{"id":28556,"date":"2013-10-05T11:16:00","date_gmt":"2013-10-05T11:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/10\/05\/litinerario-della-mente-a-dio-di-san-bonaventura-vertice-rarefatto-del-misticismo-medievale\/"},"modified":"2013-10-05T11:16:00","modified_gmt":"2013-10-05T11:16:00","slug":"litinerario-della-mente-a-dio-di-san-bonaventura-vertice-rarefatto-del-misticismo-medievale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/10\/05\/litinerario-della-mente-a-dio-di-san-bonaventura-vertice-rarefatto-del-misticismo-medievale\/","title":{"rendered":"L\u2019itinerario della mente a Dio di San Bonaventura vertice rarefatto del misticismo medievale"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 stato un tempo, ed \u00e8 durato pi\u00f9 di un millennio, in cui un uomo che avesse detto di non aver mai udito il richiamo di Dio e di non essersi mai rivolto a Lui, avrebbe destato stupore, incredulit\u00e0, diffidenza, uniti, forse, a un profondo senso di compatimento; poi \u00e8 venuto un tempo, ed \u00e8 il nostro, in cui quel tale uomo \u00e8 divenuto legione, ed \u00e8 chi dice d&#8217;essere in relazione con Dio a vedersi fatto oggetto di curiosit\u00e0 poco benevola, se non di aperta antipatia e di esplicito disprezzo.<\/p>\n<p>Per secoli e secoli gli uomini hanno pregato: non solo in chiesa, ma nelle case, prima di iniziare la giornata, prima dei pasti e prima di coricarsi, alla sera; nei campi, interrompendo il lavoro agricolo, allorch\u00e9 udivano il suono lontano delle campane; al camposanto, dove si recavano a dare un saluto ai loro cari passati nell&#8217;altra vita. Pregavano prima di fare un viaggio e pregavano quando arrivavano: chiedevano l&#8217;aiuto di Dio per affrontare fatiche e pericoli e poi lo ringraziavano per averlo ricevuto ed essere giunti, sani e salvi, l\u00e0 dove erano diretti. Pregavano quando andavano in guerra e quando si ammalavano; pregavano per guarire, se possibile; e, se no, per morire bene, per fare una buona morte.<\/p>\n<p>Per secoli e secoli, oltre alla preghiera di richiesta, di ringraziamento e di lode, uomini e donne dalla spiritualit\u00e0 pi\u00f9 profonda hanno cercato l&#8217;unione con Dio attraverso lo studio, l&#8217;ascolto, la meditazione, l&#8217;estasi mistica; per secoli e secoli, uomini e donne eccezionali, capaci di donarsi interamente a Dio e di trasfondere tutta la loro anima nella ricerca di Lui, si sono sforzati di annullare il loro io, i loro desideri, le loro paure, i loro stessi pensieri, per giungere a quello stato di &quot;vuoto&quot; della mente, a quella purezza dell&#8217;anima, a quella perfetta passivit\u00e0 che corrisponde alla massima ricettivit\u00e0 verso l&#8217;Assoluto, alla massima capacit\u00e0 di accoglienza del divino.<\/p>\n<p>Queste pratiche di meditazione, sovente accompagnate da digiuno, orazione, lavoro disinteressato, fatto non per se stessi ma per gloria di Dio e in favore della propria comunit\u00e0 monastica, sono esistite da tempi immemorabili anche in Asia, di qua e di l\u00e0 della catena himalaiana; il pubblico occidentale le ha riscoperte, ammirandole e imitandole, da pochi decenni, ma si \u00e8 dimenticato, o non si \u00e8 accorto, che esse sono sempre esistite anche in Europa e che sono tenute vive, tuttora, da uomini e donne generosi, i quali, nell&#8217;incomprensione o nell&#8217;indifferenza totale della societ\u00e0, sono rimasti fedeli al sentiero della ricerca mistica.