{"id":28414,"date":"2018-03-06T12:18:00","date_gmt":"2018-03-06T12:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/06\/si-deve-ripartire-dal-bene-la-purezza-lo-stupore\/"},"modified":"2018-03-06T12:18:00","modified_gmt":"2018-03-06T12:18:00","slug":"si-deve-ripartire-dal-bene-la-purezza-lo-stupore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/06\/si-deve-ripartire-dal-bene-la-purezza-lo-stupore\/","title":{"rendered":"Si deve ripartire dal bene, la purezza, lo stupore"},"content":{"rendered":"<p>Il circuito virtuoso fra le generazioni si \u00e8 interrotto quando gli adulti hanno smesso di fare quel che avevano sempre fatto: trasmettere sentimenti, pensieri e atti di bene, di purezza e di stupore di fronte allo spettacolo della vita e alla meraviglia del mondo; e hanno incominciato, tutto al contrario, a trasmettere, coscientemente o involontariamente, il loro scoraggiamento, la loro tristezza e, soprattutto, la loro mancanza di fiducia nel bene.<\/p>\n<p>Se il bambino riceve messaggi di bont\u00e0, di fiducia nel valore e nella forza della bont\u00e0, crescer\u00e0 con una solida struttura morale: potr\u00e0 anche infrangerla, specialmente da adulto, tuttavia, se l&#8217;avr\u00e0 ricevuta per tempo, \u00e8 difficile che essa, prima o poi, non riemerga, non lo spinga al pentimento del male fatto, non lo solleciti a rimettersi sulla retta via. Se il bambino, poi, cresce ricevendo messaggi ed esempi di purezza, finir\u00e0 per apprezzarla istintivamente, per sentire che essa \u00e8 qualcosa di prezioso, che rende la vita pi\u00f9 bella e gentile, che migliora la qualit\u00e0 delle relazioni umane, che spalanca orizzonti di serenit\u00e0 e di fiducia verso il mondo. Infine, se il bambino riceve dagli adulti la capacit\u00e0 di provare stupore e meraviglia davanti alle cose, specialmente alle cose nuove, specialmente alle cose belle, \u00e8 molto difficile che quella preziosa impronta scompaia poi del tutto: qualche cosa di essa sopravvivr\u00e0, anche se dovesse sopraggiungere l&#8217;inverno dello scontento, della disillusione, dell&#8217;amarezza. La differenza fra le persone che si devono confrontare con la delusione \u00e8 che quelle dotate di una &quot;riserva&quot; di fiducia nella bellezza del mondo, prima o poi riescono a reagire e a rialzarsi in piedi; le altre, sprofondano in una depressione sempre pi\u00f9 cupa, in un pessimismo sempre pi\u00f9 sterile e distruttivo.<\/p>\n<p>Queste considerazioni ci venivamo in mente sfogliando un libro per bambini, <em>Mondo bambino<\/em>, di Mario Giusti, ristampato dalle Paoline moltissime volte &#8212; l&#8217;ultima, ci risulta, nel 1999 &#8212; ma la cui edizione originaria \u00e8 del 1953: un libro straordinariamente ben fatto, che \u00e8 stato pensato e realizzato secondo i tre principi fondamentali che abbiamo or ora indicato: il bene, la purezza, lo stupore, quasi altrettante leve per sollecitare il piccolo lettore a entrare in quel mondo di fantasia, di bellezza e di pulizia, materiale morale, che \u00e8 la miglior preparazione possibile al futuro ingresso nella vita da adulto. Un libro \u00e8 solo una delle tantissime maniere attraverso cui gli adulti hanno trasmesso alle generazioni pi\u00f9 giovani l&#8217;incanto del mondo e il senso che la vita \u00e8 una cosa ordinata, una cosa bella, che merita di essere vissuta sino in fondo, ma con saggezza, equilibrio, buon senso e soprattutto nel rispetto dei valori autenticamente umani. Oggi la letteratura per l&#8217;infanzia \u00e8 in piena decadenza, per non dire in completo abbandono; e ai bambini delle elementari si regalano, invece che libri illustrati, telefonini di ultima generazione o giochi elettronici; al massimo dei <em>tablet<\/em>, che sono, per\u00f2, tutta un&#8217;altra cosa, perch\u00e9 in essi prevale comunque l&#8217;elemento tecnologico, a scapito, ancora una volta, della fantasia, della creativit\u00e0 e dello stupore. No: per provare meraviglia davanti all&#8217;incanto del mondo, un bambino ha bisogno, oltre che di fiabe, di amici, di giochi connaturati alla sua et\u00e0, di spazi nei quali esercitare la fantasia, di momenti nei quali esser libero di galoppare sulle ali del sogno, e anche di qualche buon libro illustrato: