{"id":28455,"date":"2020-01-13T10:32:00","date_gmt":"2020-01-13T10:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/01\/13\/rivedremo-i-nostri-cari\/"},"modified":"2020-01-13T10:32:00","modified_gmt":"2020-01-13T10:32:00","slug":"rivedremo-i-nostri-cari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/01\/13\/rivedremo-i-nostri-cari\/","title":{"rendered":"Rivedremo i nostri cari?"},"content":{"rendered":"<p>Non solo la fede religiosa, ma anche la teologia e la retta filosofia ci assicurano che la vita terrena \u00e8 solo un breve pellegrinaggio e dopo di essa saremo di fronte all&#8217;eternit\u00e0. Dal <em>Fedone<\/em> di Platone fino alle <em>Briciole di filosofia<\/em> di Kierkegaard, passando per san Tommaso d&#8217;Aquino e la sua splendida e monumentale <em>Summa theologiae<\/em>, mirabile esempio di quanto possa la ragione naturale quando procede non disgiunta e magari contrapposta, ma affiancata alla fede, per lumeggiare agli uomini il loro destino eterno, sempre troviamo confermata questa verit\u00e0: la nostra vera patria \u00e8 quella celeste, noi qui siamo solo dei pellegrini e dei penitenti. Eppure, anche dopo letture cos\u00ec eccelse e meditazioni cos\u00ec profonde, permane in noi un residuo d&#8217;incertezza, una sottile sensazione di disagio e forse d&#8217;insoddisfazione. A noi non basta, infatti, sapere che vivremo in eterno: abbiamo l&#8217;assoluta necessit\u00e0 di sapere se la nostra vita eterna sar\u00e0 un ripartire da zero, come una <em>tabula rasa<\/em>, senza alcun ricordo del passato, oppure perfettamente indifferenti ad esso; o se sar\u00e0 la continuazione, ovviamente pi\u00f9 luminosa e perfetta, e incomparabilmente pi\u00f9 felice e pacificata, della nostra vita attuale. Perch\u00e9 solo in questo caso noi sapremo che ci \u00e8 riservata la consolazione pi\u00f9 grande: ritrovare le persone care che ci hanno lasciato, precedendoci lungo la strada per quale ciascuno deve passare; sapere che rivedremo il loro volto amato, e che potremo ancora riscaldarci il cuore di esultanza con la loro presenza, dopo aver sopportato per anni il pesante fardello della loro assenza. Che ce ne faremmo della vita eterna, se non avessimo questa suprema consolazione? A che servirebbe tutta la felicit\u00e0 del Paradiso &#8212; stiamo parlando in un senso meramente umano, cio\u00e8 da poveri stolti &#8212; se non ci fosse dato di ritrovarle, di poter essere di nuovo insieme a loro? Se la madre non potesse riabbracciare il figlio morto anzitempo, e il figlio riabbracciare sua mamma; se la vedova non potesse ritrovare lo sposo tanto amato in vita, e lui non potesse rivedere lei, a che servirebbe la vita eterna? E che senso avrebbe avuto la vita terrena, con tutte le sue prove, le sue rinunce, le sue difficolt\u00e0, ma anche con i suoi meravigliosi momento di dolcezza? Sarebbe solo una tragica ironia, una beffa suprema. A tali condizioni, crediamo che ben pochi sceglierebbero tutta la beatitudine dell&#8217;eternit\u00e0; la maggioranza preferirebbe &#8212; stiamo vaneggiando, stiamo parlando da pazzi: ma tale \u00e8 il sentire degli esseri umani, per quanto spirituali &#8212; cessar di vivere del tutto, scomparire nel nulla. Certo: al centro dell&#8217;eternit\u00e0 vi \u00e8 Dio, fonte perenne di Amore inestinguibile, Principio e Fine di ogni cosa, di ogni bene, di ogni desiderio; ma come si pu\u00f2 immaginare che Dio, che conosce tutto, non conosca questo segreto desiderio dei nostri cuori: ritrovare il volto delle persone care? Tanto pi\u00f9 che il Dio cristiano non \u00e8 infinitamente lontano dalla realt\u00e0 umana; si \u00e8 anzi fatto uomo, ha preso un corpo di carne per vivere fra noi e per morire per noi, e con quella morte trionfare della morte, e socchiuderci la porta della beatitudine eterna. Come dunque Egli non conoscerebbe questa nostra profondissima aspirazione? Ma certo che la conosce: non pianse forse Ges\u00f9 Cristo, davanti alla tomba del suo amico Lazzaro? Se pianse, vuol dire che la sua morte lo aveva profondamente turbato; se si commosse a tal punto, significa che, nell&#8217;ordine complessivo della creazione, vi \u00e8 il principio che