{"id":28422,"date":"2020-04-06T02:24:00","date_gmt":"2020-04-06T02:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/06\/riscoprire-la-semplicita-per-tornare-a-esser-cristiani\/"},"modified":"2020-04-06T02:24:00","modified_gmt":"2020-04-06T02:24:00","slug":"riscoprire-la-semplicita-per-tornare-a-esser-cristiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/06\/riscoprire-la-semplicita-per-tornare-a-esser-cristiani\/","title":{"rendered":"Riscoprire la semplicit\u00e0 per tornare a esser cristiani"},"content":{"rendered":"<p>La grande e amara verit\u00e0 che l&#8217;emergenza del Coronavirus ha messo a nudo, con spietata chiarezza, \u00e8 che non solo l&#8217;Europa ha cessato, da tempo, di essere cristiana (questo infatti lo sapevamo gi\u00e0), ma che gli stessi cristiani hanno smesso di essere tali e che in nulla si sono distinti dagli altri nel vivere un momento cos\u00ec difficile e carico di minacciosi nuvoloni per il futuro. In altre parole, dobbiamo prendere atto che la cristianit\u00e0, storicamente parlando, \u00e8 arrivata al capolinea: \u00e8 morta, e, se mai ne sentiremo ancor parlare, sar\u00e0 perch\u00e9 da alcuni semi, oggi nascosti, avverr\u00e0 la sua rinascita e non perch\u00e9 qualcosa possa sopravvivere nelle forme odierne. La realt\u00e0, pi\u00f9 franca e irriverente delle nostre ipocrisie, ci ha messo di fronte allo stato delle cose: nessuno di noi pu\u00f2 dirsi ancora cristiano; e se qualcuno si ostina a farlo, mente o s&#8217;inganna. La fede cattolica si \u00e8 spenta nei nostri cuori, e non da ieri, ma da molto tempo: da prima che nascessimo. Come una pianta rara e delicata, essa aveva bisogno di grandissime cure: cure che i nostri avi le hanno sempre prodigato, ben sapendo che quello era l&#8217;unico modo per assicurarsi di tenerla in vita e rischiarare, con lei, le loro esistenze; ma noi, cresciuti alla scuola della svolta antropologica e nel clima della rivoluzione conciliare, ci eravamo scordati una verit\u00e0 tanto semplice, e l&#8217;abbiamo lasciata morire lentamente, con piena indifferenza.<\/p>\n<p>Questi mesi senza la santa Messa, senza la santa Pasqua, senza il Sacrificio Eucaristico, con le chiese chiuse ai fedeli e con un clero improvvisamente impaurito e latitante, dopo che ci aveva rintronato gli orecchi con il ritornello dell&#8217;accoglienza dei migranti e della vicinanza al prossimo bisognoso, sono i segni tangibili della morte del cattolicesimo. La Chiesa, poi, era morta ancor prima: non di morte naturale, ma assassinata dal falso clero traditore e modernista, affiliato alle logge massoniche e prostrato davanti agli interessi del mondo, specialmente della grande finanza. La Chiesa \u00e8 morta da quando ha rinunciato a dire con forza ci\u00f2 che andava detto, ad annunciare dai tetti la verit\u00e0 del Vangelo; da quando, per non urtare le suscettibilit\u00e0 del mondo, ha incominciato a tacere sul divorzio, poi sull&#8217;aborto, poi sulle unioni e le adozioni omosessuali, infine sull&#8217;eutanasia. Quando un clero &quot;cattolico&quot; arriva a tacere su queste cose, o, peggio, a giustificarle, e al tempo stesso non si occupa d&#8217;altro, almeno a parole, che dei migranti, del clima e dell&#8217;ambiente, ci\u00f2 significa che di cattolico non ha pi\u00f9 nulla, neppure l&#8217;ombra. E che nel Palazzo apostolico, o meglio nella Casa Santa Marta, non abita pi\u00f9 il vicario di Cristo, ma il servo dell&#8217;Anticristo. Un uomo talmente superbo e talmente luciferino da voler impartire una grottesca benedizione <em>Urbi et Orbi<\/em> al centro di una Piazza San Pietro completamente vuota, e sempre senza inginocchiarsi, sempre senza un briciolo di timor di Dio, ma seguitando a proferire bestemmie ed eresie, imperterrito, incorreggibile. Da ultimo, contro la Vergine Santissima: che non \u00e8, a suo dire, Corredentrice e nemmeno Regina, ma solo una donna, una donna qualsiasi, una donna che dubitava; una donna che, se avesse educato meglio suo figlio, non lo avrebbe poi visto morire sulla croce. Ma si possono dire tali cose e non suscitare una