{"id":28472,"date":"2015-12-01T06:30:00","date_gmt":"2015-12-01T06:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/01\/e-la-rivoluzione-verde-la-strada-per-fronteggiare-il-crescente-bisogno-di-cibo\/"},"modified":"2015-12-01T06:30:00","modified_gmt":"2015-12-01T06:30:00","slug":"e-la-rivoluzione-verde-la-strada-per-fronteggiare-il-crescente-bisogno-di-cibo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/01\/e-la-rivoluzione-verde-la-strada-per-fronteggiare-il-crescente-bisogno-di-cibo\/","title":{"rendered":"\u00c8 la \u00abrivoluzione verde\u00bb la strada per fronteggiare il crescente bisogno di cibo?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;immaginario moderno, a partire dalla <em>Glorious Revolution<\/em> inglese del 1688, dalla Rivoluzione americana del 1776 e da quella francese del 1789, ha ormai introiettato l&#8217;idea che &quot;rivoluzione \u00e8 bello&quot;, e nemmeno i disastri del comunismo e del capitalismo messi insieme sono riusciti a modificare tale percezione, che non \u00e8 pi\u00f9 il risultato di un meccanismo razionale, ma di un mero riflesso condizionato.<\/p>\n<p>Pertanto, nulla di pi\u00f9 facile, per contrabbandare come buona e bella una determinata cosa, oltre che inevitabile (per cui sarebbe vana fatica, se non autentica follia, il volerla contrastare), che etichettarla come &quot;rivoluzione&quot;: e il gioco \u00e8 fatto. Si parla, cos\u00ec, pi\u00f9 o meno a sproposito, di rivoluzione scientifica; di rivoluzione dei trasporti; di rivoluzione informatica; di rivoluzione femminista; di rivoluzione sessuale; di rivoluzione culturale; e perfino di rivoluzione dell&#8217;arte, del pensiero, dell&#8217;educazione, dell&#8217;uomo &#8212; sempre in senso elogiativo e celebrativo, ben s&#8217;intende. Come potrebbe una rivoluzione non essere per il meglio? Le rivoluzioni, si sa, sono figlie del progresso: si verificano quando l&#8217;orologio della storia si \u00e8 fermato e qualcuno bisogna pure che riscuota i dormienti. Meno male che ci sono le rivoluzioni.<\/p>\n<p>Fra le tante, tutte gloriose, tutte prodotte dall&#8217;avanzata del progresso, tutte buone ed auto-evidenti, spicca, nel secolo appena trascorso, la cosiddetta &quot;rivoluzione verde&quot;: ossia quella nuova filosofia dello sviluppo, specialmente agricolo, che, negli anni che vanno dai Quaranta ai Settanta, ha consentito di aumentare notevolmente i raccolti e di rendere autosufficienti, dal punto di vista alimentare, vaste aree del pianeta, specialmente in Asia meridionale e in America latina (un po&#8217; meno, per ammissione dei suoi stessi ammiratori, nell&#8217;Africa sub-sahariana). In buona sostanza, si \u00e8 trattato di questo: fare larghissimo uso di variet\u00e0 vegetali geneticamente <em>selezionate<\/em> (e, in anni a noi pi\u00f9 vicini, geneticamente <em>modificate<\/em>), di fitofarmaci e di fertilizzanti, mirando ad un aumento quantitativo dei raccolti e senza andare troppo per il sottile quanto agli effetti collaterali a livello ecologico e ambientale; ma, soprattutto, senza fare domande indiscrete sul ruolo delle multinazionali alimentari, che vi hanno giocato la parte principale, e che, bene inteso, se ne sono assicurate, e continuano ad assicurarsene, i maggiori profitti.<\/p>\n<p>Basti dire una cosa sola: che la cosiddetta &quot;rivoluzione verde&quot; ebbe inizio nel 1940, allorch\u00e9 la Fondazione Rockefeller &#8212; un ente notoriamente disinteressato e filantropico, come non c&#8217;\u00e8 bambino al mondo che non sappia &#8212; fond\u00f2 un Istituto avente lo scopo di aumentare la produttivit\u00e0 delle proprie fattorie situate in territorio messicano. Il fatto che per tale operazione, ribattezzata furbescamente &quot;rivoluzione verde&quot;, e pensata, fin dall&#8217;inizio, per implementare i profitti delle multinazionali e non certo per soccorrere le necessit\u00e0 alimentari e favorire l&#8217;autosufficienza economica delle nazioni del Terzo Mondo, sia