<\/p>\n<p>\u00c8 come se lo spirito occidentale moderno volesse rinnegare le proprie radici, fare &quot;tabula rasa&quot; della propria storia, pur di sradicare anche il ricordo delle proprie origini cristiane: ragion per cui \u00e8 disposto a correre dietro a tutte le mode, a tutte le sette, a inseguire tutte le pseudo-religioni e tutte le pseudo-filosofie esotiche (o ibride), ma non a riconoscere il proprio debito con la religione che ha reso possibile la sua nascita, che lo ha allevato, che lo ha nutrito. Quando il figlio diventa adulto, \u00e8 giusto che lasci la casa dei suoi genitori e vada per la sua strada; ma non c&#8217;\u00e8 alcun bisogno che lo faccia con astio, con rancore, sbattendo la porta, come se da quei genitori non avesse ricevuto altro che del male. Tale, invece, \u00e8 divenuto l&#8217;atteggiamento della civilt\u00e0 occidentale moderna verso le proprie radici cristiane: non solo le ha rinnegate, ma le ha misconosciute; non solo ha smesso di pregare, ma ha dichiarato che la preghiera \u00e8 una forma di alienazione mentale; non solo ha voltato le spalle a Dio, ma ha proclamato, con Freud in testa, che Dio \u00e8 il prodotto di una nevrosi da infantilismo. Eppure vi sono dei tesori di sapienza, di bellezza, di spiritualit\u00e0 nella tradizione del misticismo cristiano, dai quali l&#8217;uomo moderno, afflitto da mille nevrosi &#8212; quelle s\u00ec, autentiche e dolorosamente reali &#8212; potrebbe trarre forza e speranza, e nei quali potrebbe placare la propria sete tormentosa.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso di San Bonaventura da Bagnoregio, al secolo Giovanni Fidanza (nato verso il 1220 e morto nel 1274), che \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 grandi mistici dell&#8217;Europa medievale, ma, al tempo stesso, un grande filosofo e un grande teologo &#8212; al punto da essere chiamato &quot;Doctor Seraphicus&quot; -, insegnante alla Sorbona e amico di Tommaso d&#8217;Aquino. Fu per diciassette anni ministro generale dei Francescani e si pu\u00f2 considerare egli stesso quasi un secondo fondatore di questa straordinario ordine mendicante.<\/p>\n<p>Bonaventura \u00e8 stato, dunque, un mistico, ma anche un robusto pensatore, oltre che un uomo di vastissima dottrina: cosa che il grande pubblico non sa o sa poco e male, anche perch\u00e9 i professori di filosofia, nei licei e all&#8217;universit\u00e0, sono perennemente affannati a spiegare Galilei, Marx e Freud &#8212; i quali, con la filosofia, c&#8217;entrano poco o niente &#8212; e tendono a presentare agli studenti il Medioevo come un&#8217;epoca di profonda ignoranza e di ridicole o sanguinose superstizioni; un&#8217;epoca in cui, praticamente, non si faceva filosofia, non si pensava, non si faceva indagine razionale, perch\u00e9 tanto c&#8217;erano i dogmi della religione e bastava seguir quelli, per guadagnare la salvezza eterna; oppure come un&#8217;epoca in cui i filosofi, se c&#8217;erano, si fermavano ai primi passi della ricerca, per timore di offendere un Dio geloso dell&#8217;intelligenza umana. Logico che quei professori facciano cos\u00ec: sono convinti essi stessi che il &quot;vero&quot; pensiero sia sorto con la modernit\u00e0; che, prima della Rivoluzione scientifica e del razionalismo cartesiano, ci furono secoli e secoli di deserto intellettuale, almeno fino a che non ci si riaggancia alla filosofia greca; e, se parlano di misticismo, nella loro bocca questa parola si carica immediatamente di una accezione negativa, diventando, pi\u00f9 o meno, sinonimo di fuga dal mondo, di alienazione, di rifiuto dell&#8217;intelligenza, dei doveri sociali, della vita attiva e, soprattutto, produttiva.