{"id":28505,"date":"2021-03-27T11:02:00","date_gmt":"2021-03-27T11:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/27\/rosenberg-pensieri-scomodi-sui-quali-riflettere\/"},"modified":"2021-03-27T11:02:00","modified_gmt":"2021-03-27T11:02:00","slug":"rosenberg-pensieri-scomodi-sui-quali-riflettere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/27\/rosenberg-pensieri-scomodi-sui-quali-riflettere\/","title":{"rendered":"Rosenberg: pensieri scomodi sui quali riflettere"},"content":{"rendered":"<p>Il mito del XX secolo (<em>Der Mythus des 20. Jahrhunderts<\/em>), il libro del filosofo Alfred Rosenberg (1893-1946) apparso nel 1931, \u00e8 senza dubbio, insieme al <em>Mein Kampf<\/em> di Hitler e ai <em>Protocolli dei Savi Anziani di Sion<\/em>, un libro maledetto; anzi si potrebbe dire <em>il<\/em> libro maledetto per eccellenza, sia per la fede nazista del suo autore, condannato a morte nel Processo di Norimberga e giustiziato mediante impiccagione, sia per le idee francamente razziste in esso manifestate, peraltro non molto dissimili da quelle espresse da Houston Stewart Chamberlain (1855-1927), inglese naturalizzato tedesco, nel libro <em>I fondamenti del XIX secolo<\/em>, pubblicato nel 1899. Chi voglia avere una conoscenza di prima mano del razzismo nazionalsocialista, deve aver letto il libro di Rosenberg; eppure ben pochi lo hanno fatto, anche perch\u00e9 \u00e8 oggi quasi introvabile, eppure tutti si sentono in diritto di dire la loro su questo argomento. Ad ogni modo, non \u00e8 certo per tentare una improbabile riabilitazione, anche solo parziale, di questo libro realmente malefico, che la Chiesa cattolica giustamente mise subito all&#8217;Indie (e fu l&#8217;unico libro di marca nazista a subire questo destino), ma per andare oltre il concetto di accettabilit\u00e0 o inaccettabilit\u00e0 di un testo o un sistema di pensiero, e vedere se anche nel testo e nel sistema di pensiero pi\u00f9 lontano dal proprio, e oggettivamente pi\u00f9 sconsigliabile a un lettore inesperto e poco maturo, non si possano trovare spunti interessanti e lampi o intuizioni che, declinati in altro modo, e soprattutto calati in un differente ordine morale, possano offrire valide chiavi di lettura per comprendere la realt\u00e0 in cui viviamo.<\/p>\n<p>Con questo spirito, e scevri da qualunque simpatia nei confronti dell&#8217;ideologia nella quale esso fu concepito, ci accingiamo a svolgere alcune brevi riflessioni sul <em>Mito del XX secolo<\/em>, come potremmo fare coi libri di Marx, Lenin, Trotzkij o di alcuni pensatori anarchici, quali Bakunin o Proudhon (a proposito: il lettore politicamente corretto resterebbe di sasso se sapesse quanti punti di contatto ci sono fra le idee di Proudhon e quelle di Chamberlain, che lo ammirava moltissimo, e quindi, indirettamente, quelle di Rosenberg: primo dei quali un convinto antisemitismo), poich\u00e9 in qualsiasi opera del pensiero umano, anche la pi\u00f9 lontana da un retto sentire, si possono trovare sollecitazioni preziose. Cosa che noi personalmente abbiamo fatto sovente, da un punto di vista cattolico, attingendo a piene mani dal pensiero di Nietzsche: perch\u00e9 Nietzsche, come tutti i filosofi che hanno qualcosa da dire (e non venditori del nulla, come tanti pseudofilosofi moderni), si presta magnificamente a questo tipo di esercizio intellettuale. Tutto sta a estrarre tali sollecitazioni e inserirle nel proprio sistema di pensiero e di valori, e non lasciarsene suggestionare e ipnotizzare: cos\u00ec come un esperto erborista estrae il veleno da una certa pianta e lo utilizza per preparare dei farmaci, e non per avvelenare la gente.