{"id":28508,"date":"2017-10-11T08:44:00","date_gmt":"2017-10-11T08:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/11\/il-relativismo-totalitario-sta-rottamando-i-valori\/"},"modified":"2017-10-11T08:44:00","modified_gmt":"2017-10-11T08:44:00","slug":"il-relativismo-totalitario-sta-rottamando-i-valori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/11\/il-relativismo-totalitario-sta-rottamando-i-valori\/","title":{"rendered":"Il relativismo totalitario sta rottamando i valori"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 in atto, a ritmo sempre pi\u00f9 accelerato, la rottamazione epocale di un intero paradigma, quello dei valori tradizionali e dell&#8217;etica assoluta, in nome di un relativismo che sempre pi\u00f9 si sta configurando come un nuovo, implacabile totalitarismo, imposto con un massiccio, metodico, planetario lavaggio del cervello da pare dei <em>mass media<\/em> e della cultura dominante, universit\u00e0 in testa, ma sostenuto anche, all&#8217;occorrenza, da una pressione di tipo giudiziario: chi esprime opinioni diverse, rischia la denuncia, la multa e la prigione, e ci\u00f2 chiude la bocca a ogni eventuale dissidenza o contestazione &#8212; ironicamente, in nome di una presunta difesa della democrazia. Di conseguenza, tutte le persone che vivono ancora, intellettualmente, culturalmente, spiritualmente e moralmente nel mondo dei valori e della tradizione, che credono ancora in Dio, nella Patria, nella famiglia, nella distinzione fra il vero e il falso, fra il bene e il male, fra il giusto e l&#8217;ingiusto, fra il bello e il brutto, si trovano ad essere automaticamente &quot;superate&quot; e, perci\u00f2, &quot;rottamate&quot;. Non servono pi\u00f9, sono diventate inutili, come dei ferri vecchi. In questa maniera, non solo milioni di persone, ma delle intere generazioni &#8212; una sicuramente, forse due o perfino tre, quelle dei nati prima del 1960 &#8212; sono state mese fuori gioco, fuori della storia, e gentilmente gettate nel cestino della carta straccia. Quel che credevano, quel che sentivano, il mondo per il quale si sono spese, non hanno pi\u00f9 importanza; i loro sacrifici, le loro rinunce, le loro battaglie, non hanno pi\u00f9 senso; ci\u00f2 che hanno cercato di costruire, d&#8217;insegnare, di trasmettere ai loro figli e nipoti, specialmente con l&#8217;esempio della loro vita, viene rifiutato e respinto, sovente dileggiato, altrimenti, semplicemente, ignorato; il loro orizzonte esistenziale \u00e8 stato dichiarato privo di senso, inutile, soprannumerario. In altre parole, sono state congedate pubblicamente: ancora vive, \u00e8 come se fossero gi\u00e0 morte; sono stati spenti i microfoni, spente le luci, tolte le scenografie; tutto quel che possono ancora fare, \u00e8 togliersi di mezzo in silenzio, anche fisicamente, il pi\u00f9 presto possibile.<\/p>\n<p>Largo ai giovani, almeno a parole: perch\u00e9, di fatto, la modernizzazione forzata e il giovanilismo esasperato che stanno dietro a questa gigantesca opera di rottamazione delle precedenti generazioni non sono affatto il segnale di una conquistata centralit\u00e0 da parte dei giovani; tutto al contrario. C&#8217;\u00e8 ben poca attenzione verso i giovani, oggi, a cominciare dalla loro speranza d&#8217;inserirsi nel mondo del lavoro; per non parlare delle carriere pi\u00f9 prestigiose, tutte saldamente occupate da settantenni e ottuagenari ben decisi a tenersi strette le loro poltrone sino all&#8217;ultimo soffio di vita. Strano, vero? Da una rivoluzione culturale che estromette cos\u00ec brutalmente i &quot;vecchi&quot;, ci si aspetterebbe che il motore abbia un cuore giovane, e che i giovani ne siano i protagonisti e gli ovvi beneficiari; invece no. Il fatto \u00e8 che i principali animatori di tale rivoluzione non sono i &quot;giovani&quot; in senso anagrafico, ma quelli, per lo pi\u00f9 anziani, gi\u00e0 &quot;arrivati&quot; e comodamente allogati entro il sistema, i quali hanno deciso di optare per questa repentina accelerazione del cambio di paradigma, dal paradigma dei valori assoluti a quello del relativismo istituzionalizzato e imposto per via legale e giudiziaria. Per limitarci al panorama di casa nostra &#8212; ma il fenomeno \u00e8 di portata