<\/p>\n<p>Infatti, nella cultura oggi dominante, l&#8217;importante \u00e8 produrre: fare, manipolare, creare sempre nuove macchine e sempre nuove tecnologie, investire e reinvestire denaro, moltiplicare i capitali, incrementare i consumi, dominare le cose, piegarle alla logica del massimo profitto. Rutilio Namaziano, l&#8217;ultimo poeta pagano, che se la prendeva coi monaci e con la vita ascetica e vedeva in essi, oltre che nei barbari, la causa del crollo dell&#8217;Impero romano, oggi sarebbe soddisfatto: i nipotini di Machiavelli, di Carducci, di Nietzsche, gli spregiatori della contemplazione e della mistica, in nome della &quot;vita&quot; (come se praticare la contemplazione fosse negare i diritti della vita), hanno avuto partita vinta, anche se ci hanno messo parecchi secoli per debellare l&#8217;avversario. Oggi quasi nessuno, nel grande pubblico, conosce i nomi di Ildegarda di Bingen o di Meister Eckhart; in compenso, non c&#8217;\u00e8 uomo o donna della strada che non sappiano e ripetano, all&#8217;occorrenza, le amene sciocchezze della mela di Newton o l&#8217;improbabile \u00abeppur si muove\u00bb di Galilei, eroe e martire del libero pensiero laico.<\/p>\n<p>Bonaventura, dunque, non disdegnava affatto l&#8217;indagine razionale; concentr\u00f2, anzi, i suoi sforzi di pensatore nel cercare una conciliazione fra la ragione e la fede, rendendosi conto dell&#8217;importanza di entrambe e riconoscendo pienamente la dignit\u00e0 della prima; ma sempre nella convinzione che \u00e8 la luce di Cristo cad illuminare il sapere umano e che, pertanto, ogni singola scienza deve lasciarsi guidare dalla rivelazione, senza la quale l&#8217;uomo non pu\u00f2 raggiungere la Verit\u00e0 in se stessa, perch\u00e9 la Verit\u00e0 ultima \u00e8 Dio.<\/p>\n<p>Nel suo trattato \u00abItinerarium mentis in Deum\u00bb (\u00abItinerario della mente a Dio\u00bb), egli, in linea con la tradizione platonico-agostiniana, sostiene che la filosofia pu\u00f2 guidare l&#8217;uomo a rientrare nella propria anima, perch\u00e9 solo cos\u00ec, rientrando nella propria anima, l&#8217;uomo \u00e8 capace di accostarsi a Dio, sorgente luminosa di tutte le cose e di tutto il nostro sapere. Il viaggio delle creature umane verso Dio, peraltro, non pu\u00f2 essere coronato da successo se non \u00e8 illuminato dalla grazia, se non \u00e8 affrontato con la necessaria umilt\u00e0, se non \u00e8 aperto alla dimensione del &quot;vuoto&quot; interiore. Perch\u00e9 la conoscenza delle cose materiali viene dai sensi, ma la conoscenza delle cose ultime, la conoscenza del divino, viene dall&#8217;alto, e si attua, attraverso i sensi interni, nel silenzio e nello splendore dell&#8217;anima illuminata dallo Spirito Santo.<\/p>\n<p>Egli immagina che, nell&#8217;ascensione dell&#8217;anima verso Dio e nella contemplazione di Lui, esistano diversi gradi o livelli, i quali si succededono, per cos\u00ec dire, seguendo le Sue orme impresse nell&#8217;universo: quello esteriore, quello interiore, quello eterno; gradini che non possono essere percorsi senza il divino aiuto. Si parte dalla contemplazione di Dio nelle sue orme in questo mondo sensibile; si procede alla contemplazione di Dio attraverso la Sua immagine che si rispecchia nell&#8217;anima umana; poi si prosegue con la contemplazione di Dio cos\u00ec come essa si riflette nell&#8217;anima riabilitata dal dono della grazia, e quindi divenuta infinitamente pi\u00f9 luminosa e pura; infine si tende alla contemplazione di Dio in se stesso, l&#8217;Essere da cui tutto ha origine. Siamo