{"id":28511,"date":"2009-03-13T11:07:00","date_gmt":"2009-03-13T11:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/03\/13\/lo-stato-terroristico-della-virtu-nel-pensiero-politico-di-jean-jacques-rousseau\/"},"modified":"2009-03-13T11:07:00","modified_gmt":"2009-03-13T11:07:00","slug":"lo-stato-terroristico-della-virtu-nel-pensiero-politico-di-jean-jacques-rousseau","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/03\/13\/lo-stato-terroristico-della-virtu-nel-pensiero-politico-di-jean-jacques-rousseau\/","title":{"rendered":"Lo stato terroristico della Virt\u00f9 nel pensiero politico di Jean-Jacques Rousseau"},"content":{"rendered":"<p>Scrive Rousseau ne \u00abIl contratto sociale\u00bb nella sezione ottava del libro quarto (traduzione italiana di Gianluigi Barni, Milano, Fratelli Fabbri Editori, 1995, pp. 187-94):<\/p>\n<p>\u00abLa religione, considerata in rapporto alla societ\u00e0, che \u00e8 o generale o particolare, pu\u00f2 pure essere divisa in due specie, cio\u00e8 la religione dell&#8217;uomo e quella del cittadino. La prima senza templi, senza altari, senza riti, limitata al puro culto interiore del Dio supremo e ai doveri terni della morale \u00e8 la pura e semplice religione del Vangelo, il vero teismo e ci\u00f2 che si pu\u00f2 chiamare il diritto divino naturale. L&#8217;altra, limitata a un solo paese, gli fornisce i suoi de, i suoi patroni particolar e tutelari; questa religione ha i so dogmi, i suoi riti, il suo culto esteriore prescritto da leggi: tolta la sola nazione che la segue, tutte le altre sono per lei infedeli, straniere, barbare; essa non stende i doveri e i dritti dell&#8217;uomo pi\u00f9 lontano de suoi altari. Tali furono tutte le religioni primitive alle quali si pu\u00f2 dare il nome di diritto divino civile o positivo.<\/p>\n<p>V \u00e8 un terzo tipo di religione, pi\u00f9 bizzarra, che dando agli uomini due legislazioni, due capi, due patrie, li sottonette a dover contraddittori ed impedisce loro di essere in un sol tempo devoti e cittadini. Tale \u00e8 la religione dei lama, tale quella dei giapponesi, tale il cristianesimo romano. Si pu\u00f2 chiamare questa la religione del prete. Ne risulta una specie di diritto misto e non corrispondente alla societ\u00e0, dritto che non ha nome.<\/p>\n<p>Volendo considerare questi tre tipi d religione da un punto di vista politico, tutte hanno i loro difetti. La terza \u00e8 cos\u00ec evidentemente cattiva, che sarebbe una perdita d tempo divertirsi a dimostrarlo. Tutto ci\u00f2 che rompe l&#8217;unit\u00e0 sociale non vale nulla: tutte le istituzioni che mettono l&#8217;uomo in contraddizione con se stesso non valgono nulla.<\/p>\n<p>La seconda \u00e8 buona per l fatto che riunisce il culto divino e l&#8217;amore delle leggi e perch\u00e9, rendendo la patria l&#8217;oggetti dell&#8217;adorazione dei cittadini, insegna loro che servire lo stato vuol dire servire il dio tutelare. \u00c8 una specie di teocrazia, nella quale non s deve avere altro pontefice che il principe, n\u00e9 altri preti che magistrati. In tal caso, morire per il proprio paese significa andare al martirio; violare le leggi \u00e8 essere empio e sottoporre un colpevole alla pubblica esecrazione vuol dire dedicarlo allo sdegno degli de: &quot;sacer esto&quot;.<\/p>\n<p>Ma questa religione \u00e8 cattiva perch\u00e9, esse4ndo fondata sull&#8217;errore e sulla menzogna, inganna gli uomini, li rende creduli, superstiziosi e sommerge il vero culto della divinit\u00e0 in un vano cerimoniale. \u00c8 ancor pi\u00f9 cattiva quando, diventando esclusiva e tirannica, rende un popolo sanguinario e intollerante, d modo che questo non agogna che assassinio e massacro e crede di fare un&#8217;opera santa uccidendo chiunque non ammetta i suoi de. Ci\u00f2 pone un tal popolo in uno stato naturale d guerra con tutti gli altri, assai nocivo alla sua stessa scurezza.