{"id":28446,"date":"2017-12-30T10:43:00","date_gmt":"2017-12-30T10:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/30\/ritrovare-il-senso-e-il-valore-della-penitenza\/"},"modified":"2017-12-30T10:43:00","modified_gmt":"2017-12-30T10:43:00","slug":"ritrovare-il-senso-e-il-valore-della-penitenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/30\/ritrovare-il-senso-e-il-valore-della-penitenza\/","title":{"rendered":"Ritrovare il senso e il valore della penitenza"},"content":{"rendered":"<p>Se dovessimo rispondere alla domanda: quando la Chiesa ha imboccato, in maniera decisiva e quasi ineluttabile, la china dell&#8217;autodistruzione; quando ha rotto i freni e permesso al veleno modernista d&#8217;inquinarla da cima a fondo? &#8212; non quando in senso storico, ne abbiamo parlato gi\u00e0 parecchie volte, ma quando in senso morale &#8211; ebbene, senza esitare risponderemmo: quando ha smarrito il senso e il valore della penitenza, e la pratica relativa. Perch\u00e9 la fede va in crisi quando si tralascia la penitenza, quando se ne smarrisce l&#8217;idea, e, quindi, se ne dimentica l&#8217;insostituibile necessit\u00e0; perch\u00e9 la crisi di fede \u00e8 una crisi che nasce sempre da un peccato di superbia, dal credersi abbastanza forti, abbastanza adulti, abbastanza maturi per far da soli una buona parte del lavoro, lasciando a Dio solo il contorno. Chi comincia ad agire cos\u00ec, pur senza formulare un pensiero preciso, \u00e8 gi\u00e0 in procinto di perdere la fede; e il segno pi\u00f9 certo dello smarrimento \u00e8 il fatto che costui non dedica pi\u00f9 tempo n\u00e9 attenzione alla penitenza. Dobbiamo tener sempre presente la similitudine della vite e dei tralci, che \u00e8 l&#8217;ABC della fede cattolica: <em>Io sono la vera vite e il Padre mio \u00e8 il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia e ogni tralcio che porta frutto lo pota, perch\u00e9 porti pi\u00f9 frutto. Voi siete gi\u00e0 mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non pu\u00f2 far frutto da se stesso se non rimane nella vite, cos\u00ec anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perch\u00e9 senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sar\u00e0 dato. In questo \u00e8 glorificato il Padre mio: che portiate moto frutto e diventiate miei discepoli<\/em> (<em>Gv<\/em> 15, 1-8). SENZA DI ME NON POTETE FAR NULLA, dice il Signore; eppure, quando il sottile veleno dell&#8217;orgoglio entra nella vita dell&#8217;anima &#8212; e vi entra per un calo della penitenza &#8212; ecco che gli uomini cominciano a credere di poter fare da soli chiss\u00e0 che cosa, e si scordano il severo ammonimento di Ges\u00f9: chi non rimane in me e io in lui, viene gettato via, come un inutile sarmento, poi va a finire nel fuoco, a bruciare.<\/p>\n<p>Ma che cos&#8217;\u00e8, dunque, la penitenza? La penitenza, prima di essere una pratica di preghiera, di rinuncia e di mortificazione, \u00e8 un atteggiamento interiore: \u00e8 l&#8217;atteggiamento dell&#8217;anima che decide di volgere i suoi passi verso Dio, a partire dal pieno riconoscimento della propria condizione di peccato, della propria insufficienza, della propria fragilit\u00e0, e della necessit\u00e0 assoluta di affidarsi a Lui ed a Lui solo. In altre parole, \u00e8 l&#8217;atteggiamento di chi comprende di essere utile a qualcosa solo se rimane unito a Ges\u00f9 Cristo, cos\u00ec come il tralcio rimane unito alla vite: perch\u00e9 solo unito a Lui pu\u00f2 dare molto frutto, per se stesso e per gli altri; mentre, se rimane separato da Lui, non serve a nulla, la sua vita diventa inutile e la sua mente viene sopraffatta da pensieri e disposizioni negativi, distruttivi, scaturenti dal disordine morale. Un&#8217;anima moralmente disordinata \u00e8 una mina vagante e rappresenta un pericolo: prima di tutto per se stessa, poi anche per tutti gli altri. Si pensi al danno colossale che pu\u00f2 provocare un&#8217;anima in preda alle passioni disordinate, se riesce ad occupare una posizione di grande visibilit\u00e0 sociale, mediante la quale esercitare un&#8217;influenza sugli altri: e questo vale non solo per i