stato creato anche un apposito santo patrono, lo scienziato americano Norman Ernest Borlaug, al quale \u00e8 stato conferito, manco a farlo apposta, il premio Nobel per la Pace nel 1970, non dovrebbe far perdere di vista il punto essenziale della questione: che mai si sono viste le multinazionali dare qualcosa gratis a chicchessia, e, meno ancora, lavorare per rendere indipendenti dalla loro stretta le nazioni povere del pianeta. Tanto varrebbe farci credere che Dracula il Vampiro \u00e8 un cittadino esemplare, iscritto a qualche associazione per la donazione del sangue: eppure, questo \u00e8 esattamente ci\u00f2 che si \u00e8 voluto far credere e all&#8217;opinione pubblica mondiale. E si \u00e8 arrivati vicinissimi al successo completo in una simile operazione di lavaggio del cervello.<\/p>\n<p>In un classico studio ormai vecchio di trent&#8217;anni, ma pi\u00f9 che mai attuale, con la sola eccezione delle problematiche relative agli O. G. M. &#8211; le quali, del resto, hanno confermato in pieno in pieno il suo taglio fortemente critico -, Pat Roy Mooney poneva, fra l&#8217;altro, la scomoda domanda: \u00abA chi giova la rivoluzione verde?\u00bb e cos\u00ec rispondeva (in: P. R. Mooney, \u00abI semi della discordia\u00bb, traduzione italiana di C. Mattiello, G. Ghini e C. Benelli Milano, Cleslav, 1985, pp. 42-44; titoli originali: \u00abSeeds of the Earth. A Private or Public Resource?\u00bb, Canadian Council for International Co-operatiomn, 1979, e \u00abThe Law of the Seed. Another Decvelopment and Plant Genetic Resources\u00bb, The Dag Hammarskj\u00f6ld Center, 1983):<\/p>\n<p><em>\u00abChi ha ricavato i maggiori profitti? Quando, venti anni fa [vale a dire nel 1959], la Fondazione Ford istitu\u00ec un programma intensivo di assistenza all&#8217;agricoltura, l&#8217;obiettivo era costituito dagli agricoltori di medio livello. La teoria allora prevalente era che soltanto questi agricoltori avrebbero potuto affrontare i rischi insiti nell&#8217;operazione e solo loro avrebbero potuto dimostrare di possedere la creativit\u00e0 necessaria per rispondere alla nuova tecnologia. Perelman riferisce come questa teoria sia stata applicata in Pakistan. &quot;Secondo la stima della Banca mondiale, in Pakistan per ogni trattore acquistato vengono eliminate da 7,5 a 11,8 unit\u00e0 lavorative a tempo pieno&#8230; Dopo l&#8217;acquisto di un trattore, le dimensioni medie delle fattorie aumentano del 240% in tre anni, soprattutto attraverso l&#8217;espulsione dei fittavoli.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Il tasso d&#8217;occupazione per acro coltivato \u00e8 crollato del 40%. Le stime relative all&#8217;Indonesia arrivano alla conclusione che soltanto il 25% degli agricoltori ha tratto in qualche modo beneficio dalla &quot;rivoluzione&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Di ritorno in Messico, dove tutto \u00e8 cominciato, il personale della Fondazione Rockefeller ha candidamente ammesso che il loro lavoro non ha offerto molto aiuto ai poveri. E infatti, il risultati di questo tipo di sviluppo agricolo \u00e8 stato una crescente urbanizzazione. I poveri sono stati espulsi dai propri campi e spinti nelle citt\u00e0, dove sono stati costretti a comprare costosi cereali prodotti nei medesimi campi, dove, un tempo loro stessi raccoglievano legumi economici.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel gir di venti anni i diversi sistemi agricoli del Terzo mondo e le relative strutture sociali sono stati sradicati, distrutti e sostituiti con il nuovo modello occidentale. Sia le colture che le economie asiatica, africana e latinoamericana sono state lanciate nell&#8217;economia di mercato occidentale con il pretesto di dar da mangiare agli affamati.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Terzo mondo \u00e8 stato trasportato in un sistema alimentare che non ha funzionato bene nemmeno nel Primo mondo e che \u00e8 sul punto di distruggere ogni alternativa per le nazioni povere.