{"id":28461,"date":"2017-05-13T10:46:00","date_gmt":"2017-05-13T10:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/13\/la-rivincita-di-leopardi\/"},"modified":"2017-05-13T10:46:00","modified_gmt":"2017-05-13T10:46:00","slug":"la-rivincita-di-leopardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/13\/la-rivincita-di-leopardi\/","title":{"rendered":"La rivincita di Leopardi"},"content":{"rendered":"<p>Leopardi si considerava il solo, o quasi, che avesse capito come stanno le cose, sia sul piano filosofico, sia sul piano storico; si riteneva un isolato, un emarginato dalla cultura dominante, e ne andava fiero; disprezzava di tutto cuore il suo secolo e tutte le concezioni ottimistiche del reale, a cominciare dalla religione.<\/p>\n<p>Ne\u00a0<em>La ginestra<\/em>, dice chiaramente che se ne frega dell&#8217;oblio cui sa d&#8217;essere destinato: non \u00e8 questo che lo preoccupa, perch\u00e9 anche il\u00a0secolo sciocco e superbo\u00a0subir\u00e0 lo stesso destino: venire dimenticato. Naturalmente, la critica contemporanea ha prodigato sforzi immensi per fare di questo cattivo maestro, che insulta e calunnia la vita in maniera cieca e sistematica, un grande saggio che aveva visto e capito tutto; e, siccome la cultura moderna \u00e8 progressista, bisognava fare di Leopardi non un nemico del progresso, ma un fautore del\u00a0&quot;vero&quot;\u00a0progresso, quello basato sulla presa di coscienza dell&#8217;<em>arido vero<\/em>, cio\u00e8 su una conoscenza obiettiva e virile\u00a0del <em>mal che ci fu dato in sorte,<\/em> vale a dire sul disincanto radicale del mondo. E qui il serpente si morde la coda: perch\u00e9, se la verit\u00e0 \u00e8 che la vita \u00e8 male, che l&#8217;esistere \u00e8 male, che l&#8217;essere \u00e8 il male, allora non ha senso parlare di progresso, e sia pure &quot;alternativo&quot; a quello indicato dall&#8217;ingenuo ottimismo ottocentesco; anzi, a dirla tuta, non ha senso parlare di niente, e nemmeno continuare a vivere. Che \u00e8 la strada che avrebbero preso, dopo Leopardi, i vari Schopenhauer, Eduard von Hartmann, Svevo, Pirandello, Montale, Pavese, Sartre, Cioran, Onfray e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Leopardi, per\u00f2, in un certo senso, \u00e8 stato davvero un progressista: la sua impostazione speculativa \u00e8 illuminista, cio\u00e8 razionalista, materialista e sensista: l&#8217;illuminismo credeva nel progresso, anzi, ne ha fatto il suo mito fondante; e anche Leopardi ci crede, gi\u00e0 per il solo fatto di voler insegnare agli uomini la verit\u00e0, e, cos\u00ec, far progredire, se non altro, le relazioni umane, sulla base di una solidariet\u00e0 tutta laica e tutta in negativo: gli uomini devono aiutarsi contro il comune nemico, la Natura matrigna. Ha perfino la sfrontatezza di premettere a La g<em>inestra<\/em> quel versetto del Vangelo di Giovanni in cui si dice che gli uomini preferirono le tenebre alla luce, naturalmente capovolgendone totalmente il significato, visto che la sua bestia nera, il suo nemico numero uno, \u00e8 proprio la religione: da buon illuminista. Peraltro, nel cristianesimo, gli uomini sono fratelli perch\u00e9 figli di Dio e amati tutti, in eguale misura, da Dio Padre; nel pensiero di Leopardi, gli uomini devono diventare fratelli perch\u00e9 nemici e odiatori della Natura, il vero nemico ch&#8217;essi hanno in comune e che, nella sua visione immanentista, fa le veci del vecchio Dio trascendente.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 quasi un presentimento della rivolta contro il Padre della cultura psicanalitica freudiana, con tutta la sua brava coda, <em>politcally correct<\/em>, nel movimento studentesco del &#8217;68: abbasso il padre, il padre \u00e8 il nemico; con la sola differenza che, per Leopardi, bisogna gridare: abbasso la madre, la madre \u00e8 la nemica. Psicanalisti, sbizzarritevi: tutti sanno quali fossero i rapporti fra Leopardi e sua mamma (cfr. il nostro articolo: <em>Adelaide Antici fu davvero quella cattiva madre che la tradizione leopardiana ha descritto?