nulla di quanto \u00e8 buono andr\u00e0 perduto, nessun sentimento e pensiero di bene si smarrir\u00e0 nel vuoto, ma ogni cosa buona sar\u00e0 infine ritrovata, ogni lacrima verr\u00e0 asciugata e ogni sofferenza trover\u00e0 consolazione. Come immaginare, altrimenti, che la lacrime stesse del Nostro Signore siano andate perse nel nulla? Perch\u00e9 Lazzaro, anche se resuscitato, era rimasto pur sempre mortale: Ges\u00f9 non lo ha sottratto alla morte per sempre, non lo ha emancipato dalle catene della mortalit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>No: \u00e8 chiaro che noi riprenderemo la nostra nuova condizione di anime eterne esattamene dal punto in cui avevamo deposto questo corpo di carne, che abbiamo portato con noi nella vita terrena e che ha tanto condizionato il nostro modo di esistenza; e se ripartiremo da quel punto, \u00e8 chiaro che non perderemo, bens\u00ec ritroveremo le anime alle quali abbiano voluto bene. Ma qui appunto si trova il passaggio chiave per capire sotto quale forma ritroveremo le anime che abbiamo amato nella dimensione terrena. La condizione ineludibile sar\u00e0 quella di aver amato davvero quelle persone, perch\u00e9 solo in quel caso noi saremo degni di ritrovarle, e il ritrovarle ci riempir\u00e0 di gioia e di consolazione. Se le avremo amata male, con egoismo, con possessivit\u00e0, in maniera immatura e venata di opportunismo, non le ritroveremo, perch\u00e9 il ritrovarle non farebbe che rinnovare in noi, per tutta l&#8217;eternit\u00e0, stati d&#8217;animo disordinati e dolorosi. Ma questo sarebbe l&#8217;Inferno: mentre ritrovare le persone care implica un passaggio ad uno stato superiore di esistenza, dove i nodi si sciolgono e i dubbi si disperdono; dove i dolori sono dimenticati e l&#8217;uomo vecchio, pieno di brame e di paure, cose che tengono attaccati alla dimensione terrena, se ne \u00e8 andato per sempre. Dunque se passeremo ad uno stato superiore di esistenza &#8212; per essere chiari: eternamente beato e non eternamente dannato &#8212; ritroveremo tutto il bene e tutte le cose buone, e dunque senza dubbio ritroveremo le persone che abbiamo saputo amare nella maniera giusta, con sollecitudine e benevolenza e non con egoismo e possessivit\u00e0. I sentimenti sono una forma di energia e l&#8217;energia, ce lo insegna la fisica, si trasforma, ma non pu\u00f2 essere distrutta. Il segreto dell&#8217;eternit\u00e0 della vita ultraterrena \u00e8 comprensibile alla luce di questo principio: i pensieri e le azioni, buoni o malvagi, non si distruggono, ma continuano a esistere all&#8217;infinto dopo che i rispettivi sentimenti li hanno generati. L&#8217;Inferno \u00e8 il ripercuotersi inesorabile dei cattivi pensieri e delle cattive azioni: esso \u00e8 la negativit\u00e0 assoluta, quindi le persone care non verranno a consolare l&#8217;anima che si trova prigioniera nella rete spirituale da essi creata; oppure, se essa le incontrer\u00e0, avr\u00e0 l&#8217;ulteriore dolore di vederle immerse nella sua stessa infelicit\u00e0 e disperazione. C&#8217;\u00e8 un solo modo per impedire che la catena autodistruttiva del male s&#8217;interrompa e le energie negative si trasformino in positive: il pentimento e l&#8217;espiazione durante la vita terrena, quando ancora esiste la possibilit\u00e0 di un soccorso celeste. Dopo, \u00e8 troppo tardi. I teologi buonisti inorridiscono davanti all&#8217;eternit\u00e0 dell&#8217;Inferno; Bergoglio ha detto di ritenere che le anime malvagie si estingueranno dopo la morte del corpo. Essi hanno paura di ammettere che l&#8217;Inferno esiste e che <em>etterno dura<\/em>, come dice Dante (<em>Inf.<\/em>, III, 8), perch\u00e9 pensano che ci\u00f2 sia inconciliabile con l&#8217;infinito Amore di Dio. Come se il suo Amore fosse in contrasto con la sua Giustizia e come se la scelta consapevole del male non fosse opera dell&#8217;uomo, cattivo artefice della libert\u00e0 che gli fu data in dono.