{"id":28420,"date":"2010-09-07T10:19:00","date_gmt":"2010-09-07T10:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/09\/07\/risalendo-la-valle-tra-i-boschi-sul-filo-di-pensieri-sereni-e-dolci-ricordi\/"},"modified":"2010-09-07T10:19:00","modified_gmt":"2010-09-07T10:19:00","slug":"risalendo-la-valle-tra-i-boschi-sul-filo-di-pensieri-sereni-e-dolci-ricordi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/09\/07\/risalendo-la-valle-tra-i-boschi-sul-filo-di-pensieri-sereni-e-dolci-ricordi\/","title":{"rendered":"Risalendo la valle, tra i boschi, sul filo di pensieri sereni e dolci ricordi"},"content":{"rendered":"<p>ALL&#8217;AMICA IOLE<\/p>\n<p>La lunga strada diritta si addentra nella valle in mezzo ai boschi, ancora adornati con il verde mantello estivo, mentre un fresco venticello che scende dalle montagne porta il profumo dell&#8217;erba e il gradito mormorio del torrente che scorre l\u00e0, dietro le siepi.<\/p>\n<p>Una poiana si leva nell&#8217;aria e vola lentamente verso la testata della valle, trasportata dalle correnti come se fosse senza peso.<\/p>\n<p>Alle spalle rimane il minuscolo paese affacciato intorno alla piazza, con la chiesa dalla facciata classicheggiante, le colonne bianche e il campanile che svetta alto e sottile nel cielo; con la fontana gorgheggiante al centro dell&#8217;aiuola e, poco distante, l&#8217;antica vera da pozzo; con le case dai muri di pietra a vista ingentilite dai vasi di fiori alle finestre e con gli archi che immettono nei cortili interni, nei quali s&#8217;intravedono i ballatoi di legno.<\/p>\n<p>Qualche facciata \u00e8 perfino affrescata: arte popolare, povera e ingenua, e tuttavia estremamente commovente.<\/p>\n<p>All&#8217;interno della parrocchiale, poi, i numerosi altari in legno intagliato e dorato richiamano la caratteristica architettura sacra delle zone alpine di questa pare d&#8217;Italia, aperte all&#8217;influenza culturale germanica; impressione rafforzata dalle caratteristiche dei dipinti che abbelliscono la chiesa e specialmente dall&#8217;uso del colore: dipinti che sono dovuti, quasi tutti, al pennello di un artista austriaco, di Graz, piovuto fin qui nel tardo Rinascimento e rimastovi, poi, sino alla fine della sua giornata terrena.<\/p>\n<p>Gli ardori dell&#8217;agosto sono gi\u00e0 un ricordo e in questa mattina di settembre, con il cielo grigio e la temperatura decisamente fresca, sembra che l&#8217;estate sia volata via di colpo, senza commiati malinconici, per cedere il passo ad un autunno che non sembra ancora tale, perch\u00e9 solo pochissime foglie sono gi\u00e0 cadute e il giallo e il bruno del fogliame non hanno nemmeno incominciato a fare capolino tra gli alberi.<\/p>\n<p>Dovunque si volga lo sguardo, il paesaggio si presenta vigorosamente verdeggiante: tutte le pendici dei monti intorno sono ammantate da una rigogliosa vegetazione di carpini neri, robinie, pioppi tremoli, e, pi\u00f9 in alto, da pini neri, roverelle, castagni; pi\u00f9 in alto ancora, faggi e abeti rossi, mentre i sentieri del sottobosco sono fiancheggiati da cornioli, viburni, maggiociondoli, ginepri, rose canine e vivacissime macchie di ciclamini, spuntati come per incanto dopo le piogge abbondanti dei giorni scorsi.<\/p>\n<p>In una sola direzione le pendici dei monti non sono coperte di boschi, ma appaiono nude e spoglie: verso il passo che s&#8217;inerpica in fondo alla strada e che le scavalca aprendosi la via nella viva roccia, con una serie di tornanti spettacolari, alcuni dei quali in gallerie a cremagliera. Quest&#8217;opera audacissima d&#8217;ingegneria stradale venne realizzata dal comando austro-ungarico durante la prima guerra mondiale, dopo Caporetto, utilizzando prigionieri russi e bambini, ragazzi e donne del posto; venne chiamata &quot;la strada dei cento giorni&quot;, perch\u00e9 realizzata in poco pi\u00f9 di tre mesi, fra il febbraio e il maggio del 1918: appena in tempo, dunque, per trasportare i cannoni pesanti destinati all&#8217;inutile ma sanguinosissima battaglia del Solstizio.<\/p>\n<p>Ora tutto intorno \u00e8 pace e silenzio e si stenta a credere che, ormai quasi un secolo fa, di qui sia passata la tragedia della guerra, portando lutti e rovine e gettando un intero continente nella dissoluzione morale e materiale; ora questo luogo ameno, tranquillo, attraversato da una strada che raramente \u00e8 percorsa dalle automobili, suggerisce soltanto pensieri sereni e dolci ricordi, in una atmosfera addirittura fuori dal tempo.