<\/p>\n<p>Invece di riportare le sole parole di Rosenberg, le riportiamo insieme a quelle dello storico del diritto Fran\u00e7ois Pontenay de Fontette (1925-2010), un intellettuale molto politicamente corretto, affinch\u00e9, offrendo il veleno insieme all&#8217;antidoto, il lettore sia messo in condizioni di distinguere i diversi livelli di lettura di un testo scottante e scabroso come <em>Il mito del XX secolo<\/em>, anche se \u00e8 ovvio che si tratta di una strategia discutibile, la quale semplicemente rinvia la vera questione, cio\u00e8 che prima di confrontarsi con certe idee, bisogna aver elaborato una propria concezione e una propria maturit\u00e0 critica, in modo da saper trarre profitto anche dalle idee pi\u00f9 sbagliate e pericolose, rielaborandole personalmente e non affidandosi alla censura preventiva della cultura dominante (che non vi \u00e8 alcuna garanzia per ritenere moralmente migliore di qualsiasi altra, fino a prova contraria).<\/p>\n<p>Scrive dunque Fran\u00e7ois de Fontette nel suo libro <em>Il razzismo<\/em>, puntualmente antirazzista e antifascista, pubblicato nella celebre collana <em>Que sais-je?<\/em> (titolo originale <em>Le racisme<\/em>, Paris, Presses Universitaires de France, 1985; traduzione dal francese di Gabriella Passalacqua, Milano, Editore Mondadori, 1995, pp. 109-111):<\/p>\n<p><em>Il MALE sta essenzialmente nell&#8217;universalismo \u00absotto la maschera di teocrazia romana o di umanit\u00e0 massonica\u00bb. In effetti, uno degli aspetti pi\u00f9 curiosi del pensiero di Rosenberg \u00e8 la complicit\u00e0 tra la Chiesa romana, la massoneria, l&#8217;ebraismo e il marxismo, che sono l&#8217;identico nemico proteiforme della supremazia della razza germanica. La formula cattolica &quot;un solo gregge, un solo pastore&quot; era da sola una dichiarazione di guerra allo spirito germanico. I valori cristiani di umilt\u00e0, di rinuncia, di sacrificio, sarebbero stati ripresi e ripetuti dalla massoneria. Quest&#8217;ultima, in accordo profondo con la Chiesa nonostante un&#8217;apparente ostilit\u00e0, divulgava con il pretesto della carit\u00e0 e dell&#8217;umanit\u00e0 \u00abun universalismo senza limiti\u00bb. \u00abLe arringhe umanitarie\u00bb e la teoria dell&#8217;uguaglianza tra gli uomini hanno causato alla civilt\u00e0 un danno incalcolabile: \u00abGrazie a esse, un qualunque ebreo, negro o mulatto ha potuto diventare cittadino di uno stato europeo&#8230; Grazie all&#8217;UMANIT\u00c0, negri ed ebrei possono sposare delle donne di razza nordica\u00bb. \u00c8 questa una conseguenza dell&#8217;estetica occidentale di un&#8217;epoca umanitaria, che ha avuto il grande torto di cercare l&#8217;uomo in generale e non il greco, l&#8217;ebreo, il germanico o il cinese. In fin dei conti si ritrova la triplice collusione ebrei-neri-francesi gi\u00e0 denunciata da Hitler: \u00abLa politica francese ha messo la razza negra sullo stesso piano della razza bianca, cos\u00ec come centocinquant&#8217;anni fa la Francia ha preso l&#8217;iniziativa di emancipare gli ebrei, oggi \u00e8 la principale responsabile della lordura inflitta all&#8217;Europa dai neri e se tutto ci\u00f2 continua non si potr\u00e0 quasi pi\u00f9 considerarla uno stato europeo, ma piuttosto un paese annesso a quell&#8217;Africa che \u00e8 controllata dagli ebrei.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Il BENE, invece, consiste chiaramente in tutto ci\u00f2 che viene fatto per la diffusione della razza nordica. La donna, a cui vengono dedicati lunghi passaggi pi\u00f9 che misogini, rimane comunque la custode della vita ed \u00e8 sua la missione fondamentale di preservare la purezza della razza: \u00abSe si persiste a considerare il siriano di Kurfurstendamm un cittadino che \u00e8 possibile sposare\u00bb&#8230; allora si andr\u00e0 verso un imbastardimento generalizzato Bisogna purificare e migliorare la razza: l&#8217;enciclica papa del 1931, sul matrimonio cristiano [&quot;Non abbiamo