{"id":28430,"date":"2015-10-21T09:41:00","date_gmt":"2015-10-21T09:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/21\/la-resurrezione-di-cristo-e-un-fatto-storico\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:41","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:41","slug":"la-resurrezione-di-cristo-e-un-fatto-storico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/21\/la-resurrezione-di-cristo-e-un-fatto-storico\/","title":{"rendered":"La resurrezione di Cristo \u00e8 un fatto storico?"},"content":{"rendered":"<p>Quella tomba vuota, cos\u00ec come descritta dagli evangelisti, turba da secoli la coscienza degli studiosi e delle persone comuni: \u00e8 una sfida ai canoni oggi universalmente accettati dell&#8217;oggettivit\u00e0 e della scientificit\u00e0. Ma che cosa vuol dire &quot;oggettivo&quot;, che cosa vuol dire &quot;scientifico&quot;? Siamo proprio sicuri di saperlo? Di possederne realmente il concetto, oltre che di avere sottomano la definizione formale?<\/p>../../../../n_3Cp>Quella tomba vuota, fuori di Gerusalemme, rimanda, a sua volta, a un evento, presentato come tale dai discepoli di Cristo, ma tenacemente negato non solo dai loro oppositori, allora come oggi, bens\u00ec anche da tutti coloro i quali, in nome, appunto, della oggettivit\u00e0 e della scientificit\u00e0, rifiutano di ammettere, in linea di principio, anche la sola <em>possibilit\u00e0<\/em> di un fatto come la risurrezione, cos\u00ec come quella di qualsiasi altro miracolo: perch\u00e9 i miracoli, essi dicono &#8212; da Voltaire in poi -, non hanno nulla a che fare con la storia.<\/p>\n<p>E dunque: la risurrezione di Cristo deve essere considerata come un fatto storico, nel senso che a questo termine attribuisce, appunto, la disciplina storiografica? Oppure \u00e8 qualcosa di diverso, qualcosa che, pur collocandosi <em>anche<\/em> sul piano storico, per un altro verso lo eccede, ed entra nel campo del soprannaturale, la cui via d&#8217;accesso non \u00e8 la scienza, ma la fede? Ma, se \u00e8 cos\u00ec, quale speranza hanno di comprenderlo, proprio sul piano storiografico, coloro che vi si accostano senza l&#8217;elemento della fede e, quindi, senza l&#8217;ausilio della Grazia, ma solo con i gli strumenti della ragione naturale? Infine: pu\u00f2 il non credente capire qualcosa del <em>fatto<\/em> della resurrezione di Cristo? E, se s\u00ec, che cosa, e fino a che punto?<\/p>\n<p>Ci sembrano utili le riflessioni svolte su questo tema dal padre gesuita Fran\u00e7ois Varillon (nato a Lione nel 1905 e ivi deceduto nel 1978), amico del grande poeta Paul Claudel, in un breve saggio, destinato a una pubblica conferenza, scritto nel 1971-72 e intitolato, appunto, \u00abLa r\u00e9surrection du Christ est-elle un fait historique?\u00bb (da: F. Varillon, \u00abGioia di credere, gioia di vivere\u00bb; titolo originale: \u00abJoie de croire joie de vivre\u00bb, a cura di Bernard Housset, Parigi, Editions du Centurion, 1981; traduzione di Alberta Poltronieri Rizzi, Bologna, Centro Editoriale Dehoniano, 1984, pp. 81-83; 93-94):<\/p>\n<p><em>\u00abLa battaglia di Austerlitz \u00e8 un fatto storico, come pure la morte del generale De Gaulle. Anche la risurrezione di Cristo \u00e8 un fatto storico allo stesso modo? S\u00ec e no. La risurrezione \u00e8 a un tempo, e inscindibilmente, un fatto storico e un evento per la fede. Pi\u00f9 esattamente, \u00e8 un evento per la fede che comporta un fatto storico (senza il quale non si potrebbe parlare di evento). Fatto storico \u00e8 la testimonianza degli apostoli: degli uomini che avevano vissuto con Ges\u00f9 e l&#8217;avevano considerato il messia, hanno proclamato di averlo visto vivo dopo la sua morte sulla croce. Questa testimonianza, che \u00e8 storica, implica qualcosa che non \u00e8 storico, e che non pu\u00f2 esserlo: la risurrezione, come atto di passaggio dalla morte alla vita eterna, pu\u00f2 essere una realt\u00e0 soltanto per la fede. Gli apostoli non sono stati testimoni di questo fatto, e non potevano esserlo (nemmeno se fossero rimasti