{"id":28425,"date":"2020-12-02T09:33:00","date_gmt":"2020-12-02T09:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/12\/02\/riscrivere-il-passato-ultimo-atto-del-suicidio-morale\/"},"modified":"2020-12-02T09:33:00","modified_gmt":"2020-12-02T09:33:00","slug":"riscrivere-il-passato-ultimo-atto-del-suicidio-morale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/12\/02\/riscrivere-il-passato-ultimo-atto-del-suicidio-morale\/","title":{"rendered":"Riscrivere il passato, ultimo atto del suicidio morale"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa mancava ancora affinch\u00e9 il nostro suicidio biologico, politico, finanziario, economico, giuridico e culturale fosse perfetto? La riscrittura del passato, il disconoscimento dei nostri avi, il disprezzo verso quelli che ci hanno generato e che ci hanno consegnato il nostro mondo, cos\u00ec come lo abbiamo sempre conosciuto. In pratica, il rifiuto radicale di noi stessi, indice di un odio implacabile contro ci\u00f2 che siamo, contro ci\u00f2 cha cui veniamo, contro ci\u00f2 che la nostra esistenza e la nostra civilt\u00e0 rappresentano, comunque le si voglia giudicare. Negli Stati Uniti i Black Lives Matter, fra le altre cose, rovesciano le statue di Cristoforo Colombo, l&#8217;infame europeo che, portando le caravelle sulle coste dell&#8217;America, apr\u00ec la strada agli infami <em>conquistadores.<\/em> In Francia e in Cile incendiano e distruggono le chiese, simbolo dell&#8217;immondo clericalismo e della perfida religione venuta dalla Galilea, oppio dei popoli e oscuramento della civilt\u00e0 mondiale per una ventina di secoli. In Egitto, in Siria, in Nigeria, in Kenya, in Indonesia, ammazzano i cristiani con le bombe nei mercati, oppure fermando le corriere e facendo scendere i viaggiatori: chi sa leggere il <em>Corano<\/em> \u00e8 salvo, chi non lo sa fare viene decapitato sul posto al grido di <em>Allah akhbar<\/em>. In Australia i giudici condannano un anziano cardinale perch\u00e9 un signore afferma che alcuni decenni prima, quand&#8217;era chierichetto, lo aveva palpeggiato in sacrestia, nella cattedrale di una grande citt\u00e0, subito dopo la santa Messa, cio\u00e8 in un luogo e in un momento in cui la chiesa era strapiena di gente, ma senza uno straccio di prova o di testimonianza: e la corte giudica l&#8217;accusato, lo condanna alla prigione e lo tiene al fresco per pi\u00f9 di un anno, nell&#8217;indifferenza dei mass-media, prima che qualcuno si accorga che forse qualcosa non ha funzionato quanto al rispetto dei diritti costituzionali del cittadino, e ne decreti la scarcerazione. E in Italia? In Italia vandalizzano le statue dei generali &quot;negrieri&quot; del XIX secolo; o, almeno, cos\u00ec ce la raccontano. Ciliegina sulla torta: i discendenti di quei personaggi storici, interpellati su tali atti di vandalismo, non trovano di meglio che approvare l&#8217;operato di chi ha voluto sensibilizzare gli italiani, evidentemente troppo distratti e un pochino inclini al razzismo, su questioni cos\u00ec urgenti e scottanti. Il tutto mentre l&#8217;ONU ha varato da vent&#8217;anni un piano d&#8217;invasione dell&#8217;Italia da parte di 100-200 milioni d&#8217;immigrati africani; le citt\u00e0 sono diventate invivibili anche a causa della criminalit\u00e0 dei clandestini; un governo asservito alla grande finanza criminale sta distruggendo l&#8217;economia con la scusa dell&#8217;emergenza sanitaria; migliaia di aziende, di alberghi, di esercizi commerciali sono costretti alla chiusura; e milioni d&#8217;italiani entrano a far parte del gi\u00e0 troppo numeroso esercito dei disoccupati e dei poveri, ridotti a sopravvivere della pubblica carit\u00e0.