ormai giunti a salire gli ultimi gradini: l&#8217;anima contempla il mistero della santissima Trinit\u00e0, poi quello della duplice natura di Cristo, umana e divina. Un meraviglioso riflesso di questa concezione si trova nell&#8217;ultimo canto della \u00abCommedia\u00bb dantesca, il pi\u00f9 arduo e, probabilmente, il pi\u00f9 squisitamente poetico: eppure quei tali professori &#8211; non di filosofia, stavolta, ma di letteratura &#8211; pensano di poter leggere e capire la \u00abDivina Commedia\u00bb e, quel che \u00e8 peggio, di poterla spiegare e far comprendere ai loro studenti, ignorando del tutto la dimensione religiosa, spirituale e mistica della poesia dantesca e limitandosi alla dimensione estetica o, tutt&#8217;al pi\u00f9, a quella psicologica.<\/p>\n<p>Ed eccoci al settimo livello della meditazione di San Bonaventura, come lo traccia egli stesso nell&#8217;ultimo capitolo del suo trattato (da: San Bonaventura, \u00abItinerario della mente a Dio\u00bb, a cura di Lucia Nutrimento, Treviso, Libreria Editrice Canova, 1956, pp. 121-25):<\/p>\n<p>\u00abSiamo passati per queste sei considerazioni come per i sei gradini del trono del vero Salomone, pei quali si giunge alla pace, dove il vero pacifico riposa nella pace dello spirito come nell&#8217;interiore Gerusalemme; come per le sei ali del Cherubino, dalle quali la mente del vero contemplativo, piena del lume della superna sapienza, \u00e8 portata in alto; come per i primi sei giorni, durante i quali la mente deve lavorare per giungere finalmente al sabatismo della quiete. Dopo che la mente nostra ha guardato Dio fuori di s\u00e9 attraverso le orme e nelle orme, dentro di s\u00e9 attraverso l&#8217;immagine e nell&#8217;immagine, sopra di s\u00e9 attraverso la similitudine della luce divina splendente sopra di noi, e nella luce stessa per quanto \u00e8 possibile nella nostra condizione di pellegrini e col lavoro della nostra mente, &#8211; quando finalmente \u00e8 giunta, nel sesto grado, a guardare in Ges\u00f9 Cristo, Principio primo e sommo e mediatore di Dio e degli uomini, tali cose che simili nelle creature mai non si possono ritrovare e che eccedono ogni perspicacia dell&#8217;umano intelletto, questo solo le resta, che tali cose guardando, trascenda e oltrepassi non solo questo mondo sensibile ma anche se stessa. In tale passaggio Cristo \u00e8 via e porta, Cristo \u00e8 scala e veicolo, come propiziatorio collocato sull&#8217;arca di Dio, e mistero nascosto dai secoli.<\/p>\n<p>Chi si volge a questo propiziatorio e con volto intento tutto si affissa a lui sospeso in croce, con la fede, la speranza e la carit\u00e0, la devozione, l&#8217;ammirazione, l&#8217;esultanza, l&#8217;apprezzamento, la lode, il giubilo, fa con lui la pasqua, cio\u00e8 il passaggio, e merc\u00e9 la verga della croce passa il mar Rosso, dall&#8217;Egitto entrando nel deserto, dove guster\u00e0 la manna segreta, e con Cristo riposa nel sepolcro, come esteriormente morto, sentendo per\u00f2, per quanto nel presente pellegrinaggio \u00e8 dato sentire, quel che fu detto in croce al ladrone vicino a Cristo: &quot;Oggi sarai meco in Paradiso&quot;. Questo speriment\u00f2 il beato Francesco, quando nel rapimento della contemplazione, sul monte eccelso (dove meditai le cose che qui sono scritte) gli apparve il Serafino dalle sei ali confitto in croce (come in quel luogo io ed alti non pochi udimmo dal suo compagno che era con lui in quel momento), e dall&#8217;intimit\u00e0 dell&#8217;estasi pass\u00f2 in Dio, e divenne modello della perfetta vita contemplativa, come prima lo era stato della attiva, quasi modello Giacobbe mutato in Israele, affinch\u00e9 per mezzo suo Dio invitasse, con l&#8217;esempio meglio che con la parola, tutti gli uomini veramente spirituali a simile passaggi, e al rapimento dell&#8217;estasi.