{"id":28550,"date":"2017-01-04T01:43:00","date_gmt":"2017-01-04T01:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/04\/i-distruttori-della-nostra-civilta-stanno-sfruttando-un-salto-generazionale\/"},"modified":"2017-01-04T01:43:00","modified_gmt":"2017-01-04T01:43:00","slug":"i-distruttori-della-nostra-civilta-stanno-sfruttando-un-salto-generazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/04\/i-distruttori-della-nostra-civilta-stanno-sfruttando-un-salto-generazionale\/","title":{"rendered":"I distruttori della nostra civilt\u00e0 stanno sfruttando un salto generazionale"},"content":{"rendered":"<p><em>ALL&#8217;AMICO ANDREA<\/em>.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una generazione che manca all&#8217;appello della storia, o forse due: quelle dei nati fra il 1970 e oggi; quelle degli uomini e delle donne, dei ragazzi e dei bambini, che non hanno fatto in tempo a conoscere il <em>mondo di ieri<\/em>, cio\u00e8 prima dell&#8217;avvento della globalizzazione, n\u00e9 a ricevere delle solide basi educative dai loro genitori, dai loro insegnanti, dai loro sacerdoti, perch\u00e9 ormai molti genitori, molti insegnanti e molti sacerdoti erano gi\u00e0 stati infettati dal virus del modernismo, avevano gi\u00e0 abdicato al loro personale senso critico e si erano intruppati volonterosamente nel gregge dei pecoroni, dove la massa fa la giustizia, e il numero crea il diritto; dove quello che conta \u00e8 seguire la corrente, e inseguire i folli miti del consumismo; e dove non si amano pi\u00f9 le persone, ma le cose, i telefonini, i computer, le automobili, i vestiti firmati, gli orologi di marca; dove conta l&#8217;apparire e non l&#8217;essere, l&#8217;abbronzatura e non la bellezza interiore, i soldi e non l&#8217;onest\u00e0.<\/p>\n<p>Le persone nate fin verso gli anni Sessanta del secolo scorso, bene o male, in maggioranza hanno ricevuto quella educazione: hanno visto i loro genitori lavorare duramente e non fare mai debiti, non vivere mai al di sopra delle loro possibilit\u00e0, condurre una vita sobria, coltivare il lavoro, l&#8217;amicizia, la fedelt\u00e0 alla parola data; hanno visto i loro maestri e professori insegnare con passione, con competenza, con il senso di una vera e propria missione da compiere, per mezzo della cultura, dei valori etici, dell&#8217;esperienza da trasmettere ai giovani; e hanno visto i loro sacerdoti calarsi con fervore nel sacramento dell&#8217;Ordine, insegnare il Vangelo con le parole e con l&#8217;esempio, prendere con seriet\u00e0 le cose di Dio, vivere la fede con generosit\u00e0 ed entusiasmo, ma anche con timore e tremore, come si addice a chi si confronta con l&#8217;abisso insondabile dell&#8217;Assoluto. Non sempre, beninteso, gli adulti erano all&#8217;altezza di quei valori e di quei modelli; per\u00f2, onestamente parlando, lo erano pi\u00f9 spesso di quel che non si pensi. Facevano del loro meglio, quasi sempre; e quasi sempre almeno alcuni di loro riuscivano a trasmettere ai bambini e ai ragazzi qualcosa della loro seriet\u00e0, della loro vocazione, del loro sentimento maturo e responsabile della vita, che non era, per essi, una scampagnata in cerca di divertimenti, ma una pagina bianca sulla quale si scriveva una riga, ogni giorno, con l&#8217;aiuto di Dio e con il conforto dell&#8217;esempio ricevuto dalle generazioni precedenti.<\/p>\n<p>Ora questo legame generazionale si \u00e8 interrotto; c&#8217;\u00e8 stato un salto, un vuoto, una frattura, si \u00e8 creata una terra di nessuno, sulla quale son piombati, come falchi, come avvoltoi, come sciacalli, i signori della distruzione: gl&#8217;intellettuali nichilisti, gli amministratori raccomandati, i politici cinici e disonesti, gl&#8217;imprenditori fasulli e senza scrupoli, i finanzieri d&#8217;assalto, uno stuolo d&#8217;insegnanti senza solide basi culturali e senza il senso della loro missione, un esercito di preti e vescovi senza vocazione, ma, in compenso, resi sempre pi\u00f9 audaci, sempre pi\u00f9 