{"id":28471,"date":"2015-07-29T12:46:00","date_gmt":"2015-07-29T12:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/lunica-rivoluzione-possibile-e-necessaria-e-la-rivoluzione-interiore\/"},"modified":"2015-07-29T12:46:00","modified_gmt":"2015-07-29T12:46:00","slug":"lunica-rivoluzione-possibile-e-necessaria-e-la-rivoluzione-interiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/lunica-rivoluzione-possibile-e-necessaria-e-la-rivoluzione-interiore\/","title":{"rendered":"L\u2019unica rivoluzione possibile e necessaria \u00e8 la rivoluzione interiore"},"content":{"rendered":"<p>Da quando l&#8217;Illuminismo ha posto all&#8217;ordine del giorno il &quot;diritto&quot; alla felicit\u00e0, non \u00e8 cessata l&#8217;opera nefasta di obnubilamento delle coscienze e di radicale stravolgimento della ragionevolezza (oh, ma sempre in nome della ragione, ben s&#8217;intende!), nonch\u00e9 del puro e semplice buon senso, ridotto, quest&#8217;ultimo &#8212; specialmente nella fase marxista e contestatrice di quella corrente di pensiero che da Rousseau porta a Marcuse, passando per Majakovskij, Andr\u00e9 Breton e Wilhelm Reich, fra i tanti altri &#8212; alla misura d&#8217;un bieco e meschino spirito borghese, anzi, piccolo-borghese (ove quel &quot;piccolo&quot; lo rende ancora pi\u00f9 spregevole).<\/p>\n<p>Da allora, sia in chiave individualistica &#8211; che da Locke ad Adam Smith, a Bentham, arriva fino a Nietzsche, a Stirner, a Sartre -, sia in chiave statalista o collettivista &#8212; che da Hegel e Marx giunge a Lenin, Stalin, Hitler, Mao, Che Guevara &#8212; tutti fanno un gran parlare della felicit\u00e0, del raggiungimento della felicit\u00e0, del diritto inalienabile alla felicit\u00e0, e si sforzano di cercare e consegnare alla perpetua infamia il responsabile, o i responsabili, del suo eterno differimento, della sua perenne elusivit\u00e0: trovandolo, di volta in volta, nella Chiesa cattolica, nell&#8217;aristocrazia, nella borghesia (come volevasi dimostrare), nei conservatori, nei reazionari, nei nemici del progresso, nelle quinte colonne del nemico di classe, di religione, di razza, nel capitalismo e nel comunismo, negli agenti della cospirazione mondiale, nel sionismo e nella Massoneria.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 europea, nel frattempo, si \u00e8 radicalmente laicizzata e secolarizzata; credere in qualcosa di diverso o di superiore all&#8217;uomo, \u00e8 diventato poco meno che un crimine, quando non una forma di demenza senile; &quot;fare la rivoluzione&quot; \u00e8 stata, per decenni, la parola d&#8217;ordine della nostra giovent\u00f9, dando per scontato che, una volta fatta, insieme alla libert\u00e0 e alla giustizia sociale avrebbe trionfato, una buona volta, anche la felicit\u00e0, come profetizzato da tutta quella folta schiera di pensatori, ideologi e agitatori politici che sopra abbiamo ricordato.<\/p>\n<p>Se la felicit\u00e0 non si era ancora realizzata, dunque, n\u00e9 nella vita dei singoli, n\u00e9 in quella dei popoli, ci\u00f2 era dovuto unicamente alle ultime, feroci resistenze del capitale, dell&#8217;egoismo di classe, del dominio della finanza internazionale: mescolando qualche grano di verit\u00e0 al profluvio di sciocchezze, luoghi comuni e formule scaramantiche che si voleva contrabbandare per ragionamenti politici, economici, sociali, mentre non erano che slogan di consumo per il nuovo soggetto della societ\u00e0 moderna: l&#8217;individualista di massa che vive immerso nel pi\u00f9 rigoroso conformismo (o nel pi\u00f9 rigoroso anticonformismo, se si preferisce, per\u00f2 non meno standardizzato e canonizzato del suo preteso nemico), ma non vuole saperlo, non vuole aprire gli occhi, desidera soltanto auto-convincersi di essere dalla parte &quot;giusta&quot; della barricata e di trovarsi nobilmente impegnato in una battaglia di civilt\u00e0 contro l&#8217;oscurantismo e per l&#8217;affermazione dei pi\u00f9 alti valori umani.