{"id":28469,"date":"2012-01-08T08:15:00","date_gmt":"2012-01-08T08:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/01\/08\/la-rivolta-delluomo-moderno-contro-il-cristianesimo-parte-dalla-rivoluzione-francese\/"},"modified":"2012-01-08T08:15:00","modified_gmt":"2012-01-08T08:15:00","slug":"la-rivolta-delluomo-moderno-contro-il-cristianesimo-parte-dalla-rivoluzione-francese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/01\/08\/la-rivolta-delluomo-moderno-contro-il-cristianesimo-parte-dalla-rivoluzione-francese\/","title":{"rendered":"La rivolta dell\u2019uomo moderno contro il cristianesimo parte dalla Rivoluzione francese"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 nota la tesi di Alexis de Tocqueville a proposito della Rivoluzione francese: per il filosofo, storico e uomo politico liberale (1805-1859), nonch\u00e9 antesignano del pensiero sociologico, essa non ebbe di mira la distruzione del cristianesimo, ma gli istituti politici e sociali di origine feudale, sia in Francia che nel resto d&#8217;Europa.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, poich\u00e9 tali istituti si ramificavano, attraverso mille vie, in tutti gli aspetti dell&#8217;Antico regime, comprese le leggi politiche e religiose, per distruggerli fu necessario distruggere quasi l&#8217;intera struttura sociale; ma non allo scopo di istituzionalizzare l&#8217;anarchia, bens\u00ec per creare un nuovo ordine sociale, pi\u00f9 efficiente e moderno, capace di assicurare le condizioni di uguaglianza di tutti i cittadini.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che faceva corpo con il feudalesimo venne distrutto, ci\u00f2 che non vi era legato organicamente pot\u00e9 sopravvivere o riemergere; e fu quanto avvenne per la religione cristiana e per la Chiesa cattolica, che, pur essendo state duramente perseguitate, poterono riprendersi, una volta che la sfera religiosa fu separata in modo netto da quella politico-sociale.<\/p>\n<p>Insomma, per Tocqueville, anche se \u00e8 vero che la Rivoluzione francese era stata preparata dalle filosofia del 1700, e che quest&#8217;ultima era profondamente irreligiosa, il suo scopo principale non era antireligioso; e la rinascita della potenza ecclesiastica che ebbe luogo con la Restaurazione starebbe a testimoniarlo.<\/p>\n<p>Egli si spinge fino a sostenere che la rivoluzione francese, cos\u00ec intesa, ossia come volont\u00e0 di distruzione sistematica dei residui istituti feudali, e che non termin\u00f2 con la fine del XVIII secolo, ma proseguiva tuttora (oltre la met\u00e0 dell&#8217;Ottocento), fu preparata dall&#8217;opera di dieci generazioni, il che, calcolando una media di circa 25 anni per una generazione, ci porta indietro a ben prima della filosofia dei Lumi, almeno fino al tardo Rinascimento.<\/p>\n<p>Anche prendendo questa affermazione come un completamento del suo pensiero, e non come una contraddizione, rimane il fatto che, per Tocqueville, la religione cristiana fu il primo e l&#8217;ultimo obiettivo contro il quale si scaten\u00f2 la furia dei rivoluzionari; che tale obiettivo era stato preparato, se non proprio additato, da tutta la filosofia irreligiosa del XVIII secolo; che il cristianesimo era legato, s\u00ec, per via dei suoi interessi mondani, all&#8217;aborrito feudalesimo, ma che era anche parte integrante, anzi, parte essenziale, di quel paradigma culturale e di quella realt\u00e0 spirituale che gli uomini dell&#8217;89 volevano distruggere dalle fondamenta.<\/p>\n<p>Tocqueville dice che i rivoluzionari non odiavano i preti in quanto preti, ma in quanto proprietari terrieri: pu\u00f2 essere; ma se odiavano l&#8217;Ancien r\u00e9gime in quanto tale, se volevano distruggere tutto ci\u00f2 che, in esso, era legato inscindibilmente alla tradizione: come potevano non vedere un avversario da abbattere anche nel cristianesimo in se stesso, in quanto, cio\u00e8, religione che aveva potentemente contribuito alla nascita dell&#8217;Europa moderna, cos\u00ec come questa si era venuta delineando nel corso dei secoli, essi che intendevano ricostruire il mondo di sana pianta, ripartendo praticamente da zero?