presuntuosi, sempre pi\u00f9 arroganti da un altro esercito di cattivi teologi, nel gridare dai tetti il loro nuovo vangelo: <em>il vangelo secondo me<\/em>, e non pi\u00f9 il Vangelo secondo Ges\u00f9 Cristo. E i signori della distruzione, in questo vuoto, hanno messo i contenuti che hanno voluto, senza timore di smentita o di contraddittorio: approfittando dell&#8217;ignoranza sempre pi\u00f9 diffusa, della rimozione del passato, dell&#8217;azzeramento delle radici e dell&#8217;auto-disprezzo della propria civilt\u00e0, hanno raccontato ai giovani &#8212; attraverso i mass-media, la scuola, la classe politica e la stessa cultura, o sedicente tale (vi sono programmi &quot;culturali&quot;, alla televisione, che fanno semplicemente rabbrividire), quel che hanno voluto: riscrivendo a modo loro la storia, il passato, la tradizione, l&#8217;identit\u00e0, la famiglia, la patria e la religione.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che moltissime persone nate dopo il 1970, anche se diplomate e laureate a pieni voti, anche se attente ai fatti culturali, anche se se si tengono costantemente informate sui problemi di attualit\u00e0, non sanno proprio un bel nulla di quel che sta accadendo nel mondo, n\u00e9 di quel che \u00e8 accaduto; credono a tutta una serie di favole preconfezionate, che tramandano alla rovescia le vicende dell&#8217;Italia, dell&#8217;Europa e del mondo, fin dall&#8217;antichit\u00e0, ma soprattutto da quando \u00e8 sorto il cristianesimo e si \u00e8 poi stabilit\u00e0 la civilt\u00e0 cristiana medievale, su, su, fino alle due guerre mondiali, alla guerra fredda, alle ultime tensioni internazionali fra Stati Uniti, Russia, Turchia, Iran, Cina, Unione europea. Di ogni cosa \u00e8 stata fornita la versione politicamente corretta, cio\u00e8 ampiamente rivista e rimaneggiata, ad uso dei poteri forti oggi imperanti, e che gi\u00e0 si stavano profilando all&#8217;inizio della modernit\u00e0: la Massoneria, le grandi banche, una parte del giudaismo, divenuto poi sionismo, e trasformatosi, cos\u00ec, da potere esclusivamente finanziario, anche in potere politico-strategico, fino ad assorbire e manipolare ai suoi fini egemonici gli stessi governi degli Stati Uniti d&#8217;America, sia democratici che repubblicani: si vedano George Soros, la famiglia Rotschild, le banche Lehman Brothers e Goldman Sachs, il potentissimo Henry Kissinger.<\/p>\n<p>In Italia, \u00e8 stata accreditata una versione della nostra storia nazionale che serve, sostanzialmente, a giustificare i compromessi, le piroette, le furberie, e gli autentici atti di banditismo politico, che hanno contrassegnato la nascita della Repubblica e la sua evoluzione, rigorosamente democratica e antifascista, come no, e rigorosamente pluralista e buonista, pacifica e tollerante, accogliente e garantista: la Repubblica di Pulcinella, dove la legge serve a tutelare pi\u00f9 i delinquenti che i galantuomini, pi\u00f9 gli immigrati\/invasori clandestini che i cittadini, pi\u00f9 gli amministratori che gli amministrati, pi\u00f9 i governanti che i governati, pi\u00f9 i parassiti che i lavoratori, pi\u00f9 gli evasori fiscali che quanti pagano le tasse, e pi\u00f9 i cialtroni, i fanfaroni, i disonesti, i raccomandati, gl&#8217;incompetenti e gl&#8217;incapaci, che i meritevoli, gli onesti, i competenti, i responsabili, i laboriosi. E tutto questo per negare due evidenze che non sono ammissibili per la cultura politicamente corretta: che in Italia, nel 1943-1945, vi \u00e8 stata una feroce guerra civile, prolungatasi con i massacri indiscriminati, gli assassinii, gli stupri, le torture, gli infoibamenti (il correttore automatico non riconosce quest&#8217;ultima parola, il che \u00e8 rivelatore) dei mesi successivi alla fine delle ostilit\u00e0, quel glorioso 25 aprile del 1945; e che l&#8217;Italia, come nazione, \u00e8 uscita sconfitta, umiliata e calpestata dall&#8217;esito della Seconda guerra mondiale, e cancellata dal novero delle grandi potenze: sconfitta e umiliazione sancite dal Trattato di pace di Parigi del 1947, nel quale, per supremo oltraggio, il governo italiano s&#8217;impegnava a non perseguire i traditori che, fin dal 10 giugno 1940 (e non solo dall&#8217;8 settembre 1943, data ufficiale dell&#8217;armistizio con gli Alleati) si erano adoperati per la sconfitta della Patria e per la vittoria del nemico, <em>pardon<\/em>, dei baldi e disinteressati <em>liberatori<\/em> anglo-americani.