{"id":28557,"date":"2017-03-08T12:41:00","date_gmt":"2017-03-08T12:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/08\/quando-un-bambino-sogna-la-sapienza-santa\/"},"modified":"2017-03-08T12:41:00","modified_gmt":"2017-03-08T12:41:00","slug":"quando-un-bambino-sogna-la-sapienza-santa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/08\/quando-un-bambino-sogna-la-sapienza-santa\/","title":{"rendered":"Quando un bambino sogna la Sapienza santa"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un episodio assai significativo nella vita di San Cirillo (Tessalonica, 826 o 827-Roma, 14 febbraio 869), il cui vero nome era Costantino, fratello di Metodio, insieme al quale \u00e8 venerato come grande evangelizzatore dei popoli slavi e compatrono d&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Quando era ancora un bambino di sette anni, il futuro apostolo disarmato del Vangelo di Cristo fra i popoli slavi, oltre che presso gli arabi e i khazari, il futuro inventore del pi\u00f9 antico alfabeto slavo conosciuto, il glagolitico, grazie al quale pot\u00e9 tradurre le Sacre Scritture nelle lingue di quei popoli ancora pagani, egli fece un vivido e bellissimo sogno che lasci\u00f2 in lui una impressione indelebile, tanto da orientare tutta l&#8217;evoluzione della sua vita da adulto. Sogn\u00f2 che era stato invitato a scegliersi una sposa fra le ragazze pi\u00f9 belle della sua citt\u00e0, Tessalonica, l&#8217;odierna Salonicco (non si era ancora trasferito nella capitale Costantinopoli, per studiarvi la filosofia e la teologia), e che la sua scelta era caduta senz&#8217;altro su quella che gli apparve la pi\u00f9 bella e splendente di tutte. Il suo nome era Sofia, vale a dire &quot;sapienza&quot;, e pare che fin da subito avesse compreso, o intuito, che la sua sposa non sarebbe stata una donna di carne e sangue, ma la Sapienza santa, ossia la Sapienza delle cose divine, la sola che avrebbe potuto appagare interamente la sua sete ardente di conoscenza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec viene narrato quell&#8217;episodio dal sapore profetico, nel terzo capitolo della <em>Vita<\/em> paleoslava di san Cirillo (cit. in: <em>Cirillo e Metodio. Invito alla lettura,<\/em> di Giovanna Parravicini, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2004, pp. 40-41):<\/p>\n<p><em>Quando il fanciullo ebbe sette anni fece un sogno, e, raccontandolo al padre e alla madre, disse: &quot;Lo &quot;strategos&quot; dopo aver radunato tutte le a della nostra citt\u00e0 mi ha detto: Scegli tra queste quale vuoi, come sposa e come aiuto che a te conviene (Gn, 2, 18). Io allora, guadatele ben bene tutte quante, vidi che una era pi\u00f9 bella di tutte, con il volto luminoso e tutta adorna di monili d&#8217;oro e di gemmee rivestita di ogni bella; si chiamava Sofia, cio\u00e8 Sapienza. Ho scelto questa&quot;. [&#8230;] Un bel giorno, secondo l&#8217;abitudine dei figli dei ricchi di divertirsi con la caccia, and\u00f2 con loro in campagna, avendo con s\u00e9 un falcone; gli aveva fatto prendere il volo quando un vento sollevato dalla provvidenza divina glielo port\u00f2 via, lasciandolo senza falcone. Il ragazzo ne ebbe un dispiacere e una tristezza tali che per due giorni non tocc\u00f2 cibo. Dio misericordioso nel suo amore per l&#8217;umanit\u00e0, non volendo che si assuefacesse alle cose di questa vita, lo conquist\u00f2 facilmente. Come una volta aveva conquistato Placida con un cervo, cos\u00ec leg\u00f2 a s\u00e9 Costantino con il falcone. Avendo infatti considerata tra s\u00e9 la vanit\u00e0 di questa vita, se ne pentiva dicendo: &quot;Questa vita non \u00e8 forse tale che alla gioia subentra la tristezza. Da oggi in poi imboccher\u00f2 una via migliore di questa; non sprecher\u00f2 davvero i miei giorni nell&#8217;altalena disordinata di questa vita&quot;.Si applic\u00f2 allo studio della lettere, chiudendosi in casa e imparando a memoria gli scritti di san Gregorio il Teologo. Tracci\u00f2 sulla parete un segno di croce e vi scrisse il seguente encomio poetico di san Gregorio:<br \/>\n&quot;O Gregorio, uomo per il corpo ma per l&#8217;anima santo!