<\/p>\n<p>Rivedremo i nostri cari, dunque, se li avremo amati con cuore puro e con animo generosamente disinteressato; se avremo desiderato il loro bene, quindi, e non il nostro bene piccolo, meschino ed egoistico; se li avremo aiutati a procedere sulla via del Bene, che poi \u00e8 anche la via della Verit\u00e0, nel faticoso apprendistato della vita terrena. A questa condizione, s\u00ec, li ritroveremo e uniremo la nostra gioia alla loro, nella smagliante luce divina. Ma, dir\u00e0 qualcuno, con la morte si abbandona il corpo e quindi i puri spiriti sono simili gli uni agli altri; non vi sar\u00e0 pi\u00f9 distinzione fra il fratello e lo sconosciuto, fra il vicino e il lontano, e persino fra maschio e femmina: vi saranno solo anime splendenti. A questi fautori del comunismo ultraterreno, a questi odiatori della identit\u00e0 personale, rispondiamo che la morte non distrugge che il corpo carnale, ma non il corpo spirituale. Le anime conserveranno un corpo di luce, glorioso e immortale: non saranno puri spiriti nel senso di entit\u00e0 invisibili e indifferenziate. Certo, non saranno condizionati dalla materia e non saranno soggetti ai limiti e alle necessit\u00e0 fisiologici; non vedranno con gli occhi del corpo e non udranno con gli orecchi del corpo: ma vedranno e udranno e useranno tutti e cinque i sensi, con la sola differenza che questi non conosceranno pi\u00f9 i limiti dello spazio e del tempo, ma abbracceranno tutta intera la realt\u00e0, poich\u00e9 la fonte della loro percezione sar\u00e0 Dio stesso, e in Dio tutto \u00e8 trasparente, tutto \u00e8 presente, tutto \u00e8 palese, tutto \u00e8 vicino. Anche duemila ani fa i sadducei, negatori della vita dopo la morte, cercarono di far cadere in contraddizione Ges\u00f9 Cristo su questo argomento, la condizione del corpo dopo la morte; e perci\u00f2 gli chiesero, con aria falsamente ingenua: <em>Maestro, Mos\u00e8 ci ha prescritto:\u00a0Se a qualcuno muore un fratello che ha moglie, ma senza figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una discendenza al proprio fratello.\u00a0C&#8217;erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, mor\u00ec senza figli.\u00a0Allora la prese il secondo\u00a0e poi il terzo e cos\u00ec tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli.\u00a0Da ultimo anche la donna mor\u00ec.\u00a0Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sar\u00e0 moglie? Poich\u00e9 tutti e sette l&#8217;hanno avuta in moglie<\/em> (<em>Luca<\/em>, 20, 28-33). E ad essi, conosciuta la loro malizia, rispose il divino Maestro: <em>I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito;\u00a0ma quelli che sono giudicati degni dell&#8217;altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie n\u00e9 marito;\u00a0e nemmeno possono pi\u00f9 morire, perch\u00e9 sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio.\u00a0Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mos\u00e8 a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe.\u00a0Dio non \u00e8 Dio dei morti, ma dei vivi; perch\u00e9 tutti vivono per lui<\/em> (id., 34-38). Ma un corpo, un corpo glorioso e immortale, sopravvive alla morte: non si \u00e8 forse nutrito di pesce arrostito Ges\u00f9 Cristo, dopo la Resurrezione, quando apparve ai discepoli sulle rive del Mare di Galilea, per convincerli di non essere un&#8217;apparizione, n\u00e9 un fantasma? <em>Mentre essi parlavano di queste cose, Ges\u00f9 in persona apparve in mezzo a loro e disse: \u00abPace a voi!\u00bb.\u00a0Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma.\u00a0Ma egli disse: \u00abPerch\u00e9 siete turbati, e perch\u00e9 sorgono dubbi nel vostro cuore?\u00a0Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho\u00bb.\u00a0Dicendo questo, mostr\u00f2 loro le mani e i piedi.\u00a0Ma poich\u00e9 per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: \u00abAvete qui qualche cosa da mangiare?\u00bb.\u00a0Gli offrirono una porzione di pesce arrostito;\u00a0egli lo prese e lo mangi\u00f2 davanti a loro<\/em>. (id., 24, 36-43). E ancor prima di questo episodio, non aveva forse spezzato il pane e non lo aveva mangiato a tavola, insieme ai due discepoli di Emmaus? Un puro spirito disincarnato non pu\u00f2 spezzare il pane, e tanto meno mangiarlo; anche se pu\u00f2 entrare in una stanza a porte chiuse, come fa Ges\u00f9 nel cenacolo per rivelarsi ai suoi. E nemmeno pu\u00f2 dire a qualcuno: <em>Metti il dito nel mio costato e vedi la piaga che c&#8217;\u00e8 in esso<\/em>.