{"id":28534,"date":"2017-09-14T10:27:00","date_gmt":"2017-09-14T10:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/14\/il-sacerdote-e-innanzitutto-uomo-di-preghiera\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:42","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:42","slug":"il-sacerdote-e-innanzitutto-uomo-di-preghiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/14\/il-sacerdote-e-innanzitutto-uomo-di-preghiera\/","title":{"rendered":"Il sacerdote \u00e8 innanzitutto uomo di preghiera"},"content":{"rendered":"<p>La figura perfetta di sacerdote \u00e8 quella di Jean-Marie Vianney, il santo curato d&#8217;Ars (1786-1859), che fu per quarant&#8217;anni il parroco di questo piccolissimo paese di collina, situato 35 km. a nord di Lione, che contava appena 240 abitanti (oggi sono 1.350), il quale, grazie alla sua presenza e alla sua altissima spiritualit\u00e0, divenne un vero e proprio centro di pellegrinaggio, che attirava numerosissimi visitatori, desiderosi d&#8217;essere da lui confessati e di assistere alla sua celebrazione della santa Messa (oggi il &quot;volume&quot; degli afflussi devozionali viaggia sulle 450.000 presenze all&#8217;anno). Il bello \u00e8 che Vianney, da ragazzo, dovette superare enormi difficolt\u00e0 prima di poter realizzare la sua vocazione sacerdotale: dovette vincere la caparbia resistenza di suo padre, poi quelle frapposte dai superiori, in seminario, i quali non lo reputavamo adatto, sotto il profilo intellettuale, soprattutto per la sua estrema difficolt\u00e0 ad imparare il latino; e dovette far fronte ad una estrema povert\u00e0, tanto che, per un periodo, quando era ancora vicario parrocchiale, visse praticamente della carit\u00e0 dei suoi parrocchiani, peraltro privandosi anche del poco che aveva, mangiando pochissimo e donando quasi tutto il &quot;superfluo&quot; ai poveri, sempre sorretto da una fede semplice, luminosa, a tutta prova, che veniva da una assoluta confidenza in Dio e da una febbre di contemplazione e adorazione pari solo alla sua sollecitudine per la salute delle anime. Passava ore e ore seduto nel confessionale, fin dalle primissime ore del mattino, molto prima dell&#8217;alba; e, come san Pio da Pietrelcina, ebbe anche a vedersela con gli assalti del demonio, infuriato dall&#8217;apostolato che svolgeva e dalla trasformazione spirituale che avveniva in quanti si avvicinavano a lui, a quel piccolo prete non molto dotto (che poi si dedic\u00f2, nei minimi ritagli di tempo, a una fervida lettura di opere religiose), ma dal sorriso angelico e dalla tempra d&#8217;acciaio. Non aveva altro amore che Ges\u00f9, la Madonna e le anime; n\u00e9 altri interessi e preoccupazioni che annunciare il regno di Dio.<\/p>\n<p>Pochi uomini, pur sani e robusti, avrebbero retto a lungo il suo stile di vita: poche ore di sonno, poco cibo, consumato in fretta e, sovente, stando in piedi; poi preghiera, confessione, ancora preghiera e ancora confessione, e assistenza ai malati, e celebrazione dell&#8217;Ufficio divino. Poco fidenti in lui, i suoi superiori gli avevamo affidato la cura di quel villaggio insignificante pensando che l\u00ec, almeno, non avrebbe potuto fare troppo danno; non sapevano che la vita religiosa del popolo francese, che aveva toccato il punto pi\u00f9 basso negli anni della scristianizzazione rivoluzionaria, avrebbe ricevuto una potente rigenerazione proprio da quel piccolo prete che sapeva male il latino, senza distinzione, senza nessuna di quelle doti apparenti, e appariscenti, che sembrano il corredo necessario e quasi la garanzia del prestigio e del successo. Arrivando in paese, si era fato indicare la via da un contadinello, al quale aveva poi detto: <em>Tu mi hai mostrato la strada per salire ad Ars; io ti mostrer\u00f2 la strada per salire al Cielo<\/em>. Aveva trovato un villaggio neghittoso, con la gente che trascorreva tutto il tempo libero bevendo e giocando all&#8217;osteria: e non aveva perso tempo a far vedere, innanzitutto con l&#8217;esempio, che la via del Cielo esige preghiera, penitenza, sacrificio, e che \u00e8 incompatibile con l&#8217;ozio e con le cattive abitudini, come quella del bere. Non si deve