{"id":28565,"date":"2018-07-30T01:16:00","date_gmt":"2018-07-30T01:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/30\/san-pietro-martire-e-alcune-leggende-a-proposito-della-santa-inquisizione\/"},"modified":"2018-07-30T01:16:00","modified_gmt":"2018-07-30T01:16:00","slug":"san-pietro-martire-e-alcune-leggende-a-proposito-della-santa-inquisizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/30\/san-pietro-martire-e-alcune-leggende-a-proposito-della-santa-inquisizione\/","title":{"rendered":"San Pietro Martire e alcune leggende a proposito della santa Inquisizione"},"content":{"rendered":"<p>Si dicono e si pensano molte cose sbagliate sull&#8217;Inquisizione medievale (altra cosa fu l&#8217;Inquisizione spagnola nel XVI e XVII secolo): basta pronunciare quel nome perch\u00e9 tutti assumano un aspetto accigliato e compreso, e pensino fra s\u00e9: <em>Eh, gi\u00e0, l&#8217;Inquisizione: che tremendo capitolo della storia passata!<\/em>, pi\u00f9 o meno come si farebbe se venisse nominato il nazismo. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che la maggior parte delle persone non ne sa quasi nulla, e quel poco deriva da romanzi o da film come <em>Il nome della rosa<\/em>, e poco altro, o poco di meglio. Basta fare una ricerca in rete, per esempio scegliendo <em>Immagini<\/em> da Google: verr\u00e0 fuori una galleria degli orrori, strumenti di tortura, sadici frati che interrogano sventurate donne sottoposte ai pi\u00f9 tremendi supplizi, meglio se queste sono di aspetto piacente e seminude. Come nel caso della <em>leggenda nera<\/em> riguardo alla conquista dell&#8217;America centro-meridionale da parte degli Spagnoli, la propaganda protestante ha vinto e stravinto e neppure a distanza di secoli \u00e8 ancora possibile orientare l&#8217;opinione pubblica in una diversa direzione o, quanto meno, suggerirle altre possibili interpretazioni del fenomeno &quot;Inquisizione&quot;. Lungi da noi voler rivalutare o giustificare l&#8217;uso spregiudicato della violenza da parte degli inquisitori; n\u00e9 intendiamo esercitarci nella misera dialettica consistente nel rispondere a ogni crimine cattolico con un crimine, magari pi\u00f9 orrendo, dei protestanti, come pure si potrebbe fare, partendo dal rogo di Michele Serveto da parte di Calvino, o dalla decapitazione di Tommaso Moro per ordine di Enrico VIII: peraltro, riforma e controriforma sono al di fuori dei limiti cronologici del Medioevo e appartengono a un altro universo intellettuale e spirituale, quello della modernit\u00e0, che \u00e8 gi\u00e0, nel suo intimo, post-cristiano e, tendenzialmente, anticristiano, anche se la cosa sarebbe divenuta esplicita solo due secoli pi\u00f9 tardi, con il libertinismo e con l&#8217;illuminismo. Vogliamo semplicemente riportare il fenomeno dell&#8217;Inquisizione nel suo esatto contesto storico e far vedere come essa, ritenuta necessaria per difendere la purezza della dottrina, fondamento anche della stabilit\u00e0 sociale, fosse tutt&#8217;altro che una perfetta macchina di distruzione, bens\u00ec un&#8217;istituzione dalle risorse limitate, tutt&#8217;altro che onnipotente, e, in alcuni periodi, costretta a strare sulla difensiva dal dilagare delle eresie, specialmente quella catara, nel XIII secolo, mano a mano che i profughi dalla crociata condotta in Francia contro di essa affluivano in Italia. Non era raro che le autorit\u00e0 comunali prendessero posizione contro gli inquisitori e contro i legati papali, n\u00e9 che ricusassero obbedienza al papa e negassero l&#8217;arresto o la consegna di persone ricercate dall&#8217;Inquisizione; nel caso dei comuni ghibellini, anzi, possiamo dire che ci\u00f2 fosse la regola, almeno fino alla decisiva sconfitta del partito ghibellino, dopo la disfatta di Manfredi a Benevento nel 1266. \u00c8 noto che la stessa politica di Federico II, bench\u00e9 formalmente anti-ereticale, nascondeva una ambiguit\u00e0 di fondo: se l&#8217;imperatore, infatti, era ostile agli eretici per ragioni politiche, era anche ostile al papato e quindi, sul terreno propriamente religioso, tutt&#8217;altro che maldisposto verso gli eretici, tanto da essere egli stesso considerato un eretico