rivolta generale da parte dei cattolici? Ebbene, il fatto che non c&#8217;\u00e8 stata alcuna rivolta e che solo pochissimi hanno rilevato la sconvenienza, la perfidia e la malvagit\u00e0 di quelle parole \u00e8 l&#8217;ennesima dimostrazione del fatto che la Chiesa \u00e8 morta, che non esiste pi\u00f9 &#8212; sempre, beninteso, nella sua componente terrena e visibile. Se nella Chiesa vi fosse stata ancora un po&#8217; di vita, parole cos\u00ec ignobili non sarebbero state tollerate neppure se a pronunciarle fosse stato l&#8217;ultimo prete di campagna, l&#8217;ultimo diacono o catechista. Ora le dice colui che viene chiamato papa, e non succede nulla. C&#8217;\u00e8 bisogno di altre prove?<\/p>\n<p>Ci sembra quanto mai attuale una pagina del libro di Girolamo Savonarola <em>Della semplicit\u00e0 della vita cristiana<\/em>, III, 4 (antico volgarizzamento di Girolamo Beniveni, Libreria Editrice Fiorentina, 1925, pp. 60-63; da parte nostra ci siamo permessi qualche aggiornamento lessicale):<\/p>\n<p><em>Gi\u00e0 di sopra abbiamo detto che dalla diversit\u00e0 delle forme nasce la diversit\u00e0 delle opere. Con ci\u00f2 sia che ogni forma abbia la sua propria inclinazione ed operazione. Inclinandosi dunque l&#8217;uomo cristiano per grazia ad essa semplicit\u00e0, la quale lui si sforza di fare dentro da s\u00e9, perfetta, seguita da questa forma, come \u00e8 detto, la inclinazione alla semplicit\u00e0 esteriore. Come nessuna cosa dunque pu\u00f2 avere la forma della gravit\u00e0 sena inclinazione a discendere al basso, cos\u00ec non pu\u00f2 ancora alcuno uomo avere la grazia e la semplicit\u00e0 interiore senza la inclinazione alla semplicit\u00e0 esteriore. E cos\u00ec come e&#8217; si dimostra in quella cosa non esser forma di gravit\u00e0, la quale naturalmente non si dirizza al centro, cos&#8217; parimente si dimostra colui che non ha la forma di alcuna cosa, facilmente si dimostra che e&#8217; non ha ancora le opere, le quali propriamente s&#8217;appartengono a essa ad essa cosa, come verbi grazia quello che non ha forma della vite non fa delle uve, e chi non ha l&#8217;anima intellettiva non ha ancora essa virt\u00f9 di discorrere e intendere mediante idee astratte. Colui dunque il quale non ha la forma della cristianit\u00e0, la quale \u00e8 la grazia insieme con la semplicit\u00e0, non pu\u00f2 viere cristianamente.<\/em><\/p>\n<p><em>Oltre a questo, essendo l&#8217;anima nostra una secondo la sua essenza, e fondandosi tutte le sue potenze in essa essenza, quando lei, cio\u00e8 essa anima nostra, si dirizza, mediante la operazione d&#8217;una delle sue potenze, in alcuna cosa molto veementemente, o non pu\u00f2 allora secondo le altre sue potenze operare, o almeno si debilita e rimette la opera di quelle; come \u00e8, verbi grazia, quando uno con grande attenzione alcuna cosa riguarda, non molto bene ode allora quelle cose che si dicono, n\u00e9 cos\u00ec parimente bene opera secondo le altre sue potenze e virt\u00f9. E la principale operazione del cristiano \u00e8 la orazione e la meditazione, o s\u00ec veramente contemplazione delle cose divine, le quali ricercano una grandissima attenzione s\u00ec per la altezza della divina eccellenza, s\u00ec ancora per la debolezza del lume nostro.<\/em><\/p>\n<p><em>Queste opere dunque non pu\u00f2 fare quello uomo il quale \u00e8 disordinatamente occupato e veementemente intento nelle cose estrinseche. E tale \u00e8 colui il quale non ama la semplicit\u00e0 esteriore o non vive semplicemente. Poich\u00e9 chi vuole avere belle case, belle vesti, bei libri, e cos\u00ec tutte le altre masserizie, bisogna ancora che egli abbia molti danari, e moti danari non si possono acquistare n\u00e9 acquistati conservare, senza fatica, studio e sollecitudine grandissima, come \u00e8 noto a ciascuno. Onde seguita che tali non possono essere dediti ed intenti alle orazioni e alle meditazioni divine, e per\u00f2 non possono veramente vivere da cristiano. Ma se l&#8217;uomo cristiano il quale ama la semplicit\u00e0 esteriore e la seguita, si occupa per amore di Dio ordinatamente