<\/p>\n<p>Strano che nella cultura moderna, cos\u00ec piena di persone intelligenti, di intellettuali &#8212; come oggi si usa dire: brutto surrogato dell&#8217;antico concetto dell&#8217;uomo di cultura &#8212; nessuno, o pochissimi, abbiano fatto due pi\u00f9 due: la felicit\u00e0 si allontana, mano a mano che ci si allontana da Dio: forse, dunque, varrebbe la pena di tornare al sentiero interrotto, di riprendere il cammino trascurato; di vedere se, per casso, recuperando la dimensione del sacro, tornado a cercare l&#8217;amicizia con Dio, non si recuperi, per caso, una parte almeno del proprio equilibrio interiore, non si ritrovi il gusto della vita, senza bisogno di dover ricorrere cos\u00ec spesso a psicanalisti, psichiatri, santoni e chiromanti, per dare un poco di sollievo alla depressione, all&#8217;angoscia, alla disperazione esistenziale.<\/p>\n<p>Ma la dimensione del sacro, l&#8217;amicizia e la confidenza con Dio, non si ristabiliscono, se non si recupera il senso del mistero: che \u00e8, nello stesso tempo, senso del limite: il limite dell&#8217;umano, oltre il quale si apre l&#8217;infinit\u00e0, la gratuit\u00e0, la perfezione dell&#8217;Essere. Noi, infatti, abbiamo perduto il senso del mistero: lo scientismo, che ha preteso di abolirlo, o, quanto meno, di ridurlo alla misura di un innocuo ninnolo d&#8217;arredamento, di un banale santino da appendere al muro o da infilare tra le pagine d&#8217;un libro che non si apre quasi mai, non \u00e8 stato, per\u00f2, in grado di sostituirlo neppure alla lontana: siano rimasti soli con tutti i nostri dubbi, con tutta la nostra inquietudine, in compagnia di un progresso scientifico freddo, insensibile, e &#8212; sovente &#8211; disumano.<\/p>\n<p>Scriveva il filosofo ed esoterista Massimo Scaligero nel suo libro \u00abRivoluzione. Discorso ai giovani\u00bb (Roma, Perseo, 1969, pp. 22-23; 29; 117):<\/p>\n<p>\u00abQuello che l&#8217;Occidente ha perduto \u00e8 il senso del mistero. Ogni cosa, o ente, o evento, nella sua intima verit\u00e0, \u00e8 MISTERO, in quanto la sua essenza \u00e8 indicibile, non pu\u00f2 essere espressa se non nel linguaggio che essa stessa detta per s\u00e9. Questo linguaggio pu\u00f2 essere veicolo verso l&#8217;indicibile, se verso di esso muove lo spirito stesso da cui emana. L&#8217;uomo di questo tempo non pu\u00f2 pi\u00f9 conoscere la verit\u00e0, non perch\u00e9 la verit\u00e0, o l&#8217;essenza, non sia conoscibile, ma perch\u00e9 egli pretende di ridurla al livello discorsivo, non elevarsi ad essa. N\u00e9 verit\u00e0, n\u00e9 libert\u00e0, n\u00e9 amore egli evita cos\u00ec ogni giorno di contraddire, o di tradire.<\/p>\n<p>Soltanto la reintegrazione dello spirituale si pu\u00f2 ravvisare come Rivoluzione. Ogni forma rivoluzionaria che contraddica tale reintegrazione non pu\u00f2 che essere espressiva di impulsi morti del passato, tendenti ad affermarsi mediante finzione di rinnovamento esteriore. Quasi tutti gli attuali rivoluzionari sono in tal senso inconsapevoli conservatori. La vera impresa richiede la consacrazione della conoscenza, un SACRO AMORE che attinga consapevolmente alle forze basali della vita, l\u00e0 dove l&#8217;individuale affonda nel superindividuale e accoglie le idee viventi che trasformano la realt\u00e0 umana. [&#8230;]<\/p>\n<p>I critici della civilt\u00e0, i filosofi del &quot;rifiuto&quot; o della protesta abbondano. Ma il superamento della tecnologia non \u00e8 la critica, o il romantico rifiuto, del suo sistema formale, o l&#8217;incomposta distruzione dei suoi prodotti o delle sue compagini, bens\u00ec l&#8217;atto del pensiero che si rende indipendente da essa e usa di essa secondo la richiesta dello spirito. [&#8230;]<\/p>\n<p>Da questa corrente di vita [cio\u00e8 dal pensiero puro, nel suo immediato darsi] pu\u00f2 scaturire un pensiero nuovo, risolutore del male della dialettica: pu\u00f2 scaturire il pensiero rivoluzionario. Il trapasso del pensiero alla propria corrente di vita \u00e8 l&#8217;esperienza pi\u00f9 alta dell&#8217;uomo, perch\u00e9 \u00e8 la correlazione ritrovata: con l&#8217;essere, con la natura, con l&#8217;essenza, con l&#8217;altro,. La correlazione \u00e8 stata perduta dall&#8217;uomo razionale: egli pu\u00f2 ritrovarla ove redima la propria razionalit\u00e0, non eludendola mediante ulteriori forme razionali, bens\u00ec possedendo il movimento grazie a cui essa \u00e8 razionalit\u00e0.