{"id":28431,"date":"2018-05-21T07:04:00","date_gmt":"2018-05-21T07:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/21\/risuscitare-la-pietas-per-ricostruire-la-civilta\/"},"modified":"2018-05-21T07:04:00","modified_gmt":"2018-05-21T07:04:00","slug":"risuscitare-la-pietas-per-ricostruire-la-civilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/21\/risuscitare-la-pietas-per-ricostruire-la-civilta\/","title":{"rendered":"Risuscitare la pietas per ricostruire la civilt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Gli antichi lo sapevano, il lettore dell&#8217;<em>Eneide<\/em> lo sa bene, lo sapevano i nostri nonni quando ci insegnavano la devozione, il rispetto e la gratitudine verso Dio, verso la Patria e verso la Famiglia. Ma poi \u00e8 arrivata la modernit\u00e0; \u00e8 partita da lontano, strisciando come una serpe, e infine \u00e8 esplosa nel 1968, seminando macerie che tuttora ingombrano la nostra via: e una montagna di disprezzo si \u00e8 abbattuta sulla triade Dio, Patria e Famiglia. Pi\u00f9 in generale, il sentimento della <em>pietas<\/em> \u00e8 stato ridicolizzato e praticamente distrutto; ora lo dobbiamo resuscitare, se vogliamo sopravvivere. Di fatto, non esiste civilt\u00e0 senza la <em>pietas<\/em>: smarrire quest&#8217;ultima equivale a precipitare nella barbarie. Infatti, quella in cui viviamo non \u00e8 una civilt\u00e0, ma una barbarie costituita.<\/p>\n<p>Ecco una buona definizione del concetto latino di <em>pietas<\/em> (in: N. Flocchini-P. Guidotti Bacci, <em>Percorsi scelti. Antologia di autori latini per il biennio<\/em>, Milano, Bompiani, 2003, p 364):<\/p>\n<p><em>Il sostantivo &quot;pietas&quot; \u00e8 uno di quelli che continuamente ci ricordano come ogni traduzione sia sempre limitata, parziale inadeguata: comunque lo si traduca, andr\u00e0 perduto buona parte del suo significato, a meno di non renderlo con una lunghissima perifrasi.<\/em><\/p>\n<p><em>I Romani indicavamo con &quot;pietas&quot; la scrupolosa osservanza degli obblighi sostanziali e formali verso coloro ai quali si doveva riconoscenza e gratitudine:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; \u00e8 innanzitutto sentimento di venerazione per gli dei e osservanza delle pratiche religiose;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; \u00e8 accettazione degli obblighi del buon cittadino che ama in primo luogo la patria e quindi se stesso e gli altri;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; \u00e8 infine scrupoloso adempimento dei doveri che ci legano ai genitori, ai parenti, agli amici e, in definitiva, all&#8217;umanit\u00e0 intera.<\/em><\/p>\n<p><em>La &quot;pietas&quot; \u00e8 dunque una virt\u00f9 non individuale, ma sociale, in quanto propone un ideale di uomo che per realizzarsi deve sentirsi armonicamente inserito entro una fitta trama di rapporti, strutturati secondo una precisa gerarchia di valori (Dio, Patria, Genitori, Famiglia).<\/em><\/p>\n<p><em>In italiano forse non esiste una parola che racchiuda in s\u00e9 il medesimo complesso significato: di qui le difficolt\u00e0 del traduttore costretto a scegliere, a seconda del contesto, uno soltanto dei valori che il vocabolo latino possiede. Il termine viene cos\u00ec reso talvolta con &quot;religiosit\u00e0&quot;, talora con &quot;rispetto&quot; o con &quot;amore&quot;. Men che meno rende la ricchezza del vocabolo latino la parola italiana &quot;piet\u00e0&quot;, che pure da esso deriva ma che definisce soltanto uno degli ambiti della &quot;pietas&quot; e cio\u00e8 il sentimento della &quot;compassione&quot; suscitato<\/em> <em>in noi dalle altrui sofferenze, sentimento che in latino era reso con &quot;misericordia&quot;.