nelle cose estrinseche, come \u00e8 in sostenere la sua famiglia, o s\u00ec veramente li poveri, o in governare le cose della chiesa a lui commesse, bench\u00e9 questo tale secondo quello detto evangelico: &quot;Marta, Marta, tu sei sollecita e ti occupi circa a pi\u00f9 cose&quot; si distragga alquanto dalla orazione e dalla quiete della sua mente, non per\u00f2 in tutto da quella s\u00ec aliena, anzi, ordinando ogni sua opera ad onore di Dio, sempre tende la sua mente e si dirizza in Dio, almeno abitualmente. Ma se l&#8217;uomo ama e cerca le cose a lui non necessarie, gi\u00e0 da Dio mediante il peccato si rimuove, mentre che disordinatamente con lo affetto s&#8217;accosta ed inclina alla creatura, distraesi ancora per la occupazione dello intelletto e degli altri sensi, e cos\u00ec distratto non pu\u00f2 in verit\u00e0 dare opera alla orazione e alla meditazione n\u00e9 vivere cristianamente.<\/em><\/p>\n<p><em>Per questo dunque i padri nostri, cos\u00ec nel Vecchio come nel Nuovo Testamento, e cos\u00ec quelli del secolo, come i religiosi, hanno amata essa semplicit\u00e0, seguitandola anche con le opere. E per\u00f2 esercitandosi liberamente nelle orazioni e nelle contemplazioni, divennero uomini santi e divini e familiari agli angeli e a&#8217; beati.<\/em><\/p>\n<p><em>E di qui \u00e8 che molti filosofi ancora tirati dalla ragione naturale, per poter meglio dare opera alla contemplazione della verit\u00e0, hanno amata e seguita essa semplicit\u00e0 di vita. La quale perch\u00e9 noi per lo opposto non amiamo in questi tempi presenti, non diamo ancora opera alle orazioni e alle contemplazioni, per essere troppo occupati in queste cose esteriori. E per\u00f2 oggi non si vede alcuno che abbia familiarit\u00e0 con Dio, anzi pare cosa incredibile che alcuno sia illuminato di quelle cose che si hanno a fare da Dio in quel modo familiare nel quale sono stati illuminati i santi Padri.<\/em><\/p>\n<p>La vigorosa predicazione di fra&#8217;Girolamo Savonarola \u00e8 particolarmente adatta ai tempi che stiamo vivendo, perch\u00e9 esistono forti analogie fra la nostra condizione spirituale e quella dei fiorentini alla fine del XV secolo. Anche noi, come loro, siamo stati investiti, ma da molto pi\u00f9 tempo di loro, dal fiume allettante, ma velenoso, della modernit\u00e0. Abbiamo cominciato ad adorare le cose materiali e a dedicare ad esse tutte le nostre cure, tutti i nostri pensieri; a Dio abbiano riservato l&#8217;ultimo posto, e alla fine, neppure quello. Ecco perch\u00e9 non siamo pi\u00f9 cristiani: perch\u00e9 abbiamo smesso di vivere da cristiani. Il cristiano non \u00e8 colui che si professa tale; e non \u00e8 colui che riceve il Battesimo e gli altri Sacramenti, ma poi vive alla sua maniera, pensa alla sua maniera, agisce alla sua maniera, senza minimamente preoccuparsi della legge del Signore, n\u00e9 avere alcun timore di Dio. Ma cosa significa vivere da cristiani? Ce lo ricorda fra&#8217; Girolamo: vivere come colui che vuol piacere a Dio e fare la sua volont\u00e0, adottando l&#8217;abito della semplicit\u00e0 nelle cose esteriori, potremmo anche dire l&#8217;abito dell&#8217;umilt\u00e0, e affidandosi all&#8217;aiuto soprannaturale della grazia, per la sua vita interiore. Se si ha l&#8217;anima agitata da passioni disordinate; se si \u00e8 turbati da mille appetiti e da mille desideri, tutti rivolti alle cose e alle creature e non al Creatore, non si pu\u00f2 piacere a Dio e non si pu\u00f2 essere cristiani. Il cristiano si riconosce dalla sua semplicit\u00e0, ovvero dalla sua umilt\u00e0: la sua vita \u00e8 sgombra da ambizioni terrene, egli non cerca la ricchezza, il potere, il denaro, n\u00e9 \u00e8 tormentato dalla lussuria: tutte queste cose proiettano l&#8217;uomo nella dimensione inferiore, animalesca, e lo allontanano inesorabilmente da Dio. Per essere vicini a Dio, per udirne la voce, per riceverne la grazia, bisogna far pulizia entro se stessi: bisogna cacciar fuori ci\u00f2 che a Lui non \u00e8 gradito e spalancare le porte a ci\u00f2 che a Lui avvicina. Le opere materiali sono