{"id":28435,"date":"2010-03-29T11:40:00","date_gmt":"2010-03-29T11:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/03\/29\/ciascun-atleta-sogna-di-ritirarsi-nel-magico-momento-in-cui-e-allacme-del-successo\/"},"modified":"2010-03-29T11:40:00","modified_gmt":"2010-03-29T11:40:00","slug":"ciascun-atleta-sogna-di-ritirarsi-nel-magico-momento-in-cui-e-allacme-del-successo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/03\/29\/ciascun-atleta-sogna-di-ritirarsi-nel-magico-momento-in-cui-e-allacme-del-successo\/","title":{"rendered":"Ciascun atleta sogna di ritirarsi nel magico momento in cui \u00e8 all\u2019acme del successo"},"content":{"rendered":"<p>Una delle figure poeticamente e umanamente pi\u00f9 riuscite di Virgilio, nel coro dei personaggi minori da lui creati, \u00e8 il pugile Entello, le cui gesta sono narrate nel V libro dell&#8217;\u00abEneide\u00bb. Ormai avanti negli anni, egli accetta di battersi un&#8217;ultima volta in occasione dei ludi celebrati da Enea in onore del primo anniversario della scomparsa del padre Anchise.<\/p>\n<p>Davanti a una platea emozionatissima, egli incrocia i cesti (armi, di per se stesse, ben pi\u00f9 temibili degli odierni guantoni) con il troiano Darete, che, forte della propria giovinezza, si mostra cos\u00ec arrogante da chiedere che gli venga assegnato il premio sena nemmeno battersi, visto che nessuno osa raccogliere la sua sfida.<\/p>\n<p>Ma Entello, punto nell&#8217;orgoglio dal re Aceste, sorge a difendere l&#8217;onore dei Siciliani e, bench\u00e9 tardo nei movimenti rispetto al pi\u00f9 agile e veloce avversario, finisce per impartirgli una lezione memorabile; e solo allora, ricevuto il premio, lo depone simbolicamente ai piedi del suo maestro, Erice, annunciando contemporaneamente il definitivo ritiro dall&#8217;agone.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 atleta che non sogni di fare come fece Entello: di ritirarsi dallo sport al culmine della gloria, invitto, con l&#8217;animo ancor pieno della legittima soddisfazione per una vittoria clamorosa, magari quando ha gi\u00e0 sorpassato l&#8217;et\u00e0 ideale per la propria specialit\u00e0 sportiva &#8211; che, come \u00e8 noto, varia dall&#8217;una all&#8217;altra &#8211; e non senza aver dato una lezione con i fiocchi ai pi\u00f9 giovani, ma talvolta un po&#8217; troppo baldanzosi, rivali.<\/p>\n<p>In fondo, la carriera di un atleta \u00e8 fatta di attimi, di istanti; e, anche se dietro quegli istanti vi sono mesi e anni di diuturni allenamenti e di sacrifici tanto tenaci quanto silenziosi, \u00e8 pur vero che il successo in una gara, che pu\u00f2 decidere l&#8217;esito di una intera carriera, pu\u00f2 arrivare con rapidit\u00e0 folgorante oppure, con altrettanta subitaneit\u00e0, pu\u00f2 eclissarsi per sempre, dopo essere apparso quasi a portata di mano.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 trattarsi dell&#8217;ultimo set di una partita di tennis, o dell&#8217;ultima tappa di un Giro d&#8217;Italia, o dell&#8217;ultimo round di un incontro di pugilato o, magari, dell&#8217;ultimo tiro in rete nei tempi supplementari di una partita di calcio.<\/p>\n<p>Chi non ricorda la maniera prodigiosa, quasi incredibile, con cui il pugile americano Gene Tunney, rialzatosi un istante prima del &quot;k. o. tecnico&quot;, strapp\u00f2 il titolo mondiale dei pesi massimi al micidiale Jack Dempsey, nel 1926; battendolo ancora a Chicago nel 1927, in maniera assolutamente convincente, per poi ritirandosi invitto?<\/p>\n<p>E chi non ricorda la spettacolare, fantastica volata con cui lo sprinter Marino Basso bruci\u00f2 sul filo del traguardo il connazionale Franco Bitossi, ai Campionati mondiali di ciclismo su strada del 1972, sul circuito francese di Gap?