credere, per\u00f2, ch&#8217;egli fosse un sacerdote tetro, un uomo triste: al contrario, viene descritto, fin da bambino, come una persona naturalmente allegra e serena, portata al buon umore. \u00c8 il mistero dei santi: sono capaci delle privazioni pi\u00f9 austere, della vita pi\u00f9 sobria e faticosa, senza mostrare quella pesantezza, quell&#8217;affaticamento, anche spirituale, che coglierebbe, al loro posto, chiunque altro: la loro capacit\u00e0 di &quot;ricaricarsi&quot; di energia, di trovare la forza per fare ci\u00f2 che fanno, e di farlo col sorriso sulle labbra, non \u00e8 di origine umana, non viene da una tecnica di meditazione puramente umana: \u00e8 di origine soprannaturale, divina. Avendo offerto ogni cosa, sino al fondo dell&#8217;anima, a Dio e al prossimo, hanno ricevuto, in compenso, un &quot;filo diretto&quot; con il Cielo. In loro si realizza la promessa di Ges\u00f9: <em>Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la far\u00f2, perch\u00e9 il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualcosa nel mio nome, io la far\u00f2<\/em> (<em>Giovanni<\/em>, 14, 13-14).<\/p>\n<p>Ecco come don Marcello Cruciani, sacerdote della diocesi di Orvieto-Todi, ha schizzato la figura e la giornata-tipo del santo curato d&#8217;Ars nel volumetto <em>Sacerdote, amore del cuore di Ges\u00f9. Vita di S. Giovanni Maria Vianney, parroco di Ars<\/em>, Todi, Tau Editrice, 2010, pp. 21-27):<\/p>\n<p><em>Secondo le testimonianze ha &quot;quel dono meraviglioso di sembrare agli occhi di tutti l&#8217;immagine di Ges\u00f9 Cristo&quot;. Il suo modo di parlare e il suo sguardo affascina. Pur dormendo e mangiando poco, dimostra un&#8217;estrema robustezza che contrasta con la sua corporatura modesta. Possiede una buna dose di giovialit\u00e0 e il suo sguardo brilla di bonariet\u00e0 contadina.<\/em><\/p>\n<p><em>Ricco per dare agli altri, ma povero per s\u00e9, vive in un totale distacco dai beni di questo mondo e il suo cuore veramente libero si apre lungamente a tutte le miserie materiali e spirituali che affluiscono a lui. &quot;Il mio segreto &#8212; egli dice &#8212; \u00e8 semplicissimo: dare tutto senza conservare niente&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Uomo di penitenza, don Giovanni Maria Vianney ha compreso che il sacerdote deve essere prima di tutto uomo di preghiera. Passa infatti lunghe notti in adorazione. Il tabernacolo della sua chiesa \u00e8 la sorgente della sua incessante preghiera. Vi passa lunghe ore, anche quando \u00e8 assillato da tanta gente che vuole confessarsi parlare con lui. Ripete spesso: &quot;La preghiera, ecco la felicit\u00e0 dell&#8217;uomo sulla terra&quot;. I suoi parrocchiani capiscono che egli manifesta loro qualcosa del segreto della sua vita interiore, frequentemente dice ai suoi fedeli: &quot;Essere amati da Dio, essere uniti a Dio, vivere alla presenza di Dio, vivere per Dio, oh! Che bella vita e che bella morte!&quot;. Vive con fedelt\u00e0 il celibato: &quot;la castit\u00e0 brillava ne suo sguardo, anche se conosce, per le lunghe ore passate in confessionale, le tristi realt\u00e0 dei peccati della carne.<\/em><\/p>\n<p><em>Per se stesso non vuole assolutamente nessun lusso o agio ma per il Signore, per la Liturgia non bada a spese; celebra sempre con grande attenzione e partecipazione. Tutto il centro della sua vita \u00e8 la celebrazione dell&#8217;Eucarestia. Si prepara scrupolosamente alla predica; i primi anni trova molta difficolt\u00e0 (non dimentichiamo che le omelie, a quei tempi, non durano meno di tre quarti d&#8217;ora), in seguito, quando riesce a sciogliersi, diventa un predicatore formidabile, e si fa ressa per ascoltarlo. La sera, dopo che riuscito a chiudersi in casa, a lume di candela legge e medita: possiede una biblioteca di quattrocento volumi e siamo nel secolo XIX! [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Ars \u00e8 invasa da tanti pellegrini. Essendo piccola non ha la capacit\u00e0 di accogliere tutta quella gente, cos\u00ec molte persone vengono ad abitarci e aprono degli esercizi commerciali per accogliere e sfamare i numerosi pellegrini. Alcune cose fanno soffrire il Santo curato, feriscono la sua profonda umilt\u00e0. Definisce la vendita dei suoi ritratti nei negozi di Ars come &quot;pagliacciate&quot;, Una tale affluenza di pellegrini non permette al parroco di dedicarsi con totalit\u00e0 ai suoi parrocchiani. La diocesi gli affida prima un coadiutore, che lo fa anche molto soffrire per il suo carattere autoritario. Infine gli sono affiancati dei missionari diocesani che fanno tanto del bene alla parrocchia e ai pellegrini.