politici e i pubblici amministratori, ma anche per gli intellettuali, gli artisti, i pensatori, eccetera. Solo quando rimane strettamente unita a Dio, l&#8217;anima \u00e8 in grado d&#8217;inserirsi nel circuito virtuoso del Bene, che parte da Dio e che a Dio vuol fare ritorno; solo allora essa pu\u00f2 mettere veramente a frutto i suoi talenti &#8212; l&#8217;intelligenza, la salute, la bellezza -, perch\u00e9, in caso contrario, quegli stessi talenti diventano la sua maledizione, e invece di tirarla verso l&#8217;alto, l&#8217;attraggono verso il basso, e coinvolgono anche altri nella discesa verso la palude. Ecco perch\u00e9 la visione dei tre pastorelli di Fatima \u00e8 stata introdotta da un Angelo che, impugnando una spada di fuoco, esclama: <em>Penitenza, penitenza, penitenza!<\/em>; dopo di che, sono incominciate le apparizioni della Madonna.<\/p>\n<p>Ma Bergoglio, nella sua vista a Fatima per celebrare il centesimo anniversario delle apparizioni mariane del 1917, non solo non ha fatto recitare il Rosario, sostituito da un concerto musicale: non ha nemmeno parlato della penitenza e della sua assoluta necessit\u00e0. Parlare della Madonna, proprio a Fatima, senza parlare della penitenza, \u00e8 semplicemente assurdo: assurdo e scandaloso. Ma c&#8217;\u00e8 una buona ragione, per ci\u00f2. La neochiesa non parla pi\u00f9 della penitenza; pare che la fede sia stata interamente sommersa e annacquata in un oceano di misericordia a buon mercato e di buonismo zuccheroso. Essa ha deciso di non parlare della penitenza, perch\u00e9 la penitenza \u00e8 un concetto chiave, una pratica essenziale: e una chiesa che non fa penitenza, che non predica la penitenza, che parla solo d&#8217;includere i diversi e di accogliere gli stranieri, \u00e8 una chiesa post-cristiana, sostanzialmente atea e materialista; una chiesa fatta dall&#8217;uomo per gli uomini, non pi\u00f9 la Chiesa di Dio, fondata da Ges\u00f9 Cristo e avente per scopo quello di portare a Lui tutte le anime. Ma una chiesa cos\u00ec non serve a nessuno: n\u00e9 a se stessa, n\u00e9 al prossimo: \u00e8 simile al ramo secco che si \u00e8 separato dalla vite, e che il vignaiolo stacca e poi getta nel fuoco. Il che \u00e8 precisamente quello che vogliono i neovescovi massoni ed i neopreti modernisti: vogliono che la chiesa diventi un ramo secco, che si stacchi da Ges\u00f9 Cristo e che finisce nel fuoco, a bruciare. Perch\u00e9 essi non amano Ges\u00f9 Cristo: se lo amassero, riconoscerebbero che Lui \u00e8 il Signore e che ogni cosa buona viene da Lui; ma essi amano solo se stessi, si credono grandi, furbi e intelligenti, si sentono spavaldi e senza paura, vogliono far vedere che sanno cavarsela benissimo anche da soli: <em>etsi Deus non daretur<\/em>, come se Dio non ci fosse. Logico: perch\u00e9 non ci credono pi\u00f9.<\/p>\n<p>E non solo la neochiesa ha smesso completamente di parlare della penitenza, della sua utilit\u00e0 e della sua necessit\u00e0; essa sta facendo di peggio: sta dando l&#8217;esempio pratico del suo contrario. Sta facendo di tutto affinch\u00e9 i cattolici si dimentichino che la penitenza \u00e8 alla base di tutta la vita cristiana, a cominciare dal Sacrificio della Messa, che \u00e8 la forma pi\u00f9 sublime di penitenza, e che essa vuol trasformare un una sorta di assemblea laica, tanto vociante quanto superficiale. La santa Messa, come una volta sapeva qualsiasi seminarista e qualsiasi studente di teologia alle primissime armi, ma oggi forse non lo sanno neppure dei sacerdote di quaranta o cinquant&#8217;anni, specie se imbevuti di spirito progressista e modernista, ha quattro fini: adorazione, cio\u00e8 rendere il debito culto a Dio; ringraziamento, cio\u00e8 donare a Dio il dono pi\u00f9 perfetto, il suo stesso Figlio; propiziazione, o richiesta di perdono; impetrazione, o domanda di grazia. Come si vede, tutti e quattro hanno a che fare con la penitenza, e specialmente l&#8217;ultimo: il fedele sa, e riconosce, di avere ben pochi meriti di fronte al Creatore: pertanto unisce le sue preghiere a quelle di Ges\u00f9, con il che egli apre la strada alla grazia divina che scender\u00e0 su di lui