nel sepolcro di Cristo fino al mattino di pasqua). Infatti, per ci\u00f2 che riguarda questo mondo nel quale una cosa pu\u00f2 essere constatata, la risurrezione \u00e8 puramente e semplicemente una sparizione. Il corpo di Ges\u00f9 risorto non appartiene pi\u00f9 al nostro universo fisico dello spazio e del tempo. Di conseguenza \u00e8 impossibile constatare il passaggio &#8212; l&#8217;atto di passare &#8211; dalla morte alla vita eterna. Per questo la risurrezione di Ges\u00f9 non pu\u00f2 essere in nessun modo equiparata alla rianimazione di un cadavere, come nel caso di Lazzaro. La risurrezione di Lazzaro non \u00e8 il passaggio dalla morte alla vita eterna, al mondo di Dio, ma alla vita cos\u00ec com&#8217;era prima della morte. Lazzaro \u00e8 tornato in vita, alla sua vita di prima di morire. Quando mi rivolgo a dei bambini dico loro che, uscendo dalla tomba, Lazzaro forse ha starnutito, tossito, fatto apprezzamenti sul tempo (piove, c&#8217;\u00e8 il sole). In ogni caso, ha ritrovato i parenti, gli amici, il mondo cos\u00ec come l&#8217;aveva lasciato prima di morire, ha ripreso la sua vita e non \u00e8 stato dispensato dal morire una seconda volta, anche se non ha trovato la morte definitiva a Marsiglia, come vorrebbe la leggenda. Nulla in comune dunque tra ci\u00f2 che chiamiamo la risurrezione di Lazzaro (che \u00e8 piuttosto il miracolo di un cadavere rianimato) e la risurrezione di Ges\u00f9. L&#8217;elemento che possiamo considerare storico \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 stato oggetto per gli apostoli di una constatazione sensoriale o sensibile (per i sensi). Ora, quello che essi hanno constatato con i loro sensi, ci\u00f2 che \u00e8 stato per loro oggetto di una constatazione sensoriale, pu\u00f2 consistere soltanto in questo: la tomba vuota \u00e8 non tanto la manifestazione di Ges\u00f9 risorto quanto la manifestazione di qualcuno che si presenta loro, senza che essi lo riconoscano ancora come Ges\u00f9 vivente. Se lo avessero riconosciuto subito come Ges\u00f9 vivente, bisognerebbe dire che si trattava di un cadavere ri-animato. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Per lo storico che \u00e8 solo tale, la risurrezione di Cristo pone una domanda e un problema insolubile con i mezzi propri dello storico, una domanda che non si pu\u00f2 liquidare con spiegazioni di ordine empirico. \u00c8 una domanda insieme insolubile e ineludibile: non la si pu\u00f2 svuotare di senso, e, sul piano puramente storico, non la si pu\u00f2 risolvere. Non si tratta soltanto di un enigma storico, come l&#8217;identit\u00e0 della maschera di ferro o la nascita di Weygand. Si tratta di un problema che supera qualsiasi possibilit\u00e0 di soluzione (mi riferisco naturalmente al piano puramente storico). Non solo non \u00e8 risolto, ma non \u00e8 risolvibile. La risurrezione, a questo livello storico, non pu\u00f2 essere affermata come fatto storico; ma non pu\u00f2 nemmeno smettere di essere un problema storico, un problema oggettivamente posto. Dal punto di vista dello storico \u00e8 impossibile andare oltre. Ma nessuno storico \u00e8 solamente storico, cos\u00ec come nessuno scienziato \u00e8 solamente tale. Uno scienziato \u00e8 un uomo, e anche uno storico \u00e8 un uomo che pu\u00f2 essere sposato, avere dei bambini, essere musicista, essere credente&#8230; Ora, dal momento che \u00e8 un uomo, lo storico non pu\u00f2 rintanarsi nello studio di un oggetto accuratamente delimitato e considerato con l&#8217;indifferenza della scienza che \u00e8 solo scienza. Lo storico non pu\u00f2 evitare di sentirsi in prima persona impegnato nella storia: \u00e8 necessario allora che lasci parlare l&#8217;uomo che \u00e8 in lui, l&#8217;uomo che \u00e8 alle prese con il senso di questa storia. Impossibile che oggi non avverta la domanda, il problema posto da venti secoli di cristianesimo; impossibile che non si interroghi sul possibile senso divino della storia umana. Il fatto assolutamente originale della risurrezione di Cristo (diciamo meglio per non dare