{"id":28462,"date":"2008-10-12T01:42:00","date_gmt":"2008-10-12T01:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/10\/12\/vorresti-vivere-di-nuovo-la-stessa-vita-esattamente-come-lhai-vissuta-fino-ad-oggi\/"},"modified":"2008-10-12T01:42:00","modified_gmt":"2008-10-12T01:42:00","slug":"vorresti-vivere-di-nuovo-la-stessa-vita-esattamente-come-lhai-vissuta-fino-ad-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/10\/12\/vorresti-vivere-di-nuovo-la-stessa-vita-esattamente-come-lhai-vissuta-fino-ad-oggi\/","title":{"rendered":"Vorresti vivere di nuovo la stessa vita, esattamente come l&#8217;hai vissuta fino ad oggi?"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00abVorresti vivere di nuovo la stessa vita, esattamente come l&#8217;hai vissuta fino ad oggi?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Mi guarda con occhi brillanti e tace, scrutandomi. Si direbbe voglia leggermi la risposta nello sguardo, prima ancora che sulle labbra.<\/p>\n<p>\u00c8 strana, Sabina: una ragazza strana.<\/p>\n<p><em>\u00abChe cos&#8217;\u00e8\u00bb<\/em>, le chiedo <em>\u00abun esame di letteratura per vedere se ho studiato il<\/em> Dialogo d&#8217;un venditore di almanacchi <em>di Leopardi?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ma lei non sorride; la sua espressione resta attenta e concentrata, come se la mia risposte fosse, per lei, d&#8217;importanza decisiva..<\/p>\n<p><em>\u00abNo\u00bb<\/em>, risponde, <em>\u00ab\u00e8 una domanda seria\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abLeopardi\u00bb<\/em> tergiverso <em>\u00abera sicuro che chiunque avrebbe risposto di no. Che nessuno avrebbe voluto rivivere la propria vita allo stesso modo, con gli stessi dolori e le stesse gioie. Anche perch\u00e9 pensava che, di gioie vere, nessuno ha mai fatto l&#8217;esperienza\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ma lei non molla: <em>\u00abLeopardi, sta bene. Ma tu?\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>I suoi occhi, belli e strani, quasi mi trafiggono, adesso.<\/p>\n<p><em>\u00abPoich\u00e9 voglio essere onesto sino in fondo, lasciami un momento per riflettere\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abFai pure\u00bb<\/em>, risponde, e improvvisamente si alza.<\/p>\n<p>Leggera, con la forza contenuta di un gatto, si muove lungo la parete, e intanto guarda con interesse i pochi, vecchi libri allineati sullo scaffale.<\/p>\n<p>Il suo sguardo scorre lentamente sui grossi dorsi consumati dall&#8217;uso: Omero, Virgilio, Dante, Manzoni, la <em>Bibbia<\/em>; e un manuale di astronomia con l&#8217;atlante celeste. I compagni di una vita; tutto un mondo racchiuso in poco spazio.<\/p>\n<p>Allunga un braccio e prende l&#8217;<em>Iliade<\/em>, comincia a sfogliarla.<\/p>\n<p><em>\u00abNon te ne separi mai, vero?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNo; come potrei?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAmi questi libri pi\u00f9 di ogni altra cosa al mondo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abForse\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Maliziosa, mi scocca un&#8217;occhiata in tralice, senza volgere il capo: <em>\u00abAnche pi\u00f9 di me?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSi capisce\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ridacchia e posa nuovamente l&#8217;<em>Iliade<\/em> sullo scaffale; quindi prende l&#8217;<em>Odissea<\/em> e si mette a scorrerne le pagine, apparentemente concentrata.<\/p>\n<p><em>\u00abNon sono la tua Nausicaa?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Decido che \u00e8 giunto il momento di tornare seri: <em>\u00abLa vuoi ancora, quella famosa risposta?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abAltroch\u00e9\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abS\u00ec, la vivrei di nuovo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Mi guarda sorridendo; il viso le s&#8217;illumina.<\/p>\n<p><em>\u00abDiresti: ebbene, ancora un&#8217;altra volta!, come Zarathustra?\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Sostengo il suo sguardo e le sorrido a mia volta, ma non sto scherzando.<\/p>\n<p><em>\u00abS\u00ec, lo direi. Anche se per altri motivi, diversi dai suoi\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Sabina \u00e8 addirittura radiosa: si vede che quella risposta, per qualche sua ragione, la riempie di una gioia quasi puerile.<\/p>\n<p>Insiste: <em>\u00abCon tutte le sue amarezze e le sue delusioni?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Annuisco.<\/p>\n<p><em>\u00abNe sei proprio sicuro?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abS\u00ec\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Posa in fretta l&#8217;<em>Odissea<\/em> e mi si accosta, continuando a fissarmi, come se avesse davanti chiss\u00e0 quale visione inaspettata e pur gradita.<\/p>\n<p>Poi, svelta, leggera, mi posa un bacio sulla guancia.<\/p>\n<p><em>\u00abPerch\u00e9 l&#8217;hai fatto?