con abbondanza, secondo la Parola stessa di Cristo: <em>Chiedete e vi sar\u00e0 dato, bussate e vi sar\u00e0 aperto<\/em>. D&#8217;altra parte, la <em>Lettera di Giacomo<\/em> ci ammonisce che non basta chiedere, ma bisogna chiedere nella maniera giusta<em>: Chiedete e non ottenete perch\u00e9 chiedete male, per spendere per i vostri piaceri<\/em> (4, 3). E dopo aver ricordato che &quot;chiedere male&quot; significa non solo chiedere per dei fini cattivi, ma anche chiedere con superbia, lo stesso Giacomo ricorda l&#8217;importanza dell&#8217;umilt\u00e0 quando ci si rivolge a Dio: <em>Per questo dice: &quot;Dio resiste ai superbi, agli umili invece d\u00e0 la sua grazia&quot;. Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggir\u00e0 da voi. Avvicinatevi a Dio, ed egli si avviciner\u00e0 a voi. Purificate le vostre mani, o peccatori, e santificate i vostri cuori, o irresoluti<\/em> (<em>id<\/em>, 6-8).<\/p>\n<p>Ecco, dunque, perch\u00e9 la neochiesa sta facendo tutto quel che le riesce di fare per togliere dalla santa Messa, oltre che ogni altro aspetto della vita cristiana, la dimensione dell&#8217;umilt\u00e0, e per introdurvi, senza averne l&#8217;aria, la superbia, spacciandola per una fede &quot;pi\u00f9 adulta&quot;, &quot;pi\u00f9 matura&quot;, &quot;pi\u00f9 concreta&quot;, &quot;pi\u00f9 credibile&quot;, eccetera, eccetera: perch\u00e9 fino a quando l&#8217;uomo si mantiene in un atteggiamento di superbia, Dio non si concede a lui, e la partecipazione alla santa Messa diventa sostanzialmente inutile. Non \u00e8 solo questione di liturgia, ma \u00e8, ovviamente, <em>anche<\/em> questione di liturgia. Ricevere la santa Eucarestia stando in ginocchio, per esempio, \u00e8 il segno esteriore dell&#8217;atteggiamento interiore di umilt\u00e0 del fedele davanti a Dio. Ricevere l&#8217;Ostia consacrata dalle mani del sacerdote, direttamente in bocca, \u00e8 un altro segno esteriore: nessuno ha le mani abbastanza pure da poter prendere con esse il Corpo di Cristo; solo il sacerdote lo pu\u00f2, non in quanto uomo &#8212; perch\u00e9, come uomo, egli \u00e8 un misero peccatore come tutti &#8211; ma perch\u00e9, in quel preciso momento, egli \u00e8 molto pi\u00f9 di un uomo: \u00e8 un ministro infallibile, \u00e8 addirittura un <em>alter Christus<\/em>, un altro Cristo, che mostra alle pecorelle la via del Cielo. Pi\u00f9 in generale, l&#8217;inginocchiarsi e il chinare il capo \u00e8 un segno esteriore di umilt\u00e0 davanti a Dio: quante volte facciamo questo gesto, spontaneamente, con naturale riverenza? Quante volte lo vediamo fare dal neoclero? Quante volte abbiamo visto il (falso) papa Bergoglio inginocchiarsi, almeno davanti al tabernacolo del Santissimo? Lo vediamo sempre ben ritto in piedi, oppure seduto; e il suo sguardo non \u00e8 mai umile, ma carico di superbia, di arroganza, o, qualche volta, quando egli s&#8217;immerge nei suoi amati bagni di folla, e vuol piacere al pubblico, \u00e8 aperto a un sorriso mondano, ma un sorriso che resta &quot;duro&quot;, perch\u00e9 le sue labbra si contraggono in una specie di smorfia, ma gli occhi no, quelli non sorridono, perch\u00e9 per sorridere bisogna essere capaci di umilt\u00e0 e di benevolenza, e troppe volte costui ha mostrato &#8212; a cominciare dall&#8217;indegno trattamento riservato ai Francescani e alle Francescane dell&#8217;Immacolata &#8212; tutta la spietata durezza del suo cuore e la sua congenita mancanza di carit\u00e0.<\/p>\n<p>Parliamoci chiaro: tutta la santa Messa ruota intorno a questo solo concetto centrale: il desiderio, da parte dell&#8217;uomo, di estinguere le sue colpe davanti a Dio e di essere cos\u00ec giustificato; desiderio impossibile, a causa della limitatezza e della fragilit\u00e0 della natura umana, <em>dopo il peccato di Adamo<\/em>; ma desiderio possibile, dopo l&#8217;Incarnazione di Cristo e il mistero infinito e sublime della sua Passione, Morte e Resurrezione per amor nostro. Non noi, pertanto, ma Lui ci riscatta dalle nostre colpe, dai nostri peccati; e perci\u00f2 noi offriamo Lui a Lui, nel Sacrificio della Messa: non \u00e8 il nostro sacrificio, \u00e8 il suo