<\/p>\n<p>Facciamo un esempio. Antonio Baldissera \u00e8 stato un generale italiano. Nato a Padova nel 1838 e morto a Firenze nel 1917; suddito austriaco, la prima parte della sua carriera militare si \u00e8 svolta sotto le bandiere di Francesco Giuseppe, fino al 1866, quando combatt\u00e9 sul fronte boemo. Passato al Regio esercito dopo l&#8217;annessione del Veneto e lo scioglimento del giuramento di fedelt\u00e0 dei sudditi austriaci ivi residenti, fu inviato in Eritrea nel 1888-89, poi di nuovo nel 1896, dopo la battaglia di Adua, in sostituzione di Baratieri, sostituzione che anzi avrebbe dovuto avvenire prima e che fu la molla che spinse l&#8217;incauto Baratieri a forzare i tempi e ad andare incontro al disastro del 1\u00b0 marzo di quell&#8217;anno. Giunto sul teatro delle operazioni troppo tardi, Baldissera seppe contenere l&#8217;offensiva etiopica e sotto un altro governo, che avesse conservato i nervi saldi, quasi certamente avrebbe dato all&#8217;Italia una solenne rivincita. Prese infatti le misure necessarie, egli propose un&#8217;azione controffensiva, ma dopo la caduta di Crispi il governo di Rudin\u00ec aveva perso la testa e gli ordin\u00f2 di rientrare in patria, avendo deciso di firmare la pace di Addis Abeba del 26 ottobre 1896. Questa la sua storia. Non fu n\u00e9 un criminale di guerra, n\u00e9 uno schiavista, semmai gli schiavisti erano gli etiopi, e lo furono fino a quando Mussolini non conquist\u00f2 l&#8217;Etiopia nel 1936 e fece abolire la schiavit\u00f9. Non fu in alcun modo un militare moralmente peggiore di tanti altri, anzi esistono testimonianze di una sua moderazione nei confronti delle popolazioni africane, insolita in quei tempi e in quei luoghi. Lo conosciamo di nome sin da bambini, perch\u00e9 la nostra citt\u00e0 natale gli ha dedicato una via molto caratteristica, nel quartiere nord-occidentale, lontano dal centro ma sempre entro le mura; e lo ha fatto perch\u00e9 sua madre, dopo la morte precoce del marito, l&#8217;aveva mandato proprio l\u00e0 a frequentare le scuole primarie, sotto la protezione dell&#8217;arcivescovo Zaccaria Bricito, dopo di che era passato alla prestigiosa Accademia militare di Wiener Neustadt, nel 1849, all&#8217;et\u00e0 di soli undici anni. Altri tempi, un altro mondo. Nulla di disonorevole, dunque, nella vita di Antonio Baldissera: nessuna macchia, nessuna vergogna, nessuna atrocit\u00e0, neanche per gli standard dell&#8217;epoca; niente che consenta di qualificarlo un razzista o un tipico esponente dell&#8217;imperialismo. Se poi si vuol fare il processo al colonialismo europeo in quanto tale, appiattendo quel complesso fenomeno storico, che ebbe le sue ombre e le sue luci, e condannarlo in blocco come una pagina ignobile della storia europea, allora si potrebbero scegliere figure ben pi\u00f9 eloquenti, ad esempio quel generale tedesco Lothar von Trotha che il 2 ottobre 1904, nell&#8217;Africa Sud-Occidentale, eman\u00f2 il criminale ordine di sterminio (<em>Vernichtungsbefehl<\/em>) contro gli ottentotti Ova Herero, donne e bambini compresi, dopo che erano stati sconfitti militarmente e ridotti a una massa di fuggiaschi, disperati e assetati, sulle soglie del Deserto del Kalahari.<\/p>\n<p>Ma no. Dopo che il mondo occidentale si \u00e8 commosso per la morte del delinquente George Floyd, rapinatore a mano armata, e Laura Boldrini e alcuni deputati del Pd si sono platealmente inginocchiati alla Camera per onorare la sua memoria, gesto che si erano scordati di fare quando, ad esempio, era stato ritrovato tagliato a pezzi, dentro due valigie, il corpo di Pamela Mastropietro, la ragazza italiana diciottenne che aveva avuto la sfortuna d&#8217;imbattersi nello spacciatore nigeriano, Innocent Oseghale, immigrato clandestino e gi\u00e0 espulso da un programma di assistenza, che l&#8217;ha accoltellata e sezionata. Ebbene, nel clima di ardente commozione suscitato dalla vicenda di Floyd, e che ha avuto ripercussioni in tutto il mondo, grazie al ruolo svolto dai mezzi d&#8217;informazione mondialisti, tutti a libro paga dell&#8217;\u00e9lite finanziaria, gli stessi che ora ci martellano da mesi con il terrorismo psicologico per convincerci che siamo in preda a una pestilenza micidiale e che se non faremo il vaccino moriremo in massa, qualcuno ha pensato bene di prendersela proprio con il