<\/p>\n<p>Due anziani, dal viso rugoso e dallo sguardo penetrante, chiacchierano sul bordo della strada come facevano i loro nonni ed i loro bisnonni: qui non vi \u00e8 il rumore del traffico a coprire i loro discorsi e tutti si conoscono, sono appena cinquecento anime che vivono ancora secondo un ritmo naturale, per quanto possibile nella nostra societ\u00e0 convulsa.<\/p>\n<p>Pensieri sereni e dolci ricordi&#8230;<\/p>\n<p>S\u00ec, ero gi\u00e0 passato di qui, molti anni fa; in bicicletta avevo risalito il passo e le gallerie, per poi ridiscenderle a tutta velocit\u00e0, col vento delle giovinezza che mi soffiava in viso e mille sogni indistinti che si affacciavano alla mente, come quando il sole fa capolino in una giornata nuvolosa, si nasconde timidamente, poi torna e di nuovo sparisce, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte.<\/p>\n<p>Inoltre, quass\u00f9 abita una cara amica, che forse non rivedr\u00f2 tanto presto; ha perso il posto di lavoro e se n&#8217;\u00e8 andata in punta di piedi, lasciando in quanti l&#8217;hanno conosciuta il ricordo del suo sorriso mite.<\/p>\n<p>Forse la sua casa \u00e8 proprio questa davanti alla quale sto passando, col suo giardinetto ed i gerani alle finestre: l&#8217;ultima del paese.<\/p>\n<p>Il vuoto che lasciano le persone di valore, quando se ne vanno, \u00e8 tanto pi\u00f9 grande, quanto pi\u00f9 la loro discrezione ci aveva abituati alla loro presenza benevola, senza strepito: ed \u00e8 il silenzio della loro assenza che fa poi tanto rumore.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>\u00abTra me e uno che non conosco, anche se stiamo seduti accanto, c&#8217;\u00e8 in mezzo l&#8217;oceano dell&#8217;ignoranza e dell&#8217;indifferenza.<\/p>\n<p>Se un giorno questi diventa amico intimo, vuol dire che io ho attraversato quell&#8217;oceano.<\/p>\n<p>Allora la distanza dello spirito sparisce, n\u00e9 resta la distanza del corpo, e anche la separazione della morte non crea una distanza.<\/p>\n<p>L&#8217;orgoglio, che alza muri tra gli uni e gli altri di noi pur vicini, ci allontana; se si mette da parte per dar posto a qualcuno, questi diventa intimo. [&#8230;]<\/p>\n<p>Infatti le cose, come ci sono vicine, cos\u00ec sono anche ad una distanza terribile. \u00c8 la ragione per la quale, se noi allontaniamo un amico, questi diventa pi\u00f9 altro degli altri. Non percepire colui che ci \u00e8 tanto vicino, \u00e8 una freddezza pi\u00f9 glaciale della morte. [&#8230;]<\/p>\n<p>Quanto \u00e8 vicina la riva per la quale versiamo lacrime nell&#8217;attraversare l&#8217;oceano? \u00c8 pi\u00f9 vicina di questa nostra stessa riva. Lo dice semplicemente chi ha capito chiaramente . Ad ascoltare ci meravigliamo: credevamo tanto lontane le cose cos\u00ec vicine. Dicevamo: Impraticabili, impossibili!<\/p>\n<p>Che cosa dicono coloro che hanno passato l&#8217;oceano? Colui che \u00e8 davanti, vicino, accanto, \u00e8 il nostro ultimo destino. E nulla pu\u00f2 essere lontano da Colui che \u00e8 il suo ultimo destino. \u00c8 cos\u00ec vicino che non c&#8217;\u00e8 neppure bisogno di chiamarlo. \u00c8 Lui, eccolo! Pi\u00f9 di cos\u00ec non ci si pu\u00f2 aspettare. Egli qui \u00e8 tutto: Egli \u00e8 di qui e di l\u00e0.<\/p>\n<p>Egli \u00e8 l&#8217;ultimo destino! Chi ci fa camminare? Colui che \u00e8 davanti, vicino. Noi pensiamo: i nostri soldi, la fama, gli uomini. Chi attravers\u00f2 l&#8217;oceano dice: &quot;Egli \u00e8 il Destino&quot;!<\/p>\n<p>Il Destino ultimo on \u00e8 lontano: Egli, in mezzo a tutti i miei piccoli destini disprezzabili, \u00e8 il Destino Supremo; come nella mela che casca a terra c&#8217;\u00e8 la forza d&#8217;attrazione di tutto l&#8217;universo. In tutto il cammino del mio corpo, in tutti gli sforzi della mia mente, c&#8217;\u00e8 Colui che \u00e8 il Destino Supremo: &quot;Eccolo, \u00e8 Lui&quot;! Il centro di questo destino non \u00e8 lontano: \u00e8 qui.<\/p>\n<p>Colui che \u00e8 tutta la nostra propriet\u00e0, il nostro ultimo rifugio, la nostra gioia sprema, \u00e8 la propriet\u00e0 di ogni nostro momento, \u00e8 in mezzo a tutte le nostre gioie di ogni istante. Colui che \u00e8 per noi tesoro e compagnia, nostro rifugio, in mezzo a tutte le nostre soddisfazioni: &quot;Eccolo, \u00e8 Lui, \u00e8 qui&quot;!