{"id":28480,"date":"2008-10-09T04:31:00","date_gmt":"2008-10-09T04:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/10\/09\/sulle-orme-di-nicholas-roerich-alla-ricerca-di-shambala\/"},"modified":"2008-10-09T04:31:00","modified_gmt":"2008-10-09T04:31:00","slug":"sulle-orme-di-nicholas-roerich-alla-ricerca-di-shambala","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/10\/09\/sulle-orme-di-nicholas-roerich-alla-ricerca-di-shambala\/","title":{"rendered":"Sulle orme di Nicholas Roerich, alla ricerca di Shambala"},"content":{"rendered":"<p>Archeologo, antropologo, pittore, disegnatore, costumista, scrittore, viaggiatore, diplomatico, conferenziere ed esperto di occultismo: tutto questo, e altro ancora, \u00e8 stato Nicholas Konstantinovic Roerich: un personaggio che sembra uscito dalla fantasia di un romanziere e i cui dipinti, effettivamente, ricordano un po&#8217; le atmosfere oniriche e vagamente surreali descritte in certi racconti del soprannaturale di H. P. Lovecraft.<\/p>\n<p>Era nato a San Pietroburgo nel 1874 e, incoraggiato dal pittore Mikhail O. Mikhesine, aveva incominciato a dipingere, iscrivendosi poi alla Accademia di Belle Arti. Nello stesso tempo conduceva anche gli studi di legge, per volont\u00e0 del padre, che era avvocato. Nel 1898 ottenne una cattedra nell&#8217;Istituto Imperiale Archeologico; tre anni dopo si spos\u00f2 con Elena Ivanovna Shaposnikov, nipote del celebre musicista Mussorgskij, che gli diede due figli.<\/p>\n<p>Ai primi del Novecento, Roerich era gi\u00e0 una figura di spicco nel mondo culturale della capitale russa, interessandosi a svariate discipline, tra le quali l&#8217;archeologia, la pittura, la scenografia. Fra le altre cose, disegn\u00f2 le scene e i costumi per l&#8217;impresario teatrale Serghej Dagilev e per il balletto di Igor Stravinsky <em>La sagra della Primavera.<\/em><\/p>\n<p>Membro, dal 1909, dell&#8217;Accademia imperiale russa di Belle Arti, nel 1917 fu anche, per un brevissimo periodo, presidente del Comitato di artisti creato dallo scrittore Maksim Gorki, che si riuniva nello storico Palazzo d&#8217;Inverno a San Pietroburgo (ribattezzata nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Pietrogrado, per ragioni di germanofobia).<\/p>\n<p>Dopo la Rivoluzione di Ottobre, Roerich dapprima trasfer\u00ec la sua famiglia in Finlandia; poi, nel 1920, decise di accettare l&#8217;invito del direttore dell&#8217;Istituto d&#8217;Arte di Chicago ed emigr\u00f2 negli Stati Uniti, che divennero la sua seconda patria.<\/p>\n<p>Nel 1923 alcuni suoi ammiratori fondarono il Roerich Museum, che si arricch\u00ec di un gran numero di opere dell&#8217;artista; mentre egli partiva, insieme alla moglie, per un lungo viaggio nelle regioni pi\u00f9 interne e meno conosciute dell&#8217;Asia Centrale, visitando l&#8217;India, il Sikkim, il Tibet, la Cina e la Mongolia.<\/p>\n<p>Nel corso di quel viaggio, come si vedr\u00e0 nel brano qui sotto riportato, egli si imbatt\u00e9 anche in alcune testimonianze relative alla presenza di Ges\u00f9 Cristo nella regione dell&#8217;Himalaia e, addirittura, nel suo presunto sepolcro, nella citt\u00e0 di Srinagar, nel Kashmir, tuttora venerato come quello di un grande santo venuto a predicare dal lontano Occidente. Ma, di questo argomento, avremo occasione di riparlare in una sede pi\u00f9 appropriata.<\/p>\n<p>Tornato in America, nel 1928 Roerich fond\u00f2 un Centro di ricerca per gli studi himalaiani, le cui finalit\u00e0 erano l&#8217;approfondimento dell&#8217;etnografia e dell&#8217;antropologia di quella regione dell&#8217;Asia, sulla base del ricco materiale raccolto sul campo.