mondiale &#8212; il presidente della Repubblica, Mattarella, il presidente del Consiglio, Gentiloni, il pontefice Francesco, i presidenti della Camera e del Senato, i ministri, molti parlamentari, quasi tutti gli intellettuali in forza ai principali giornali, televisioni e case editrici, gran parte del corpo accademico, la quasi totalit\u00e0 degli artisti, degli architetti, degli urbanisti, dei musicisti, per non parlare di tecnici e scienziati, e poi gran parte dell&#8217;alto clero, cardinali, arcivescovi e vescovi: pur avendo superato da un pezzo l&#8217;et\u00e0 in cui si pu\u00f2 esser definiti giovami, hanno scelto di schierarsi per il fulmineo cambio di paradigma, in base al quale ci\u00f2 che era vero, giusto, buono e bello fino a ieri, o, al massimo, fino all&#8217;altro ieri, oggi \u00e8 divenuto politicamente scorretto, scorrettissimo, \u00e8 divenuto falso, ingiusto, cattivo e brutto. Tutti costoro han deciso di saltare a pi\u00e8&#8217; pari sulle nuove posizioni, tagliandosi i ponti alle spalle, e, quel che pi\u00f9 conta, tagliandoli alle spalle della societ\u00e0 intera, loro che ne sono le guide.<\/p>\n<p>Si \u00e8 cosi creata una situazione inedita, curiosa, stupefacente. Le classi dirigenti dicono, fanno e raccomandano, anzi, prescrivono, pi\u00f9 o meno l&#8217;esatto contrario di quel che dicevano, facevano, raccomandavano e prescrivevano sino all&#8217;altro ieri; fanno anzi finta di averla sempre pensata come la pensano adesso, fanno finta che il cambio di direzione non ci sia stato, che nessun contrordine sia stato dato; e pretendono che le masse, la gente comune, i singoli individui, prendano per buona questa nuovissima dottrina: cancellare il passato, facendo finta che non ci sia mai stato; censurare ci\u00f2 che era vero fino a ieri, rimuovendone anche il ricordo; e, di conseguenza, censurare, rimuovere e cancellare anche una parte di se stessi. Si pretende che le persone si adeguino alle nuove direttive come se fossero delle macchine: e come ad una macchina si possono sostituire i pezzi che la compongono, cos\u00ec da ottenere una macchina sostanzialmente nuova, partendo da quello che essa era prima, allo stesso modo le classi dirigenti pretendono che le persone si lasciano manipolare, rottamare, riciclare, trasformare, riadattare, in maniera da diventare delle persone nuove, con una nuova maniera di sentire e di pensare, con una nuova sensibilit\u00e0 e una nuova prospettiva, come se nulla fosse, come se non fossero mai state ci\u00f2 che erano state prima. La parola d&#8217;ordine, sottintesa ma evidentissima, \u00e8: dimenticare il passato, farlo sparire; cominciare tutto daccapo, procedere in una direzione affatto nuova, fingendo, per\u00f2, che la direzione di marcia sia sempre la stessa, e tutto sia sempre stato cos\u00ec come appare oggi, come lo si vuole oggi.<\/p>\n<p>Si tratta, in primo luogo, di una complessa, capillare, sistematica operazione contro la verit\u00e0, contro l&#8217;identit\u00e0, contro la memoria. Bisogna trasformare sette miliardi e mezzo di persone in altrettanti immemori, in altrettante Belle Addormentate nel bosco. Il mondo \u00e8 radicalmente cambiato, ma loro non devono saperlo, non devono neppure sospettarlo. La cosa \u00e8 relativamente facile con i bambini e con i pi\u00f9 giovani: essendo nati in questo clima, e avendo pochi ricordi o nessun ricordo della situazione preesistente, non \u00e8 affatto difficile convincerli che non esiste e non \u00e8 mai esistito un passato &quot;diverso&quot;, che il mondo \u00e8 sempre stato quale lo vedono ora. Per esempio: che gli immigrati ci sono sempre stati; che il loro inserimento nella nostra societ\u00e0 \u00e8 un processo naturale, irreversibile e, comunque, benefico; che le unioni omosessuali hanno la stessa dignit\u00e0 intrinseca del matrimonio fra uomo e donna; che i bambini possono nascere dall&#8217;unione di un uomo di una donna, ma anche dalla fecondazione eterologa praticata da una lesbica, per poi crescerli con la sua compagna, o dalla pratica dell&#8217;utero in affitto, nel caso di due omosessuali maschi; che il diritto a divorziare, ad abortire, ad avere una &quot;morte dolce&quot; in ospedale, c&#8217;\u00e8 sempre stato, e, comunque, \u00e8 