\u00bb<\/p>\n<p>Cos\u00ec annotava Rabindranath Tagore, il grande mistico indiano, il 27 dicembre 1908 (in: Tagore, \u00abSantinicheton\u00bb, a cura di Marino Rigon, Vicenza, Esca, 1978, pp. 81-83), parlando di due rive della vita, cos\u00ec vicine eppure cos\u00ec lontane; cos\u00ec lontane, eppure cos\u00ec vicine.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 il mistero di Dio; tale \u00e8 il mistero dell&#8217;altro.<\/p>\n<p>Gettare un ponte per arrivare fino all&#8217;altro \u00e8 come attraversare l&#8217;oceano; ma, una volta che ci\u00f2 sia stato fatto, \u00e8 come aver trovato anche Dio e, al tempo stesso, la parte pi\u00f9 vera e pi\u00f9 profonda di noi stessi.<\/p>\n<p>Noi viviamo come in esilio, confinati sulla riva della solitudine: l&#8217;oceano ci fa paura con la sua vastit\u00e0 sconfinata, ci sembra che sia impossibile attraversarlo.<\/p>\n<p>Pure, quando riusciamo a compiere il movimento &#8211; o forse non noi, ma quella Forza che \u00e8 in noi e che trae da noi le Sue note divine, come da uno strumento musicale -, proviamo un senso di profonda meraviglia: come, era tutto qui?<\/p>\n<p>E sentiamo di essere tornati a casa.<\/p>\n<p>In pace, finalmente.<\/p>\n<p><strong>* * <\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;acqua scorre sul muschio a lato della strada e scende gi\u00f9 dal muretto di pietra, come una gioiosa, minuscola cascatella, con un canto sommesso e melodioso.<\/p>\n<p>Viene voglia di allungare le mani e di immergerle nel muschio bagnato, per rinfrescarsele e per bagnarsi il viso e la fronte.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec limpida che la si potrebbe tranquillamente bere.<\/p>\n<p>Se anche la nostra anima fosse altrettanto limpida, allora potremmo sostenere qualunque imprevisto, qualunque difficolt\u00e0, con animo sereno e fiducioso.<\/p>\n<p>\u00c8 il torbido delle nostre passioni disordinate, delle nostre brame inesauribili e delle nostre paure paralizzanti che ci impedisce di vedere il fondo, di attraversare l&#8217;oceano.<\/p>\n<p>L&#8217;oceano del rammarico, dell&#8217;impotenza, degli amari rimpianti \u00e8 dentro di noi, non fuori; ed \u00e8 esso che ci impedisce di vivere in comunione con il mondo.<\/p>\n<p>Mettersi in comunione con il mondo, con le cose, con la vita, vuol dire abbassare le difese dell&#8217;orgoglio e rimuovere i cancelli dell&#8217;indifferenza; vuol dire lasciarsi afferrare dolcemente dal flusso dell&#8217;armonia cosmica, riconoscersi parte di questo Tutto.<\/p>\n<p>Vuol dire sentirsi solidali ed armoniosamente uniti alla poiana che vola silenziosa sulla valle, al ruscello che scende gorgogliando dietro la siepe, alle fronde dei carpini e delle robinie che stormiscono alla brezza lieve di settembre.<\/p>\n<p>Vuol dire ritrovarsi nei ricordi del passato, nei pensieri del presente e nei sogni del futuro, facendo cadere le barriere del tempo e dello spazio e riconoscendo se stessi anche in ci\u00f2 che non si \u00e8 pi\u00f9 ed in ci\u00f2 che non si \u00e8 ancora.<\/p>\n<p>Vuol dire sentire qui accanto a s\u00e9 gli amici e quanti ci hanno corrisposto, anche se materialmente non sono presenti; anche se alcuni di essi hanno lasciato questa vita terrena e sono partiti per un viaggio straordinario, dal quale non si torna indietro.<\/p>\n<p>Questi ultimi ci hanno preceduti e, adesso, ci stanno aspettando.<\/p>\n<p>Ci hanno preparato la strada.<\/p>\n<p>Una strada affascinante, lunga e diritta, come questa che sale verso le montagne in mezzo ai boschi e pare perdersi incontro al cielo.<\/p>\n<p>Non fa paura.<\/p>\n<p>\u00c8 la strada del ritorno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALL&#8217;AMICA IOLE La lunga strada diritta si addentra nella valle in mezzo ai boschi, ancora adornati con il verde mantello estivo, mentre un fresco venticello che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-28420","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28420","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28420"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28420\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28420"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28420"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28420"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}