{"id":28465,"date":"2016-12-22T01:27:00","date_gmt":"2016-12-22T01:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/22\/la-rivolta-dei-teologi-cattolici-contro-san-tommaso-preannuncia-lauto-demolizione-della-chiesa\/"},"modified":"2016-12-22T01:27:00","modified_gmt":"2016-12-22T01:27:00","slug":"la-rivolta-dei-teologi-cattolici-contro-san-tommaso-preannuncia-lauto-demolizione-della-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/22\/la-rivolta-dei-teologi-cattolici-contro-san-tommaso-preannuncia-lauto-demolizione-della-chiesa\/","title":{"rendered":"La rivolta dei teologi cattolici contro san Tommaso preannuncia l\u2019auto-demolizione della Chiesa"},"content":{"rendered":"<p>Colui che entra in una libreria <em>cattolica<\/em> e passa in rassegna i libri sugli scaffali, nel reparto &quot;teologia&quot;, si imbatte in una serie di autori recenti o recentissimi, straneri e italiani, e non solo cattolici, ma anche protestanti: Karl Rahner, Jacques Maritain, Dietrich Bonhoeffer, Teilhard de Chardin, Walter Kasper, Hans K\u00fcng, Enzo Bianchi, Vito Mancuso. Non \u00e8 detto che trovi Romano Guardini, meno ancora che trovi Romano Amerio; trover\u00e0 anche, probabilmente, Karol Wojtyla e Joseph Ratzinger, rispettivamente diventati Giovanni Paolo II e Benedetto XVI; ma avr\u00e0 difficolt\u00e0 a trovare Battista Mondin, per non parlare di Cornelio Fabro. No, quest&#8217;ultimo dubitiamo assai che riuscir\u00e0 a scovarlo, in una libreria <em>cattolica<\/em>: e questo per la buona ragione che \u00e8 stato, come del resto Romano Amerio, uno strenuo oppositore di certe novit\u00e0 post-conciliari, di certe disinvolture teologiche, di certi pasticci pseudo religiosi, nei quali non si capisce bene dove finisca il cattolicesimo e dove cominci il marxismo, oppure il luteranesimo, oppure il panteismo, o il relativismo, il deismo, lo scetticismo, o magari l&#8217;ateismo vero e proprio.<\/p>\n<p>I grandi assenti, comunque, sono i teologi cattolici &quot;classici&quot;, a cominciare dal pi\u00f9 classico di tutti, san Tommaso d&#8217;Aquino, il <em>doctor angelicus<\/em>, il pi\u00f9 poderoso pensatore vissuto nei mille anni della civilt\u00e0 medievale; colui che un papa che i cattolici progressisti vogliono arruolare retroattivamente nelle loro file, Leone XIII (probabilmente per la <em>Rerum novarum<\/em> e per il sostegno dato al cattolicesimo sociale) ha cos\u00ec tanto amato e apprezzato, da volerlo praticamente imporre come il teologo ufficiale della Chiesa cattolica di allora e di sempre. Assenti, o difficilmente reperibili, anche gli altri teologi medievali: Roberto Grossatesta e Anselmo d&#8217;Aosta, Giovanni Duns Scoto e Alberto Magno: insomma, quelli che a scuola non si fanno mai, perch\u00e9 i professori di liceo e i docenti universitari sono subalterni, per il novanta per cento, alla cultura marxista e neomarxista (cio\u00e8 di un cadavere in via di putrefazione, ma non riconosciuto come tale) e non si degnano mai di spiegarli ai loro studenti, alla faccia del diritto allo studio e del concetto della laicit\u00e0 della scola e della libert\u00e0 dell&#8217;insegnamento &#8212; dunque, anche della libert\u00e0 di essere obiettivi e di trattare non solo i filosofi e i teologi che piacciono per motivi ideologici, ma anche gli altri, purch\u00e9 siano rilevanti nella storia del pensiero.