<\/em><\/p>\n<p><em>Tu, uomo nel corpo, ti sei mostrato angelo perch\u00e9 la tua bocca glorifica Dio come uno dei Serafini e illumina il mondo intero nello spiegare la vera fede.<\/em><\/p>\n<p><em>Accogli quindi anche me, che a te mi appresso con amore e fede e siimi maestro e sorgente di luce&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Queste erano le promesse che faceva. Entrato a contatto con numerosi ragionamenti ed avendo raggiunto un avanzato livello di comprensione, non riuscendo a scrutarli fino in fondo, cadde in preda a un profondo sconforto. [&#8230;] Si affid\u00f2 alla preghiera per poter realizzare il desiderio del suo cuore. Improvvisamente Dio &quot;realizz\u00f2 in pieno la volont\u00e0 di coloro che lo temono&quot; (Sal 145,19). Il reggente imperiale, che si chiama logoteta, essendo venuto a conoscenza della sua bellezza, della sua sapienza e dell&#8217;intenso studio, che in lui facevano tutt&#8217;uno, lo mand\u00f2 a chiamare perch\u00e9 continuasse i suoi studi insieme all&#8217;imperatore. Il giovane, sentite queste proposte, part\u00ec pieno di gioia e durante il viaggio preg\u00f2 con devozione, dicendo: &quot;Dio dei nostri Padri e Signore della misericordia, che hai fatto tutte le cose con la tua Parola e Sapienza, ponendo l&#8217;uomo a dominare le creature fatte da Te, dammi la Sapienza che \u00e8 prossima ai tuoi Toni, perch\u00e9 io comprenda ci\u00f2 che a Te \u00e8 gradito e cos\u00ec mi salvi. Sono infatti il tuo servo e figlio della tua ancella&quot;. E dopo aver recitato qui il seguito della preghiera di Salomone, si lev\u00f2 in piedi e disse. &quot;Amen!&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Ora, per comprendere bene l&#8217;episodio del sogno, e anche la successiva ricerca filosofica e teologica del santo, che gli valsero, sin da giovane, l&#8217;appellativo di Costantino il Filosofo, bisogna tener presente che cos&#8217;era la &quot;sofia&quot; nel linguaggio e nella concezione teologica del tempo, cos\u00ec come lo fu per tutti i secoli del Medioevo, e non solo nell&#8217;Oriente bizantino, ma anche nell&#8217;Occidente latino. Era, s\u00ec, ma solo in parte, l&#8217;equivalente del concetto di &quot;filosofia&quot; come lo intendiamo noi moderni; per\u00f2 non si trattava di una conoscenza filosofica puramente ed esclusivamente razionale, bens\u00ec tale da abbracciare in s\u00e9 &#8211; su di un piano ben superiore, e non gi\u00e0 inferiore, a quello della stretta razionalit\u00e0 logico-matematica -, anche l&#8217;ispirazione divina promanante direttamente dal Verbo: una armoniosa fusione del sapere umano e del sapere divino, ottenuta con la preghiera e con la grazia e non solo con lo sforzo della mente umana, che, per quanto acuta ed esperta nei sottili ragionamenti, \u00e8 pur sempre limitata e, perci\u00f2, insufficiente a misurarsi a tu per tu con il Mistero di Dio. In un certo senso, la concezione della &quot;sofia&quot; era pi\u00f9 vicina al concetto indiano della speculazione filosofica, che a quello occidentale moderno; e in questo, senza dubbio, un ruolo importante era stato svolto dall&#8217;eredit\u00e0 della tradizione del pensiero greco ed ellenistico, e specialmente da quei filosofi neoplatonici, che, come Ammonio Sacca, avevano avuto relazioni dirette con le filosofie dell&#8217;India, e fecero quindi da &quot;ponte&quot; fra le due civilt\u00e0 (cfr. la nostra traduzione originale, dal latino, dei frammento di Ammonio Sacca tramandati da alcuni autori greci, e mai finora tradotti in italiano: <em>I Frammenti di Ammonio Sacca da Prisciano, Nemesio, Ierocle<\/em>, pubblicata parzialmente sul sito di Arianna Editrice il 15\/11\/2007, e poi ripubblicata integralmente su <em>Il Corriere delle Regioni<\/em> il 17\/08\/2015).