<\/em><\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, la <em>pietas<\/em> \u00e8 un sentimento che non pu\u00f2 essere resuscitato cos\u00ec com&#8217;era originariamente, per la semplice ragione che era l&#8217;espressione di una civilt\u00e0 ben precisa, quella dei romani, e trova la sua perfetta espressione poetica nell&#8217;episodio della fuga di Enea da Troia in fiamme: il <em>pius<\/em> eroe si preoccupa, a prezzo di gravi pericoli, di portare in salvo il vecchio genitore Anchise, il figlioletto Ascanio, la moglie Creusa (che si perder\u00e0 nella confusione) e le statuette degli dei Penati. Non esiste l&#8217;equivalente della <em>pietas<\/em> nella civilt\u00e0 moderna, perch\u00e9 il rapporto dell&#8217;uomo con la divinit\u00e0, con la patria e con la famiglia \u00e8 profondamente cambiato, cos\u00ec come sono cambiate, in se stesse, le ultime due istituzioni, mentre \u00e8 cambiata l&#8217;idea stessa del divino; o, per dir meglio, \u00e8 stata praticamente abbandonata. Quando fin\u00ec la civilt\u00e0 greco-romana., nacque la civilt\u00e0 cristiana e la <em>pietas<\/em> venne integrata, e in definitiva sostituita, da un nuovo sentimento, pi\u00f9 ampio e comprensivo, pi\u00f9 affettuoso e pi\u00f9 attento anche alla dimensione del bene dovuto a se stessi (ama il prossimo <em>come<\/em> te stesso, raccomanda Cristo; mentre nella <em>pietas<\/em> vi \u00e8 un certo stoicismo che fa passare i bisogni dell&#8217;io in secondo piano, almeno secondo la nostra mentalit\u00e0): la <em>caritas<\/em>. Integrata e arricchita dalla <em>caritas<\/em>, la <em>pietas<\/em> non \u00e8 scomparsa, ma si \u00e8 trasformata: la rivoluzione cristiana consiste innanzitutto in una concezione pi\u00f9 familiare e pi\u00f9 paterna di Dio, che spinge il suo amore per gli uomini sino a farsi uomo e a soffrire e morire per essi, e insegna loro, cos\u00ec, la fratellanza universale, nel segno della sua paternit\u00e0. Dio diventa <em>Abba<\/em>, Padre: questa \u00e8 la grande novit\u00e0; e gli uomini, di conseguenza, diventano tutti fratelli gli uni per gli altri: agli occhi di Dio non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 greco n\u00e9 giudeo, libero n\u00e9 schiavo, maschio n\u00e9 femmina, dice san Paolo, perch\u00e9 sono tutti suoi figli. Dunque, mentre la <em>pietas<\/em> ha a che fare con la citt\u00e0-stato del mondo greco e poi romano (perch\u00e9 Roma, non dimentichiamolo, nasce come <em>polis<\/em> e poi diventa impero), la <em>caritas<\/em> si estende a tutta la famiglia umana, perch\u00e9 il requisito che si richiede per farne parte non \u00e8 l&#8217;appartenenza a una compagine specifica, ma il riconoscimento di Ges\u00f9 Cristo come Figlio di Dio e l&#8217;accoglienza della sua Buona Novella. La transizione dall&#8217;una all&#8217;altra, dall&#8217;esclusivismo all&#8217;universalismo, \u00e8 stata resa possibile dal fatto che il cristianesimo ha trovato il suo terreno di coltura non nella chiusa societ\u00e0 giudaica, dove era nato, e neppure nelle comunit\u00e0 giudaiche della Diaspora, ma proprio nei centri vitali dell&#8217;Impero Romano e quindi si \u00e8 in qualche misura adattato a una situazione nuova, peraltro esplicitamente prefigurata da Ges\u00f9 Cristo nel suo invito agli Apostoli affinch\u00e9 andassero <em>in tutto il mondo<\/em> a battezzare e predicare il Vangelo. Le dimensioni &quot;universali&quot; dell&#8217;Impero Romano favorirono questa tendenza, che era presente, ma ancora allo stato embrionale, nel cristianesimo delle origini, cos\u00ec come la favor\u00ec, paradossalmente, il sostanziale rifiuto da parte degli ebrei. Se il giudaismo, trasformandosi, avesse riconosciuto in Ges\u00f9 il Messia tanto atteso, e sia pure dopo la sua morte, forse il cristianesimo non avrebbe raggiunto quella estensione psicologica e teologica universale che, invece, lo ha caratterizzato sin dall&#8217;inizio, non appena ebbe attecchito nelle citt\u00e0 greche dell&#8217;Asia Minore, nella Grecia stessa e, infine, a Roma e in Italia. In quel contesto storico esistevano le condizioni, anche sociali e culturali, perch\u00e9 il cristianesimo divenisse davvero la religione universale che oggi conosciamo; condizioni che non vi sarebbero state se Roma non avesse unificato il bacino del Mediterraneo e inglobato una buona met\u00e0 dell&#8217;Europa prima che esso cominciasse ad espandersi. Dopo la caduta dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente, infatti, non solo l&#8217;espansione del cristianesimo conobbe una battuta d&#8217;arresto, ma la sua sopravvivenza fu perfino messa in forse in alcune province poco romanizzate, come la Britannia (la quale, di fatto, dovette essere evangelizzata una seconda volta). La penetrazione nei territori che non avevano mai fatto parte stabilmente dell&#8217;Impero, oltre il Reno e il Danubio, fu lenta e faticosa; oltre l&#8217;Elba e ancora pi\u00f9 in l\u00e0, oltre l&#8217;Oder e la Vistola, fu ancora pi\u00f9 lenta e difficile: nel 1300 la resistenza dei Lituani, attaccati al loro paganesimo quanto e pi\u00f9 dei Germani, era ancora assai forte, mentre in Russia prosperava il khanato islamico dell&#8217;Orda d&#8217;oro.