{"id":28529,"date":"2022-05-26T02:39:00","date_gmt":"2022-05-26T02:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/05\/26\/s-tommaso-daquino-verita-di-ragione-e-di-fede\/"},"modified":"2022-05-26T02:39:00","modified_gmt":"2022-05-26T02:39:00","slug":"s-tommaso-daquino-verita-di-ragione-e-di-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/05\/26\/s-tommaso-daquino-verita-di-ragione-e-di-fede\/","title":{"rendered":"S. Tommaso d&#8217;Aquino, verit\u00e0 di ragione e di fede"},"content":{"rendered":"<p>Fede e ragione sono le due vie, distinte ma complementari, che conducono la mente umana alla conoscenza della realt\u00e0 ultima, passando attraverso la conoscenza delle cose terrene. Queste ultime sono l&#8217;oggetto della ragione umana, che le considera in se stesse, nelle loro qualit\u00e0 e propriet\u00e0; dal punto di vista della fede, invece, esse sono simili a dei gradini che conducono verso l&#8217;alto, cio\u00e8 verso la Causa Prima, che \u00e8 Dio. La filosofia si serve della sola ragione naturale, mentre la fede \u00e8 illuminata direttamente dalla Rivelazione divina che comunque non va contro la ragione, poich\u00e9 la ragione e la fede provengono dalla stessa fonte, che \u00e8 Dio, il quale nel primo caso parla alla ragione attraverso le cose, nel secondo le parla rivolgendosi ad essa in maniera im-mediata, ossia senza mediazione alcuna. La teologia, che sta un gradino al di sopra della filosofia per il suo oggetto e per i suoi strumenti, si suddivide in teologia naturale, che si serve della sola ragione, come la filosofia, per giungere ad affermare la necessit\u00e0 e la realt\u00e0 di Dio, della legge morale soprannaturale sottesa alla legge morale naturale, dell&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima che si ricava, per analogia, dalla indistruttibilit\u00e0 delle sostanze semplici, e in teologia soprannaturale, la quale parte dai dati della Rivelazione e discende da essi a chiarire e illuminare la dimensione terrena, il regno della natura e l&#8217;ambito della storia.<\/p>\n<p>Vi sono culture che non sono mai arrivate a definire con tale precisione la natura e l&#8217;ambito della filosofia e quello della fede. Nella cultura islamica, ad esempio, \u00e8 molto dubbio se si possa parlare di una teologia, e anche la filosofia \u00e8 costretta sovente, come accade con il pensiero di Averro\u00e8, che essa debba trincerarsi dietro la comoda dottrina delle due verit\u00e0: una verit\u00e0 di fede per le persone comuni e una verit\u00e0 di ragione per il filosofo, il quale poi afferma di sottomettersi, se necessario, (ma si tratta di una sottomissione pi\u00f9 che dubbia) alla fede. E questo perch\u00e9 in tale cultura ogni verit\u00e0 proviene dal <em>Corano<\/em>, che non \u00e8, come la <em>Bibbia<\/em> per i cristiani, un libro divinamente ispirato, ma pur sempre scritto da uomini, e quindi soggetto a qualche differenza d&#8217;interpretazione, ma \u00e8 un libro dettato a Maometto da Allah, per il tramite dell&#8217;arcangelo Gabriele, e quindi assolutamente perfetto e inequivocabile in ogni sua pagina e ogni singolo versetto. Non c&#8217;\u00e8 nulla da interpretare: \u00e8 tutto evidente, bisogna solo mandare a memoria ogni <em>sura<\/em> e applicarne il contenuto alla lettera. Per una ragione analoga, nella cultura islamica le arti figurative sono drasticamente limitate: \u00e8 proibito raffigurare la persona umana, perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 fatto a immagine di Dio, e dunque raffigurarlo equivarrebbe a un empio tentativo di costruire un&#8217;immagine umana di Dio stesso; non solo: di fatto anche le figure di qualsiasi altro essere vivente scarseggiano o sono assenti. Si discute se tale proibizione sia frutto di un&#8217;equivoca interpretazione della legge religiosa, ma sta di fatto che essa esiste ed \u00e8 verificabile nella maggior parte dei casi (si pensi alla distruzione delle secolari statue di Buddha sulle rocce di Bamyan, in Afghanistan, da parte dei talebani); e se anche non la si trova nel <em>Corano<\/em>, appartiene alla tradizione, che in pratica ha la stessa forza coercitiva. Tale \u00e8 il timore che l&#8217;uomo, raffigurando le creature, possa cadere nell&#8217;idolatria della bellezza e mancare di rispetto nei confronti del solo creature di tutte le cose.