{"id":28564,"date":"2009-01-18T06:18:00","date_gmt":"2009-01-18T06:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/18\/ma-e-proprio-vero-che-paolo-era-misogino\/"},"modified":"2009-01-18T06:18:00","modified_gmt":"2009-01-18T06:18:00","slug":"ma-e-proprio-vero-che-paolo-era-misogino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/18\/ma-e-proprio-vero-che-paolo-era-misogino\/","title":{"rendered":"Ma \u00e8 proprio vero che Paolo era misogino?"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 opinione profondamente radicata, e non solo nell&#8217;ambito della cultura cosiddetta laica, ma anche in quella cattolica, che San Paolo fosse affetto da una componente piuttosto pronunciata di misoginia o, come minimo, di scarsa stima e di diffidenza nei confronti delle donne.<\/p>\n<p>Ricordiamo, ad esempio, una suora brasiliana &#8211; persona peraltro intelligente e simpaticissima &#8211; che un giorno, in una cittadina non lontano da Brasilia, ci disse: \u00abSan Paolo? Ah, ma quello era un misogino!\u00bb; n\u00e9 crediamo occorra andare cos\u00ec lontano per verificare che una simile opinione \u00e8 estremamente diffusa anche molto vicino a noi, per non dire che \u00e8 diventata uno di quei luoghi comuni che quasi nessuno si sogna di mettere in dubbio.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio vero che san Paolo non stimava le donne? Vediamo.<\/p>\n<p>Innanzitutto, le donne cristiane compiono un innegabile passo avanti nella emancipazione dallo stato di sudditanza in cui si trovavano le donne ebree nelle loro comunit\u00e0 d&#8217;origine, all&#8217;ombra della Sinagoga. Per quanto riguarda quelle provenienti paganesimo, specie nell&#8217;area di lingua greca, il minino che si possa dire \u00e8 che la adesione al cristianesimo non ne limit\u00f2 il ruolo sociale, poich\u00e9 sia gli Atti degli Apostoli che le stesse Lettere paoline testimoniano dell&#8217;attiva presenza di donne all&#8217;interno di tali comunit\u00e0., sovente con funzioni di notevole responsabilit\u00e0 organizzativa e pastorale. E ci\u00f2 vale anche per quelle presenti nelle comunit\u00e0 dell&#8217;area di lingua latina, come \u00e8 testimoniato, per Roma, dal caso di Priscilla, la moglie di Aquila.<\/p>\n<p>Quanto alla posizione di Paolo nei loro confronti, si citano continuamente le sue parole circa la sottomissione della moglie al marito e, soprattutto, quelle in cui sembra delineare una inferiorit\u00e0 ontologica della donna rispetto all&#8217;uomo (nella Prima Lettera ai Corinzi, 11, 7-12; traduzione della \u00abBibbia di Gerusalemme\u00bb):<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;uomo non deve coprirsi il capo [nelle assemblee], poich\u00e9 egli \u00e8 immagine e gloria di Dio; la donna invece \u00e8 gloria dell&#8217;uomo. E infatti non l&#8217;uomo deriva dalla donna, ma la donna dall&#8217;uomo; n\u00e9 l&#8217;uomo fu creato per la donna, ma la donna per l&#8217;uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli [la cui presenza invisibile \u00e8 garanzia di buon ordine nelle assemblee cristiane: nota nostra.] Tuttavia, nel Signore, n\u00e9 la donna \u00e8 senza l&#8217;uomo, n\u00e9 l&#8217;uomo senza la donna; come infatti la donna deriva dall&#8217;uomo, cos\u00ec l&#8217;uomo ha vita dalla donna; tutto poi proviene da Dio\u00bb<\/p>\n<p>Tuttavia, nel giudicare queste frasi, spesso non si tiene nel debito conto che esse vanno lette nel pi\u00f9 ampio contesto di una esortazione alla perfetta concordia e al rispetto reciproco fra i membri dei due sessi, cos\u00ec nella famiglia, come nell&#8217;assemblea cristiana; n\u00e9 del fatto che lo stesso Paolo afferma vigorosamente (nella Lettera ai Galati) che la Rivelazione di Cristo ha abolito ogni differenza tra Ebrei e pagani, tra liberi e schiavi, e anche &#8211; in senso spirituale &#8211; tra uomini e donne: dichiarazione che \u00e8 una esplicita risposta alle prescrizioni rabbiniche releganti la donna, quelle s\u00ec, in una posizione marginale e subalterna, tanto \u00e8 vero che era consuetudine ringraziare Yahv\u00e9, mediante una apposita preghiera, di non essere nati pagani, n\u00e9 schiavi, n\u00e9&#8230; donne.