{"id":28477,"date":"2011-08-08T09:36:00","date_gmt":"2011-08-08T09:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/08\/08\/robinson-crusoe-e-luomo-in-fuga-da-se-stesso-approdato-sullisola-della-modernita\/"},"modified":"2011-08-08T09:36:00","modified_gmt":"2011-08-08T09:36:00","slug":"robinson-crusoe-e-luomo-in-fuga-da-se-stesso-approdato-sullisola-della-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/08\/08\/robinson-crusoe-e-luomo-in-fuga-da-se-stesso-approdato-sullisola-della-modernita\/","title":{"rendered":"Robinson Crusoe \u00e8 l\u2019uomo in fuga da se stesso approdato sull\u2019isola della modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Se c&#8217;\u00e8 un personaggio letterario che merita di assurgere a simbolo dell&#8217;uomo moderno, quello \u00e8 Robinson Crusoe, il naufrago che diventa signore dell&#8217;isola; l&#8217;uomo che approda chiss\u00e0 dove senza compagni e senza mezzi, novello Ulisse tra i Feaci: solo che qui non vi sono Feaci n\u00e9 altri abitanti, l&#8217;isola \u00e8 disabitata e quindi gli offre un piccolo mondo da plasmare e modellare secondo le sue esigenze e i suoi valori &#8211; puritani, capitalistici, eurocentrici &#8211; e in cui non mancher\u00e0, in seguito, la presenza confortante di un compagno\/servitore, il &quot;selvaggio&quot; Venerd\u00ec, nel quale specchiarsi e gustare il senso della rivincita sul fato ostile.<\/p>\n<p>Da quando apparve, nel 1719, il romanzo di Daniel Defoe, geniale giornalista e filibustiere senza scrupoli, che rub\u00f2 perfino l&#8217;idea del suo capolavoro ad un uomo di mare che aveva conosciuto di persona la storia del vero Robinson, un marinaio scozzese di nome Alexander Selkirk (e che era vissuto in completa solitudine per oltre quattro anni su un&#8217;isola non dell&#8217;Atlantico, ma del Pacifico, Mas a Tierra nel gruppo Juan Fernandez) e al quale non volle scucire nemmeno qualche spicciolo della fortuna che l&#8217;opera gli avrebbe procurato, la sua fantastica cavalcata attraverso la fantasia di milioni di persone, adulti ma pi\u00f9 spesso bambini o ragazzi che ne hanno poi conservato un vivido ricordo per tutta la vita, non si \u00e8 mai arrestata, conquistandosi indiscutibilmente lo status di &quot;classico&quot;.<\/p>\n<p>Eppure, al di l\u00e0 dei pregi letterari dell&#8217;opera, invero assai modesti e tali lasciar trasparire ad ogni pagina l&#8217;onesto mestiere di un artigiano piuttosto pedante, quello che conta \u00e8 l&#8217;immenso bagaglio di coinvolgimento emotivo che essa innesca in quanti l&#8217;accostano, segno del fatto che compendia, sia pure inconsapevolmente, una ricchissima mole di &quot;topoi&quot; delle pi\u00f9 disparate provenienze, dal mito alla psicanalisi, dall&#8217;avventura al giallo, dall&#8217;economia politica all&#8217;utopia di ieri, di oggi e di sempre.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8, infatti, chi ha scomodato, fra i suoi antenati illustri l&#8217;\u00abUtopia\u00bb di Tommaso Moro, religiosa e rinascimentale al tempo stesso, e chi, invece, la \u00abNuova Atlantide\u00bb di Francesco Bacone, scientifica e fieramente antropocratica; chi la tradizione greca dei &quot;nostoi&quot; e chi \u00abLa Tempesta\u00bb di Shakespeare, che par quasi prefigurare, nella coppia Prospero-Calibano, la coppia Robinson-Venerd\u00ec, laddove il primo termine di entrambe rappresenta la &quot;civilt\u00e0&quot; ed il potere della tecnica (magica nel primo caso, mercantile nell&#8217;altro), il secondo la &quot;barbarie&quot; primitiva, in attesa di lumi e di redenzione da parte dell&#8217;uomo bianco.