sar\u00e0 un avviamento al mondo della letteratura e al gusto del leggere che certamente gli rester\u00e0 addosso per tutta la vita, come la polvere di carbone resta addosso al carbonaio, o come il profumo del pane caldo si apprende al fornaio. E siccome un libro per l&#8217;infanzia non pu\u00f2 essere che l&#8217;incontro felice fra la parola e l&#8217;immagine, ecco che nel libro <em>Mondo bambino<\/em> un ruolo fondamentale viene assolto dalle bellissime illustrazioni di Carla Ruffinelli, i cui disegni &#8211; pi\u00f9 di centosettanta &#8211; sono pervasi da un soffio di autentica poesia. \u00c8 dalla fusione fra il testo di Mario Giusti e le tavole di Carla Ruffinelli che quel libro prende vita, si anima; e sorge spontanea la domanda: Ma perch\u00e9 non scrivono pi\u00f9 libri per bambini di questo tipo? Perch\u00e9 non li illustrano pi\u00f9 in questo modo? Perch\u00e9 vogliono trattare i bambini come dei precoci adulti, talvolta come dei vecchietti, senza incoraggiarli a sognare, a volare alto?<\/p>\n<p>Il sottotitolo del libro di Mario Giusti reca la dicitura: <em>Raccontini, novelline, favole, poesiole, filastrocche, cantilene, scioglilingua, indovinelli<\/em>: insomma, di tutto un po&#8217;. Il pubblico \u00e8 quello dei lettori di prima e seconda elementare: perch\u00e9, negli anni Cinquanta e Sessanta del &#8216;900, chi si occupava di editoria per ragazzi faceva una chiara distinzione fra le pubblicazioni destinate al primo ciclo e quelle destinate al secondo ciclo della scuola elementare. Per esempio, la Mondadori pubblicava la collana <em>La stella d&#8217;oro<\/em>, che si suddivideva in due serie: l&#8217;azzurra, destinata ai lettori fino a 10 anni, e la rossa, destinata a quelli dai 10 anni in su. Abbiamo detto che l&#8217;ultima ristampa del libro \u00e8 del 1999, ma l&#8217;impronta fondamentale \u00e8 quella dei primi anni Cinquanta: riflette perci\u00f2 una societ\u00e0 ancora pre-industriale e pre-moderna, e tutto, sia i testi delle fiabe, dei racconti, degli indovinelli, eccetera, sia il tratti grafico della disegnatrice, rispecchia il cima di quegli anni: gli ultimi anni di quiete prima del <em>boom<\/em>, prima dello stravolgimento che sarebbe venuto con il cosiddetto miracolo economico e la scomparsa rapidissima della societ\u00e0 contadina (<em>Il ragazzo della Via Gluck<\/em> di Adriano Celentano \u00e8 del 1966). La famiglia, la religione, la Patria, cos\u00ec come sono narrati, o suggeriti, in queste pagine, rispecchiano i sentimenti e gli ideali degli anni Cinquanta del &#8216;900: quando l&#8217;Italia, bench\u00e9 uscita con le ossa rotte dalla Seconda guerra mondiale, si stava rimettendo in piedi e i suoi uomini e le sue donne, intraprendenti e gran lavoratori, venivano ancora dalla famiglia tradizionale, patriarcale, cattolica, fondata sull&#8217;autorit\u00e0 dei genitori e sul duplice amore di Dio e della propria nazione. Mario Giusti, uomo di scuola e infaticabile scrittore per l&#8217;infanzia (le sue opere narrative, ormai tutte da gran tempo esaurite, assommano a parecchie decine di titoli), era anche un fervente cattolico, che aveva pubblicato tutti i suoi libri con delle case editrici cattoliche, a cominciare dalle Edizioni Paoline, che allora vivevamo il loro momento pi\u00f9 felice, per impulso del grandissimo don Giacomo Alberione; sospettiamo assai che questa sia una delle ragioni, se non la ragione fondamentale, del suo immeritato e pressoch\u00e9 totale oblio. Eppure dai suoi libri (fra gli altri titoli pi\u00f9 importanti, ricordiamo <em>Il contafavole<\/em>; <em>Scicciribicchieri (l&#8217;abbic\u00ec dell&#8217;enigmistica)<\/em>; <em>Lo scacciapensieri, folklore per i pi\u00f9 piccini<\/em>; <em>Dietro l&#8217;angolo<\/em>; <em>Trenta santi pi\u00f9 uno<\/em> (e quell&#8217;uno sarebbe il giovanissimo lettore a cui il libro si rivolge), <em>Piccinlandia<\/em>; <em>Codalunga<\/em>; <em>Il direttissimo delle 23<\/em>; <em>Alle crociate<\/em>; <em>Missionari in Asia<\/em>; <em>I paladini<\/em>; <em>Il sacco dell&#8217;orco (poesie);<\/em> <em>Calvario (poesie); Chicchino<\/em> re; <em>La coda del diavolo.<\/em> E potremmo continuare per una pagina intera, solamente elencando i titoli.