<\/p>\n<p>Inoltre, una delle grandi novit\u00e0 del cristianesimo \u00e8 stata quella di porre al centro delle relazioni sociali non l&#8217;individuo astratto, identificabile in base alla stirpe, al censo, alla professione, eccetera, bens\u00ec l&#8217;individuo concreto, ossia la persona.<\/p>\n<p>Ebbene, nelle sue relazioni personali con le donne, molte delle quali da lui menzionate nelle Lettere apostoliche, Paolo mostra di nutrire la pi\u00f9 grande considerazione per il contributo da esse dato alla diffusione della Chiesa primitiva e il massimo rispetto per esse, in quanto esseri umani e in quanto membri delle comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Scrive Marinella Perroni, docente di Nuovo testamento al Pontificio ateneo S. Anselmo (su \u00abVita pastorale\u00bb, Alba, n. 1 gennaio 2009, pp. 85-86):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; La tradizione che attesta la misoginia di paolo \u00e8 lunga e compatta e no deve stupire che le esegete femministe, all&#8217;inizio, abbiano attribuito proprio a Paolo la plurisecolare esclusione delle donne dalla partecipazione attiva alla vita delle Chiese. Non c&#8217;\u00e8 dubbio che il divieto a prendere la parola nelle assemblee della prima Lettera ai Corinzi (14, 34 s.) il monito a indossare il velo come segno di subordinazione (idem, 11,4-10; 13-16), l&#8217;esortazione a rispettare una subordinazione creaturale voluta da Dio stesso (idem, 11, 3; 11, 12) o a sottomettersi ai propri mariti (Efesini, 5, 22-24) hanno fortemente improntato la successiva tradizione perch\u00e9 hanno fornito saldo fondamento apostolico a una prassi ecclesiale progressivamente sempre pi\u00f9 discriminatoria.<\/p>\n<p>Un&#8217;esegesi attenta di questi passi incriminati e, soprattutto, del contesto letterario in cui si trovano e delle situazioni storiche cui si riferiscono ha smorzato notevolmente la loro caria misogino e ha dato ancor maggior rialto all&#8217;uso tendenzioso e intimidatorio che \u00e8 stato fatto, invece, di essi. Sganciati dal loro contesto e, soprattutto, collezionati insieme come attestazione della concezione paolina delle donne, questi testi si rivelano invece del tutto disomogenei rispetto all&#8217;insieme del pensiero dell&#8217;Apostolo e, soprattutto, al suo intento e ala sua pratica missionari.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, i pochi decenni che separano la composizione della grande paolina da quella della prima lettera di Clemente, indirizzate entrambe alla comunit\u00e0 cristiana di Roma, segnalano che in un lasso di tempo molto breve un processo di clericalizzazione e di gerarchizzazione ha trasformato radicalmente il volto della Chiesa di Roma. Un processo che ha portato alla marginalizzazione delle donne.<\/p>\n<p>Se mai esse sono state escluse dalla partecipazione alla salvezza e, quindi, dai sacramenti, molto presto hanno invece visto negata ogni possibilit\u00e0 di esercizio di responsabilit\u00e0 apostolica o ecclesiale. Possiamo attribuire a Paolo una responsabilit\u00e0 diretta in questo rapido quanto inquietante processo di emarginazione ecclesiale delle donne? Basta ribaltare il punto di osservazione per rendersi conto che l&#8217;accusa di misoginia nei confronti di Paolo \u00e8 tutt&#8217;altro che fondata.<\/p>\n<p>Ribaltare la prospettiva significa partire dalla considerazione in cui Paolo tiene le donne cristiane con cui ha condiviso impegno missionario, preoccupazione apostolica e responsabilit\u00e0 ecclesiale. Al riguardo, tanto gli Atti degli Apostoli che l&#8217;epistolario paolino ci consentono di tracciare un quadro di grande interesse. Fin dal primo momento, d&#8217;altro canto, Paolo \u00e8 venuto a contato con un cristianesimo che non conosceva alcuna discriminazione a partire dal sesso, dato che sono stati oggetto della persecuzione sia uomini che donne che avevano aderito alla fede in Ges\u00f9 (atti, 9, 2).