{"id":28474,"date":"2014-06-20T05:29:00","date_gmt":"2014-06-20T05:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/06\/20\/assolutismo-e-diritto-divino-dei-re-nel-pensiero-filosofico-di-robert-filmer\/"},"modified":"2014-06-20T05:29:00","modified_gmt":"2014-06-20T05:29:00","slug":"assolutismo-e-diritto-divino-dei-re-nel-pensiero-filosofico-di-robert-filmer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/06\/20\/assolutismo-e-diritto-divino-dei-re-nel-pensiero-filosofico-di-robert-filmer\/","title":{"rendered":"Assolutismo e diritto divino dei re nel pensiero filosofico di Robert Filmer"},"content":{"rendered":"<p>Quello di Sir Robert Filmer (1588-1653) \u00e8 il classico caso di un pensatore cos\u00ec politicamente scorretto da aver subito una vera e propria &quot;damnatio memoriae&quot;, al punto di non essersi mai ripreso da essa e da non essere mai pi\u00f9 stato &quot;sdoganato&quot; da qualche solitario studioso in vena di ripensamenti, se non proprio di riabilitazioni tardive. Gli \u00e8 toccato in sorte, dunque, un destino peggiore di quello del pur bistrattato De Maistre, il cui nome \u00e8 quasi impronunciabile nei salotti buoni della cultura progressista di matrice liberal-democratica (per non parlare di quelli neo-marxisti, tuttora assai pi\u00f9 influenti di quel che non si creda e tanto pi\u00f9 esiziali, in quanto non &quot;pentiti&quot;, anche laddove hanno cambiato casacca, n\u00e9 coscienti delle ragioni del loro fallimento storico): perch\u00e9 di De Maistre, comunque, ogni tanto si sente parlare, anche se, il pi\u00f9 delle volte, per biasimarlo come tipico esponente del pensiero cattolico &quot;reazionario&quot;; mentre Filmer si direbbe proprio precipitato nell&#8217;oblio e pochissimi, ormai, si prendono anche solo la briga di confutarlo o di additarlo alla pubblica esecrazione.<\/p>\n<p>Inutile cercare il suo nome sui testi di storia della filosofia ad uso scolastico; inutile cercarlo anche sulla diffusissima \u00abEnciclopedia di Filosofia\u00bb della Garzanti; ma nemmeno nella sua patria, l&#8217;Inghilterra, ha ricevuto un trattamento molto migliore: basti dire che sulla \u00abEnciclopedia Britannica\u00bb gli \u00e8 stato riservato un trafiletto di poche righe, una &quot;voce&quot; talmente striminzita e sbrigativa che la possiamo riportare in brevissimo spazio. Nato ad East Sutton, nel Kent (ma senza indicazione della data di nascita), l&#8217;estensore della &quot;voce&quot; ci informa che \u00e8 stato uno scrittore inglese, campione del &quot;diritto divino&quot; dei re; che fu educato presso il Trinity College di Cambridge; che fu un ardente sostenitore del partito monarchico e che la sua casa si dice abbia subito dieci saccheggi consecutivi durante la guerra civile fra il re, Carlo I Stuart, e il Parlamento. Filmer sostiene che Dio trasmise ad Adamo piena autorit\u00e0 sul creato, una autorit\u00e0 che fu trasmessa a No\u00e8 e, in seguito, ai suoi tre figli; e che i Patriarchi, i re e i governanti che si avvicendarono da allora fino al presente hanno ereditato il potere assoluto, fondato sul diritto divino. Il re, pertanto, gode di una libert\u00e0 totale, svincolata da ogni controllo umano. Infine la \u00abBritannica\u00bb precisa che queste idee furono sviluppate da Filmer in una serie di lavori, il pi\u00f9 completo dei quali, intitolato \u00abPatriarcha\u00bb, venne pubblicato postumo soltanto nel 1680; e che passarono altri due secoli prima che venisse ripubblicato, nel 1883, dalla Morley&#8217;s Universal Library.