<\/p>\n<p>La correlazione ritrovata \u00e8 l&#8217;amore: l&#8217;uomo pu\u00f2 riconoscere per virt\u00f9 ideale ci\u00f2 che, unendo un essere all&#8217;altro nella profondit\u00e0 originaria del sentire e del volere, determina la loro storia e il loro destino. In tal senso la conoscenza diviene ispirazione dell&#8217;operare sociale. Solo un SACRO AMORE, riacceso dalla conoscenza, pu\u00f2 restituire all&#8217;uomo l&#8217;elemento vivente della conoscenza: la verit\u00e0 della relazione con l&#8217;altro, con l&#8217;essere, con la vita.<\/p>\n<p>La conoscenza diviene liberazione: a colui che consegue tale liberazione, o rivoluzione di s\u00e9, ogni essere rivela la causa originaria che lo porta sulla scena del mondo ad apparirgli secondo una determinata parvenza, simbolo di un grado del valore dell&#8217;Io. La realt\u00e0 medesima gli suggerisce l&#8217;atto della coscienza che le \u00e8 necessario a ricongiungersi con il proprio essere originario, a cui la forma illusoria o dialettica dell&#8217;Io ogni volta la sottrae.\u00bb<\/p>\n<p>L&#8217;uomo non pu\u00f2 spogliarsi veramente del senso del mistero, perch\u00e9 esso fa parte della sua stessa umanit\u00e0, della sua struttura ontologica fondamentale. Non \u00e8 vero che appartiene ad epoche lontane o, comunque, superate; non \u00e8 vero che ne aveva bisogno bens\u00ec l&#8217;uomo delle culture pre-moderne, mentre l&#8217;uomo moderno non ne ha pi\u00f9 bisogno, non lo sente pi\u00f9, non trova alcuno spazio, per esso, entro la sua anima. \u00c8 vero il contrario: il senso del mistero appartiene all&#8217;uomo di ieri, di oggi e di domani, all&#8217;uomo di sempre; il giorno in cui non ne avvertisse pi\u00f9 la presenza, o la mancanza; il giorno in cui potesse davvero farne a meno, liberarsene, gettarselo dietro le spalle, come un rimasuglio del passato: ebbene, quel giorno l&#8217;uomo non sarebbe pi\u00f9 uomo, sarebbe divenuto qualche cosa d&#8217;altro, una creatura post-umana, pi\u00f9 simile a un calcolatore elettronico che a un vivente e a un senziente: qualche cosa di semi-artificiale, di totalmente staccato dalla natura, ma in gravissima contraddizione con se stesso: perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8, in senso fisico, una creatura naturale, e questo dato pu\u00f2 essere, in parte, trasceso, giammai negato o rinnegato. L&#8217;uomo, in altri termini, pu\u00f2 cercar di diventare altro da quel che \u00e8, ma non pu\u00f2 simulare di essere quel che non \u00e8; inoltre, se vuole superare la propria umanit\u00e0, deve cercar di farlo per una strada solitaria, individuale, con la sola compagnia dell&#8217;Essere; non pu\u00f2 farlo collettivamente, non pu\u00f2 farlo per forza d&#8217;inerzia, n\u00e9 pu\u00f2 farlo &#8212; o, magari, farselo fare &#8211; per decreto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come la felicit\u00e0, cui aspira, non pu\u00f2 essere instaurata per decreto: anche se la si considera un &quot;diritto&quot;, anche se la si inserisce nella Costituzione degli Stati, non per questo la si far\u00e0 scaturire dal nulla, come Mos\u00e8 fece scaturire l&#8217;acqua dalla roccia, allorch\u00e9 gli Ebrei stavano per morir di sete nel deserto: possiamo raccontarci tante belle storie sul progresso e sulle magnifiche sorti che ci attendono in virt\u00f9 di esso, ma una cosa non possiamo fare: inventare quello che non esiste, comandare alle cose di obbedirci, anche se non possediamo altro che tecniche per manipolarle superficialmente, mentre non possediamo alcuna idea di quello che significa abbandonare il proprio ego, liberarsi dalla schiavit\u00f9 della brama e del timore, riscoprire la dimensione dell&#8217;amore che non pretende, che non esige, che non opprime alcuno, ma che si apre e che dona, semplicemente, benevolmente, pacificamente.