{"id":28566,"date":"2017-07-17T04:59:00","date_gmt":"2017-07-17T04:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/17\/una-lezione-piu-che-mai-attuale-come-san-pio-x-smaschera-i-falsi-riformatori\/"},"modified":"2017-07-17T04:59:00","modified_gmt":"2017-07-17T04:59:00","slug":"una-lezione-piu-che-mai-attuale-come-san-pio-x-smaschera-i-falsi-riformatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/17\/una-lezione-piu-che-mai-attuale-come-san-pio-x-smaschera-i-falsi-riformatori\/","title":{"rendered":"Una lezione pi\u00f9 che mai attuale: come san Pio X smaschera i falsi riformatori"},"content":{"rendered":"<p>Con l&#8217;enciclica <em>Editae Saepe<\/em>, nel terzo centenario della canonizzazione di san Carlo Borromeo, il 26 maggio 1910, san Pio X, a tre anni di distanza dalla solenne scomunica del modernismo, mostrava di considerare tutt&#8217;altro che chiusa la battaglia contro tale eresia, o meglio, come l&#8217;aveva definita, contro tale &quot;sintesi di tutte le eresie&quot;; e, infatti, partiva dall&#8217;apologia del santo arcivescovo ambrosiano per riportare il discorso sulla drammatica attualit\u00e0, caratterizzata da una sottile, pericolosissima penetrazione di idee eretiche nel corpo della Chiesa, non presentate apertamente come tali dai loro fautori, e, quindi, sovente non riconosciute nella loro vera natura dai fedeli e da una parte dello stesso clero.<\/p>\n<p>Tre cose, in questa enciclica, colpiscono enormemente il lettore moderno e particolarmente il cattolico, specie se giovane, perch\u00e9 certo non avvezzo al linguaggio, e soprattutto ai concetti, che in essa trovano espressione, e alla visione del mondo e della Chiesa ad essa sottesi. Il cattolico dei nostri giorni \u00e8 stato cresciuto dal clero, o dalla maggioranza di esso, a pensare a Dio sempre e solo in termini di misericordia, perdono, indulgenza, e all&#8217;uomo, soprattutto all&#8217;uomo, sempre e solo in termini di legittime aspirazioni, di diritti, di giusti obiettivi, di sacrosante battaglie per la giustizia, l&#8217;uguaglianza, eccetera. Ebbene, la visione di san Pio X \u00e8 totalmente diversa. Con il piglio di un papa medievale &#8212; e usiamo l&#8217;espressione in senso elogiativo, perch\u00e9 il Medioevo \u00e8 stato un lungo periodo di altissima civilt\u00e0 spirituale &#8212; egli non si fa mettere in soggezione da alcun rispetto umano e dice chiaramente che i nemici della Chiesa sono sia fuori, sia dentro di essa; e che il cristiano non deve lasciarsi intimidire, ma deve piuttosto combatterli a viso aperto. Non solo: egli afferma che la natura umana, in se stesa, nei suoi istinti, \u00e8 rivolta al male piuttosto che al bene, e che, senza l&#8217;aiuto di Dio, non riuscir\u00e0 mai a dominare la propria parte peggiore: ragion per cui \u00e8 necessario ritornare integralmente a Cristo ed <em>instaurare omnia in Christo<\/em>. Citando la Genesi, Pio X ricorda che <em>i sentimenti e i pensieri dell&#8217;animo umano sono proclivi al male<\/em>, per cui \u00e8 necessario combattere i vizi e gli errori <em>perch\u00e9<\/em>, come dice san Paolo, <em>sia distrutto il corpo del peccato e pi\u00f9 non serviamo al peccato<\/em> (<em>Romani,<\/em> 6, 6). Questo \u00e8 un altro concetto semplicemente scandaloso per i teologi, i vescovi e i preti dei nostri giorni, o, quanto meno, per moltissimi di loro &#8212; e, ultimamente, anche per il papa. Oggi, un simile discorso sarebbe semplicemente inaccettabile; e una enciclica pontificia che affermasse simili convinzioni susciterebbe una ribellione generale. Tutti, dal pi\u00f9 potente cardinale all&#8217;ultimo insegnante di religione nelle scuole elementari, si sentirebbero non solo autorizzati, ma in dovere di gridare allo scandalo, di esigere le scuse e la ritrattazione del papa, di negare che un tale documento appartenga legittimamente al Magistero, e, molto probabilmente, eserciterebbero pressioni fortissime affinch\u00e9 il papa rassegnasse le sue dimissioni, essendosi dimostrato palesemente incapace di reggere in maniera adeguata la barra del timone della navicella di san Pietro. Del resto, non stiamo parlando di fantascienza, ma di cose gi\u00e0 viste. Settori molto importanti del mondo cattolico non