generale Antonio Baldissera, o almeno con la sua memoria. Il fatto non \u00e8 avvenuto nella nostra citt\u00e0 di nascita, che gli ha dedicato una strada, ma a Roma, dove, fra i 229 busti che adornano i giardini del Pincio, c&#8217;\u00e8 anche il suo. Gli ammiratori nostrani del Black Lives Matter &#8212; un movimento che, per quanti non lo sapessero, si \u00e8 reso responsabile d&#8217;innumerevoli violenze negli Stati Uniti, omicidi compresi &#8212; hanno imbrattato il busto del generale con della vernice rossa; per la precisione, gli autori della prodezza appartengono alla rete autonominatasi Restiamo Umani. \u00c8 in nome della umanit\u00e0, dunque, che hanno sfregiato quel busto e additato al pubblico disprezzo il ricordo di un uomo che ha servito con onore la sua patria, vale a dire la nostra, nonch\u00e9 l&#8217;esercito che la serviva e che ad essa aveva giurato fedelt\u00e0. Un suo discendente, l&#8217;ultimo, pare, residente proprio nella citt\u00e0 della nostra infanzia, richiesto di esprimere un parere, ha alzato le palle e osservato che suo bisnonno non era peggiore di tanti altri militari del tempo, ma che, se quel gesto \u00e8 servito a riportare all&#8217;attenzione i misfatti del colonialismo e a ricordare quanto grave sia il pericolo razzista che incombe oggi sul nostro Paese, allora ben venga la vernice rossa sul busto del suo avo: lui non ci trova niente di male e non ha nulla da obiettare (<a href=\"https:\/\/www.open.online\/2020\/06\/21\/ultimo-discendente-generale-negriero-vandalizza-busto-nonno-baldissera-riflettere\/\">https:\/\/www.open.online\/2020\/06\/21\/ultimo-discendente-generale-negriero-vandalizza-busto-nonno-baldissera-riflettere\/<\/a>). <em>Se questi gesti fanno riflettere, lo scopo \u00e8 raggiunto, ha detto tranquillamente<\/em>. Perfetta sintesi della cultura del Politicamente Corretto che oggi si respira ormai ovunque, che viene apertamente insegnata a scuola dai professori, e perfino predicata in chiesa dai pulpiti, durante la santa Messa. Nessun prete ricorda i sacerdoti sgozzati sull&#8217;altare dai fanatici islamisti, in compenso ce ne sono parecchi i quali, ogni domenica che Dio manda, ritengono loro dovere parlare ai fedeli, con la scusa dell&#8217;omelia di commento al Vangelo, indottrinandoli con sermoni pro migranti e pro islam, nonch\u00e9 colpevolizzando la storia d&#8217;Europa e del cristianesimo stesso, reo di aver fatto le crociate e istituito i tribunali della Santa Inquisizione.<\/p>\n<p>Eh gi\u00e0, quanto criminali sono stati i nostri nonni; quanto razzisti, quanto negrieri. Ma la cosa che fa pi\u00f9 riflettere, in questo suicidio morale che consiste nel rifiuto e nella demonizzazione di tutto il nostro passato e dei suoi simboli, \u00e8 il nome che si son dati i vendicatori di George Floyd, nell&#8217;atto d&#8217;imbrattare il busto del generale Baldissera (<em>tanto, lo si ripulisce in dieci minuti<\/em>, ha osservato sagacemente il pronipote): Restiamo Umani. Come dire che loro sono e vogliono restare umani; mentre chi non capisce la gravit\u00e0 del problema razzista in Italia, e che esso rappresenta la vera emergenza del nostro popolo, in questo momento storico, \u00e8 disumano. E se \u00e8 disumano, non \u00e8 neppure un avversario, ma un nemico, come direbbe il buon Carl Schmitt. I nemici non si affrontano sul piano delle idee, tanto meno ci si abbassa a discutere con loro: bisogna fare in modo che spariscano, puramente e semplicemente: la loro esistenza disonora il genere umano. Meno male che ci sono gli altri, i Buoni, che sono ancora umani e si battono coraggiosamente per tenere alto il vessillo della vera umanit\u00e0. Siamo davvero fortunati a vivere in questi tempi di accesa umanit\u00e0. Non abbiamo il permesso di andare al bar o al ristorante, di giocare a carte con gli amici, nemmeno di passare il Natale in casa nostra coi genitori o coi nonni, per\u00f2 siano coscienti dei torti che i nostri avi hanno fatto agli abissini e a tutte le genti di colore, nel passato lontano e vicino, e naturalmente nell&#8217;ora presente: e questa consapevolezza ci scalda il cuore e fa s\u00ec che la nostra natura umana sopravviva, non si affievolisca, non si spenga. Grazie, Black Lives Matter; grazie, Restiamo Umani; grazie, Laura Boldrini.