bisogno&quot; di Pio XI], secondo la quale non \u00e8 permesso arrecare danno all&#8217;integrit\u00e0 di corpi umani capaci di contrarre matrimonio, deve essere energicamente respinta da ogni tedesco sano. La sterilizzazione chirurgica dei malati e dei criminali recidivi, la proibizione di matrimoni, o anche di semplici relazioni sociali, tra tedeschi e israeliti, rappresentano la minima parte del programma auspicato, perch\u00e9 si tratta di semplici misure di profilassi. Bisogner\u00e0 anche creare una nuova religione: quella antica, della Chiesa siriaco-giudaico-orientale, sbarra \u00abla strada alle forze organiche dei popoli di sangue nordico\u00bb, poich\u00e9 &#8212; per curioso e inatteso questo possa sembrare -, le idee di Rosenberg sulla religione sono perfettamente aderenti al razzismo. Cos\u00ec, ad esempio, bisogna \u00abeliminare una volta per tutte come libro religioso il sedicente Antico Testamento\u00bb: \u00e8 l&#8217;unico modo di dare scacco al vecchio tentativo di israelizzazione dei tedeschi. Conviene rielaborare i Vangeli, conservare del Cristo solo gli aspetti epici e gloriosi: si sostituir\u00e0 il crocifisso, simbolo di debolezza e di sofferenza, con altri emblemi e anche il Vangelo non dovr\u00e0 pi\u00f9 rappresentare un insegnamento di vilt\u00e0. In una parola, bisogna subordinare l&#8217;ideale dell&#8217;amore per il prossimo all&#8217;idea di onore nazionale, non perdere mai di vista che il cristianesimo deve i suoi valori immutabili al carattere germanico, e domandarsi sempre se i modelli religiosi fortifichino o meno la struttura razziale della nazione.<\/em><\/p>\n<p>Proviamo dunque a scomporre le idee-chiave de <em>Il mito del XX secolo<\/em> e a considerarle una per una, non solo alla luce della storia passata d&#8217;Europa, come fa lui, ma anche alla luce degli eventi mondiali successivi, come possiamo e dobbiamo fare noi, che abbiamo il vantaggio di considerare le cose non dal punto di vista di come apparivano nel 1930, ma di come le possiamo vedere nella terza decade del ventunesimo secolo, e che la Seconda guerra mondiale e gli eventi posteriori hanno contribuito molto a chiarire ulteriormente..<\/p>\n<p>1) <em>Uno degli aspetti pi\u00f9 curiosi del pensiero di Rosenberg \u00e8 la complicit\u00e0 tra la Chiesa romana, la massoneria, l&#8217;ebraismo e il marxismo.<\/em><\/p>\n<p>Messo cos\u00ec, \u00e8 un pensiero assurdo. Alla luce dei fatti pi\u00f9 recenti, per\u00f2, viene da credere che ci sia un fondo di verit\u00e0: non per la Chiesa in quanto tale, ma per una massoneria che si \u00e8 incistata ed \u00e8 proliferata al suo interno, e pi\u00f9 precisamente quella dei gesuiti. Non \u00e8 forse vero che gesuiti e massoni, oggi, vanno d&#8217;amore e d&#8217;accordo, e si scambiano rivoltanti convenevoli e moine gli uni con gli altri? E che dire dell&#8217;ebraismo e del marxismo? Sappiamo che il Vaticano II \u00e8 stato pensato innanzitutto per abolire l&#8217;antigiudaismo religioso e, anzi, per sottomettere il cattolicesimo all&#8217;ebraismo: vedi la <em>Nostra aetate<\/em> del 28 ottobre 1965 (in realt\u00e0 redatta parecchio tempo prima dai rabbini del B&#8217;nai B&#8217;rith). E ora possiamo vedere quanto i giri di valzer di certi preti e certi teologi del passato redente col marxismo abbiano dato i frutti velenosi della teologia della liberazione, del migrazionismo selvaggio e della dottrina cattolica trasformata in dottrina politica rivoluzionaria e neomarxista. Si pensi a monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, quello che ha definito la dittatura comunista cinese come il regime politico pi\u00f9 vicino alla dottrina sociale della Chiesa; o all&#8217;infame accordo di Beroglio col regime di Pechino e al suo rifiuto di ricevere il cardinale Zen.