{"id":28419,"date":"2016-03-08T10:44:00","date_gmt":"2016-03-08T10:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/08\/primo-ripulire-le-stalle-di-augias-pardon-le-stalle-di-augia\/"},"modified":"2016-03-08T10:44:00","modified_gmt":"2016-03-08T10:44:00","slug":"primo-ripulire-le-stalle-di-augias-pardon-le-stalle-di-augia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/08\/primo-ripulire-le-stalle-di-augias-pardon-le-stalle-di-augia\/","title":{"rendered":"Primo: ripulire le stalle di Augias (pardon, le stalle di Augia)\u2026"},"content":{"rendered":"<p>Come \u00e8 noto, la quinta delle dodici fatiche di Eracle (Ercole per i Latini) consistette nel ripulire, in un solo giorno, le stalle del re dell&#8217;Elide, Augia, figlio di Elio, il cui bestiame era immortale, perch\u00e9 di origine divina, e quindi, da moltissimo tempo, il letame vi si era accumulato, crescendo in proporzione geometrica, senza che alcuno potesse o sapesse smaltirlo per tempo. Ercole port\u00f2 a termine la sua fatica deviando il corso di due fiumi, l&#8217;Alfeo e il Peneo, le cui correnti fecero irruzione nelle stalle e portarono via, in un colpo solo, l&#8217;immane sporcizia e restituendo salubrit\u00e0 alla zona, prima infestata dal fetore e da sciami di mosche e altri animali immondi.<\/p>\n<p>Il mito, peraltro, tramanda che Ercole non ricevette da Augia il compenso pattuito, ossia un decimo del bestiame, perch\u00e9 il re, disonestamente, sostenne di essere stato ingannato, dal momento che non Ercole, ma i due fiumi avevano condotto a termine il lavoro; e che anche un giudizio esterno, richiesto dall&#8217;eroe per dirimere la controversia, gli fu sfavorevole. Per soprammercato, suo cugino Euristeo, re di Tirinto e Micene &#8211; il quale lo aveva mandato a compiere le dodici fatiche perch\u00e9 espiasse l&#8217;uccisione della moglie e dei figli, compiuta in un momento di follia &#8212; non riconobbe la validit\u00e0 di essa e non la volle conteggiare al pari delle altre, col pretesto che Ercole non l&#8217;aveva compiuta in spirito di servizio, ma pretendendo in cambio un compenso.<\/p>\n<p>Da allora, &quot;ripulire le stalle di Augia&quot; \u00e8 divenuta una espressione proverbiale per designare un compito immane e ai limiti dell&#8217;impossibile, almeno secondo il metro delle forze umane (ed Ercole, infatti, non era un uomo, ma un semidio, figlio di Zeus e di una donna mortale, Alcmena); e specialmente di questi tempi, tempi di magnifiche sorti e progressive della modernit\u00e0, e di grande sensibilit\u00e0 ecologista e ambientalista, si capisce che ripulire le stalle dal letame \u00e8 una cosa che appare utile e necessaria, senza bisogno di ulteriori motivazioni e spiegazioni. Ma quali sono le stalle pi\u00f9 sozze e pi\u00f9 urgenti da ripulire; quali sono le stalle che pi\u00f9 puzzano e ammorbano l&#8217;aria, e dalle quali \u00e8 giusto incominciare, per bonificare l&#8217;ambiente in cui viviamo?<\/p>\n<p>In primo luogo, ci sembra di dover osservare che c&#8217;\u00e8 un tipo di ecologia ancora pi\u00f9 urgente e ancora pi\u00f9 necessaria di quella relativa alla sopravvivenza dell&#8217;ambiente esterno, fisico e materiale, della nostra cara, vecchia Terra; ed \u00e8 l&#8217;ecologia di una terra a noi ancor pi\u00f9 vicina e per noi ancora pi\u00f9 necessaria, cio\u00e8 la nostra mente e la nostra anima, inquinate da innumerevoli anni, decenni e secoli di trascuratezza, sentito dire, luoghi comuni, formule preconfezionate, cattive abitudini, sistematico lavaggio del cervello da parte della scuola, dell&#8217;universit\u00e0, della televisione, del cinema, dei giornali, della pubblicit\u00e0 (cfr. il nostro vecchio articolo: \u00abL&#8217;ecologia della mente come presupposto dell&#8217;equilibrio spirituale\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 06\/09\/2007).