<\/p>\n<p>Nella cultura greca classica, al contrario, la ragione va orgogliosamente per la propria strada e non si preoccupa minimamente di tenersi in linea con le verit\u00e0 di fede, perch\u00e9 l&#8217;uomo si fa misura di tutte le cose, secondo la celebre formulazione di Protagora, il padre della sofistica, riferita da Platone nel dialogo <em>Teeteto<\/em>, 152 a: <em>L&#8217;uomo \u00e8 misura (m\u00e9tron) di tutte le cose, di quelle che sono per ci\u00f2 che sono, e di quelle che non sono per ci\u00f2 che non sono.<\/em> Fin dai loro primi passi, cio\u00e8 dalla scuola ionica, i filosofi greci sviluppano la loro ricerca razionale senza alcun riguardo ad una verit\u00e0 soprannaturale e senza neanche porsi il problema d&#8217;individuare un accordo fra ragione e fede: essi danno per scontato che la fede negli d\u00e8i non ha nulla a che fare con la ricerca razionale del vero; e se anche successivamente, ad esempio in Platone, tale questione emerge, non viene mai affrontata sistematicamente, n\u00e9 chiarita in maniera adeguata. Inoltre nella cultura greca classica non c&#8217;\u00e8 una codificazione della fede religiosa e quindi la &quot;via della fede&quot; si riduce a un insieme di tradizioni e di pratiche, che per loro natura ben difficilmente possono entrare in urto, ma anche in un eventuale rapporto di complementarit\u00e0 e di collaborazione, con la ricerca filosofica; e proprio per la mancanza d&#8217;una codificazione scritta, o anche a causa di essa, sorsero e si diffusero enormemente i culti misterici, una sorta di religione parallela, depositari di una conoscenza segreta, di origine soprannaturale e quindi divina, riservata ai soli iniziati, che soddisfaceva maggiormente il bisogno di verit\u00e0 dei fedeli.<\/p>\n<p>Solo nella cultura cristiana il ruolo rispettivo delle due vie si chiarifica in maniera cos\u00ec limpida come quella illustrata da san Tommaso d&#8217;Aquino, s\u00ec che esse si sostengono vicendevolmente, con la constatazione che non si possono contraddire, appunto perch\u00e9 provengono entrambe da Dio; e che se un conflitto pare che insorga, deve trattarsi necessariamente di un uso improprio della facolt\u00e0 razionale. Infatti la ragione naturale, se rettamente usata, non pu\u00f2 in alcun caso contraddire la fede; se ci\u00f2 pare che accada, bisogna ripercorre i ragionamenti sviluppati fino a trovare il punto in cui la ragione si \u00e8 sviata ed \u00e8 caduta in errore, ad esempio non collegando in maniera adeguata due ragionamenti, oppure traendo una conclusione pi\u00f9 grande e non giustificata rispetto alle premesse logiche del discorso. Ma non pu\u00f2 esserci, neppure in linea teorica, alcuna doppia verit\u00e0: la verit\u00e0 \u00e8 una e una soltanto, e postulare una seconda verit\u00e0, ossia una verit\u00e0 di ragione diversa da quella della fede, \u00e8 semplicemente impossibile, perch\u00e9 irrazionale. Ogni volta che, in una forma o in un&#8217;altra, un pensatore postula l&#8217;esistenza di una doppia verit\u00e0, o s&#8217;inganna oppure mente consapevolmente: lo si vede in quei filosofi, come Giordano Bruno, i quali pretendono di giungere, con la sola ragione, a delle verit\u00e0 che contraddicono la Rivelazione, ma poi si dicono disposti a rivedere le loro affermazioni, evidentemente per sottrarsi alle conseguenze della loro audacia (la stessa cosa che faceva Averro\u00e8 nell&#8217;ambito della cultura islamica).