<\/p>\n<p>Si tratta di una sintesi sostanzialmente esatta, ma alquanto avara, del pensiero politico di Robert Filmer; l&#8217;antipatia, o la scarsa considerazione dell&#8217;estensore della &quot;voce&quot;, nei suoi confronti, \u00e8 piuttosto palese. Filmer, insomma, fa ancora scandalo, anche se non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 un Cromwell pronto a tagliare la testa a chi sia favorevole alla monarchia assoluta, n\u00e9 un Guglielmo d&#8217;Orange che lo punisca con il carcere o l&#8217;esilio: tutta la cultura britannica, dalla Glorious Revolution in poi, non \u00e8 che una costante, ininterrotta apologia del sistema monarchico parlamentare e, pi\u00f9 specificamente, di quello realizzato in Inghilterra dopo la fuga di Giacomo II nel 1688.<\/p>\n<p>Il trattato pi\u00f9 importante di Filmer \u00e8 preceduto da una citazione di Lucano, \u00abLibertas\u00a0&#8230;.\u00a0populi, quem regna coercent \/ libertate perit\u00a0&#8230;\u00bb e da una di Claudiano, esponente della rinascita pagana che ebbe luogo fra il IV e il V secolo: \u00abFallitur egregio quisquis sub principe credit \/ servitium; nunquam libertas gratior extat quam sub Rege pio\u00a0&#8230;\u00bb, il cui intento \u00e8 di esaltare l&#8217;eccellenza dell&#8217;istituto monarchico e di mostrare che, quando il popolo osa levarsi contro di esso, il senso del bene comune viene irrimediabilmente smarrito a causa del dilagare dei privati egoismi e, di conseguenza, lo Stato perisce miseramente.<\/p>\n<p>Di fatto, il &quot;metodo&quot; preferito da Filmer per corroborare le proprie convinzioni circa l&#8217;origine divina del potere monarchico assoluto consiste in un puntuale ricorso sia alla Bibbia, sia alla storia antica di Grecia e di Roma, che egli conosce bene e che interpreta nel senso di una diretta continuit\u00e0 fra i patriarchi e i re d&#8217;Israele, i sovrani greci e romani dell&#8217;epoca arcaica, e i re delle epoche successive, fino all&#8217;Inghilterra di Carlo I, il re (dal quale egli era stato creato baronetto) che, sconfitto dal Parlamento nella guerra civile, venne processato e decapitato il 30 gennaio 1649: processo illegale, secondo Filmer &#8211; e secondo lo stesso sovrano, che, come risulta dai verbali del processo, si rifiut\u00f2 di risponde alle domande dei giudici &#8212; perch\u00e9 il re non \u00e8 responsabile davanti ai suoi sudditi, qualunque potere deriva da lui, mentre egli non \u00e8 soggetto ad alcuno.<\/p>\n<p>Non \u00e8, quello del filosofo inglese, un modo di procedere arbitrario, ma, al contrario, piuttosto diffuso all&#8217;epoca, allorch\u00e9 la tradizione rappresentava un valore in se stessa, e la Bibbia costituiva il compendio di tutti i valori &#8211; tanto \u00e8 vero che essa verr\u00e0 ancora considerata la base del sapere non solo in campo teologico e morale, ma anche scientifico, almeno fino ai tempi di Darwin, cio\u00e8 fin verso la met\u00e0 del XIX secolo. L&#8217;autorit\u00e0 degli storici greci, come Erodoto e Tucidide, e latini, come Tito Livio e Tacito, veniva subito dopo ed era considerata, anche negli ambienti colti e nell&#8217;ambito universitario, come la pi\u00f9 considerevole cui si potesse fare ricorso, per dimostrare la validit\u00e0 di un istituto politico &#8211; Sacre Scritture a parte.