<\/p>\n<p>Ecco, allora, che l&#8217;unica rivoluzione possibile, e quella veramente necessaria, \u00e8 la rivoluzione interiore: la riscoperta del Maestro interiore, dalla cui voce &#8212; purch\u00e9 si sia capaci di fare silenzio al centro della propria anima &#8212; si apprende ci\u00f2 che realmente serve, si apprende l&#8217;essenziale. L&#8217;essenziale \u00e8 prendersi cura di s\u00e9, portando alla luce la propria parte migliore, la parte luminosa, generosa, benevola, amorevole e disinteressata; il problema \u00e8 che la maggior parte delle persone, per la maggior parte della loro vita, trascurano l&#8217;essenziale per correre dietro al superfluo, trascurano il silenzio per stordirsi con mille rumori, trascurano ci\u00f2 che \u00e8 bene per ci\u00f2 che credono utile, ci\u00f2 che \u00e8 giusto per quel che credono piacevole, ci\u00f2 che \u00e8 vero per quel che credono comodo, facile, redditizio e soprattutto senza rischi, n\u00e9 sacrifici.<\/p>\n<p>Intanto sono molti, troppi, i falsi maestri che aggravano il male dell&#8217;uomo moderno aggiungendo confusione a confusione: propongono tecniche di meditazione e di consapevolezza, come si propone una determinata merce da acquistarsi mediante catalogo: il malessere c&#8217;\u00e8 ed \u00e8 reale, ma chi ne soffre, non rendendosi conto di quel che significa, di quale sia la sua origine e la sua causa, cerca una soluzione nella direzione sbagliata, si rivolge a chi non \u00e8 in grado di aiutarlo, si affida, cieco, a un altro cieco, che lo trasciner\u00e0 nel precipizio insieme a s\u00e9. Infatti non esistono tecniche preconfezionate, non esistono vie buone per tutti: e nessun maestro serio si fa pagare, n\u00e9 si offre al primo che lo cerca; ma sempre, ovunque, il maestro serio \u00e8 colui che sceglie il proprio discepolo, che lo chiama, che lo riconosce adatto e vuole metterlo alla prova. I maestri seri, per\u00f2, sono merce rarissima; meglio, allora, piuttosto che affidarsi a qualche impostore, a qualche lupo travestito da agnello, a qualche confusionario che aggraver\u00e0 il male, invece di diminuirlo, affidarsi al Maestro interiore: vale a dire, in ultima analisi, a Dio.<\/p>\n<p>Il cerchio, cos\u00ec, si chiude, e si chiude nella maniera giusta: dall&#8217;Essere veniamo, all&#8217;Essere faremo ritorno; tutta la nostra esistenza non \u00e8 che una ricerca della strada perduta, del sentiero interrotto che ci consenta di ritornare alla dimora dell&#8217;Essere, nella luce e nel calore del Suo amore infinito. Uniti all&#8217;Essere, difatti, noi possiamo fare quasi tutto; separati da esso, ignari di esso, dimentichi di esso, noi non possiamo fare assolutamente niente. Tale \u00e8 la nostra natura di creature, di enti che possiedono l&#8217;essere, che sono partecipi dell&#8217;essere, ma che non sono l&#8217;Essere, e che ne hanno, dunque, una santa e perenne nostalgia.<\/p>\n<p>Sopprimere in s\u00e9 il senso del mistero, significa anestetizzare quella santa e benefica nostalgia, ed interrompere, forse per sempre, la strada che porta alla casa dell&#8217;Essere. E perdersi, cos\u00ec, nel nulla&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando l&#8217;Illuminismo ha posto all&#8217;ordine del giorno il &quot;diritto&quot; alla felicit\u00e0, non \u00e8 cessata l&#8217;opera nefasta di obnubilamento delle coscienze e di radicale stravolgimento della<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[153,185],"class_list":["post-28471","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel","tag-karl-marx"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28471","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28471"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28471\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28471"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28471"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28471"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}