<\/p>\n<p>Resta dunque la religione dell&#8217;uomo o il cristianesimo, non quello di oggi, ma quello del Vangelo, che ne \u00e8 del tutto differente. Attraverso questa religione, santa, sublime, vera, gli uomini, figli dello stesso Dio, si riconoscono tutti per fratelli e la societ\u00e0 che li unisce non s scioglie neppure con la morte. Ma questa religione, non avendo alcuna relazione particolare col corpo politico, lascia alle leggi la sola forza che esse possono ricavare da se stesse senza aggiungervene altra e da ci\u00f2 deriva che uno de grandi legami della societ\u00e0 particolare resta senza effetto. Anzi, in luogo di legare i cuori dei cittadini allo stato, essa li allontana come da ogni cosa della terra. Non conosco nulla di pi\u00f9 contrario allo spirito sociale.<\/p>\n<p>Ci si dice che un popolo d veri cristiani formerebbe la pi\u00f9 perfetta societ\u00e0 che si possa immaginare. Non vedo in questa ipotesi che una grave difficolt\u00e0 ed \u00e8 che una societ\u00e0 di veri cristiani non sarebbe pi\u00f9 una societ\u00e0 di uomini.<\/p>\n<p>Dico di pi\u00f9 che questa supposta societ\u00e0 non sarebbe, con tutta la sua perfezione, n\u00e9 la pi\u00f9 forte, n\u00e9 la pi\u00f9 durevole: a forza di essere perfetta mancherebbe d ogni legame, il suo vizio distruttore sarebbe nella sua stessa perfezione.<\/p>\n<p>Ciascuno compirebbe il proprio dovere: i popoli sarebbero sottomessi alle leggi, i capi sarebbero giusti e moderati, i magistrati integri ed incorruttibili, i soldati disprezzerebbero la morte; non vi sarebbe n\u00e9 vanit\u00e0 n\u00e9 lusso: tutte cose bellissime, ma guardiamo un po&#8217; pi\u00f9 lontano.<\/p>\n<p>Il cristianesimo \u00e8 una religione completamente spirituale, diretta unicamente alle cose del cielo: la paura del cristiano non \u00e8 d questo mondo. Egli fa il suo dovere, ma lo fa con una profonda indifferenza circa il buono o il cattivo esito dei suoi sforzi. Purch\u00e9 non v sa nulla da rimproverarsi, poco gli importa che tutto vada bene o male quaggi\u00f9. Se lo stato \u00e8 fiorente, a mala pena egli osa gioire della pubblica felicit\u00e0, temendo di inorgoglirsi della gloria del suo popolo; se lo stato deperisce, benedice la mano di Dio che grava sul suo popolo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 una tale societ\u00e0 fosse pacifica e vi si mantenesse l&#8217;armonia,, bisognerebbe che tutti i cittadini, senza eccezione, fossero ugualmente buoni cristiani; ma se per disgrazia vi si trova un solo ambizioso, un solo ipocrita, un Catilina, per esempio, un Cromwell, questi certamente avr\u00e0 buon gioco rispetto ai suoi pii compatrioti. La carit\u00e0 cristiana non permette facilmente di pensar male del prossimo. Dal momento che egli avr\u00e0 trovato con qualche trucco l&#8217;arte dei imporsi a loro e d impadronirsi di una parte dell&#8217;autorit\u00e0 pubblica, ecco un uomo costituito in dignit\u00e0; Dio vuole che lo si rispetti: ben presto ecco un potere; Dio vuole che gli si obbedisca. Il depositario d questo potere ne abusa: \u00e8 il bastone con cui Dio punisce i suoi figli. Scacciare l&#8217;usurpatore diverrebbe un caso di coscienza; bisognerebbe turbare la pubblica quiete, usare la violenza, versare del sangue: tutto ci\u00f2 mal si accorda con la dolcezza del cristiano, e, dopo tutto, che cosa importa l&#8217;essere liberi o servi in questa valle di miseria? L&#8217;essenziale \u00e8 andare in Paradiso e la rassegnazione non \u00e8 altro che un mezzo d pi\u00f9 per giungere a ci\u00f2.