nulla per scontato: il fatto assolutamente originale della testimonianza degli apostoli sulla risurrezione di Cristo) non pu\u00f2 non porgli il problema di una &quot;dimensione trascendente&quot; della storia. Pu\u00f2 dunque ragionevolmente ammettere che il &quot;dito di Dio&quot; \u00e8 qui, presente, pu\u00f2 ammetterlo in quanto uomo che si interroga sul senso dell&#8217;esistenza umana. Bisogna andare oltre e aggiungere che questa \u00e8 l&#8217;unica ragionevole via d&#8217;uscita all&#8217;ineludibile problema? Ma questo esige che egli ammetta i limiti radicali della ragione umana nella sua funzione ermeneutica della concatenazione dei fenomeni. Egli deve anche, se vuole essere davvero serio, sviscerare una filosofia del corpo per comprendere che la scomparsa del cadavere di Ges\u00f9 non \u00e8 volatilizzazione della materia ma assunzione trasfigurante di questa materia in Dio. Gli sar\u00e0 sempre lecito rifiutare questa valutazione; allora per\u00f2 rimarr\u00e0 chiuso nella valutazione di un fatto sprovvisto di senso. Soltanto l&#8217;atto di fede apre al senso. Questo senso ci dice che la morte \u00e8 sconfitta, o che l&#8217;amore \u00e8 pi\u00f9 forte della morte. [&#8230;]\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Ecco un modo di ragionare chiaro, onesto, limpido: qui abbiamo un dire pane al pane e vino al vino. L&#8217;unica maniera onesta, per lo storico onesto, di accostarsi al <em>fatto<\/em> della resurrezione di Cristo, \u00e8 quello di non eludere il problema, di accettare la sfida di quella tomba vuota, la testimonianza degli apostoli e degli altri testimoni (le pie donne al sepolcro), perfino il mancato riconoscimento, in un primo tempo, di Cristo risorto e trasfigurato, da parte di Pietro e degli altri, sul mare di Galilea.<\/p>\n<p>Fin dall&#8217;antichit\u00e0, i nemici del cristianesimo si sono soffermati su quelle discrepanze, su quelle aporie nelle testimonianze di parte cristiana; e gi\u00e0 il filosofo Celso puntava il dito contro le apparenti contraddizioni: gli angeli che vegliavano presso il sepolcro, erano due o era uno solo? Come mai i racconti evangelici sono discordi? E come mai gli apostoli non hanno riconosciuto subito Ges\u00f9, quando \u00e8 apparso loro presso le rive del lago di Tiberiade? Eppure, una riflessione anche superficiale porta ad avvalorare la testimonianza dei Vangeli: se si fosse trattato di un imbroglio preordinato, i ciarlatani si sarebbero accordati in maniera da fornire una versione pi\u00f9 coerente e priva di contraddizioni.<\/p>\n<p>Sia come sia: resta il fatto che la storia \u00e8 storia delle cose umane, non \u00e8 teologia; e la resurrezione di Cristo &#8212; ben diversa, ha perfettamente ragione il Varillon, dalla rianimazione del cadavere di Lazzaro &#8212; non appartiene all&#8217;ambito delle cose umane, non appartiene alla dimensione terrena &#8212; o non solo alla dimensione terrena. Essa \u00e8, essenzialmente, un evento soprannaturale: al punto che &#8212; ha di nuovo ragione Varillon &#8212; se anche Pietro e Giovanni, o le pie donne, si fossero trovati all&#8217;interno del sepolcro, e se avessero vegliato dal venerd\u00ec sera alla domenica mattina, senza mai perdere d&#8217;occhio quel cadavere, nemmeno allora avrebbero visto qualcosa: perch\u00e9 l&#8217;occhio umano non pu\u00f2 vedere il soprannaturale, cos\u00ec come la mente umana non lo pu\u00f2 comprendere, e tanto meno lo pu\u00f2 spiegare.