<\/p>\n<p>Oppure che dire della canoista tedesca, naturalizzata italiana, Josefa Idem &#8211; classe 1964 &#8211; che ai Giochi di Atene del 2004, all&#8217;et\u00e0 di quarant&#8217;anni e alla sesta Olimpiade consecutiva (nonch\u00e9 appena quindici mesi dopo aver partorito un figlio), vince la medaglia d&#8217;argento; e che alle Olimpiadi di Pechino del 2008, all&#8217;et\u00e0 decisamente fuori tempo massimo di quarantaquattro anni, riesce a strappare un altro argento?<\/p>\n<p>Quando, poi, l&#8217;atleta in questione \u00e8 una donna &#8211; perch\u00e9 negarlo? &#8211; allora la scelta del momento giusto per ritirarsi dalle competizioni acquista una dimensione ancora pi\u00f9 carica di pathos, perch\u00e9, in genere, coincide con il desiderio di lasciare ai propri tifosi e ammiratori un&#8217;immagine di s\u00e9 che sia legata anche alla giovinezza e alla bellezza; un po&#8217; come accade nella carriera di molte attrici o donne di spettacolo.<\/p>\n<p>Lo sport vive di emozioni, sia da parte del pubblico, sia dell&#8217;atleta che vi mette tutto se stesso, i propri sogni, la propria volont\u00e0 tesa al massimo verso il conseguimento della vittoria. Ciascuno si porta dentro i propri fantasmi da sconfiggere, i propri incubi da esorcizzare.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 stato forse anche il caso della canadese Guylaine Dumont, che ha perso la sorella quand&#8217;era ancora ragazza e che nella specialit\u00e0 del beach volley, praticato con perseveranza e intelligenza (ora tiene anche conferenze sulla psicologia dello sport), \u00e8 arrivata a sfiorare un successo clamoroso quando, ormai, la sua carta d&#8217;identit\u00e0 sembrava relegarla in un ruolo minore, se non addirittura consigliarla ad abbandonare.<\/p>\n<p>Nata il 9 ottobre 1967 a Saint Antoine de Tilly, nel Qu\u00e9bec francofono, alle XXVIII Olimpiadi, svoltesi ad Atene nel 2004, la Dumont, giocando in coppia con la connazionale Annie Martin (nata il 7 settembre 1981 a Sherbrooke e perci\u00f2 pi\u00f9 giovane di ben quattordici anni), \u00e8 giunta a disputare i quarti di finale: un risultato veramente di tutto rispetto, alla non pi\u00f9 giovane et\u00e0 di quasi trentasette anni, tale da coronare degnamente qualunque carriera sportiva.<\/p>\n<p>Sembravano quasi madre e figlia: l&#8217;atletica Dumont (1 metro e 75 d&#8217;altezza per 70 kg. di peso), con una discreta carriera ormai quasi tutta alle spalle, e la ventiduenne Martin, apparentemente fragile (1,70 per 60 kg.) che, invece, la carriera ce l&#8217;aveva ancora quasi tutta da giocare; eppure erano ottimamente assortite e ben sincronizzate nella divisione dei ruoli: la potenza e la consumata esperienza della giocatrice matura unite all&#8217;agilit\u00e0 e alla freschezza della principiante.<\/p>\n<p>Passando di successo in successo, negli ottavi di finale la coppia Dumont-Martin aveva stracciato la squadra cubana formata da Fernandez Grasset e Larrea Peraza, con un secco 2 a zero; e cos\u00ec era giunta ai quarti di finale, il 22 agosto, nella stessa giornata in cui il nostro duo formato da Lucilla Perrotta e Daniela Gattelli era stato eliminato inesorabilmente, per 2 a 1, dal tandem Cook-Sanderson.<\/p>\n<p>Guylaine Dumont ed Annie Martin erano scese in campo alle 16,30 contro la coppia statunitense formata da Kerry Walsh e Misty May: e aveva perso con un secco 2 a 0. Sconfitta onorevole, peraltro, visto che il 23 le due terribili americane avrebbero sconfitto per 2 a 0 anche le semifinaliste Holly McPeak ed Elaine Young e infine, il 24, si sarebbero aggiudicate l&#8217;oro, battendo, sempre per 2 a 0, anche l&#8217;ultima squadra avversaria: quella formata dalle brasiliane Shelda Beda e Adriana Behar. Per non parlare dell&#8217;oro ai Mondiali di Berlino del 2005, schiacciante conferma di un tandem veramente perfetto.<\/p>\n<p>Vi sono sconfitte, quindi, che valgono quasi come delle vittorie, almeno sul piano morale; se \u00e8 vero, come \u00e8 vero, che nello sport non conta solo il dato quantitativo, ma anche e soprattutto quello qualitativo. E la disputa dei quarti di finale \u00e8 stata certamente, per la Guylaine, un evento di questa categoria, di cui poter andare fieri.