<\/p>\n<p>\u00c8 stato anche scritto che, se il \u00abDon Chisciotte\u00bb \u00e8 il simbolo fedele dell&#8217;anima spagnola, malinconica e sognante, il \u00abRobinson\u00bb lo \u00e8, a pieno titolo, dell&#8217;anima anglosassone, intraprendente e volitiva; e che altri \u00e8 Robinson Crusoe, se non un tipico &quot;self made man&quot; proiettato sul suggestivo scenario tropicale di un&#8217;isola incontaminata, ma che potrebbe essere benissimo un modello positivo per qualunque inglese o americano delle classi medio-alte, con quella sua intraprendenza indomabile, con quella capacit\u00e0 di non scoraggiarsi mai, con quella volont\u00e0 di piegare le cose a suo uso e consumo, di trasformarle da valore d&#8217;uso in valore di scambio (alla fine della sua avventura, diventa un ricco piantatore e quindi un capitalista &quot;arrivato&quot;), il tutto con una &quot;pietas&quot; protestante che lo fa agire sempre come strumento della Provvidenza divina, in perfetta buona coscienza, anche quando i suoi disegni sono molto, troppo umani &#8211; come direbbe Nietzsche -, s\u00ec che la divina Provvidenza c&#8217;entra poco o niente e molto, invece, la sua stupefacente capacit\u00e0 di costruirsi una ideologia del dominio laica e utilitarista, rivestita per\u00f2 di apparenze religiose?<\/p>\n<p>Eppure, a ben guardare, Robinson Crusoe \u00e8 molto di pi\u00f9 di questo.<\/p>\n<p>Egli non \u00e8 solo il prototipo dell&#8217;inglese o dell&#8217;americano W. A. S. P. (white, anglo-saxon, protestant) o del capitalista lanciato verso il successo, partendo dal nulla: \u00e8 l&#8217;eterno eroe occidentale che non sa accostarsi alle cose con stupore, amore e rispetto, che non sa ascoltarle, che non vuole capirle, ma al quale preme soltanto di conformarle alla sua volont\u00e0, ai suoi bisogni, al suo interesse: duro, egoista, insensibile, anche se talvolta pare intenerirsi &#8211; ma su se stesso, mai sull&#8217;altro &#8211; ed ama rappresentarsi nelle vesti di umile strumento dell&#8217;Altissimo.<\/p>\n<p>\u00e8 Giasone che ruba il Vello d&#8217;Oro al re della Colchide dopo averne sedotto, freddamente e deliberatamente, la figlia Medea; \u00e8 il protagonista della galileiana \u00abFavola dei suoni\u00bb, che viviseziona la cicala per capire come si produca il suo frinire e che infine la trafigge a morte, senz&#8217;ombra di un pentimento o ameno di un rammarico; \u00e8 Faust che vende l&#8217;anima al Diavolo in persona, pur di ottenere, in cambio, potenza e giovinezza<\/p>\n<p>Scrive Alberto Cavallari nel suo saggio introduttivo \u00abL&#8217;isola della modernit\u00e0\u00bb alla edizione del \u00abRobinson Crusoe\u00bb da lui tradotta per Feltrinelli (Milano, 1993, pp. 13-14, 17-19:<\/p>\n<p>\u00ab&#8230;Generalmente tre sono le letture che s&#8217;impongono come principali: quelle fatte da Rousseau, da Kant, da Marx. Certamente Rousseau ha contribuito a fare di Robinson il personaggio-chiave del rapporto tra individuo e societ\u00e0 moderna: nell&#8217;&quot;Emile&quot; dichiara che Robinson \u00e8 il primo libro su cui deve fondarsi la formazione dell&#8217;uomo nuovo del &#8216;700 perch\u00e9 significa &quot;il pi\u00f9 felice trattato di educazione naturale&quot;. Per lui la parabola del naufrago che si salva senza l&#8217;aiuto dei suoi simili, col solo conforto della ragione e di una Fede puramente deista, \u00e8 quasi una voce dell&#8217;&quot;Encyclop\u00e9die&quot;: mostra un uomo naturalmente buono, che inventa tecniche e arti di sopravvivenza, che si allea a un altro uomo naturalmente buono, il selvaggio Venerd\u00ec. Ma Kant va pi\u00f9 in l\u00e0: nelle sue &quot;Congetture sull&#8217;origine della storia&quot; del 1786 fa di Robinson un simbolo dell&#8217;etica progressista: perch\u00e9 significa l&#8217;uomo moderno nostalgico d&#8217;inesistenti et\u00e0 dell&#8217;oro, d&#8217;impossibili ritorni alla vita naturale, per\u00f2 cosciente d&#8217;aver messo in moto lui stesso un processo di civilizzazione che gl&#8217;impedisce di rientrare nell&#8217;antico stato d&#8217;innocenza; un uomo consapevole che l&#8217;innocenza non pu\u00f2 bastargli, che lui stesso non la desidera veramente, e cos\u00ec rispecchia le vere caratteristiche della natura umana e del percorso umano &quot;che va dal peggio al meglio, non dal bene al male&quot;.