<\/p>\n<p>Capita qualche guerra straniera: i cittadini marciano senza fatica al combattimento; nessuno tra loro pensa a fuggire, fanno il loro dovere, ma senza passione per la vittoria: sanno piuttosto morire che vincere. Che essi siano vincitori o vinti, che cosa importa? La Provvidenza non sa meglio d loro ci\u00f2 di cui essi abbisognano? Si pensi qual vantaggio possa trarre da questo loro stoicismo un nemico fiero, impetuoso, appassionato. Mettete faccia a faccia a essi quei popoli generosi che erano divorati dall&#8217;ardente amore della gloria e della patria, immaginate la vostra repubblica cristiana di fronte a Sparta o a Roma: i pii cristiani saranno battuti, schiacciati, distrutti prima di aver avuto il tempo d riprendersi, o dovranno la loro salvezza solo al disprezzo che il nemico concepir\u00e0 per loro. Fu, a mio giudizio, un bel giuramento quello dei soldati di Fabio: essi non giurarono di morire o di vincere, giurarono di tornare vincitori e mantennero il loro giuramento; mai i cristiani ne avrebbero fatto uno simile: avrebbero pensato d tentare Dio.<\/p>\n<p>Ma io mi sbaglio parlando d una repubblica cristiana: ciascuno di questi termini esclude l&#8217;altro. Il cristianesimo non predica che servit\u00f9 e dipendenza. Il suo spirito \u00e8 troppo favorevole alla tirannia, perch\u00e9 questa non ne approfitti sempre. I veri cristiani son fatti per essere schiavi: essi lo sanno e non se ne preoccupano troppo; questa corta vita ha troppo poco valore ai loro occhi.<\/p>\n<p>Le truppe cristiane sono eccellenti, ci si dice. Lo nego. Mi s mostrino tali truppe. Per quanto mi riguarda, non conosco truppe cristiane. Mi si citeranno le crociate. Senza disputare sul valore delle crociate, io farei notare che, lungi dall&#8217;essere dei castani, quei crociati erano soldati del prete, erano de cittadini della chiesa: s battevano per il suo paese spirituale, che essa aveva reso temporale, non s sa come. A ben guardare, tutto ci\u00f2 rientra nel paganesimo; dato che il Vangelo non stabilisce una religione nazionale, ogni guerra sacra \u00e8 impossibile tra cristiani.<\/p>\n<p>Sotto gli imperator pagani i soldati cristiani erano valorosi; tutti gli autor cristiani lo assicurano e io vi credo: era evidentemente una onorevole emulazione in rapporto alle truppe pagane. Da quando gli imperatori furono cristiani questa emulazione non vi fu pi\u00f9, e quando la croce ebbe cacciato l&#8217;aquila tutto il valore romano scomparve.<\/p>\n<p>Ma, lasciando da parte le considerazioni politiche, torniamo al diritto e fissiamo i principi su questo punto importante. Il diritto che il patto sociale d\u00e0 al corpo sovrano sui sudditi non oltrepassa, come ho detto, i confini dell&#8217;utilit\u00e0 pubblica. I sudditi non debbono render conto al corpo sovrano delle loro opinioni, se non in quanto tali opinioni abbiano importanza per la comunit\u00e0. Ora, \u00e8 senza dubbio importante per lo stato che ogni cittadino abbia una religione ch&#8217;egli faccia amare i suoi doveri, ma i dogmi d questa religione non interessano n\u00e9 lo stato, n\u00e9 i suoi membri, se non in quanto tali dogmi si riferiscono alla morale e ai doveri che colui che la professa \u00e8 tenuto ad adempiere riguardo agli altri. Ciascuno pu\u00f2 avere, anzi, tutte quelle opinioni che gli piacciono, senza che spetti al corpo sovrano d occuparsene. Perch\u00e8, dato che esso non ha alcuna competenza sull&#8217;altro mondo, qualsiasi sa la sorte dei sudditi nella vita futura, questo non \u00e8 un suo problema, a condizione che tali sudditi siano de buoni cittadini in questa<\/p>\n<p>Vi \u00e8 dunque una professione d fede puramente civile, d cui spetta al corpo sovrano il fissare gli articoli, non precisamente come dogmi di religione, ma come sentimenti di sciabilit\u00e0, se4nza de quali \u00e8 impossibile essere n\u00e9 buon cittadino n\u00e9 suddito fedele.