<\/p>\n<p>Il nostro lettore pu\u00f2 farsi un&#8217;idea della prosa di Robert Filmer da questo breve passo, tratto dal terzo capitolo del trattato \u00abPatriarcha\u00bb (cit. in: Giulia Lorenzoni-Beatrice Pellati, \u00abPast &amp; Present\u00bb, Novara, De Agostini Scuola, 2013, p. 166; ma il lettore interessato pu\u00f2 andare a leggersi l&#8217;opera in lingua originale sul sito Internet: <a href=\"../../../../../www.constitution.org/eng/patriarcha.htm\">../../../../../www.constitution.org/eng/patriarcha.htm<\/a>):<\/p>\n<p>\u00abThe people of Athens, as soon as they gave over kings, were forced to give power to Draco first, then to Solon, to make them laws not to bride kings but themselves; and though many of their laws were very severe and bloody, [&#8230;] Solon, but an absolute jurisdiction, at his pleasure to abrogate and confirm what he thought fit, the people never challenging any such power to themselves. So the people of Rome gave to the ten men, who were to choose and correct their laws fort the Twelwe Tables, an absolute power without any appeal to the people.\u00bb<\/p>\n<p>Gli Ateniesi, dunque (per non parlare degli Spartani) passarono dall&#8217;autorit\u00e0 dei re a quella di Dracone, poi di Solone, i quali ultimi stabilirono delle leggi severe e perfino sanguinarie, alle quali mai il popolo si ribell\u00f2 e che esso non os\u00f2 mai sfidare, restando a quei legislatori piena e assoluta libert\u00e0 di modificare o confermare il proprio operato. Non solo gli Ateniesi non contestarono mai le leggi, ma non misero mai in dubbio l&#8217;autorit\u00e0 di coloro che le avevano promulgate, tanto era universale il riconoscimento del loro potere e il dovere dell&#8217;obbedienza incondizionata che il popolo aveva nei loro confronti.<\/p>\n<p>Similmente accadde con il popolo romano nei riguardi dei dieci legislatori che redassero le Dodici Tavole: si trattava di una autorit\u00e0 assoluta, che il popolo riconosceva come tale e contro la quale non avrebbe mai neppure concepito di poter fare ricorso. L&#8217;idea che la sovranit\u00e0 risieda nel popolo era tanto lontana da quei popoli antichi, quanto lo sarebbe stata l&#8217;idea che gli uomini abbiano la facolt\u00e0 di porre limiti o addirittura di sfidare le prerogative della divinit\u00e0: si trattava di qualcosa di inconcepibile; e, del resto, la solidit\u00e0 e la durata del sistema politico ateniese, e soprattutto di quello romano, dimostrano che la totale obbedienza all&#8217;autorit\u00e0 sovrana non mina per niente, ma anzi rafforza la robustezza delle strutture sociali e la coesione dello Stato.<\/p>\n<p>Ma dopo la restaurazione degli Stuart, \u00e8 venuta la Gloriosa Rivoluzione; e, con essa, si \u00e8 verificata una egemonia culturale del liberalismo che, in Inghilterra &#8212; e, poi, anche fuori di essa, fino ad abbracciare il mondo intero &#8212; ha reso impresentabili le idee politiche favorevoli all&#8217;assolutismo, che avevano avuto in Thomas Hobbes il loro ultimo, strenuo difensore. John Locke, in particolare, che nella cultura anglosassone \u00e8 considerato poco meno che una sorta di infallibile e indiscutibile divinit\u00e0 filosofica, prese il \u00abPatriarcha\u00bb di Robert Filmer come la classica testa di turco contro la quale esercitare la sferza della sua critica, nei \u00abTrattati del governo\u00bb (un po&#8217; come Galilei prese la \u00abLibra\u00bb di Orazio Grassi come testa di turco sulla quale scagliare le folgori del suo \u00abSaggiatore\u00bb). Sicch\u00e9 il povero Filmer, ancora oggi, viene ricordato quasi solo &#8212; ironia del destino &#8212; da quanti riportano la critica che ne ha fatto, con mano pesante, John Locke, il filosofo della parte uscita vittoriosa dalla rivoluzione parlamentare anti-assolutista; il che ricorda l&#8217;amaro destino postumo di Lamarck, la cui teoria evoluzionista viene soprattutto ricordata, nei testi scolastici, per metterla sfavorevolmente a confronto con quella di Darwin (come se quest&#8217;ultima fosse una verit\u00e0 definitiva e ed una acquisizione indiscutibile nel campo delle scienze biologiche).