<\/p>\n<p>La sua predicazione si \u00e8 rivolta alle donne e, tra loro, ha conosciuto un grande successo (idem, 17,4; 12, 34) ed egli ha avuto a che fare con figure femminili autorevoli a capo di comunit\u00e0 cristiane locali come, per esempio, Lidia (idem, 16, 14-15, 46) o Prisca che, con suo marito Aquila, ospitava i raduni delle comunit\u00e0 cristiane nelle diverse citt\u00e0 in cui si trovavano a risiedere (idem, 18,1, 26 s.).<\/p>\n<p>Non sappiamo se per lui, fariseo ed educato nell&#8217;osservanza della Legge (Filemone, 3, 3-6) sia stato facile accettare una fede che non prevedeva n\u00e9 discriminazioni teologiche, n\u00e9 rituali nei confronti delle donne. La caratteristica pi\u00f9 specifica della sua teologia, cio\u00e8 l&#8217;universalismo della salvezza operata da Cristo attraverso la sua morte e risurrezione, non poteva certo coniugarsi con l&#8217;esclusione delle donne dalla salvezza. Per questo in Galati, 3, 26-28 l&#8217;apostolo fa propria un&#8217;antica forma battesimale che riflette appieno il carattere totalmente inclusivo della fede in Ges\u00f9 ijn cui si compie la promessa altrettanto inclusiva di Dio ad Abramo.<\/p>\n<p>Apostole come Giunia, che paolo conosce all&#8217;opera durante la sua missione, o come Maria, Trifena e Trifosa, che incoraggia nella loro fatica apostolica nei confronti della comunit\u00e0 di Roma, missionarie come Prisca, diacone come Febe, sono donne che Paolo menziona con rispetto alla fine della lettera ai Romani (16, 1-16). Sono donne che Paolo ha incontrato, con cui ha collaborato, che lo hanno aiutato. Poteva una predicazione che rifiutava ogni forma d razzismo essere misogina? Il suo ricordo delle tante donne che, prima di lui e insieme a lui, hanno diffuso l&#8217;Evangelo e fondato le comunit\u00e0 dei discepoli di Ges\u00f9 \u00e8 la risposta pi\u00f9 chiara ed efficace a questo interrogativo.\u00bb<\/p>\n<p>Ed Elena Bosetti, sul medesimo tema dell&#8217;amicizia e della stima personale fra Paolo e alcune donne delle prime comunit\u00e0 cristiane, particolarmente evidente nelle chiuse delle sue Lettere, riservate ai saluti, osserva (su \u00abJesus\u00bb, Alba, n. 1 gennaio 2009, pp. 100-102):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; Nella Lettera ai Galati (3, 27-28) risuona un forte grido di libert\u00e0, contro ogni discriminazione di tipo razziale, sociale e sessuale: &quot;Non c&#8217;\u00e8 Giudeo n\u00e9 Greco; non c&#8217;\u00e8 schiavo n\u00e9 libero; non c&#8217;\u00e8 maschio e femmina, perch\u00e9 tutti voi siete uno in Cristo Ges\u00f9&quot;. Questa dichiarazione suona decisamente antitetica ai pregiudizi sottesi al triplice ringraziamento di una preghiera di origine rabbinica, ancora vigente: &quot;Benedetto sei tu Signore&#8230; perch\u00e9 non mi hai fatto pagano, perch\u00e9 non mi hai fatto donna, perch\u00e9 non mi hai fatto schiavo&quot;. In Cristo, insomma, cessano le discriminazioni, non \u00e8 pi\u00f9 rilevante l&#8217;identit\u00e0 etnica o il prestigio sciale, e nemmeno l&#8217;essere maschio o femmina.<\/p>\n<p>Questa nuova consapevolezza trovava piena espressione nella prassi liturgica dove uomini e donne, indipendentemente dal loro ceto sociale, si riunivano per celebrare insieme la cena del Signore. Tale consapevolezza della fondamentale uguaglianza e dignit\u00e0 era in se stessa rivoluzionaria e l&#8217;Apostolo non l&#8217;ha certo soffocata. Egli teneva in grande conto la dignit\u00e0 e i carismi della donna. La &quot;corsa della Parola&quot; non deve forse molto alla capacit\u00e0 femminile d tessere reti di comunicazione? Paolo non \u00e8 cieco nei confronti della &quot;fatica&quot; delle donne, si rende perfettamente conto del loro prezioso ministero nell&#8217;opera di evangelizzazione e lo apprezza. Al riguardo sono eloquenti le sezioni conclusive delle sue Lettere, riservate ai saluti. Non hanno il prestigio dei brani dottrinali, ma sono fonti di prima mano per la ricostruzione storica del ruolo delle donne nelle comunit\u00e0 