lo specchio dell&#8217;anima: e se si \u00e8 costantemente affaccendati nelle cose del mondo, se si \u00e8 proiettati verso il godimento di beni terreni, se si brama ardentemente ci\u00f2 che appartiene alla dimensione carnale, non si pu\u00f2 essere in grazia di Dio, non si pu\u00f2 udire la sua voce, non si pu\u00f2 fare la sua santa Volont\u00e0. In fondo, \u00e8 molto semplice: si vive secondo ci\u00f2 che si considera importante, perch\u00e9 <em>l\u00e0 dov&#8217;\u00e8 il tuo tesoro, ci sar\u00e0 anche il tuo cuore<\/em>. In altre parole, non ci si pu\u00f2 improvvisare cristiani: lo si diventa mediante una profonda conversione di vita, che si realizza nel corso della santificazione quotidiana. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto ci avvicinano o ci allontanano da Dio: ci si avvicina se si cerca di prendere Lui quale modello di vita e di fare ci\u00f2 che Lui vuole; ci si allontana se si vuol piacere a se stessi, o agli altri uomini, e se si seguono le mode e i desideri del mondo.<\/p>\n<p>Sant&#8217;Agostino ci ricorda che esistono due modi di vivere: secondo Dio o secondo l&#8217;uomo. La citt\u00e0 terrena, non ci s&#8217;inganni con vani ragionamenti, \u00e8 di fatto la citt\u00e0 del diavolo: perch\u00e9 quando l&#8217;uomo vuole vivere non secondo l&#8217;amore di Dio, ma secondo l&#8217;amore di s\u00e9, rompe l&#8217;alleanza con Dio e diventa suo nemico. Come scrive il grande santo di Ippona nel <em>De Civitate Dei<\/em> (XIV, 1, 4):<\/p>\n<p><em>&#8230; non esistono che due sole societ\u00e0 umane che secondo le nostre scritture, possiamo giustamente chiamare le &quot;due citt\u00e0&quot;. L&#8217;una \u00e8 costituita dagli uomini che vogliono vivere secondo la carne, l&#8217;altra da quelli che vogliono vivere secondo lo spirito&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Quando l&#8217;uomo vive secondo l&#8217;uomo e non secondo Dio \u00e8 simile al diavolo; perch\u00e9 neppure l&#8217;angelo doveva vivere secondo l&#8217;angelo ma secondo Dio, per perseverare nella verit\u00e0 e parlare la verit\u00e0 dalla verit\u00e0 di Lui e non la menzogna dalla propria menzogna&#8230; Quando pertanto l&#8217;uomo vive secondo la verit\u00e0 non vive secondo se stesso ma secondo Dio. \u00c8 infatti Dio che disse: &quot;Io sono la verit\u00e0&quot; (Giov. 14,63). Quando invece vive secondo se stesso, cio\u00e8 secondo l&#8217;uomo, e non secondo Dio, vive senza dubbio secondo la menzogna; non perch\u00e9 l&#8217;uomo sia per se stesso menzogna, essendo suo autore e creatore Dio che non \u00e8 certo autore e creatore di menzogna, ma perch\u00e9 l&#8217;uomo fu creato cos\u00ec retto da dover vivere non secondo se stesso, ma secondo Colui da cui fu creato, tale da dover far piuttosto la volont\u00e0 di Lui che la propria&#8230;<\/em><\/p>\n<p>La tristezza del mondo moderno \u00e8 tutta qui: nel tradimento che l&#8217;uomo ha consumato, nella propria coscienza, verso il suo Creatore. La civilt\u00e0 moderna \u00e8 la civilt\u00e0 della menzogna e l&#8217;uomo moderno \u00e8 l&#8217;autore e la vittima di tale menzogna: perch\u00e9 \u00e8 menzogna che l&#8217;uomo possa vivere secondo la propria volont\u00e0, mentre il suo destino si realizza pienamente solo adeguandosi a Dio, che \u00e8 la Verit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La grande e amara verit\u00e0 che l&#8217;emergenza del Coronavirus ha messo a nudo, con spietata chiarezza, \u00e8 che non solo l&#8217;Europa ha cessato, da tempo, di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[109,263],"class_list":["post-28422","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-chiesa-cattolica","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28422","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28422"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28422\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28422"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28422"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28422"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}