e perfino uno strumento dell&#8217;inferno. Nei comuni guelfi, pi\u00f9 strettamente legati al papato, la vita, per i gruppi ereticali, era certamente pi\u00f9 difficile, non per\u00f2 impossibile, specialmente nei periodi nei quali le lotte fra papa e imperatore, fra comuni guelfi e ghibellini, e poi fra comuni guelfi neri e guelfi bianchi, faceva s\u00ec che l&#8217;attenzione dei podest\u00e0 e dei senati cittadini fosse assorbita in tutt&#8217;altra direzione, per cui agli eretici era concesso di riorganizzarsi e perfino di predicare in pubblico, con tanto di contraddittorio fra vescovi catari e vescovi cattolici. Vi furono momenti nei quali nelle citt\u00e0 italiane, a cominciare da Milano, i cattolici erano costretti a starsene buoni e in silenzio, perch\u00e9 i catari e altri gruppi ereticali, come quelli facenti capo alla Pataria, erano troppo forti e organizzati per poter essere combattuti apertamente. Gli inquisitori che viaggiavamo per la Penisola con il mandato di contrastare il diffondersi dell&#8217;eresia e di fondare associazioni di preghiera e devozione cattolica, nonch\u00e9 di predicare alla folla, per rinsaldarne la fede, lo facevano, sovente, a loro rischio e pericolo. Non sempre erano sostenuti dai podest\u00e0 e non sempre erano materialmente al sicuro dalle vendette degli eretici o dai tumulti di piazza suscitati da questi fra la popolazione. Pi\u00f9 di una volta degli inquisitori vennero uccisi nel corso di sollevazioni popolari, o cacciati fuori dalle citt\u00e0; e pi\u00f9 di uno cadde vittima di veri e propri agguati e assassini premeditati, magari organizzati minuziosamente da parte di personaggi importanti, che si servivano dell&#8217;opera di delinquenti di professione. Tale fu il caso dell&#8217;assassinio di Pietro da Verona, oggi noto come san Pietro Martire, un giovane molto brillante che si era opposto per tempo ai suoi genitori, seguaci dell&#8217;eresia catara, aveva studiato a Bologna e poi, divenuto frate domenicano, aveva spiegato il massimo zelo a predicare nelle citt\u00e0 dell&#8217;Italia centro-settentrionale, sino a Firenze, contro l&#8217;eresia, e a fondare delle associazioni cattoliche che ravvivassero nel popolo il sentimento religioso e lo riconducessero entro l&#8217;alveo dell&#8217;ortodossia cattolica.<\/p>\n<p>Ha scritto il medievista italiano Raul Manselli (Napoli, 8 giugno 1917-Roma, 20 novembre 1984) nel suo libro <em>L&#8217;eresia del male<\/em> (Napoli, Morano, 1980):<\/p>\n<p><em>Capitale dell&#8217;eresia nella Lombardia era certamente Milano, ove convivevano le pi\u00f9 disparate sette ereticali e la situazione dei cattolici era cos\u00ec compromessa che Giacomo de Vitry, vistandola nel 1216 e trattenendo svisi anche per predicare, la chiam\u00f2 &quot;fovea hereticorum&quot;, osservando pi come appena si trovasse in tutta la citt\u00e0 chi resistesse agli eretici: eccezione facevano solo gli Umiliati, allora, nei primi tempi della loro attivit\u00e0, in piena fioritura.<\/em><\/p>\n<p><em>Se ne ebbe la prova quattro ani dopo, quando Milano, resistendo ad ogni sollecitazione da parte della Chiesa, rifiut\u00f2 di inserire nei suoi statuti, nel luglio 1221, la &quot;Consitutio in basilica beati Petri&quot; contro gli eretici ed in difesa delle libert\u00e0 ecclesiastiche, mentre invano si protestava contro il potest\u00e0, Amizone Sacco, da parte del legato papale Ugolino di Ostia, lamentando la &quot;astutia demonum&quot;, la &quot;hereticorum perfidia&quot; e la &quot;sevicia tyrannorum&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Un periodo di severit\u00e0 contro gli eretici si ebbe nel 1229, in coincidenza con la podesteria di Oldrado di Tresseno, di cui dice la statua, giunta fino a noi nel palazzo della Ragione a Milano, che &quot;cataro, ut debuit, ussit&quot;. Nel culmine della lotta tra l&#8217;impero e molti comuni italiani, quando Federico acerbamente rimproverava al papa la sua alleanza con gli eretici e cio\u00e8 proprio con Milano &#8212; chiamata da Matteo Paris &quot;civitas illa omnium hereticorum&quot; -, appunto allora, la citt\u00e0, impegnata duramente nella sua lotta contro l&#8217;accerchiamento che le stava