missionarie del primo cristianesimo. Inoltre dicono chiaramente i sentimenti di stima, di gratitudine e affetto grande per numerose donne che Paolo chiama per nome. Traspare la ricca umanit\u00e0 dell&#8217;Apostolo, la sua vasta rete di conoscenze e di relazioni femminili. (&#8230;)<\/p>\n<p>La Chiesa nasce essenzialmente come &quot;domus ecclesiae&quot;, &quot;chiesa domestica&quot;. Il suo ambiente d&#8217;origine non \u00e8 il tempio e neppure la sinagoga, ma la casa (vedi Atti, 2, 46). E all&#8217;interno della casa, anche se non menzionata, troviamo la donna. \u00c8 lei che favorisce un ambiente accogliente e un clima di ospitalit\u00e0. E talvolta anche un servizio di animazione e una funzione di guida. I missionari del vangelo debbono molto a donne come Lidia, la ricca commerciante di Porpora che a Filippi insiste per accogliere Paolo e compagni: &quot;Li costrinse ad accettare&quot;, annota Luca (Attii, 16, 14). La casa di questa donna europea diventa il grembo della chiesa di Filippi e centro propulsore del Vangelo.<\/p>\n<p>Nella Lettera a Filemone l&#8217;Apostolo esorta due donne di spicco, Evodia e Sintiche, a trovare un accordo nel Signore. Non sappiamo la ragione del loro dissenso, forse divergenze pastorali. Paolo ricorda che &quot;hanno combattuto per il Vangelo&quot; al suo fianco. Sono dunque missionarie convinte e generose, fino ad esporre la vita per la causa del Vangelo. Mi piace notare un altro dettaglio in questa lettera, unico caso nel Nuovo Testamento, Paolo fa il nome di una donna gi\u00e0 nell&#8217;intestazione. La lettera non \u00e8 indirizzata soltanto a Filemone (come abitualmente si dice), ma anche alla &quot;sorella Apfia&quot;, probabilmente la moglie di lui. Colpisce il tono caldo e personalissimo di questo scritto e la forza persuasiva delle ragioni affettive: una schietta amicizia lega Paolo a questa casa in cui si raduna la Chiesa e in cui desidera anche lui trovare alloggio appena uscir\u00e0 dal carcere.\u00bb<\/p>\n<p>Bisogna osservare, inoltre, che la psicologia di Paolo, e specialmente la sua affettivit\u00e0, rivelano traccia di una sensibilit\u00e0 femminile, e pi\u00f9 specificamente materna, specialmente nella estrema, amorevole sollecitudine e nella dolcezza protettiva che dispiega nei confronti delle sue creature, le prime comunit\u00e0 cristiane di origine pagana da lui fondate in Asia Minore, in Grecia e in Macedonia (e molte delle quali, ironia della storia, dopo essere state il nucleo originario della nuova religione destinata a conquistare l&#8217;Impero Romano, sono poi scomparse per sempre, travolte dall&#8217;ondata islamica di sette secoli successiva).<\/p>\n<p>Paolo \u00e8 un emotivo, un affettivo, un entusiasta; e si distacca, in ci\u00f2, da tutti gli altri autori del Nuovo Testamento, i quali non lasciano trapelare facilmente i propri sentimenti, nemmeno nelle circostanze che pi\u00f9 vi si presterebbero, come \u00e8 il caso di una lettera pastorale; nessuno come lui fa sentire il lato femminile del Dio predicato da Ges\u00f9, accanto a quello tradizionale maschile di origine ebraica. Yahv\u00e9 \u00e8 decisamente un Dio virile, mentre il Dio dei cristiani possiede sia caratteri paterni che materni: cosa che risulta perfettamente coerente se si riflette che l&#8217;attributo predominante in Yahv\u00e9 \u00e8 la giustizia, non di rado implacabile; mentre quello del Dio dei cristiani \u00e8, senza dubbio, l&#8217;amore, e quindi la disposizione alla compassione e al perdono (cfr. le parabole del figlio prodigo, del buon samaritano, della pecorella smarrita).