<\/p>\n<p>Purtroppo l&#8217;atleta canadese non ha saputo ritirarsi in tempo. Non ha compreso che quello era ormai l&#8217;apice della sua carriera; ed \u00e8 cos\u00ec che ha dovuto abbandonare, un anno dopo, con l&#8217;amaro sapore in bocca di una sconfitta bruciante, senza scuse.<\/p>\n<p>\u00c8 accaduto sulla sabbia dello Stadio Uniprix di Ottawa, il 27 agosto 2005, dove, giocando in coppia con la ventiduenne Caroline Fiset, ha subito la seconda e definitiva sconfitta all&#8217;Omnium di beach volley del Canada, con l&#8217;impietoso punteggio di 21 a 17 e di 21 a 12 in soli 34 minuti di gioco, ad opera delle tedesche Sara Goller e Laura Ludwig.<\/p>\n<p>Alla giovane Fiset, mortificatissima, non \u00e9 rimasto altro che dire: \u00abSono molto dispiaciuta perch\u00e9 avrei voluto offrire una migliore performance per la partita d&#8217;addio di Guylaine. Tuttavia posso dire di ritenermi veramente onorata di aver condiviso lo stesso terreno di gioco proprio con lei\u00bb. Parole gentili e cavalleresche, che tuttavia non saranno bastate a lenire, forse, l&#8217;amarezza della sconfitta per l&#8217;atleta ormai trentottenne.<\/p>\n<p>Ma la Dumont non \u00e8 il tipo da abbattersi; sportiva purosangue, l&#8217;ha presa con la pi\u00f9 grande filosofia. \u00abHo ancora la testa piena di progetti &#8211; ha detto, con invidiabile saggezza. &#8211; Quello che tiene in vita \u00e8 l&#8217;avere dei progetti. Spero di realizzarne ancora qualcuno.\u00bb<\/p>\n<p>Davanti a un cos\u00ec ammirevole spirito sportivo, nel senso pi\u00f9 ampio del termine, non si pu\u00f2 che rimanere ammirati.<\/p>\n<p>Lo sportivo \u00e8 sempre un essere umano che giunge al termine della propria carriera molto prima di quasi ogni altra categoria professionistica. Se lo sport fosse solo un mestiere, allora non avrebbe che da rallegrarsi di avere ancora tanta vita e tanta giovinezza (in termini anagrafici) da godersi; magari sfruttando, in un modo o nell&#8217;altro, la gloria passata.<\/p>\n<p>Ma lo sport, per coloro che lo hanno praticato con autentica passione, non \u00e8 mai un semplice capitolo della propria vita; \u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 grande: qualcosa di totale. Allontanarsi da esso non \u00e8 mai cosa facile; e ancor meno, allorch\u00e9 la propria carriera ha oltrepassato la parabola ascendente per iniziare il malinconico declino.<\/p>\n<p>Un uomo o una donna che abbiano dato allo sport tutti se stessi, non possono non sentirsi turbati da quel momento, per quanto possano essere stati cos\u00ec fortunati da costruirsi altre ragioni di vita, ad esempio mettendo su famiglia e crescendo dei figli. Personalmente, abbiamo sempre trovato un po&#8217; patetici gli sportivi che campano di pubblicit\u00e0 televisive al termine di una pi\u00f9 o meno onorata carriera: recitano la caricatura di se stessi.<\/p>\n<p>No, non pu\u00f2 essere quello il modo giusto per conciliarsi con il proprio passato; come non lo era per Toro Seduto allorch\u00e9 si esibiva, a beneficio degli uomini bianchi, nel grande circo di Buffalo Bill, il massacratore di bisonti e lo scout che tante volte aveva guidato le giacche azzurre nelle loro ingiuste e spietate campagne di guerra contro i pellerossa.<\/p>\n<p>Il modo giusto \u00e8 quello indicato nella sua intervista da Guylaine Dumont: mantenersi sempre giovani e freschi, perch\u00e9 sempre pieni di sogni e di progetti: e questo sia quando si \u00e8 nel pieno della propria carriera sportiva o professionale, sia quando giunge il momento di ritirarsi e lasciare spazio alle nuove generazioni. Gli uomini e le donne muoiono quando non hanno pi\u00f9 nulla da sognar;, quando il mondo, per essi, ha perduto tutto il suo incanto.