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;erosione genetica si sta diffondendo nel mondo con la rapidit\u00e0 di un incendio in una prateria. Mentre la &quot;rivoluzione verde&quot; brucia quello che resta della nostra eredit\u00e0 di cereali, una tempesta di ibridi F1 sta spazzando via il germoplasma essenziale alla nostra frutta e alle nostre verdure. Le zone temperate sono gi\u00e0 state devastate. I broccoletti di Bruxelles, originari della Cornovagia, sono scomparsi per sempre, e con essi i geni per la resistenza ad almeno un&#8217;importante malattia; gli olandesi hanno perso la cipolla &quot;Zeeuwee Bruine&quot; (quasi tutte le cipolle dell&#8217;Europa occidentale provengono attualmente dal tipo &quot;Rijnsburger&quot;) e in tutti i casi, con la scomparsa di geni insostituibili e di valore inestimabile, sono andate perdute le variet\u00e0 stesse. Cos\u00ec non rimangono atro che ibridi spiccatamente commerciali e fortemente uniformi.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Anche nel caso delle verdure, la diversit\u00e0 del Terzo mondo \u00e8 minacciata. In Egitto, dove le cipolle vengono coltivate almeno dal 5.200 a. C. l&#8217;unica variet\u00e0 invernale rimasta \u00e8 la &quot;Giza 6 Improved&quot;. In Turchia, l&#8217;introduzione della bietola del tipo &quot;Detroit Gobe&quot; dalla Germania ha distrutto di colpo la diversit\u00e0 genetica della specie e in Cina, un paese che rappresenta per molte specie importanti del genere &quot;Brassica&quot; l&#8217;ultimo caposaldo, l&#8217;immissione di ibridi F1 ha portato sull&#8217;orlo ella estinzione molte variet\u00e0 tradizionali.<\/em><\/p>\n<p><em>Tuttavia c&#8217;\u00e8 di peggio. Non sapremo mai che cosa abbiamo gi\u00e0 perso. E anche la maggior parte di quello che stiamo perdendo attualmente rester\u00e0 sconosciuta. In molte regioni del Sud non viene nemmeno registrata la sostituzione delle verdure tropicali tradizionali con quelle provenienti dalle zone temperate.<\/em><\/p>\n<p><em>Le patate olandesi sostituiscono la manioca latinoamericana in India e il frumento del Messico conquista aree una volta occupate dal miglio. L&#8217;abbattimento delle foreste per ricavarne carburante o per alimentare l&#8217;industria del legname spazza via immensi tesori botanici, forse i pi\u00f9 importati di tutti.<\/em><\/p>\n<p><em>Ormai, il 10% delle specie vegetali di tutto il mondo viene considerato &quot;in pericolo&quot;. Ogni tipo di pianta che scompare pu\u00f2 trascinare con s\u00e9 da 10 a 30 specie animali, da esse direttamente o indirettamente dipendenti.<\/em><\/p>\n<p><em>Il biologo Thomas Lovejoy calcola che, se l&#8217;erosione continua alla velocit\u00e0 attuale, per la fine del secolo il mondo avr\u00e0 perduto un sesto di tutte le sue specie viventi. Tutta la popolazione mondiale, dalla Svezia a Singapore, dipende da 30 piante. Non occorre essere amanti della natura per preoccuparsi della scomparsa delle specie vegetali.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Riassumendo.<\/p>\n<p>La cosiddetta &quot;rivoluzione verde&quot; ha prodotto una perdita sempre pi\u00f9 drammatica della biodiversit\u00e0, con una riduzione fino al 90% della variet\u00e0 delle sementi; una dipendenza sempre pi\u00f9 marcata dai combustibili fossili quali fonti energetiche, con tutte le conseguenze ecologiche, economiche, politiche, che ben conosciamo; l&#8217;avvelenamento chimico dei terreni, delle falde acquifere e degli stessi prodotti alimentari (anche di quelli animali), mediante l&#8217;uso indiscriminato dei fertilizzanti chimici, dei diserbanti e degli antiparassitari; una sempre pi\u00f9 accentuata dipendenza dei Paesi del Sud della Terra dalle multinazionali, dipendenza che \u00e8 tanto pi\u00f9 evidente, laddove la &quot;rivoluzione verde&quot; ha riportato, secondo i suoi celebratori, i pi\u00f9 spettacolari successi, ad esempio nell&#8217;area del subcontinente indiano.