono in discussione le premesse: quelle della scienza positivista, materialista e meccanicista, che noi occidentali denominiamo senz&#8217;altro, orgogliosamente, la scienza <em>moderna<\/em>.<\/p>\n<p>Potremmo fare parecchi altri esempi della sua inadeguatezza a spiegare tutta una serie di fenomeni fisiologici reali: vale a dire di fenomeni oggettivi, osservati da numeroso testimoni degni di fede, a volte anche in un lungo arco temporale. Per la scienza moderna, l&#8217;organismo umano non pu\u00f2 sopravvivere senza mangiare, e soprattutto senza bere, per pi\u00f9 di qualche giorno. Ma allora come spiegare il caso di una mistica come Anna Kaharina Emmerich (1774-1824), o come Teresa Neumann (1898-1962), o come Marthe Robin (1902-1981), le quali vissero senza alimentarsi e senza bere, ma solo assumendo la particola della santa Comunione, rispettivamente per 11 anni, per 36 anni e per 53 anni, e ci\u00f2 senza che mai alcuno riuscisse a cogliere il minimo indizio che simulassero il digiuno (che, peraltro, era causato da una impossibilit\u00e0 materiale del loro stomaco di assumere e trattenere la pi\u00f9 piccola forma di nutrimento, compreso un semplice caff\u00e8)?<\/p>\n<p>Un altro esempio riguarda la temperatura. Secondo la nostra medicina, un organismo umano, che possiede una temperatura normale compresa fra i 36,4 e i 37,2 gradi centigradi, non pu\u00f2 sopportare un aumento della temperatura corporea superiore ai 42 gradi: oltre di essa sopraggiunge la morte per ipertermia. Eppure sappiamo, tornando a san Pio da Pietrelcina, che la temperatura corporea del cappuccino superava frequentemente la temperatura massima registrata dai normali termometri, con la conseguente rottura della colonnina del mercurio, senza che ne derivassero conseguenze fatali. In un caso, il termometro da bagno registr\u00f2 una temperatura di 48 gradi. Anche questa \u00e8 una sfida a ci\u00f2 che noi riteniamo scientificamente possibile.<\/p>\n<p>Un discorso ancora pi\u00f9 impressionante si pu\u00f2 fare riguardo alla fisionomia o alla voce di una persona. In alcuni casi di possessione diabolica &#8212; o, per chi non crede ad una tale fenomenologia, di sindrome isterica a carattere pseudo-demoniaco &#8212; il volto del soggetto si deforma con subitanea rapidit\u00e0, invecchia o ringiovanisce, si raggrinzisce o si distende, si allunga o si accorcia, e assume, perfino, le sembianze di un secondo, di un terzo, di un quarti individuo,ce cos\u00ec via, l&#8217;uno completamente diverso dall&#8217;altro: in alcuni rari casi, si succede, su di esso, una vera e propria folla (cfr. l&#8217;episodio dell&#8217;esorcismo, a Nanchino, nel 1937, di un certo Thomas Wu, riportato da padre Malachi Martin nel suo libro \u00abIn mano a Satana\u00bb, e da noi discusso in un precedente articolo: \u00abVi sono porte che dovrebbero restare chiuse\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 24\/05\/2007). La voce, del pari, pu\u00f2 variare subitaneamente, in modo alquanto impressionante: la voce di un adulto pu\u00f2 diventare, di colpo, quella di un bambino; la voce profonda di un uomo pu\u00f2 essere sostituita dalla voce squillante di una ragazza, o viceversa. Vengano, dunque, i medici e gli scienziati convinti di sapere tutto, o quasi tutto, sui segreti della fisiologia umana, a spiegare simili fenomeni. Nel primo caso, bisognerebbe ammettere non solo una velocissima e incessante modificazione dei muscoli facciali, ma, addirittura, della struttura ossea facciale e persino della scatola cranica: cosa, evidentemente, al di fuori di qualunque spiegazione razionale. Nel secondo caso, avverrebbe una trasformazione altrettanto subitanea delle corde vocali.<\/p>\n<p>Giungiamo, cos\u00ec, ad una conclusione di carattere generale, e sia pure provvisoria. Noi dobbiamo abbandonare l&#8217;idea che un determinato fenomeno fisiologico sia impossibile a priori, solo perch\u00e9 esso non rientra negli schemi delle nostre attuali conoscenze scientifiche. \u00c8 assurdo pretendere di dare torto ai fatti per non disturbare le teorie: sarebbe un completo, clamoroso rovesciamento, non solo delle regole pi\u00f9 elementari del buon senso, ma dello stesso metodo scientifico. Il compito della scienza \u00e8 tentar di spiegare i fenomeni fisici, non stabilire aprioristicamente cosa \u00e8 possibile e cosa impossibile. Semplicemente, non ne sappiamo abbastanza per avventurarci su di un simile terreno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scienza moderna riposa sul mito della oggettivit\u00e0 delle misurazioni, da cui discende l&#8217;altro mito, quello della riproducibilit\u00e0 dell&#8217;esperimento. 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