<\/p>\n<p>Il beach volley (che \u00e8 diventata una disciplina olimpionica solo nel 1996) \u00e8 una specialit\u00e0 severissima: bench\u00e9 si giochi con le stesse regole della pallavolo, ma su un campo pi\u00f9 piccolo (otto metri per sedici, in luogo di nove per diciotto), il carattere anelastico della sabbia, il calore bruciante e le imprevedibili variazioni delle condizioni atmosferiche, magari nell&#8217;arco della stessa partita, lo rendono estremamente faticoso. Senza contare che il diverso tipo di sabbia, e specialmente il fatto che sia umida o molto secca, possono svantaggiare da un giorno all&#8217;altro i favoriti della vigilia, o viceversa.<\/p>\n<p>\u00c8 per questo che quanti lo praticano intensamente sviluppano una muscolatura impressionante in ogni parte del corpo e, al tempo stesso, una agilit\u00e0 e una prontezza di riflessi a tutta prova, per anticipare le mosse dell&#8217;avversario.<\/p>\n<p>Ai giocatori (e alle giocatrici) di beach volley si attagliano perfettamente i versi di Virgilio (\u00abAeneidos\u00bb, V, 199-200):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; tum creber anhelitus artus<\/p>\n<p>aridaque ora quatit sudor fluit undique rivis.\u00bb<\/p>\n<p>Cio\u00e8 (nella traduzione di Enzio Cetrangolo (in: \u00abVirgilio. Tutte le opere\u00bb, Firenze, Sansoni, 1983, pp. 430-433):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230;intanto un respiro affannoso dilacera i petti<\/p>\n<p>ed aride rende le labbra; a rivi scorre il sudore.\u00bb<\/p>\n<p>La verit\u00e0, tuttavia, \u00e8 che ogni singola disciplina sportiva richiede dedizione e spirito di sacrificio; ed \u00e8 un&#8217;alta palestra di vita, se praticata con assoluta lealt\u00e0 verso se stessi, vale a dire senza ricorrere ad anfetamine o altri tipi di droghe (giacch\u00e9 bisogna chiamare le cose con il loro nome) atte a ridurre l&#8217;appetito e quindi il peso e, contemporaneamente, a migliorare le prestazioni atletiche.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 ogni sport merita rispetto e pu\u00f2 costituire una eccellente formazione del carattere per un giovane, oltre che &#8211; ovviamente &#8211; un notevole contributo al suo benessere complessivo, fisico ed anche spirituale.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un valore in se stesso, tuttavia, ma pu\u00f2 divenirlo: a seconda di come sia vissuto, alla luce di quali motivazioni, in vista di quali fini e traguardi.<\/p>\n<p>\u00c8 formativo, d&#8217;altra parte, perch\u00e9 in esso non incontra alcun successo la deprecabile filosofia, oggi tanto largamente diffusa, del &quot;tutto e subito&quot;. Al contrario, esso richiede pazienza, tenacia e perfino una certa dose di stoicismo, dal momento che i risultati &#8211; cos\u00ec come in altri campi della vita, primo fra tutti la pratica di uno strumento musicale &#8211; possono giungere solo dopo un lungo e paziente tirocinio.<\/p>\n<p>Nei giochi di squadra, poi, diventa fondamentale un altro aspetto: l&#8217;affiatamento con il compagno o i compagni; nonch\u00e9 la capacit\u00e0 di creare una sinergia, al fine di puntare non alla propria affermazione personale, o non principalmente e prioritariamente ad essa, ma al successo finale della propria squadra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle figure poeticamente e umanamente pi\u00f9 riuscite di Virgilio, nel coro dei personaggi minori da lui creati, \u00e8 il pugile Entello, le cui gesta sono<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30196,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[61],"tags":[92],"class_list":["post-28435","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-sport","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-sport.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28435","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28435"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28435\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30196"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28435"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28435"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28435"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}