<\/p>\n<p>Il fatto che milioni di agricoltori indiani siano diventati praticamente degli schiavi della Monsanto, alla cui dittatura non possono ribellarsi, anche perch\u00e9 gli Organismi geneticamente modificati sono sterili e, quindi, essi dipendono da essa per le sementi necessarie ad ogni nuovo raccolto, tutto questo non \u00e8 un segreto, anche perch\u00e9 sono state eseguite numerose inchieste giornalistiche, se non altro per il numero crescente di agricoltori che si sono suicidati, essendosi resi conto di avere infilato la testa nel cappio di un inesorabile meccanismo usuraio, al quale non \u00e8 possibile sottrarsi, una volta fatto il primo passo. E, nondimeno, c&#8217;\u00e8 ancora chi parla della &quot;rivoluzione verde&quot; come di uno dei grandi successi umanitari e scientifici del XX secolo; come di un modello vincente, da imitare e da estendere ancor pi\u00f9, specie in vista della ulteriore crescita della popolazione mondiale, alla quale bisogna pur fare fronte sul piano della produzione alimentare.<\/p>\n<p>Eppure, se fosse vero che la&quot;rivoluzione verde&quot; \u00e8 stata un successo, non si capisce bene perch\u00e9, a guadagnarci, siano state quasi solo le societ\u00e0 multinazionali che l&#8217;hanno pensata, che l&#8217;hanno voluta, che l&#8217;hanno gestita in tutti i suoi passaggi. Certo: essa, nell&#8217;immediato, ha dato dei rilevanti risultati quantitativi: ma quei risultati si sono tradotti in una reale conquista di autonomia da parte delle popolazioni e degli Stati interessati? \u00c8 difficile crederlo. \u00c8 difficile, perch\u00e9 essa \u00e8 stata orchestrata, e tuttora viene tenuta in pugno, da un potere finanziario che a tutto \u00e8 interessato, tranne che al raggiungimento dell&#8217;autonomia e dell&#8217;autosufficienza da parte dei soggetti che l&#8217;hanno adottata; al contrario, esse sono interessate a prolungare indefinitamente e in ogni modo, senza arretrare davanti a nulla, quella dipendenza e quella debolezza strutturale. In altre forme, ovviamente: ma pur sempre dipendenza e pur sempre debolezza strutturale.<\/p>\n<p>Che un contadino messicano, o nigeriano, o pakistano, sia dipendente dai crediti erogati da qualche istituto bancario, o che sia dipendente da una multinazionale che possiede il monopolio nella vendita degli Organismi geneticamente modificati, dai quali ormai dipende per sopravvivere, non fa molta differenza. Senza contare i costi aggiuntivi dovuti all&#8217;inquinamento, al rincaro dei combustibili fossili, alle malattie provocate dall&#8217;abuso dei fitofarmaci; e senza contare, come gi\u00e0 detto, l&#8217;immane disastro, che tutti saremo chiamati a pagare &#8211; ricchi e poveri &#8211; della distruzione inesorabile della biodiversit\u00e0 a livello planetario.<\/p>\n<p>\u00c8 vero: la popolazione mondiale sta continuando ad aumentare a livello esponenziale. Qualcosa bisogna fare. Ma la strada tracciata dalla &quot;rivoluzione verde&quot;, \u00e8 quella giusta?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;immaginario moderno, a partire dalla Glorious Revolution inglese del 1688, dalla Rivoluzione americana del 1776 e da quella francese del 1789, ha ormai introiettato l&#8217;idea che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30172,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[51],"tags":[92],"class_list":["post-28472","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-natura-e-ambiente","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-natura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28472","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28472"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28472\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30172"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28472"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28472"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28472"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}