<\/p>\n<p>Scrive San Tommaso nella <em>Summa contra Gentiles<\/em> (ma il titolo originale dell&#8217;opera \u00e8: <em>Liber de Veritate Catholicae Fidei contra errores infidelium<\/em>), I, q.7-8):<\/p>\n<p><em>Si deve osservare che le cose sensibili, dalle quali la ragione umana desume la conoscenza, conservano in s\u00e9 un certo vestigio della causalit\u00e0 divina, per\u00f2 cos\u00ec imperfetto da essere del tutto insufficiente a manifestare la natura stessa di Dio. Infatti gli effetti conservano in una certa misura la somiglianza con la loro causa, perch\u00e9 ogni agente produce una cosa a s\u00e9 somigliante; ma l&#8217;effetto non sempre raggiunge una perfetta somiglianza. Perci\u00f2 la ragione umana, nel conoscere le verit\u00e0 di fede, che possono essere evidenti soltanto a coloro che contemplano l&#8217;essenza di Dio, \u00e8 in grado di raccoglierne certe analogie, che per\u00f2 non sono sufficienti a dimostrare tali verit\u00e0 o a comprenderle per intuizione intellettiva. Tuttavia \u00e8 proficuo per la mente umana esercitarsi in tali ragionamenti, per quanto inadeguati, purch\u00e9 non si abbia la presunzione di comprendere o di dimostrare.<\/em><\/p>\n<p>E sempre nella stessa opera (II, q. 4):<\/p>\n<p><em>La dottrina della fede cristiana s&#8217;interessa delle creature in quanto in esse si riscontra una certa immagine di Dio, e in quanto l&#8217;errore su di esse pu\u00f2 portare all&#8217;errore sulle cose di Dio. Perci\u00f2 le creature interessano la dottrina suddetta e la filosofia umana sotto aspetti diversi. Infatti la filosofia umana le considera per quello che sono: cosicch\u00e9 secondo le diversit\u00e0 dei loro generi si riscontrano varie discipline filosofiche. Invece la fede cristiana non le considera per quello che sono in se stesse: considera il fuoco, per esempio, non in quanto fuoco, ma in quanto rappresenta la trascendenza di Dio, e in quanto in qualche modo dice ordine a Dio. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Per questo motivo il filosofo e il credente considerano nelle cose aspetti differenti. Infatti il filosofo ne considera le propriet\u00e0 che loro convengono secondo la propria natura: nel fuoco, per esempio, la tendenza a salire verso l&#8217;alto. Invece il credente considera nelle creature il loro riferimento a Dio, ossia il fatto che sono create da Dio, che a lui sono soggette, ed altre cose del genere. Perci\u00f2 non si deve a un&#8217;imperfezione della dottrina della fede il suo disinteresse per tante propriet\u00e0 delle cose, per esempio per la configurazione del cielo o per la qualit\u00e0 del suo moto. Del resto neppure il naturalista si interessa delle propriet\u00e0 della linea che sono oggetto della geometria, ma soltanto della linea in quanto delimita un corpo fisico.<\/em><\/p>\n<p><em>E anche quando il filosofo e il credente considerano le creature sotto il medesimo aspetto, essi si rifanno a principi differenti. Poich\u00e9 il filosofo argomenta partendo dalle cause proprie e immediate delle cose; il credente muove invece dalla causa prima: per esempio dal fatto che Dio lo ha rivelato, oppure da ci\u00f2 che ridonda a gloria di Dio, oppure dall&#8217;esserci in Dio una potenza infinita. Ed ecco perch\u00e9 questa dottrina ha diritto all&#8217;appellativo di somma sapienza, avendo per oggetto la causa pi\u00f9 alta [&#8230;] Per questo motivo la filosofia umana dev&#8217;essere al suo servizio; cosicch\u00e9 talora la sapienza o scienza di Dio argomenta dai principi della filosofia umana. Infatti anche presso i filosofi la filosofia si serve di tutte le scienze per raggiungere le sue conclusioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Ed ecco perch\u00e9 queste due discipline non seguono il medesimo ordine. Infatti nella filosofia, che considera le creature in se stesse per giungere alla conoscenza di Dio, il primo oggetto da considerare sono le creature e l&#8217;ultimo \u00e8 Dio. Invece nella dottrina della fede, la quale non considera le creature che in ordine a Dio, prima occorre considerare Dio e poi le creature. Di qui la maggiore perfezione di quest&#8217;ultima: perch\u00e9 somiglia di pi\u00f9 alla conoscenza di Dio, il quale conosce le cose soltanto conoscendo se stesso.