<\/p>\n<p>Le stalle di Augias, dunque (<em>pardon<\/em>, le stalle di Augia), sporche fino all&#8217;inverosimile e letteralmente seppellite sotto immani strati di letame, e nelle quali l&#8217;aria \u00e8 resa irrespirabile per l&#8217;incessante accumularsi di annosa sporcizia, sono dentro le nostre menti: sono le nostre povere menti inquinate, ammorbate, avvelenate da una lunga abitudine alla trascuratezza intellettuale, al conformismo culturale e all&#8217;azione nefasta dei &quot;poteri forti&quot; a tutto interessati, tranne che alla nostra autonomia e dignit\u00e0 di persone, i quali, controllando praticamente l&#8217;insieme dei mezzi d&#8217;informazione e di comunicazione, sono riuscite a trasformare lo strumento della consapevolezza, l&#8217;intelligenza, in un deposito di escrementi maleodoranti: perch\u00e9 le verit\u00e0 mutilate, contraffatte e sconciate dalla menzogna, puzzano insopportabilmente. E, come suole accadere in tali casi, colui che vive immerso nel sudiciume e nel fetore, \u00e8 l&#8217;ultimo a percepire quanto sia malsano il proprio ambiente e il proprio modo di vivere; \u00e8 l&#8217;ultimo a sentire la propria puzza, anzi, per dire meglio, non la sente affatto.<\/p>\n<p>Ed ecco la prima difficolt\u00e0 veramente seria che si presenta ad un Ercole dei nostri giorni, il quale voglia provarsi a bonificare le moderne stalle di Augia: la totale mancanza di consapevolezza di coloro i quali vivono sprofondati nella sozzura, e, naturalmente, la loro pronta e sdegnata suscettibilit\u00e0, se, per caso, qualcuno osasse anche solo sussurrare quel che loro soltanto non vedono e non sentono: che avrebbero bisogno di un bel bagno, e che i loro vestiti, i loro oggetti e le loro abitazioni andrebbero ripuliti e disinfestati in maniera radicale. Sporchi, loro? Puzzolenti, loro? Il minimo che possa accadere ad un tale Ercole contemporaneo, sar\u00e0 di vedersi preso a coltellate dagli sdegnatissimi abitanti delle stalle di Augia: i quali, come \u00e8 evidente, si credono i pi\u00f9 belli, i pi\u00f9 puliti, i pi\u00f9 nobili e paludati esseri umani che mai siano vissuti al mondo, degni, semmai, non che di imparare, di insegnare agli altri che cosa siano la pulizia, l&#8217;igiene, il decoro, il buon odore e le buone maniere.<\/p>\n<p>Ecco: questa \u00e8 la difficolt\u00e0 veramente immane e quasi insormontabile. Pazienza doversi sobbarcare un ciclopico lavoro di ripulitura, in perfetta solitudine, senza poter contare sull&#8217;aiuto di nessuno; ma, soprattutto, il doverlo fare non con il consenso e la (sperata) gratitudine di Augia, ossia del proprietario delle stalle, ma contro la sua volont\u00e0, o, come minimo, davanti alla sua diffidenza, al suo malvolere, alla sua suscettibilit\u00e0 tesa all&#8217;estremo e sempre pronta a scattare. Come aiutare qualcuno a ripulirsi, se costui ignora d&#8217;essere sporco? Come fargli capire che ha assolutamente bisogno di un bagno purificatore, se \u00e8 convinto di profumare e di meritare, semmai, lodi e complimenti per la sua meravigliosa pulizia e per il suo smagliante lindore? Fuor di metafora: in una societ\u00e0 di <em>zombie<\/em>, di rinoceronti, di bestioni puzzolenti, da dove incominciare, e come farlo, se ciascuno di essi si crede un Apollo, un Narciso, un Adone? E se, per giunta, anche l&#8217;ultimo di costoro, il pi\u00f9 sciocco e volgare, il pi\u00f9 stupido e presuntuoso, \u00e8 convinto, fermamente convinto, di essere un Aristotele, una mente sopraffina, un giudice impareggiabile del vero e del falso, del giusto e dell&#8217;ingiusto, del bene e del male?<\/p>\n<p>E nondimeno, bisogna che qualcuno lo faccia: qualcuno deve almeno provarci. Perch\u00e9 la puzza delle stalle di Augia \u00e8 divenuta tale che, ormai, ne va della salute e della sopravvivenza stessa non solo degli abitanti dell&#8217;Elide, ma dell&#8217;intero pianeta nel quale ci \u00e8 stato dato in sorte di vivere. Non esistono pi\u00f9 luoghi puri e incontaminati; non esistono pi\u00f9 luoghi nei quali la volgarit\u00e0, l&#8217;imbecillit\u00e0 e la solerte (e solenne) asineria di quanti si ritengono desti e consapevoli, sapienti e intelligenti, giudici esperti del bello e del brutto, non arrivi a far sentire i suoi pestilenziali effluvi e a provocare le sue grottesche conseguenze. I miasmi e le potenziali epidemie che regnano nelle odierne stalle di Augias (scusate di nuovo, era stato un <em>lapsus<\/em> per &quot;Augia&quot;) hanno invaso l&#8217;orbe terracqueo e n\u00e9 al Polo Sud, n\u00e9 in fondo agli oceani o alla grotta pi\u00f9 abissale che si possa immaginare, \u00e8 ormai possibile sottrarsi ai loro effluvi micidiali.