<\/em><\/p>\n<p><em>All&#8217;una del mattino il curato scende in chiesa ma non pu\u00f2 pi\u00f9 passare delle ore in preghiera di adorazione, perch\u00e9 gi\u00e0 lo attendono dei penitenti per confessarsi. Dall&#8217;una e mezza, fino alle sei, ascolta le penitenti, poi si alza e celebra la Messa. Si prepara per venti minuti e dopo la celebrazione fa il ringraziamento per mezz&#8217;ora. Dopo, si reca alla &#8216;Provvidenza&#8217; [l&#8217;orfanotrofio] e beve una tazza di latte. Poi torna in sagrestia per confessare gli uomini. Verso le dieci, interrompe le confessioni, si reca nel coro e, sempre in ginocchio, recita il breviario. Poi, dopo venti minuti, riprende le confessioni. Alle undici, va alla &#8216;Provvidenza&#8217; per insegnare il catechismo; in seguito all&#8217;aumentato afflusso dei pellegrini la catechesi si svolge in chiesa. Verso mezzogiorno, dopo aver inghiottito, senza nemmeno sedersi, il suo leggero pasto, rientra nel presbiterio per spazzare la sua stanza, radersi, dormire e vistare i malati. Tornando in chiesa, ricomincia a confessare le donne fino alle cinque. Poi passa in sagrestia per confessare gli uomini, fino verso le sette o le otto. Recita il rosario e le preghiere della sera con chi si trova in chiesa, infine rientra nel presbiterio. Riceve qualcuno e, verso le nove o le dieci, si chiude in camera sua. Termina la recita del breviario: poi prega, legge e va a stendersi sul pagliericcio per circa tre ore. Il curati ascolta ogni giorno, in confessione, dalle cinquanta alle cento persone, tranne la domenica, giorno in cui il suo tempo \u00e8 preso dalla Messa solenne e, nel pomeriggio, dai vespri seguiti dalla benedizione eucaristica.<\/em><\/p>\n<p>Questa \u00e8 stata, dal 1818 al 1859, la vita di Jean-Marie Vianney: una perfetta (umanamente parlando, cio\u00e8 imperfettamente parlando) imitazione di Cristo. Monotona, stressante, impossibile? Dormire tre ore per notte! Cominciare le confessioni all&#8217;una del mattino! Ascoltare, per ore e ore, ogni giorno, tutte le brutture, tutte le tristezze, tutte le perversioni dell&#8217;anima umana, e perdonarle in nome di Ges\u00f9! Mai una distrazione, mai un piccolo lusso, una pausa di riposo: per leggere, la sera tardi, rubare le ore al sonno, gi\u00e0 cos\u00ec scarse. E sempre il breviario, la preghiera, l&#8217;adorazione eucaristica. No: n\u00e9 monotona, n\u00e9 stressante, n\u00e9 impossibile: possibilissima, anzi, cos\u00ec come sono possibili le azioni di chi confida interamente nel Signore. La forza che lo sosteneva, veniva dall&#8217;alto: lui si limitava ad accoglierla e far trovare pulite e in ordine le stanze dell&#8217;anima, vivendo nella grazia di Dio. Era di esempio senza sforzo, senza ostentazione; era un modello perch\u00e9 si teneva nascosto. Esattamente il contrario di quel che fa chi vive secondo la mentalit\u00e0 del mondo, che, a forza di mostrarsi, di apparire, spera di ritagliarsi uno spazio di visibilit\u00e0, magari di celebrit\u00e0. Chi vive cos\u00ec, desidera essere apprezzato dal mondo; chi vive come il curato d&#8217;Ars, o come san Leopoldo Mandic, o come padre Pio da Pietrelcina &#8212; altri due grandi mistici, confessori e conoscitori d&#8217;anime, ma dall&#8217;animo semplice come fanciulli &#8212; non vuol piacere che a Dio. Di quel che pensano gi uomini, non gl&#8217;importa; desidera solo ricondurne a Dio quanti pi\u00f9 possibile, anche prendendosi sopra le spalle i peccati altrui. \u00c8 questo il vero spirito sacerdotale: il sacerdote non \u00e8 un <em>alter Christus<\/em> perch\u00e9 possiede qualcosa in pi\u00f9 dei comuni mortali, ma perch\u00e9 ha detto integralmente &quot;s\u00ec&quot; a Dio, si \u00e8 arreso a Lui, si \u00e8 fatto suo strumento di misericordia, suo volto.