<\/p>\n<p>Se la Rivoluzione francese \u00e8 stata, come \u00e8 stata, essenzialmente un rapido e gigantesco spostamento di propriet\u00e0 dalle mani della Chiesa e dell&#8217;aristocrazia in quelle della ricca borghesia, bisognava suscitare non gi\u00e0 l&#8217;odio del povero contro il ricco, ma l&#8217;odio del &quot;citoyen&quot; contro il prete ed il nobile: ed \u00e8 un movimento che parte da molto pi\u00f9 lontano di quanto Tocqueville non veda, poich\u00e9 inizia almeno con l&#8217;avvento del ceto magnatizio nei Comuni italiani, fiamminghi e anseatici dell&#8217;XI e XII secolo.<\/p>\n<p>Inoltre: \u00e8 proprio vero che i filosofi illuministi avevano combattuto lo spirito cristiano solo in quanto esso appariva compromesso, e grande beneficiario, del sistema feudale? Non \u00e8 forse vero che uomini come Hume o come Voltaire avevano combattuto lo spirito cristiano in quanto tale, lo avevano aggredito, screditato, ridicolizzato, non solo per le compromissioni della Chiesa con il sistema dell&#8217;Ancien r\u00e9gime, ma perch\u00e9 lo vedevano come un nemico in se stesso, nella sua aspirazione alla trascendenza, nel suo senso del limite e del mistero, inconciliabili con l&#8217;ideologia del progresso illimitato??<\/p>\n<p>L&#8217;irreligione fa la sua comparsa nella letteratura del tardo Medioevo; in Boccaccio, ad esempio, anche se la beffa e il ridicolo sono gettati su singoli membri del clero (n\u00e9 avrebbe potuto essere diversamente), \u00e8 tutta l&#8217;impalcatura ecclesiastica e religiosa che, indirettamente, viene svalutata e screditata: il minimo che si possa dire \u00e8 che il sentimento religioso, in quanto tale, scompare semplicemente dall&#8217;orizzonte delle cose umane, sostituito da due forze puramente immanenti: la Fortuna e l&#8217;industria, ossia la capacit\u00e0 dell&#8217;uomo di volgere a proprio favore anche le circostanze pi\u00f9 ardue e scabrose.<\/p>\n<p>Non si vuol dire, con questo, che la scristianizzazione scatenata dagli Enrag\u00e9s nel 1793 sia stata scientemente preparata nei sei o sette secoli precedenti, quasi seguendo un piano preordinato e tramandato di generazione in generazione; ma, semplicemente, che l&#8217;economia capitalista, in se stessa, in quanto basata sulla logica della sopraffazione economica e sullo strapotere del capitale sul lavoro, \u00e8 incompatibile con la visione cristiana della vita, pi\u00f9 ancora di quanto non lo fosse stata la visione del paganesimo antico; e che l&#8217;affievolirsi e lo svuotarsi di alcuni istituti medievali, come l&#8217;organizzazione corporativa, pensati appunto per limitare e controbilanciare quello strapotere, aveva lasciato sussistere, s\u00ec, le forme del feudalesimo, ma preparando il terreno per l&#8217;ultimo balzo della borghesia capitalista verso il controllo politico della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse significativo il fatto che l&#8217;unico Paese d&#8217;Europa a non subire neanche lontanamente l&#8217;effetto di marea della Rivoluzione francese sia stato l&#8217;Inghilterra, in cui il feudalesimo era praticamente finito sin dal XV secolo, con la Guerra delle Due Rose, e in cui la borghesia capitalista era gi\u00e0 andata al potere con le due rivoluzioni del 1642 e del 1688?<\/p>\n<p>E non \u00e8 significativo il fatto che in Inghilterra la monarchia, mediante la riforma di Enrico VIII, avesse gi\u00e0 confiscato i beni della Chiesa, per cui non vi era pi\u00f9 il cattolicesimo da combattere, se non sul piano internazionale e per coagulare lo spirito nazionale attorno ai valori della patria, della libera iniziativa e della propriet\u00e0 privata &#8211; quelli, appunto, esaltati da Locke in polemica con l&#8217;assolutismo e con la Chiesa di Roma?<\/p>\n<p>Cos\u00ec riassume la questione Alexis de Tocqueville nel suo celebre saggio \u00abL&#8217;antico regime e la rivoluzione\u00bb (titolo originale: \u00abL&#8217;Ancien R\u00e9gime et la R\u00e9volution\u00bb, Paris, 1856; traduzione italiana a cura di Giorgio Candeloro, Rizzoli, Milano, 1981, 1996, pp. 41-42):<\/p>\n<p>\u00abUna delle prime mosse della rivoluzione fu quella di aggredire la Chiesa; fra le passioni suscitate da questa rivoluzione, la passione irreligiosa fu la prima ad accendersi, l&#8217;ultima a spegnersi. Anche quando l&#8217;entusiasmo per la libert\u00e0 era svanito, dopo che si fu ridotti ad acquistare la tranquillit\u00e0 a prezzo della schiavit\u00f9, si restava sempre contrari all&#8217;autorit\u00e0 religiosa. Napoleone, che aveva potuto vincere lo spirito di libert\u00e0 della rivoluzione francese, fece inutili sforzi per domare lo spirito anticristiano; anche ai nostri tempi abbiamo visto uomini che credevano di riscattare la propria servilit\u00e0 verso i pi\u00f9 bassi agenti del potere politico con la loro insolenza verso Dio e mentre abbandonavano quanto v&#8217;era di pi\u00f9 libero, di pi\u00f9 nobile e fiero nelle dottrine della rivoluzione,, s&#8217;illudevano di rimanere fedeli allo spirito di essa restando miscredenti.