{"id":28442,"date":"2008-06-25T07:02:00","date_gmt":"2008-06-25T07:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/06\/25\/il-ritorno-come-duplice-esperienza-spirituale-della-conversione-e-del-nuovo-inizio\/"},"modified":"2008-06-25T07:02:00","modified_gmt":"2008-06-25T07:02:00","slug":"il-ritorno-come-duplice-esperienza-spirituale-della-conversione-e-del-nuovo-inizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/06\/25\/il-ritorno-come-duplice-esperienza-spirituale-della-conversione-e-del-nuovo-inizio\/","title":{"rendered":"Il ritorno come duplice esperienza spirituale della conversione e del nuovo inizio"},"content":{"rendered":"<p>Spesso i profeti dell&#8217;Antico Testamento adoperano la parola \u00abritorno\u00bb con una particolare suggestione e un <em>pathos<\/em> tutto speciale. Il concetto primario, naturalmente, \u00e8 quello del ritorno a Dio, ma correlato ad esso, e inestricabilmente congiunto con esso, vi \u00e8 anche quello del ritorno di Dio all&#8217;uomo: di Dio che non ripudia la sua sposa infedele, ma, perdonando i suoi continui tradimenti, l&#8217;attira ancora e sempre verso di s\u00e9, con la forza e la costanza del suo immenso amore. Cos\u00ec, ad esempio, avviene nel libro del profeta Osea, ove la vicenda biografica del profeta stesso, innamorato di una sposa &#8211; Gomer &#8211; che ha commesso ripetutamente adulterio, ma che egli non pu\u00f2 fare a meno di perdonare e di continuare ad amare, diviene una trasparente allegoria dell&#8217;amore a tutta prova di Dio nei confronti dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>La radice ebraica <em>\u0161wb<\/em>, \u00abritornare\u00bb, ricorre pi\u00f9 e pi\u00f9 volte nella letteratura biblica; e, come ha fatto osservare G. Fohrer, essa contiene sia il significato del ritorno al rapporto originario di Israele con JHWH, sia anche quello di un inizio assolutamente nuovo. Cos\u00ec, \u00abritornare\u00bb vuole dire, ad un tempo, convertirsi e ripartire: due movimenti dello spirito che, pur essendo distinti, formano una coppia inscindibile, che esprime un&#8217;azione vigorosa e coordinata.<\/p>\n<p><em>Convertirsi<\/em>: da \u00abconvertire\u00bb, nel senso etimologico di <em>cum vertere<\/em>, ossia \u00abvolgere, dirigere\u00bb, ma anche \u00abtrasformare, tramutare, far passare da uno stato ad un altro\u00bb: dunque, rivolgersi su se stesso, trasformare se stesso.<\/p>\n<p><em>Ripartire<\/em>: nel senso di fondare un nuovo inizio, di mettersi in cammino sulla giusta via come se fosse per la prima volta, cancellando il ricordo degli errori e delle cadute precedenti.<\/p>\n<p>Il ritorno, in senso spirituale, non \u00e8 quindi &#8211; semplicemente &#8211; un ripercorrere vecchie vie, un rivivere esperienze gi\u00e0 consumate; non \u00e8 qualche cosa di &quot;vecchio&quot; e di ripetitivo: al contrario, \u00e8 il riscoprire la gioia e la bellezza di quanto si era incominciato, e poi lasciato interrotto; \u00e8 ritrovare la parte migliore di se stessi, riconciliandosi con la propria verit\u00e0 profonda.<\/p>\n<p>Da ci\u00f2 l&#8217;atmosfera di freschezza, di esuberanza, di gioia, che caratterizza il ritorno spirituale, e che \u00e8 resa stupendamente dal profeta Isaia con l&#8217;immagine festosamente pittorica:<\/p>\n<p><em>Ho cancellato con la spugna<\/em><\/p>\n<p><em>I tuoi errori e le tue ribellioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Eccole, cancellate, scomparse,<\/em><\/p>\n<p><em>come nube che passa.<\/em> (44, 22).<\/p>\n<p>Nel concetto del ritorno, inoltre, \u00e8 implicita l&#8217;idea che il movimento retrogrado dell&#8217;uomo corrisponde a una apertura, a una accoglienza da parte di una realt\u00e0 che era rimasta fedelmente in attesa, che non aveva mai rifiutato l&#8217;uomo, a dispetto dell&#8217;ignoranza e della superbia che lo avevano indotto a sviarsi.