<\/p>\n<p>Nel corso del Medioevo il cristianesimo fin\u00ec per estendersi a gran parte dell&#8217;Europa, mentre il sorgere e l&#8217;aggravarsi della minaccia islamica ebbe la funzione di pungolarlo e di costringerlo a tenersi sempre in guardia, sia militarmente che spiritualmente, perch\u00e9 il destino della Siria, dell&#8217;Egitto, dell&#8217;Asia Minore e, infine, della stesa Bisanzio, aveva insegnato ai cristiani che dovevano prepararsi a soccombere, qualora non fossero stati capaci di difendersi. E chi non ha capito questo, non pu\u00f2 capire nulla delle Crociate, che furono realmente, a dispetto di quel che dice la vulgata progressista, delle guerre difensive, quelle che oggi si direbbero, in linguaggio tecnico militare, delle campagne &quot;di alleggerimento&quot; o di &quot;contenimento&quot;. Una volta che il cristianesimo coincise, pi\u00f9 o meno, con l&#8217;Europa, e una volta che esso svilupp\u00f2 la consapevolezza che, per sopravvivere, doveva anche essere pronto a lottare, la <em>caritas<\/em> assunse l&#8217;abito mentale del crociato e del paladino, e si manifest\u00f2, idealmente, nei romanzi e nei poemi epico-cavallereschi di matrice feudale (dei quali <em>l&#8217;Orlando innamorato<\/em>, l&#8217;<em>Orlando furioso<\/em> e la stessa <em>Geusalemme liberata<\/em> sono solo l&#8217;imitazione tardiva, superficiale e irriverente, poich\u00e9 in essi non c&#8217;\u00e8 quasi nulla dell&#8217;<em>epos<\/em>, n\u00e9 dell&#8217;<em>ethos<\/em> originari). Gli ordini monastico-cavallereschi sintetizzano pienamente la fusione dei valori aristocratici e feudali, nonch\u00e9 guerreschi, con quelli religiosi, e pi\u00f9 precisante ascetici e mistici: una sintesi che oggi ci risulta totalmente incomprensibile, perch\u00e9 quanto di pi\u00f9 lontano immaginabile dalla <em>forma mentis<\/em> moderna, che vi coglie solo la contraddizione fra il pacifismo evangelico e la violenza guerriera. Tale incomprensione, per\u00f2, \u00e8 un problema tutto nostro, o, per essere pi\u00f9 precisi, \u00e8 originata dalla tipica ipocrisia della civilt\u00e0 moderna, fondata sul totalitarismo democratico e buonista. I moderni trovano che non vi sia alcuna contraddizione fra il rispetto dei diritti dei popoli e le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, oppure fra il sentimento umanitario e i milioni di morti innocenti causati, quali &quot;effetti collaterali&quot;, dagli interventi militari anglo-americani in Afghanistan, in Iraq, in Libia e in Siria, ufficialmente motivati dalla sollecitudine verso le povere popolazioni locali, oppresse da regimi dittatoriali e criminali. Per\u00f2, se si parla dei Cavalieri templari, o della santa Inquisizione, i moderni si scandalizzano, digrignano i denti e sibilano, con Voltaire, <em>\u00e9crasez l&#8217;inf\u00e2me!<\/em>, pensando a tutto il male che la religione cristiana ha recato al genere umano e alla doppiezza della Chiesa cattolica, che predica l&#8217;amore universale e poi non esita a ricorrere al ferro e al fuoco contro i suoi nemici. La disonest\u00e0 intellettuale consiste nel giudicare, e assolvere sistematicamente, se stessa, sotto l&#8217;angolo visuale dell&#8217;ideologia democratica, e, viceversa, nel giudicare, e nel condannare sistematicamente, la civilt\u00e0 cristiana del Medioevo, non considerandola nella prospettiva che le \u00e8 propria, ma nella sua, quella moderna. Se si guarda alla civilt\u00e0 cristiana come fatto storico, e non come fatto ideale ed astratto, si vedr\u00e0 che il Medioevo \u00e8 stato forse l&#8217;epoca ideologicamente pi\u00f9 coerente e meno ipocrita nella storia d&#8217;Europa, in cui gli uomini &#8212; papi, imperatori, vescovi, signori feudali, crociati, monaci, sacerdoti &#8211; avevano il coraggio di chiamare le cose con il loro nome, senza nascondersi dietro il velo dell&#8217;ipocrisia. Non diciamo che le Crociate o l&#8217;Inquisizione fossero perfettamente coerenti con il Vangelo, al contrario; nondimeno, diciamo che le Crociate e l&#8217;Inquisizione (che