<\/p>\n<p>Di fatto, l&#8217;idea che il potere dei re provenisse da una diretta investitura divina e che il loro corpo, il loro sangue, fossero sacri, era riconosciuta non soltanto dalla tarda antichit\u00e0 e dal Medioevo, ma anche dal Rinascimento, il quale, pur cos\u00ec critico riguardo a tanti aspetti della cultura medievale, non aveva trovato in ci\u00f2 assolutamente nulla di scandaloso; e neppure la cultura dei Comuni italiani l&#8217;aveva, in generale, contestata, dato che, anzi, Dante aveva visto nel potere imperiale una fonte di autorit\u00e0 proveniente direttamente dal Cielo e, dunque, assolutamente legittima, nonostante i suoi frequenti contrasti con il potere, del pari ritenuto divino, della Chiesa. Solo Marsilio da Padova, caso isolato, aveva visto la fonte dell&#8217;autorit\u00e0 imperiale nella volont\u00e0 dei cittadini, da lui considerata come superiore ad ogni altra: per lui, infatti, il fine che lo Stato deve realizzare \u00e8 immanente e puramente umano, non ha nulla di soprannaturale.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi, dapprima sotto forma della cultura dei diritti &quot;naturali&quot; &#8212; di cui Locke \u00e8 il massimo campione, ma al quale il terreno era stato preparato dal moderno giusnaturalismo di Grozio, Althusius e Pufendorf -, poi, con l&#8217;Illuminismo e con Rousseau, in forma sempre pi\u00f9 assertiva ed esplicita, si fa strada e s&#8217;impone il concetto della sovranit\u00e0 popolare: concetto che \u00e8 passato attraverso il banco di prova del costituzionalismo inglese e ne \u00e8 uscito &quot;promosso&quot;, visto che, nel mondo della politica, almeno da Machiavelli in poi, il successo si giudica in base al risultato e senza guardare troppo per il sottile quanto ai mezzi impiegati per conseguirlo (siano anche la peggiore sciagura che possa darsi nella vita di una nazione, ossia la guerra civile).<\/p>\n<p>Hobbes \u00e8 stato altrettanto categorico di Filmer, oltre che assai pi\u00f9 fortunato, nello svolgere una teoria coerente e compatta sulle ragioni della monarchia assoluta, ma con una distonia non secondaria: l&#8217;affermazione della necessit\u00e0 di uno Stato laico. Ora, uno Stato laico \u00e8, per forza di cose, uno Stato in cui il principio di autorit\u00e0 non pu\u00f2, n\u00e9 deve risiedere sopra una base religiosa, quale che essa sia: pertanto, viene colpita al cuore, e sia pure indirettamente e come esigenza secondaria di questa concezione politica, l&#8217;idea della monarchia per diritto divino. Hobbes, da parte sua, ha un bell&#8217;affannarsi a sostenere che la forma di governo migliore che possa darsi, \u00e8 la monarchia assoluta: in pratica, la monarchia assoluta non pu\u00f2 essere tale se non in forza del principio della sua investitura divina: si tolga quello, e non rester\u00e0 altro che il puro e semplice esercizio della forza. A quel punto, per\u00f2, \u00e8 inevitabile che ci si domandi quale bisogno vi sia di una monarchia assoluta, quando \u00e8 sufficiente una qualsiasi forma di governo capace di esercitare il suo potere in maniera assoluta, cio\u00e8 senza concedere ai sudditi il bench\u00e9 minimo diritto di controllo o di critica. E, di fatto, una simile forma di governo si \u00e8 pi\u00f9 volte realizzata, nella storia contemporanea &#8212; dalla Germania nazista all&#8217;Unione Sovietica staliniana -, ben al di fuori della forma istituzionale della monarchia assoluta.