<\/p>\n<p>Nel corso del viaggio in Asia Centrale egli non aveva, peraltro, interrotto la sua attivit\u00e0 artistica; si calcola che in quegli anni abbia dipinto non meno di 500 tele, su un totale di circa 7.000 opere realizzate nel corso della sua intera vita. A queste bisogna aggiungere qualcosa come 1.200 testi letterari di vario genere: per cui il <em>corpus<\/em> della produzione complessiva di questo genio eclettico, sia nell&#8217;ambito artistico che in quello scientifico, \u00e8 veramente enorme e tale da lasciare sbalorditi.<\/p>\n<p>Roerich si era anche notevolmente impegnato a livello umanitario e filantropico, tanto che per ben due volte, nel 1929 e nel 1935, il suo nome era stato fatto quale candidato al Premio Nobel per la Pace.<\/p>\n<p>In particolare, egli si era adoperato affinch\u00e9 le nazioni giungessero a un trattato internazionale che si impegnasse, in caso di guerra, al rispetto dei musei, delle biblioteche, delle cattedrali e delle universit\u00e0, le quali avrebbero dovuto godere di una immunit\u00e0 simile a quella accordata alle strutture sanitarie della Croce Rossa. La cosa giunse a compimento con la stipulazione, nel 1935, del cosiddetto patto Roerich, sottoscritto a Washington dai governi degli Stati Uniti e di una ventina di Paesi latino-americani.<\/p>\n<p>Nicholas Roerich si \u00e8 spento nel dicembre del 1947 e le sue ceneri sono state sepolte ai piedi dell&#8217;Himalaia, in vista delle grandiose montagne che aveva tanto amato, e che aveva ritratto in decine e decine di quadri pervasi da una misteriosa atmosfera di spiritualit\u00e0 e animati da un vivo e suggestivo senso del colore.<\/p>\n<p>Recentemente sono stati tradotti e pubblicati in italiano due volumi di scritti relativi al suo grande viaggio esplorativo fra le montagne e i deserti dell&#8217;Asia Centrale, che hanno riproposto i temi ormai \u00abclassici\u00bb relativi alla mitica Shambala e al regno sotterraneo di Agharti, di cui aveva parlato, a suo tempo, anche il viaggiatore polacco Ferdinand Ossendowski, specialmente nel suo celebre libro <em>Bestie, uomini, dei<\/em>.<\/p>\n<p>Roerich tratta l&#8217;argomento con l&#8217;atteggiamento positivo dello studioso di etnologia, ma anche con la passione del mistero che lo ha accompagnato in tutto il corso della sua vita, spingendolo a intraprendere studi di occultismo dei quali non sappiamo molto.<\/p>\n<p>Tutto quello che si pu\u00f2 dire con certezza \u00e8 che il suo maestro di pittura, Kundizi, era anche un iniziato al sapere esoterico e dovette istruire il suo allievo, oltre che nel campo dell&#8217;arte, anche in quello delle dottrine occulte; e, inoltre, che in diversi luoghi dell&#8217;Asia Centrale, Roerich venne accolto dai monaci buddhisti non come un semplice viaggiatore &#8211; curioso ed erudito fin che si vuole, ma pur sempre distaccato &#8211; bens\u00ec come un maestro di saggezza, degno della massima considerazione.<\/p>\n<p>Scrive, dunque, Nicholas Roerich in <em>Shambala, la risplendente<\/em> (titolo originale: <em>Shambala: in Search of the New Era<\/em>, 1930; traduzione italiana di Daniela Muggia, Edizioni Amrita, Torino, 1997, vol. 2, pp. 43-49, <em>passim<\/em>):<\/p>\n<p><em>In ogni citt\u00e0, in ogni accampamenti dell&#8217;Asia ho cercato di scoprire quali ricordi la memoria popolare custodiva con pi\u00f9 ardore. Attraverso questi racconti conservati e preservati, si pu\u00f2 riconoscere la realt\u00e0 del passato. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Tra le innumerevoli leggende e fiabe di vari paesi si possono trovare storie che raccontano di trib\u00f9 perdute e di popoli che vivono all&#8217;interno della Terra. Da tutte le parti, e in luoghi diversi e molto lontano gli uni dagli altri, la gente parla di fatti identici. Ma correlandoli fra loro ci si accorge immediatamente che non sono altro che capitoli di un&#8217;unica storia. All&#8217;inizio sembra impossibile che possa esistere un legame scientifico fra questi mormorii distorti, raccontati alla luce dei fuochi di bivacchi del deserto. Ma in seguito, si comincia a cogliere la bizzarra coincidenza di queste molte leggende, raccontate da popoli che non si conoscono neppure di nome. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>In Kashmir si racconta della trib\u00f9 perduta di Israele, certi eruditi rabbini potrebbero spiegarvi che Israele \u00e8 il nome di coloro che cercano, e che non sta ad indicare una nazione, ma il carattere di un popolo. In rapporto con queste credenze, vi mostreranno, a Srinagar la tomba del grande Issa, Ges\u00f9. Potrete sentire la storia dettagliata di come il salvatore fu crocifisso, ma non mor\u00ec, e di come i suoi discepoli portarono via il corpo dal sepolcro e scomparvero. Si dice che in seguito Issa si sia ripreso, e abbia passato il resto della vita in Kashmir a predicare il Vangelo. Si dice che, da questa tomba sotterranea, emergano vari profumi. A Kashgar, dove la santa madre di Issa si rifugi\u00f2 dopo la crudele persecuzione subita da suo figlio, vi mostreranno la tomba della Vergine Maria. Ovunque trovate storie diverse di viaggi e spostamenti molto significativi; e a mano a mano che avanzate con la vostra carovana, questo vi procura il massimo piacere e una grande cultura. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni imboccatura di grotta suggerisce che qualcuno vi sia gi\u00e0 penetrato. Ogni corso d&#8217;acqua, soprattutto quelli sotterranei, volge l&#8217;immaginazione verso i passaggi sotterranei., In diversi punti dell&#8217;Asia Centrale si parla degli Agharti, il popolo dell&#8217;interno della Terra. Molte leggende delineano essenzialmente la stessa storia, che racconta come i migliori abbandonarono la terra traditrice, cercando salvezza in contrade nascoste in cui acquisire nuove forze e conquistare potenti energie.<\/em><\/p>\n<p><em>Sui monti Altai, nella bela valle di Uimon, sulle alte terre, un venerabile vecchio credente (Starover) mi disse: \u00abVi proverr\u00f2 che la storia dei Chiud, il popolo che vive all&#8217;interno della Terra, non \u00e8 solo frutti dell&#8217;immaginazione! Vi condurr\u00f2 all&#8217;ingresso di questo regno sotterraneo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Sulla strada che attraversa la valle circondata da montagne innevate, il mio ospite ci raccont\u00f2 molte leggende sui Chud. \u00c8 notevole che la parola &quot;chud&quot;, in russo, abbia la stessa origine della parola &quot;meraviglia&quot;. Allora, forse potremmo considerare i Chud come una trib\u00f9 meravigliosa. La mia barbuta guida spieg\u00f2:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abUna volta, in questa valle, viveva la potente e fiorente trib\u00f9 dei Chud I Chiud erano in grado di fare prospezioni minerarie e di ottenere i migliori raccolti. Davvero pacifica e industriosa era questa trib\u00f9. Ma un giorno venne uno Zar Bianco, con innumerevoli orde di crudeli guerrieri. I pacifici e industriosi Chid non erano in gradi di opporre resistenza agli assalti dei conquistatori, e siccome non volevano perdere la libert\u00e0, rimasero quali servitori dello Zar Bianco. Allora, per la prima volta, crebbe in quella regione una betulla bianca e, secondo le antiche profezie, i Chud capirono che era giunta l&#8217;ora di partire. E i Chud, non volendo rimanere sotto il giogo dello Zar Bianco, se ne andarono sottoterra. Solo qualche volta potete udire cantare il sacro popolo; ora le loro campane risuonano nei templi sotterranei. Ma verr\u00e0 il giorno glorioso della purificazione umana, e, in quei giorni, i grandi Chud riappariranno in tutta la loro gloria\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec concluse il vecchi credente. Ci avvicinammo a una piccola collina pietrosa e, orgoglioso, egli mi indic\u00f2:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abEccoci: qui c&#8217;\u00e8 l&#8217;ingresso del grande regno sotterraneo. Quando i Chud penetrarono dai passaggi sotterranei chiusero l&#8217;entrata con le pietre. In questo momento siamo proprio accanto alla sacra entrata\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci trovavamo di fronte a un&#8217;enorme tomba circondata da grosse pietre, tipica del periodo delle grandi migrazioni. Di tombe di questo genere, con vestigia di reliquie gotiche, ne abbiamo viste nelle steppe della Russia meridionale sui contrafforti del Caucaso settentrionale; e, studiando questa collina, mi ricordai che, attraversando il colle del Karakorum, il mio<\/em> sais<em>, un ladakhi, mi aveva chiesto:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSapete perch\u00e9 le alte terre hanno un aspetto cos\u00ec particolare, da queste parti? Sapete che molti tesori sono nascosti nelle grotte sotterranee e che in esse vive una trib\u00f9 meravigliosa, che ha orrore dei peccati della terra?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando ci avvicinarmi a Khotan, inoltre, gli zoccoli dei nostri cavalli risuonavano a vuoto, come se stessimo cavalcando sopra alle grotte o a delle cavit\u00e0. La gente della nostra carovana attir\u00f2 la nostra attenzione su questo fenomeno, dicendo:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSentite che stiamo attraversando un passaggio sotterraneo cavo? Chi conosce bene questi passaggi, pu\u00f2 servirsene per raggiungere paesi lontani\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando vedevamo l&#8217;entrata di una grotta, ci dicevano:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abMolto tempo fa, qui viveva un popolo. Ora, costoro si sono rifugiati nell&#8217;interno, hanno trovato un passaggio verso un regno sotterraneo. \u00c8 ben raro che uno di essi ricompaia sulla terra. Questi personaggi vengono nei nostri bazar con una strana moneta antichissima, tanto che nessuno si ricorda neppure pi\u00f9 del tempo in cui questa moneta era in uso dalle nostre parti\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Chiesi loro se ci era possibile vedere questa gente, ed essi risposero:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abS\u00ec, se i vostri pensieri sono in armonia con quelli di questo santo popolo, e se sono altrettanto elevati, perch\u00e9 sulla terra vivono soltanto peccatori, e i pi\u00f9 puri e coraggiosi passano a qualcosa di meglio\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Grande \u00e8 la credenza in questo Regno del popolo che vive all&#8217;interno della terra. In tutta l&#8217;Asia, attraverso vasti deserti, dal Pacifico agli Urali, potete ascoltare le stesse leggende di un popolo santo, scomparso. E anche pi\u00f9 lontano, al di l\u00e0 degli Urali, l&#8217;eco di questa stessa storia vi raggiunger\u00e0. Spesso si sente parlare di trib\u00f9 all&#8217;interno della terra: a volte si dice che un popolo sacro e invisibile viva dietro una montagna, a volte gas velenosi o rigeneranti si spandono sulla terra, per proteggere qualcuno; a volte si sente dire che le sabbie dei grandi deserti si spostano e, per un attimo, lasciano vedere i tesori negli ingressi dei regni sotterranei. Ma nessuno oserebbe toccarli. Sentirete dire che nelle rocce, nelle catene montuose pi\u00f9 deserte, si possono vedere le aperture che portano a questi passaggi sotterranei, e che, un tempo, belle principesse abitavano in questi castelli naturali.