{"id":28492,"date":"2012-06-03T08:43:00","date_gmt":"2012-06-03T08:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/06\/03\/la-societa-romana-e-la-societa-barbarica-nel-pensiero-storico-di-pasquale-villari\/"},"modified":"2012-06-03T08:43:00","modified_gmt":"2012-06-03T08:43:00","slug":"la-societa-romana-e-la-societa-barbarica-nel-pensiero-storico-di-pasquale-villari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/06\/03\/la-societa-romana-e-la-societa-barbarica-nel-pensiero-storico-di-pasquale-villari\/","title":{"rendered":"La societ\u00e0 romana e la societ\u00e0 barbarica nel pensiero storico di Pasquale Villari"},"content":{"rendered":"<p>Scriveva Pasquale Villari nel suo classico, e oggi alquanto trascurato, \u00abLe invasioni barbariche in Italia\u00bb (Milano, Hoepli, 1905, pp. 22-24):<\/p>\n<p>\u00abSe paragoniamo la societ\u00e0 romana alla barbarica, il contrasto appariva assai evidente. La prima era formata da una popolazione urbana, divisa in un gran numero di citt\u00e0, collegate da strade, con campagne quasi deserte, coltivate da schiavi o da coloni. La seconda era invece una societ\u00e0 rurale, sparsa pei campi, che liberamente coltivava. E sebbene anche in essa vi fossero nobili e schiavi, v&#8217;era tuttavia un&#8217;assai maggiore uguaglianza. La differenza delle fortune si limitava pi\u00f9 specialmente al numero degli armenti. La propriet\u00e0 collettiva della terra contribuiva non poco a riunire gl&#8217;interessi di tutti, che con le armi difendevano il territorio comune, e nelle popolari assemblee deliberavano insieme. Quasi nulla era l&#8217;azione dello Stato, che in realt\u00e0 non esisteva, e tutto aveva un carattere personale. La pena era una vendetta affidata all&#8217;offeso e ai suoi parenti, e si poteva comporre dando soddisfazione ad essi, non alla comunanza. I legami di sangue costituivano la base stessa della societ\u00e0, ed in parte anche dell&#8217;esercito, ordinato in gruppi di parentele. A Roma invece predominava su tutti lo Stato, e la societ\u00e0 era fondata interamente sulle relazioni giuridiche. I Romani avevano sin da tempi antichissimi istituita la propriet\u00e0 privata, liberandola dalla forma arcaica, collettiva, dando cos\u00ec uno slancio febbrile all&#8217;attivit\u00e0 individuale, al progresso sociale. Ma nella lotta per l&#8217;esistenza, i pi\u00f9 forti e i pi\u00f9 fortunati spogliavano i pi\u00f9 deboli, e distruggendo la piccola propriet\u00e0, crearono i latifondi. Si ebbero cos\u00ec da una parte fortune enormi, dall&#8217;altra una moltitudine tumultuosa di nullatenenti affamati, cui s&#8217;aggiungeva un esercito che aggravava ognuno di tasse.<\/p>\n<p>Se ora per un momento, colla nostra immaginazione, ci provassimo a fondere insieme queste due societ\u00e0, noi vedremmo da un lato sorgere maggiore ordine e disciplina, con l&#8217;idea dello Stato, della legge, del diritto impersonale, dall&#8217;altro vedremmo rinascere la piccola propriet\u00e0, ripopolarsi la campagna di liberi agricoltori. Ma queste chimiche combinazioni nella storia si fanno solo con la violenza, con la guerra; e per\u00f2 nell&#8217;urto sanguinoso delle due societ\u00e0, una, pur modificando s\u00e9 stessa, dovevas vincere ed abbattere l&#8217;altra. Chi doveva vincere? La societ\u00e0 romana era una vasta, meravigliosa organizzazione, con una grande forza espansiva ed assimilatrice. Se non fosse stata minacciata da interna decomposizione, avrebbe di certo potuto continuare a sottomettere, a riunire e ad assimilare nuove genti, respingendo qualunque assalto. \u00c8 quello che aveva fatto per pi\u00f9 secoli. Se non che, con le vittorie crescevano gi elementi di decomposizione all&#8217;interno, di debolezza all&#8217;estero. E intanto le popolazioni germaniche tornavano continuamente all&#8217;assalto, spinte dal bisogno irresistibile di nuove terre da coltivare, bisogno che tutte spingeva verso l&#8217;occidente. Si avanzarono tumultuose, in numero sempre maggiore, sempre crescente, come le onde di un mare in tempesta.\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scriveva Pasquale Villari nel suo classico, e oggi alquanto trascurato, \u00abLe invasioni barbariche in Italia\u00bb (Milano, Hoepli, 1905, pp. 22-24): \u00abSe paragoniamo la societ\u00e0 romana alla<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30183,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[234],"class_list":["post-28492","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-antica","tag-roma"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-antica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28492","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28492"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28492\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30183"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28492"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28492"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28492"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}