<\/p>\n<p>Anche la storia della cultura \u00e8 stata manipolata, rielaborata, riscritta, secondo la versione <em>politically correct<\/em>: si \u00e8 fatto credere ai giovani che la cultura \u00e8 sempre e solo, per definizione, una cosa di sinistra, progressista e antifascista; che una cultura di destra non esiste, non \u00e8 mai esistita e non pu\u00f2 esistere; che Ezra Pound era un pazzo, Giovanni Gentile era un irresponsabile, Knut Hamsun era un venduto, C\u00e9line era uno squilibrato, Mircea Eliade era un bieco reazionario e Giovanni Papini, un vecchio rimbambito. Motivo: tutti costoro, e parecchi altri, che non vengono mai ricordati (anche se alcuni di loro hanno scritto opere di valore immensamente superiore a quelle dei vari Balestrini, Eco o&#8230; Dario Fo), si erano schierati dalla pare sbagliata, avevano rinnegato i sacri valori della libert\u00e0 e della democrazia e avevano preso partito per i carnefici nazisti: tesi che ha, pi\u00f9 o meno, la stessa consistenza di quella secondo cui i vari araldi della sinistra, da Sartre a \u00c9luard, da Aragon a Neruda, da Moravia a Pasolini, altro non sono stati che i fiancheggiatori dello stalinismo e i complici morali dei crimini di quel regime. Gli esponenti dell&#8217;area culturale cattolica, poi, sono stati fatti sparire addirittura, quasi con un gioco di prestigio: e gli studenti italiani continuano a ignorare perfino i nomi di Nicola Lisi, di Bonaventura Tecchi, di Riccardo Bacchelli, di Eugenio Corti.<\/p>\n<p>E quel che \u00e8 accaduto per la storia, vale anche per tutti gli altri ambiti della cultura e dello studio, nonch\u00e9 per la musica leggera, il cinema, lo spettacolo, la televisione, lo sport, perfino la scienza e l&#8217;arte, specialmente l&#8217;architettura e l&#8217;urbanistica, ma anche la pittura e la scultura. Anche qui si sono rifatte le liste di proscrizione e quelle di approvazione, si sono distribuite le pagelle dei buoni e dei cattivi; ma quelli veramente scomodi, li si \u00e8 condannati al silenzio e all&#8217;oblio, che \u00e8 sempre l&#8217;arma migliore per annientare qualunque avversario, reale o potenziale. L&#8217;avversario da annientare \u00e8 sempre lo stesso: colui che invita a riflettere, colui che esercita la libert\u00e0 del pensiero, che non si lascia condizionare, n\u00e9 ricattare, intellettualmente o moralmente, o entrambe le cose; che respinge gli schemi e le pappe precotte, le minestrine riscaldate e scipite, fatte passare per capolavori dell&#8217;alta cucina, che tutti devono applaudire e complimentare. Qualcuno penser\u00e0 che stiamo esagerando; ebbene, faccia caso a quali volti sono spariti dai telegiornali e dalle tavole rotonde televisive, quali firme sono scomparse dai giornali e dalle riviste in questi ultimi anni: a meno che costui sia affetto da una forma incurabile di distrazione cronica, si render\u00e0 conto che sono scomparsi precisamente i migliori, i pi\u00f9 liberi, quelli che pensano con la loro testa, quelli che non stanno sul libro paga dei poteri forti, quelli che hanno il coraggio di dire la verit\u00e0. Son rimasti i peggiori, i pi\u00f9 mediocri, i pi\u00f9 vili, i pi\u00f9 conformisti, i pi\u00f9 servi, i pi\u00f9 banali.