<\/em><\/p>\n<p><em>Da lontano si potrebbero scambiare queste aperture per nidi d&#8217;aquila, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che fa parte del popolo sotterraneo \u00e8 nascosto. Talvolta la Citt\u00e0 Santa \u00e8 sommersa, come nel folclore dei Paesi Bassi e della Svizzera. E questo folclore coincide con vere scoperte nei laghi, e sulle sponde degli oceani e dei mari. In Siberia, Russia, Lituania e Polonia troverete numerose leggende e fiabe sui giganti che vivevano un tempo vivevano in questi paesi ma che, in seguito, non amando i nuovi usi e costumi scomparvero. In queste leggende si possono riconoscere le basi tipiche degli antichi clan: i giganti sono fratelli, e molto spesso le sorelle dei giganti vivono su altre rive dei laghi o dall&#8217;altra parte delle montagne; molto spesso essi non desiderano abbandonare il luogo, ma un evento speciale li spinge lontano dalla dimora. Gli uccelli e gli animali sono sempre accanto a questi giganti, e come testimoni li seguono e annunciano la partenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Tra le storie delle citt\u00e0 sommerse, quella della citt\u00e0 di Kerjenetz, nella regione di Ninji Novgorod,, \u00e8 davvero magnifica: questa leggenda ha una tale influenza sulla gente che anche ora, una volta all&#8217;anno, molti credenti si raccolgono in processione attorno al lago in cui la citt\u00e0 santa fu sommersa. \u00c8 toccante vedere quanto siano vitali le leggende, vitali quanto i fuochi di bivacco e le torce della stessa processione che echeggia dei santi canti dedicati alla citt\u00e0. Poi, in assoluto silenzio, la gente attende intorno al fuoco di bivacco, e ascolta le campane a festa di chiese invisibili.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa processione ricorda la festa sacra del lago Manasarowar nell&#8217;Himalaia. La leggenda russa di Kerjenetz risale al periodo del dominio tartaro: sai racconta che quando le orde mongole vittoriose si avvicinarono, l&#8217;antica citt\u00e0 di Kerjenetz fosse incapace di difendersi; allora tutto il santo popolo di questa citt\u00e0 si rec\u00f2 al tempio e preg\u00f2 per la salvezza. Davanti agli occhi stessi degli impietosi conquistatori, la citt\u00e0 sprofond\u00f2 solennemente nel lago che da allora \u00e8 considerato sacro. Anche se la citt\u00e0 si riferisce all&#8217;epoca del giogo tartaro, \u00e8 possibile distinguere in essa basi molto pi\u00f9 antiche, e le tracce dei tipici effetti delle migrazioni.. Questa leggenda non soltanto diede luogo a numerose varianti, ma ispir\u00f2 anche numerosi compositori e artisti moderni., Tutti si ricordano dalla bella opera di Rimsky-Korsakoff<\/em> La citt\u00e0 di Kitege<em>.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli innumerevoli<\/em> kurgan <em>delle steppe meridionali sono circondati da molte storie che parlano dell&#8217;apparizione di un guerriero conosciuto di cui nessuno conserva la provenienza. I monti Carpazi, in Ungheria, conservano storie simili di sconosciute trib\u00f9, guerrieri giganti e citt\u00e0 misteriose.<\/em><\/p>\n<p><em>Se, liberi da pregiudizi, segnerete con pazienza su un mappamondi tutte le leggende e i racconti di questo tipo, sarete sorpresi del risultato. Quando raccogliete tutte le storie di trib\u00f9 perdute e che vivono all&#8217;interno della Terra, non ottenete forse la mappa completa delle grandi migrazioni? Un vecchio missionario cattolico, un giorno ci disse casualmente che il luogo dove sorge Lhassa era un tempo chiamato Gotha. Nella regione transhimalaiana , a un altitudine tra i quindicimila e i sedicimila piedi, abbiamo trovato parecchi gruppi di menhir. Nessuno sa di questi menhir in Tibet. Una volta, dopo un intero giorno di viaggio attraverso le nude colline e le rocce transhimalaiane, vedemmo di lontano le nere tende che erano state preparate per accogliere il nostro accampamento. Contemporaneamente notammo, non lontano e nella stessa direzione, quelle lunghe pietre che sono cos\u00ec significative per qualsiasi archeologo. Anche da lontano potevamo distinguere la forma particolare di quella costrizione.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCosa sono quelle pietre, su quel pendio?