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPerch\u00e9 conosco la tua vita quanto basta per sapere che non \u00e8 stata facile. No, non \u00e8 stata una vita facile, la tua. Eppure la rifaresti, torneresti a viverla daccapo. Perch\u00e9?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPerch\u00e9, diversamente, sarei un ingrato. Sarebbe come sputare sul bene che ho ricevuto; e disprezzare le cose che ho incominciato a capire\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSoltanto incominciato? Io ti credo un saggio. Un po&#8217; matto, ma saggio\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abTutti i saggi lo sono. Un po&#8217; matti, voglio dire. Io, per\u00f2, non mi sento un saggio; ma soltanto uno che sta cominciando ad imparare\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Sabina si accoccola sul fondo del letto, proprio come un gatto, le gambe incrociate sotto le cosce. Ora il suo sguardo corre fuori dalla finestra, sembra perso dietro una nuvoletta che sale dal mare.<\/p>\n<p><em>\u00abEcco, una piccola nuvola, come la palma della mano d&#8217;un uomo, sale dal mare\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Pronuncio le parole quasi a me stesso, guardandola.<\/p>\n<p><em>\u00abChe cosa stai dicendo?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCitavo la<\/em> Bibbia<em>: primo libro dei Re, capitolo 18, versetto 44\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abDavvero? Strano, credevo fosse Virgilio\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCome mai?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSemplice: \u00e8 il tuo poeta preferito. Quante volte ho visto quella<\/em> Eneide <em>posata sul tavolo, aperta. Credo tu l&#8217;abbia consumata a forza di rileggerla; scommetto che la sai a memoria\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ma non \u00e8 di questo che mi vuol parlare; perci\u00f2 riprendo:<\/p>\n<p><em>\u00abTi sembra cos\u00ec strano che uno accetti l&#8217;idea di rivivere la propria vita, proprio come l&#8217;ha vissuta, senza poter cambiare nulla, neanche una cosa sola?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNon lo so. S\u00ec, credo di s\u00ec; credo che siano in pochi che risponderebbero in questo modo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abE tu, tu come risponderesti?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Mi punta contro il dito, impertinente, ma non si sottrae. Non sarebbe da lei.<\/p>\n<p><em>\u00abIo \u00bb<\/em>, dice pensosa, scuotendo il capo; e una ciocca di capelli neri le scivola sul naso, <em>\u00abrisponderei di no. No, senza dubbio\u00bb.<\/em> E rialza gli occhi a fissarmi, a lungo.<\/p>\n<p><em>\u00abSei rimasta troppo delusa?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Le labbra le si incurvano in una smorfia appena accennata.<\/p>\n<p><em>\u00abOh, non credo pi\u00f9 di tanti altri. Non pi\u00f9 della maggioranza delle persone che ci sono al mondo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abE allora&#8230;?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abLo vuoi proprio sapere?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abCerto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Quando mi fissa in quel modo, i suoi occhi viola sembrano dilatarsi, divenire immensi: un mare in cui mi perdo.<\/p>\n<p><em>\u00abNon perch\u00e9 sono rimasta delusa, ma perch\u00e9 non vorrei soffrire di nuovo per le stesse cose. Questo pensiero mi fa venire le vertigini. E s\u00ec che, dopotutto, non credo di aver sofferto molto, nella mia vita; penso di essere stata abbastanza fortunata\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abDunque non \u00e8 il pensiero di quello che hai sofferto che ti disturba, ma dei motivi per i quali hai sofferto. Ti sembra che, rivivendo la stessa identica vita, ripeteresti scioccamente gli stessi errori; non \u00e8 cos\u00ec? Come se non avessi imparato nulla dall&#8217;esperienza\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Rialza gli occhi e me li sgrana addosso, quasi incredula.<\/p>\n<p><em>\u00abHai fatto un patto col diavolo per potermi leggere dentro?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNessun patto e niente diavolo, almeno per stavolta. Ma tu, per me, certe volte sei come un libro aperto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab\u00c8 per questo che non t&#8217;innamori mai di me? Dicono che per innamorarsi di qualcuno, ci voglia una certa dose di mistero&#8230;\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abHo detto: &quot;certe volte&quot;. Comunque, tornando a noi, credo che nel tuo pensiero ci sia un errore. Proprio perch\u00e9 impariamo qualcosa dagli sbagli e dalla sofferenza, la nostra vita meriterebbe di essere rivissuta. Ma questo possiamo giudicarlo solo in prospettiva, quando siamo saliti a un pi\u00f9 elevato livello di consapevolezza. Finch\u00e9 non siamo capaci di compiere quel salto, il male resta male, la delusione resta delusione, l&#8217;amarezza \u00e8 sempre e soltanto amarezza\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abVuoi dire che, se io potessi tornare a vivere, ma rifiutassi di rivivere la mia stessa vita di adesso, ricomincerei a fare ugualmente gli stessi errori, senza imparare niente da essi?