intorno ponendo il sovrano, poco poteva, invece, interessarsi degli eretici. Questi, infatti, giovandosi d&#8217;un tale stato di cose contavano sull&#8217;impunit\u00e0 completa, contro cui non molto ottenne Pietro da Verona, poi s. Pietro Martire. Il domenicano riusc\u00ec ad organizzare una &quot;Militia Christi&quot;, un&#8217;associazione di fedeli contro l&#8217;eresia, ma non riusc\u00ec a fermare l&#8217;attivit\u00e0 degli eretici: un vescovo eretico, da lui catturato, pot\u00e9 cos\u00ec tenacemente polemizzare contro di lui. Se fu mortificato, alla fine, da un prodigioso intervento divino, \u00e8 certo anche, come sembra, che ne usc\u00ec impunito. L&#8217;indicazione dell&#8217;importanza degli eretici a Milano e nel territorio milanese ci \u00e8 data proprio dalle vicende dell&#8217;assassinio di Pietro da Verona e del processo dei suoi uccisori.<\/em><\/p>\n<p><em>S. Pietro Martire, anche prima d&#8217;essere inquisitore, si era mostrato attivissimo, non solo a Milano, ma in tutta l&#8217;Italia settentrionale, ovunque gli fosse consentito di combattere l&#8217;eresia e di organizzare i cattolici, di cui cercava di ravvivare il fervore come aveva fatto a Como, a Bergamo, a Pavia, a Lodi, con buoni risultati e con qualche conversione clamorosa, come quella dell&#8217;eretico Ranieri Sacconi, divenuto poi anch&#8217;egli domenicano, inquisitore ed il pi\u00f9 abile compagno dello stesso Pietro. I due, quindi, costituivano per gli eretici una vera minaccia, per cui questo decisero di corree ai ripari, eliminando i due pericolosi avversari. Si organizz\u00f2 un vero complotto al quale presero parte eretici di tutta la Lombardia: ne fu l&#8217;anima un nobile milanese, Stefano Confalonieri.<\/em><\/p>\n<p><em>Vennero assoldati due sicari &#8212; ma uno all&#8217;ultimo momento non os\u00f2 prender parte all&#8217;agguato &#8212; e la mattina del 6 aprile 1252 fu ucciso Pietro da Verona insieme con un suo compagno. L&#8217;assassino, Pietro da Balsamo, detto Carino, arrestato subito, riusc\u00ec poi a fuggire, finch\u00e9 dopo molte vicende, pentitosi del suo delitto cerc\u00f2 rifugio in un convento domenicano, ove mor\u00ec in fama di santit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Rimasero impuniti, per\u00f2, i mandanti, contumaci anche se furono condannati a pene severe: caratteristiche e tipiche addirittura le vicende di colui che era stato il vero organizzatore dell&#8217;assassinio, il Confalonieri, che pi\u00f9 volte arrestato, condannato e graziato, riusc\u00ec, in realt\u00e0, ad evitare ogni castigo fino agli ultimi anni del Duecento.<\/em><\/p>\n<p><em>Proprio l&#8217;uccisione di s. Pietro Martire rafforz\u00f2 l\u00ec&#8217;impegno del superstite Ranieri Sacconi contro l&#8217;eresia. Questa, infatti, incontrava il favore dei cittadini ancora verso il 1260, se protestarono contro l&#8217;azione dell&#8217;inquisitore da loro ritenuta eccessiva e vessatoria. Solo negli ultimi decenni del secolo, grazie anche alle mutate condizioni politiche, sociali e religiose, fu possibile ottenere un lento, ma tenace regresso dell&#8217;eresia, che, in ogni caso, aveva perso ogni effettivo mordente nella vita cittadina.<\/em><\/p>\n<p><em>Quanto alle altre citt\u00e0 della Lombardia dovremo limitarci soltanto a ricordare che esse dovevano offrire una tranquilla ospitalit\u00e0 agli eretici, se erano le sedi cercate come rifugio dai catari, fuggiti dalla Francia: cos\u00ec Cuneo, ancora alla fine del secolo XIII; aveva dato a Pierre Autier &#8212; ma da decenni era la meta sospirata dagli scampati all&#8217;inquisizione provenzale &#8212; la possibilit\u00e0, durante ben quattro anni [&#8230;], di compiere il periodo di prova e di concludere la formazione spirituale necessaria prima di ricevere il consolamento. Altre ancora ci risultano rifugio d&#8217;eretici di Francia e, quindi, tranquillo asilo di quelli cittadini: Pavia, Piacenza, Lodi, Brescia sono ricordate in documenti dell&#8217;inquisizione di Tolosa o di Carcassona, infatti, come sedi di fuggiaschi. Se nelle citt\u00e0 guelfe, come Milano, l&#8217;eresia aveva delle difficolt\u00e0 perch\u00e9 l&#8217;inquisizione, seppure osteggiata, finiva per\u00f2 con l&#8217;ottenere una certa libert\u00e0 d&#8217;azione e di movimento, poteva essere ben pi\u00f9 libera in quelle che avevano aderito, invece, al ghibellinismo, come Cremona.