\u00bb, chiedemmo alla nostra guida tibetana.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abOh &#8211; rispose &#8211; sono dei<\/em> doring<em>, delle pietre lunghe: \u00e8 un antico luogo sacro. \u00c8 molto utile mettere del grasso in cima alle pietre, cos\u00ec le deit\u00e0 locali aiutano i viaggiatori\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abChi mise qui queste pietre?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNessuno lo sa. Ma, dai tempi antichi, questo distretto si \u00e8 sempre chiamato Doring, &#8216;le pietre lunghe&#8217;. La gente dice che, molto tempo fa, da qui pass\u00f2 un popolo sconosciuto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Sui rilievi transhimalaiani abbiamo visto distintamente lunghe file di pietre verticali. Questi viali terminavamo in cerchio con tre altre pietre nel centro.<\/em><\/p>\n<p>In effetti, da tempi immemorabili si vocifera di una rete di gallerie sotterranee che percorrerebbero in lungo e in largo i deserti dell&#8217;Asia Centrale; cos\u00ec come di un regno sotterraneo, Agharti o Agharta, nella cui capitale, Shambala, vivrebbe un misterioso popolo sottomesso a un monarca sovrumano, il Re del Mondo (di cui parla anche Ren\u00e9 Gu\u00e9non in una sua celebre opera). A detta di Ossendowski, quando la natura tace improvvisamente e un fremito inspiegabile percorre le piante e gli animali, i Mongoli si prostrano a terra, perch\u00e9 sanno che il Re del Mondo, in quel momento, sta rivolgendo i suoi pensieri alla terra e sta pregando per alleviare le sofferenze e le ingiustizie che martoriano gli esseri umani.<\/p>\n<p>Anche i racconti di popoli misteriosamente scomparsi sono antichi e relativamente numerosi, come ha osservato, giustamente, lo stesso Roerich; cos\u00ec come i numerosi <em>menhir<\/em>, disposti talvolta in lunghe file, come quelli di Carnac, in Francia, continuano a sfidare la scienza, che non \u00e8 stata in grado di dirci quasi nulla su di essi (quelli europei sono molto meglio conosciuti, ovviamente, ma neppure su di essi, in realt\u00e0, \u00e8 mai stata detta una parola veramente chiarificatrice).<\/p>\n<p>Uno di questi popoli scomparsi nel nulla \u00e8 quello dei Chazari, si stirpe turca, che tra il VII e il X secolo fondarono un impero fra le rive del Mar Nero e quelle del Mar Caspio, e che si erano stranamente convertiti al giudaismo intorno al secolo VIII; per poi scomparire dalla scena della storia, lasciando dietro di s\u00e9 mille interrogativi.<\/p>\n<p>Un altro popolo ancora pi\u00f9 enigmatico \u00e8 quello degli Hsing Nu, dei quali pochissimo sappiamo tuttora, se non che praticavano una curiosa forma di religione astrale, per cui sono stati definiti \u00abadoratori delle stelle\u00bb.<\/p>\n<p>Di loro, e del mistero che li avvolge e che avvolge specialmente la loro fine, ha parlato &#8211; tra gli altri &#8211; anche il pioniere dell&#8217;archeologia spaziale in Italia, Peter Kolosimo, in uno dei suoi libri pi\u00f9 famosi e intriganti, <em>Terra senza tempo<\/em> (Sugar Editore, Milano, 1964, 1972, pp. 84-86), nei seguenti termini:<\/p>\n<p><em>Gli Hsinhg Nu non erano certo contraddistinti da un alto livello civile, ma, per molti versi, le testimonianze indirettamente pervenuteci sui loro monumenti c&#8217;indurrebbero a pensare il contrario: ci troviamo di fronte , insomma, ad uno dei tanti inspiegabili contrasti propri alle antiche culture.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli Hsing Nu abitavano una regione del Tibet settentrionale, a sud della grandiosa catena del Kun Lun, una zona ora desertica, in gran parte inesplorata. Non erano d&#8217;origine cinese: si pensa fossero arrivati laggi\u00f9 dalla Persia o dalla Siria; i rinvenimenti effettuati, infatti, ci riportano ad Ugarit e, in particolare, alle raffigurazioni del dio Baal, dal lungo elmo conico e dal corpo ricoperto d&#8217;argento.