<\/p>\n<p>Si ritorna, quindi, non solo a qualche cosa di noto, ma anche a qualche cosa di accogliente; a qualche cosa che era rimasta ad attenderci.<\/p>\n<p>Per Isaia, si tratta della fedelt\u00e0 di Dio nei confronti dell&#8217;uomo:<\/p>\n<p><em>Come un giovane sposa una ragazza,<\/em><\/p>\n<p><em>cos\u00ec il tuo creatore sposer\u00e0 te.<\/em><\/p>\n<p><em>Come l&#8217;uomo gioisce per la sua sposa,<\/em><\/p>\n<p><em>cos\u00ec il tuo Dio esulter\u00e0 per te.<\/em><\/p>\n<p>Ritornare \u00e8 dunque un incontrarsi: incontrarsi con quelle verit\u00e0 cui avevamo voltato le spalle; con quelle verit\u00e0 che giacciono nella parte pi\u00f9 profonda di noi stessi.<\/p>\n<p>Si realizza, pertanto, la gioia di un ritrovarsi: colui che si era allontanato ritrova colui che era rimasto in fedele attesa; le cose perdute sono ritrovate; rimorso e rimpianto si trasformano in consolazione e gioia.<\/p>\n<p>La maggior parte degli esseri umani, a un certo punto del loro cammino, si sviano dal giusto sentiero e si condannano, involontariamente, all&#8217;esilio; e, quel che \u00e8 pi\u00f9 grave, all&#8217;esilio nei confronti di se stessi.<\/p>\n<p>La maggior parte delle persone che si agitano, lottano, sperano, temono e inseguono vanamente miraggi di felicit\u00e0, sono degli esuli da se stessi: e non trovano quello che cercano, perch\u00e9 il loro procedere \u00e8 un girare in cerchio entro una valle arida e afosa. Credono di andare avanti, ma non fanno altro che allontanarsi dalla meta.<\/p>\n<p>Di ci\u00f2, ogni tanto, hanno come un presentimento; ma lo respingono lontano da s\u00e9, con un brivido di raccapriccio: altrimenti, dovrebbero riconoscere di aver sprecato gran parte della loro giornata terrena. E pi\u00f9 gli uomini vanno avanti lungo strade sbagliate, pi\u00f9 diventa difficile ammettere il proprio errore.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, la maggior parte degli esseri umani sono in ostaggio di se stessi: del proprio orgoglio, della propria vanit\u00e0, delle spiegazioni che dovrebbero dare &#8211; agli altri e a se stessi &#8211; qualora riconoscessero il proprio sbaglio o manifestassero apertamente la loro profonda frustrazione. Esuli in terra di Babilonia; ma con la cattiva coscienza di chi sa di non poter incolpare alcuno del proprio esilio<\/p>\n<p>Eppure, tornare dall&#8217;esilio dipende solo da loro: non dalla benevolenza di qualcun altro, come il re di Persia, Ciro.<\/p>\n<p>Ecco il <em>ritorno<\/em> come una riconquista dell&#8217;eredit\u00e0 perduta, un tornare in possesso dei propri diritti inalienabili: un movimento naturale, dunque, come quello della limatura di ferro attirata dalla forza magnetica verso la calamita.<\/p>\n<p>I movimenti naturali sono accompagnati dalla letizia, dall&#8217;esultanza, perch\u00e9 corrispondono a un ristabilimento del giusto ordine delle cose.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo che ritrova la via del ritorno procede con passo leggero, sfiorando quasi la terra; si direbbe che la stagione, la vegetazione, le persone e le cose partecipino della sua intima liberazione. \u00c8 un momento aurorale, un momento irripetibile, quando il mondo assiste allo spettacolo di chi si era smarrito, ma ha ritrovato la strada<\/p>\n<p>Se esiste un ordine nel mondo, allora anche un solo essere umano che trova la via del ritorno contribuisce a incrementare quell&#8217;ordine, a rafforzare la coesione e l&#8217;armonia del tutto; ed \u00e8 ovvio che ci\u00f2 sia accolto con manifestazioni di gioia.<\/p>\n<p><em>Lascerete Babilonia con gioia.