<\/p>\n<p>L&#8217;obiezione classica del razionalista intransigente, a questo punto, \u00e8 che, se un evento di ordine soprannaturale non \u00e8 umanamente percepibile, n\u00e9 comprensibile, n\u00e9 spiegabile, allora non ha nemmeno senso il fatto che lo storico se ne occupi: meglio farebbe ad ignorarlo, perch\u00e9 la storia non deve occuparsi di ci\u00f2 che esula dal suo ambito di competenza. Questa obiezione ha l&#8217;apparenza del ragionamento corretto, ma, a ben guardare, nasconde un sofisma. Infatti, la resurrezione di Cristo, per come la raccontano le fonti evangeliche e per come ne parlano le lettere paoline e gli altri testi neotestamentari, \u00e8 un <em>fatto<\/em>: un fatto narrato, e non una opinione. Naturalmente, per credere al <em>significato<\/em> di quel fatto, bisogna fare appello alla fede, cio\u00e8 ad una dimensione extrastorica; ma non per prendere atto, semplicemente, che alcune persone sostennero la realt\u00e0 di quel fatto. Ecco perch\u00e9 lo storico non pu\u00f2 eludere o ignorare la resurrezione di Cristo: perch\u00e9 ne parlano, e ne parlano come di cosa certa, alcune fonti coeve; e perch\u00e9 vi hanno creduto, come cosa vera, un discreto numero di persone, parte delle quali erano state testimoni, parte erano vissute all&#8217;epoca di quell&#8217;evento, pur senza averne avuto una esperienza diretta.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l&#8217;ambito della storia, questo \u00e8 il dovere dello storico: registrare le cose accadute e tramandate, comprese quelle la cui verit\u00e0 \u00e8 opinabile, e che gi\u00e0 all&#8217;epoca non erano universalmente accettate. Per\u00f2, per il solo fatto che se ne parlava, quelle cose afferiscono all&#8217;indagine storica: lo storico non deve eliminare dalla sua ricerca la Crociata dei fanciulli, o le stimmate di San Francesco d&#8217;Assisi, solo perch\u00e9 la prima non \u00e8 storicamente certa e le seconde non sono scientificamente verificabili: quel che conta, per lo storico, \u00e8 che di quei fatti si sia parlato come di cose reali, che siano entrati nell&#8217;immaginario collettivo, veri o non veri che fossero. Anche le origini della Grande paura del 1789 sono incerte; non si \u00e8 nemmeno capito se si tratt\u00f2 di una ondata d&#8217;isteria collettiva, o di un piani preordinato, o di una via di mezzo fra le due cose: per\u00f2 lo storico si prende la briga di studiarla, per poi inserirla nel quadro complessivo della Rivoluzione francese. Alla storia non appartengono solo le cose vere, o incontrovertibilmente vere; ma anche le cose che furono ritenute vere da alcuni e che furono, comunque, oggetto di credenza, e sia pure controversa.<\/p>\n<p>Il <em>significato<\/em> della Resurrezione, invece, esorbita dall&#8217;ambito della storiografia, perch\u00e9 si tratta di una questione prettamente teologica. Se non si crede in Dio, o, perlomeno, se non si ammette l&#8217;esistenza di Dio come una ragionevole ipotesi, non la si pu\u00f2 nemmeno concepire. Dunque non sar\u00e0 lo storico ad occuparsene, ma il teologo: essa, nel suo significato, \u00e8 oggetto di fede, non di storia. Lo storico, in quanto tale, deve fermarsi davanti a quel sepolcro vuoto, a quelle vesti ripiegate in un angolo, a quella pietra rotolata a fianco dell&#8217;ingresso. In quanto uomo, egli pu\u00f2 essere un credente, e allora pu\u00f2 spingersi oltre; in quanto storico, no. Per\u00f2 non deve nemmeno escludere a priori che qualcosa di soprannaturale sia avvenuto. Il soprannaturale \u00e8 la dimensione che si trova <em>oltre<\/em> quella naturale, non <em>contro<\/em> di essa: non smentisce la ragione, la affianca. Dunque, la porta resta socchiusa: lo storico non afferma e non esclude; sospende il giudizio. Ma la storia non \u00e8 una mera curiosit\u00e0 del passato: \u00e8 parte dell&#8217;umana ricerca della Verit\u00e0; come lo sono l&#8217;arte, la filosofia, la scienza, e, naturalmente, la religione. Ora, la storia ci fornisce un indizio ben preciso; altri indizi li forniscono la scienza, la filosofia, eccetera. E tutti convergono nella stessa direzione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella tomba vuota, cos\u00ec come descritta dagli evangelisti, turba da secoli la coscienza degli studiosi e delle persone comuni: \u00e8 una sfida ai canoni oggi universalmente<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[157],"class_list":["post-28430","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28430","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28430"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28430\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}