<\/p>\n<p>Senza poter obbligare nessuno a credere in essi, si pu\u00f2 bandire dallo stato chiunque non vi creda; si pu\u00f2 bandirlo, non come empio, ma come essere non sociale, come incapace di amare sinceramente le leggi, la giustizia, e di sacrificare, in caso di bisogno, la sua vita al suo dovere. Che se poi qualcuno, dopo aver pubblicamente riconosciuto questi dogmi, si condurr\u00e0 come se non vi credesse, sa condannato a morte: ha commesso il pi\u00f9 grande dei reati, ha mentito davanti alle leggi.<\/p>\n<p>I dogmi della religione civile debbono essere semplici, in piccolo numero, enunciati con precisione, senza spiegazioni n\u00e9 commenti. L&#8217;esistenza della divinit\u00e0 possente, intelligente, benefica, previdente e provvidente, la vita futura, la felicit\u00e0 dei giusti, la punizione de cattivi, la santit\u00e0 del contratto sociale e delle leggi, ecco i dogmi positivi. Quanto ai dogmi negativi, io li limito a uno solo ed \u00e8 l&#8217;intolleranza: questa rientra nei culti che noi abbiamo escluso.<\/p>\n<p>Coloro che distinguono l&#8217;intolleranza civile dall&#8217;intolleranza teologica, a mio parere, si sbagliano. Queste due intolleranze sono inseparabili. \u00c8 impossibile vivere in pace con delle persone che s ritengono dannate: amarle sarebbe odiare Dio che le punisce; bisogna assolutamente riconvertirle o sottoporle a tormenti. In ogni luogo n cui \u00e8 ammessa l&#8217;intolleranza religiosa \u00e8 impossibile che non ne derivi qualche effetto civile e, appena questi s verificano, il corpo sovrano non \u00e8 pi\u00f9 sovrano neppure nel campo temporale:; da quel momento i preti sono veri padroni: i re n on sono che i loro ufficiali.<\/p>\n<p>Nei tempi presenti ne quali non v \u00e8 pi\u00f9 e non vi pu\u00f2 essere una religione nazionale esclusiva, s devono tollerare tutte quelle che tollerano le altre, fin quando oro dogmi non hanno nulla in contrario ai doveri de cittadini. Ma chiunque osi dire: &quot;Fuori della chiesa non esiste salvezza&quot; deve essere cacciato dallo stato, salvo che lo stato non sia la Chiesa e che il principe non sia il pontefice. Un tale dogma \u00e8 buono in un governo teocratico; in ogni altro \u00e8 dannoso. La ragione secondo cui s raccont\u00f2 che Enrico IV avrebbe abbracciato la religione romana avrebbe dovuto farla abbandonare a ogni uomo onesto e soprattutto a ogni principe che sapesse ragionare.\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrive Rousseau ne \u00abIl contratto sociale\u00bb nella sezione ottava del libro quarto (traduzione italiana di Gianluigi Barni, Milano, Fratelli Fabbri Editori, 1995, pp. 187-94): \u00abLa religione,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[107],"class_list":["post-28511","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-cattolicesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28511","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28511"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28511\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28511"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28511"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28511"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}