<\/p>\n<p>2) <em>I valori cristiani di umilt\u00e0, di rinuncia, di sacrificio, sarebbero stati ripresi e ripetuti dalla massoneria.<\/em><\/p>\n<p>Questo fatto ci sembra innegabile. La massoneria, per mezzo dell&#8217;illuminismo, ha ripreso e predicato l&#8217;umanitarismo cristiano, guardandosi bene dal riconoscere il suo debito e anzi assumendo la posa di chi ha scoperto tutto da sola: <em>libert\u00e9, fraternit\u00e9, egalit\u00e9<\/em>. E quanti sanno che l&#8217;affiliazione alla massoneria avviene mediante un giuramento fatto fare al neofita sulla <em>Bibbia<\/em>, in modo da carpire la buona fede degli sprovveduti?<\/p>\n<p>3) <em>La massoneria<\/em>, <em>in accordo profondo con la Chiesa nonostante un&#8217;apparente ostilit\u00e0, divulgava con il pretesto della carit\u00e0 e dell&#8217;umanit\u00e0 \u00abun universalismo senza limiti\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Qui Rosenberg fa l&#8217;errore di confondere internazionalismo e universalismo. Il cattolicesimo \u00e8 universalista, appunto perch\u00e9 cattolico, e infatti concepisce l&#8217;universo e la storia come soggetti alla regalit\u00e0 universale di Cristo. Mentre la massoneria, come il marxismo, \u00e8 internazionalista. La differenza \u00e8 la stessa che passa fra il concetto cristiano dell&#8217;uomo come figlio (possibile) di Dio, mediante il battesimo, e la fratellanza (massonica) di cui parla Bergoglio, ad esempio nell&#8217;enciclica <em>Fratelli tutti<\/em>, o la fraternit\u00e0 marxista dell&#8217;Internazionale.<\/p>\n<p>4) <em>Le \u00abarringhe umanitarie\u00bb e la teoria dell&#8217;uguaglianza tra gli uomini [hanno fatto s\u00ec che] un qualunque ebreo, negro o mulatto ha potuto diventare cittadino di uno stato europeo (&#8230;); negri ed ebrei possono sposare delle donne di razza nordica.<\/em><\/p>\n<p>Fatta la tara al razzismo biologico, resta il fatto della difficile e per certi aspetti indesiderabile coesistenza di culture e religioni non solo diverse, ma inconciliabili. \u00c8 un fatto di pura evidenza che un europeo dell&#8217;Est pu\u00f2, pi\u00f9 o meno agevolmente, inserirsi e integrarsi nelle societ\u00e0 dell&#8217;Europa occidentale; ma che dire di milioni e milioni di africani e asiatici di fede islamica pi\u00f9 o meno rigida, le cui idee sull&#8217;educazione, il matrimonio (leggi: poligamia), i rapporti fra uomo e donna, la libert\u00e0 di pensiero e di espressione, la partecipazione alla vita sociale, sono agli antipodi di quelle della societ\u00e0 che li ha accolti?<\/p>\n<p>5) <em>L&#8217;estetica occidentale di un&#8217;epoca umanitaria ha avuto il grande torto di cercare l&#8217;uomo in generale e non il greco, l&#8217;ebreo, il germanico o il cinese.<\/em><\/p>\n<p>Anche qui, fatta la tara al razzismo biologico, resta una cosa di per s\u00e9 evidente: che l&#8217;uomo in astratto non esiste, \u00e8 solo una fantasia di intellettuali progressisti, figli delle utopie di Rousseau e del politicamente corretto di Boldrini, Cirinn\u00e0 &amp; Compagnia Bella: un uomo che, a rigore, non \u00e8 nemmeno &quot;uomo&quot; nel senso biologico del termine, perch\u00e9 maschio e femmina sarebbero solo dei pregiudizi borghesi imposti dalla societ\u00e0 maschilista dei nostri nonni.<\/p>\n<p>6) <em>La politica francese ha messo la razza negra sullo stesso piano della razza bianca, cos\u00ec come centocinquant&#8217;anni fa la Francia ha preso l&#8217;iniziativa di emancipare gli ebrei.