<\/p>\n<p>Proseguendo la sua escursione lungo gli scaffali della libreria <em>cattolica<\/em>, il nostro ipoetico visitatore probabilmente trover\u00e0 le opere di sant&#8217;Agostino (ma pi\u00f9 facilmente le <em>Confessioni<\/em> che la monumentale <em>Citt\u00e0 di Dio<\/em>) e, quasi certamente, anche quelle di Abelardo, un po&#8217; perch\u00e9 considerato &quot;ribelle&quot; e semi-eretico, quindi arruolato fra i precursori del libero pensiero, un po&#8217; per via della sua storia d&#8217;amore con Eloisa, che da sempre fa sospirare e gemere innumerevoli giovinette romantiche, e versare fumi di lacrime e sospiri per via del loro struggente <em>Epistolario<\/em> (struggente, in verit\u00e0, quello di lei, non quello di lui). Con un po&#8217; di fortuna, salteranno fuori anche san Giovanni della Croce e santa Teresa d&#8217;Avila; Caterina da Siena e il suo <em>Dialogo della Provvidenza<\/em>, invece, non \u00e8 detto, non si sa.<\/p>\n<p>Che cosa potr\u00e0 concludere, il nostro paziente visitatore, al termine della sua ricognizione? Che la teologia non \u00e8 una scienza, ma una forma di letteratura; che ogni secolo, ogni generazione, hanno la loro teologia; e che il modo migliore per farsi una cultura teologica \u00e8 quello di leggere i libri dei teologi pi\u00f9 recenti e pi\u00f9 noti. Ahim\u00e8: sono tutte impressioni totalmente sbagliate. Primo, la teologia \u00e8 una scienza, e, se vogliamo, ancor pi\u00f9 rigorosa della filosofia: per dirla con sant&#8217;Agostino: <em>Nobis ad certam regulam loqui fas est<\/em>; secondo, che la teologia non va soggetta alle mode culturali delle diverse epoche, perch\u00e9, come tutte le scienze, mira a un contenuto di verit\u00e0 oggettivo, che non \u00e8 di nessun tempo, ma perenne; e quindi non ha senso parlare di &quot;rinnovamento&quot; della teologia, e meno ancora di &quot;rivoluzione antropocentrica&quot;, perch\u00e9 l&#8217;oggetto della teologia \u00e8 Dio, e quando si studia il mistero di Dio, bisogna rinunciare ad inseguire le mode degli uomini, che vengono e passano, poi sono superate e dimenticate nel giro di una generazione, anche quelle che, al loro apparire, hanno fatto tanto scalpore e hanno indotto qualche sprovveduto a credere che fosse stata detta l&#8217;ultima parola nell&#8217;ambito della ricerca teologica.<\/p>\n<p>Insomma: il nostro esploratore, a meno che possieda, per suo conto, una certa cultura specifica, finir\u00e0 per credere che nulla sia pi\u00f9 istruttivo della lettura dei libri di Karl Rahner, o Yves Congar, o Walter Kasper; e che mai nulla di pi\u00f9 utile e intelligente, di pi\u00f9 ispirato e illuminante, sia stato detto dopo la pubblicazione delle opere di Hans K\u00fcng, Enzo Bianchi, Adriana Zarri e Vito Mancuso. E ignorer\u00e0 che la Chiesa, i sacerdoti e i fedeli si sono abbeverati, per secoli, generazione dopo generazione, alle opere di Agostino e Tommaso; che vi hanno trovato una sorgente pressoch\u00e9 inesauribile, di straordinaria limpidezza e profondit\u00e0; che i seminaristi hanno studiato su di essi, fino al Vaticano II, e i sacerdoti li conoscevano bene, e li citavano nelle loro omelie domenicali, e anche nelle lezioni di catechismo; e infine che, allora, non regnava la confusione concettuale che oggi domina ovunque, non c&#8217;era la Babele di affermazioni e contro-affermazioni, ma un esercizio logico rigoroso, architettonico, grandioso, specialmente nella <em>Summa<\/em> di san Tommaso. I grandi teologi classici mettevano Dio al centro e procedevamo, con rigore geometrico, alla discussione sulle condizioni che rendono possibile sapere quel poco che si pu\u00f2 sapere intorno alla realt\u00e0 soprannaturale; dimostrare quel che si pu\u00f2 dimostrare a proposito delle verit\u00e0 della fede; scartare ipotesi e congetture prove di fondamento; individuare il giusto metodo di ricerca e di ragionamento a proposito delle realt\u00e0 invisibili, Dio e dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Ma all&#8217;inizio degli anni &#8217;60 del Novecento sono arrivati il vento del progresso, la smania delle novit\u00e0, la febbre del cambiamento. Si \u00e8 gettata via la moneta buona e ci si \u00e8 riempiti