<\/p>\n<p>Da queste considerazioni risalta quanto lontani siano dal vero quei sacerdoti moderni, o piuttosto modernisti, i quali considerano la preghiera e l&#8217;adorazione quasi un lusso, da concedersi quando le loro svariate cure pastorali lasciano loro un po&#8217; di tempo, perch\u00e9 non pensano secondo Dio, ma secondo gli uomini. Non \u00e8 detto che siano spinti tutti dalla vanit\u00e0 di essere ammirati, anche se questa, senza dubbio, \u00e8 la motivazione di una parte di loro; per\u00f2 si preoccupano delle cose che devono fare, sopravvalutando la loro funzione sociale e soprattutto sopravvalutando ci\u00f2 che possono fare, come uomini, sul piano materiale. Per quanto si possa fare molto del bene agendo su tale piano, non se ne far\u00e0 mai quanto agendo sul piano spirituale: perch\u00e9 aiutare un uomo in difficolt\u00e0 materiale \u00e8, senza dubbio, utile e lodevole; ma aiutarlo spiritualmente, senza ignorare i suoi bisogni primari, significa dargli lo strumento col quale innalzarsi al di sopra di qualsiasi difficolt\u00e0 e aspirare al bene pi\u00f9 grande di tutti: l&#8217;unione con Dio. Chi agisce sul piano spirituale, va dritto al cuore del problema degli uomini: riconciliandoli con Dio, li riconcilia anche con se stessi. Quanto meno lavoro ci sarebbe, per psicologi e psicanalisti, nonch\u00e9 per giudici e poliziotti, se gli uomini comprendessero questa semplice verit\u00e0: che vivere in grazia di Dio significa anche vivere in pace con se stessi e con il prossimo; mentre vivere lontano da Lui, o contro di Lui, significa vivere in guerra con se stessi e con il mondo intero. Questa semplice verit\u00e0, i sacerdoti l&#8217;hanno sempre saputa e hanno sempre cercato di trasmetterla; da qualche tempo, per\u00f2, molti sembrano averla dimenticata. Un indirizzo teologico profondamene sbagliato, inaugurato dalla troppo lodata stagione del Concilio, ha fatto loro perdere l&#8217;orientamento. Sostituendo una prospettiva antropocentrica a quella teocentrica, molti uomini di Chiesa si sono allontanati dalla Verit\u00e0 e, cosa ancor pi\u00f9 grave, hanno fatto allontanare anche le anime che a loro guardavano con fiducia. Si tratta di un peccato molto grave, tanto pi\u00f9 che la sua origine non \u00e8 cos\u00ec innocente come pu\u00f2 sembrare: molte volte esso non \u00e8 stato provocato da un eccesso di zelo pastorale (la vera pastorale non \u00e8 questa; non \u00e8 un surrogato dell&#8217;azione sociale o sindacale), ma da un eccesso di orgoglio. Gonfi di orgoglio, i preti modernisti hanno cominciato a sragionare, scambiando la prospettiva di Dio per quella dell&#8217;uomo. \u00c8 inutile fare dei nomi: sono tanti, troppi. Cardinali, arcivescovi, vescovi e biblisti prestigiosi, teologi di grido, persino preti assai celebrati, nella misura in cui hanno commesso questo enorme errore, si sono allontanati da Ges\u00f9 e hanno allontanato anche quelli che dovevano guidare: <em>non siete entri voi e lo avete impedito a quelli che volevano<\/em>, dice Ges\u00f9 rivolto agli scribi e ai farisei. Certo, i modernisti non si sentono scribi o farisei; al contrario, si sentono veri cristiani, e accusano gli &quot;altri&quot; d&#8217;essere scribi e farisei. \u00c8 l&#8217;orgoglio che, accecandoli, li ha fatti smarrire la grazia del Signore Ges\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La figura perfetta di sacerdote \u00e8 quella di Jean-Marie Vianney, il santo curato d&#8217;Ars (1786-1859), che fu per quarant&#8217;anni il parroco di questo piccolissimo paese di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[157,236,245],"class_list":["post-28534","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-gesu-cristo","tag-sacerdozio","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28534","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28534"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28534\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28534"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28534"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28534"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}