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando, nel 1725, l&#8217;esploratore francese padre Duparc scopr\u00ec le rovine della capitale degli Hsing Nu, quel popolo, annientato dai Cinesi, apparteneva gi\u00e0 da secoli alla leggenda. Il monaco pot\u00e9 ammirare i ruderi d&#8217;una costruzione nel cui interno s&#8217;ergevano pi\u00f9 di mille monoliti che dovevano un tempo essere rivestiti con lamine d&#8217;argento (qualcuna, dimenticata, dai predatori, era ancora visibile), una piramide a tre piani, la base d&#8217;una torre di porcellana azzurra ed il palazzo reale, i seggi del quale erano sormontati dalle immagini del Sole e della Luna. Duparc vide ancora la &#8216;pietra lunare&#8217;, un masso d&#8217;un bianco irreale, circondata da bassorilievi raffiguranti animali e fiori sconosciuti.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel 1854 un altro francese, Latour, esplor\u00f2 la zona, rinvenendo alcune tombe, armi, corazze, vasellame di rame e monili d&#8217;oro e d&#8217;argento ornati con svastiche e spirali. Le missioni scientifiche che, pi\u00f9 tardi, si spinsero laggi\u00f9, reperirono soltanto qualche lastra scolpita, avendo la sabbia, nel frattempo, seppellito i resti della grande citt\u00e0. Fu nel 1952 che una spedizione sovietica tent\u00f2 di portare alla luce almeno una parte dei ruderi. Gli avventurieri della scienza si sottoposero a un lungo, massacrante lavoro, senza poter contare su strumenti adeguati, il cui trasporto in quelle regioni appariva impossibile; purtroppo essi riuscirono soltanto a strappare al deserto l&#8217;estremit\u00e0 d&#8217;uno strano monolite aguzzo, che sembrava la copia identica di quello della citt\u00e0 morta africana di Simbabwe, con alcuni graffiti.<\/em><\/p>\n<p><em>Dai monaci tibetani, per\u00f2, gli studiosi russi appresero vita, morte e miracoli degli Hsing Nu. Furono loro mostrati antichissimi documenti in cui la piramide a tre piani era descritta sin nei minimi particolari. Dal baso all&#8217;alto, le piattaforme avrebbero rappresentato \u00abla Terra Antica, quando gli uomini salirono alle stelle; la terra di Mezzo, quando gli uomini venero dalle stelle; e la Terra Nuova, il mondo delle stelle lontane\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Che cosa significano queste parole sibilline? Vogliono forse dirci che gli uomini raggiunsero chiss\u00e0 quale pianeta in un passato senza ricordo, che tornarono poi al loro globo d&#8217;origine e che, alfine, non ebbero pi\u00f9 modo di comunicare attraverso lo spazio? Non lo sapremo probabilmente mai, ma i Tibetani pensano che sia in effetti cos\u00ec., affermano che quel popolo cerc\u00f2 nella religione il proseguimento dei viaggi cosmici, cullandosi nella credenza che le anime dei defunti salgano in cielo per trasformarsi in astri.<\/em><\/p>\n<p><em>Interessantissima \u00e8 la descrizione dell&#8217;interno del tempio, che collima in parecchi punti con quella resa da padre Duparc. Su un altare &#8211; rivelano le vecchie cronache tibetane &#8211; era posta la \u00abpietra portata dalla Luna\u00bb (\u00abportata\u00bb, non \u00abvenuta\u00bb;non si sarebbe trattato, quindi, d&#8217;una meteorite), un frammento di roccia d&#8217;un bianco latteo, circondato da magnifici disegni rappresentanti la fauna e la flora della \u00abstella degli dei\u00bb. E dei monoliti a forma di fusi sottili, rivestiti d&#8217;argento. Sono animali e piante d&#8217;un pianeta colonizzato da cosmonauti preistorici, monumenti eretti a simboleggiare le loro astronavi?