<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 26\/09\/2012 e ripubblicato su <em>Il Corriere delle Regioni<\/em> l&#8217;1\/05\/2016): per cui, nella sua prospettiva, il Nemico per antonomasia non pu\u00f2 che essere una matriarca, non un patriarca. A parte questo, Freud, Reich e Marcuse sono i legittimi continuatori della ribellione leopardiana: che ci si ribelli contro il Padre oppure contro la Madre, il punto \u00e8 che si vorrebbe distruggere il proprio genitore, colui che ci ha dato la vita. E questo \u00e8 il tratto distintivo della cultura moderna, caratterizzata dall&#8217;odio di s\u00e9 e dal ribrezzo della propria identit\u00e0, delle proprie radici, della propria storia. L&#8217;Europa corre verso il suicidio perch\u00e9 si odia; e si odia perch\u00e9, a un certo punto, gli europei, guidati dai loro valorosi intellettuali, hanno deciso che il padre e la madre sono i loro pi\u00f9 perfidi nemici: non per altra colpa specifica, che quella d&#8217;averli messi al mondo. Perch\u00e9 mettere al mondo qualcuno, in questa cosa schifosa che \u00e8 la vita, \u00e8 un atto che deve nascere proprio da una mente satanica, da un cuor di pietra.<\/p>\n<p>Gli illuministi vogliono cambiare il mondo, liberando la ragione dalle scorie della &quot;superstizione&quot;; anche Leopardi vuol cambiare il mondo, bench\u00e9 lo disprezzi, liberandolo dalle cialtronerie e dalle menzogne dello spiritualismo. Per farlo, parte da una falsificazione del reale: invece di constatare che, nella&#8217;esistenza c&#8217;\u00e8 <em>anche<\/em>\u00a0la sofferenza, dice che l&#8217;esistenza fa schifo, perch\u00e9 non porta altro che male: conclusione enormemente maggiore della premessa. N\u00e9 si \u00e8 mai domandato, mai, neppure una volta sola, se la sofferenza sia davvero il male per definizione, o se non possa divenire, per caso, origine del bene; se non possa essere santificata, trasformata, oltrepassata.\u00a0Leopardi non contesta la religione e non discute con il cristianesimo: si imita ad ignorarlo. Per lui, chi crede in Dio sta troppo in basso sul gradino dell&#8217;umanit\u00e0 pensante, per meritare una confutazione: sarebbe tempo sprecato. Gli illuministi del XVIII secolo polemizzavano con il cristianesimo; Voltaire esortava: <em>\u00e9crasez l&#8217;inf\u00e2me!<\/em>; Leopardi non si abbassa neppure a guardare in faccia quegli illusi, quei residui del passato; i suoi strali sono solo per i &quot;nuovi credenti&quot;, cio\u00e8 per i transfughi dall&#8217;ateismo e dall&#8217;illuminismo, tornati al cattolicesimo &#8212; nella versione neoguelfa di Vincenzo Gioberti &#8211; per mero opportunismo (o, almeno, cos\u00ec credeva lui).<\/p>\n<p>Sta di fatto che, oggi, Leopardi sarebbe contento: i suoi insegnamento sono diventati patrimonio comune di gran parte della societ\u00e0 moderna. Nel\u00a0<em>Canto notturno di un pastore errante dell&#8217;Asia\u00a0<\/em>(scritto fra il 1829 e il 1830 e pubblicato nel 1831; versi 39-56), si chiedeva perch\u00e9 gli uomini siano cos\u00ec pazzi da continuare a riprodursi, visto che la vita \u00e8 palesemente un male in se stessa; oggi, con la crescita demografica zero, dovuta sia al crollo della nascite, sia alla pratica dell&#8217;aborto legalizzato, sia al dilagare del modello omosessuale, nozze comprese, l&#8217;Europa, e l&#8217;Italia specialmente, stanno attuando il suicidio biologico cos\u00ec ardentemente auspicato dal poeta di Recanati.\u00a0<\/p>\n<p><em>Nasce l&#8217;uomo a fatica,<\/em><\/p>\n<p><em>ed \u00e8 rischio di morte il nascimento.<\/em><\/p>\n<p><em>Prova pena e tormento<\/em><\/p>\n<p><em>per prima cosa; e in sul principio stesso<\/em><\/p>\n<p><em>la madre e il genitore<\/em><\/p>\n<p><em>il prende a consolar dell&#8217;esser nato.