<\/p>\n<p>Ebbene, Paolo \u00e8 perfettamente su questa linea teologica e non solo per motivazioni d&#8217;indole dottrinale, ma anche per la costituzione del suo carattere, come \u00e8 stato bene osservato da Albert Vanhoye, gi\u00e0 rettore del Pontificio Istituto Biblico, nel suo libro \u00abPietro e Paolo\u00bb (Casale Monferrato, Piemme Edizioni, 1996, pp. 113-114):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; Lungi dall&#8217;essere lasciata fuori e dall&#8217;atrofizzarsi, l&#8217;affettivit\u00e0 dell&#8217;apostolo \u00e8 stata sviluppata, amplificata in tutte le direzioni., \u00e8 una cosa meravigliosa, nelle lettere dell&#8217;Apostolo. Paolo, cio\u00e8, non ha sviluppato soltanto la sua affettivit\u00e0 maschile, nel senso paterno, nel senso fraterno e nel senso maritale, ma ha sviluppato anche in se stesso l&#8217;affettivit\u00e0 femminile, di una madre. Egli si sentiva padre dei suoi cristiani e, al tempo stesso, fratello loro nella fede; si presenta come un innamorato geloso, e in pi\u00f9 come una madre piena di tenerezza e di generosit\u00e0. In Galati, 4, 19 (&#8230;) giunge a scrivere che sta provando i dori del parto: &quot;Figliuoli miei, che io d nuovo partorisco nel dolore, finch\u00e9 non sia formato Cristo in voi&quot;. Non era possibile adottare pi\u00f9 completamente l&#8217;affettivit\u00e0 femminile materna.<\/p>\n<p>In tutto questo, la cosa pi\u00f9 ammirevole \u00e8 che questa affettivit\u00e0, forte e appassionata, non si applica a poche persone, le pi\u00f9 care, ma a comunit\u00e0 intere. D solito, sentimenti cos\u00ec intensi si provano solo nell&#8217;ambito di una relazione interpersonale ristretta, pi\u00f9 spesso tra due persone -un ragazzo e una ragazza -; o tra una persona e poche altre &#8211; la madre e i figli. Se cresce molto il numero delle persone, per forza diminuisce l&#8217;intensit\u00e0 dei sentimenti. Non \u00e8 possibile innamorarsi di un gruppo di cento persone.. Eppure Paolo se ne mostra capace. (&#8230;)<\/p>\n<p>L&#8217;amicizia \u00e8 un bel dono di Dio, ma il casi di paolo \u00e8 diverso: paolo dimostra un amore intenso, non per questa o per quella persona pi\u00f9 cara, ma per l&#8217;intera comunit\u00e0. In questo si manifesta, mi pare, una purificazione straordinaria dell&#8217;affettivit\u00e0, nel senso di un&#8217;apertura sconfinata che presuppone il superamento completo dell&#8217;egoismo affettivo, che ci \u00e8 spontaneo.(&#8230;) Ha superato il dilemma, nel quale di solito siamo rinchiusi, tra amare molto e amare molti, cio\u00e8 tra affetti intensi e ristretto a poche persone e affetti largamente aperti, ma poco intensi.\u00bb<\/p>\n<p>Sono osservazioni pertinenti, indipendentemente dal giudizio che si voglia dare su altri aspetti del carattere di Paolo; lo stesso Vanhoye, del resto, non nasconde n\u00e9 minimizza quelli meno spirituali, a cominciare da una certa tendenza a porsi al centro della scena e a vantarsi delle proprie umane fatiche, a volte con un candore addirittura disarmante.<\/p>\n<p>In conclusione, ci sembra che un uomo dotato di una tale ricchezza affettiva e di una sensibilit\u00e0 cos\u00ec intensa, addirittura materna, non potesse disprezzare la donna in quanto tale; pur condividendo, per determinati aspetti, la mentalit\u00e0 dominante del suo tempo, che non era certo favorevole a un riconoscimento integrale della parit\u00e0 tra i sessi.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 giusto e storicamente plausibile fargliene carico, come se tale atteggiamento dipendesse proprio da lui, quando nella civilissima Svizzera, ancora pochi ani addietro, le donne erano escluse dall&#8217;esercizio del diritto di voto?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 opinione profondamente radicata, e non solo nell&#8217;ambito della cultura cosiddetta laica, ma anche in quella cattolica, che San Paolo fosse affetto da una componente piuttosto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,239],"class_list":["post-28564","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-san-paolo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28564","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28564"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28564\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28564"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28564"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28564"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}