<\/p>\n<p>Tuttavia, c&#8217;\u00e8 qualcosa che dovete sapere, voi Buoni, voi umani, voi che sapete tutto e che volete non solo indicare la via del futuro, ma anche riscrivere i sentieri del passato. Guardate, c&#8217;\u00e8 pericolo che stiate tirando un po&#8217; troppo la corda. Gli italiani onesti e laboriosi, che stanno perdendo l&#8217;azienda, il negozio, il bar, la libert\u00e0, e che lo stesso potere di cui voi siete espressione, vorrebbe costringere a sottoporsi a tamponi e vaccini di pi\u00f9 che dubbia utilit\u00e0 e di certa pericolosit\u00e0, dopo aver loro imposto, per mesi, distanziamenti e mascherine, vale a dire museruole di riconoscimento e assoluto isolamento sociale, sono forse ormai al limite della loro capacit\u00e0 di sopportazione. Rovinati, umiliati, sbeffeggiati e colpevolizzati. \u00c8 colpa loro, infatti, se c&#8217;\u00e8 il debito pubblico: hanno speso troppo negli anni passati. Ed \u00e8 ancora colpa loro se arriva la seconda o la terza ondata del virus micidiale, non rispettano i decreti del governo e si danno ai bagordi e alla pazza gioia, invitando per Natale la nonnina e perfino il cuginetto. Ed \u00e8 sempre colpa loro se qualche barcone di migranti fa naufragio, come ha detto anche il signor Bergoglio quando si \u00e8 recato a Lampedusa, l&#8217;8 luglio del 2013, e, gettando sulle onde una corona di fiori in ricordo delle vittime dei naufragi, ha esclamato a voce alta, fremendo di santa indignazione, quasi con rabbia: <em>Vergogna!<\/em> Certo, sicuro: siamo noi che dobbiamo vergognarci. Non siamo abbastanza accoglienti e ospitali; le nostre navi civili e militari non sono abbastanza sollecite nel raccogliere i migranti; siamo duri di cuore, egoisti, insensibili, tanto \u00e8 vero che non regaliamo loro nemmeno le nostre seconde case, figuriamoci se ci stringeremmo fra noi per regalare loro un paio di stanze nella prima, quella i cui viviamo, visto che ormai siamo cos\u00ec vecchi e cos\u00ec pochi, e di metri quadrati inutilizzati ne abbiamo pi\u00f9 che a sufficienza. Eh s\u00ec, certo. Che vergogna essere italiani; che vergogna essere cristiani, e per giunta cattolici; che vergogna essere razzisti; che vergogna voler difendere i confini; che vergogna avere dei bisnonni come il generale Baldissera. Siamo gente indegna, spregevole: che ci stiamo a fare al mondo? Ha ragione Grillo, hanno ragione i signori del Bilderberg e del World Economic Forum: siamo in troppi e siamo inutili, brutti, sporchi e cattivi. Dobbiamo e possiamo render l&#8217;ultimo favore all&#8217;umanit\u00e0, noi italiani, noi europei, noi cristiani: sparire. Lasciare il posto ad altri, liberare lo spazio per i popoli del Sud della terra, che ne hanno pi\u00f9 bisogno e pi\u00f9 diritto di noi. Noi, siamo come le piante infestanti: sporchiamo, inquiniamo, e per giunta abbiamo un passato lungo cos\u00ec da farci perdonare, da far dimenticare. Solo sparendo riusciremo in parte ad espiare le nostre colpe e quelle dei nostri nonni e bisnonni. Aborto, eutanasia, unioni omosessuali, tutto questo va bene, ma non \u00e8 ancora abbastanza. Bisogna far sul serio, bisogna passare al suicidio di massa, come i lemming, affinch\u00e9 le nostre case restino finalmente libere, e le nostre citt\u00e0 siano a disposizione di chi se le vuol pigliare, con tutto ci\u00f2 che vi hanno accumulato, col lavoro, i nostri predecessori. Attenti, per\u00f2, cari signori della Bont\u00e0 e dell&#8217;Umanit\u00e0. State tirando la corda davvero un po&#8217; troppo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa mancava ancora affinch\u00e9 il nostro suicidio biologico, politico, finanziario, economico, giuridico e culturale fosse perfetto? 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