<\/em><\/p>\n<p><em>Poi che crescendo viene,<\/em><\/p>\n<p><em>l&#8217;uno e l&#8217;altro il sostiene, e via pur sempre<\/em><\/p>\n<p><em>con atti e con parole\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>studiasi fargli core,<\/em><\/p>\n<p><em>e consolarlo dell&#8217;umano stato:<\/em><\/p>\n<p><em>altro ufficio pi\u00f9 grato<\/em><\/p>\n<p><em>non si fa da parenti alla lor prole.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma perch\u00e9 dare al sole,<\/em><\/p>\n<p><em>perch\u00e9 reggere in vita<\/em><\/p>\n<p><em>chi poi di quella consolar convenga?<\/em><\/p>\n<p><em>Se la vita \u00e8 sventura,<\/em><\/p>\n<p><em>perch\u00e9 da noi si dura?<\/em><\/p>\n<p>Si potrebbe osservare che il bambino appena nato non piange per la disperazione d&#8217;essere venuto al mondo, ma semplicemente perch\u00e9\u00a0ha fame, o qualche dolorino di pancia; e che i suoi genitori, pertanto, non devono consolarlo <em>dell&#8217;esser nato,<\/em> n\u00e9 dovrebbero sentirsi in colpa d&#8217;averlo concepito e fatto nascere, ma, semplicemente, dargli da mangiare e curarlo, in modo da aiutarlo a crescere sano e metterlo in grado di fare qualcosa della vita che gli \u00e8 stata data in dono. Sorge spontanea la domanda: Leopardi ha mai visto il sorriso di un bambino? Il sorriso di un bambino piccolo, non il sorriso dell&#8217;adolescente, che pregusta &#8212; illusoriamente, secondo lui &#8211; le gioie che lo attendono fra qualche mese o qualche anno? Il bambino piccolo, a differenza dell&#8217;adolescente, non sorride per una ragione precisa: sorride e basta. Sorride perch\u00e9 \u00e8 felice di essere in braccio alla sua mamma, di aver bevuto il latte, di poter riposare quando \u00e8 stanco. Sorride, spesso, anche mentre dorme: che cosa sta sognando? Qualche cosa di bello, evidentemente: altrimenti non sorriderebbe. Si direbbe che Leopardi non abbia mai visto quel sorriso, come lo ha visto, ad esempio, Virgilio, che pure non conobbe neppure lui le gioie della paternit\u00e0 (quel <em>risu congoscere matrem<\/em> delle <em>Bucoliche<\/em>, IV, 90, un verso che vale da solo un poema): del bambino piccolo, egli vede solo il volto paonazzo e gli strilli acuti, che egli interpreta come sofferenza esistenziale, come disgusto e rifiuto della vita. Insomma Leopardi vede solo quel che vuole vedere, quello che ha deciso di vedere, e nient&#8217;altro. Ci\u00f2 che non rientra nel suo pessimismo cosmico, semplicemente lo ignora. Questa \u00e8 cattiva filosofia; cos\u00ec come \u00e8 cattiva filosofia identificare il piacere con la felicit\u00e0, e strillare che la condizione umana \u00e8 sommamente infelice, perch\u00e9 in essa non si trova quel piacere infinito che gli uomini bramano incessantemente. Premesse dubbie, conclusione arbitraria: chi lo dice che l&#8217;impossibilit\u00e0 di trovare un piacere infinito equivale all&#8217;infelicit\u00e0? E, prima ancora: come \u00e8 possibile che l&#8217;uomo, se \u00e8 davvero un ente puramente biologico e materiale, come lo ritiene Leopardi, possa albergare in s\u00e9 un desiderio <em>infinito<\/em> di piacere? L&#8217;esistenza di questo desiderio infinito non \u00e8 forse, di per s\u00e9, la spia che l&#8217;uomo non \u00e8 solo e unicamente un ente biologico e materiale, ma qualcosa di pi\u00f9?