<\/em><\/p>\n<p>Noi, figli della civilt\u00e0 cristiana, dobbiamo essere consci e fieri di tale altissima affermazione di maturit\u00e0 della ragione, e al tempo stesso di un rapporto cos\u00ec armonioso e costruttivo come quello realizzato fra la via della ragione naturale e quello della fede. \u00c8 quanto di pi\u00f9 bello ha realizzato la nostra cultura e, fra le altre cose, a tale conquista dobbiamo l&#8217;esistenza di opere come la <em>Divina Commedia<\/em> o come gli affreschi di Giotto, gloriosa celebrazione della bellezza, della ragione e dello sforzo dell&#8217;uomo di protendersi verso Dio, con la massima audacia ma al tempo stesso con la pi\u00f9 grande umilt\u00e0 possibile.<\/p>\n<p>Non deve stupire che la cultura moderna si sia accanita proprio contro tale armonioso connubio di ragione e fede e che abbia proclamato l&#8217;inconciliabilit\u00e0 delle due vie, squalificando la fede a semplice credenza privata e ammettendo come &quot;ragione&quot; il solo pensiero laicista e materialista, che prescinde ideologicamente da qualunque rapporto con la dimensione del soprannaturale. Oggi la cultura dominante predica, senza incontrare alcun contraddittorio, che la ragione esclude la fede, e viceversa; che chi usa la ragione non pu\u00f2 credere, e chi crede non adopera la ragione; in breve, che esiste una distanza bissale, incolmabile e definitiva fra ci\u00f2 che dice la ragione e ci\u00f2 che dice la fede. I rari uomini di scienza contemporanei, come Enrico Medi o, nella presente generazione, come Antonino Zichichi, i quali affermano, da scienziati, che non solo \u00e8 possibile credere, ma che non esiste alcun contrasto di fondo tra la ragione e la fede, vengono ignorati e messi in disparte, in modo che il grosso pubblico non venga neppure a conoscenza della loro testimonianza. E ci\u00f2 perch\u00e9 \u00e8 in atto, da molto tempo e non certo da ieri, un vasto disegno di scristianizzazione dell&#8217;Europa e del mondo: si noti infatti che le critiche e le accuse degli scientisti sono dirette essenzialmente contro il cristianesimo e non contro le altre fedi religiose, cio\u00e8, guarda caso, proprio contro la sola religione che ha sempre proclamato con fierezza i diritti della ragione naturale e la celebrazione della bellezza del mondo sensibile. Come mai non si vede altrettanto accanimento contro le altre fedi, e come mai bruciano a decine le chiese cattoliche in tutto il mondo, nella pi\u00f9 totale indifferenza, ma non le sinagoghe, n\u00e9 le moschee buddiste?<\/p>\n<p>Per portare avanti quel disegno sono stai costruiti dei casi paradigmatici, come quelli di Galilei o di Giordano Bruno, che dovrebbero provare come la fede, in Europa, sia sempre stata nemica della ragione: il che \u00e8 un falso patente e clamoroso. Chiunque studi quei singoli episodi con un minimo di obiettivit\u00e0, giunge alla conclusione che la persecuzione contro la &quot;ragione&quot; non c&#8217;entra per nulla. Viceversa la ragione illuminista, non appena \u00e8 andata al potere, ha perseguitato spietatamente la fede: e questa \u00e8 storia, attesta da politiche generalizzate che hanno prodotto innumerevoli casi. Perci\u00f2 la domanda da porre \u00e8 questa: chi ha paura dell&#8217;armoniosa collaborazione tra fede e ragione?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fede e ragione sono le due vie, distinte ma complementari, che conducono la mente umana alla conoscenza della realt\u00e0 ultima, passando attraverso la conoscenza delle cose<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[141,263,267],"class_list":["post-28529","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-filosofia","tag-verita","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28529","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28529"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28529\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28529"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28529"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28529"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}