hanno forse fatto ostruzionismo al pontificato di Benedetto XVI, sin dal primi giorno, e non si sono dati pace se non quando egli ha realmente rassegnato le dimissioni? E Benedetto XVI esprimeva concetti molto, ma molto pi\u00f9 tenui e morbidi di quelli affermati da san Pio X; il quale, peraltro, non parlava affatto a titolo personale, non dava voce a una sua personale concezione, ma diceva forte e chiaro ci\u00f2 che tutti i papi prima di lui, ci\u00f2 che da sempre il Magistero, in comunione con la Chiesa tutta, avevano ininterrottamente sostenuto: nulla di nuovo, nulla di diverso. Semmai, era il mondo profano ad essere profondamente cambiato; ed era una sua diretta emanazione, la massoneria, ad essersi introdotta al&#8217;interno della Chiesa, ad aver conquistato una parte dell&#8217;alto clero ed allora si accingeva a sferrare, appunto da dentro di essa, la pi\u00f9 massiccia e pericolosa offensiva che questa abbia mai dovuto sostenere nel corso della sua storia due volte millenaria. In questo senso, eccezionali furono le circostanze in cui san Pio X si trov\u00f2 a reggere il timone della Chiesa; non fu lui a imprimerle una svolta conservatrice &#8212; al contrario, egli fu un grande papa riformatore, dall&#8217;ambito dei seminari, al diritto canonico, alla musica sacra -, ma fu il cambiamento complessivo verificatosi negli ultimi tempi, palesemente all&#8217;esterno della Chiesa, occultamente al suo interno, a costringerlo a scende in campo con energia e decisione, qualcuno dice con durezza, per schiacciare la testa della serpe che minacciava di mordere, e infettare con il suo veleno, tutto il corpo della sposa di Cristo.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 stata la sua funzione storica e questa \u00e8 stata la sua grandezza di uomo e di pontefice: l&#8217;aver visto il pericolo, averlo compreso e giustamente valutato, e aver mobilitato tutte le forze sane per contrastarlo e per distruggerlo. E se non ci \u00e8 riuscito, tranne che in superficie, ci\u00f2 si deve al fatto che i suoi collaboratori, e, pi\u00f9 in generale, la maggioranza del clero, i teologi, gli intellettuali laici che pure si dicevano figli obbedienti e fedeli della Chiesa, non lo compresero, non lo ascoltarono, anzi, spesso, in privato, lo criticarono, lo dissero esagerato, lo accusarono di aver ingigantito la minaccia, di aver dato corpo ai fantasmi (ed \u00e8 lo stesso giudizio che danno ora quasi tutti gli storici &quot;cattolici&quot;): mentre egli fu il pi\u00f9 lucido, il pi\u00f9 lungimirante, il pi\u00f9 saggio e il pi\u00f9 leale pontefice che potesse dirigere la Chiesa in quei frangenti, e, insomma, decisamente il migliore fra tutti quelli allora possibili. Perci\u00f2, al presente, e giunte le cose al punto in cui sono, due sole eventualit\u00e0 possono darsi: o il pericolo dell&#8217;eresia modernista \u00e8, miracolosamente, cessato, e la sua ombra \u00e8 scomparsa dall&#8217;orizzonte della Chiesa; oppure essa ha trionfato occultamente, ha condotto la Chiesa all&#8217;apostasia, e solo per questa ragione i cattolici di oggi non riescono neppure a intendere il linguaggio di san Pio X, n\u00e9 a capire perch\u00e9 si affannasse tanto nella sua battaglia contro i mulini a vento. Di solito, gli intellettuali cattolici dei nostri giorni, anzi, di qualche anno fa &#8212; perch\u00e9, negli ultimissimi anni, la situazione si \u00e8 ulteriormente aggravata, per non dire che sta precipitando &#8212; se la cavavano con una soluzione salomonica: sostenevano che, s\u00ec, Pio X aveva visto giusto e aveva avuto tutte le ragioni di combattere il modernismo, per\u00f2, nello stesso tempo, dicevano che aveva esagerato, che si era servito di metodi discutibili, di sapore poliziesco e quindi poco &quot;cristiani&quot; (evidentemente, la severit\u00e0 \u00e8 da costoro considerata estranea al Vangelo) e che tutta l&#8217;ultima parte del suo pontificato si era incupita, rivelando una tendenza eccessiva al pessimismo e quasi alla misantropia. Questa, ad esempio, \u00e8 stata la linea adottata, nella sua biografia di san Pio X &#8212; che pure \u00e8 una delle pi\u00f9 &quot;favorevoli&quot; a papa Sarto, e in cui gli si fa credito, almeno, di non aver scambiato