<\/em><\/p>\n<p>La vicenda dell&#8217;assassinio di Pietro da Verona, e, ancor pi\u00f9, di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto in seguito, appare significativa sotto vari aspetti. Il principale responsabile del delitto, il nobile Confalonieri, pot\u00e9 eludere la condanna e farsi beffe della giustizia, e ci\u00f2 nel maggior comune dell&#8217;Italia settentrionale, un comune guelfo: il che mostra quanto l&#8217;Inquisizione fosse, agli occhi di molti, una tigre di carta, che era possibile sfidare nel modo pi\u00f9 clamoroso, senza subire serie conseguenze. Il responsabile materiale, Carino, al di l\u00e0 del fatto che si sia convertito e che sia entrato, a sua volta, nell&#8217;ordine domenicano &#8212; cosa che mostra, pi\u00f9 di qualsiasi ragionamento, l&#8217;immenso ascendente morale che la Chiesa aveva rispetto alle sette ereticali &#8212; non dovette scontare neanche un giorno di prigione, n\u00e9 qualcuno gli intim\u00f2 di presentarsi alle autorit\u00e0 per pagare il suo debito con la giustizia umana: evidentemente, ai suoi superiori bastavano il suo pentimento e il suo proposito di condurre una vita santa, in riparazione dell&#8217;omicidio. Ma anche il vescovo eretico milanese, Daniele da Giussano, si convert\u00ec, avverando la profezia di Pietro da Verona, il quale, poco prima di cadere sotto la roncola dell&#8217;assassino, aveva predetto la sua morte imminente, affermando che sarebbe stato pi\u00f9 pericoloso per gli eretici da morto che da vivo. Il papa Innocenzo IV, colui che lo aveva inviato a Milano come inquisitore, lo canonizz\u00f2 nel 1253, meno di un anno dopo la morte. Carino, che aveva avuto quale direttore spirituale il mistico (poi beato) Giacomo Salomoni, mor\u00ec nel 1293, nel convento dei domenicani di Forl\u00ec, in fama di santit\u00e0, e sar\u00e0 dichiarato beato nel 1822. I suoi resti sono stati traslati nella chiesa di San Martino a Cinisello Balsamo, suo paese d&#8217;origine, mentre quelli di s. Pietro Martire riposano nella basilica milanese di S. Eustorgio. Prima di morire, si dice che san Pietro abbia intinto il dito nel suo stesso sangue e abbia scritto a terra: <em>Credo<\/em>. Questa \u00e8 stata la forza del cristianesimo: una straordinaria forza morale, pi\u00f9 che materiale, la quale ha sorretto gli uomini del Medioevo e ha assicurato alla Chiesa il suo prestigio, nonostante periodi di crisi e di vero e proprio sbandamento morale. Finch\u00e9 ha potuto disporre di uomini cos\u00ec, cio\u00e8 fino a qualche decennio fa, essa ha potuto superare ogni avversit\u00e0 e affrontare a testa alta i suoi nemici, chiamandoli apertamente per nome. Ora che ha deciso di fingere che l&#8217;eresia non esista pi\u00f9, in nome di una &quot;dottrina&quot; che abbracci tutti e non escluda alcuno &#8212; una assurdit\u00e0 in termini &#8211; e che ai Pietro Martire e ai Giacomo Salomoni sono subentrati i Paglia e i Galantino, \u00e8 assai difficile dire cosa sar\u00e0 di lei&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si dicono e si pensano molte cose sbagliate sull&#8217;Inquisizione medievale (altra cosa fu l&#8217;Inquisizione spagnola nel XVI e XVII secolo): basta pronunciare quel nome perch\u00e9 tutti<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30185,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[64],"tags":[92],"class_list":["post-28565","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-medievale","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-medievale.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28565","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28565"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28565\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30185"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28565"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28565"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28565"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}