{"id":28491,"date":"2015-08-20T09:03:00","date_gmt":"2015-08-20T09:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/08\/20\/la-condizione-dei-romani-sotto-i-longobardi-nella-riflessione-storica-di-arrigo-solmi\/"},"modified":"2015-08-20T09:03:00","modified_gmt":"2015-08-20T09:03:00","slug":"la-condizione-dei-romani-sotto-i-longobardi-nella-riflessione-storica-di-arrigo-solmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/08\/20\/la-condizione-dei-romani-sotto-i-longobardi-nella-riflessione-storica-di-arrigo-solmi\/","title":{"rendered":"La condizione dei Romani sotto i Longobardi nella riflessione storica di Arrigo Solmi"},"content":{"rendered":"<p>Quali fossero, in realt\u00e0, le relazioni reciproche fra Italiani e Longobardi, non solo dal punto di vista pratico, ma altres\u00ec giuridico, \u00e8 una &quot;vexata quaestio&quot; che divide da sempre gli storici in due categorie inconciliabili: quelli che parlano di un sia pur lento, ma sostanziale processo di integrazione fra i due popoli, e quelli che sostengono la divisione totale, voluta ed imposta dai conquistatori ai danni dei conquistati.<\/p>\n<p>Ne abbiamo gi\u00e0 parlato in un apposito articolo (cfr. \u00abL&#8217;Editto di Rotari nella concezione storiografica di Pasquale Villari\u00bb, pubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb in data 25\/07\/2015), per cui non ci torneremo sopra; ci limiteremo, in questa sede, a spendere qualche riflessione sulla posizione di un altro insigne studioso, Arrigo Solmi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si esprimeva, sulla dibattuta questione dei rapporti fra Romani e Longobardi, l&#8217;eminente storico e giurista Arrigo Solmi (nato a Finale Emilia nel 1873 e morto a Roma, 1944), prestigioso insegnante di Diritto all&#8217;Universit\u00e0 di Roma, nella sua notevole opera \u00abStoria del diritto italiano\u00bb (Milano, Societ\u00e0 Editrice Libraria, 1930, pp. 110-12):<\/p>\n<p>\u00abPrima di tutto \u00e8 necessario accennare a un grave problema, che da secoli affatica gli storici e che non \u00e8 senza importanza per la spiegazione genetica delle nuove classi sociali. Quale condizione ebbe la popolazione romana sotto i Longobardi?<\/p>\n<p>Le molte e varie risposte date a questa domanda formano da sole un ampio capitolo nella storia del diritto italiano; giungono a opposte conclusioni, poich\u00e9 vanno dalla affermazione della piena libert\u00e0 civile e politica, concessa al popolo vinto nell&#8217;ambito degli antichi ordinamenti giudiziari e municipali lasciati in vita dai vincitori (Savigny), alla opinione che vede i Romani ridotti a piena, irriducibile schiavit\u00f9 (Leo). Tra le dottrine intermedie, sta quella che assegna ai Romani la condizione giuridica, pur duramente inferiore e soggetta, degli aldi (Manzoni, Troya, Hegel, Perile); mentre invece altri suppone che in tale condizione siano stati costretti solo finch\u00e9 dur\u00f2 pi\u00f9 aspra la lotta coi Bizantini e finch\u00e9 non si concluse la pace., che separ\u00f2 nettamente kl&#8217;Italia longobarda dalla bizantina (a. 610: Hartmann). Vi ha finalmente l&#8217;opinione che, affermando la libert\u00e0 dei Romani, d\u00e0 a questa libert\u00e0 carattere strettamente civile, non politico, e, pur riconoscendo ai vinti il diritto di un popolo vinto, li vede tuttavia esclusi dall&#8217;esercizio dei diritti politici, in una condizione di inferiorit\u00e0 di fronte ai conquistatori (Schupfer).<\/p>\n<p>Non par dubbio che gli argomenti pi\u00f9 gravi stanno a favore di quest&#8217;ultima opinione. Giova intanto fissare due punti estremi, che possono servire ad una delimitazione storica sicura. I Longobardi, a differenza di altri popoli germanici, non vennero in Italia come &quot;foederati&quot;, bens\u00ec come conquistatori; onde nei primi tempi della conquista, tenendo pi\u00f9 che altro al bottino , riguardarono i Romani come nemici, che forse furono in parte ridotti a schiavit\u00f9, in parte fatti tributari. Tuttavia \u00e8 certo che i conquistatori formavano una esigua schiera rispetto alla numerosa, se non folta, popolazione romana: sicch\u00e9 non si spiegherebbe come valessero a costringere tutto il popolo dei vinti nella rigida dipendenza non soltanto politica, ma giuridica dell&#8217;aldionato. Nell&#8217;impeto della conquista e del bottino, i Romani poterono essere considerati e trattati come nemici; ma, nel nuovo ordinamento, che succedete all&#8217;interregno, anche la condizione dei vinti, quella delle citt\u00e0 conquistate e dei campi assicurati all&#8217;invasore, trov\u00f2 nel nuovo regno una sicura, per quanto inferiore, protezione giuridica; e, se fu esclusa dall&#8217;esercizio dei diritti politici, che si vollero riservati ai vincitori, ebbe tuttavia il godimento della libert\u00e0 civile. Fu dunque condizione politicamente inferiore, ma di piena libert\u00e0 civile, nel senso che la popolazione romana entr\u00f2, a titolo di dipendenza, nella compagine del nuovo Stato, rimanendo in quella classe sociale, in cui giuridicamente si trovava al tempo della incorporazione. Perci\u00f2 i documenti parlano di una classe numerosa di liberi Romani (&quot;Romani&quot;, &quot;cives romani&quot;, &quot;liberi&quot;), che hanno una propriet\u00e0 pienamente riconosciuta e compiono validamente ogni specie di negozio giuridico, senza l&#8217;intervento dei vincitori&#8230; Cos\u00ec d&#8217;altra parte non mancano dati storici che attestano la perpetuazione degli antichi vincoli del colonato, e la continuazione delle classi servili&#8230; Questo dimostra che, tranne le straordinarie conseguenze della guerra e della conquista, nulla i Longobardi imputarono riguardo alla condizione personale del popolo vinto.\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quali fossero, in realt\u00e0, le relazioni reciproche fra Italiani e Longobardi, non solo dal punto di vista pratico, ma altres\u00ec giuridico, \u00e8 una &quot;vexata quaestio&quot; che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30185,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[64],"tags":[234],"class_list":["post-28491","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-medievale","tag-roma"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-medievale.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28491","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28491"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28491\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30185"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28491"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28491"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28491"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}