<\/em><\/p>\n<p><em>Tornerete a casa nella pace.<\/em><\/p>\n<p><em>Davanti a voi, le montagne e le colline<\/em><\/p>\n<p><em>esulteranno di gioia,<\/em><\/p>\n<p><em>e tutti gli alberi della foresta<\/em><\/p>\n<p><em>batteranno le mani.<\/em> (Isaia, 55,12).<\/p>\n<p>Ritorno come conversione, dunque, e come radicale nuovo inizio.<\/p>\n<p>Un nuovo inizio che riscopre il senso di cose antiche; un nuovo inizio che parte da lontano e che vede l&#8217;individuo pi\u00f9 forte, pi\u00f9 sicuro, pi\u00f9 sereno, perch\u00e9 una benda gli \u00e8 caduta dagli occhi e in lui scorre la linfa di una nuova giovinezza, di un entusiasmo rinnovato.<\/p>\n<p>La cultura pagana ben conosceva il concetto del ritorno.<\/p>\n<p>Al tempo di Omero esisteva tutta una saga incentrata sui \u03bd\u03cc\u03c3\u03c4\u03bf\u03b9 degli eroi, da cui fu tratta anche la materia dell&#8217;<em>Odissea.<\/em> Ma il ritorno a casa dell&#8217;eroe greco &#8211; come, appunto, Odisseo.- \u00e8 mosso dal desiderio di ripristinare la situazione <em>ante quem<\/em>, prima del turbamento provocato nella sua vita dalla guerra di Troia. \u00c8 un ritorno nel finito, contro il volere avverso dei numi, sorretto dalla nostalgia di ci\u00f2 che si era lasciato prima di partire. Le spose, i figli, gli anziani genitori, la casa, gli amici, i luoghi e le cose della giovinezza (come, per Odisseo, il fedele cane Argo): sono questi i ricordi che tengono viva in cuore all&#8217;eroe la nostalgia del passato, e che gli danno la forza di lottare per riconquistarlo.<\/p>\n<p>Il concetto cristiano del ritorno \u00e8 qualcosa di profondamente diverso.<\/p>\n<p>Non \u00e8 solo la nostalgia del passato, non \u00e8 solo il desiderio di ripristinare una situazione felice che eventi esterni hanno turbato e divelto, per cos\u00ec dire, dalle sue radici.<\/p>\n<p>Il ritorno cristiano \u00e8 connesso al concetto kierkegaardiano della <em>ripresa<\/em>, ossia di un procedere ricordando; di un procedere in cui il passato, trasfigurato dall&#8217;evento della conversione &#8211; nel senso anzidetto &#8211; diventi sostanza e alimento di una speranza nel futuro.<\/p>\n<p>Per il cristiano, la speranza per antonomasia \u00e8 la speranza del <em>ritorno di Cristo<\/em>. Il ritorno vittorioso di colui che, sconfiggendo la morte, ha dischiuso un nuovo orizzonte alla storia del mondo, non pi\u00f9 dominata dall&#8217;idea del fato (come per i greci), ma dalla possibilit\u00e0 della scelta individuale e, quindi, della nuova dignit\u00e0 della persona, basata sulla libert\u00e0.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, per il cristiano, il ritorno \u00e8, in buona sostanza, il ritorno alla casa del Padre: dove ci sono molte dimore in attesa, secondo la promessa fatta da Ges\u00f9 nel corso dell&#8217;ultima cena. La parabola del figliol prodigo \u00e8 l&#8217;esemplificazione didattica di questo concetto: laddove il padre, cio\u00e8 Dio stesso, muove festoso incontro all&#8217;uomo che \u00e8 tornato da lui; mentre, nella cultura greca, la divinit\u00e0 \u00e8 spesso la causa della difficolt\u00e0 del ritorno (si pensi all&#8217;ira di Poseidone contro Odisseo) e fa tutto quanto \u00e8 in suo potere per ostacolarlo e ritardarlo.<\/p>\n<p>Certo, noi viviamo in un&#8217;epoca post-cristiana e dobbiamo avere ben chiaro &#8211; come lo aveva Kierkegaard, gi\u00e0 quasi due secoli fa &#8211; che la cristianit\u00e0 pi\u00f9 non esiste, e il cristianesimo \u00e8 tutto da rifare.