<\/p>\n<p>Pure, questa cattiva filosofia &#8211; la vita \u00e8 male &#8211; e questa cattiva pedagogia &#8211; bisogna cessare di alimentare la vita, e, nel frattempo, bisogna distruggere ogni fede nella bont\u00e0 di essa &#8211; \u00e8 divenuta parte integrante del nostro bagaglio intellettuale ed esistenziale di cittadini del terzo millennio. A riprova, ancora una volta, che noi siamo figli diretti dell&#8217;illuminismo: anche nei suoi aspetti pi\u00f9 discutibili, pi\u00f9 incerti, pi\u00f9 <em>kitsch<\/em>. Quel pastore nomade dell&#8217;Asia centrale, per esempio, che filosofeggia a tutto spiano, come un disco rotto, lagnoso, piagnucolante, guardando la volta stellata: tutto questo ha un sapore di cosa gi\u00e0 vista, e niente affatto persuasiva. Ricorda quegli ambasciatori persiani un po&#8217; tropo civilizzati, un po&#8217; troppo sentenziosi, che si aggirano per le vie di Parigi, nelle <em>Lettres persanes<\/em> di Montesquieu; per non parlare dei cento e cento volti, delle cento e cento maschere del &quot;buon selvaggio&quot; di Rousseau, fino ai nostri giorni. Ma non importa. Per quanto fossero goffe e ormai datate, nel 1830, queste trovate poetiche e narrative, per Leopardi, che ne aveva fatta un&#8217;indigestione, mescolandole con dosi colossali di filologia classica (aveva letto in Erodoto che, in una certa regione della Tracia, i genitori piangevano a calde lacrime e portavano il lutto per la nascita d&#8217;un figlio), tutto fa brodo per portare acqua al mulino del pessimismo cosmico. Come scrive nello <em>Zibaldone<\/em>:<\/p>\n<p><em>Tutto \u00e8 male. Cio\u00e8, tutto quello che \u00e8, \u00e8 male; che ciascuna cosa esista, \u00e8 un male; l&#8217;esistenza \u00e8 un male e ordinata al male; il fine dell&#8217;universo \u00e8 il male; l&#8217;ordine e lo stato, le leggi, l&#8217;andamento naturale dell&#8217;universo non sono altro che male, n\u00e9 diretti ad altro che al male. Non v&#8217;\u00e8 altro bene che il non essere; non v&#8217;ha altro di buono di quel che non \u00e8, le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive<\/em>.<\/p>\n<p>Ebbene: questa dottrina disperata e nichilista \u00e8 diventata la dottrina ufficiale, implicita o esplicita, della cultura oggi dominante, fra materialismo, edonismo, nichilismo. \u00c8 la vittoria del &quot;no&quot;, della negazione radicale, del rifiuto di tutto &#8212; perch\u00e9 rifiutare la vita implica il rifiuto d&#8217;ogni altra cosa &#8212; e la sconfitta, anzi, la disfatta del &quot;s\u00ec&quot;, della fiducia nella saggezza della vita, nella bont\u00e0 del vivere. Una volta adottata una tale filosofia, non si pu\u00f2 che sentirsi in colpa per il fatto di vivere ancora, di esistere; non si pu\u00f2 non pensare, almeno qualche volta, che si sarebbe pi\u00f9 dignitosi e pi\u00f9 coerenti se, almeno, si restituisse, col suicidio, l&#8217;odioso biglietto d&#8217;ingresso a questa cosa assurda e incomprensibile, atroce e beffarda, che chiamiamo vita. Chi ancora non s&#8217;\u00e8 ammazzato, deve un po&#8217; vergognarsi. Oh, ma si pu\u00f2 sempre rimediare, se non si ha il coraggio di farlo tutto in una volta: ci si pu\u00f2 sempre suicidare lentamente. Sul piano fisico, con l&#8217;alcol, la droga, le infezioni sessuali dovute alla promiscuit\u00e0, specie nelle relazioni fra omosessuali maschi (ma questa \u00e8 un&#8217;altra cosa che non si pu\u00f2 dire, anche se verissima; si preferisce imbastire romanzi e processi infinti sul dovere di far vaccinare tutti i bambini del mondo, per prevenire le malattie). Leopardi, hai vinto. E adesso?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leopardi si considerava il solo, o quasi, che avesse capito come stanno le cose, sia sul piano filosofico, sia sul piano storico; si riteneva un isolato,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,159,263],"class_list":["post-28461","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-giacomo-leopardi","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28461","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28461"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28461\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28461"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28461"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28461"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}