<\/em><\/p>\n<p>Che la Rivoluzione francese sia stata la prima a emancipare gli ebrei, \u00e8 un fatto; e che essi vi abbiano raggiunto un grado di potenza mai visto prima, \u00e8 un altro fatto (si rifletta che Macron, l&#8217;attuale presidente, \u00e8 un uomo dei Rotschild, e governa la Francia per conto della grande finanza e non nell&#8217;interesse dei suoi concittadini; proprio come il nostro Mario Draghi). E che sempre la Francia sia stata il primo Paese d&#8217;Europa a importare massicciamente gli abitanti delle proprie colonie africane per colmare i vuoi del proprio calo demografico e rinforzare le proprie forze armate, \u00e8 un altro fatto, storicamente innegabile. Cos\u00ec come \u00e8 innegabile che oggi a Marsiglia un abitante su quattro \u00e8 un islamico nordafricano, il quale per pregare pu\u00f2 scegliere fra i sessantatre luoghi del suo culto presenti in citt\u00e0; mentre nel centro di Parigi, nel 2020, un professore \u00e8 stato decapitato da un fondamentalista islamico che non gradiva le sue lezioni. Ed \u00e8 un fatto, infine, che l&#8217;Europa ha seguito il modello francese (e non, ad esempio, quello della Repubblica di Venezia: amici di tutti, ma ciascuno in casa propria); che dire del fatto che Londra, la pi\u00f9 grande citt\u00e0 europea, ha un sindaco islamico pakistano (che si rifiuta di condannare i fondamentalisti islamici), cos\u00ec come molte altre citt\u00e0 britanniche?<\/p>\n<p>7) <em>La sterilizzazione chirurgica dei malati e dei criminali recidivi, la proibizione di matrimoni, o anche di semplici relazioni sociali, tra tedeschi e israeliti&#8230; [sono] misure di profilassi.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che siamo lontani anni luce dalla morale cattolica, che noi sottoscriviamo in pieno. Tuttavia il lettore politicamente corretto, buonista e progressista; il lettore ambientalista ed ecologista (e magari sedicente cattolico), che ama gli uccellini e fa le battaglie per difendere il panda e &quot;salvare il clima&quot;, resterebbe stupito se, leggendo la <em>Storia di San Michele<\/em>, apprendesse che il nobile medico svedese Axel Munthe, uno degli idoli di detta cultura, proponeva di servirsi dei criminali condannati a morte quali cavie per sperimentare nuovi farmaci, allo scopo di preservarne i poveri animaletti da lui tanto amati. La logica delle argomentazioni di Rosenberg sui malati e i criminali recidivi \u00e8 dello stesso tipo. Perch\u00e9 permettere di riprodursi a chi non pu\u00f2 o non vuole dare un contributo positivo allo sviluppo della societ\u00e0? \u00c8 una logica, ripetiamo, che non ci piace e che anzi troviamo ripugnante; nondimeno osserviamo che, a volte, le cose spiacevoli e ripugnanti, come la pena di morte in determinati casi, sono necessarie. A nessuno, crediamo, piacerebbe fare il boia. Ma a chi piacerebbe sapere che lo stupratore e l&#8217;assassino del proprio figlioletto, dopo alcuni anni di prigione, \u00e8 libero di rientrare nella societ\u00e0, sposarsi e mettere al mondo dei figli? Ci sono cose brutte che in alcuni casi si rendono necessarie, perch\u00e9 sono giuste. Sono i buonisti idioti e ipocriti a pensare che la giustizia sia fatta solo di belle parole e buone intenzioni; no: \u00e8 fatta anche di sanzioni, e talvolta occorre la sanzione pi\u00f9 dura di tutte. Ci\u00f2 vale anche per il cristianesimo. Siamo convinti che i cattolici buonisti e progressisti detestino e rifiutino l&#8217;idea stessa dell&#8217;Inferno perch\u00e9 non possono conciliare un Dio infinitamente amorevole con la dannazione eterna. \u00c8 un problema loro. Certo non hanno il diritto d&#8217;inventarsi un Vangelo secondo i loro gusti delicati solo perch\u00e9 pensano di sapere meglio di Dio cosa sia la vera giustizia.<\/p>\n<p>8) <em>Bisogna \u00abeliminare una volta per tutte come libro religioso il sedicente Antico Testamento\u00bb: \u00e8 l&#8217;unico modo di dare scacco al vecchio tentativo di israelizzazione dei tedeschi.