le tasche di moneta scadente, o addirittura falsa; al posto delle pietre preziose, ci si \u00e8 adornati con patacche e braccialetti di plastica. C&#8217;\u00e8 stata una rivolta generale contro la tradizione, quindi una rivolta contro san Tommaso e il tomismo: egli \u00e8 diventato, per i cattolici progressisti, ci\u00f2 che era Confucio, negli stessi anni, per i seguaci maoisti della Rivoluzione culturale in Cina; o ci\u00f2 che era l&#8217;insegnamento del latino nella scuola dell&#8217;obbligo: un simbolo dell&#8217;<em>ancien r\u00e9gime<\/em>, un dinosauro da abbattere, altrimenti la modernit\u00e0 non sarebbe mai arrivata, con il suo benefico influsso, a portare vita e calore nelle lande desolate del tradizionalismo cattolico, fortemente sospettato di essere reazionario e, in fondo, oscurantista.<\/p>\n<p>Scriveva il filosofo \u00c9tienne Gilson a questo proposito nel saggio <em>Il tomismo e la sua situazione attuale<\/em> (in: E. Gilson, <em>Problemi d&#8217;oggi<\/em>, Torino, Borla, 1967, pp. 13; 15-16; 22-23; 23-24; 25):<\/p>\n<p><em>&#8230; Poco meno di un secolo fa papa Leone XIII prescriveva l&#8217;insegnamento della dottrina del santo in tutte le scuole cattoliche e ordinava che nessun insegnante cristiano osasse menomamente discostarsi dai principi di questa dottrina. E, mettendo in atto una deliberazione univoca e straordinaria, il diritto canonico trasformava praticamente questa prescrizione dottrinale in un obbligo di legge. Per cui, un docente cattolico ha il dovere d&#8217;insegnare la dottrina tomista perch\u00e9 ingiunge il diritto canonico: potremmo dire che \u00e8 obbligato ad essere tomista &quot;in nome della legge&quot;. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Se mi guardo attorno, vedo una massa di cattolici (e molti di loro sono degli ottimi cattolici) che non s&#8217;interessano n\u00e9 punto n\u00e9 poco di filosofia e tanto meno di teologia, se per teologia intendiamo uno studio approfondito della fede cristiana. Ma la Chiesa non pu\u00f2 far a meno di teologia, come un cristiano non pu\u00f2 fare a meno della fede e dei dogmi: la differenza sta nel fatto che un cristiano pu\u00f2 salvarsi senza bisogno di essere un teologo e tanto meno un filosofo. Questa massa (ed \u00e8 la stragrande maggioranza ) \u00e8 composta di cristiani che non sono n\u00e9 tomisti n\u00e9 di altre scuole. Sono cristiani, ecco tutto: per loro l&#8217;importante \u00e8 questo. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Da qualche anno esiste a Quebec un&#8217;associazione per aiutare e finanziare l&#8217;edizione leonina delle opere di san Tommaso. Tre o quattro anni dopo la fondazione me ne venne offerta la presidenza onoraria e ritenni di dover accettare. Sul finire del 1963 o ai primi del 1964 l&#8217;associazione m&#8217;invit\u00f2 a tenere una conferenza per attirare l&#8217;attenzione del gran pubblico sull&#8217;impresa e raccogliere adesioni. Come presidente onorario, non potevo rifiutarmi. Con molti mesi di anticipo, la data della conferenza venne fissata a luned\u00ec, 16 novembre, ore 20. La mattina di quel giorno, un padre domenicano mio amico mi mise sotto gli occhi un giornale locale appena uscito, che scriveva a caratteri cubitali: &quot;La Chiesa non deve attribuire un valore esclusivo a san Tommaso&quot;. Voglio credere che si trattasse di una pura coincidenza, ma la faccenda mi diede da pensare. Era un ben strano benvenuto a uno che veniva, dietro invito, da oltre Oceano per cooperare a un&#8217;impresa cos\u00ec squisitamente religiosa: aveva tutta l&#8217;aria di una doccia fredda. Ma da tutto c&#8217;\u00e8 da imparare, e il fatto mi offre almeno un esempio caratteristico di quella specie di reazione al tomismo che tende a manifestarsi anche nelle alte sfere e che oggi vorrebbe vedere meno assoluta e totale la nostra adesione alla dottrina di san Tommaso. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Ci dicono: la Chiesa non deve basare tutta la sua dottrina &quot;su un dottore solo&quot;. Ci si preoccupa che san Tommaso, filosofo del secolo XIII, venga considerato da tanti il teologo &quot;ufficiale&quot; della Chiesa cattolica. Ma di chi parliamo? Di san Tommaso FILOSOFO? Ma allora non vedo come un FILOSOFO potrebbe essere il TEOLOGO, ufficiale o meno, di una Chiesa. E qui cominciamo col fare una precisazione. La Chiesa &#8212; presa come CHIESA &#8212; non insegna nessuna filosofia, sia tomista o scotista o suareziana o come pi\u00f9 vi piace. La filosofia vera e propria appartiene al nostro mondo, \u00e8 di &quot;questo mondo&quot;, come la fisica, la biologia o qualsiasi altra scienza naturale. Con la filosofia la Chiesa non ha a che fare non c&#8217;entra per niente: quando Aristotele elaborava la sua dottrina, la Chiesa cristiana non esisteva ancora e non c&#8217;era filosofo greco che potesse prevederne l&#8217;avvento. L&#8217;aristotelismo \u00e8 diventato una dottrina religiosa soltanto col secolo XIII e se, nei dodici secoli precedenti ci si poteva salvare senza Aristotele, anche oggi l&#8217;umanit\u00e0 deve essere in grado di potersi salvare col solo Vangelo, senza bisogno di aristotelismo. Questo vale per tutti i filosofi e le dottrine, incluso san Tommaso. Se \u00e8 vero, come si dice, che quest&#8217;ultimo \u00e8 diventato il dottore &quot;ufficiale&quot; della Chiesa, il san Tommaso di cui si parla non pu\u00f2 essere il filosofo, ma il teologo.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma allora &#8212; mi verr\u00e0 obiettato &#8212; perch\u00e9 sprecare tante parole sulla filosofia, specie su quella di san Tommaso? Cercher\u00e0 di rispondere nel modo pi\u00f9 semplice a questo interrogativo, bench\u00e9 la faccenda appaia terribilmente complessa e il problema presenti tante complicazioni e addentellati e sfaccettature che si rischia di andare avanti all&#8217;infinito, senza giungere a una conclusione.<\/em><\/p>\n<p><em>Il succo della risposta \u00e8 presto detto: non \u00e8 certo la Chiesa che va a ficcare il naso nell&#8217;insegnamento dei filosofo, sono piuttosto i filosofi che s&#8217;intrufolano e intromettono continuamente nell&#8217;insegnamento della Chiesa. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Prendiamo l&#8217;&quot;Index librorum prohibitorum&quot;: \u00e8 una lettura al contempo scoraggiante eppur ricca di insegnamenti. Perch\u00e9 scoraggiante? Perch\u00e9 salta agli occhi l&#8217;inefficacia di quelle condanne. E perch\u00e9 istruttiva? Per diversi motivi. Primo: di tutte le dottrine filosofiche un tempo messe all&#8217;Indice, non ce n&#8217;\u00e8 forse una, dico una, che trovi oggi un solo sostenitore. Eppure, ai tempi loro, i partigiani di queste dottrine ritenevano indispensabile abbandonare la teologia tradizionale per procedere a una sua revisione, a un aggiornamento&#8230;<\/em><\/p>\n<p>La rivolta contro san Tommaso e il ripudio del tomismo, nei decenni successivi a quelli di cui parla la testimonianza di \u00c9tienne Gilson, ci hanno portati alla situazione presente: di una povert\u00e0 teologica impressionante, e, quel che \u00e8 assai peggio, di una vera e propria falsificazione della teologia cattolica in qualcosa che non \u00e8 pi\u00f9 teologia, e tanto meno cattolica, ma una congerie disordinata di velleit\u00e0, teorie campate per aria, forzature della Rivelazione, e tanto, tanto umano orgoglio; tanta pretesa di poter far da soli, senza l&#8217;aiuto dello Spirito; tanta arroganza davanti al Mistero divino, e faciloneria dilettantistica, su questioni che richiederebbero somma prudenza e ponderazione.