furono meno orrende, fatte le proporzioni, di tante istituzioni moderne e buoniste, dalle &quot;guerre umanitarie&quot; alla sedia elettrica) sono state pienamente coerenti con la civilt\u00e0 cristiana medievale, con i suoi presupposti, con le sue prospettive, con i suoi valori. Questo, se si ha l&#8217;onest\u00e0 di guardare gli esseri umani per quello che sono e se non si pretende che ogni cristiano sia anche un santo, ma si riconosce che la santit\u00e0 \u00e8 il <em>modello ideale<\/em> del cristiano; e se si accetta di guardare anche la santit\u00e0 come fatto umano, perci\u00f2 storico, e non come realt\u00e0 disincarnata e &quot;perfetta&quot;. I santi sono uomini, e, umanamente parlando, possono avere i limiti e anche i pregiudizi del loro tempo; e non \u00e8 nemmeno detto che siano dei &quot;pacifisti&quot; nel senso che intendono, oggi, gli intellettuali di sinistra, o gli stessi cattolici progressisti, per il semplice fatto che il Vangelo predica l&#8217;amore, ma non \u00e8 &quot;pacifista&quot; nel senso ideologico (e tipicamente moderno) del termine, cos\u00ec come non \u00e8 animalista, o ecologista, o ambientalista, eccetera. San Bernardino da Siena \u00e8 stato un grande santo, ma alcuni suoi sermoni, che attiravano immense folle di uditori, sicuramente dispiacerebbero alquanto alla sensibilit\u00e0 moderna, specie a quella progressista (e infatti non vengono mai citati), dato che si scagliano con molta energia contro la pratica del&#8217;usura attuata massimamente dagli ebrei, configgendo cos\u00ec frontalmente con uno dei massimi tab\u00f9 odierni del <em>politically correct<\/em>.<\/p>\n<p>Dunque, non possiamo resuscitare la <em>pietas<\/em> di Enea, e neppure la <em>caritas<\/em> medievale, e tuttavia, se vogliamo sperare di sopravvivere, invertendo il corso disastroso della modernit\u00e0, che ci trascina verso l&#8217;abisso dell&#8217;auto-distruzione, possiamo e dobbiamo resuscitare qualcosa di equivalente ad entrambi, una sintesi ulteriore, arricchita da ci\u00f2 che ci hanno insegnato, e sia pure in negativo, i secoli della modernit\u00e0. La cosa pi\u00f9 importante che ci hanno insegnato, se vogliamo far tesoro della nostra storia, \u00e8 che l&#8217;uomo non pu\u00f2 far da solo, non pu\u00f2 farsi metro e misura di tutte le cose, ma che trova la sua giusta misura, la sua ragion d&#8217;essere e lo scopo della sua esistenza in Dio; e non in un Dio qualsiasi, ma nel solo Dio che non lo ha ingannato, non lo ha tradito e non lo ha allontanato da se stesso, ma che ha saputo valorizzare la sua parte migliore: il Dio cristiano. Ecco perch\u00e9 l&#8217;affermazione del signor Bergoglio, <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>, \u00e8 doppiamente scandalosa e fuorviante: perch\u00e9 viene da un papa e perch\u00e9 vanifica la lezione di duemila anni di storia. L&#8217;uomo moderno, in particolare, ha provato ad adorare parecchi dei: la ragione, la scienza, il progresso, la tecnica, il benessere, seguendo molti falsi profeti; ma ha collezionato disastri, sofferenze e crudelt\u00e0 inaudite. Solo in Ges\u00f9 Cristo ha conosciuto e sperimentato il vero Dio, che non delude, non inganna e non tradisce. Tuttavia \u00e8 un Dio esigente, perch\u00e9 pretende che ciascun uomo prenda su di s\u00e9 la propria croce, come condizione indispensabile per seguirlo. Il rifiuto della croce \u00e8 il tratto pi\u00f9 tipico della falsa chiesa modernista, cos\u00ec come di tutta la cultura moderna: Cristo senza croce \u00e8 solo un inganno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli antichi lo sapevano, il lettore dell&#8217;Eneide lo sa bene, lo sapevano i nostri nonni quando ci insegnavano la devozione, il rispetto e la gratitudine verso<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[110,117],"class_list":["post-28431","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-civilta","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28431","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28431"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28431\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28431"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28431"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28431"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}