lucciole per lanterne e di non essersi inventato, o quasi, l&#8217;eresia modernista &#8211; dallo storico Gianpaolo Romanato (Rusconi, 1992): giusta la condanna del modernismo, ma sproporzionata la reazione e troppo carica di valenze negative sul piano antropologico complessivo. Ma questa, evidentemente, non \u00e8 una diagnosi coerente con le proprie premesse. Infatti, se il percolo non esisteva, allora Pio X era un pazzo, e non bisognava farlo santo; se esisteva, e adesso nessuno ne parla pi\u00f9, allora l&#8217;unica spiegazione possibile di tale silenzio \u00e8 che l&#8217;eresia modernista abbia conquistato la maggioranza del clero cattolico e dei fedeli cattolici, al punto da renderli inconsapevoli di trovarsi nell&#8217;apostasia e da indurli a guardare con un sorrisetto di superiorit\u00e0, o di disprezzo, le angosce e le preoccupazioni che travagliarono quel papa, e dalle quali scaturirono documenti come <em>Lamentabili<\/em>, <em>Pascendi<\/em> e <em>Editae Saepe<\/em>.<\/p>\n<p>Dicevamo che tre cose colpiscono il lettore in quest&#8217;ultima enciclica di san Pio X. La prima \u00e8 la mancanza di rispetto umano, di &quot;diplomazia&quot;, nel senso bizantino e compromissorio del termine: egli parla con franca lingua, dice: <em>s\u00ec, s\u00ec,<\/em> e <em>no, no<\/em>, proprio come ha comandato di fare Ges\u00f9 Cristo; non ha riguardi per i nemici della Chiesa, \u00e8 preoccupato unicamente dell&#8217;integrit\u00e0 della dottrina e della difesa di quest&#8217;ultima dalla minaccia dell&#8217;eresia. La seconda \u00e8 l&#8217;implicito parallelismo fra il protestantesimo e il modernismo, accomunati dalla smania di novit\u00e0 e specialmente dal desiderio di togliere, dalla dottrina cattolica, il pungiglione che la rende sgradita agli uomini moderni: il senso del limite e del mistero, il senso della piccolezza umana, e, nello stesso tempo, il dovere dell&#8217;uomo, di questo piccolo uomo, fragile e peccatore, di lottare con tutte le sue forze per vincere le tentazioni e ritornare a Dio, collaborando alla sua opera salvifica, ma non gi\u00e0 alle proprie condizioni, con orgoglio e con la pretesa di capire, bens\u00ec rimettendosi in tutto alla sua Grazia, e, quindi, accettando con la fede anche ci\u00f2 che la ragione non riesce a comprendere. La terza \u00e8, appunto, la chiarezza con cui il papa ribadisce che la natura umana, dopo il Peccato originale, \u00e8 irrimediabilmente corrotta, per cui gli uomini hanno pi\u00f9 che mai bisogno di Dio nella loro vita, perch\u00e9, senza di lui, non riescono a fare il bene, non riescono neppure a vedere quale sia il loro stesso bene: parole e concetti profetici, se si pensa che il conto alla rovescia era gi\u00e0 cominciato e che, quando venne pubblicata la <em>Edita Saepe<\/em>, mancavano appena quattro anni allo scoppio della Prima guerra mondiale, l&#8217;atto iniziale del lungo e furiosi suicidio della civilt\u00e0 europea.<\/p>\n<p>Per ci\u00f2 che riguarda la franchezza del parlare, basti sapere che, quando l&#8217;enciclica venne pubblicata, in Germania suscit\u00f2 un putiferio, perch\u00e9 san Pio X, servendosi di un espressione paolina (tratta da <em>Filippes<\/em>i, 18, 19), definiva i luterani <em>uomini materiali, il cui Dio \u00e8 il ventre<\/em>. Il kaiser Guglielmo II (luterano), quando la lesse, esclam\u00f2: <em>Perbacco, questo \u00e8 il colmo! \u00c8 un&#8217;impertinenza del tutto inaudita!<\/em>, e ne proib\u00ec la pubblicazione sulle gazzette ufficiali tedesche (episodio riferito nel libro di Josef Gelmi, <em>I papi<\/em>, Milano, Rizzoli, 1986, p. 246). L&#8217;espressione \u00e8 certamente forte, tuttavia &#8211; si provi a riflettere spassionatamente &#8211; non \u00e8 forse tale da cogliere perfettamente nel segno? E non solo per quanto riguarda la personale biografia di Lutero, che conferma in pieno la giustezza di quel giudizio; se si pensa al protestantesimo odierno, o a quel poco che di esso rimane (perch\u00e9, nei Paesi protestanti, la verit\u00e0 \u00e8 che la quasi totalit\u00e0 delle persone si \u00e8 puramente e semplicemente allontanata da una religione che parla un po&#8217; troppo secondo le categorie di questo mondo), non si nota forse che la cosa