giustissimo e sacrosanto che sia garantito a tutti; che il cattolicesimo \u00e8 la religione della neochiesa massonica di papa Francesco, nel quale ci sono solo ponti e nessun muro, cio\u00e8 nessuna dottrina, nessuna verit\u00e0, nessuna certezza assoluta, perch\u00e9 esso \u00e8 solo una delle tante vie per giungere a &quot;Dio&quot;, un dio poco esigente, peraltro, e assai largo di manica, che capisce tutto, perdona tutto, e che, addirittura, si aspetta da noi, in certi casi, che viviamo nel peccato, perch\u00e9 altro, oggettivamente, non potremmo fare, stante la complessit\u00e0 delle situazioni e la fragilit\u00e0 della nostra natura (vedi il famigerato paragrafo 303 della esortazione apostolica <em>Amoris laetitia<\/em>).<\/p>\n<p>L&#8217;ambito della vita religiosa si presta particolarmente per illustrare il concetto della rimozione del passato. Per un ragazzino di dieci, dodici anni, \u00e8 normale che il cattolicesimo sia questa cosa qui: la santa Messa con i burattini, o con l&#8217;aperitivo, o con i balli, gli applausi, le buffonate, il prete che canta durante l&#8217;omelia brani di musica leggera, il vescovo che va attorno in bicicletta dentro la chiesa, le suore che cantano scompostamente canzoni profane e perfino blasfeme, il papa che si mette il naso da pagliaccio, il vescovo che elogia pubblicamente l&#8217;altissima moralit\u00e0 del defunto Marco Pannella, gli induisti che portano dentro la chiesa i loro idoli, i musulmani che si mescolano ai cattolici nel Sacrificio eucaristico, gli ebrei che non hanno alcun bisogno di convertirsi, perch\u00e9 anche solo pensarlo sarebbe un reato di lesa maest\u00e0 nei confronti della sola religione esistente sulla quale non \u00e8 dato scherzare: la Religione dell&#8217;Olocausto. Per questo ragazzino, al quale l&#8217;insegnante di religione nella scuola pubblica, e, spesso, anche la catechista in parrocchia, oltre che il suo stesso parroco e il suo stesso vescovo, hanno trasmesso questa idea del cattolicesimo, questa idea del Vangelo, questa idea di Ges\u00f9 Cristo &#8212; un uomo simpatico che perdonava tutti, che voleva la giustizia sociale e che non sopportava i ricchi, mentre amava le prostitute e i peccatori &#8212; riuscirebbe difficile credere che il cattolicesimo, per innumerevoli generazioni di uomini e donne, sia stato tutt&#8217;altra cosa. E, soprattutto, per lui sarebbe difficile credere che la morale cattolica condannasse una serie di comportamenti che, ora, la Chiesa tollera, o addirittura incoraggia e benedice; e che fra il modello di vita proposto dalla Chiesa e quello del mondo vi fosse una differenza sostanziale. Per lui, oggi, la Comunione \u00e8 quel rito, invero un po&#8217; strano, nel quale si va all&#8217;altare, magari in calzoncini corti e sandali da spiaggia, si prende con le mani quel pezzetto di pane che il prete chiama, chiss\u00e0 perch\u00e9, il Corpo del Signore, lo si mette in bocca e si torna al banco; momento, comunque, piuttosto noioso: molto pi\u00f9 vivace e simpatico \u00e8 lo scambiarsi il &quot;segno della pace&quot;, sbracciandosi allegramente a destra e a sinistra, avanti e indietro, e uscendo anche dal banco per stringere la mano ad amici e sconosciuti.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 in atto la stessa tecnica di azzeramento del passato in tutti gli altri ambiti, anche profani, della nostra societ\u00e0 e della nostra cultura. Prendiamo il caso di uno studente di psicologia. I libri su cui studia, i professori che ascolta durante le lezioni, per non parlare dei salotti televisivi <em>politically correct<\/em>, tutti gli dicono che esiste un istinto eterosessuale e un istinto omosessuale; che non vi \u00e8 differenza fra l&#8217;uno e l&#8217;altro, n\u00e9 per la moralit\u00e0 intrinseca, n\u00e9 per gli effetti sociali, n\u00e9 per l&#8217;equilibrio psichico dell&#8217;individuo. Il nostro studente ventenne di psicologia pensa che sia sempre stato cos\u00ec, e che i professori e i manuali della sua disciplina abbiano sempre espresso tali concetti. Invece basta prendersi la briga di sfogliare un qualsiasi manuale di qualche decennio fa, e si trover\u00e0 l&#8217;omosessualit\u00e0 regolarmente collocata nel capitolo, o