<\/p>\n<p>Il fatto che Mario Giusti fosse un cattolico fervente non appesantisce per\u00f2 i suoi libri per l&#8217;infanzia con uno strato, per cos\u00ec dire, &quot;ideologico&quot;; a parte quelli di soggetto esplicitamente religioso, egli si rivolge ai bambini pi\u00f9 piccoli, quelli che hanno da poco imparato a leggere e scrivere, e li vuole semplicemente divertire, per\u00f2, nello stesso tempo, educandoli al bene. Da qui la leggerezza, la freschezza, l&#8217;ariosit\u00e0, diremmo vaporosa, delle sue pagine, che portano per mano il giovanissimo lettore in un mondo veramente incantato, ma senza stucchevolezze, senza esagerazioni, senza forzature. Insomma, per dirla tutta, senza quella insopportabile pesantezza ideologica che si sente, invece, nei libri per l&#8217;infanzia del troppo celebrato Gianni Rodari, al quale sono state intitolate innumerevoli scuole; e che ideologia fosse lo si sa bene, quella marxista: ragion per cui, nei lunghi decenni della incontrastata egemonia culturale della sinistra, pareva che non ci fosse in Italia nessuno scrittore per l&#8217;infanzia migliore di lui, cos\u00ec come pareva che non ci fosse mai stato un pittore pi\u00f9 bravo di Guttuso, o un romanziere pi\u00f9 profondo di Moravia, o un autore di teatro pi\u00f9 geniale e innovativo di Dario Fo (tanto \u00e8 vero che alla fine gli \u00e8 arrivato pure il Premio Nobel per la Letteratura). L&#8217;egemonia culturale della sinistra marxista voleva che un&#8217;opera non fosse meritevole di apprezzamento se non rispecchiava la profondit\u00e0 e la complessit\u00e0 del mondo moderno e, soprattutto, se non lanciava strali avvelenati contro i capisaldi del detestato ordine borghese: la famiglia, la religione e la Patria. Ecco allora che uno scrittore come Mario Giusti non poteva piacere alla cultura allora dominante nel nostro Paese, per la stessa ragione per cui piaceva moltissimo, invece, la narrativa di Gianni Rodari; che poi \u00e8 la stessa ragione per cui, ancor oggi, i nostri studenti di liceo conoscono, e sopravvalutano, scrittori come Svevo, Gadda, Vittorini, Pasolini, Balestrini, Moravia &#8211; quest&#8217;ultimo un puro e semplice pornografo &#8211; perch\u00e9 cos\u00ec han loro fatto credere i professori; e ignorano persino i nomi di Lisi, Tecchi, Casini, Giuliotti, Bargellini, Corti.<\/p>\n<p>Mario Giusti, nato a Collesalvetti, in provincia di Livorno, nel 1902, e morto nel 2000, ha avuto una vita assai lunga e operosa: \u00e8 stato giornalista e soprattutto scrittore, e per oltre quarant&#8217;anni maestro e direttore didattico, perci\u00f2 i bambini li conosceva bene, li conosceva per davvero, e insieme rispettava la loro infanzia, la loro innocenza, non voleva forzare le tappe della loro crescita. Difatti nei suoi libri si respira l&#8217;atmosfera di un uomo di scuola che ha le idee molto chiare in fatto di comunicazione, che sa come si ci si rivolge a dei bambini di sei, sette e otto anni, li sa prendere per il loro verso, adopera le parole che essi conoscono, li invoglia con quel pizzico di brio e di giocosit\u00e0, eppure sa trasmettere dei significati seri (mai seriosi), perch\u00e9 in tutte le sue storie e storielle, in tutte le sue mini fiabe e le sue mini poesie, c&#8217;\u00e8 una morale, una morale buona, una morale cristiana. Era uno di quei veri educativi i quali sanno che l&#8217;infanzia ha il diritto di essere ci\u00f2 che \u00e8 sempre stata: l&#8217;et\u00e0 dei sogni, e, nello stesso tempo, l&#8217;et\u00e0 in cui si gettano le fondamenti del futuro edificio della vita, perci\u00f2 seppe sempre tenere, come scrittore, la giusta via di mezzo fra l&#8217;esigenza formativa e il gusto del puro intrattenimento. Certo che questo approccio non poteva incontrare l&#8217;approvazione degli arcigni recensori e critici letterari della cultura dominante: per loro, anche uno scrittore per bambini aveva il dovere di partecipare, pure lui, alla battaglia universale del proletariato per la sua liberazione; e dunque doveva far capire ai piccoli lettori che non bisogna mai fidarsi della borghesia, delle sue parole, nemmeno delle sue fiabe o dei suoi indovinelli: tutte trappole e inganni per attutire la coscienza di classe e per addomesticare la doverosa opposizione