<\/p>\n<p>Eppure, la trasformazione da esso operata nella nostra cultura \u00e8 stata cos\u00ec ampia e profonda, che ci \u00e8 ormai divenuto impossibile ragionare in termini che non siano di origine cristiana. Pertanto, anche l&#8217;ateo convinto, o l&#8217;agnostico, non possono fare a meno di pensare al ritorno nell&#8217;accezione ebraica di <em>\u0161wb<\/em> e non in quella greca di \u03bd\u03cc\u03c3\u03c4\u03bf\u03c2. Per noi, figli della civilt\u00e0 occidentale, il ritorno per eccellenza \u00e8 una conversione piuttosto che, semplicemente, un viaggio; e una ripresa assoluta, piuttosto che un nostalgico tuffo nel passato.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 il <em>tempo ritrovato<\/em> di Proust ha in s\u00e9 qualche cosa di pallido, di raccapricciante, di cadaverico; cos\u00ec come avviene per tutte quelle forme di ritorno al passato le quali partono dall&#8217;assunto che la storia sia, o debba essere, sufficiente a se stessa, che spieghi se stessa e che non possa n\u00e9 debba avere altri sistemi di riferimento al di fuori o al di sopra di s\u00e9.<\/p>\n<p>Con il cristianesimo, si \u00e8 fatta avanti una nuova idea del tempo e, quindi, anche una nuova idea del ritorno: per cui la dimensione del ritorno si sposa necessariamente con quella della promessa, dell&#8217;attesa e del compimento.<\/p>\n<p><em>Vado, ma per preparavi il posto<\/em>: questa, la solenne promessa fatta da Ges\u00f9 ai suoi discepoli, nel corso dell&#8217;ultima cena.<\/p>\n<p>A partire da quel momento, nella cultura occidentale \u00e8 penetrata un&#8217;idea affatto nuova e sconosciuta all&#8217;antichit\u00e0: quella del ritorno non come semplice ripristino di ci\u00f2 che \u00e8 stato, bens\u00ec come anticipazione di ci\u00f2 che dovr\u00e0 essere.<\/p>\n<p>Ritornare, nel senso cristiano dell&#8217;espressione, vuol dire gi\u00e0 aver posato un piede nei cieli nuovi e nella terra nuova, che infrangeranno per sempre il dominio del tempo &#8211; con il suo logico corollario, l&#8217;inevitabilit\u00e0 della morte &#8211; e fonderanno la dimensione dell&#8217;eterno.<\/p>\n<p>Sarebbe bello che gli uomini e le donne del terzo millennio, indipendentemente dal fatto di essere, o meno, dei credenti, si aprissero pienamente a questa accezione del concetto di <em>ritorno.<\/em> Cos\u00ec come vi \u00e8, per naturisti ed ecologisti, l&#8217;idea di un <em>ritorno alla Terra<\/em>, con una valenza sacrale che eccede, per sua natura, i limiti della sfera puramente materiale; altrettanto potrebbe farsi strada, fra tutti gli uomini di buona volont\u00e0, l&#8217;idea di un <em>ritorno a casa<\/em>, che \u00e8, poi, il ritorno alla nostra prima dimora, troppo a lunga trascurata e disdegnata; il ritorno al centro del nostro essere.<\/p>\n<p>Da l\u00ec, a comprendere che esso coincide con l&#8217;Essere senza determinazioni, senza attributi, puro nella sua luminosa sussistenza, il passo non \u00e8 lungo, per chi abbia la vista buona e una sufficiente dose di umilt\u00e0 e confidenza verso quella parte di noi che ci trascende, verso quella dimensione della vita che non si esaurisce nelle sue funzioni e nel suo orizzonte terreno.<\/p>\n<p>Come diceva Jean Vanier, che ogni vita \u00e8 una storia sacra; cos\u00ec possiamo anche affermare che ogni singolo ritorno \u00e8 una vicenda sacra, intima, irripetibile, che interroga ciascun essere umano nell&#8217;ambito della sua pi\u00f9 profonda nostalgia.<\/p>\n<p>Nostalgia non gi\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 passato, finito e superato, ma di ci\u00f2 che ci si apre dinanzi, alla luce bens\u00ec di quel passato, ma &#8211; anche &#8211; nella prospettiva di una eterna ripresa della parte migliore di noi stessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spesso i profeti dell&#8217;Antico Testamento adoperano la parola \u00abritorno\u00bb con una particolare suggestione e un pathos tutto speciale. 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