\u00bbQuanto a Marx, che ne scrive nell&#8217;&quot;Introduzione alla critica dell&#8217;economia politica&quot; e nel &quot;Capitale&quot;, Robinson, il &quot;sobrio Robinson&quot;, ha tutte le caratteristiche del borghese del &#8216;700. \u00e8 un uomo che dice di credere (come gli economisti pre-marxisti) alla Provvidenza, alla &quot;mano invisibile&quot;, ai meccanismi naturali del processo produttivo, come se il mondo fosse uguale nelle societ\u00e0 primitive e in quelle moderne. Ma in effetti poi mostra nelle societ\u00e0 moderne anche l&#8217;individuo isolato agisce all&#8217;interno di una societ\u00e0 nella quale i rapporti sociali s&#8217;incrociano con la cosiddetta natura. Infatti in Robinson isolamento e dipendenza dalla societ\u00e0 si sovrappongono. Nell&#8217;isola deserta egli diventa imprenditore di se stesso: &quot;salva dal naufragio orologio, libro mastro, penna e calamaio, e comincia da buon inglese a tenere la contabilit\u00e0 della vita, persino della Provvidenza&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>&quot;Robinson&quot; \u00e8 anche un grande &quot;romanzo filosofico&quot; antischiavista che prelude a Rousseau e al &quot;buon selvaggio&quot;. \u00c8 un capolavoro della letteratura puritana che traduce in spregiudicati &quot;fumetti&quot; moderni i suoi vari filoni, quello EDUCATIVO alla Timoty Cruso, quello delle celebri biografie MORALI seicentesche, quello delle biografie SPIRITUALI alla Baxter o alla Keach, quello METAFISICO-ALLEGORICO alla Bunyan, e cos\u00ec costruisce una delle pi\u00f9 alte super-allegorie del dramma cristiano sviluppando grandi temi simbolici che porteranno poi a Hawthorne e a Melville: i temi della ribellione-punizione-espiazione. Ma l&#8217;allegoria religiosa pu\u00f2 trasformarsi con altre letture in allegoria laica. Talvolta ancora metafisica, secondo Camus, che dedica a Defoe la sua &quot;Peste&quot;, perch\u00e9 l&#8217;Isola \u00e8 il Mondo stesso. Talvolta \u00e8 un&#8217;immensa antologia di allegorie puramente storiche. Per lo stesso Defoe \u00e8 &quot;semplicemente storia&quot;. Secondo Joyce, \u00e8 un&#8217;allegoria storico-ideologica della britannica conquista del mondo che nel libro esprime tutte le sue contraddizioni: schiavismo e antischiavismo, sopravvivenza e perdizione, civilt\u00e0 e regresso. Secondo Tournier, \u00e8 &quot;un&#8217;allegoria dell&#8217;inconscio&quot;, che invece si ribella alla storia, coi simboli pi\u00f9 diversi, il mare-avventura, la caverna-madre, l&#8217;isola-Inferno, l&#8217;isola-Eden. Si pu\u00f2 persino giungere a un&#8217;immagine audace. L&#8217;isola di Robinson \u00e8 un&#8217;anticipazione della geopolitica futura, del mondo stesso inteso come &quot;world Island&quot; alla Mackinder; forse addirittura dell&#8217;&quot;universo-isola&quot; della cosmologia pi\u00f9 recente.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 chiudere per\u00f2 questo elenco senza altre fondamentali letture. &quot;Robinson&quot; \u00e8 pure il pi\u00f9 grande &quot;giallo&quot; del mondo, come dice Poe; un poema della paura che procede per fughe e nascondigli, per alti e bassi, per diastole e sistole, per naufragi e salvataggi, talvolta perfino provvisto di un &quot;c\u00f4t\u00e9 noir&quot;: perch\u00e9 l&#8217;uomo in fuga, che si crede salvato alla Provvidenza, \u00e8 comunque costretto alla lotta, forzato a riconoscere che talvolta la sua salvezza\/provvidenza sta invece nella guerra, nella violenza, nell&#8217;omicidio, bench\u00e9 l&#8217;anima puritana lo spinga a Dio e alla fraternit\u00e0. Pertanto, Robinson \u00e8 pure un prepotente racconto moderno giallo\/nero dietro al quale c&#8217;\u00e8 la speranza ma pure il suo contrario: diciamo molto Montesquieu, con la sua filosofia della paura come &quot;prima passione dell&#8217;uomo&quot;; diciamo qualche goccia di Hobbes e della sua filosofia della sopravvivenza che giustifica il delitto. Ma &quot;Robinson&quot; \u00e8 soprattutto metafora dell&#8217;&quot;uomo economico&quot; moderno e dei suoi drammi, della dialettica materialismo\/religione che lo tormenta. Anzi. Di un uomo nuovo &quot;liberal-liberista&quot; che s&#8217;affaccia alla storia tra Locke e Adam Smith.