sacrificio che ci riscatta e ci restituisce alla condizione di figli suoi; come aveva profetizzato Isaia: <em>Per le sue colpe siamo stati risanati<\/em>. Ma il neoclero, gonfio di orgoglio tutto umano, un simile discorso non lo vuol proprio sentire; si tura gli orecchi per non udirlo. E, per non sentirlo, si \u00e8 fabbricato addirittura una teologia su misura, che poi non \u00e8 affatto teologia, ma piuttosto antropologia; e l&#8217;ha chiamata, con somma impudenza &quot;svolta antropologica&quot;. Al pessimo maestro Karl Rahner siamo quindi debitori di questa sedicente &quot;svolta&quot; che ha annullato quasi duemila anni di sana teologia e che ha prodotto, inevitabilmente, una dottrina sempre pi\u00f9 umana, e quindi sempre pi\u00f9 erronea, perch\u00e9 sempre pi\u00f9 lontana da Dio. Anche se non \u00e8 sono ancora giunti al punto di dirlo apertamente, i neopreti vanno alla santa Messa con l&#8217;atteggiamento di chi pensa di avere dei meriti davanti a Dio, di chi ritiene di potersi giustificare da s\u00e9, mediante le proprie opere: per questo non s&#8217;inginocchiano volentieri, n\u00e9 chinano il capo, ma tengono orgogliosamente la schiena dritta e la testa alta, come se fossero degni di rivolgersi a Dio da pari a pari. E per questo parlano sempre e solo dell&#8217;uomo, dei bisogni dell&#8217;uomo, della giustizia dell&#8217;uomo, dell&#8217;amore per l&#8217;uomo: come se Dio, in tutto questo, avesse la sola funzione di fare da garante alle loro eresie e alle loro bestemmie. Perch\u00e9 \u00e8 eretico e blasfemo tirar fuori Dio solamente per porre un sigillo su dei discorsi puramente umani. Specialmente i preti e i vescovi di strada, come ora amano definirsi: quelli che trasformano le basiliche in refettori per i poveri, quelli che le trasformano in dormitori per i profughi (veri e finti; sempre pi\u00f9 finti che veri, e meglio se islamici, cio\u00e8 gente che detesta il Vangelo e considera una orribile bestemmia la divinit\u00e0 di Cristo): potrebbero adoperare i saloni parrocchiali, avrebbero tanto altri luoghi a disposizione, ma no, devono far mangiare e dormire i poveri in chiesa, e perch\u00e9? Per far vedere che la chiesa non \u00e8 la casa di Dio, ma la casa dell&#8217;uomo. E quello stesso clero che non s&#8217;inginocchia mai davanti a Dio, s&#8217;inginocchia per\u00f2, volentieri, davanti ad altri uomini: purch\u00e9 siano poveri, e preferibilmente islamici; come fa il (falso) papa Bergoglio con la cerimonia, sempre pi\u00f9 ostentata e sempre pi\u00f9 laica, della lavanda dei piedi del Gioved\u00ec Santo. <em>Fate questo in memoria di me<\/em>, aveva detto Ges\u00f9: ma quel che si vede, quando lui s&#8217;inginocchia e lava i piedi ai poveri e alle povere, non \u00e8 un uomo che si sforza umilmente di prendere a modello Ges\u00f9 Cristo, ma un uomo che vuol far vedere quanto \u00e8 umile <em>in quanto uomo<\/em>, e perci\u00f2 pecca di superbia: e si vede, eccome, quanto gli fa piacere essere ammirato nella sua umilt\u00e0: sprizza orgoglio da tutti i pori. Se dovessimo riassumere in un solo concetto la caratteristica della neochiesa, il segno pi\u00f9 evidente da cui la si pu\u00f2 riconoscere, \u00e8 questo: la mancanza di umilt\u00e0, l&#8217;incapacit\u00e0 di prendere veramente a modello Ges\u00f9 Cristo, che ha raccomandato: (<em>Mt<\/em> 11,29): <em>Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime<\/em>. Ma le anime dei neopreti non trovano ristoro, perch\u00e9 ardono di superbia e narcisismo: \u00e8 il loro inferno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se dovessimo rispondere alla domanda: quando la Chiesa ha imboccato, in maniera decisiva e quasi ineluttabile, la china dell&#8217;autodistruzione; quando ha rotto i freni e permesso<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[243],"class_list":["post-28446","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-santa-vergine"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28446","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28446"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28446\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}