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 facile oggi convincersi che la guerra alle religioni fu solo un incidente di questa grande rivoluzione, un ramo caratteristico e tuttavia fugace della sua fisionomia, il prodotto transitorio di idee, passioni, fatti particolari che lo&#8217;hanno preceduta e preparata, e non il suo vero spirito.<\/p>\n<p>A ragione si considera la filosofia del diciottesimo secolo come una fra le cause principali della rivoluzione, ed \u00e8 vero che questa filosofia \u00e8 profondamente irreligiosa. Bisogna per\u00f2 notare in essa due parti, nello stesso tempo distinte e separabili.<\/p>\n<p>Nell&#8217;una si trovano tutte le opinioni nuove o ringiovanite che si riferiscono alle condizioni della societ\u00e0 e ai princip\u00ee delle leggi civili e politiche, come per esempio: l&#8217;eguaglianza naturale degli uomini; l&#8217;abolizione di ogni privilegio di casta, di classe, di professione, che ne \u00e8 la conseguenza; la sovranit\u00e0 del popolo; l&#8217;onnipotenza del potere sociale; l&#8217;uniformit\u00e0 delle regole&#8230; Tutte queste dottrine non sono soltanto la causa della rivoluzione francese, ma ne formano per cos\u00ec dire la sostanza, quanto nell&#8217;opera sua v&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 fondamentale, durevole e vero, nel tempo.<\/p>\n<p>Nell&#8217;altra parte delle loro dottrine, i filosofi del diciottesimo secolo si sono accaniti con una specie di furore contro la Chiesa; ne hanno aggredito il clero, la gerarchia, le istituzioni, i dogmi, e, per rovesciarli meglio, hanno voluto demolire le fondamenta stesse del cristianesimo. Ma tale parte della filosofia del diciottesimo secolo, essendo nata dai fatti che la stessa rivoluzione distruggeva, doveva a poco a poco scomparire con essi e trovarsi quasi seppellita nel suo trionfo. Aggiunger\u00f2 una sola parola per farmi capire pienamente, perch\u00e9 voglio riprendere altrove questo grave argomento: il cristianesimo aveva suscitato questi od\u00ee furibondi non tanto come dottrina religiosa, quanto come istituzione politica; non perch\u00e9 i preti pretendevano di regolare le cose dell&#8217;altro mondo, ma perch\u00e9 erano proprietari, signori, amministratori e riscuotevano decime in questo; non gi\u00e0 perch\u00e9 la Chiesa non potesse prender posto nella societ\u00e0 nuova che stava per esser fondata,, ma perch\u00e9 occupava allora il posto pi\u00f9 privilegiato e forte in quella vecchia societ\u00e0 che si doveva ridurre in polvere.<\/p>\n<p>Osservate come il corso del tempo ha messo in lice questa verit\u00e0, e pi\u00f9 la mette ogni giorno; a mano a mano che l&#8217;opera politica della rivoluzione si consolida, la sua opera antireligiosa finisce; a mano a mano che tutte le istituzioni politiche da essa attaccate sono state completamente distrutte, , che i poteri, le influenze, le classi a lei particolarmente odiosi sono stati vinti per sempre, e che, per ultimo segno della loro disfatta, anche gli od\u00ee da essi ispirati si sono illanguiditi; a mano a mano che il clero non fa pi\u00f9 parte di tutto quanto non era caduto con esso, si \u00e8 vista la potenza della Chiesa risollevarsi gradatamente negli spiriti e rafforzarvisi.\u00bb<\/p>\n<p>La Rivoluzione francese rappresenta il punto d&#8217;arrivo di un mutamento economico e sociale che coincide con un mutamento culturale e spirituale; brusco nei suoi effetti, era stato assai lento e graduale nel suo movimento preparatorio; cos\u00ec lento e graduale che le forze che da essa vennero travolte non ebbero una vera percezione del pericolo, anzi, in parecchi casi collaborarono con essa, almeno nella fase iniziale.<\/p>\n<p>Furono i nobili e i preti &quot;illuminati&quot; ad aprire la strada alla rivoluzione ed \u00e8 chiaro che non si avvidero della posta in gioco, n\u00e9 della reale natura delle nuove idee che accoglievano e delle conseguenze cui esse avrebbero portato; e questo \u00e8 un fenomeno che si \u00e8 notato anche in altre rivoluzioni della storia.