<\/em><\/p>\n<p>Quello di &quot;conciliare&quot; il Nuovo Testamento con l&#8217;Antico \u00e8 un problema che \u00e8 sempre esistito, e che alcuni eresiarchi come Marcione hanno ritenuto di risolvere tagliandolo alla radice, cio\u00e8 escludendo del tutto l&#8217;Antico Testamento dall&#8217;orizzonte della Rivelazione cristiana. Soluzione assurda e, appunto, eretica. Tuttavia non \u00e8 meno assurda la &quot;soluzione&quot; del Concilio Vaticano II e del sedicente clero attuale: dichiarare che l&#8217;Antica Alleanza \u00e8 tuttora valida come se niente fosse, cio\u00e8 come se la Nuova non fosse stata rifiutata nella Persona di Ges\u00f9, che \u00e8 stato materialmente messo in croce da quelli ai quali voleva portare la Redenzione; e dichiarando che costoro sono pur sempre i nostri <em>fratelli maggiori<\/em>, rispetto ai quali dobbiamo avere l&#8217;atteggiamento di rispetto e di riguardo che si addice al fratello minore verso il primogenito. Sul piano teologico, l&#8217;assurdit\u00e0 consiste nel dichiarare entrambe vere e valide due strade opposte verso la salvezza: l&#8217;una che rifiuta e maledice Ges\u00f9 Cristo, l&#8217;altra che lo accoglie come la sola via, la sola verit\u00e0 e la sola fonte di vita.<\/p>\n<p>9) <em>Si sostituir\u00e0 il crocifisso, simbolo di debolezza e di sofferenza, con altri emblemi e anche il Vangelo non dovr\u00e0 pi\u00f9 rappresentare un insegnamento di vilt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Che il crocifisso sia un simbolo di debolezza \u00e8 del tutto falso; che sia un simbolo di sofferenza \u00e8 indubbio, e serve a ricordarci che la vita buona, vissuta come piace a Dio, implica sempre la croce. Che il Vangelo poi sia un insegnamento di vilt\u00e0, \u00e8 per chi non ha capito nulla del cristianesimo, il che \u00e8 accaduto perfino a un pensatore geniale come Nietzsche. Tuttavia, vale forse la pena di chiedersi se certi cristiani non avvalorino, visti dall&#8217;esterno, tale idea errata. Il confine fra la fortezza cristiana, che \u00e8 debolezza agli occhi del mondo, e la vilt\u00e0 vera, non \u00e8 sempre netto come dovrebbe. Quanti don Abbondio celano la loro vilt\u00e0 dietro il paravento del Vangelo?<\/p>\n<p>10) <em>Bisogna subordinare l&#8217;ideale dell&#8217;amore per il prossimo all&#8217;idea di onore nazionale, non perdere mai di vista che il cristianesimo deve i suoi valori immutabili al carattere germanico, e domandarsi sempre se i modelli religiosi fortifichino o meno la struttura razziale della nazione.<\/em><\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo punto \u00e8 probabilmente il pi\u00f9 delicato di tutti e il pi\u00f9 meritevole di attenta riflessione. Il cristiano vive nel mondo, ma non \u00e8 del mondo. Da ci\u00f2 non deriva che egli non abbia patria, n\u00e9 famiglia, n\u00e9 radici, o addirittura che, per compiacere altri uomini di diversa fede, debba vergognarsi di Ges\u00f9 Cristo. Si pu\u00f2 e si deve essere veri cristiani e veri cattolici senza essere cattivi cittadini e disprezzare la propria identit\u00e0 sociale, culturale, religiosa, anzi andandone fieri e tenendosi pronti a difenderla contro chiunque voglia strapparla. Anche qui, \u00e8 giusto chiedersi: siamo certi che il disprezzo di certi non cristiani, come Rosenberg o Nietzsche, non dipenda da un atteggiamento erroneamente remissivo di tanti, troppi cattolici? Ges\u00f9, il solo modello, non era remissivo, quando erano in gioco i valori supremi: si veda l&#8217;episodio della cacciata dei mercanti dal tempio: oppure le sue parole di fuoco contro chi adultera le Scritture e impedisce alla gente comune di accedere alla verit\u00e0 divina, falsificandola: <em>Voi che avete per padre il diavolo!&#8230;<\/em> (<em>Gv<\/em> 8,44). Pi\u00f9 chiari e decisi di cos\u00ec non si potrebbe essere. Altro che vilt\u00e0 e rinuncia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mito del XX secolo (Der Mythus des 20. 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