<\/em><\/p>\n<p><em>Prima d&#8217;un \u00abcataclisma di fuoco\u00bb, gli Hsing Nu sarebbero stati civilissimi ed avrebbero coltivato diverse straordinarie scienze, le stesse che sono ancor oggi vive fra i Tibetani: essi sarebbero stati non solo in grado di \u00abparlarsi a distanza\u00bb, ma addirittura di comunicare con il pensiero attraverso lo spazio. Gli individui sopravvissuti alla catastrofe sarebbero precipitati nella barbarie, non conservando dell&#8217;antica grandezza che il ricordo deformati dalla superstizione.<\/em><\/p>\n<p>Leggende, favole, superstizioni?<\/p>\n<p>Forse.<\/p>\n<p>Tuttavia, noi sappiamo che le leggende non nascono mai per caso: si tratta solo di avere l&#8217;umilt\u00e0 e la perseveranza di continuare a scavare intorno ad esse, con mente sgombra da pregiudizi scientisti, per veder riemergere, poco alla volta, il fondo di verit\u00e0 da cui sono nate.<\/p>\n<p>Del resto, se non bisogna commettere l&#8217;errore di interpretare simili tradizioni in modo troppo letterale, non si dovrebbe cadere neppure nell&#8217;errore opposto: di negare tutto, di attribuire ogni cosa alla sola immaginazione o, tutt&#8217;al pi\u00f9, a un racconto allegorico.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, ritornando alla misteriosa Shambala e al regno sotterraneo di Agharti, bisognerebbe attribuire un fondo di verit\u00e0 sia all&#8217;interpretazione letterale, secondo la quale si tratta di un luogo fisico e materialmente raggiungibile; sia a quella esoterica, seconda la quale si tratterebbe di un luogo allegorico, ossia di una dimensione interiore della coscienza.<\/p>\n<p>Che cosa significa, infatti, ci\u00f2 che le persone interpellate dicevano a Roerich a proposito di quel regno sotterraneo: che il suo ingresso, cio\u00e8, \u00e8 visibile <em>anche<\/em> fisicamente, ma solo a determinate condizioni, prima fra tutte la purezza di cuore e di mente di coloro che vi si accostano?<\/p>\n<p>Ci troviamo in presenza di una dimensione che sta a met\u00e0 strada fra quella fisica, materiale, e quella spirituale e religiosa; e della quale non potremo mai capire nulla, se non ci sbarazziamo del fardello di un Logos strumentale e calcolante che procede solo in termini oppositivi di vero\/falso, giusto\/sbagliato, possibile\/impossibile.<\/p>\n<p>Molti pensano che Nicholas Roerich si sia spinto nei luoghi pi\u00f9 inaccessibili dell&#8217;Asia inseguendo proprio il sogno di poter individuare almeno l&#8217;accesso alla mitica Shambala; se non, addirittura, di potervi penetrare e di accedere ai suoi antichissimi tesori di sapienza.<\/p>\n<p>Certo, \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>Tutta la sua vita, comunque &#8211; anche dopo il ritorno negli Stati Uniti &#8211; sta a testimoniare che egli non era affatto un ingenuo sognatore e che aveva ben compreso il nucleo pi\u00f9 riposto della saggezza orientale: che non incoraggia certo ad inseguire la conquista della verit\u00e0 con mezzi puramente fisici (ivi compresa la stessa magia, che \u00e8 pur sempre una forma di manipolazione di forze naturali), ma a spostarsi sempre verso piani di consapevolezza pi\u00f9 elevati, pi\u00f9 puri e spirituali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Archeologo, antropologo, pittore, disegnatore, costumista, scrittore, viaggiatore, diplomatico, conferenziere ed esperto di occultismo: tutto questo, e altro ancora, \u00e8 stato Nicholas Konstantinovic Roerich: un personaggio che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[256],"class_list":["post-28480","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-stati-uniti-damerica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28480","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28480"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28480\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28480"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28480"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28480"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}