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abEsatto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ora si mordicchia un&#8217;unghia, mi guarda; e intanto riflette.<\/p>\n<p>\u00c8 molto femminile quando fa cos\u00ec, con quell&#8217;aria un po&#8217; imbronciata, come quella di un ragazzino alle prese con un problema di geometria che gli d\u00e0 non poco filo da torcere. Pare quasi di poter sentire il lavorio della sua mente, nel silenzio denso della stanza.<\/p>\n<p><em>\u00abE perch\u00e9 non potrei evitare almeno gli sbagli pi\u00f9 grossi, se me ne venisse data l&#8217;occasione?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPerch\u00e9 saresti ancora tu, soltanto pi\u00f9 giovane di ora. Non capiresti di commettere un errore e, perci\u00f2, non lo eviteresti. Non saresti pi\u00f9 saggia, anzi, saresti ancora pi\u00f9 inesperta: come lo eri un tempo. La saggezza ci viene dall&#8217;esperienza; e, per accumularla, non c&#8217;\u00e8 altro modo che sbagliare. Per cui \u00e8 inevitabile restare feriti dalla vita, prima o dopo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPrima o dopo&#8230;\u00bb<\/em> ripete, persa in un suo pensiero.<\/p>\n<p><em>\u00abMeglio prima\u00bb<\/em> proseguo <em>\u00abperch\u00e9 soffrire \u00e8 un po&#8217; morire; e, se si \u00e8 giovani, si ha pi\u00f9 tempo a disposizione per rinascere. Pensa a un anziano che si accorge di aver mancato la propria vita: credo non ci sia niente di pi\u00f9 terribile. A che cosa gli servir\u00e0, ormai, aver compreso i propri sbagli, se non gli rimane pi\u00f9 un futuro per ricominciare?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Sabina \u00e8 sempre pensosa; sul suo bel viso sta passando una nuvola scura.<\/p>\n<p>Poi, all&#8217;improvviso, alza la testa di scatto e torna a guardarmi fisso (e di nuovo una ciocca di capelli le scivola sul naso), dicendo:<\/p>\n<p><em>\u00abS\u00ec, mi hai convinta. \u00c8 inutile pensare di poter avere una vita migliore, finch\u00e9 rimaniamo le stesse persone. La vita che abbiamo, \u00e8 quella che ci siamo meritata\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abQuesto \u00e8 un pensiero molto virile\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abInfatti \u00e8 tuo; mi ci hai condotto tu. E ho visto che hai ragione\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abE niente colpa alla sfortuna?\u00bb<\/em>, le chiedo, per stuzzicarla.<\/p>\n<p>Scuote il capo, lentamente, ma decisa: <em>\u00abNossignore; la sfortuna non c&#8217;entra: \u00e8 una roba da femminucce. Oppure vogliamo dire che avere fortuna \u00e8 merito nostro, e avere sfortuna \u00e8 colpa di non si sa chi? Grazie tante, \u00e8 troppo comodo: ma sa di falso lontano un chilometro\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNiente colpa nemmeno agli altri o alla societ\u00e0?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNiente colpa. Quel che vogliamo diventare, \u00e8 frutto di una nostra scelta. Si dice che le esperienze ci modellano; io preferisco pensare che siamo noi a modellare loro; cio\u00e8, prendiamo da esse &#8211; che siano belle oppure brutte &#8211; quel che ci fa comodo, quel che abbiamo deciso che ci serve\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNemmeno colpa di Dio?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abDi che cosa dovremmo incolparlo: del fatto che c&#8217;\u00e8 il male? Ma il male non pu\u00f2 renderci peggiori, se noi non vi acconsentiamo; del resto, succede abbastanza spesso che sia il bene a renderci peggiori. Quello che a noi era sembrato un bene, e forse non lo era. No: Dio ci manda le cose per vedere che cosa ne sapremo fare. Se un trampolino verso l&#8217;alto, o una china per discendere\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abInfatti\u00bb<\/em> osservo <em>\u00abuna scala \u00e8 sempre e soltanto una scala. Ma dipende solo da noi se vogliamo usarla per salire oppure per scendere\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Brava Sabina. Cos\u00ec mi piaci: coraggiosa e volitiva, perfino un po&#8217; spavalda.<\/p>\n<p>Lei si accorge del mio stato d&#8217;animo; e, svelta &#8211; non per niente l&#8217;intuizione \u00e8 femmina &#8211; scivola gi\u00f9 dal letto e si dirige verso la porta. Da l\u00ec, mi scocca un bacio sulla punta delle dita.<\/p>\n<p>Sa che fuggire \u00e8 il modo migliore per farsi desiderare. Semplicissima verit\u00e0, oggi quasi del tutto dimenticata: specialmente dalle donne.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abVorresti vivere di nuovo la stessa vita, esattamente come l&#8217;hai vissuta fino ad oggi?\u00bb. Mi guarda con occhi brillanti e tace, scrutandomi. 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