principale che lo contraddistingue, a tanti secoli dalla sua nascita, \u00e8 la tendenza a scusare, a giustificare la debolezza umana e a ricavarne, di conseguenza una morale pi\u00f9 che mai rilassata? <em>Pecca fortemente, ma credi ancor pi\u00f9 fortemente<\/em>, diceva Lutero. Si badi: non diceva: e <em>pentiti ancor pi\u00f9 fortemente<\/em>, bens\u00ec: <em>credi ancor pi\u00f9 fortemente<\/em>; come se si potesse credere senza pentirsi dei propri peccati. Di qui, alla negazione e alla rimozione del peccato, il passo non \u00e8 poi cos\u00ec lungo. Non dice nulla il fatto che, in Svezia, vi sia una donna vescovo, sposata con un&#8217;altra donna, con la quale vive felice e contenta, e che celebra le &quot;sacre&quot; funzioni sotto i paramenti di ministro di Dio? Non c&#8217;\u00e8 alcuna contraddizione fra codesto modo di vivere e ci\u00f2 che \u00e8 scritto nella Bibbia, compreso il Nuovo Testamento? E non c&#8217;\u00e8 nulla di strano nel fatto che i fedeli protestanti trovino cose del genere assolutamente normali e del tutto compatibili con il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo? Essi, naturalmente, se inviati a riflettervi, risponderanno che si tratta di un progresso: che il &quot;loro&quot; cristianesimo \u00e8 pi\u00f9 adulto e maturo di quello dei cattolici (o, per meglio dire, dei cattolici vecchio stampo, cio\u00e8 di prima dell&#8217;era Bergoglio). Ma \u00e8 proprio vero? E poi, il cristianesimo \u00e8 soggetto a cambiamenti? La dottrina cattolica \u00e8 fatta per mutare nel corso del tempo? Pu\u00f2 essa dichiarare buono e giusto ci\u00f2 che ha riprovato e condannato per secoli, unanimemente, senza ombra di dubbio o d&#8217;incertezza?<\/p>\n<p>San Pio X, nell&#8217;enciclica <em>Editae Saepe<\/em>, distingue due tipi di cristiani riformatori, i veri e i falsi: come esempio dei primi, cita i padri del Concilio Vaticano I; dei secondi, i luterani. La differenza \u00e8 che i primi si lasciano condurre dallo Spirito Santo, gli altri, gonfi d&#8217;orgoglio, pretendono di capovolgere la dottrina e, con essa, la morale: se ci si salva solo con la fede, le opere sono inutili e l&#8217;impegno a vivere secondo il Vangelo diventa superfluo e velleitario. Non solo: essi si riempiono la bocca con parole come cultura e civilt\u00e0, mentre mirano a sovvertire la dottrina della Chiesa. <em>Quindi avviene che noi uniti con Cristo nella Chiesa &quot;cresciamo per ogni cosa in Lui che \u00e8 il capo, Cristo, dal quale il corpo tutto prende l&#8217;accrescimento proprio per la perfezione di se stesso nella carit\u00e0&quot; (Efesini, 4, 15-16), e la Chiesa madre viene sempre pi\u00f9 ad avverare quel mistero della volont\u00e0 divina, &quot;di restaurare nella ordinata pienezza dei tempi tutte le cose in Cristo&quot; (Efesini, 1, 9-10).<\/em> Ma per giungere a ci\u00f2, ossia ad un sano rinnovamento della Chiesa nella piena fedelt\u00e0 a Cristo, \u00e8 necessario impegnarsi nella santit\u00e0 di vita, coerenti con la dottrina cattolica. Infatti i falsi riformatori cercano la loro gloria, quelli veri, la gloria di Cristo; i falsi riformatori servono i propri interessi, non quelli di Cristo; essi confidano nelle forze umane, laddove gli altri sperano solamente in Cristo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l&#8217;enciclica Editae Saepe, nel terzo centenario della canonizzazione di san Carlo Borromeo, il 26 maggio 1910, san Pio X, a tre anni di distanza dalla<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30141,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[82],"tags":[107,109,216],"class_list":["post-28566","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-benedetto-xvi","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-benedetto-xvi.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28566","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28566"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28566\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30141"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28566"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28566"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28566"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}