<\/p>\n<p>Ad esempio: qualcuno riesce a farsi un&#8217;idea del danno immenso, sistematico, che uno di codesti dormienti che si credono svegli, di codesti conformisti che si credono liberi, di codesti polli di allevamento che si credono aquile o falconi, \u00e8 in grado di fare, se il destino ha voluto che giungesse a sedere su una cattedra di liceo o di universit\u00e0, e metterlo, pertanto, in condizioni di influire disastrosamente sulla mente (e sul cuore) di centinaia o migliaia di studenti: tanti se ne possono rovinare, forse in maniera irreparabile, in quarant&#8217;anni di &quot;onorato&quot; insegnamento e di &quot;stimata&quot; carriera? Magari senza mai pi\u00f9 aver preso in mano, non diciamo un libro, ma neppure un giornale (a parte, forse, la <em>Gazzetta dello Sport<\/em>, oppure, se si tratta di una insegnante di sesso femminile, <em>Io Donna<\/em> o <em>Cosmopolitan<\/em>, privilegiando l&#8217;oroscopo e la posta dei lettori), dopo il fatidico giorno della laurea o, al massimo, dell&#8217;esame di abilitazione &#8212; ammesso e non concesso che codesti professori siano passati in ruolo per concorso, e non per semplice forza d&#8217;inerzia?<\/p>\n<p>E c&#8217;\u00e8 qualcuno che arriva a farsi un&#8217;idea del danno immenso, incalcolabile &#8212; e, in questo caso, esiziale per la salute dell&#8217;anima, oltre che per l&#8217;integrit\u00e0 della mente &#8212; che pu\u00f2 fare un prete progressista e modernista, il quale si senta investiti dal fuoco dello Spirito santo e si metta a predicare ai fedeli, dal pulpito, nonch\u00e9 al catechismo, rivolto ai bambini e ai ragazzi, che Ges\u00f9 \u00e8 stato solamente un uomo un po&#8217; speciale; che non esiste alcuna certezza su Dio e sulla vita eterna; che non si d\u00e0 alcuna verit\u00e0 etica o speculativa; che l&#8217;uomo \u00e8 immerso nel caso e va verso il nulla o, al massimo, verso una vaghissima speranza, peraltro puramente umana; che il Vangelo \u00e8 una raccolta di miti o leggende, e che i miracoli, gli angeli, i santi, appartengono al regno delle favole, come Babbo Natale o la Befana? Che l&#8217;uomo ha in mano il proprio destino; che deve smetterla di pregare la Madonna; che deve guardare in faccia la &quot;realt\u00e0&quot; (relativista, materialista e nichilista); e che tutto quel che si chiede ad un buon &quot;cristiano&quot; \u00e8 di essere accogliente e incondizionatamente, illimitatamente disponibile verso i migranti\/invasori, verso gli emarginati\/delinquenti, verso le minoranze &quot;discriminate&quot;\/arroganti?<\/p>\n<p>Infatti, nei loro microscopici cervelli di preti di sinistra, che non hanno capito niente del Vangelo e hanno scambiato quella contraffazione della bont\u00e0 che \u00e8 il buonismo, ossia un vizio capitale e dalle conseguenze terribili, per una virt\u00f9, costoro forse non si rendono nemmeno conto del sacrilegio che quotidianamente perpetrano, seminando scandalo e confusione nelle anime dei &quot;piccoli&quot; e dei &quot;semplici&quot; tanto cari a Ges\u00f9, e insuperbendo della loro &quot;maturit\u00e0&quot; e della loro abilit\u00e0 nel &quot;tradurre&quot; il messaggio evangelico nei modi e nelle forme, e persino nei significati, al fine di renderlo compatibile con la mentalit\u00e0 del mondo moderno. Cosa che \u00e8 perfettamente contraria all&#8217;esplicito mandato del Divino Maestro, il quale ha affermato, e continuamente ribadito, fino all&#8217;ultimo giorno della Sua vita terrena, che il Suo regno non \u00e8 di questo mondo (e tanto meno, evidentemente, del mondo moderno: che \u00e8 dichiaratamente