<\/p>\n<p>Un fenomeno molto italiano, certo; ma, purtroppo, un fenomeno anche europeo, e, ormai, mondiale. Le teste pensanti vengono ridotte al silenzio, perch\u00e9 nessuna voce dissonante deve turbare la pacifica ruminazione del gregge dei pecoroni. Il Pensiero Unico avanza, dilaga, s&#8217;impone ovunque, diventa legge. Chi contravviene al Pensiero Unico, rischia ormai una querela: e, sotto la minaccia, molti giornali devono tacere, molte reti televisive devono adeguarsi, molte voci potenzialmente critiche sono messe a tacere. I nostri studenti apprendono, sui banchi di scuola, che il fascismo aveva tolto la libert\u00e0 di stampa, si era impadronito dei giornali, monopolizzava i programmi radio: il che \u00e8 vero. Non viene loro detto, per\u00f2, che, nell&#8217;attuale regime democratico e repubblicano, avviene la stessa cosa, se non peggio, per\u00f2 senza che ci\u00f2 sia esplicito e dichiarato: avviene <em>de facto<\/em>, semplicemente perch\u00e9 non si trovano pi\u00f9 un solo giornale o rivista, una sola rete radio o televisiva, che abbiano voglia o interesse a far risuonare una voce libera; in un mondo di servi volontari, le forme della libert\u00e0 sono rispettate, ma solamente quelle. La sostanza \u00e8 una dittatura; anzi, un vero e proprio totalitarismo. Gli storici discutono ancora se il fascismo fu un totalitarismo o no; il sistema politico-sociale odierno, imposto dall&#8217;alta finanza e dai poteri forti internazionali, dei quali i politici europei sono solo i valletti e i camerieri, \u00e8 sicuramente un totalitarismo, perch\u00e9 non si limita a controllare l&#8217;informazione, ma sta lentamente modellando i modi di pensare, di sentire, di vivere, di centinaia di milioni di persone; le sta letteralmente &quot;rifacendo&quot; di sana pianta, come passandole attraverso un duplicatore, dal quale escono simili a prima, ma intimamente cambiate: senza ricordi del passato, senza cognizione del presente, senza&#8217;ombra di domande sul futuro.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, il futuro. Come dire a 500 milioni di europei che entro poco pi\u00f9 di una generazione saranno spariti, e che l&#8217;Europa sar\u00e0 diventata un continente islamico o islamizzato? No, meglio non dirglielo; anzi, bisogna non dirglielo. Le <em>\u00e9lites<\/em> globali hanno deciso che l&#8217;islamizzazione deve procedere, e cos\u00ec sta avvenendo. Non si parla di questo problema come del problema numero uno dell&#8217;Europa; nessuno dei partiti maggiori, n\u00e9 in Italia, n\u00e9 in Francia, Germania, eccetera, ne parla come del problema numero uno. Eppure lo \u00e8; eccome se lo \u00e8. Il tasso d&#8217;incremento demografico non \u00e8 una opinione: \u00e8 matematica. Non stiamo facendo delle ipotesi, non stiamo almanaccando sulle probabilit\u00e0: stiamo dicendo esattamente quel che \u00e8 destinato ad accadere, a meno che si corra immediatamente ai ripari. Ma come correre ai ripari, se nessuno lancia l&#8217;allarme, anzi, se chi lo fa viene subito bollato e zittito quale xenofobo, razzista, populista ed estremista di destra? Se, davanti alla rivolta del Cara di Cona, nel veneziano, con gli operatori presi in ostaggio dai &quot;profughi&quot; ivoriani e nigeriani (ma in Nigeria e in Costa d&#8217;Avorio c&#8217;\u00e8 la guerra?), tutto quel che il prefetto sa fare \u00e8 balbettare che, poverini, si pu\u00f2 capire che si siano agitati perch\u00e9 una dei loro \u00e8 morta (di malattia!), anche se i cattivelli non dovrebbero poi diventar violenti. Ma come reagire, se nessuno si ricorda pi\u00f9 del Cara di Mineo, ove due anziani coniugi furono massacrati (lei anche violentata) da un &quot;profugo&quot; ivoriano, nell&#8217;agosto 2015? Memoria corta, oblio, silenzio: le armi del totalitarismo democratico, globalista e progressista, al quale si \u00e8 associato anche il vertice della Chiesa cattolica. Cancellata la buona teologia tomista, e sostituita dagli sproloqui della &quot;svolta antropologica&quot; dei Rahner e dei Kasper; silenzio sul peccato, il giudizio e l&#8217;aldil\u00e0; Ges\u00f9 Cristo ridotto a un amicone, e Dio a una variante dell&#8217;intelligenza umana. S\u00ec: qualcosa s&#8217; \u00e8 perduto, nelle ultime due generazioni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALL&#8217;AMICO ANDREA. 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