<\/p>\n<p>In tal passaggio, perch\u00e9 sia perfetto, bisogna che si lascino tutte le attivit\u00e0 spirituali e che il sommo dell&#8217;affetto tutto si trasferisca e si trasformi in Dio. Un tale stato \u00e8 mistico e misteriosissimo e lo conosce se non chi lo sperimenta, e non lo sperimenta se non chi lo desidera, e non lo desidera se non chi \u00e8 infiammato entro le midolla dal fuoco dello Spirito Santo, che Cristo mand\u00f2 in terra; epper\u00f2 dice l&#8217;Apostolo che tale sapienza mistica \u00e8 rivelata dallo Spirito Santo.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 dunque ad acquistarla nulla pu\u00f2 la natura, poco l&#8217;industria umana, poco bisogna concedere all&#8217;indagine e molto all&#8217;unzione, poco alla lingua e moltissimo all&#8217;interna letizia. Poco alla parola e allo scritto e tutto al dono di Dio, allo Spirito Santo; poco o niente alla creatura e tutto all&#8217;essenza creatrice, al Padre, al Figli, allo Spirito Santo [&#8230;].\u00bb<\/p>\n<p>\u00abUn tale stato \u00e8 misteriosissimo e non lo conosce se non chi lo sperimenta\u00bb: sono parole che si trovano in tutta la tradizione mistica, quella d&#8217;Occidente come quella d&#8217;Oriente; parole che potrebbero essere di Sankara o di Patanjali &#8211; e, in questo caso, manderebbero in visibilio quei tali professori, bench\u00e9 ignorantissimi, quasi sempre, di filosofie orientali &#8212; ma che, venendo &quot;solo&quot; da un Bonaventura, essi non si prendono il disturbo di far leggere ai giovani studenti.<\/p>\n<p>\u00abMistero\u00bb: ecco una parola che non piace alla nostra cultura, da quando, come osserva acutamente Gabriel Marcel, i misteri sono stati degradati e ridotti a problemi, cio\u00e8 a qualcosa di puramente umano, d&#8217;intellegibile e di risolvibile, presto o tardi. Cos\u00ec come non piace il concetto che, per comprendere la verit\u00e0 di una esperienza mistica, bisogna averla sperimentata: perch\u00e9 i nostri bravi scientisti sono arciconvinti che solo le cose sperimentabili in laboratorio, in condizioni oggettive, costanti e controllate, siano suscettibili d&#8217;esser dichiarate, eventualmente, vere; ma le cose sperimentate nel silenzio dell&#8217;anima, via, siamo seri! E poi, l&#8217;anima: che cosa \u00e8? Qualcuno l&#8217;ha vista, qualcuno ne ha fatto esperimento? No? E allora, per piacere, signori mistici, smettete di parlarcene: quel che avete da dire non si accorda con i criteri della scienza moderna, dunque non c&#8217;interessa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 stato un tempo, ed \u00e8 durato pi\u00f9 di un millennio, in cui un uomo che avesse detto di non aver mai udito il richiamo di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,185,241,250],"class_list":["post-28556","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-karl-marx","tag-san-tommaso-daquino","tag-sigmund-freud"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28556","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28556"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28556\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28556"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28556"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28556"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}