<\/p>\n<p>Filmer, ad ogni modo, se pure procede a colpi di Bibbia e di storia greca e romana, non \u00e8 sprovvisto di una sua giustificazione etica della monarchia assoluta: senza di essa, gli uomini sarebbero incapaci di vivere ordinatamente gli uni con gli altri. \u00c8 la stessa idea di Hobbes, quella che vede l&#8217;uomo come un essere naturalmente aggressivo e minaccioso verso i propri simili (\u00abhomo homini lupus\u00bb), e, dunque, bisognoso di sottostare ad un ferreo potere statale che lo disciplini e che, se necessario, lo intimorisca. Resta il fatto che nessun potere statale pu\u00f2 esercitare il pi\u00f9 radicale assolutismo, se non \u00e8 in grado di mostrare che la sua esistenza \u00e8 giusta e necessaria alla conservazione della societ\u00e0. Dante vede l&#8217;Impero come la fonte della giustizia e della pace in terra, affinch\u00e9 la Chiesa possa dedicarsi al compito pi\u00f9 importante, la salute delle anime; Hobbes vede lo Stato Leviatano, lo Stato-mostro che ingloba le volont\u00e0 individuali, le disciplina, le organizza e si coagula attorno al monarca, come il migliore antidoto contro l&#8217;originaria e distruttiva aggressivit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>Solo Filmer, per\u00f2, con la sua concezione politica apparentemente pi\u00f9 rozza e semplicistica, e soprattutto meno &quot;moderna&quot; di quella di Hobbes (perch\u00e9 antitetica all&#8217;idea, tutta moderna, della laicit\u00e0 dello Stato), appare in grado di giustificare sino in fondo tale concezione: poich\u00e9 solo un potere dinastico che venga direttamente da Dio possiede la garanzia sufficiente per presentarsi agli uomini non come una forza arbitraria, ma come parte di un progetto sapiente voluto direttamente dal Cielo per il benessere, la sicurezza e la pace degli esseri umani.<\/p>\n<p>Per il sovrano, del resto, il fatto che il suo potere venga da Dio rappresenta non solo una cambiale in bianco da riscuotere a spese dei suoi sudditi, abbandonandosi a ogni sorta di tirannico abuso, quanto anche un freno, un deterrente verso la tentazione degli eccessi, una responsabilit\u00e0 di cui egli sar\u00e0 chiamato a rendere conto. Dio, infatti, gli ha trasmesso il potere non certo perch\u00e9 egli opprima il suo popolo con tasse esorbitanti, leggi inique e conflitti senza fine, ma perch\u00e9 lo guidi, come un buon pastore, verso uno stato di maggior sicurezza e benessere, in cui ciascuno possa lavorare in pace e godere dei frutti della propria fatica.<\/p>\n<p>Se i moderni totalitarismi avessero conservato questa duplice concezione del potere assoluto, come radicale libert\u00e0 rispetto alle volont\u00e0 individuali, ma anche come suprema responsabilit\u00e0 al cospetto di Dio, certo non si sarebbero verificati gli orrori di un potere sciolto da ogni limite, da ogni trascendenza, da ogni coscienza di dover render conto del proprio operato ad una istanza superiore a se stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello di Sir Robert Filmer (1588-1653) \u00e8 il classico caso di un pensatore cos\u00ec politicamente scorretto da aver subito una vera e propria &quot;damnatio memoriae&quot;, al<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30157,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[176],"class_list":["post-28474","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofia-politica","tag-inghilterra"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofia-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28474","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28474"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28474\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30157"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28474"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28474"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28474"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}