<\/p>\n<p>Si sar\u00e0 osservato che il clero, di questi tempi, ha praticamente cessato di tali parlare di cose. Ha pressoch\u00e9 cessato di predicare i Novissimi: Morte, Giudizio, Inferno e Paradiso, che fino a un paio di generazioni fa erano al centro di ogni catechesi. E il motivo \u00e8 chiaro: il falso clero modernista vorrebbe rinchiudere l&#8217;anima nell&#8217;orizzonte ristretto delle cose materiali; con la scusa, alquanto ipocrita, della carit\u00e0 verso il prossimo (come se la vera carit\u00e0 si preoccupasse solo del pane!), vogliono suggerire l&#8217;idea, pur senza dirlo apertamente, che preoccuparsi della vita dopo la morte \u00e8 una forma di alienazione, una fuga dalle responsabilit\u00e0 di questo mondo. Anche da ci\u00f2 si vede fino a che punto il materialismo, l&#8217;immanentismo, lo storicismo e il marxismo sono penetrati, come un veleno micidiale, nei seminari e nelle facolt\u00e0 cattoliche, a partire dal Concilio Vaticano II: quando si \u00e8 smesso da studiare San Tommaso d&#8217;Aquino, si \u00e8 tirato un rigo sulla <em>philpsophia perennis<\/em> e si sono aperte, anzi spalancate, le porte a Bultmann, Heidegger, Rahner, Freud, la psicanalisi e tutto il resto. Il Regno dei Cieli \u00e8 stato silenziosamente spodestato dal regno di questo mondo, e ora ne vediamo l&#8217;estrema deriva: con il culto di Pachamama, la Madre Terra, introdotto non di soppiatto, ma trionfalmente, nella Chiesa cattolica, e con degli sciagurati vescovi che portano a spalla, sorridenti, gli idoli fin dentro la basilica principale della cristianit\u00e0, San Pietro a Roma; e con degli sciagurati frati e suore che si prostrano, il culo all&#8217;aria, ad adorare l&#8217;idolo maligno, gi\u00e0 insozzato dal sangue di sacrifici umani, sotto l&#8217;occhio benevolo e compiaciuto dell&#8217;antipapa Bergoglio. Lo stesso significato hanno le incessanti persecuzioni contro lo spirito contemplativo, contro la preghiera, allo scopo di sostituire ad essa un attivismo frenetico, come dar da mangiar ai poveri (una volta l&#8217;anno, e coi fotografi!) dentro le chiese, portando via i banchi e sospendendo le sacre funzioni, per far vedere che sfamare il prossimo di cibo perituro \u00e8 assai pi\u00f9 importante che sfamarlo col Pane di Vita eterna, che \u00e8 il Corpo stesso di Ges\u00f9 Cristo, nel mistero ineffabile della santa Eucarestia! Il gesto di Bergoglio, che separa le mani del bambino congiunte in preghiera, e l&#8217;ultimo episodio di persecuzione contro i religiosi contemplativi, ossia il tentativo di scacciare le suore domenicane di clausura dal loro convento di Marradi con l&#8217;accusa di dedicare troppo tempo alla preghiera (!), indicano chiaramente la stessa strategia: una strategia diabolica. \u00c8 il Diavolo che vuole distoglierci dalla preghiera, perch\u00e9 pregare intensamente, come ci ha insegnato Ges\u00f9 (cfr. <em>Lc<\/em>, 18, 1), significa restare uniti a Lui e non perdere di vista l&#8217;essenziale a vantaggio delle cose transeunti. L&#8217;essenziale \u00e8 la vita eterna, non questo misero affaccendarsi fra le cose di quaggi\u00f9 (id, 10,42). Anche la carit\u00e0 materiale verso il prossimo, se non \u00e8 vivificata dallo spirito e dalla preghiera, non giova a nulla: riempie lo stomaco per qualche ora, e poi? Il cibo di cui abbiamo bisogno \u00e8 il Cibo della vita eterna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non solo la fede religiosa, ma anche la teologia e la retta filosofia ci assicurano che la vita terrena \u00e8 solo un breve pellegrinaggio e dopo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[141,157],"class_list":["post-28455","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-filosofia","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28455","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28455"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28455\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28455"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28455"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}