<\/p>\n<p>Ma non solo. La Sofia \u00e8 anche la personificazione di Cristo stesso: perch\u00e9 in Lui vi \u00e8 la verit\u00e0 ultima selle cose; anzi, in Lui vi \u00e8 la perfezione ultima di ciascuna cosa, di ciascuna virt\u00f9, di ciascun pregio, che qui, sulla terra, sono sempre limitati e imperfetti, per quanto possano presentarsi sotto vesti affascinanti. E Costantino non era uomo dalle mezze misure: una volta messosi sulla strada del sapere, egli non voleva accontentarsi di un mezzo sapere, ma voleva raggiungere un sapere intergale; assetato di verit\u00e0 e di bellezza (la bellezza, che \u00e8 cos\u00ec importante nel misticismo bizantino, e, poi, ortodosso, ad esempio nella venerazione delle icone; e dire che c&#8217;\u00e8 ancora qualche ignorante che seguita a ripetere il vecchio, trito ritornello di un cristianesimo, specialmente medievale, negatore della bellezza e spregiatore del corpo!), non era disposto ad accontentarsi di nulla di meno che la Bellezza e la Verit\u00e0 assolute, le quali in Dio si riuniscono e coincidono, poich\u00e9 in Dio si raccoglie e si fonde tutto ci\u00f2 che \u00e8 eccellente. E dunque perch\u00e9 mai fermarsi a met\u00e0 strada, perch\u00e9 indulgere e attardarsi con cose che, per quanto pregevoli, e, in apparenza, desiderabili, non possono, n\u00e9 mai potranno, spegnere l&#8217;ultima sete e il supremo desiderio di un&#8217;anima appassionata e protesa con tutta se stessa vero l&#8217;Assoluto?<\/p>\n<p>Scrive in proposito Giovanna Parravicini, studiosa di letteratura e arte cristiana nell&#8217;Oriente russo e bizantino, nonch\u00e9 collaboratrice della rivista cattolica <em>Il Timone<\/em> (op. cit., 16):<\/p>\n<p><em>Il tema dio Cristo-Sofia, incarnazione e manifestazione agli uomini di Dio come Bellezza, Bont\u00e0 e Verit\u00e0 assoluta era vivo nella cultura del tempo:proprio alla Sofia era stata consacrata da Giustiniano nel VI secolo la chiesa-madre della cristianit\u00e0, a Costantinopoli, e poco pi\u00f9 di un secolo dopo, convinto dalla bellezza vista dai suoi messaggeri all&#8217;interno di quel tempio (&quot;l\u00e0 Dio dimora con gli uomini&quot;, gli avevano riferito) il principe Vladimir si sarebbe convertito al cristianesimo insieme al popolo della Rus&#8217;. Quando leggiamo nella &quot;Vita&quot; l&#8217;espressione &quot;Costantino il Filosofo&quot; o vediamo sottolineare suo amore per il sapere, dobbiamo dare alla parola Sapienza il suo giusto spessore, che supera la concezione puramente intellettuale tipica della cultura moderna: la Sofia \u00e8 infatti la possibilit\u00e0 di cogliere la presenza misteriosa ma tangibile di Dio nella realt\u00e0, di percepire in ogni bellezza la Bellezza ultima, in ogni bene il Bene ultimo, in ogni verit\u00e0 la Verit\u00e0 ultima; per questo, in ultima analisi, Sofia \u00e8 uno degli epiteti di Cristo.<\/em><\/p>\n<p>Confrontando la concezione bizantina e, in genere, medievale, della Sofia, con quella moderna di un sapere tutto inteso in senso laico e intellettualistico, non si pu\u00f2 non cogliere il vuoto, l&#8217;impoverimento, la miseria della seconda rispetto alla prima, e deprecare tutto ci\u00f2 che la cultura moderna si \u00e8 lasciata dietro, anche in questo campo, e con suo danno gravissimo, in termini di retta e integrale comprensione della realt\u00e0. Gi\u00e0 solo nel passaggio da &quot;sapienza&quot; a &quot;sapere&quot;, per non parlare, poi, dei &quot;saperi&quot;, al plurale, coi quali si riempiono ormai tutti la bocca, specie parlando di scuola e di universit\u00e0, si pu\u00f2 misurare di quanto ci siamo allontanati da una giusta impostazione della questione; e di quanto &#8211; credendo, oltretutto, di fare un affarone! -, ci siamo spogliati e depauperati di una maniera di porci, di fronte all&#8217;atto del conoscere, che coinvolgeva, accanto alle facolt\u00e0 intellettive, anche quel tesoro pi\u00f9 profondo, e preziosissimo, che rimanda alla saggezza, frutto non solo di un percorso individuale, ma deposito accumulato nei secoli, generazione dopo generazione, e continuamente alimentato dalla sorgente viva della grazia di Dio, concessa a quanti la cercano con amore e con umilt\u00e0 assoluta. Forse che non era questa la sapienza-verit\u00e0 cercata da san Tommaso d&#8217;Aquino, allorch\u00e9 il grande filosofo e teologo, non riuscendo a trovare una risposta puramente intellettuale alle sue domande sulla natura di Dio, andava in chiesa e abbracciava, piangendo, il tabernacolo con il Santissimo, implorando, anche per tutta la notte, di ricevere da Dio la risposta ai suoi interrogativi?