anticristiano e post-cristiano): \u00abSe il mio regno fosse di questo mondo &#8212; disse a Pilato, pochi minuti prima di affrontare la <em>via Crucis<\/em>, la via della Croce &#8212; i miei servitori avrebbero combattuto perch\u00e9 non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non \u00e8 di quaggi\u00f9\u00bb.S\u00ec, cari amici del &quot;dialogo&quot; col giudaismo e con le altre religioni che si riduce a relativismo e sudditanza: il vangelo di Giovanni dice proprio cos\u00ec, capitolo versetto 18, 36: \u00abperch\u00e9 non fossi consegnato <em>ai Giudei<\/em>\u00bb);<\/p>\n<p>Vi \u00e8 chiaro il concetto, cari preti di sinistra alla don Gallo (pace all&#8217;anima sua) e alla don Barbero (ex don Barbero, visto che la Chiesa ha dovuto cacciarlo fuori)? Il Vangelo non lo fate voi, lo ha fatto Ges\u00f9 Cristo con le sue parole e le sue azioni. E niente e nessuno riusciranno a distorcerne il significato sino a trasformarlo in una specie di breviario rivoluzionario e antiborghese, come voi vorreste, ma senza neanche avere il coraggio di dirlo chiaro e tondo, perch\u00e9, vili come siete, non osate confessare che quel che vi manca non \u00e8 la grazia della vita divina e soprannaturale, ma un&#8217;ideologia puramente umana, che la storia ha sbugiardato e affossato, il comunismo; e allora, simili a serpenti, vi intrufolate nelle pieghe della Chiesa, nei varchi incustoditi per la scarsit\u00e0 di vocazioni sacerdotali, e, senza averne l&#8217;aria, mordete e spargete ovunque il veleno della vostra interpretazione secolarizzata, politicizzata e comunisteggiante della Rivelazione divina, infettando le pecorelle del gregge che dovreste custodire.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 lo stato dell&#8217;arte; tali sono le condizioni delle stalle di Augia dei nostri tempi, e che sono dentro di noi, dentro le nostre menti. Dobbiamo incominciare da noi stessi, questo \u00e8 ovvio: dobbiamo levarci la trave dall&#8217;occhio, prima di avere la pretesa di levare il bruscolo dall&#8217;occhio altrui. Quanto conformismo, quanta ottusit\u00e0, quanta falsa coscienza si sono installate, da padrone, nelle nostre menti, e vi regnano sovrane e incontrastate! Al lavoro, dunque, uomini di buona volont\u00e0! Ed \u00e8 un lavorio davvero immane: umanamente parlando, diciamolo pure, impossibile. E siccome nessuno di noi \u00e8 un semidio, come lo era Ercole, non ci resta che chiedere l&#8217;aiuto di Dio: del Dio predicato da Ges\u00f9 Cristo, Dio egli stesso; e non del Dio dei Gallo e dei Barbero, inventato da loro per la confusione delle anime e per lo scandalo del gregge. Ce n&#8217;\u00e8, di sporcizia da ripulire e di fetore da disperdere! Pure, serve uno scatto di consapevolezza: vogliamo seguitare a vivere cos\u00ec? A farci abbindolare, manipolare, prendere in giro, continuando, per giunta, a crederci bene informati e perfettamente in grado di capire, di valutare, di giudicare su tutto e su tutti, ma, in realt\u00e0, ripetendo come pappagalli ammaestrati un ritornello insensato e vergognoso? \u00abFatti non foste a viver come bruti &#8212; fa dire a Ulisse il padre Dante &#8212; ma per seguir virtute e conoscenza\u00bb. Solo, non dobbiamo ripetere il suo errore, ma affidare il nostro ingegno a Dio, \u00abperch\u00e9 non corra, che Virt\u00f9 no&#8217;l guidi\u00bb&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come \u00e8 noto, la quinta delle dodici fatiche di Eracle (Ercole per i Latini) consistette nel ripulire, in un solo giorno, le stalle del re dell&#8217;Elide,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-28419","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28419","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28419"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28419\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28419"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28419"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28419"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}