<\/p>\n<p>Quest&#8217;&quot;uomo economico&quot; ha tre volti. Da un lato significa l&#8217;esaltazione del protestante-capitalista alla Max Weber: un cristiano che rischia, intraprende, si afferma come individuo perch\u00e9 crede liberamente a Dio senza &quot;papismi&quot; e senza chiese, ma pure un cristiano che mentre trionfa sprofonda nella metafisica puritana, legge gli avvenimenti come provvidenza, poi si scontra con la &quot;provvidenza negativa&quot;, si tormenta con gli esami di coscienza, le introspezioni, i dilemmi esistenziali della Riforma. Da un altro lato, significa l&#8217;uomo del mercantilismo evoluto, alla vigilia della rivoluzione industriale, dilaniato tra due dimensioni: il Nuovo Mondo e il Vecchio, la conquista planetaria e la vita elementare, il rischio dell&#8217;avventura per l&#8217;ideale della &quot;vita media2, la democrazia e la restaurazione: proprio come Robinson attratto dal viaggio e dal mare, in perpetua fuga rispetto a suo padre &quot;uomo medio&quot;; poi naufrago che sogna il benessere medio e se lo fabbrica con le &quot;tecniche del progresso&quot;, coltivando nell&#8217;isola &quot;l&#8217;avere secondo il bisogno&quot;, la &quot;democrazia religiosa&quot;, la fraternit\u00e0 con Venerd\u00ec; poi colonialista e colono del&#8217;isola, felice di sentirsi re, capo di un&#8217;organizzazione sociale minima, simbolo di una rivoluzione democratica che pu\u00f2 sempre farsi conservazione e reazione. Infine c&#8217;\u00e8 un terzo lato. Robinson significa &quot;l&#8217;uomo economico&quot; che oscilla tra due tentazioni dietro le quali ci sono Locke e Newton in lotta con la stessa Riforma. Religione della tecnica contro religione della provvidenza, religione del progresso &quot;obiettivo&quot; e &quot;scientifico&quot; contro la fatalit\u00e0 del destino, religione dell&#8217;ingegno e del coraggio contro la coscienza del limite umano e del naufragio continuo, religione del &quot;progetto&quot; in lotta con la catastrofe&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Robinson Crusoe, dunque, \u00e8 il naufrago della societ\u00e0 pre-moderna che approda sull&#8217;isola della modernit\u00e0, sulla Nuova Atlantide di Bacone, fermamente intenzionato ad imporre la propria norma alla natura, dimenticandosi di essere una parte di lei; e che, dimentico della terribile lezione di quell&#8217;altra Atlantide, quella platonica &#8211; distrutta da un cataclisma perch\u00e9 i suoi abitanti, resi folli dall&#8217;orgoglio della tecnica, si erano fatti sacerdoti della magia nera -, reitera testardamente il medesimo errore dei suoi predecessori e si lascia travolgere da un bisogno compulsivo di controllare, di manipolare e di dominare ogni cosa.<\/p>\n<p>Anche se ha sempre la Bibbia in una mano (ma il fucile nell&#8217;Altra: oh, per legittima difesa, si capisce!), in realt\u00e0 non conosce altro Dio che se stesso e, se pure riserva un omaggio formale a quell&#8217;Altro, arrivando al punto di credersi sincero allorch\u00e9 Lo prega nei momenti di maggiore solitudine e scoraggiamento, il suo \u00e8 uno spirito essenzialmente laico, pragmatico, utilitarista, implacabilmente calcolatore.<\/p>\n<p>Robinson Crusoe \u00e8, quindi, un infelice che ignora le cause della propria infelicit\u00e0; anzi, che ignora perfino la propria infelicit\u00e0, perch\u00e9 la sua ignoranza di se stesso \u00e8 talmente abissale, da spingerlo a nasconderla sotto il tappeto della sua coscienza; e che rinnova incessantemente la sua guerra contro le cose, per cercare sollievo ad un male che non sa neppure riconoscere come tale.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Robinson Crusoe, ahim\u00e9, non \u00e8 altri da noi, ma \u00e8 appunto la parte oscura di noi stessi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se c&#8217;\u00e8 un personaggio letterario che merita di assurgere a simbolo dell&#8217;uomo moderno, quello \u00e8 Robinson Crusoe, il naufrago che diventa signore dell&#8217;isola; l&#8217;uomo che approda<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[110,202],"class_list":["post-28477","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-civilta","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28477","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28477"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28477\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28477"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28477"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28477"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}