allo sfruttamento borghese. Per quei signori, non esiste un&#8217;arte neutrale, nemmeno una letteratura per l&#8217;infanzia che possa concedere ai bambini un poco di spensieratezza: anche a loro bisognava inculcare i germi del rancore sociale e del sospetto sistematico; anche loro dovevano venir messi in guardia, diffidare, tenersi pronti contro gli inganni degli adulti borghesi. Frattanto, anche i preti di sinistra cominciavano a suonare questa musica: <em>Esperienze pastorali<\/em> di don Lorenzo Milani \u00e8 del 1957, <em>L&#8217;obbedienza<\/em> <em>non \u00e8 pi\u00f9 una virt\u00f9<\/em> del 1965, e la <em>Lettera a una professoressa<\/em>, del 1967. Ma Mario Giusti non era uomo di rancore e lotta di classe: era un uomo di pace e di amore. Gli era morto un figlio, portato via dal tifo all&#8217;et\u00e0 di soli diciassette anni; poi gli era morta la moglie amatissima, che aveva conosciuta addirittura sui banchi dell&#8217;asilo: eppure, come \u00e8 stato detto di lui, non perse mai la fede n\u00e9 in Dio, n\u00e9 negli uomini.<\/p>\n<p>Carla Ruffinelli (1922-1998, nata a Torino ma milanese di adozione) \u00e8 stata una deliziosa pittrice e disegnatrice per l&#8217;infanzia, che ha illustrato una grandissima quantit\u00e0 di libri e ha lasciato un vivo ricordo in almeno due generazioni d&#8217;italiani, quelli che sono stati bambini fra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta del secolo scorso. Il suo tratto \u00e8 inconfondibile e unisce grazia, leggerezza, freschezza, vivacit\u00e0, eleganza, perfino signorilit\u00e0, anche quando si tratta d&#8217;illustrare i soggetti pi\u00f9 umili, come una povera contadinella scalza o un mazzolino di fiori di campo. I suoi disegni non sono mai banali, non sono mai scontati, hanno tutti un qualcosa di unico, di speciale: si potrebbe dire che il loro tratto pi\u00f9 caratteristico \u00e8 la capacit\u00e0 di esprimere amore per la vita. Carla Ruffinelli era un&#8217;artista sensibilissima e innamorata di tutto ci\u00f2 che \u00e8 vita, e sapeva vedere lo splendore del mondo anche nelle cose pi\u00f9 modeste, che \u00e8 la virt\u00f9 dei grandi. E, nello stesso tempo, un forte senso di pulizia: pulizia formale, che \u00e8 per\u00f2 lo specchio della pulizia morale. S&#8217;intuisce che i personaggi da lei disegnati sono delle belle personcine, bambine e bambini immersi in un loro piccolo mondo incantato, mai sciocco, mai futile, ma pervaso dal profondo stupore dinanzi a tutto ci\u00f2 che \u00e8 bello, perch\u00e9 viene dalla mano di Dio. Anche lei era una convinta cattolica e ha imprestato la sua matita, fra gli altri, al settimanale <em>Famiglia Cristiana<\/em>, ai tempi in cui si trattava realmente di una rivista cattolica: niente a che vedere con il giornale modernista e sincretista di oggi, perfettamente allineato sulle posizioni ideologiche ella neochiesa di Bergoglio.<\/p>\n<p>Se vogliamo ricostruire il tessuto morale della nostra societ\u00e0, dobbiamo ripartire da qui: dobbiamo tornare a far sognare i bambini, a trasmettere loro il senso del bene, della purezza, dello stupore. Guai a colui che d\u00e0 scandalo ai bambini, che insudicia la purezza del mondo riversando su di loro uno sterile pessimismo o un atteggiamento di rancore e diffidenza verso le cose. Un bambino che sogna cose belle e pulite sar\u00e0 un adulto che porta nella societ\u00e0 una ventata d&#8217;aria fresca. E Dio sa se ne abbiamo bisogno, per noi ma ancor pi\u00f9 per loro, i bambini, dopo tanti anni di sterilit\u00e0 spirituale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il circuito virtuoso fra le generazioni si \u00e8 interrotto quando gli adulti hanno smesso di fare quel che avevano sempre fatto: trasmettere sentimenti, pensieri e atti<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-28414","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28414","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28414"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28414\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28414"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28414"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28414"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}