nei capitoli, delle &quot;deviazioni sessuali&quot;, o anche, pi\u00f9 esplicitamente, delle &quot;perversioni sessuali&quot;. Chi ha scritto quei libri? Evidentemente, psicologi professionisti: i professori universitari di cinquanta, quaranta, trent&#8217;anni fa. Una parte di loro sono ancora vivi e vegeti, e alcuni continuano a insegnare dall&#8217;alto delle loro cattedre. E che cosa dicono oggi? Esattamente il contrario di quel che dicevano e insegnavano allora. Proprio come i vescovi canterini, i monsignori che lodano Pannella, il papa che esalta la figura di Lutero, e l&#8217;ultimo prete di provincia che invita in chiesa Emma Bonino, la campionessa dell&#8217;aborto e di cento altre &quot;battaglie&quot; per i diritti civili, vale a dire battaglie anticristiane, per insegnare ai cattolici come si fa ad essere accoglienti verso gl&#8217;immigrati. C&#8217;\u00e8 qualcosa che non torna: ma \u00e8 proibito dirlo. Se nessuno lo dice, \u00e8 come se i conti tornassero. Dunque, il segreto \u00e8 dire sempre di s\u00ec, e fare finta che non sia successo nulla, che non sia cambiato niente. Tutto si regge su una gigantesca menzogna e su un tradimento inaudito non solo nei confronti del passato e della propria identit\u00e0, ma nei confronti della verit\u00e0 stessa: perch\u00e9 nulla di onesto si pu\u00f2 costruire sulla base di una menzogna, e chi la pensa diversamente o \u00e8 un imbecille o \u00e8 un mascalzone. Non stiamo parlando di opinioni a proposito della squadra di calcio: stiamo parlando dei valori intellettuali, culturali, spirituali e morali della nostra civilt\u00e0. Milioni di persone li hanno ricevuti, ci hanno creduto, si sono sacrificati per essere fedeli ad essi; alcuni hanno anche dato la loro vita. La patria? La Patria \u00e8 innanzitutto un valore ideale; tuttavia, per sussistere, essa ha anche bisogno di una cosa cos\u00ec vilmente materiale qual \u00e8 il confine. Essa, dunque, \u00e8 definita dai confini: ovvio. Per difendere i confini, i nostri nonni e bisnonni hanno dato la vita: sul Piave nel 1918, a El Alamein nel 1942. Oggi i confini non ci sono pi\u00f9 e chiunque ha il diritto di venire in Italia, di essere accolto, mantenuto, spesato, ospitato, alloggiato, anche se si comporta da delinquente: perch\u00e9, poverino, \u00e8 un &quot;profugo&quot;, e noi non possiamo restare insensibili al suo &quot;dramma&quot;, n\u00e9 negargli il diritto al sogno d&#8217;una vita migliore.<\/p>\n<p>Si giunge cos\u00ec alla conclusione che il peggior nemico del nuovo paradigma \u00e8 colui che conserva la memoria, che conserva i valori, che custodisce la tradizione, perch\u00e9 costui \u00e8 un testimone vivente di ci\u00f2 che non deve essere ricordato, di ci\u00f2 che deve essere cancellato ed ignorato dalle nuove generazioni. E non \u00e8, ripetiamo, solo una questione di et\u00e0: le persone che abbiamo nominato prima non danno alcun fastidio al nuovo paradigma, anzi, sono benemerite: \u00e8 forse un caso che ricevano ovunque applausi e che siano continuamente lodate e glorificate dai mezzi d&#8217;informazione e da quasi tutto l&#8217;<em>establishmen<\/em>t intellettuale e culturale? Eppure sono, intellettualmente e moralmente parlando, dei traditori; si sono impadroniti del marchio di fabbrica e spacciamo impunemente moneta falsa per moneta buona. L&#8217;Italia di cui parlano, non \u00e8 la vera Italia; la cultura di cui parlano, non \u00e8 la vera cultura; la religione di cui parlano, non \u00e8 la vera religione. Il tradimento c&#8217;\u00e8 e si vede&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 in atto, a ritmo sempre pi\u00f9 accelerato, la rottamazione epocale di un intero paradigma, quello dei valori tradizionali e dell&#8217;etica assoluta, in nome di un<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-28508","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28508","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28508"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28508\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28508"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28508"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28508"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}