<\/p>\n<p>Ma che cosa vogliono, infine, i nuovi teologi? Oh, niente di speciale. Come disse una volta, a bruciapelo, Teilhard de Chardin, proprio a Gilson (ed \u00e8 quest&#8217;ultimo e riferirlo): <em>Secondo lei, chi ci dar\u00e0 finalmente questo metacristianesimo che stiamo tutti quanti aspettando?<\/em> (op. cit., p. 87). Ecco, quella volta &#8212; si era appena nel 1954, a New York; molto prima, dunque, della convocazione del Concilio Vaticano II &#8212; Teilhard deline\u00f2, in una sola frase, le speranze, le aspettative, il programma d&#8217;azione del &quot;partito&quot; cattolico progressista: creare un metacristianesimo, andare oltre il cristianesimo, ma continuando a parlare di Ges\u00f9, del Vangelo e tutto il resto, in modo da rendere l&#8217;operazione pi\u00f9 graduale, ma anche pi\u00f9 sicura e pressoch\u00e9 infallibile. E Teilhard era un sacerdote &#8212; un gesuita! E un buon sacerdote, anche, dicono quelli che l&#8217;hanno conosciuto! Un sacerdote che non vede l&#8217;ora di andare &quot;oltre il cristianesimo&quot;: ma che razza di pasticcio \u00e8 mai questo? Che specie di guazzabuglio infernale, di delirio concettuale? Eppure, il futuro ha dato ragione a Teilhard: ora noi stiamo vivendo quell&#8217;epoca gloriosa, che, secondo lui, sessant&#8217;anni fa &quot;tutti&quot; stavano aspettando! Oggi, infatti, grazie ai teologi della liberazione, ai teologi della morte di Dio, ai teologi della critica delle forme, ai teologi che detestano il soprannaturale, ai teologi semiprotestanti e semimodernisti, desiderosi di piacere al pubblico e dire ai loro lettori e ascoltatori le cose pi\u00f9 simpatiche che si possano dire, siamo arrivati oltre &#8211; ma assai oltre! &#8211; al cristianesimo: siamo arrivati in una terra di nessuno, dove regna costantemente il dubbio, dive perfino il papa confessa di essere pieno di dubbi, e lo dice davanti a tutti i fedeli, davanti alle televisioni: siamo arrivati a una teologia che, invece di accompagnarci verso Dio, ci respinge nelle paludi dell&#8217;incertezza, dello scetticismo, della incredulit\u00e0.<\/p>\n<p>Un bel risultato, senza dubbio.<\/p>\n<p>Quanto a noi, preferiamo una sola pagina di san Tommaso d&#8217;Aquino a tutti i libri di Rahner, Kasper, Congar, K\u00fcng e Bianchi messi insieme. Passatismo, conservatorismo, spirito reazionario? No; semplicemente, amore per la buona, sana, chiara teologia <em>cattolica<\/em>. Quanto ai dubbi dei teologi odierni, che se li tengano: quello \u00e8 affar loro; ma non vengano a confondere le idee ai semplici fedeli, a turbare le anime, a vomitar fuori tutti i loro contorti vaneggiamenti, miranti a porre Dio fra parentesi e ad insediare, sul suo trono, l&#8217;Uomo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Colui che entra in una libreria cattolica e passa in rassegna i libri sugli scaffali, nel reparto &quot;teologia&quot;, si imbatte in una serie di autori recenti<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30141,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[82],"tags":[216,241,257],"class_list":["post-28465","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-benedetto-xvi","tag-papi","tag-san-tommaso-daquino","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-benedetto-xvi.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28465","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28465"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28465\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30141"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28465"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28465"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28465"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}