<\/p>\n<p>Quello che ha di specifico la Rivoluzione francese \u00e8, a nostro avviso, proprio ci\u00f2 che per Tocqueville rappresenta solamente un aspetto vistoso (e perch\u00e9 non dire anche: sanguinoso?) ma, in fondo, accessorio ed estrinseco: lo spirito irreligioso e anticristiano.<\/p>\n<p>Il nuovo assolutismo giacobino &#8211; e, poi, quello napoleonico -, anzi, il nuovo totalitarismo in versione democratica, in confronto al quale l&#8217;assolutismo di Luigi XVI era destinato ad apparire come una cosa ben modesta, non poteva coesistere con una religione che proclama l&#8217;irriducibilit\u00e0 della persona alla dimensione del cittadino e rifiuta la subalternit\u00e0 della coscienza alla &quot;volont\u00e0 generale&quot;; e che, inoltre, non ammette che le ragioni del profitto, e a maggior ragione della rendita finanziaria, prevalgano su quelle dell&#8217;uomo concreto.<\/p>\n<p>Certo: non sempre la Chiesa cattolica era stata fedele a tali princip\u00ee; ma gi\u00e0 nel corso del XVIII secolo si era notato &#8211; tanto per fare un esempio, nel caso delle&quot; riduzioni&quot; dei Gesuiti nel Paraguay, avversate dal marchese di Pombal &#8211; un rovesciamento di ruoli: con la Chiesa intenta a difendere e con lo Stato &quot;illuminato&quot; intento a distruggere quegli istituti e quelle forme di vita sociale che offrivano ancora, o che potenzialmente potevano offrire, un qualche riparo alle classi e ai gruppi sociali pi\u00f9 deboli contro la prepotenza ormai dilagante del capitale, del commercio internazionale e delle banche.<\/p>\n<p>Se a ci\u00f2 si aggiunge il ruolo decisivo giocato, in chiave anticristiana, dalla Massoneria, sia nella Rivoluzione francese (e, prima, in quella americana), sia nelle successive rivoluzioni liberali e democratiche dell&#8217;Ottocento, il quadro apparir\u00e0 pi\u00f9 chiaro e, crediamo, meno rassicurante di quello tracciato da Tocqueville.<\/p>\n<p>No: la Rivoluzione francese, almeno nel suo nucleo portante, era fermamente intenzionata a distruggere dalle fondamenta il sentimento religioso e, con esso, la Chiesa cattolica; la stessa caduta di Robespierre si pu\u00f2 collegare sia con il suo rifiuto di aderire alla campagna di scristianizzazione, sia alla istituzione del nuovo culto dell&#8217;Essere Supremo, versione assai sbiadita del culto cristiano, ma tale da preservare un sia pur vago sentimento religioso nelle masse.<\/p>\n<p>Bisognava, invece, far s\u00ec che il popolo accettasse, senza opporvisi, quell&#8217;enorme trasferimento di ricchezze di cui parlavamo prima, dagli ordini privilegiati al Terzo Stato; e, per far ci\u00f2, non bastava colpire e neutralizzare la Chiesa, bisognava anche additare il cristianesimo alla pubblica esecrazione, in modo che venisse a cadere l&#8217;idea di una intrinseca dignit\u00e0 di tutti gli uomini e di una loro effettiva fratellanza in Dio.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 mentre le masse popolari venivano inesorabilmente asservite ad una pi\u00f9 capillare forma di dispotismo, che s&#8217;illudevano di esercitare; sottoposte al nuovo feudalesimo della fabbrica e della banca, ancor pi\u00f9 duro dell&#8217;antico; schiavizzate in barba ai &quot;sacri&quot; princip\u00ee dell&#8217;89, come nel caso dei neri nelle piantagioni di canna da zucchero delle Antille, ma sempre &#8211; si capisce &#8211; all&#8217;ombra beneaugurante dell&#8217;Albero della Libert\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 nota la tesi di Alexis de Tocqueville a proposito della Rivoluzione francese: per il filosofo, storico e uomo politico liberale (1805-1859), nonch\u00e9 antesignano del pensiero<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[107,109,233],"class_list":["post-28469","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica","tag-rivoluzione-francese"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28469","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28469"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28469\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28469"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28469"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28469"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}