<\/p>\n<p>Anche Dante Alighieri aveva presente il mistero della Sapienza santa come fonte suprema del conoscere (cfr. il nostro saggio <em>L&#8217;esoterismo di Dante<\/em>, pubblicato sul sito del Centro Studi La Runa, il 31\/03\/2010). Il rapimento del poeta, in sogno, da parte dell&#8217;aquila &#8211; descritto nel nono canto della seconda cantica -, al cui risveglio si trova davanti alla porta del Purgatorio, non rappresenta forse il divino rapimento dell&#8217;anima, quando \u00e8 afferrata dall&#8217;ardente desiderio di avvicinarsi, per quanto possibile, al suo Creatore? E sempre Dante, nel <em>Convivio,<\/em> non aveva forse paragonato il viaggio dell&#8217;anima verso Dio a quello di un viandante che scambia le tappe intermedie del suo viaggio per la meta, poich\u00e9 ancora non conosce tutto lo splendore di questa, ma che sempre si rimette in viaggio, non appena si rende conto che le citt\u00e0, finora incontrate, sono poca cosa in confronto alla pienezza del Sommo Bene, verso la quale sono diretti tutti i suoi desideri? (cfr. il nostro articolo <em>Come ogni cosa vuol torna al suo principio, cos\u00ec anche l&#8217;uomo vuol tornare a Dio<\/em>, pubblicato su <em>Il Corriere delle Regioni<\/em> il 06\/03\/2017).<\/p>\n<p>Allo stesso modo, anche san Cirillo volle mettersi alla ricerca del Sommo Bene, lasciandosi dietro le spalle, come insoddisfacenti e mediocri, tutti i beni secondari, nei quali vi \u00e8 solo un pallido riflesso di quello; e volle farlo da filosofo, cio\u00e8 per via razionale, ma anche da autentico cristiano, cio\u00e8 con l&#8217;umilt\u00e0 della fede ed il pieno abbandono in Dio. Ecco: questa \u00e8 la fusione di cui ha bisogno l&#8217;anima, per accordarsi con le mente, e di cui ha bisogno la mente, per accordarsi con l&#8217;anima. Fede e ragione, <em>fides<\/em> et <em>ratio<\/em> (e si pensi all&#8217;enciclica di Giovanni Paolo II, del 1998; ma si pensi anche alla &quot;lectio magistralis&quot; di Benedetto XVI, a Ratisbona, su <em>Fede, ragione e universit\u00e0<\/em>, del 2006): hanno bisogno l&#8217;una dell&#8217;altra, ed entrambe hanno bisogno di Dio, perch\u00e9 solo cos\u00ec l&#8217;uomo pu\u00f2 trovare la pace, ossia l&#8217;appagamento in quel mare di cui porta la sete fin dall&#8217;inizio della sua vita. Per san Cirillo, l&#8217;illuminazione venne assai presto, per mezzo di un sogno simbolico e premonitore, quello di una bellissima fanciulla di nome Sofia. Il dramma dell&#8217;uomo moderno \u00e8 la perdita di quel sogno, di quella consapevolezza, di quella pienezza, che scaturiscono solo dalla integrazione di fede ragione. Il suo squilibrio, la sua disarmonia, la sua lacerazione hanno origine da qui. E da qui, pertanto, e solo da qui, pu\u00f2 avere inizio un cammino di ritorno a Dio, senza il quale l&#8217;uomo non trover\u00e0 mai la pace: neppure coi suoi simili, e meno ancora con se stesso&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un episodio assai significativo nella vita di San Cirillo (Tessalonica, 826 o 827-Roma, 14 febbraio 869), il cui vero nome era Costantino, fratello di Metodio,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,237],"class_list":["post-28557","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28557","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28557"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28557\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28557"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28557"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28557"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}